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Tecnica che abbraccia diverse correnti artistiche, tutte accomunate dall’abolizione di gerarchie e narrazione: un’arte senza protagonisti.

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Il Teatro Elfo Puccini rivisita il mito di Orfeo ed Euridice da martedì 10 a domenica 22 febbraio. Un mito antico come pretesto per interrogarsi su temi attualissimi come l'eutanasia e l'accanimento terapeutico. Uno spettacolo che pone domande con delicata poesia: "Lasciarla andare significa ucciderla? O è il canto d'amore più straziante? Il gesto più puro, l'amore che si afferma nella perdita?".

Sul palco troviamo una compagnia giovane e indipendente, nata nel 2011 da un gruppo di attori che hanno trovato un punto di riferimento nel lavoro del regista argentino César Brie. Per Orfeo ed Euridice si uniscono le forze di Eco di Fondo, altra compagnia emergente della scena italiana vicina per spirito e indipendenza.

Arrivato dall'Argentina in Italia a !8 anni, César negli anni ha sviluppato un'arte apolide, a stretto contatto con le varie realtà incontrate in una vita trascorsa per scelta in esilio. In 40 anni di Teatro ha sempre diretto spettacoli che interrogano i classici per parlare del presente.

Orfeo ed Euridice

10-22 febbraio 2015

Elfo Puccini, Sala Bausch

Feriali 19.30 , festivi 15.30

Intero  30.50 euro, ridotto giovani e anziani 16 euro, martedì 20 euro

 

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Domenica, 08 Febbraio 2015 19:16

Robert Altman - 90 anni di un mito

Il MIC - Museo Interattivo del Cinema di Milano racconta la carriera di Robert Altman in occasione dei novant'anni dalla sua nascita. Fino all'1 marzo sarà possibile godere della rassegna composta da 11 pellicole del regista statunitense.

L'occasione è propizia per presentare in anteprima per Milano il documentario di Ron Mann, Altman, proposto in alla 71a Mostra Internazionale dell'Arte Cinematografica di Venezia. Un racconto trasversale raccontato da chi è stato protagonista, testimone, spettatore di una storia che vanta un cast incredibile: Julienne Moore, Bruce Willis, Robin Williams, Keith Carradine e James Caan.

Fra i massimi esponenti del cinema indipendente america, Altman è tra i pochi registi a essersi aggiudicato il massimo riconoscimento nei tre principali festival europei (Palma D’Oro a Cannes nel 1970 con M*A*S*H*, orso d’oro a Berlino nel 1976 con Buffalo Bill e gli indiani, Leone d’oro a Venezia nel 1993 con America oggi), oltre all’Oscar alla carriera, firmando indimenticabili capolavori come Nashville, I protagonisti, Gosford Park.

La Cineteca di Milano sceglie di proporre i più importanti risultati della carriera cinematografica del regista di Kansas City dando rilievo anche a un film mai distribuito in Italia, Anche gli uccelli uccidono.

Tra i capolavori senza tempo in calendario: Una coppia perfetta, Il lungo addio, Radio America, Gang e il bellissimo Vincent e Theo, film che vanta la magistrale interpretazione di Tim Roth nei panni del tormentato pittore.

La retrospettiva  offre uno sguardo intimo e profondo sulla vita e la carriera di uno degli autori più influenti della storia del cinema, un tributo a uno degli autori più anticonvenzionali di Hollywood, creatore di uno stile unico e universalmente riconosciuto.

Il MIC è aperto da martedì a domenica dalle 15.00 alle 18.00

Viale Fulvio Testi, 121 20162 Milano Linea 31 ATM e Linea 7 ATM, fermata BICOCCA M5

02 8724 2114 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | mic.cinetecamilano.it

Costo del biglietto d’ingresso al museo: Intero € 5,50 | Ridotto* € 4,00 | Bambino+adulto € 6,00

*Riduzioni: Cinetessera, under 14, studenti universitari, Touring Club Junior e Touring Club Adulti, abbonamento LaVerdi, FAI

Il biglietto d’ingresso al MIC comprende anche l’ingresso alle proiezioni in programma nella sala cinema del MIC

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Fino al 1° febbraio 2015 presso Palazzo Morando a Milano, ci sarà la mostra Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano.

