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Le Pulci di Ringhiera vi aspettano questo Sabato 17 settembre con un mercatino e una magnifica festa alla Cascina Sant’Ambrogio.

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Sabato, 11 Aprile 2015 20:34

L'Ape Car Depuravita al Salone del Mobile

In occasione del Salone del Mobile di Milano, Depuravita sale a bordo della sua Ape Car per portare freschezza e ristoro a tutti gli appassionati di design.

Dal 14 al 19 aprile 2015, le strade di Milano si coloreranno di tutte le vivaci sfumature dei succhi detox.

Ape Car Depuravita è un punto vendita itinerante che porta i succhi di frutta e verdura freschissima spremuti a freddo direttamente tra la gente. Che sia un rapido pranzo o una sana merenda, Depuravita è il modo migliore per trascorrere le intese e piene giornate del design all’insegna del benessere.

Ape Car Depuravita sarà presente sul territorio milanese dalle ore 10:00 fino alla mezzanotte, da via Durini a Brera, da Rho Fiera a Lambrate, in tutte le zone dove si terranno i maggiori eventi dedicati al Salone del Mobile.

Si potranno trovare i classici Germoglio, Bosco, Nuvola, Sole, Rubino e Prato accompagnati da Coccovera, la nuova linea aqua Depuravita.

I succhi saranno venduti in edizione mini, in bottiglie da 250 ml ad un prezzo di 5 euro ciascuno.

L’Ape Car Depuravita sarà l’emblema di uno stile sano e moderno di vivere l’alimentazione, come nutrimento non solo per il corpo ma anche per lo spirito. Bevendo i succhi detox Depurativa, il corpo si depura dalle tossine e dalle scorie, rafforza il sistema immunitario, con benefici immediati su pelle e capelli, oltre che ritrovo di vitalità ed energia.

Depuravita è un’innovativa start-up  fondata da Sandra Nassima con sede a Milano ma dall’animo internazionale. L’idea di una dieta detox a base di succhi naturali e 100% biologici arriva dagli Stati Uniti e viene importata in Italia con una prospettiva differente, ancora più completa e con una maggiore attenzione per la salute.

“Il detox Depuravita non offre una semplice idea di dieta dimagrante – spiega Sandra Nassima –ma uno strumento per trasformare il proprio stile di vita, comprendendo ciò di cui l’organismo ha bisogno per funzionare al meglio. Tutti i prodotti, dai succhi alle zuppe sono realizzati a partire dal raccolto di agricoltura biologica e biodinamica, lavorato con un processo di spremitura a freddo in grado di mantenere inalterate tutte le proprietà naturali. Il cibo ci dice chi siamo: è importante prendersi cura della propria alimentazione per vivere a pieno le proprie giornate, carichi di energia e voglia di fare”.

Il succo del benessere sarà per le strade di Milano durante la settimana del Salone del Mobile, non perdete l’occasione di gustarlo.

DEPURAVITA

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Finalmente è disponibile in tutta Italia un metodo funzionale ed efficace pensato per depurare e detossinare l'organismo donandogli nuova energia, ideale per combattere lo stress quotidiano, o per affrontare al meglio eventi importantissimi della vita.

Nata dalla passione per il benessere di Sandra Nassima, Depuravita è una linea di succhi, ricchi di vitamine, sali minerali, antiossidanti e altre componenti utili al benessere di corpo e mente.

Una novità per ritrovare benessere psicofisico con un pizzico di allegria: 6 diverse bottiglie colorate contenenti il seguente menù:

- SOLE, sistema immunitario: da assumere a prima mattina per colazione

- BOSCO, depurativo: da assumere a metà mattina

- NUVOLA, energia: da assumere a pranzo

- GERMOGLIO, alcalinizzante: da assumere nel primo pomeriggio

- RUBINO, circolazione e linfa: da assumere al pomeriggio, durante l'orario aperitivo

- PRATO, rinfrescante: da assumere alla sera, per cena

Il nostro Direttore lo ha provato per voi con un programma di due giorni detox, e ne è rimasta entusiasta! La componente che ha preferito? Nuvola, a base di latte di mandorla, nocciola, uva passa e cannella.

Depuravita associa diversi tipi di frutta e verdura provenienti da agricoltuta biologica e biodinamica, preparati da piccole aziende agricole ed artigianali; i succhi si sostituiscono alla normale alimentazione per alcuni giorni (che variano rispetto al tipo di trattamento scelto) eliminando le tossine dal corpo e fornendo tutti gli elementi nutritivi necessari per il fabbisogno giornaliero.

