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Mercoledì 22 aprile 2015 a partire dalle ore 21.00 l'Auditorium San Fedele di via Hoepli 3b ospiterà il terzo appuntamento musicale con la rassegna Inner_Spaces di S/V/N/ e San Fedele Musica. La serata vedrà l'esibizione di Rabih Beaini, aka Morphosis, e dei Senyawa che suoneranno per la prima volta live in Italia.

I Senyawa sono un duo indonesiano composto da Rully Shabara e Wukir Suryadi. La loro musica è un mix di "tecniche vocali" e strumenti homemade costituiti da oggetti naturali tradizionalmente indonesiani. La loro è una ricerca legata sia alla riscoperta delle loro origini territoriali, ma rivolta anche alla musica sperimentale contemporanea, costituendo un ponte spazio-temporale e soprattutto sonoro tra tradizione e modernità, oriente e occidente. Un suono nuovo, atemporale e trasversale che punta ad esprimere gli aspetti spirituali tra uomo e natura. I Senyawa sono artisti di strada attivi dal 2010 e lanciati dal documentario Calling The NewGods. Il loro spirito tradizionale, jazz, elettronico e avant-rock verrà sprigionato al massimo a Inner_Spaces.

Rabih Beaini, anche noto come Morphosis, aprirà Inner_Spaces con un live inedito e realizzato appositamente per la serata. Anche lui è un interprete contemporaneo del mix tra tradizione e modernità. Per l'occasione Rabih eseguirà l'inedito The Adoration of Maryam, un brano sulla dimensione interiore dell'adorazione, legato alla tradizione religiosa orientale. Rabih è un produttore libanese ma residente a Berlino, una delle figure più eclettiche e interessanti del panorama musicale odierno, capace di elevare qualsiasi genere che sceglie di interpretare.

Inner_Spaces è una rassegna di quattro appuntamenti di musica elettronica e arte audiovisuale, con performance dal vivo di artisti provenienti da tutto il mondo. Un dialogo tra passato e presente con particolare attenzione ad alcuni artisti di musica sperimentale ed elettronica che esprimono una ricerca sonoro profonda e spirituale. L'Auditorium San Fedele si conferma un punto di riferimento per la sperimentazione e per la ricerca per diverse forme artistiche. L'Auditorium possiede inoltre una strumentazione unica che comprende l'Acusmonium SATOR, ovvero un sistema di diffusione con 40 altoparlanti, unico in Italia, e due videoproiettori digitali da cinema.

Inner_Spaces

Auditorium San Fedele

Via Hoepli 3b

Ingresso:

Intero: 12€

Studenti under 25: 10€

Info:

http://svnsvn.tumblr.com/INNER_SPACES

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Martedì 17 marzo 2015 secondo appuntamento della rassegna dedicata a Buster Keaton "Cinema Muto & Live Music: Buster Keaton: fino all'ultimo respiro", presso l'Auditorium San Fedele di Milano.

L'idea della rassegna è quella di presentare tre film muti di Buster Keaton, girati tra il 1927 e il 1929, prima dell’avvento del sonoro, con la presenza di prestigiosi improvvisatori che si occuperanno di creare la colonna sonora per questi tre capolavori. Si rinnova la collaborazione con Jean-Luc Plouvier, pianista residente della Cineteca Reale di Bruxelles, con il fisarmonicista Simone Zanchini, mentre del tutto inedita per San Fedele la presenza di Gabriele Mirabassi (clarinetto), tra i più originali virtuosi del panorama jazzistico internazionale, accompagnato da Peo Alfonsi (chitarra).