La mostra è un omaggio alla cantante lirica Renata Tebaldi, organizzata in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (Pesaro, 1922 – San Marino, 2004), ed è un'esposizione di abiti, accessori, gioielli e cappellini che ricostruiscono il gusto e la carriera di una delle artiste italiane più note nel dopoguerra. L'esposizione è solo una delle iniziative pensate dal Comune di Milano e dal Comitato Renata Tebaldi in occasione di questo anniversario, racchiuse nel programma "Passeggiata Tebaldi": al suo interno, troviamo una sorta di mappa dei luoghi da lei frequentati in città, ma anche concerti e, ultimo ma non ultimo, l'esposizione di fotografie, libri, locandine e cimeli della soprano nei negozi della Galleria Vittorio Emanuele II a partire dal mese di dicembre.

Renata Tebaldi fu ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rappresentando in ogni angolo del pianeta le opere di Verdi e Puccini, e questa esposizione ne celebra il ricordo nella consapevolezza di quanto sia importante la condivisione del concetto di “memoria”, svelando al contempo i mille volti della grande diva, omaggiando una fra le più straordinarie cantanti liriche italiane, milanese di adozione che, con la sua voce d’angelo e la rigorosa sapienza di musicista, ha inebriato le platee di ogni paese, portando nel mondo testimonianza dell’arte e della cultura italiana. Inoltre la cantante è la prima stella della lirica ad avere un app esclusivamente dedicata a lei, a riprova del suo eterno mito giunto fino alla contemporaneità.

Per lei furono disegnati abiti firmati da grandi artisti quali Beni Montresor, Giorgio De Chirico, Rosita Contreras, Hanae Mori, Stavropolus, e in rassegna, oltre agli abiti, saranno esposti oggetti personali, centinaia di fotografie e le onorificenze di cui la Signora Tebaldi fu insignita, tra cui quelle di Cavaliere di Gran Croce, di Commendatore e Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Grande plaque de vermeil de la Ville de Paris 1986, Cravate de Commandeur des Arts et Lettres 1987, Legion d’honneur 1996, oltre ai celebri riconoscimenti trasmessi nelle espressioni e negli scritti di personalità quali il Maestro Arturo Toscanini e J.F.Kennedy, e alla “Proclamation” del “Tebaldi day”, indetto in suo onore l’11 dicembre 1995 da Rudolph Giuliani, allora Sindaco di New York. Durante l'esposizione si potranno ascoltare brani musicali della cantante, video inediti e interviste televisive tratte dagli archivi dei teatri che hanno accolto l'artista.

La mostra proposta a Palazzo Morando è l’ultima tappa di un progetto espositivo itinerante, inaugurato il 19 dicembre 2005 al Teatro alla Scala di Milano in coproduzione con il Teatro Regio di Parma. Tappe successive sono state, da allora, il Teatro Massimo di Palermo, il Liceu di Barcellona e l’Opera di Losanna, il Palazzo Sheremetyev di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavnskij – Nemirovic-Dancenko di Mosca, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Lione, Trieste, New York e Pechino. Dal maggio 2015 la mostra proseguirà a Tokyo, Parigi , New York e Buenos Aires.

 

20 novembre 2014 - 1 febbraio 2015

Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano

Palazzo Morando - Costume Moda Immagine Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano 02 884 65735 / 64532 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.costumemodaimmagine.mi.it www.museorenatatebaldi.it

Orari: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 - 13.00 / 14.00 - 17.30. Ultimo ingresso mezz'ora prima dell'orario di chiusura.