Un trattamento personalizzabile grazie anche alla disponibilità di un consulente nutrizionista, pronto a chiarire ogni dubbio e domanda.

Una metodologia che si basa sullo studio attento di veri esperti: Veronica Pacella, nutrizionista olistica laureata in Scienze dell'Alimentazione e Nutrizione Umana e Roberto Carella, esperto di fitness e di coaching motivazionale.

Depuravita è una dieta detox che utilizza soltanto ingredienti biologici di stagione a km 0, senza l'aggiunta di nessun conservante o additivo chimico.

I succhi sono contenuti in un packaging vivace e grazioso composto da bottiglie da 500ml ciascuna; queste vengono consegnate in tutta la penisola e devono essere consumate entro le 72 ore successive per mantenere attiva la ricchezza dei nutrienti benefici. Ciò è possibile anche grazie alla tecnica utilizzata per creare questi succhi, ovvero quella della spremitura a freddo, che diversamente alla normale centrifuga mantiene intatte tutte le proprietà nutritive.

I programmi di questa dieta detossinante sono vari e adatti a diversi tipi di esigenze: dal One day Detox al Detox Classico, dal Detox Profondo al Matrimonio in Vista. Sono disponibili anche diete stagionali mirate al cambio di stagione o al mantenimento dei risultati raggiunti. Insomma ognuno sceglie il trattamento che più gli si addice, per tornare e/o mantenersi in splendida forma come e quando lo desidera!

Ideale per chi vuole eliminare le tossine e i liquidi in eccesso, un buon compromesso per chi ha voglia di intraprendere un percorso bio iniziando a mangiare sano!

Per ulteriori informazioni su programmi e prezzi visitate il sito: http://www.depuravita.it/

Indira Fassioni

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Lunedì, 09 Settembre 2013 17:46

Il vademecum del buon rientro

A parte pochissimi fortunati, ormai l'estate è giunta al termine per tutti e gradualmente si torna ai ritmi prestabiliti da lavoro, studio e impegni vari.

Concluse le vacanze e reduci di alcune (o troppe) concessioni è il momento di ripristinare i nostri equilibri.

 

L'argomento è però delicato: spesso si tende ad essere molto drastici nell'imporsi una nuova disciplina sia dal punto di vista fisico-motorio che da quello alimentare.

Sforzi brevi ma intensi, diete improvvisate e minimali spesso possono essere controproducenti, se non dannosi.

Per evitare questo e permettervi di prendervi cura di voi stessi, Nerospinto ha pensato di richiedere pochi ma essenziali consigli alla Dott.ssa Arianna Rossoni (http://www.alimentazioneinequilibrio.it/), la dietista che ci accompagna nel nostro percorso, per ottenere alcune linee guida generali utili al reinserimento più fluido nei propri ritmi usuali, lasciandosi alle spalle gli eccessi estivi.

 

Ecco il decalogo di suggerimenti elaborato per voi:

 

- ricominciate a fare attività fisica gradualmente: l'eccesso di sport dopo un lungo periodo di calma può nuocere alle articolazioni. Inoltre uno slancio di entusiasmo verso un'attività intensa (ad esempio in palestra) si spegne più velocemente, rispetto ad un piccolo impegno continuativo;

 

- un buon inizio è concedersi una camminata tutti i giorni, o jogging a giorni alterni per circa 40 minuti;

 

- se siete delle persone dallo stile di vita sedentario è consigliabile praticare il nuoto, in quanto più idoneo al passaggio tra l'assenza di attività e un impegno fisico più continuativo;

 

- alternativa utile alla classica passeggiata è il nordic walking (camminare con le racchette da trekking) poiché muove armonicamente il nostro corpo, favorendo il ricircolo del sangue;

 

- evitate le diete drastiche: funzionano sull'immediato, ma hanno un effetto solo temporaneo. Sono sconsigliate le diete a base di sole frutta e verdura: vengono meno le proteine utili al buon funzionamento del nostro fisico e si rischia di perdere massa magra (ovvero quella che brucia le calorie);

 

- se gli eccessi estivi sono stati considerevoli è possibile seguire una dieta "detossinante", volta alla diminuzione di ritenzione idrica (attenzione: serve ad eliminare liquidi in eccesso, non a perdere grassi).

