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Milano, in qualsiasi periodo dell’anno, puoi visitare una mostra interessante a Palazzo Reale.

Se, invece, volessi visitare Palazzo Reale?

Da oggi puoi farlo: DigitasLBi, l’agenzia globale per un mondo digitale, ha creato milanopalazzoreale.com, un nuovo sito dove poter ripercorrere, anno dopo anno, secolo dopo secolo, la storia di una delle principali icone della città.

DigitasLBi è una affermata agenzia digitale del gruppo Publicis che trasforma il futuro delle aziende: aiuta i brand ad abbracciare il cambiamento tecnologico che sta rivoluzionando ogni aspetto del nostro mondo e li accompagna in questo viaggio.

Grazie al lavoro della Young Unicorns Unit – il team dei giovani talenti dell’agenzia – è ora possibile ripercorrere la storia di Palazzo Reale. Il risultato è una mostra virtuale che intende riportare alla memoria le vicende dimenticate della storica dimora e dei personaggi che l’hanno abitata, risalendo fino al V secolo a.C.

I giovani creativi di DigitasLBi hanno deciso di donare ai milanesi e alle migliaia di turisti che ogni giorno visitano la città questo regalo davvero unico, restituendo al celebre edificio parte di una storia a molti di noi sconosciuta. La mostra virtuale è composta da cinque sezioni, riconducibili ad altrettanti periodi storici. Per ciascun arco temporale sono quindi previsti tre focus – introdotti da un’iconografia in stile collage – che presentano aneddoti sui personaggi che l’hanno abitato o sugli eventi che hanno trasformato il palazzo in involontario protagonista.

“Palazzo Reale per i milanesi vuole dire due cose: le mostre e i matrimoni civili – afferma Fabio Paracchini, Executive Creative Director di DigitasLBi –. E poi? Cosa c’è dietro, sopra e attorno a tutto questo? Un grande spazio che tutti noi abbiamo dimenticato, con storia e storie, una sorta di palazzo fantasma nel pieno centro della città. Io, per esempio, al piano terra di Palazzo Reale mi ci sono sposato, ma ignoravo che pochi metri più in là Picasso avesse esposto per la prima volta il suo Guernica al di fuori della Spagna, in una sala delle Cariatidi bombardata e ancora senza soffitto”.

Il progetto è stato pensato e realizzato in modo totalmente indipendente dai giovani Unicorni (in questo caso, l’art director Nicola Grisa, le copywriter Elisabetta Dattolo e Noemi Mariani e lo user experience designer Roberto Gatti), con la supervisione del direttore creativo Mauro Caramella, della creative supervisor Serena Micieli, dello Head of User Experience Gabriele Corazza e dello Head of Interface Development Simone Viani, per essere regalato alla città di Milano. L’Associazione di promozione sociale “Clock” ha, invece, confermato la validità storico-iconografica del progetto.

Una campagna integrata sui social media e sul territorio – sempre ideata e realizzata dagli Unicorns di DigitasLBi – inviterà poi i milanesi ad aiutare i propri concittadini a riscoprire la storia dimenticata di uno degli spazi espositivi più visitati della città, condividendo il link al sito insieme all’hashtag #bellamilano, già ampiamente utilizzato dalle istituzioni e dai cittadini milanesi.

Il 21 e 22 agosto a Biel, in svizzera, si svolgerà il primo Body and Freedom Festival, in cui artisti internazionali sfileranno nudi per le strade pedonali della città, in una performance artistica di nudo pubblico che ha lo scopo di infrangere il tabù dello spazio urbano e di portare il nudo fuori dai musei, dove la gente è abituata a vederlo.

Che si tratti di arte, oppure di una semplice esibizione alternativa da strada, questa specie di terapia d’urto mostra il corpo come realmente è, senza imperfezioni o ritocchi fotografici. Come afferma l’artista Thomas Zollinger: “oggi tutto ciò che può essere mostrato ed eseguito in gallerie o teatri può anche essere mostrato ed eseguito in spazi urbani, solo il corpo nudo, sembra rimanere un tabù”.

Semplicemente un corpo nudo alla mercè di un pubblico da strada. Il confine tra arte e stramberia sembra essere davvero sottilissimo e le prime critiche da parte di chi invece non apprezza questo genere di esibizioni non tarda ad arrivare sulle pagine dei social network.

