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Noi di Nerospinto amiamo quell’arte che non solo dà piacere agli occhi, ma che nutre lo spirito con la sua capacità di creare attraverso le opere un momento di riflessione e approfondimento.

Fino al 2 giugno 2013 Palazzo Reale ospita The Desire for Freedom. Arte in Europa dal 1945, una grande mostra collettiva che affronta l’idea di Libertà in Europa dal dopoguerra in avanti, attraverso il pensiero e le opere di 94 artisti contemporanei provenienti da 27 paesi europei.

Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione di un’ Europa del dopoguerra come teatro dell’ostilità tra due blocchi di potere contrapposti durante la guerra fredda, assumendo invece come punto di partenza l’idea che entrambe le parti affondino radici comuni nell’Illuminismo. Per questo Est, Ovest, Nord e Sud sono rappresentati in base a un criterio di parità che emerge nella sequenza tematica ideata per l’esposizione.

In mostra dipinti, fotografie, disegni, video e installazioni realizzati in settanta anni di produzione artistica europea da artisti affermati e di fama internazionale - tra cui Damien Hirst, Arman, Jannis Kounellis, Yves Klein, Richard Hamilton, Niki de Saint Phalle, Alberto Giacometti, Gerhard Richter, Christo, Mario Merz, Emilio Vedova, Yinka Shonibare, Lucio Fontana, Ilya Kabalov - e da altri poco noti in Italia, ma di grande interesse come Boris Mikhailov e Erik Bulatov.

 

 

Orari: lunedì 14.30 – 19.30

martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30 giovedì e sabato 9.30 – 22.30

prezzi: il costo del biglietto è di 11 euro compresa l’audioguida, ma con lo speciale ticket cumulativo di 16 euro si possono visitare sia “The Desire for Freedom” sia la mostra dedicata a “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti”.

Info e prenotazioni: www.desireforfreedom.it

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ArT-Za compie un anno e lo fa concentrando in un'unica serata, sabato 16 marzo, ed un'unica location, l'art café BLAM, un mix godereccio ed esclusivo di arte e cultura..

 

Noi di Nerospinto amiamo assaporare le nostre serate con questo connubio perfetto e questo party ha tutti gli ingredienti in regola per crearne uno saporitissimo, che placherá, almeno per una sera e sotto un unico tetto, tutta la vostra inesauribile fame di arte e musica.

 

Ma non è tutto. Oltre al gustosissimo cocktail fotografia, suoni e creatività, per soddisfare il vostro languore di arte e divertimento,  potrete godere del nuovo live art di Marcello Gatti, emozionarvi con il dj set di Sergione Infuso, farvi ritrarre da Roberto Finizio, scoprire il Bop che c’è in voi insieme a Luz. Special guest della serata sarà Matteo Di Pascale che vi leggerà i suoi tarocchi della creatività e ospite d’onore Glix Atelier che festeggerà il compleanno con una golosa sorpresa per tutti i presenti.

Spingiti oltre, fallo culturale qui.

 

Sai Farlo Culturale?

Sabato 16 Marzo

Dalle 21.00

BLAM

Via Ronzoni, 2 - Milano

La celebre commedia di Aristofane con l’Ensamble Stabile Fondazione Teatro Due torna in scena fino al 24 marzo al Teatro Elfo Puccini di Milano.

In un periodo di forte instabilità per il nostro Paese, gli attori si interrogano, con comicità e leggerezza, sul ruolo fondamentale che possono assumere la cultura, l’arte, la poesia e il teatro nei confronti della società e delle sue sorti.

“Come si può salvare una città che non sa distinguere il bene dal male?”

Attraverso l’umorismo e l’ironia si cerca di giungere ad una verità, conducendo il pubblico in un viaggio surreale e improbabile lungo gli inferi, al termine del quale risiede la salvezza della polis e forse la risposta che stiamo cercando.