Abbondate le porzioni di verdura drenante (finocchio, sedano, cetrioli, ravanelli) e frutta fluidificante (ananas, melograno, kiwi), privilegiate pasti proteici, ma mantenente un buon apporto di carboidrati per quanto riguarda la colazione (muesli, pane e marmellata, fette biscottate, qualche noce).

Questa dieta non va protratta a lungo, serve semplicemente a porre un rimedio sull'immediato in vista della ripresa del proprio stile di vita;

 

- nella prima settimana dopo il rientro può essere utile limitare il glutine, prediligendo riso, avena, grano saraceno, miglio;

 

- non eliminate i grassi: 2/3 cucchiaio di olio extravergine d'oliva al giorno evitano che il metabolismo si restringa e quindi che non si brucino abbastanza kcal;

 

- limitate snack, dolci, prodotti confezionati fuori pasto. La sola esclusione di questi alimenti contribuisce a gran parte del lavoro al fine dell'eliminazione dei kg di ritenzione;

 

- per favorire il drenaggio di liquidi è bene evitare di assumere in dosi consistenti: caffè e bevande energetiche, verdure ricche di ossalati (pomodori, melanzane), zuccheri semplici e farine (pane, pizza, grissini, crackers), formaggi, carne/pesce cotti in umido.

Preferite cotture alla piastra, carni bianche e pesce fresco e uova a cottura breve. Potete abbondare con frutta e verdura -con le dovute precauzioni sopra descritte-, e consumare preferibilmente cereali senza glutine, come riso, orzo, farro e grano saraceno, senza per questo evitare di concedervi una pasta qualche volta (meglio di formato lungo in quanto ha un miglior controllo glicemico).

Sono utilissime le spezie: oltre a contribuire al gusto invitante delle pietanze, sono antiossidanti e accelerano il metabolismo. Consigliati zenzero, curcuma, curry, pepe e peperoncino.

Non dimenticate mai di bere tanta acqua, pura o come infuso.

 

 

Senza rinunce improponibili o sforzi sovrumani (soprattutto per chi non è abituato all'attività fisica e si impone un regime serrato) è possibile recuperare la forma e la normalità, guadagnando inoltre qualche sana abitudine in più.

Preferite un piccolo cambiamento costante agli stravolgimenti drastici che spesso rischiano di essere più che altro controproducenti.

Otterrete di sicuro maggiori vantaggi e un benessere più duraturo...ma soprattutto l'energia necessaria ad affrontare il rientro con maggior vigore ed entusiasmo.

Buon inizio settembre a tutti!

 

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Giovedì, 13 Giugno 2013 15:57

Passione rosso frutta

Il mese di giugno reca con sé molte connotazioni positive: giornate più calde (un po' titubanti nell'ultimo periodo), il rinvigorire delle campagne, ma soprattutto il tingersi degli alberi da frutto di sgargianti colori.

 

Anche coloro che non sono troppo attirati dal consumo di frutta, in questo periodo possono scegliere tra un ampio repertorio che propone piccole e gustose prelibatezze dalle tinte vivaci e dal sapore unico.

Chi non si è mai trovato a stuzzicare una fragola dopo l'altra in un pomeriggio d'estate?

Quanto è piacevole passeggiare nei boschi, trovare un cespuglio di more o di ribes e coglierne qualche frutto da gustarsi sotto le fronde ombrose di un albero?

 

Sono solo pochi esempi per illustrare la grande varietà di frutti rossi che questo periodo ci pone di fronte.

Questa definizione abbraccia una serie di piccole delizie, spesso denominate anche frutti di bosco, quali: fragoline di bosco, lamponi, mirtilli, ribes, more e uva spina.

Le dimensioni ridotte ed il sapore assai caratteristico, a volte più aspro, altre amarognolo, altre ancora dolciastro, accontentano davvero tutti i gusti, facendo sì che chiunque rinvenga in una o tutte le varietà proposte, il proprio salubre peccato di gola!

 

Molto positivo è anche il fatto che i frutti rossi sono portatori di notevoli benefici per il nostro organismo: sono generalmente ricchi di vitamine (in particolare A e C), contengono sali minerali, antiossidanti, fibre (utili ad un buon funzionamento dell'apparato gastrointestinale) e contengono un'elevata percentuale di acqua, risultando perciò molto dissetanti.

