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Arti sintetiche, musica elettronica, giochi di luce e molto altro, si fonderanno in “[in]KUBO electronic experience”.

 

L’evento organizzato dall’Associazione Son.i.k.a., si svolgerà da venerdì 14 a sabato 22 giugno 2013 presso il futuro “Centro Sonika” in via Maso, a Villa del Conte.

 

Concerti e arti visive accompagneranno il pubblico all’interno dello stabile, immaginato come un luogo d’incubazione e sperimentazione di idee, da qui il nome [in]KUBO.

 

L’intento è di coinvolgere in un intreccio originale tra arte e musica tutti i sensi dello spettatore. Artisti, gruppi musicali, DJs e performer invaderanno l’intero edificio e collaboreranno ogni sera per dar vita ad un evento sempre nuovo, che avvolgerà a 360 gradi lo spettatore nello spazio sonoro, architettonico e visivo dell’edificio.

 

Sia la parte artistica che musicale, presenteranno un approccio sperimentale al mondo dell’elettronica e della sintesi, offrendo la possibilità di scoprire nuovi fermenti artistici attraverso un’esperienza di qualità. [in]KUBO vuole essere un modo per raccontare nuove dimensioni artistiche e musicali, qualificando il “Centro Sonika” come un luogo che attribuisce alla cultura l’importante funzione di scoprire le esperienze del territorio. Il “Centro Sonika”, i cui lavori di costruzione inizieranno al termine del festival, sarà luogo di aggregazione e promozione socio-culturale. In quest’ottica sarà promotore di altre nuove esperienze, eventi culturali e spazi espositivi stabili.

 

LINE-UP

14/06 Dagger Moth gRAEFENBERg

15/06 ​Pink Holy Days Aucan Dj/Vj Set

16/06 Teho Teardo

17/06 Uochi Toki

18/06 Duo Majahall + Rodrigo D’erasmo La Morte

19/06 East Rodeo

20/06 ​Autobam Giuseppe Ielasi

21/06 Anna Magdalena Iori’s Eyes

22/06 2Pigeons Digi G’Alessio

 

 

inkubo[in]KUBO Festival di Musica Elettronica e Arti Sintetiche 14 – 22 Giugno 2013 Centro Sonika – Via Maso, 17 Villa del Conte (PD) Apertura spazi espositivi ore 20.00 Inizio concerti ore 22.00

Premetto che la mia adolescenza ha coinciso con gli anni 90. All'epoca Milano sembrava un grosso suk, sporco e maleodorante, ma sempre pronto ad accogliere differenze e deviazioni. Prendiamo piazza Vetra, dove lo sballo era di casa. Nel parco delle basiliche lo spaccio era a cielo aperto e l'erba non cresceva. Così al Sempione.

 

Isole di illegalità dove tutto era permesso. I marocchini giocavano perennemente a pallone e le bottiglie di birra vuote venivano usate come pali per le porte e poi lasciate lì. Idem nelle università: alcune aule (l'aula 4°, l'aula ricreazione di Scienze Politiche e i sotterranei della Statale) erano zone franche dove l'illegalità era la normalità.

 

Constatare come la città sia cambiata nei modi di fruirla è palese. Chiacchierando con persone della mia età l'esclamazione è sempre la medesima: non c'è più la Milano di una volta. Banale, ma veritiera. Ora è tutto veicolato da ordinanze, orari di chiusura imposti, restrizioni e paura. La paura che si crea attraverso notizie distorte e subdole. Un esempio recente di poco fa sul Corrierone, dove il titolo era questo: “Colonne: notti di paura. Un ferito a bottigliate, malmenato un vigile”. L'ennesimo pretesto per screditare la movida tacciandola come pericolosa e deviata. Un articolo  fuorviante, un lungo compendio di raffinatezze giornalistiche incentrato sui motivi per il quale, a detta del giornalista, è meglio stare a casa che uscire.