Il classico di Aristofane rappresenta una riflessione sempre attuale: parla di una società in decadimento che sa trovare rifugio nella cultura e nel teatro.

Sta a noi, ora, ritrovare i nostri Eschilo ed Euridipe.

 

Teatro Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 33, Milano

Tel. 02 00660606

 

Sala Shakespeare

Orari: mar-sab 21:00 / dom 15:30

Durata: 105' con intervallo Prezzi: Intero euro 30.50 Martedì biglietto unico euro 20 - ridotto <25 anni - >60 anni euro 16 - gruppi scuola euro 12

 

Per acquistare i biglietti: http://www.vivaticket.it/

Quando l'amore è stato folle, esclusivo e drammatico non può finire. Neppure a distanza di anni e con la scomparsa di uno dei due protagonisti. Jane Birkin è Serge Gainsbourg si conobbero alla fine degli anni '60 sul set del film Slogan e fu subito amore folle e repulsione caratteriale. Lei era bellissima e di grande fascino, aveva già fatto innamorare mezzo mondo con la scena di nudo nel film di Antonioni del 1966 e aveva una carriera di modella, cantante e attrice già consolidata. Lui era il dannato, tenebroso, arrogante e geniale attore e cantante icona della musica sofisticata, poetica e impegnata degli anni cinquanta e sessanta del Novecento. L'attrazione tra i due fu immediata e travolgente. Così come il declino successivo. Jane e Serge alla fine erano troppo diversi. Lui, affatto bello ma dal fascino fatale, si divertiva a ignorare quasi tutte le donne, le snobbava e non le considerava quasi mai alla sua altezza. La Bardot lo aveva lasciato proprio per questo, stufa di essere considerata una bambolina bionda e basta. Jane, però, era diversa. Non solo era caparbia e molto bella ma anche una straordinaria artista, versatile e brillante, che garantiva successo e fortuna a tutto quello in cui si impegnava. Jane sfilava indossando semplici magliette con coulisse e dopo qualche ora tutte le ragazze di Londra ne volevano una; i fan rubavo spezzoni dei suoi film per poterli rivedere a casa in maniera ossessiva, la sua voce sensuale faceva vendere migliaia di copie di dischi in pochi giorni. Serge Gainsbourg era un intellettuale snob e scorbutico ma non era stupido e capì che con la bellissima Jane avrebbe potuto condividere la vita privata ma anche quella artistica. I due entrarono in sala di incisione e ne uscirono con la canzone scandalo degli anni '70 Je t'aime...moi non plus. Il loro sodalizio, finché durò, fu perfetto. Pellicole, dischi, vita mondana e artistica spinta al massimo e nel 1971 la nascita della loro figlia, Charlotte, oggi tra le attrici più sofisticate e brave della sua generazione. Intanto Jane all'apice della sua carriera gira con i maggiori attori del suo tempo come Hills, Schneider, Delon, Belmondo. Diventa una icona di nome e di fatto perché Hermes, dopo aver dedicato la Kelly alla principessa di Monaco, disegna una borsa tutta per lei, la Birkin ( oggi la borsa più amata dalle attrici di Hollywood), insomma è il periodo d'oro di Jane. Proprio in questo momento, però, tra lei e Gainsbourg qualcosa si rompe. Lui diventa geloso e più aggressivo del solito. Si chiude in se stesso e fa un uso massiccio di alcol. La Birkin capisce che il rapporto non è più recuperabile e che gli alcolici hanno preso nella vita di Serge il posto di lei e della sua arte. Perciò lo lascia e continua la sua vita, sposando e frequentando altri uomini. Fino a che Gainsbourg non la richiama e non le regala tre bellissimi e intensi album, tutti nuovi e da cantare sulla loro storia d'amore e sul loro legame. Jane e Serge così ritornano a loro modo uno nella vita dell'altra, fino al 1991, anno della morte di Gainsbourg. Jane continua la sua carriera di attrice e cantante e nel 2011 decide di omaggiare il grande amore della sua vita (l'uomo del suo destino) con una tournée nei maggiori teatri del mondo dove canta solo le canzoni scritte da Serge. In Italia Jane Birkin si è esibita il 7 e 8 marzo a Roma e Milano, incantando tutti con la sua sofistica voce e con il suo immutato fascino ma soprattutto con i testi di Serge Gainsbourg. E questo è ancora amore.