 

Nello specifico, il consumo di ognuno di essi porta dei vantaggi specifici:

le fragoline di bosco sono maggiormente alcalinizzanti (ovvero favoriscono l'equilibrio acido-base all'interno del nostro organismo) e remineralizzanti rispetto alle fragole comuni e sono inoltre utili a rinforzare il nostro sistema immunitario;

 

le more sono ricche di potassio (ottime per prevenire crampi muscolari) e utili in caso di pressione bassa, la foro funzione risulta potenziata in combinazione con le altre varietà di frutti di bosco;

 

i lamponi, i più ricchi tra i frutti rossi, contengono molte vitamine e acido folico, sono indicati per la loro azione diuretica e la regolazione del ciclo mestruale (utili inoltre a chi cerca una gravidanza);

 

i mirtilli risultano molto efficaci nel trattamento di patologie a livello dell'apparato urinario e favoriscono inoltre la circolazione sanguigna poiché ricchi di antociani (che facilitano la microcircolazione venosa);

 

i ribes prevengono alcune malattie reumatiche e articolari, sono inoltre molto remineralizzanti e basificanti, molto utili per chi fa sport.

Sia lamponi che i ribes sono inoltre ideali per chi soffre di reumatismi e dolori articolari in quanto favoriscono lo smaltimento dell'acido urico dal nostro organismo;

 

l'uva spina, infine, rafforza le difese immunitarie e le pareti dei capillari, rendendole più spesse.

 

Come per ogni cosa, non mancano controindicazioni ed avvertenze.

Generalmente bisogna prestare attenzione allo sviluppo di eventuali allergie e intolleranze, le quali danno origine a sfoghi ed emicranie (più comunemente con l'assunzione di fragole).

Per chi soffre di colon irritabile o diverticoli sono inoltre sconsigliate le more, in quanto i semi causano irritazione alla mucosa intestinale infiammata.

 

Una buona pratica prima del consumo di questi frutti è certamente quella di lavarli accuratamente, accompagnata dall'accortezza di verificarne sempre la provenienza: essendo molto soggetti a contaminazione da inquinanti ambientali, avere la certezza dell'appartenenza ad una filiera controllata fornisce garanzie maggiori.

 

Detto ciò, il consumo di frutti rossi non può che essere ampiamente promosso, non solo a livello salutistico, ma anche culinario.

Queste piccole prelibatezze sono buonissime al naturale, soprattutto se consumate appena colte, anche combinate fra loro (in molti casi la conservazione, anche di breve periodo dei frutti rossi risulta ostica e poco dopo la raccolta questi perdono gran parte del loro gusto).

Sono ormai divenuti anche ingredienti prediletti per la preparazione di golosissimi dolci come crostate di frutta e fresche cheesecake, degni sostituiti di altri componenti che renderebbero queste ricette meno leggere e sfiziose.

Un'ulteriore declinazione, davvero invitante nella sua semplicità, è combinare frutti rossi a scelta con dello yogurt bianco e fiocchi d'avena o muesli: una soluzione genuina e davvero buona!

Il consiglio per i più golosi è quello di aggiungere un cucchiaio di miele o, in alternativa, far caramellare la frutta con dello zucchero e porla sul fondo del bicchiere.

 

Le soluzioni per godere appieno dei frutti che la stagione ci offre non mancano davvero e Nerospinto vi invita dar libero sfogo alla vostra sana passione in tanti altri appetitosi modi.

 

 

Per maggiori informazioni inerenti proprietà, preparazione e consumo di frutti rossi, non esitate a chiedere alla Dott.ssa Arianna Rossoni che saprà illuminarvi sull'argomento e fornirvi preziosi consigli.

http://www.alimentazioneinequilibrio.it/

 

 

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Sempre più di frequente i ritmi di lavoro, le tempistiche della giornata, le nostre abitudini rendono davvero complesso affrontare la gestione della pausa pranzo con la giusta serenità, ma soprattutto con la dovuta calma.

 

Gli spostamenti tra più sedi di lavoro, o l'impossibilità di prendersi il tempo necessario per consumare normalmente un pasto, favoriscono lo svilupparsi di abitudini alimentari totalmente improvvisate e più o meno deleterie.

 

Lo spettro di soluzioni adottate, giustificate da ragioni valide solo in parte o per nulla, spaziano tra i due estremi del digiuno, nella prospettiva di compensare con i due pasti rimanenti, e dell'abbuffata continua con cibi spazzatura, passando per una monoporzione ipercalorica (che permetta di affrontare "con energia" l'intera giornata) sino al menù a base di sola frutta o verdura, che anche se consumate in grandissima quantità "possono solo fare del bene".