 

Non facciamo dietrologia con il classico: “si stava meglio prima”. Non diciamo nemmeno che si sta meglio ora. Di sicuro ci sono solo i fatti: dopo aver visto il tramonto dei '90, visto erigere cancellate nei parchi e parchetti (l'ultimo, il capolavoro, quella del giardinetto di fronte al Mom, dove la Moratti arrivò a intitolare il parco al “9 novembre 1989″, ovvero la celebrazione della caduta di un muro issandone un altro) e la chiusura progressiva di tutti gli spazi aggregativi alternativi, mi mancava la polizia in tenuta antisommossa nelle aule dell'Università per sgomberare degli studenti indisciplinati. Una cosa (la polizia in università) che non accadeva dal 72. Un segno dei tempi.

 

Poi l'inaspettato. Martedì sera sono andato per la prima volta a Piazza Affari durante la serata Ape. Cos'è? Un happening all'aperto con concerti, teatro e dj set. Un piacevole ritrovo, una sorpresa nell'asfittico mondo dell'aggregazione milanese, troppo stratificata a seconda delle attitudini o delle abitudini sessuali dove troppo spesso la scelta è tra il locale o la piazza barbara. Quella stessa piazza dove si erge il dito medio di Catellan rivolto verso la Borsa. Al di là del significato che l'artista ha voluto dargli, mi piacerebbe giocare con i significati e dedicare l'opera dell'artista a una non meglio precisata “ottusità meneghina”.

 

Come contrastarle? Continuando ad uscire nelle piazze, ad organizzare eventi con lo scopo di vivere porzioni di città in funzione sociale. Solo così libereremo le idee appoggiandole sull'asfalto. Ci si potrà camminare sopra.

Dal 25 al 28 aprile si terrà lo splendido Festival dell'Oriente presso il Parco Esposizioni di Novegro.

Nerospinto vi invita a prendere parte all'evento e ad immergervi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato.

 

Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, centomila metri quadri sono ora a vostra disposizione per imparare a conoscere ed apprezzare usi e costumi di luoghi lontani e fascinosi.

Le attività e i laboratori che vi guideranno alla scoperta di queste meravigliose terre sono innumerevoli: mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.

 

Potrete interagire con diversi esponenti di pratiche differenti e sperimentare gratuitamente decine di terapie tradizionali visitando il settore dedicato alla salute e al benessere, con i suoi padiglioni dedicati alle terapie olistiche le discipline bionaturali,lo yoga, ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica,rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora.

 

Lasciatevi incantare dalla magia dell'Oriente. Fatevi inebriare da gusti, aromi, sensazioni, sonorità di India, Cina ,Giappone, Thailandia, Indonesia, Marocco, Filippine, Vietnam, Tibet, Egitto, Uzbekistan, Mongolia, Nepal, Birmania, Corea, Cambogia.

Immergetevi in una cultura lontana e fatevi travolgere da ritmi, abitudini e approcci alla vita completamente nuovi.

 

 

Festival dell'Oriente

25-26-27-28 aprile 2013

Milano - Parco Esposizioni Novegro

Orario 10.00-23.00

Ingresso: 10€

 

Link sito: http://festivaldelloriente.net/

La splendida cornice del Lago di Como accoglie la sezione primaverile dell’8° edizione del  LakeComo Festival, uno delle rassegne musicali più attesi della stagione.

Le atmosfere e i paesaggi  incantati del territorio comasco daranno spazio a otto concerti primaverili dedicati sia al repertorio della musica classica che alla nuova musica. Rinomati ed apprezzati artisti italiani e internazionali si esibiranno in favolose location: ville e dimore storiche saranno il palcoscenico di concerti di spessore.

Nerospinto ama la musica in tutte le sue sfumature e vi presenta il programma ricco e variegato  di questa ottava edizione.