A sostenere questa iniziativa è il dipartimento di Cultura, insieme con altre associazioni correlate, ma, oltre a tutto questo, è stato lanciato anche una campagna di Crowd-Founding per trovare le risorse necessarie a pagare i fotografi, le sistemazioni, i libretti del festival e i manifesti.

Un tipo di arte, questo, che non richiede particolari abilità, infatti è possibile partecipare all’evento pur non essendo professionisti, pagando una cifra che oscilla tra i 100 e i 300 dollari per avere l’occasione di sfilare fuori dalla chiesa insieme con gli altri artisti.

A differenza delle altre volte Thomas Zollinger, l’organizzatore della performance, ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie da parte delle forze dell’ordine, quindi la manifestazione sarà limitata in alcune zone pedonali della città.

Un tentativo, per alcuni considerato estremo, di rompere un tabù, di smuovere un po’ quello status quo al quale si è abituati e di aprire la mente a vedute differenti, senza aver paura di vedere e osservare quello che siamo:  semplicemente uomini e donne.

Per info: http://bodyandfreedom.com/

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La Galleria Guido Costa Projects di Torino ospiterà fino al 31 ottobre 2015 un’incredibile retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin, una delle più grandi fotografe donne universalmente note.

L’identità di una persona è qualcosa di strettamente connesso alla sua vita personale, alle esperienze che hanno segnato la sua storia, ai drammi subiti e al modo che ognuno di noi trova di sopravvivere al mondo e Nan Golgin è una che di storie da raccontare ne ha parecchie.

Artista statunitense, fotografa contemporanea per la precisione, nasce nel 1953 e passa la sua adolescenza a Boston, dove si forma alla School of The Museum of Fine Arts. Fin da subito capisce che non esiste alcuna distinzione tra vita e arte, poiché l’una diventa necessaria per la completa realizzazione dell’altra.

La sua fotografia nasce quindi come un vero e proprio diario quotidiano in pubblico e questa tipologia di rappresentazione del mondo l’accompagnerà tutta la vita. Verso la fine degli anni ’70, al Mudd Club diNew York, la Goldin inizia a esporre le sue opere, accompagnate da una colonna sonora punk, Ballad of Sexual Dependency, e la sua arte inizia sempre più a definire i contorni di quella figura che diverrà poi una delle icone delle fotografia contemporanea.

Considerata una dei Five of Boston, il suo stile è paragonabile a quello di Terry Richardson o Wolfang Tillmans e riesce a far emergere il lato più nascosto e trasgressivo della città di New York. Sceglie di esporre se stessa tanto quanto i suoi amici come parte di un ricordo vivo e tangibile, come si evince nel celebre “Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata”, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Gli anni ’80, si sa, negli Stati Uniti sono stati un periodo scottante, sia per quanto riguarda le contestazioni giovanili, che segnarono a pieno la “generazione difficile” dell’artista, ma anche per la diffusione inarrestabile dell’AIDS che portò Nan Goldin a realizzare il profondo potere della fotografia, legato alla capacità di mostrare il cambiamento delle persone, ma anche al doloroso ricordo di tutti coloro che aveva perso. Tuttavia, questo non le impedisce di organizzare nel 1989 la prima grande mostra fotografica sull’AIDS del mondo.

La storia di una donna che ha saputo fare della sua vita una vera e propria arte, che ha vinto la scommessa con la discriminazione di genere, facendo volare il suo nome sulle vette più alte della fotografia mondiale.

La mostra di Torino raccoglie moltissime delle sue opere, partendo dai primi anni della sua vita artistica, fino ad arrivare alle foto scattate nel corso degli ultimi 30 anni. Molte immagini sono inedite e la scelta dei soggetti è strettamente legata al suo modo di vivere.

“Le sue immagini sono lo specchio di se stessa e del mondo in cui ha vissuto”, afferma la giornalista americana Lily Tillman, uno sguardo interiore che ha dato vita a un vero e proprio genere artistico, diventato un’icona per tutti gli amanti della fotografia, ma anche soltanto per chi abbia voglia di osservare il mondo con gli occhi di una persona diversa da sé.

nan goldin / nan goldin

2 luglio 2015 – 24 ottobre 2015 la galleria resterà chiusa dall’1 al 31 agosto

Guido Costa Projects – Via Mazzini 24, Torino

Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Per info: http://www.guidocostaprojects.com/

Adele Di Giovanni

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Dall’8 luglio fino al 6 settembre 2015, saranno esposte a Villa Necchi Campiglio le opere dello scultore bresciano Timo Bortolotti, già presente nella collezione permanente della villa grazie alla donazione della nipote Claudia Gian Ferrari.

