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Si dice che il peso dell'anima sia 21 grammi. Ma dal 27 febbraio 21 grammi sono molto di più. Sono un sogno che si realizza, sono spirito di rivalsa, sono il nuovo spazio interamente gestito da un gruppo di ragazzi con la sindrome di Down.

Ha aperto a Brescia 21 grammi: panetteria, gastronomia, bar e anche piccolo ristorante gestito da chef e mastri fornai formati dall'Istituto Mantegna e sostenuti dal Centro Bresciano e dalla Cooperativa Big Bang. I genitori di questi ragazzi, infatti, hanno creato un'associazione con un obiettivo ben preciso: favorire l'inserimento dei loro figli nella società, cominciando proprio dal lavoro.

I ragazzi di 21 grammi riescono finalmente a guardare al futuro con serenità e ottimismo.

21 grammi è un innovativo progetto di business sociale, che consente ai giovani affetti da sindrome di Down di rafforzare le loro capacità relazionali e creative e, soprattutto, è un ottimo trampolino di lancio per future occasioni lavorative. La cooperativa Big Bang sa che deve affrontare una sfida per nulla semplice: deve riuscire a incentivare fra le imprese l'impiego di questi ragazzi, aiutandoli a diventare completamente autonomi.

21 grammi è il posto da segnare in agenda, se si decide di fare una gita fuori porta a Brescia. E' un luogo speciale, un sogno che può crescere ancora.

 

21 GRAMMI Viale Italia 13 Brescia Lunedi-sabato | 07:30-19:30

Beatrice Bellano

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Sabato 24 gennaio il Tunnel Club ospita l'anteprima milanese del nuovo live audio/video di Lone. Per la prima volta a Milano il produttore e musicista inglese presenterà "Reality Testing", l'ultimo suo lavoro pubblicato con R&S Records. Un disco ibrido, che si delinea attraverso un mix di Detroit techno e di hip hop anni 90. Una produzione in cui tutto il lavoro sperimentale di Lone riesce a manifestarsi appieno. Questa sua spinta creativa è sempre stata evidente, già a partire dal 2008 col suo primo EP "Lemuria", in cui il sound prende forma a partire da influenze diverse: dall'hip hop all'hardcore, dalla techno all'elettronica dei primi anni 90,

Una carriera eclettica e piena di inventiva, quella di Lone, che si esibirà al Tunnel con uno degli album più belli e premiati del 2014. Una serata Le Cannibale imperdibile!

A seguire il dj-set dei resident djs Uabos e Fitnessbitch.

LE CANNIBALE

in collaborazione con PTWSCHOOL

LONE (A/V live set)

UABOS

FITNESSBITCH

Francesco Briganti - Visuals

Fotodocumentazione a cura di Sette Secondi Circa

Orario: 22.30 - 04.30

Tunnel Club

via Sammartini 30, Milano

info:

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

tel: 3498941305

 

 

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Sabato 17 gennaio torna il classico appuntamento al Tunnel Club di Milano con un'edizione speciale della serata Le Cannibale: Le Cannibale Fashion Week Edition.

Special Guest della serata sarà Olugbenga, musicista originario del Lagos con una discendenza multiculturale e una vita passata a girovagare per il mondo suonando. Nei suoi pezzi si ritrova ampiamente questo mix di culture ed esperienze differenti, trasformate ed espresse in un modo unico e personalissimo. Produttore, musicista d'accompagnamento, e infine solista: una carriera vivace e movimentata quanto la sua stessa vita. Un suono definito "Epic & Blues" quello di Olugbenga, legato all'hip hop e al gospel, alla musica ambient ma anche al rock. A maggio del 2013 ha pubblicato il suo primo EP "Hafiza" per Pictures Music.

A seguire il dj set di Olugbenga e Metronomy si continua fino al mattino con Uabos e Protopapa in consolle.

17.01.2015

Tunnel Club, Via Sammartini 30. Milano

LE CANNIBALE Fashion Week Edition

feat.

OLUGBENGA - METRONOMY djset

UABOS

PROTOPAPA

Francesco Briganti - Visuals

Fotodocumentazione a cura di Sette Secondi Circa

prevendite salta-coda: http://bit.ly/metronomydjset_tickets

liste, info, tavoli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel: 3498941305

tavoli disponibili su richiesta nell'area destra o sinistra

 

 

Ho sempre pensato che sia la semplicità a caratterizzare le cose belle. Un progetto semplice funzionerà sicuramente, nella semplicità troviamo la sicurezza di un ottimo contenuto, perchè solo il vuoto ha bisogno di essere riempito. Lasciamoci quindi alle spalle i lustrini, i ricchi premi, le luci colorate e i vestiti sgargianti per parlare di musica. Questo articolo è il primo di una rubrica in cui andremo ad approfondire ogni settimana un artista diverso attraverso gli occhi, e soprattutto le orecchie, di Uabos, dj resident di Le Cannibale, serata del venerdì del Tunnel. Un modo diverso di approcciarsi alla musica, con la guida esperta di uno dei migliori dj di Milano.