In realtà, le opzioni appena citate comportano conseguenze quasi sempre sfavorevoli: dalla totale mancanza di forze e concentrazione, al senso di pesantezza e sonnolenza dovuto al rallentamento digestivo (nei casi in cui si ecceda con le porzioni o si consumi il proprio pranzo troppo rapidamente), sino ad un senso di gonfiore dovuto all'eccesso di fibre (frutta/verdura) che può inoltre provocare meteorismo.

Per non parlare dei cibi troppo salati, come formaggi e salumi, che sviluppano una sete notevole: per quanto il consumo giornaliero consigliato sia di 1,5 lt di acqua, la sua assunzione in grandi quantità durante i pasti compromette ulteriormente la digestione.

 

Con un minimo sforzo organizzativo è però possibile rimediare a queste condizioni: se proprio non è possibile concedersi una pausa utile per il pranzo, si può compensare con una serie di accorgimenti per non arrivare al termine dell'orario lavorativo completamente debilitati o appesantiti da una dieta che non ci appartiene.

 

Propongo di seguito una serie di soluzioni, alternative fra loro, che possano soddisfare gusti e adattarsi alle abitudini più varie, in modo da porre il maggior numero di persone in condizione di poter rivalutare la propria condotta alimentare. Non pretendo di essere completamente esaustiva, né di imporre pratiche da adottare: semplicemente, vorrei fornire spunti da cui trarre idee e far scaturire qualche riflessione.

 

Modalità panino: è assai pratica soprattutto se si fanno molti spostamenti o si deve mangiare alla scrivania, ma è anche molto versatile nel momento in cui lo si prepara da casa. Un consiglio è preferire il pane di segale o quello di grano duro, in quanto saziano più a lungo, ma soprattutto variare i contenuti: ai classici salumi (che contengono nitriti e nitrati) preferite il prosciutto crudo o sostituite con del salmone, della ricotta o formaggio primosale, ma anche delle mousse di legumi (frullati e conditi con un filo d'olio e delle spezie). Non è da denigrare la possibilità di arricchire la vostra farcitura con verdure grigliate o fresche foglie d'insalata.

L'alternativa di acquistare un panino al bar è certamente allettante, e può velocizzare i ritmi, ma non è priva di problematiche: spesso il pane non è fresco e contiene strutto o olii vegetali per preservarne la morbidezza, inoltre l'imbottitura che viene usata si compone di due fonti proteiche (salumi e formaggi) che combinate possono affaticare la digestione.

I vantaggi del prepararsi a casa il proprio spuntino sono evidenti non solo a livello salutistico, ma anche economico!

Un ultimo ragguaglio: se si opta per questa soluzione è bene aumentare proporzionalmente la colazione e la cena, o prendere in considerazione la possibilità di una merenda, sempre ponderando gli apporti dei vari alimenti.

 

Modalità "pranzo da casa": è preferibile, ma non sempre realizzabile; l'ideale sarebbe cucinare la sera precedente e portare l'eccesso al lavoro o, quando si ha più tempo, preparare in anticipo una quantità che copra 3/4 pranzi (da conservare in frigorifero) così da non dover cucinare giorno per giorno e potersi giostrare per un lasso di tempo più ampio.

Questa seconda modalità è attuabile ad esempio nel caso dei cereali (farro, orzo, riso) che possono essere bolliti, conditi e comodamente suddivisi: le insalate di cereali sono ottime anche fredde, accompagnate da altre verdure.

Non sono da escludere anche porzioni di pasta e riso accompagnate anch'esse da verdure o pesce, verdure ripiene o torte salate.

Un'idea proteica è invece quella di preparare un'insalata con uova sode, gamberetti e scaglie di grana/cubetti di formaggio.

L'importante è sempre evitare di affiancare due fonti proteiche nello stesso pasto in quanto affaticano notevolmente la digestione.

 

Modalità "snack": per chi ad un pasto completo preferisce l'alternarsi di 2/3 piccoli spuntini diluiti durante la giornata.

Anche in questo caso sono necessarie alcune avvertenze: innanzitutto è utile alternarli, in modo che abbiano apporti differenti e non forniscano solo, ad esempio, carboidrati; questi ultimi, infatti, determinano oscillazioni nella glicemia che portano a richiederne sempre più (quindi ad avere sempre più fame), limitando il senso di sazietà.

In questo caso rientrano snack e tramezzini offerti dalle macchinette: per quanto golosi e facilmente reperibili, sono ad altissima intensità calorica, ma saziano molto poco.