Noi donne amiamo completare il nostro look con un piccolo gioiello. Ancor di più quando si tratta di piccole opere d’arte come  i gioielli-scultura di Titaniumart. Dalla creatività ed esperienza di due artisti milanesi, Cristina Aldrighi e Geremia Renzi, nascono opere in titanio, 100 % Made in Italy realizzate interamente a mano. In ogni piccolo gioiello in titanio fluisce arte, creatività ed ingegno, che si fondono per creare pezzi unici ed intriganti. Creazioni sorprendenti ed inimitabili! Cristina e Geremia hanno creato la collezione ReALTirany:  gioielli scultura, da indossare, che si ispirano alla natura  e all’universo. Pezzi preziosi ricchi di dettagli in un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. La scultura diventa così un bracciale, un anello, una collana. Gioielli “vestiti di colore” perché il colore di ogni scultura nasce dall’anodizzazione del titanio. Spettacolari rifazioni di luce per vere e proprie opere d’arte da indossare! I gioielli ReALTirany sono magia per dare un tocco di originalità alla tua femminilità.

Sara Biondi

 

Per informazioni: TITANIUMart di Cristina Aldrighi e Geremia Renzi www.titaniumart.eu

Ai piccoli fiori del male amanti della notte, delle serate dissolute, prede di fatali giochi di seduzione e provocazioni, Nerospinto propone una serata capace di evocare l’effetto dell'incantatrice Fée Verte, misterioso elisir fonte di ispirazioni artistiche, espressioni illecite e sfrenata creatività.

 

Mercoledì 13 Marzo dalle ore 22:30 alle 2:30 AB-SINTH dedicherà il suo nuovo appuntamento all’ insegna dell’arte scritta e parlata. Pagan Poetry si aprirà con la presentazione del libro "Equinozio degli Dei" di Dimitri Donaggio, “Un dramma fra la bestialità e la santità, fra l’istinto e la ragione, fra la sensualità e lo spirito”. A seguire una performance della poetessa e fotografa Anna Mosca, un’ installazione on site parte del nuovo progetto di video poesia e promozione dell'antologia sulla slam poetry.

 

1° Floor:  Psichemusic selection by _Nico, music night all'insegna dell'electrosad.

 

2° Floor: Presentazione libro e proiezione in loop del progetto poetico di Anna Mosca.

 

Nel nuovo cafè de l'art, alias il vecchio Zoom, potrete infine sorseggiare il vostro verre d’ absinthe in più vesti:

 

Absinthe puro (assenzio, acqua, ghiaccio, zucchero)

Absinthe spuro (assenzio,zolletta di zucchero flambè, acqua, ghiaccio)

Absinthe Mohito (menta ,lime, zucchero di canna, rum, assenzio, soda)

Absinthe sucre (zolletta di zucchero imbevuta e flambè)

 

..e naturalmente tutti gli altri drink.

 

Mercoledì 13 Marzo ore 22:30 to 2:30..

@ZoOM Bar Via Panfilo Castaldi 26 Milano

Info-contacts 345/2418801

Dimitri Donaggio: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=458728507527702&set;=a.209415585792330.52212.100001716700227&type;=3&theater;-

 

Anna Mosca: http://annamosca.wordpress.com/about/

 

AB-SINTH è un momento per comunicare.

AB-SINTH propone musica che non si balla.

AB-SINTH è atipico, antipatico, intelligente.

AB-SINTH parla di arte, ma se ne frega delle mode.