Artista dal profondo spessore storico, nel 1930 viene per la prima volta invitato all’Esposizione internazionale d’Arte di Venezia e da allora le commissioni pubbliche di moltiplicarono. Qualche anno più tardi gli vengono assegnati il premio Savoia-Barbante di Roma e successivamente il Gran Premio all’Esposizione Internazionale di Parigi.

Oggi, per la prima volta, la città di Milano dedica a Bortolotti una vera e propria rassegna, dove saranno presenti tutte le sue opere più famose e importanti, in particolare quelle realizzate a cavallo tra le due guerre mondiali.

Soggetto di quel periodo, infatti, era la rappresentazione di figure in età infantile e da qui si comprende la scelta di intitolare questa mostra “La Tenerezza della Scultura”. Si tratta di una vera e propria ricerca psicologica, rappresentata iconograficamente da figure giovanili, che però esprimono una forte carica umana.

Elena Pontigia, la curatrice della mostra, descrive questa grande personalità come “capace di catturare la beatitudine di un neonato che dorme e lo stupore di un bimbetto di pochi anni, la risata dell'infanzia e la grazia dell'adolescenza, un figlio abbracciato dall'amore di una madre e la tenerezza di due fratellini (…)”.

Un evento che coinvolge tutti gli appassionati di arte, ma che è aperto a chiunque voglia anche solo semplicemente conoscere il lavoro di una personalità profonda come quella di Timo Bortolotti, colorata di tenerezza, ma impregnata di eventi storici che hanno segnato, in ogni molecola, le sue sculture.

TIMO BORTOLOTTI: LA TENEREZZA DELLA SCULTURA

ORARI: 10:00 – 18:00

BIGLIETTI: Iscritto FAI: gratuito Intero: 9 euro Ridotto (Bambini 4 – 14 anni): 4 euro

COME ARRIVARE:

In auto: Tangenziale Est di Milano, uscita Palmanova. Seguire per il centro, San Babila – Porta Venezia. Zona Area C, ingresso a pagamento.

In metropolitana: Linea 1 fermata Palestro; Linea 3 fermata Montenapoleone.

In autobus: Linea 54 – 61 – 94: fermata San Damiano - Monforte.

Parcheggio: parcheggio a pagamento in via Mozart e nelle immediate vicinanze.

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Esattamente 50 anni fa, I Beatles, il quartetto più famoso della storia della musica, andavano in scena al velodromo Vigrelli di Milano e oggi, come un tuffo nel passato, tornano in città con una mostra, dal titolo "I Beatles in Italia. 1965 – 2015: 50 anni dall’unica tournée italiana", all'associazione Chiamamilano, che espone le foto di quella indimenticabile giornata.

I "Fab Four" hanno fatto sognare migliaia di ragazzi e quello di mezzo secolo fa fu l'unico tour italiano della band, che come prima tappa scelse proprio il capoluogo lombardo, prima di toccare Genova e Roma.

Oggi è possibile rivivere quell'emozione, quella "beatlemania" che mandò in visibilio un'intera generazione, ma che ancora oggi, sarà per merito del ritorno al vintage, riesce a coinvolgere i più giovani, grazie a uno strumento tanto potente quanto immediato: la musica.

Ospiti di quella serata indimenticabile furono Peppino di Capri, come apripista insieme ai suoi Rockets, Fausto Leali  e i New Dada, che insieme ai quattro più famosi caschetti dell'epoca fecero esplodere un pubblico di ventiseimila spettatori urlanti, raggiungendo il massimo dell'emozione quando i Beatles fecero il loro ingresso sul palco.

Dal 24 giugno fino al 5 luglio sarà possibile ammirare un'esposizione celebrativa di quella giornata, composta da fotografie e memorabilia della band, realizzata grazie al contributo del collezionista Umberto Buttafava e alcuni materiali unici della famiglia Watcher, la stessa che organizzò, per mano di Leo Watcher, proprio quell'indimenticabile tournée del 1965.