Nel cinema di Keaton, il personaggio da lui creato è caratterizzato da un misto di sprovveduta imperturbabilità, di comicità e di pathos. Nei tre film presentati, i più riusciti e compiuti della sua produzione, colpisce la determinazione del protagonista nell'affrontare le più improbabili avversità: è una costante delle sue pellicole, la perseveranza con l’intento di portare avanti fino in fondo un suo progetto, una sua convinzione, un suo modo d’essere. Fedeltà a una promessa, a un impegno, a un sogno e la sorte gli arride e ricompensa nei finali tanta pazienza. Più che Happy End, le conclusioni dei suoi film sono una rappresentazione del possibile snodo vincente anche nelle situazioni che sembrano votate al tracollo. Metafora della perseveranza ricompensata nell'America degli anni ’20, scrive Keaton: "Nei miei film, io non ero né un barbone (Charlot) né un disadattato (Harold Lloyd): quando trovavo lavoro, la mia regola di condotta era di far del mio meglio per soddisfare, come se avessi avuto l’intenzione di fare quel lavoro per tutto il resto della vita. Se mi capitava di guidare una locomotiva, cercavo di farlo bene: Chalrot, invece, l’avrebbe condotta verso il deposito più vicino e avrebbe lasciato perdere tutto."

Il primo appuntamento della rassegna presentato da San Fedele Musica e San Fedele Cinema, si è tenuto lo scorso 3 marzo, durante il quale è stato proiettato "The General"  del 1926, accompagnato dal pianoforte di Jean-luc Plouvier, riscuotendo un buon successo. Questa volta il film proposto sarà "The Cameraman", il film più moderno del grande attore e regista statunitense, e a "sonorizzarlo" toccherà al clarinettista Gabriele Mirabassi, uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz, e sarà accompagnato alla chitarra da Peo Alfonsi.

"The Cameraman", conosciuto anche in Italia con il titolo di "Io... e la scimmia", è considerato uno dei grandi capolavori di Keaton, che in questo film veste i panni di un goffo operatore che con la sua macchina da presa tenta in tutti i modi di realizzare uno scoop con l’intento di impressionare la ragazza di cui è innamorato, ed è il primo lungometraggio per la Metro-Goldwyn-Mayer, e il suo penultimo film muto. Sarà anche l'ultimo realizzato in condizioni di relativa indipendenza, e alcuni critici lo considerano già leggermente inferiore rispetto ai precedenti capolavori. Il muto sta finendo, il contratto firmato improvvidamente limita di fatto l'autonomia del comico, e dopo lo squilibrato "Spite Marriage" ("Io… e l'amore", Edward Sedgwick 1929) inizierà un rapido e inarrestabile declino, tra alcolismo e drammi privati. Sebbene alcuni keatoniani preferiscano limitare il discorso metacinematografico del Cameraman, ponendo l'accento sul tema più generale e caro all'autore dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema, peraltro già presente in Sherlock Jr. ("Calma, signori miei!" o "La palla n. 13", 1924), lascia trasparire qualcosa di più che un semplice pretesto illustrativo: è difficile, ad esempio, resistere alla tentazione di vedere nella sequenza della prima proiezione alla MGM un'affettuosa e raffinata parodia del cinema d'avanguardia. Nel finale, l'orgoglio tecnologico dell'operatore è spazzato via dalla semplice e straordinariamente premonitrice constatazione, che l'atto di girare un film è alla portata di chiunque, persino di una scimmia. "The Cameraman" è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi, scale scese e salite dal seminterrato al tetto, il tutto letteralmente percorso a tamburo battente. Emblematico in tal senso l'attraversamento fulmineo dell'intera città per raggiungere Sally ancora al telefono, cui Woody Allen mezzo secolo dopo rese un celebre omaggio in Manhattan.

Il terzo e ultimo appuntamento della rassegna, si terrà martedì 21 Aprile e verrà proiettato "Spite Marriage" (1929), accompagnato dalla fisarmonica di Simone Zanchini.

 

Martedì 17 Marzo ore 20.454

Cinema Muto & Live Music Buster Keaton: fino all'ultimo respiro

The Cameraman (1928) Gabriele Mirabassi, clarinetto, Peo Alfonsi, chitarra Lingua originale con sottotitoli

Due grandi improvvisatori per sonorizzare il film più moderno di Buster Keaton. Il clarinettista Gabriele Mirabassi è uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz. Film visionario, in cui domina il tema dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema. The Cameraman è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi…

 

Auditorium San Fedele via Hoepli, 3B - Milano 02 86352231 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Biglietti: Cineforum 3, ingresso 7 € / 4 € (ridotto) Auditorium 3 e 17 marzo, 21 aprile ore 20.45 Prevendita online o in Auditorium (via Hoepli 3A)

 

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Noi di Nerospinto vi invitiamo a prendere parte ad un grande appuntamento con la musica elettronica  venerdì 4 ottobre.