Biglietti: Ingresso libero

 

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Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano arriva il documentario presentato al festival di Roma 2012: un ritratto divertente, intimo e sincero di Carlo Verdone, che da trent’anni riesce a farci ridere e pensare. Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, autori del film, sono riusciti ad analizzare le molte facce del “mito” Verdone: dell’artista parlano i suoi indimenticabili personaggi, le scene dei suoi film, le molte testimonianze di attori e collaboratori; dell’uomo Verdone parlano i suoi familiari e soprattutto lui stesso, seduto su una sedia, in uno studio teatrale, disposto a confessare i dubbi e le fragilità, a ripercorrere i momenti più importanti della sua vita e della sua carriera, sempre indossando lo sguardo, i gesti, la mimica e il tono di voce di chi sembra quasi non voler disturbare troppo.

 

Scheda del film        

R.: Gianfranco Giagni, Fabio Ferzetti. Mont: Roberto De Bonis. Int.: Carlo Verdone, Margherita Buy,  Pierfrancesco Favino, Goffredo Fofi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Eleonora Giorgi, Laura Morante, Micaela Ramazzotti, Toni Servillo, Giulia Verdone, Luca Verdone, Paolo Verdone. Italia, 2012, col, 75’.

Carlo Verdone e il suo cinema visti da dentro. Gli attori, le attrici, i collaboratori, gli amici, la famiglia, le strade e le voci di Roma, il gioco infinito di riflessi da cui nascono personaggi, caratteri, storie. Ma anche la capacità di osservazione, l’uso del corpo e della voce, la nascita e la psicologia dei personaggi maschili, il rapporto complicato con quelli femminili. E poi i film e gli attori di riferimento, il rapporto con il pubblico, la casa in cui è cresciuto, l’importanza della figura paterna, gli studi al Centro Sperimentale. Il tutto ripercorso nei luoghi più tipici del cinema di Verdone, Ostia, Ponte Sisto, Cinecittà, in un viaggio contrappuntato da foto e filmati inediti. Un gioco a tratti spassoso ma serio fra le proprie ansie e quelle dei suoi personaggi, le loro “patologie” e quelle del paese in cui vivono, che forse è la chiave di un cinema molto meno leggero di quanto sembri.

 Calendario

MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE h 21.15

VENERDÌ 20 DICEMBRE h 19.30

DOMENICA 22 DICEMBRE h 17.00

GIOVEDÌ 26 DICEMBRE h 19.00

VENERDÌ 27 DICEMBRE h 17.00

SABATO 28 DICEMBRE h 19.00

 

MODALITÀ D’INGRESSO

Biglietto d’ingresso:intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50

Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

 

 

Fondazione Cineteca Italiana

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Sala Ada Merini- Spazio Oberdan

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Giovedì, 25 Luglio 2013 12:35

L'amore in mostra a Mantova

Chi come noi di Nerospinto “Senza amore non sa stare” non può perdersi questa mostra a Mantova, dedicata al mito di Amore e Psiche. Amate con stile!

É stata inaugurata sabato 13 luglio a Palazzo Te e al museo San Sebastiano a Mantova la mostra "Amore e Psiche. La favola dell'anima", curata da Elena Fontanella e promossa dalla fondazione DNArt. Fino al 10 novembre nella splendida residenza dei Gonzaga - che tra l'altro ospita la sala di Amore e Psiche affrescata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga tra il 1526 e il 1528 - si potranno ammirare opere di svariate epoche: dai reperti archeologici della Magna Grecia e dell'età imperiale romana - provenienti dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da varie istituzioni pubbliche - alle opere d'arte di maestri quali Tintoretto, Auguste Rodin, Salvador Dalì, Tamara de Lempicka e tanti altri.

Il percorso artistico scelto dagli organizzatori condurrà il visitatore alla riscoperta del mito di Amore e Psiche, ripreso da Apuleio nel II secolo d.C. nelle Metamorfosi e reso celebre dal gruppo scultoreo del Canova.