Per chi si sentisse spiazzato, le idee utili per qualche pausa ristoratrice sono davvero molte: potete portare con voi un pacchetto di classici crackers (possibilmente non salati in superficie) o crackers di farro con semi di lino (reperibili nei negozi biologici, saziano di più), ma evitate le gallette di riso; potete optare per uno yogurt bianco intero, o greco, dal buon profilo nutrizionale; della frutta secca, semplice da trasportare e ottima in abbinamento ad una manciata di uvetta, o frutta fresca di stagione (le macedonie sciroppate disponibili ai distributori automatici sono da escludere in quanto cariche di zuccheri); qualche pezzo di parmigiano.

In alternativa a cracker o schiacciatine, potete pensare di tenere in ufficio una confezione di pane di segale e gustarvene una fetta come sostitutivo ai due.

 

In qualsiasi caso, un'ottima abitudine è adattare i rimanenti pasti della giornata cercando di equilibrarli al meglio.

 

Quelli qui riportati non vogliono essere dettami insindacabili, ma consigli generici da adottare con discrezione in base alle esigenze personali di ognuno.

Per una trattazione più approfondita delle tematiche trattate o suggerimenti personalizzati rimando al parere più autorevole della Dott.ssa Arianna Rossoni che saprà fornirvi indicazioni più precise in merito.

http://www.alimentazioneinequilibrio.it/

 

Ma soprattutto ricordatevi, anche al lavoro, di prendervi cura di voi stessi...concedendovi un delizioso pranzetto!

 

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Venerdì, 17 Maggio 2013 15:15

Autoproduzione

Ultimamente nelle trasmissioni televisive si vedono sempre più programmi che si occupano di autoproduzione. E’ di sicuro la nuova tendenza del momento.

 

Se entrate in una libreria oggi non si capisce più dove iniziano i libri di cucina e dove quelli di giardinaggio. La moda dilagante degli orti sul balcone, sponsorizzata anche da Michelle Obama, ha fatto si che le persone prendessero sempre più dimestichezza con ortaggi e frutta che si possa coltivare in casa. Tutti possono farlo? Si. Costa molto? No, solo un po’ di tempo.

“Ma non ho mai tempo!” pensiamo subito. Basta organizzarsi,  potrai fare la vita di sempre ma mangerai più sano e spenderai molto meno.

 

L’autoproduzione di per sé è un fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni. Ci sono molti esperti di autoproduzione spesso legati al downshifting e decrescita, spesso confuse l’una con l’altra, ma con un fine comune: la consapevolezza che chi fa da se fa per tre.

Una persona da seguire, molto interessante è Grazia Cacciola che oltre al suo blog (www.erbaviola.com) ha scritto molti libri sull’argomento ed è stata più volte ospite su Geo&Geo, trasmissione scientifica della Rai.

 

Autoprodurre significa produrre meno rifiuti, inquinare di meno, usare molte meno pillole, sapere cos’hai nel piatto e dormire sereno poichè stai al mondo senza disturbare troppo.

 

Ovviamente è un percorso, e ovviamente chi si avvicina a questo o quel livello di autoproduzione lo fa a seconda delle proprie possibilità. Ma si può autoprodurre in un appartamento di Milano?

 

Si, è molto semplice. Cosa si può autoprodurre? Comincerei dal Pane.

Basta procurarsi del lievito naturale (pasta madre) e si può fare il pane in casa, più digeribile, a bassissimo costo. Effetti collaterali dell’avere la pasta madre sono gli scarti di pasta madre facilmente trasformabili in piadine e grissini per esempio.

 

Altra possibile produzione in casa a Milano è il seitan. Sostanzialmente è glutine di frumento, molto proteico, leggero e digeribile. Da un kilogrammo di farina si ottengono circa 500 gr di seitan (carne vegetale) e delle tagliatelle o gnocchi di amido per 4 persone. Economico, no?

 

Che dire dei germogli? Una bomba di vitamine, sali minerali, proteine in concentrato. Per farli vi basterà un barattolo di vetro, legumi secchi (o semi vari) e acqua. Nulla di più. Basterà cambiare l’acqua ogni 12 ore (sciacquare i semi ci si mette 10 secondi netti) e avrete ogni 4 giorni germogli freschi. Basta avere 3-4 vasetti e ogni giorno si possono avere sostanze preziose a pochissimo prezzo.

Le piante aromatiche sul davanzale, zucchine, pomodori sul balcone sono un altro prezioso esempio.

