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Il ToiletClub si trasferisce vicino a Loreto, Venerdì 29 aprile torna Cool Kids Can't Die: la serata queer più famosa del capoluogo.

Pubblicato in Gaylife
Lunedì, 30 Marzo 2015 18:35

Alice Weekend Live, al Teatro Nuovo

Alice torna sul palco l’8 aprile a Milano al Teatro Nuovo (Piazza San Babila, 3 - MI) per presentare i brani del suo nuovo album “Weekend” e dare un anticipo del tour previsto per la prossima estate. Oltre ai brani che compongono il suo nuovo lavoro discografico uscito lo scorso 11 novembre, Alice proporrà dal vivo le canzoni scelte dal suo ampio repertorio, con l’intento di condividere i momenti più significativi della propria carriera musicale.

“Weekend” ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica; caratterizzato dalla produzione e realizzazione di Francesco Messina e Marco Guarnerio e arricchito dalla partecipazione di tre straordinari artisti come Franco Battiato, Luca Carboni e Paolo Fresu.

Un'artista a tutto tondo, che ha esordito giovanissima e che ha iniziato ad essere conosciuta a partire dagli anni 70 del secolo scorso. Una carriera che continua instancabile fino ai nostri giorni, con cambiamenti di nome e stile, ma con la stessa grinta e bravura che da sempre la contraddistinguono.

Una voce unica ed inimitabile quella di Alice, cantautrice dalle grandi doti interpretative, che ha ricevuto anche i complimenti di Luca Carboni: "Per me Alice è un mito! È stato davvero un grande onore averla come ospite e cantare insieme a lei Farfallina nell'album e nel tour Fisico&Politico. Una versione che mi è rimasta nel cuore. Da lì è nato un bellissimo rapporto e quando mi raccontava, l'estate scorsa, del suo nuovo album e mi ha fatto sentire "Da lontano" mi sono emozionato. Una canzone bellissima. Stupenda. Sono davvero felice di fare parte di questo suo album e ancora di più di cantare ancora insieme a lei dal vivo nel suo concerto!"

 

Alice Weekend Live

Teatro Nuovo

Telefono: (+39) 02 794026

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Info biglietti:

Poltrona VIP: 40€ + 6€ prevendita

Poltronissima: 35€ + 5€ prevendita

Poltrona: 30€ + 4€ prevendita

www.ticketone.it

 

Sito ufficiale Alice:  www.alice-officialwebsite.com

Pagina Facebook ufficiale: https://it-it.facebook.com/alice.official

http://www.teatronuovo.it/

 

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Pubblicato in Musica
Domenica, 09 Marzo 2014 21:40

Alice si veste di dark al Teatro Menotti

Alice rise: «È inutile che ci provi», disse; «non si può credere a una cosa impossibile.» «Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

 

 

Qualcosa di impossibile e sorprendete è stato fatto! Dall’11 al 23 Marzo 2014 Associazione Culturale Arte e Spettacolo Domovoj in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi presentano “Alice” da Lewis Carroll con Romina Mondello e con la regia di Matteo Tarasco, in scena al Teatro Menotti.

 

La storia di Alice nel paese delle meraviglie viene ambientata nel Manicomio di Wanderland, un ambiente dark, una vecchia stanza abbandonata, un fetido rimasuglio dell’epoca vittoriana, che lo spettatore scruterà attraverso il pavimento sfondato del piano superiore, in una prospettiva molto distorta. Lo spettacolo si pone l’obiettivo di raccontare lo spaesamento quotidiano di una generazione incompresa, e rappresenta un felice esperimento per riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica.

Dopo tre stagioni di repliche di Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero e dopo aver girato il recente To the wonder, di Terrence Malick, con attori del calibro di Javier Bardem e Ben Affleck, Romina Mondello interpreterà il ruolo di Alice. Salvatore Rancatoresarà il Cappellaio Matto, il Cuoco, il Bruco, la Seconda Alice, Tweedledum e Humpty Dumpty; Giulia Galiani March la Lepre, la Regina Rossa, la Quarta Alice, il Bianconiglio, la Regina Bianca e il Cerbiatto; Odette Piscitelli la Regina di cuori, la Duchessa, la Terza Alice, Tweedledee e l'Unicorno. Matteo Tarasco, il regista della rappresentazione e anche scenografo, entra nel profondo della lettura del racconto, vede le cose con mentalità spregiudicata e vicina alla sensibilità moderna.