La Stagione San Fedele Musica 2013-2014 “Tracce e percorsi acustici ed Elettronici” ospita infatti, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium San Fedele, Tim Hecker, tra i più ispirati compositori del minimalismo ambient sperimentale.

La serata, organizzata in collaborazione con la rassegna musicale e artistica S/V/N, si compone di due momenti: l’ascolto con acusmonium di alcune parti dell’opera Islands del canadese Barry Truax, pioniere della sintesi granulare e del soundscape di Vancouver e dell’opera Stati d’acqua, un impressionante affresco con paesaggi sonori registrati in Amazzonia di David Monacchi, uno dei più importanti rappresentanti della corrente eco-acustica.

Sarà poi la volta di Tim Hecker, che presenterà il suo nuovo album “Virgins” (in uscita il 14 ottobre), un lavoro arioso, che aspira all’infinito e che incorona un anno speciale per l’artista canadese, reduce dalla vittoria del Juno Award 2012  per il miglior album elettronico.

Le atmosfere eteree di Hecker ben si sposano con la location della serata, un auditorium recentemente ristrutturato grazie anche all’installazione di un dispositivo di diffusione della musica elettronica unico in Italia.

Le attività culturali proposte dalla Fondazione Culturale San Fedele mirano, da sempre, al dialogo tra le culture, alla promozione della giustizia e alla formazione dei giovani (Premio San Fedele Giovani Artisti); all’auditorium si affianca la chiesa cinquecentesca, che ospita grandi concerti di musica sacra.

 

Indira Fassioni

 

Stagione SAN FEDELE MUSICA 2013 – 2014

TRACCE E PERCORSI ACUSTICI ED ELETTRONICI

In collaborazione con S/V/N/

una produzione  Basemental, Neoma e Terzopaesaggio

 

 

Venerdì 4 ottobre 2013, ore 21

Auditorium San Fedele (Via Hoepli, 3b)  – Milano

 

EcoAcousticMusic & SOUND-ART

TIM HECKER live

 

La performance sarà preceduta da un’introduzione acusmatica con musiche di:

Barry Truax estratti da Islands (1991-2000)

David Monacchi Stati d’Acqua (2006)

 

regia esecutiva di Giovanni Cospito e Dante Tanzi

 

ingresso €12 / €8 (Under 25)

info e prevendite: Biglietteria Auditorium lun-ven 10/12.30 – 14/18

tel.0286352231 fax. 0286352803 -  www.centrosanfedele.net

acquisto on line:  http://www.crea.webtic.it/Default.aspx?sc=5213

 

Per informazioni al pubblico:

Fondazione Culturale San Fedele

Piazza San Fedele  4, 20121 Milano

Auditorium: via Hoepli 3/b, 20121 Milano

Segreteria Centro Culturale San Fedele

Alessandra Gorla tel.0286352231 fax. 0286352803

 

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Ozu è il poeta maledetto del cinema orientale. Non soltanto perché prediligeva elaborare i suoi film assieme al suo sceneggiatore Kogo Noda, in tarda notte, consumando smodate quantità di vino. I suoi film sono dei quadri squisiti nella loro semplicità. Perfezionista dell’immagine e eccentrico della tecnica, Ozu é stato capace di rappresentare con cura minuziosa le sfumature delle tradizioni e i conflitti familiari della società del Giappone a cavallo fra la fine della Prima Guerra Mondiale e la Seconda. Le sue qualitá, tipicamente giapponesi, sono sempre piú apprezzate dai cineasti occidentali e emergono sia dall’immediatezza delle storie raccontate, come la dissoluzione della famiglia e altre questioni di ordinaria importanza, sia dalla sua tecnica ‘tranquilla’ dai tempi narrativi distesi che evocano due elementi tipici della poetica nipponica : ‘’mu’’ ,nulla, e ‘’mono no’’ ,il pathos delle cose. Le storie sono molto semplici, prive di forti drammaticità e questa caratteristica è quella che piú lo allontana dalla produzione hollywoodiana ma che permette a Ozu di andare oltre il realismo del racconto, attraverso la ricerca della trascendenza e la spiritualità del quotidiano. Un fascino particolare ed un velo di mistero che si sposano con la magia del cinema muto.