 

La cosa più produttiva e sbalorditiva, anche se si ha un piccolo balconcino è l’autoproduzione di patate. Basta mettere 4 patate germogliate, tagliate secondo i punti germogliati, messe con del terriccio in un sacco di iuta, man mano che la pianta cresce, si aggiunge terra e si riempie il sacco. Sapete quanto produrrete da 4 patate in 2 mesi? 40 kg di patate. Incredibile? Provare per credere. Con tre sacchi di patate avrete tantissime patate, per voi, i vostri amici e chissà, un po’ potrete anche venderle ai vicini.

 

Vi siete convinti?

 

 

Mirko Ciotta

www.shekkaballah.com (per approfondimenti sulla cultura e il mondo Vegano)

Pubblicato in in[sano]

Nerospinto è cultura a 360 gradi, è sguardo sul mondo e sulle tendenze, attento ad ogni cambiamento e trasformazione in atto e, nel suo spirito “cosmopolitartistico”, non poteva non raccontarvi di “God Save The Green”, film documentario prodotto dall’emiliana Mammut Film e distribuito dalla Cineteca di Bologna, con un fitto calendario di proiezioni in circuiti indipendenti.

 

Associazioni culturali, cineteche e amministrazioni pubbliche stanno ospitando in queste settimane l’ultimo lavoro dei filmakers Michele Mellara e Alessandro Rossi, attivi da un ventennio sul fronte del documentario (e non solo), che ci portano in giro per il mondo – Marocco, Brasile, Kenya, Germania e Italia – in una perfetta fusione di realtà e di estetica dell’immagine, in una dimensione insieme poetica e conoscitiva.

 

La terra, nuda e nera, pronta ad accogliere i semi per riempirsi e riempire di verde città, villaggi, persino terrazze metropolitane: da questo punto di partenza - denominatore comune di una ricerca scientifica prima che artistica, portatrice di contenuti con un linguaggio diretto e antididascalico - i personaggi incontrati rivelano come sia ancora possibile guardare in basso, uscire dalla logica dei centri commerciali, dalla povertà e dalla dittatura del cemento semplicemente coltivando la terra.

 

Un nuovo modo di stare insieme, di condividere tempo e spazi ma anche di guadagnare, inventandosi nuove tecniche di coltura a costo zero, come è successo alle donne di Teresina, in Brasile, felici di dedicarsi insieme alla produzione di nuovi ortaggi, in una valorizzazione dell’ambiente che diventa anche riqualificazione sociale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si viaggia a Berlino, dove può succedere di trovare gruppi di cittadini chini sul terreno per curare le piante disseminate in uno spazio comune, dove tutti possono essere parte di un orto dai confini urbani, esperienza che anche in Italia si sta facendo largo negli ultimi anni da nord a sud, riscoprendo un valore in via di estinzione in contesti cittadini, laddove le nuove generazioni scoprono frutta e verdura tra le corsie dell’ipermercato perdendo sapori, odori e sensazioni di antichissima tradizione.

 

Ma in Italia, nel pieno centro di Torino, c’è chi ha sfidato qualunque legge agronomica e ci mostra in tutto il suo splendore un giardino pensile pieno di colore, invasione di campo positiva nelle strette maglie urbane. E c’è chi si spinge addirittura oltre, come Franziska, che a Berlino scatena una guerilla a suon di fiori con il pacifico obiettivo di portare il bello dove regnano sterpaglie e abbandono.

 

Il cambiamento è in atto, è possibile insomma, ad ogni latitudine, basta solo guardarsi intorno e soprattutto guardare in basso, scendere dagli ascensori e dalle scale mobili dei Supermalls per riconquistare la terra, perché “God Save The Green” è storia di tutti, o almeno aspira a diventarlo, contaminando pensiero e azione.

 

Per il calendario delle proiezioni e per altre informazioni sul film è visitabile il sito web ufficiale http://godsavethegreen.it/italiano/.

 

 

Pubblicato in Cultura

Tante volte mi sono sentito fare questa domanda. Noi vegetariani/vegani a volte ci sentiamo isolati e soli nella nostra scelta non sapendo che siamo moltissimi.

Basta chiedere ai vostri amici quanti vegetariani o vegani conoscono e ne saltano fuori sempre due o tre almeno.

Secondo i dati in circolazione, per ora parrebbe che di vegetariani propriamente detti in Italia ne vivano 7 milioni; i vegani sarebbero circa 800 mila con forte concentrazione al Centro-Nord, in particolare a Roma e Milano.