Per questo primo appuntamento introduciamo il nostro ospite d'onore: Matteo Pepe, in arte Uabos, nasce a Milano a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, e fin da piccolo capisce che la sua strada sarà dietro a due giradischi e un mixer. Giovanissimo inizia a lavorare per le discoteche milanesi, dai magazzini all'allora gasoline, e nell'arco di pochi anni si ritrova ad aver suonato in praticamente tutti i locali della città. Se lo aveste sentito almeno una volta non vi verrebbe difficile capire il perchè abbia fatto tanta strada in così poco tempo.

Ricordo la prima volta che andai al Tunnel, ormai due anni fa, di venerdì ovviamente, la fama del posto già mi precludeva un giudizio imparziale e fomentato. Entrai nel locale pieno di speranze, a mettere dischi era proprio il nostro amico, in chiusura a Alexander Robotnick, ero arrivato troppo tardi per godermi il superguest, ma non mi importò molto perché il banchetto era comunque più che succulento con Uabos dietro la consolle. Mi conquistò con un remix di Enola Gay e Ny Lipps dei Soulwax, d'altronde il tocco di classe di riuscire a passare i CCCP tra pezzoni elettro-techno con una disinvoltura paurosa non poteva che lasciarmi esterrefatto.

uabos---1

E penso sia proprio la disinvoltura a renderlo un grande dj. Dimenticate i soliti Steve Aoki che saltano, sbracciano, fanno facce strane (e vien da chiedersi dove trovino il tempo per mettere a tempo i dischi) Matteo è serio, professionale, impeccabile. Sembra un chirurgo, chino su un ventre aperto, e con la mano sul fader da un colpo preciso, elegante, fa assaporare la nuova melodia e ritorna rapito alla cassa dritta, quindi non ti accorgi del passaggio in un mashup spontaneo, in un'unica onda sonora che assorbe il pubblico in visibilio.

Da quel giorno se mi chiedessero chi sia il migliore dj di Milano non avrei dubbi sulla risposta.

Conoscendolo, mi ha colpito moltissimo la sua modestia e onestà, pur avendo diviso la consolle con i più grandi nomi della musica elettronica internazionale, da Tiga ad A-trak, passando per The Hacker e Wolfang Flur, non ha mai fatto lo spocchioso o lo snob; un comportamento da apprezzare visto che nell'ambiente di solito si gioca a chi se la tira di più. Ma dietro quella timidezza apparente si nasconde un gigante di cultura musicale e tecnica.

uabos---2Cercando di sviscerare il suo iter musicale, appare chiaro che le influenze sono molteplici, dalla new wave più cupa in un'evoluzione naturale verso un'elettronica più disinvolta, passando per l'elettrofunk, il big beat, la drum 'n bass e la techno più elementare. Tra i suoi punti di riferimento troviamo Zombie Nation, piuttosto che Dopplereffekt e Legowelt, ma anche Purity Ring e Japanese Telecom, nomi che valgono come garanzia di una ricerca musicale magistrale, affinata in anni e anni di dischi e vinili. Immagino che ficcando il naso nelle sue borse porta cd si possa sentire l'odore di quegli anni a cavallo tra i novanta e i duemila, un misto di fumo, birra, sudore e speranza. Quando i club erano underground non perché faceva figo scriverlo su zero, e ci si andava a ballare per godersi la musica, unica protagonista, e non per farsi vedere con l'ultimo outfit griffato.

Ovviamente Uabos è anche produttore, nasce infatti come polistrumentista prima che dj; il suo primo progetto è il duo Say Dubai, nel quale, insime a Nobel (Francesco Bocchini), evolve il suo stile verso sonorità tropical bass e uk funk, non è un caso che i due vengano notati prima dal tedesco Malente, che pubblica il loro primo ep “Bum” per la sua etichetta No Brainer Rec, e subito dopo pubblichino un remix per Keith & Supabeatz uscito per Southern Fried (etichetta del leggendario Fatboy Slim).

saydubai_06Da quest'anno, i ragazzi di Le Cannibale dopo aver trovato (dicono quasi casualmente) nel computer di Uabos delle produzioni da solista, lo hanno convinto a iniziare un progetto parallelo. Nasce così una nuova esperienza dai toni più melodici, quasi un misto tra triphop e breakbeat, un progetto al naturale, senza guardare in faccia a nessuna moda o tendenza.

-Faccio quello che mi diverte e che mi fa stare bene. - la dichiarazione del Pepe.

Con Need, il singolo uscito sei mesi fa, si apre una nuova stagione musicale che si sposta verso un'elettronica più concettuale, con ritmi meno incalzanti, ma non per questo meno valida, anzi: i tratti minimalisti che evolvono in qualcosa di più complesso tra drum machine, synth leggeri e midi sequencer, aprono le porte a un ep gustosissimo di cui possiamo assaporare la preview su soundcloud.

In attesa dell'uscita del nuovo ep da solista (di cui possiamo anticipare solo i 5 minuti di mix online) e dell'altro con i Say Dubai, previsto per gennaio 2013, possiamo goderci le sue performance ogni venerdì al Tunnel Club e leggere una retrospettiva/articolo/intervista su questo sito.

Vi lascio con il remix per Iori's Eye – Winter Olimpycs.

[soundcloud]https://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics?utm_source=soundcloud&utm_campaign=mshare&utm_medium=email&utm_content=http://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics[/soundcloud]

 

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