30 aprile, 18:00. TURKISH VIOLIN: Hakan Sensoy Villa Cipressi, Varenna +cena

4 maggio, 18:00. ROMANTIC HARP: Floraleda Sacchi Ascension Church, Cadenabbia-Griante

18 maggio, 18:30. BEETHOVEN /BACALOV: Trio Broz Villa Melzi, Bellagio

25 maggio, 18:00. CLARINET & PIANO: Massimo Santaniello, Carlo Benatti Villa Vigoni, Menaggio +visita guidata

1 giugno, 21:00. JAZZY GUITAR DUO: Andrea Candeli, Alessandro Menconi Villa Giamminola, Albavilla

2 giugno, 18:00. ELECTRO-ACOUSTIC: Floraleda Sacchi Villa Cipressi, Varenna +cena

7 giugno, 21:00. SOLO PIANO: Alessandro Marangoni Villa Vigoni, Menaggio +visita guidata

22 giugno, 21:00. PRALINES: Sara Calvanelli Villa Amalia, Erba +visita guidata

Per maggiori informazioni: www.lakecomofestival.com

Il 17 Aprile 2012 usciva Padania, l’ultimo prodotto discografico made in Afterhours. Esattamente un anno dopo siamo quasi giunti alla fine del secondo tour promozionale, quello invernale, il Club Tour.  Dopo il grandissimo successo delle date estive infatti, tenutesi perlopiù in giro per palasport e arene all’aperto, il gruppo ha deciso di regalarsi e regalare una dimensione diversa, più contenuta ed intima, se vogliamo più underground. Una sorta di ritorno alle origini, si può dire.

 

A Milano, città che ha dato i natali a cinque dei sei componenti della band,  tornano per due date al Factory, il 18 e il 19 Aprile, entrambe sold out ormai da una settimana. Ieri la prima serata, cominciata con Padania, traccia n°6 dell’omonimo disco, ha decisamente raggiunto le aspettative del pubblico.  Il locale era in effetti piccolo e l’acustica non delle migliori, soprattutto per una band che sul palco non risparmia rumori e distorsioni. Poco male però, la performance è stata grandiosa in ogni caso, specialmente per un motivo: sciolti, sorridenti e coinvolti, gli Afterhours hanno regalato la sensazione più bella che si possa dare ad un pubblico: la gioia che deriva dal suonare.

 

Dopo un anno di promozione di Padania lo spazio dedicato ai nuovi pezzi è più ampio, costringendo la scaletta a privarsi di capolavori del vecchio repertorio che emozionano sempre molto i fan, da Dentro Marilyn a Quello Che Non C’è o Ballata Per Mia Piccola Iena. Tuttavia, mettendo da parte l’affetto per le canzoni più datate, le chicche che regala la sperimentazione canora e strumentale di Padania hanno probabilmente innalzato la performance ad un livello superiore. In Io So Chi sono il polistrumentista D’Erasmo si destreggia tra il pianoforte, il crash in prestito a Prette e il suo amato violino, muovendosi da una parte all’altra del palco come se nulla fosse;  Ci Sarà Una Bella Luce, con tutte le sue variazioni interne, è sempre molto suggestiva, e la voce di Agnelli, in questo pezzo spesso a cappella, si può cogliere in tutta la sua estensione graffiata, le cui potenzialità sono sempre più espresse ogni album che passa.

 

In seguito a Bunjee Jumping, tra i brani più ricorrenti nei live per l’intensità emotiva che riesce a creare, Manuel prende il microfono e decide di fare luce su una questione su cui si sono interrogati molti fan dalla prima data del Club Tour: la mise total white. “Volevamo fare un omaggio a Papa Ciccio!”, dice. Qualche risata, un paio di battute, e si ricomincia a suonare.

 

Dopo la prima pausa, la seconda parte comincia con Punto G, pezzo estratto da Hai Paura Del Buio?, secondo album della band, largamente considerato uno dei loro capolavori. E’ qui che cominciano le sorprese; un Roberto Dell’Era molto divertito che in falsetto canta Tutti Gli Uomini Del Presidente, e La Sinfonia Dei Topi, ultima traccia dell’album live uscito nel 2001, quasi mai proposta in concerto. Momento accendini per Il Mio Ruolo, alla fine del quale i membri abbandonano il palco uno alla volta, lasciando D’Erasmo e il suo violino agli applausi del pubblico, in un emozionante assolo al centro di un cerchio di luce su un palco buio. In pieno stile Afterhours, i saluti sono ovviamente una finta. Rientrati in scena Dell’Era introduce il pezzo successivo dichiarando di averlo composto nel pomeriggio, in ascensore. La curiosità è palpabile tra il pubblico, almeno fino al momento in cui non parte il riff che rende subito riconoscibile Cold Turkey, di John Lennon.