AB-SINTH non raccoglie milioni di confusi, ma confonde pochi eletti.

 

 

L'absinthe

 

Absinthe, je t'adore, certes !

Il me semble, quand je te bois,

Humer l'âme des jeunes bois,

Pendant la belle saison verte !

 

Ton frais parfum me déconcerte.

Et dans ton opale je vois

Des cieux habités autrefois,

Comme par une porte ouverte.

 

Qu'importe, ô recours des maudits !

Que tu sois un vain paradis,

Si tu contentes mon envie;

 

Et si, devant que j'entre au port,

Tu me fais supporter la Vie,

En m'habituant à la Mort.

 

(Raoul Ponchon ; 1847 - 1937)

 

Affine a Nerospinto per i temi che affronta, dall’erotismo in senso lato all’arte, una creatura meravigliosamente borderline, una personalità forte e fragile allo stesso tempo, che si riversa tutta nel suo libro, tela sottile di personaggi labili che si perdono e cercano una via di uscita dalla tragica involuzione della propria esistenza. Ecco per voi l’intervista esclusiva di Nerospinto a Simone Bisantino, autore de Il ragazzo a quattro zampe.

 

Com’è nato il progetto del libro Il ragazzo a quattro zampe?

 

Ho lavorato a Il ragazzo a quattro zampe a partire dal 2007 con l’idea di fare un libro che fosse prettamente di racconti, in realtà più andavo avanti più mi piaceva che i personaggi tornassero, quindi alla fine è diventato un corpo unico: i personaggi passano da un racconto all’altro e sono, alla fine, essenzialmente gli stessi, legati tra loro. È venuta fuori questa storia che tutto sommato non è né un romanzo né un libro di racconti, troppo omogeneo per essere un libro di racconti e troppo breve per essere un romanzo. Potrebbe essere un romanzo per racconti, anche se queste storie, precisissime dal punto di vista cronologico, potrebbero rimanere slegate tra loro e funzionare lo stesso da sole.

 

Ti sei ispirato a personaggi reali? Come sono nati questi racconti?

 

Più che altro mi sono ispirato a delle storie comuni, a partire dalla cronaca di oggi. Le vicende narrate sono talmente universali – sia quelle estreme che quelle più ‘normali’ – che risultano attualissime. Molte tematiche le avevo già affrontate quando facevo collaborazioni con le raccolte di narrativa erotica di Mondadori. Tematiche come quella della pedofilia c’erano già all’epoca, ma qui sono più organizzate. C’è un’interazione maggiore tra adulti e ragazzi, dove gli adolescenti sembrano più adulti degli adulti stessi.

 

Quali sono gli elementi che ti affascinano di più, che cos’è che ti attrae e che poi ti porta a scrivere di determinate situazioni?

 

I meccanismi che s’instaurano all’interno di una storia, anche dolorosa, che prevede anche elementi tragici. Tutti i meccanismi che si affrontano nelle storie che viviamo, che non sono facilmente riconoscibili o subito comprensibili, ma che hanno bisogno di uno sguardo un po’ diverso. Un incastro di vite e personaggi, di situazioni anche ripetute che si ritrovano nel continuum dei racconti.

 

Durante la lettura de Il ragazzo a quattro zampe ci s’imbatte in scene forti, quasi terrificanti… sono tue paure quelle che emergono dai racconti?

 

No, non come episodi di vita, ma come sensazioni, che poi nel libro sfociano in situazioni molto più tragiche. La descrizione di scene violente non è la parte dei racconti più importante, in realtà, (molti riferimenti sessuali piuttosto spinti li ho tagliati di mia spontanea volontà) volevo invece che la sessualità fosse una cosa sfumata e molto narrativa, che non fosse appunto la protagonista vera e propria del libro. Gli elementi più importanti ne Il ragazzo a quattro zampe sono i dialoghi, le pause, i silenzi. Il modo di sentire, il punto di unione tra gli uomini e le donne che a volte combattono le stesse cose. Per me, non esiste femminismo e non esiste maschilismo, siamo tutti vittime e carnefici degli altri e di noi stessi.