“Un lavoro di forte radicalità espressiva. Uno spettacolo raffinato e intelligente che trova la sua ideale splendida protagonista in Romina Mondello, che non solo dà bellezza e grazia al personaggio ma lo carica di una invisibile forza tragica.” Afferma sull’Avvenire Domenico Rigotti.

Sulla Stampa invece lo spettacolo viene descritto da Osvaldo Guerrieri così: “Direte: ma che c’entra Alice con Amleto? In assoluto, niente. Ma nello spettacolo con cui il regista-traduttore-adattatore-scenografo Matteo Tarasco ha inaugurato il festival di Borgio Verezzi, il contatto tra i due viene proposto esplicitamente con la formula dell’essere e del non essere, ossia con l’intreccio di realtà e irrealtà, identità e smarrimento di sè.”

 

Qualcosa di sorprendente, dark e azzardato vi aspetta al Teatro Menotti dall’11 Marzo!

 

 

Teatro Menotti

Via Ciro Menotti 11 - Milano

Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00

 

Biglietteria 

Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 3659254402 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.tieffeteatro.it

 

Prezzi

Intero: 25,00 €*

Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)

Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)

Ridotto <14 anni: 12,50 €

*prevendita 1,50 euro

ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso

ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica

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Pubblicato in Cultura

Se c’è un artista che non ha bisogno di presentazioni, che basta nominare per dipingere sul volto degli astanti un misto di ammirazione e nostalgia, legata a tutti i ricordi a cui necessariamente Lui ha fatto da colonna sonora, be,  quell’artista è Francesco De Gregori.  Diciamocelo, chi non ha memoria di almeno un momento della propria vita che sia legato a doppio filo con quella voce da eterno ragazzo e quelle melodie dal sapore così mediterraneo.

Parte della nostra storia, da individui e da italiani, come un preziosissimo gioiello di famiglia, De Gregori ha tuttavia sempre avuto la capacità di sintonizzarsi perfettamente con i tempi cangianti; pur mantenendo il suo ineguagliabile spirito di cantastorie e grande amatore della vita (e delle donne), non ha mai smesso di scrivere  meravigliosi brani, grandissimi successi anche anni dopo la pubblicazione dei suoi più grandi capolavori, da Generale a Rimmel, da Titanic ad Alice, da Viva l’Italia a La Donna Cannone. Scoperto da Fabrizio de Andrè in un piccolo studio di registrazione di Roma, sua città natale, ha spiccato il volo con Rimmel, e da li ha volato con le sue ali, diventando uno dei pochi cantautori in grado di  “competere” (passatemi il termine, ovviamente di competizione non si tratta) con lo stesso Fabrizio.

Un’avventura musicale lunga una vita lo ha portato nel 2012 alla pubblicazione del suo ultimo album, Sulla Strada, già entrato nei cuori dei suoi più devoti fan, affezionatissimi ai suoi dischi, ma anche, e forse soprattutto, a Francesco, il Principe, il poeta, il giornalista, il musicista di strada, il compagno di viaggio, anche se solo con la voce e con le dita.

In occasione dell’Arconati Music Festival Francesco De Gregori suonerà sul palco allestito nella magica villa alle porte di Milano insieme a Paolo Giovenchi e Lucio Bardi alle chitarre, Alessandro Arianti alle tastiere e fisarmonica, Alessandro Valle al mandolino e pedal steel guitar, Guido Guglielminetti al basso, Stefano Parenti alla batteria, Elena Cirillo al violino.

13/07/2013 Villa Arconati, Bollate (MI) Inizio concerti 21,30 Poltronissima Prima  36€ Poltronissima  31€ Poltrona  26€

Pubblicato in Musica

Ci siamo. Mercoledì 19 giugno ha preso il via uno dei festival letterari nazionali più importanti e attesi, perno culturale della città di Milano ormai da quattordici anni.

Parliamo di La Milanesiana, un progetto di Elisabetta Sgarbi particolarmente ambizioso che si pone l’obiettivo di essere un momento di  incontro e dialogo tra i protagonisti internazionali più importanti  delle diverse discipline artistiche e della cultura.

Letteratura, cinema, musica, scienza, filosofia e teatro, La Milanesiana vuole abbattere i confini tra i saperi per aprirsi ad un confronto totale, coinvolgendo tutte le espressioni artistiche provenienti da qualsiasi parte del mondo.