L'allestimento e il progetto fotografico sono a cura di Marcella Ricci e Maria Pietrogrande che cercheranno di rendere omaggio a quell'evento grazie anche alla partecipazione straordinaria di musicisti importati, alcuni dei quali presero proprio parte al live di cinquant'anni fa, attori e personaggi di spicco della cultura italiana.

Adesso, come allora, la febbre da Beatles colpisce proprio tutti e questa sera la grande inaugurazione sarà accompagnata dalla musica dell'associazione Twist and Shout, per mano del suo fondatore Alessio Granata, in consolle per animare la serata con il giusto ritmo, che ha già portato decine di migliaia di persone in Italia e in Europa a rivivere l'atmosfera degli anni '50 e '60.

Questa originale esposizione è dedicata a tutti i nostalgici, ma anche a tutti coloro che non riuscirono ad essere presenti a quel doppio concerto, rappresentando così un'incredibile occasione per rivivere quegli attimi, respirare quell'aria e, perchè no, tirare fuori dagli scatoloni impolverati qualche vecchio vinile, riascoltando quei singoli che resero famosi i quattro britannici al mondo intero.

Perchè si sa, tutto prima o poi torna di moda: dai pantaloni a vita alta, ai tagli un po' retrò e per la musica questo discorso è forse anche più profondo. Quando qualcuno è diventato così grande e così famoso da segnare, in piccolo o in grande che sia, la vita di migliaia di persone non passerà mai di moda. E poi, in ogni caso, la parola d'ordine in queste situazioni è sempre la stessa: "Non è vecchio, è Vintage!"

I Beatles in Italia. 1965 – 2015: 50 anni dall’unica tournée italiana Dal 24 giugno al 5 luglio 2015; tutti i giorni dalle 12 alle 20. Ingresso liberopresso l'associazione Chiamamilano, via Laghetto 2,  Milano  

Adele Di Giovanni

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Mercoledì 24 giugno, inaugurazione speciale del giardino estivo del Ristorante Origami grazie all’installazione delle opere dell’artista Leonardo Vecchiarelli. Durante l’aperitivo verranno presentate 5 opere che compongono la mostra “La grande Transizione”.

Un’occasione unica per gustare i nuovi cocktail preparati sapientemente da Fabio Cesareni a base di sake ed essere deliziati dai piatti di Takuia, il sushiman giapponese di Origami, che presenterà per l’occasione dei nuovi rolls. Una serata sinergica dove arte, cibo e filosofia giapponese si sposano alla perfezione.

La grande Transizione” è un’installazione composta da 30 opere dell’artista Leonardo Vecchiarelli, presso Origami presenta 5 delle sue opere raffiguranti cinque immagini di donne guerriere, abbigliate e decorate con la cura meticolosa di un samurai che si prepara alla battaglia, ispirate a figure di imperatrici orientali.

Ad ogni donna ritratta l'artista ha dato un nome, tratto dalla cultura letteraria e mitica dell'Estremo Oriente: la Sciamana, la Donna Samurai, la Creatrice del Genere Umano, Colei che governa il Flusso delle Acque, l'Aristocratica, il Tempio della Purezza. Fabio Cesareni, esperto mixologist, preparerà 2 cocktail ad hoc che avranno il nome di due delle guerriere delle opere di Vecchiarelli.

Molti sono i volti noti da scoprire provenienti soprattutto dal mondo della moda come Maria Buccellati, Nicoletta Fiorucci…

Origami è il luogo ideale non solo per cenare, ma anche sorseggiare ottimi drink.

Le opere della mostra "La grande Transizione" saranno esposte fino a fine luglio.

Origami Milano - Japanese Cuisine Viale Montegrappa 20 - Milano Dalle 19,30 fino alle 02

 

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Il Bistrot Caffè e Parole di Monza è sempre in prima linea per la diffusione della cultura e dell'arte.

Giovedì 18 giugno 2015 a partire dalle ore 21.00 ospita lo spettacolo PAROLE NOTE, performance itinerante tra musica, poesia e prosa con Maurizio Rossato e Giancarlo Cattaneo.

Nella suggestiva location del cortile interno, risalente all'epoca della Regina Teodolinda, accompagnati da un fresco ed estivo aperitivo, si attenderà l’arrivo del buio per dare il via ad un magnifico spettacolo fatto di letture di brani e poesie, accompagnate da musiche e melodie sorprendenti e da immagini estremamente evocative ed avvolgenti.