 

Non volevi che i racconti fossero autoreferenziali?

 

Infatti, mi piaceva l’idea che questi personaggi interagissero tra loro in modi diversi, anche se in scenari molto estremi.

 

Quali sono gli autori a cui ti ispiri, o nei confronti dei quali senti di avere un debito?

 

Per quanto riguarda questo lavoro, in particolar modo Sylvia Plath: mi piacciono molto i suoi libri (La Campana di vetro, uno dei miei preferiti) e i racconti pubblicati postumi. Racconti che sembrano non avere una vera e propria trama, ma risultano eccezionali per come sono trattati dal suo occhio, dalla sua sensibilità di scrittrice. Nel libro ci sono moltissime donne protagoniste, con echi che portano a Virginia Woolf  e Ingeborg Bachmann, ad esempio. Mi piace poi tantissimo la narrativa americana degli anni ’80, la transgressive fiction, il postpunk e il cyberpunk.

 

Come definiresti il tuo stile di scrittura?

 

Non so se si possa parlare di stile, è un po’ presto. Questo libro (che io chiamo racconto per ritratti) non è un romanzo, non è un libro di racconti, ma un libro in cui si succedono ritratti di vari personaggi, di varie storie, per riuscire un po’ a creare una sinergia tra i diversi elementi. Mi piacciono i testi brevi, per me le letture contemporanee non dovrebbero superare le 150 pagine. Preferisco siano brevi, con dettagli piccoli ma incisivi, frasi che riescono a rimanerti in mente e a farti riflettere.

 

Quali sono i tuoi interessi oltre alla scrittura?

 

La musica sicuramente, oltre a fare il selector ho un progetto in cui mi occupo di re-edit e mix. Amo l’arte moltissimo, (volevo fare il pittore) e alla fine capisci che tutte le cose che fai servono a creare un percorso. In passato non avevo mai pensato di poter scrivere dei racconti. Leggevo e leggo tuttora molto, ma scrivere è una cosa molto difficile, nonostante ci siano delle scuole che ti possano insegnare a farlo, scrivere richiede delle basi, una predisposizione.

 

Questo libro l’hai scritto anche per te?

 

Sì, principalmente l’ho fatto per me. Dopotutto si tratta di un progetto destinato alle piccole case editrici. Non è in ogni caso nemmeno stato facile trovare l’editore giusto.

Quando gli editori non capiscono sotto quale etichetta far rientrare un determinato libro, difficilmente riescono a promuoverlo come si deve, a darti un’identità in libreria.

 

Come ti vedi in un futuro?

 

Non ci pensavo neanche prima della pubblicazione (anzi, di ogni pubblicazione dato il secondo romanzo), per me è importante raggiungere degli obiettivi. Non vedo mai le cose che faccio legate al successo, ciò che conta è fare quello che mi piace, e soprattutto farlo da solo. Ci metti anni magari, a pubblicare o persino farti leggere, ma se sei convinto lo fai e vai avanti. Non è vero che se non conosci le persone giuste non puoi nemmeno sperarci: io inizialmente non conoscevo nessuno, eppure un po’ di cose le ho fatte. Di sicuro non è un lavoro per vivere: scrivere non è remunerativo, ma rende felici.

 

L’AUTORE: Simone Bisantino è nato nel 1978. Ha pubblicato il romanzo Amore e altri veleni e in varie antologie, tra le quali Delitti d’amore (Supergiallo Mondadori 2004), Hard Blog (Mondadori 2005) e Watersex (Mondadori 2006). Vive a Milano, dove lavora inoltre come dj sotto il nome d’arte Black Candy.

 

Il ragazzo a quattro zampe.