Quando si organizzano eventi rivolti al mondo vegetariano vi consiglio di partecipare e andare a conoscere altre persone che hanno fatto questa scelta. Il mondo vegan/vegetariano è composto di persone sensibili ai temi dell’animalismo e dell’alimentazione e possiede al suo interno gente proveniente dalle estrazioni più vaghe. Anche gli stili di vita sono i più diversi, essendo la vita vegetariana e vegana personale e basata su una filosofia.

Alle cene vegan/vegetariane non di rado vi capiterà di vedere allo stesso tavolo un avvocato con un hippy o un medico con un seguace di dottrine orientali. Queste differenze a volte sono fonte di arricchimento personale mentre altre volte sono viste come un limite: si può ragionare e relazionarsi con la persona che si ha davanti per quello che è, oppure si può essere soggetti a congetture o parametri sociali. In base al proprio punto di vista, infatti, varia la percezione positiva, o negativa degli incontri vegetariani.

 

Ma oltre all’aspetto numerico quanti tipi di vegetarismo esistono?

 

Il termine “vegetariano” fece la sua prima comparsa nel 1847, più precisamente il 30 settembre di quell’anno, quando venne ufficialmente utilizzato da Joseph Brotherton a Nothwood Villa, nel Kent, Inghilterra, in occasione della riunione inaugurale della Vegetarian Society del Regno Unito. La parola deriva dal latino “vegetus”, che significa integro, sano, vigoroso, vivo. Prima del 1847 chi non si nutriva di carne era generalmente denominato “pitagorico” o “aderente al ‘sistema pitagorico’”, in riferimento a Pitagora, antico filosofo-matematico greco e vegetariano. La definizione originale di “vegetariano” comprendeva anche la dicitura “con o senza uova o latticini” e tale definizione viene utilizzata ancora oggi dalla Vegetarian Society. Tuttavia, la maggior parte dei vegetariani in India esclude il consumo di uova dalla propria dieta, così come avviene anche nei Paesi del Mediterraneo, analogamente a quanto faceva Pitagora.

 

Nella società di oggi i vegetariani vengono così classificati:

 

Vegetariano o Lacto-Ovo vegetariano è colui che esclude l’utilizzo di animali uccisi (carne, pesce, salumi ecc..) e parti del suo corpo (strutto, lardo, bottarga, …)

 

Ovo-vegetariano è un vegetariano che esclude il consumo di latte e latticini dalla propria dieta (burro, latte, mozzarella, formaggi, …) e per coerenza utilizza solo uova biologiche ripudiando la pratica dell’allevamento in batteria e a terra.

 

Lacto-vegetariano è un vegetariano che esclude dalla sua dieta le uova ma usa latte e latticini.

 

Vegan/Vegano/Vegetaliano è colui che decide di non nutrirsi di nessun alimento di origine animale, considerato superfluo, e si ciba di tutto ciò che il mondo vegetale ha da offrire. Questo tipo di dieta non  mostra alcun tipo di carenze fatta eccezione della vitamina B12 che va integrata. Le condizioni igieniche di frutta e verdura di oggi non consentono all’uomo di assumere la quantità  necessaria di vitamina B12. Per quanto sia rara la carenza di questa vitamina consiglio di integrare questo tipo di alimentazione con latti vegetali o cereali fortificati per mantenersi in salute.

All’interno della famiglia vegana troviamo i Crudisti che si nutrono esattamente come i vegani solo che i loro alimenti non passano attraverso la fiamma. Nulla nell’alimentazione crudista viene cotto. Questa pratica ha il vantaggio di mantenere intatto l’apporto vitaminico, proteico e minerale degli alimenti. Non essendo sottoposto a cottura il cibo conserva tutte le sue proprietà. Bilanciare questo tipo di dieta richiede informazione e, salvo la monotonia che potrebbe portare, è salutare tanto quanto quella vegana o vegetariana.

 

Fruttariano a differenza di quello che hanno fatto credere in un film, non mangia solo frutta, nè tantomeno solo ciò che cade dagli alberi. Il fruttariano si nutre di tutti quegli alimenti vegetali che per essere raccolti non rovinano la pianta d’origine. Per lo più si cibano di frutta (da lì il nome) e sono tutti crudisti.

 

Tutto ciò che discosta da questa classificazione non è da considerarsi vegetariano, cibarsi saltuariamente di alimenti animali non fa parte del mondo vegetariano così come nutrirsi di pesce.

 

 

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