 

Mai come quest’anno il cartellone è davvero ampio e variegato: oltre 160 ospiti internazionali in rappresentanza di ben 18 paesi, artisti pluripriemiati, dai Nobel per la letteratura Wole Soyinka, John Coetzee e Gao Xingjian alla medaglia Fields per la matematica Michael Atiyah, dal Leone d'Oro Marco Bellocchio al Pulitzer Michael Chabon, passando per Umberto Eco, Tvetan Todorov, Amitav Ghosh, Petros Markaris, senza dimenticare la partecipazione di big dal mondo della musica come Gianna Nannini, Morgan, Alice e  Michael Nyman.  Questi grandi nomi andranno ad animare i 40 appuntamenti tra proiezioni, concerti, letture, spettacoli teatrali inediti e mostre previsti dal 19 giugno al 9 luglio che coinvolgeranno diversi luoghi simbolo della vitalità culturale del capoluogo lombardo. Alle location abituali della Milanesiana come il Teatro Dal Verme, la sala Buzzati del Corriere della Sera, le due biblioteche di Parco Sempione, lo Spazio Oberdan, l’Auditurium HQ Pirelli alla Bicocca e il Teatro Off,  si aggiunge la Sala delle Cariatidi e la Sala delle Colonne di Palazzo Reale.

 

In questa dislocazione si realizza in pieno la scelta della direzione artistica del festival che si orienta verso un sempre più marcato policentrismo, realizzando così un’idea di Milanesiana diffusa e condivisa che insieme all’alta qualità delle proposte riesca a farsi amare dalla società milanese, e non solo.

 

Il tema scelto per la XIV edizione è il Segreto, che per Estein richiama la complessità della natura e del mondo.

Così afferma Elisabetta Sgarbi: “In un momento in cui la parola d'ordine sembra essere "trasparenza", cerchiamo di indagare il suo opposto, il segreto, nei suoi aspetti positivi, irrinunciabili, poetici, e naturalmente, se gli artisti lo vorranno, anche negativi.”

 

Grandi nomi, nuovi luoghi, voglia di stupire e affascinare, La Milanesiana propone tutto questo per la XIV edizione, ma.. sarà all’altezza delle aspettative?

Non vi resta altro che scoprirlo

 

 

 

 

 

Informazioni al pubblico e programmazione – www.lamilanesiana.it

Teatro Dal Verme – tel. 02 87905

Provincia di Milano – tel. 02 7740.6384/6329

Ufficio Stampa La Milanesiana

Studio De Angelis, Milano

Tel. 02 324377 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 03 Maggio 2013 17:50

Lace: quando lo stile diventa un marchio

Sentendo la parola inglese ‘lace’ ci viene in mente la sua traduzione italiana, ossia ‘pizzo’.

Ma a Como usando questo termine ci si riferisce prima di tutto al marchio creato nell’ottobre del 2002 da Silvia Roncoroni, che riunisce diversi stili, accomunati da un tocco di classe.

 

In poco tempo questo nome è diventato sinonimo di qualità, sempre più conosciuto tra la clientela comasca, grazie alle fantastiche creazioni originali e agli altri brand scelti personalmente da Silvia.

 

Il marchio è nato quasi per caso, grazie all’ inventiva di Silvia, sempre creativa e in movimento,  madre di quattro figli, infatti il nome ‘lace’ deriva dall’ insieme delle iniziali dei loro nomi, ossia Laura, Alice, Carlo, Elena.

 

Inizialmente la produzione  e la vendita si concentravano molto sulla maglieria, ma ora si possono trovare anche camicie, t-shirt, pantaloni, cappotti, giacche e tanti altri capi adatti a qualsiasi esigenza, oltre che sciarpe e pashmine.

Insieme alle sue creazioni firmate Lace e realizzate in cashmere e merinos per l’inverno, seta e cotone per l’estate, Silvia vende altri marchi di aziende conosciute per la loro precisione nella produzione, quali Purotatto, Almeria, Silkandsoie, Alpha di Massimo Rebecchi, Terre Alte, Bagutta, Aglini, 077, Circolo easy jacket, Piatto pantaloni, Kimberly e Bully pelle.

