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Mangiare con le mani, nuovi mix gastronomici incredibili, accostare ad ogni piatto musiche e poesie, rifiutare il ‘quotidianismo mediocrista’ nei piaceri del palato. Sono queste le regole della cucina futurista - lanciate da Marinetti nel 1931 nel suo Manifesto della Cucina Futurista – che oggi Avanguardia a Tavola e Culinaria 2016 rispolverano e ripropongono a Roma il 20 e il 21 febbraio in compagnia degli chef stellati Massimo Bottura, Rubio, Cristina Bowerman, Gianfranco Pascucci, Riccardo Camanini, Paolo Lopriore, Roy Caceres e molti altri.

img_2060 Anche quest’anno “Culinaria, Uno spettacolo di cucina”, l'appuntamento che riunisce nella Capitale il gotha dell’enogastronomia, ha tutte e carte in regola per far parlare di sé. In occasione della sua decima edizione, l’evento organizzato da Francesco Maria Pesce e Fabrizio Darini, ha l’obbiettivo di le stravolgere il classico riproponendo il concetto di “Cibosofia” in cui odore, sapore, colore e forma si fondono in ricette eccentriche, visionarie e all’avanguardia, per portare un nuovo modo di vivere l’esperienza a tavola.

Culinaria-Roma

Ma Culinaria quest'anno è anche solidarietà con l'iniziativa "Culinaria per Leo"che a partire dalla storia di questo bimbo di 7 anni sconfitto da un male devastante, la medulloblastoma, si fa testimonial di una raccolta fondi benefica il cui ricavato sarà devoluto alla ricerca scientifica.

Per scaricare il programma completo della manifestazione   clicca qui

 

- Serena Savardi -

Pubblicato in Food
Giovedì, 13 Dicembre 2012 22:32

Windows at Bergdorf Goodman

Avere ogni settimana nuove idee con le quali conquistare l’attenzione del pubblico non è facile. Soprattutto se parliamo delle vetrine di un un negozio situato dal 1928 in uno dei luoghi simboli dell’immaginario collettivo: sulla Fifth Avenue, all’incrocio con la 58th. A New York, Bergdorf Goodman è una sorta di istituzione ed è ormai entrato a far parte della cultura popolare, tanto da essere citato in numerosi film e serie televisive da Come sposare un milionario a Sex in the city. In particolare le sue vetrine, continuamente rinnovate all’insegna della più brillante ed estrosa creatività, rappresentano da sempre una continua fonte di ispirazione.

Se nel 2006 fu il movimento dadaista a ispirare una vetrina capovolta a testa all’ingiù, gli abitanti newyorchesi ancora ricordano le candide vetrine del natale di fine millennio.

Proprio a queste vetrine è dedicato il volume illustrato Windows at Bergdorf Goodman, da poco riedito dalla casa editrice Assouline in versione deluxe. Quasi trecento le suggestioni visive di grande bellezza che trovano posto nel libro e che portano la firma di artisti emergenti come Aaron Wexler, John Gauld, Kevin Paulsen, a sottolineare una continuità nella tradizione, visto che nel corso del tempo, l’attività di vetrinista, ha avuto come protagonisti personaggi del calibro di Salvador Dalì, Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Jasper Johns, quanto meno agli inizi delle loro carriere.

Perché alla fine la cosa che conta è la creatività. Come dice David Hoey, responsabile delle vetrine di Bergdorf Goodman: “Il minimalismo è fantastico. Anche il massimalismo lo è. L’unica cosa che cerchiamo di evitare è la mediocrità”

 

Pubblicato in Cultura

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