Il Bistrot Caffè e Parole ospita uno spettacolo di grande fama sul territorio nazionale, costantemente presente su Radio Capital, rinnovando ancora l’impegno nel trasmettere e condividere la cultura, la letteratura e l'arte tra i cittadini monzesi.

Dall'apertura del locale nel novembre 2013 sono state molte le iniziative che hanno favorito il diffondersi e il promuoversi di artisti emergenti e non, con una costante attenzione nel creare il giusto equilibrio tra cucina ed eventi. Durante la performance Maurizio Rossato creerà un flusso di musica elettronica su cui Giancarlo Cattaneo leggerà i testi e le poesie più belle di PAROLE NOTE, anche tratte dal libro “Parole dritte al cuore” (Maurizio Rossato, Mondadori, 2014).

Indira Fassioni

 

Bistrot Caffè e Parole Via Giuseppe Missori, 3 – 20900 Monza Telefono: 039/2302780 Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Il 2 giugno l’esclusivo Palazzo Marino, sede del comune di Milano, si trasforma in un “Palazzo Museo”, aprendo le porte delle sue “stanze segrete” al pubblico con dei percorsi guidati gratuiti.

L’esclusivo edificio, progettato nel 1553 dall'architetto Galeazzo Alessi, è sede dell’amministrazione comunale della città già dal 1861 ed è uno dei palazzi storici più belli della città.

Oltre alle sale già visitabili - Sala Alessi, con all’interno la mostra Identità Milano di direttamente dalla Triennale, Sala dell’Urbanistica, Sala Gialla, Sala Marra, insieme con il Cortile d’Onore, il Loggiato e la Sala dell’Orologio – sarà possibile accedere ad altri quattro spazi impregnati d’arte: Sala delle Tempere, che vedrà al suo interno quattro grandi tele del 1600 con raffigurati i santi Pietro e Paolo, Sala degli Arazzi, che, come lo stesso nome suggerisce, contengono degli arazzi in onore dell’imperatore Marco Aurelio, Sala della Resurrezione, che al suo interno vanta la mano del manierista Giovanni da Lomazzo e la Sala della Trinità, più simile a una cappella.

Si sfata quindi il mito che Milano sia una città soltanto famosa per i negozi alla moda e povera di arte. In questa città, infatti, le possibilità di entrare a contatto con un patrimonio artistico di tutto rispetto sono molteplici, basta semplicemente imparare a guardarsi intorno e uscire da quello stereotipo che vede Milano come una metropoli grigia e sterile.

In questo caso particolare, inoltre, sarà possibile entrare a contatto con un palazzo che ha visto crescere questa città davanti a sé, situato in pieno centro, sul fronte orientale di Piazza della Scala.

Per coloro che vogliano una spiegazione più dettagliata sono disponibili le audioguide, in oltre 10 lingue, e, come già accennato in precedenza, sarà possibile effettuare delle visite guidate con un accompagnatore, della durata di 45 minuti senza prenotazione o anche di 2 ore con prenotazione obbligatoria.

L’arte è di tutti e non serve essere per forza degli esperti per potersi permettere una “gita” a Palazzo Marino, anzi, bisogna cogliere ogni occasione per vivere a pieno Milano, la città dai mille volti e dalle mille opportunità: perché l’arte. per prima cosa, è condivisione.

 INFORMAZIONI SULLA MOSTRA A PALAZZO MARINO

visite guidate gratuite senza prenotazione: martedì, mercoledì e venerdì, ore 9:30-10:30-11:30-14:00-15:00, durata 45 min.

visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria: lunedì e giovedì, durata fino a 2 ore.

Contatti per prenotazioni o informazioni: tel. 02 88456617 - fax 02 88450288 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Meeting the Odyssey è un progetto artistico e sociale itinerante che parte dal Mar Baltico per arrivare nel Mar Mediterraneo. Ogni estate dal 2014 al 2016, artisti e organizzatori di diversi Paesi europei navigano insieme a bordo del veliero Hoppet mettendo in scena pièce teatrali, azioni sul territorio chiamate instant performances, convegni e workshop in tutta Europa.