Appuntamento all’Auditorium San Fedele con ‘Giorni di gioventú’, una commedia divertente e affascinante di questo straordinario regista. Protagonista della storia è un’amicizia condivisa durante ‘i giorni della giovinezza’ che si intreccia con il triangolo amoroso dei protagonisti. Il film è ambientato nella parte nord-occidentale della Tokyo anni ’20 ed è la storia di due studenti: l’intelligente Watanabe e il pasticcione Yamamoto. Due amici, laureandi, che vivono sotto lo stesso tetto e che si innamorano, all’insaputa l’uno dell’altro, della stessa ragazza, Chieko che sta cercando una stanza. Degne di nota le scene sulla neve, nella seconda metà del film, girate nella provincia di Akakura, dove i duei giovani si recano in vacanza e rincontrano Chieko, e dove i genitori del cameraman Hideo Mohara, gestivano il Takadaya Hotel che appare nel film. La pellicola sembra infatti essere un prolungamento del divertimento del regista e dell’amico Mohara sugli scii.

‘Giorni di gioventú’ é l’ottava opera di Ozu, girata tra la fine del febbraio e l'inizio dell’aprile del 1929, quando aveva solo venticinque anni e solo poche commedie brevi alle spalle. Il titolo originale ‘Omoide’, la memoria, è stato cambiato in ‘Wakaki hi’, Giorni di gioventú. Alla realizzazione ha partecipato anche Akira Fushimi, uno degli scrittori comici più famosi del Shochiku-Kamata studio, che ha introdotto nell’intreccio della commedia delle diverse gag esilaranti. Considerato film minore di Ozu, ma per questo non di secondaria importanza, ai nostri lettori amanti del cinema Nerospinto ne consiglia assolutamente la visione, sia perché è una gioia meravigliosa da guardare ricca di freschezza, sia perché è la prima opera superstite al deterioramento dell’originale 35 mm.

Ad accompagnare la proiezione la sonorizzazione live inedita di Orazio Sciortino, pianista e compositore ventottenne che vanta esibizioni in festival di rilievo internazionale e in sedi prestigiose. Per rendervi conto della sua bravura, di seguito proponiamo l'ascolto di una sua esecuzione di una sonata di Prokofiev. Presenta Andrea Lavagnini.

http://www.youtube.com/watch?v=88cxpNCZGcA

 

Giorni di Gioventù un film muto del 1929 di Yasujiro Ozu

Mercoledì 13 Marzo h 20.30 – CINEMA MUTO & Live Music AUDITORIUM SAN FEDELE, Via Hoepli 3/b, Milano, MM Duomo

presenta Andrea Lavagnini.

biglietti: intero 7 euro, ridotto 4 euro

 

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Noi di Nerospinto adoriamo il film muto e ci spingeremo a questo evento!

Mercoledì 20 FEBBR h 20.30 – A TOUCH OF SWING AUDITORIUM SAN FEDELE, Via Hoepli 3/b, Milano, MM Duomo il pianista Paolo Alderighi sonorizza:

LONG PANTS un film muto del 1927 di FRANK CAPRA Biglietti 7 € / 4 €

Il pianista Paolo Alderighi, grande talento del jazz italiano, sonorizza il film Long Pants (1927) di Frank Capra, con musiche ispirate al Touch of Swing degli anni Venti. Film di vertiginosa e mai banale comicità, film ibrido e visionario, sospeso tra la romance e la commedia, con lampi di film noir e di cinema d'avanguardia. Sviluppa un tema che fu centrale nella narrativa nordamericana a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento: il conflitto tra innocenza ed esperienza, gentilezza della provincia e corruzione urbana. Il sogno è la chiave di volta di tutta l’architettura comica del film. Da sottolineare una delle migliori prestazioni del comico Harry Langdon nei panni di un adolescente timido e sognatore.