 

A seguire le due ormai immancabili ballate di Padania, Nostro Anche Se Ci Fa Male e La Terra Promessa Si Scioglie Di Colpo, un meraviglioso intro strumentale su Bye Bye Bombay; da pelle d’oca. Verso la fine del pezzo la scena si ripete; il primo ad abbandonare il palco è come sempre Agnelli, poi Prette, Ciccarelli, Dell’era, Iriondo, D’erasmo. A questo punto sembra davvero finita, ma le luci non si alzano e la tensione resta in sala, palpabile. Saggio chi ha urlato a chi stava già levando le tende “Dove andate? Non hanno ancora finito!” perché infatti, dopo qualche minuto, eccoli li, di nuovo, a suonare Voglio Una Pelle Splendida, perfetta conclusione della performance.

 

Scaletta 18/04/2013 - Factory, Milano Padania Terra di nessuno Il sangue di giuda Spreca una vita Rapace Ci sarà una bella luce Messaggio promozionale n1 La sottile linea bianca Bunjee jumping 1996 Varanasi baby Elymania Questo pazzo pazzo mondo di tasse Male di miele Veleno

Punto G Io so chi sono Tutti gli uomini del presidente La sinfonia dei topi Il mio ruolo

Cold Turkey, John Lennon cover Vedova bianca Nostro anche se ci fa male La terra promessa si scioglie di colpo Bye bye bombay

Voglio una pelle splendida Date mancanti 19/04, Milano, Factory 24/04, Torino, Audiodrome club 27/04, Rimini, Velvet 30/04, Perugia, Urban Club

 

 

Como si apre alla Musica da camera: la città, dal 7 aprile al 19 maggio 2013, accoglierà una rassegna di musica da camera di qualità con sei concerti di livello tenuti da musicisti di prim'ordine.

Artisti internazionali, i cui nomi compaiono nei cartelloni di rinomati Teatri e Festival di Musica, interverranno con le proprie performance: il primo violoncello del Giardino Armonico Paolo Beschi; il pianista americano Alexander Frey;  il Trio di Firenze Andrea Tacchi - violino, Luca Provenzani - violoncello, Fabiana Barbini - pianoforte (Orchestra Regionale della Toscana, ORT); il pianista Giuseppe Gullotta; il flautista Claudio Ferrarini ed Emanuela Battigelli. Chiude la rassegna un duo d’eccezione: il pianista non vedente Gianluca Casalino e il violinista Davide Alogna, per un’esperienza sensoriale unica e straordinaria.

La neonata associazione Como Classica, che trova il suo cardine nella figura del Maestro Davide Alogna, mente e cuore del progetto, offre alla città la prima edizione di una stagione musicale presentata con una conferenza stampa il 14 marzo scorso. Concerti prestigiosi, in location altrettanto raffinate:  luoghi storici di Como quali la Pinacoteca civica e la sede del Teatro Sociale.

La musica da trova così spazio in luoghi d'arte dove il rapporto tra arte e spettatore si fa intimo ed unico.

La rassegna proposta da Como Classica vuole essere la prima di una lunga serie di manifestazioni volte ad avvicinare il pubblico alla musica da camera, grande assente negli eventi degli ultimi anni, proponendosi come opportunità di educazione artistico-musicale gratuita. Gli eventi musicali sono tutti ad accesso libero e per i cittadini che avranno la possibilità di sostenere l'associazione, tramite la sottoscrizione di una tessera associativa di 15 euro annui, saranno realizzati eventi fuori cartellone ideati appositamente.

Sostenere Como Classica significa investire nel talento e nella passione per la musica, far parte di quel gruppo di cittadini, enti e realtà imprenditoriali che hanno a cuore il futuro della cultura. L'associazione vuole risvegliare la città difendendo il valore sociale, educativo, morale ed etico della musica.

“La musica è un prodotto culturale e perciò oggettivamente una scelta, ricollegata alla cultura e creatrice di cultura, tra tutte le possibilità puramente musicali…”

(Friedrich H. Tenbruck, sociologo)

2008. Marzo.

Gerusalemme.