 

Il progetto intreccia elementi dell’Odissea, tematiche europee attuali e storie raccolte attraverso lo scambio con le popolazioni locali. Meeting the Odyssey è esso stesso viaggio: è collaborazione a lungo termine e scoperta continua di nuovi paesaggi e pratiche culturali per dar vita a sinergie artistiche su scala europea.

 

Dopo il tour del 2014 nel mar Baltico, dal 23 maggio al 3 ottobre 2015 il progetto approda nell’area del Mediterraneo, con una tappa speciale in Lombardia: nella cornice di EXPO 2015, ScarlattineTeatro e Regione Lombardia accolgono artisti e operatori provenienti da tutta Europa. Meeting the Odyssey prevede l’ultimo tour nel 2016 in Grecia.

 

È un sogno che si avvera questa nave di artisti che naviga, come Ulisse 3000 anni fa, tra il Baltico e il Mediterraneo, per approdare a Itaca il 14 giugno 2016. Un progetto visionario che mescola narrazioni, storie, lingue e popoli per raccontarci la contemporaneità complessa dell’Europa di oggi.

Michele Losi, Direttore artistico ScarlattineTeatro_Campsirago Residenza.

 

Meeting the Odyssey 2015 parte il 23 maggio da Milano (Piattaforma dei Navigli) con il convegno Meeting #1 – La questione omerica e un’Odissea contemporanea (ore 16.00), l’inaugurazione della mostra fotografica Voci e sguardi dall’Europa di oggi e, alle 18.00, alle Colonne di San Lorenzo, la prima instant performance a cura di Teatro delle Moire e Qui e Ora. Ogni tappa del progetto prevede, infatti, un appuntamento di instant, ovvero azioni performative nate dall’incontro tra il team internazionale del progetto e artisti, persone e spettatori locali. In Lombardia le instants saranno realizzate anche a Cernobbio (CO) e Campsirago di Colle Brianza (LC). Il 27 maggio (con repliche fino al 31), il debutto in prima assoluta della coproduzione internazionale sbarchi_un’odissea (produzione C) ideata e diretta da Michele Losi (ScarlattineTeatro_ Campsirago Residenza). Lo spettacolo attraverso il corpo, la musica e la parola racconta l’altra faccia del Nostos, della nostalgia del ritorno, dell’impossibilità del riconoscere, del riconoscersi e del tornare ad amare una volta a casa, dopo una lunga assenza. Cuore della scena sarà il pubblico, al centro del Palazzo di Odisseo, trasformato da Penelope e dall’eterno scorrere del tempo.In Lombardia il tour prosegue a Dervio sul Lago di Como (5/7 giugno), per poi far tappa a il Giardino delle Esperidi Festival sul Monte di Brianza (12/15 giugno) per poi tornare sul Lago, a Como e a Cernobbio (19/21 giugno), a bordo della barca a vela Calipso. La navigazione di Hoppet riprende da Camogli (28 giugno) in direzione Malta-Gozo per partecipare al Malta Arts Festival dall’8 al 18 luglio, per portare lo spettacolo proprio nei luoghi nei quali, secondo Omero, Calipso tenne per sette anni Odisseo. La tappa di Meeting the Odyssey nel cuore de il Giardino delle Esperidi Festival (XXI edizione con oltre 30 appuntamenti dal 10 al 28 giugno), assume quest’anno un valore simbolico per ScarlattineTeatro. Campsirago Residenza, infatti, dal 2015 è un vero e proprio centro di produzione. Una piattaforma culturale che promuove la ricerca teatrale, con una forte vocazione alla relazione e grande cura verso il territorio, inteso come intreccio di comunità, storia, paesaggio da tutelare e valorizzare. Sei le linee artistiche: la produzione di spettacoli teatrali, la formazione, l’organizzazione di festival ed eventi culturali, l’attività di rete con altre residenze, associazioni, enti; il sostegno alla produzione, organizzazione e distribuzione di compagnie ed artisti e l’ideazione e realizzazione di progetti nazionali e internazionali.

Regione Lombardia ha scelto di aderire al progetto, considerata la forte coerenza con la programmazione e gli obiettivi regionali: in particolare per sostenere la creatività e la produzione di spettacoli, incentivando scambi internazionali di artisti e progetti di integrazione delle discipline e di contaminazione dei linguaggi, e per promuovere il processo di integrazione tra realtà regionali e locali lombarde con analoghe realtà europee, al fine di valorizzare il territorio e il patrimonio artistico lombardo.