Presenta Fabio Vittorini

http://www.youtube.com/watch?v=7fDD_1966Mo

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Non è un segreto che i film di fantascienza , anche se in modo romanzato e chiaramente inesatto, possano guardare al futuro ipotizzando l’evolversi di alcuni aspetti della vita umana. La gamma delle previsioni che scrittori e registi ostentano a formulare va dalle probabili invenzioni tecnologiche, al possibile nostro modo di agire come società. Tutti sono d’accordo nell’affermare che molte delle più grandi creazioni siano state preannunciate dalla fantascienza, dai sottomarini ai viaggi spaziali, ma pochi scrittori hanno raggiunto il livello di ‘profezie’che si sono in seguito realmente avverate, come quelle di Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick in 2001: Odissea nello spazio.

Liberamente ispirato a due racconti di Clarke, 2001: Odissea nello spazio è stato scritto da Clarke e Kubrick nel 1968 contemporaneamente in forma di libro e sceneggiatura. Nonostante alcune variazioni, il film e il libro raccontano la stessa storia e fanno le stesse previsioni circa il futuro dell'uomo in materia di tecnologia. Mentre alcune di queste previsioni rimangono ad oggi al di fuori della nostra portata, come i viaggi nello spazio con l’equipaggio alla volta di Giove, altre invece si avvicinano sorprendentemente alle cose cosí come si presentano  ad oggi. 2001: Odissea nello spazio non si è quindi rivelato solo un  cambiamento in ambito cinematografico, ma la pellicola è come se avesse preparato il terreno per alcuni degli eventi che poi avrebbero cambiato la nostra vita. Siete in grado di ricordare tutte le sequenze che si possono considerare delle piccole ‘predizioni’? Ripercorriamo alcuni elementi che si possono considerare a dir poco visionari:

-          iPad  Kubrick era avanti più di 40 anni rispetto a Steve Jobs per quanto riguarda l'invenzione dell’iPad. Nel corso della missione Giove infatti, i due medici / astronauti a bordo della nave utilizzano tavolette elettroniche che sembrano sospettosamente molto simili alla versione di Apple.

-          Mini TV in volo nel 1968 erano solo una fantasia, mentre ora possiamo tranquillamente guardare il film che abbiamo scelto direttamente dal retro del sedile di fronte.

-          Computer che legge il labiale uno degli sviluppi informatici più recenti, che derivano da previsioni che si trovano in 2001: Odissea nello spazio, è il computer con la capacità di leggere le labbra. Nel 2009 è stato annunciato che non solo è possibile questo software, ma può anche leggere in diverse lingue.

-          Skype quello del film risulta essere un videofonino molto arcaico, ma ció di interessante è la previsione della comunicazione video, come Skype, che é ormai diventata un luogo comune.

http://www.youtube.com/watch?v=wiyOfgMiMbc

-          Turismo spaziale lo Spazio non è ancora diventata una meta molto usuale, ma il turismo spaziale è una realtà dagli anni ’80.

-          Display in vetro della cabina di guida il suo aggiornamento ad oggi è quello con indicatori analogici, quadranti e schermi digitali, ma quella che vediamo in 2001: Odissea nello spazio è diventata una realtà con il rilascio del MD-80 che risale a oltre 10 anni dopo, nel 1979.

-          Flat screen dai monitor dei computer ai televisori, gli schermi piatti hanno sostituito i vecchi sistemi CRT, dando agli spettatori una migliore risoluzione e più spazio sullo schermo.

Nel caso non siate riusciti a ricordarveli tutti, domani lunedì 11 febbraio, rinfrescatevi la memoria all’Auditorium San Fedele. La fondazione Culturale San Fedele infatti, celebra il capolavoro di Stanley Kubrick con due proiezioni straordinarie della copia restaurata e in lingua originale del film (ore 18.00 e 20.00). Per la prima volta in Italia, la spettacolare colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio potrà essere ascoltata con un'altissima definizione audio grazie al sistema di 40 altoparlanti spazializzati sito all'interno dell'Auditorium San Fedele: l'Acusmonium SATOR. Un'occasione unica per riscoprire in sala una delle pietre miliari della storia del cinema.

11-02-2013 alle ore 18/20 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick

Auditorium San Fedele - via Hoepli 3/b (galleria) - Milano (MI)

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Direttore Responsabile
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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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