La città santa si sta risvegliando dal suo consueto inverno caldo e arido. Mandorli in fiore e profumi di zagare invadono le vie di Gerusalemme. È fermento. Sono i preparativi per la processione cristiana della Domenica delle Palme, e per la Pesach”– la Pasqua Ebraica.

…un’ordinaria primavera in Terra Santa insomma.

Non per tutti però.

C’è un ragazzo che si muove calmo tra intrecci di stradine di pietra e luoghi sacri, scansando giovani vestiti a festa, armati di cornamuse e tamburi. Ha altro per la testa. Sta per pubblicare il suo primo album, “The Reckoning, insieme agli amici di una vita, i Mojos.

Lui si chiama Asaf.

 

2012. Giugno.

Berlino.

A giugno le notti sono brevi e il buio sopra Berlino dura solo poche ore.

Jacob Dilßner non ha sonno. È uno studente di filosofia con la passione del djinig. Quando mixa si fa chiamare Wankelmut. Non ha impegni in quei giorni. Nessun ingaggio in qualche club della città. Nessuna voglia di studiare.

Una sera decide di rilavorare con il suo Ableton Live - software di produzione musicale - un pezzo scovato in rete. È “The Reckoning Song” di Asaf Avidan.

Lo spoglia. Conserva solo la voce del ragazzo israeliano e velocizza il riff della sua chitarra, aggiunge una base minimal ed ecco che “The Reckoning Song” diventa “One Day”.

Jacob carica il pezzo su SoundCloud. È subito gloria.

Milioni di ascolti trascinano Wankelmut e Asaf alla consacrazione su Beatport, santuario per ogni Dj che si rispetti.

 

2012. Dicembre.

Torino – Hiroshima Mon Amour

C’è un chiacchiericcio diffuso in sala, odore di alcool e tabacco.

Sul palco solo uno sgabello, un pianoforte sullo sfondo, qualche foglio sparso vicino al microfono. Una scenografia spoglia arricchita solo da qualche luce morbida che regala all’Hiroshima quell’atmosfera intima e autentica tipica dei piccoli luoghi di culto.

Asaf è solo. Sta portando in giro il suo nuovo lavoro, “Different Pulses”.

Sale sul palco così, chitarra tra le braccia, fisarmonica al collo, fisico asciutto e definito strizzato in una canotta bianca e in un paio di jeans. Solo lui e la sua voce… E che voce! È un suono ancestrale, senza sesso, tocca tutte le tonalità, le graffia e le abbraccia con un controllo assoluto in una serie di smorfie sofferenti e partecipate.

Asaf canta e, cosa ben rara, il pubblico zittisce se stesso. E fa bene, perché Asaf va ascoltato, sia che canti sia che racconti di sè.

 

"Sono musicista solo da 6 anni, e non sono poi molti... Ho iniziato perché una ragazza mi ha spezzato il cuore. Quando suonavo in casa, lei se ne stava sul divano a guardare qualche soap opera, e mi gridava: “Chiudi la porta Asaf, non c’è bisogno che urli così fucking forte!” Allora chiudevo la porta e cantavo più forte di prima, così che potesse sentirmi comunque. Ecco, è così che ho scritto la prima canzone, per la ragazza dall’altra parte del muro."

(n.d.r. la canzone è 

)

 

Canta anche “

”, quella stessa che Jacob ha trasformato qualche tempo prima in “One Day”, ma la canta piano e le restituisce la sua autenticità.

 

2013. 23 aprile.

Milano.

Asaf torna in Italia.

Da non perdere.

I biglietti qui.

Concerti benefici

No, non è Antonella Clerici.

E sì, non ci si veste con un tubino argentato dalla 38 in su.

Oltre a suggerirle di cambiare stylist – che a quanto pare la odia e ora che è ingrassata si sta vendicando – le diamo un altro suggerimento: puntare sul no profit.

Perché, diciamocelo, i tempi di Moulin Rouge sono lontani e non le restano che i concerti per salvare le balene.

Funerali a parte (vedi Funeral party).

 

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Direttore Responsabile
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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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