La seconda produzione del 2015 è Nausicaa, io sono io, firmata dalla compagnia Cada die teatro, il cui debutto in prima assoluta è previsto in Sardegna il 4 agosto (Jerzu, Festival dei Tacchi). Nausicaa, io sono io si interroga su come il teatro può raccontare senza retorica l’orrore che quasi quotidianamente si ripresenta alle porte meridionali dell’Europa. Il regista Giancarlo Biffi porta in scena tanti “nuovi Odissei” per raccontare attraverso azioni, parole e rivelazioni, frammenti di storie raccolte durante le sette tappe della tournée del 2014. “Abbiamo raccolto istanti di vita di donne e uomini che abitano in diversi Paesi d’Europa per poi provare a rappresentarli in un unico momento di teatro” (Giancarlo Biffi, Cada die Teatro).

Il tour sardo (4/22 agosto) tocca - dopo Jerzu - Siniscola, Olbia, Bosa-Montresta, Carloforte, Sant'Anna Arresi.

Dal 23 al 27 agosto la navigazione di Hoppet prosegue verso la Francia per toccare tra il 28 agosto e il 19 settembre St. Cyprien, Gruissan, Sète e Port Camargue. Ultima tappa (23 settembre /3 ottobre) Sesto Fiorentino (Fi) per Intercity Festival.

Informazioni e Prenotazioni

sbarchi_un’odissea: Tel. +39 039 92 76 070 - e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prezzi: Milano 15 euro – Dervio (LC)  ingresso gratuito – Consonno di Olginate (LC) 15 euro - Como 5 euro – Camogli ingresso gratuito – Malta in fase di definizione Nausicàa io sono io: Tel +39 070 56 55 07 / +39 070 56 88 072 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

instant performances, meeting #1 #2 #3 #4 e mostra gratuiti

 

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Francesca Piovesan vince con “Impressioni" il 3° Premio Cramum, presentato dall’Associazione Cramum e dalla Fondazione Giorgio Pardi all’interno della Mostra Internazionale “FRANGIT NUCEM – Cos'è l'arte contemporanea", curata da Sabino Maria Frassà.

 

Al secondo posto si sono classificati a pari merito Luisa Turuani e Michele Ciardulli. 

 

A conclusione degli interventi dell'Assessore Filippo del Corno (Comune di Milano), Daniela Ferrè (Città Metropolitana di Milano), Alberto Fioravanti (Edicola Italiana), Alessandra Lavagnino ( Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano), la vincitrice ha spiegato la sua opera: "Il mio lavoro indaga una delle possibili forme della fotografia come materia: una stretta relazione tra superfici sensibili, tra fotografia e pelle."

 

Peculiarità dell’evento, ideato e curato da Sabino Maria Frassà ed Andi Kacziba,  in mostra a Palazzo Isimbardi di Milano fino al 16 maggio le opere di giovani artisti (finalisti del Premio e under 36) al fianco di artisti affermati fuori concorso e membri della Giuria.

 

Quest'anno gli artisti di fama internazionale fuori concorso e in mostra sono:  Alberto Di Fabio, Andi Kacziba (Ungheria), Ingar Krauss (Germania), H.H. Lim (Cina, Biennale di Venezia 2013), Franco Mazzucchelli (Biennale di Venezia 1976), Paolo Peroni (vincitore Premio cramum 2014), CherylPope (USA), Gerda Ritzman (Svizzera), Daniele Salvalai (vincitore Premio cramum 2013), Eva Sørensen (Danimarca, Biennale di Venezia 1982).

 

Grazie alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, a Francesca è stato consegnato il cubo di pietra, simbolo del premio, realizzato quest’anno con il marmo di Candoglia, lo stesso marmo del Duomo di Milano. Francesca Piovesan vince anche un percorso di accompagnamento che la vedrà impegnata in tre mostre nei prossimi tre anni. Tra due anni vedremo quindi la sua mostra site-specific allo Studio Museo Francesca Messina: la mostra è parte integrante del premio e "spetta" ad ogni vincitore del premio cramum a due anni dalla vittoria.

Fino al 16 Maggio 2015:

Mostra Internazionale “FRANGIT NUCEM – Cos'è l'arte contemporanea"

Palazzo Isimbardi

Corso Monforte 35

10,00 – 18,00

piovesan-nerospinto

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Instagram

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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