"Mantova si prepara a vivere la favola di Amore e Psiche", dichiara Nicola Sodano, sindaco di Mantova, "con una mostra che propone un percorso artistico unico e originale, accostando opere d'arte che appartengono a periodi differenti, dal classico al contemporaneo, ma legate tra loro dalle due figure mitologiche. "Sempre a Palazzo Te, nella sala dei Giganti, è allestita l'opera contemporanea di Fabrizio Plessi. Arte, stili, epoche e mondi differenti che si incrociano e dialogano tra di loro. Un modo, questo, anche per far riflettere e discutere sulla sensibilità e l'ingegno umano nei secoli, valorizzando nello stesso tempo contenente e contenuto".

Il 4 settembre la casa editrice Bompiani pubblicherà il volume Amore e Psiche, a cura della Fontanella, illustrato con le immagini delle opere in mostra, accompagnate dai testi, inediti e scritti per l'occasione, di studiosi, scrittori e storici dell'arte come Pietro Citati, Donatella Puliga, Giorgio Barberi Squarotti, Gian Paolo Caprettini, Laura Mosso, Gian Mario Benzing. Il libro è corredato anche dal testo della favola di Apuleio.

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“Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. Per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito”. Così diceva Sergio Leone.  Al regista si deve  l’origine del genere spaghetti-western negli anni Sessanta, una sorta di caricatura dei western americani, che ha influenzato registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez e ha permesso al cinema italiano di raggiungere la fama mondiale.

Per ricordare la sua genialità noi di Nerospinto segnaliamo domenica 17, 24 e 31 marzo presso lo Spazio Oberdan e a cura della Fondazione Cinetica Italiana i suoi due più grandi capolavori in edizione restaurata:  C’era una volta il West (1968) e C’era una volta in America (1984).

I suoi western sono contraddistinti da un crudo realismo e una marcata violenza, con personaggi solitari e fedeli solo al denaro e alla vendetta, ma anche da uno splendore paesaggistico, con distese sconfinate alternate a primi piani, il tutto unito dalla splendida colonna sonora con tonalità semplici ma di grande impatto di Ennio Morricone.

C’era una volta il West è la sua opera più matura e fedele alla tradizione, nella quale il regista cerca di unire elementi del western classico con il nuovo spaghetti-western. In C’era una volta in America, invece, il regista esce dal genere a lui caro e cerca di realizzare l’epopea storica degli Stati Uniti, spingendosi verso un cinema più complesso.

 

Schede dei film

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta il West

R.: Sergio Leone. Sc.: Sergio Donati, S. Leone. Int.: Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Woody Strode, Gabriele Ferzetti. Italia/USA, 1968, col., 167’.

La frontiera con l’ovest si sta spostando, la ferrovia sta per collegare l’Atlantico al Pacifico, cancellando ciò che rimane del vecchio Far West. Intorno a questi binari s’incrociano le strade di sei personaggi: Frank, Armonica, Cheyenne, Morton, uomo d’affari, che rappresenta il progresso e Jill, proprietaria di un terreno che vale milioni di dollari. Ognuno è condizionato dai propri problemi personali e cerca di raggiungere il proprio interesse, anche se ne usciranno tutti sconfitti, tranne Jill perché al western non appartiene e può sopravvivergli.

Ingresso € 7; € 5,50 con Cinetessera

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta in America  (Once Upon a Time in America)

R.: Sergio Leone. Sc.: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Franco Arcalli, Franco Ferrini, Enrico Medioli, S. Leone. Int.: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Joe Pesci, Treat Williams, Danny Aiello. Italia/USA, 1984, col., 255’.

New York, 1933. David “Noodles” Aaronson è un criminale ebreo, una sera dopo un colpo andato storto, viene braccato da dei sicari di un sindacato criminale ed è costretto a fuggire. Trentacinque anni dopo torna,  attirato dal misterioso invito di un certo senatore Bailey. Nel tentativo di scoprire di più circa questo mistero, Noodles ripercorre la sua vita, i suoi ricordi, dalla sua infanzia nel ghetto ebraico, fino alla scalata sua e dei suoi amici nel crimine organizzato.

Ingresso € 8; € 7 con Cinetessera

 

Informazioni al pubblico: Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano; sito web   http://oberdan.cinetecamilano.it; Biglietteria: 02 7740 6316

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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