 

Particolari sono le t-shirts della Purotatto, realizzate in fibra di latte, un tessuto completamente naturale e leggero, soffice e trasparente come la seta. Ha proprietà antibatteriche e stimola la circolazione sanguinea, grazie all’ottima capacità di traspirazione e assorbimento dell’umidità.

 

Lo show room si trova a Como in Viale Varese 39, vicino al centro della città. Non è solo un negozio nel quale acquistare abiti, grazie anche agli utili consigli di Silvia che segue con precisione tutti i suoi clienti, ma è anche un luogo di ritrovo per chiacchierare e bere un caffè o un tè, per concedersi qualche ora per sé stessi e per il proprio guardaroba.

 

Info:

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031 300279

 

 

 

 

Pubblicato in Lifestyle
Martedì, 22 Gennaio 2013 01:40

Paolo Giordano

Ho incontrato Paolo Giordano la prima volta qualche anno fa, a San Giorgio Lomellina, in una sala gremita all’inverosimile per un incontro con l’autore organizzato dalla biblioteca locale. Era uscito da poco il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi, e mi diede l’impressione di un ragazzo un po’ timido e impacciato, in imbarazzo davanti a quella grande quantità di gente venuta per ascoltare proprio lui. Rispondeva alle domande dell’intervistatrice con semplicità e chiarezza, quasi scusandosi del successo del suo libro. Ricordo di aver pensato che solo un giovane poteva scrivere in modo così attento e coinvolgente di altri giovani, solo un giovane poteva descrivere così bene le angosce di due giovani problematici come Mattia e Alice. Perché Mattia e Alice sono due giovani ‘speciali’, privi delle difese naturali necessarie per vivere nella società moderna e con i moderni coetanei. Mattia è un autistico ad alto funzionamento, un genio matematico che non riesce a stabilire rapporti normali con le persone che gli stanno intorno e che si porta dentro un grande segreto che pesa come un macigno: la scomparsa della sorella gemella handicappata che lui ha lasciato da sola in un parco quando erano bambini. Alice è prigioniera delle aspettative di un padre insensibile ai suoi bisogni e alle sue paure, e, soprattutto, inconsapevole del fatto che sua figlia sia caduta nel baratro dell’anoressia.

Mattia e Alice sono destinati ad incontrarsi, ma come due numeri primi gemelli, separati da un solo numero e quindi “vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”. Le loro anime si cercano e si desiderano per tutto il libro, ma la loro condizione non permette loro di trovarsi davvero, ognuno rimane chiuso nella sua solitudine, che nessuno riesce a spezzare. Un libro che per certi versi non offre alcuno spiraglio di speranza, nessuna possibilità di felicità a chi è diverso, nessuna medicina da parte del tempo.

Ho rivisto Paolo Giordano il 28 ottobre scorso durante la trasmissione Che tempo che fa, mi è parso più maturo, sicuro di sé davanti alla telecamera, l’accento torinese era meno marcato. Anche il suo nuovo romanzo è un romanzo che parla di maturità e di maturazione, del passaggio dalla giovinezza all’età adulta, che qui avviene in modo inesorabile e traumatico. Il corpo umano è un romanzo nato durante i due reportage che Giordano ha fatto in Afghanistan per Vanity Fair, un romanzo di guerra combattuta contro un nemico e di guerre combattute contro sé stessi. I protagonisti de Il corpo umano sono ancora giovani: un gruppo di militari ventenni che partono per la missione in Afghanistan e vengono assegnati ad uno sperduto e pericoloso avamposto nel Gulistan, un recinto di sabbia in mezzo al nulla.

In un’atmosfera di noia angosciante, che ricorda Il deserto dei Tartari, i militari saranno sospesi in un silenzio assoluto, rotto solo dai rumori del loro corpo, e dovranno fare i conti con le loro speranze, con le loro paure e con i problemi che hanno lasciato in Italia. Alla fine del libro, al loro ritorno, avranno irreversibilmente attraversato la linea sottile che separa la giovinezza dall’età adulta e saranno persone nuove.

Questo seconda opera di Giordano, che esce cinque anni dopo la prima, fornisce la prova definitiva di come il ricercatore di fisica teorica sia in realtà uno scrittore adulto a suo agio con tematiche ed impianti narrativi diversi, abile a scandagliare il cuore dei suoi personaggi e a metterlo a nudo.

Pubblicato in Cultura

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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