Autore: Simone Bisantino

Casa Editrice: Caratteri Mobili

Dettagli: ISBN 978-88-96989-34-0, formato 12×20, 90pp.

Prezzo: 10 euro

 

 

“Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.” (Frida Kahlo) Se tutte le sofferenze umane fossero state dipinte, di certo Frida Kahlo sarebbe stata la mano che le avrebbe rese immortali sulla tela. Un po’ come ha fatto dai vent’anni fino alla sua morte, a Coyoacàn, Messico, nel 1954, nella casa dove era nata. Una vita contraddistinta da eventi tragici, uno dopo l’altro, quasi senza sosta, in un susseguirsi inarrestabile di sfortune: dopo la malformazione congenita data dalla spina bifida, Frida rimane coinvolta in un incidente stradale tra un autobus e il tram che solitamente prendeva per tornare a casa da scuola. Ne esce malconcia, costretta a rimanere a letto ingessata dal collo in giù per quasi un anno: è in questo periodo che inizia a dipingere, i genitori attrezzano il suo letto a baldacchino in modo che possa autoritrarsi. E proprio dipingendo il suo viso che riesce a trovare la sua perfetta estetica: una pittura che viene descritta da tutti i critici del tempo come una pittura surrealista, definizione che la Kahlo rifiuta. La sua carriera artistica decolla dopo l’incontro con Diego Rivera, famoso muralista, attivista politico e rivoluzionario, che sposerà dopo poco tempo. La relazione con Rivera è tormentata: lui è un famoso donnaiolo e non le rimane fedele, lei lo ripaga con la stessa moneta. I litigi sono continui e sempre più violenti, arrivano alla separazione dopo il tradimento più grave, Diego seduce la sorella di Frida, Cristina. Divorziano, la rottura è definitiva, o almeno sembra. Frida si rinchiude in una solitudine fatta di tequila, morfina e sesso, si abbandona alle sue tendenze omosessuali, liberandosi di qualsiasi inibizione sociale: è una rivoluzionaria radicale e ama questo stile di vita dissoluto. La separazione da Rivera è un momento di grande creatività e produttività artistica, affina la sua tecnica, scava ancora più a fondo nelle questioni irrisolte della sua vita. Arriva ad essere conosciuta negli Stati Uniti e in Europa. Nel frattempo il suo corpo straziato inizia a dare segni evidenti di cedimento. Tra un’operazione e l’altra ritorna in contatto con Rivera e si risposano nel 1940 a San Francisco, durante un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti. Gli ultimi anni di vita dell’artista messicana sono quasi passati interamente a letto: dopo un ultimo viaggio a Parigi, dove viene definitivamente riconosciuta come artista di fama internazionale, torna in patria dove sarà la prima donna ad ottenere una mostra personale a Città del Messico. Chiedere e spiegare perchè Frida piaccia così tanto a noi di Nerospinto mi sembra davvero superfluo. Come non appasionarsi ad una donna tanto tenace? Tanto attaccata alla vita? Capace di sopportare così tante sofferenze? Frida Kahlo ha veramente fatto della sua arte il suo grido di strazio, ha vissuto il suo inferno terreno, ha amato, ha odiato, ha sentito tutto. Sul suo ultimo quadro ha scritto “Viva la Vida”, inno ad un tempo terreno insopportabilmente doloroso ma comunque intensamente vissuto.

Noi di Nerospinto vi consigliamo la visione di due film sulla vita di Frida Kahlo: “Frida, Naturaleza Viva” (1986) diretto da Paul Leduce e interpretato da Ofelia Medina. “Frida”, tratto dalla biografia scritta da Hayden Herrera, diretto da Julie Taymor e interpretato da Salma Hayek, che proprio grazie a questo film ha ricevuto una nomination all'Oscar come miglior attrice. Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2002. E consigliamo anche la lettura del libro: “Viva la vida” di Pino Cacucci

Il termine enneagramma significa 9 opzioni, 9 basi, 9 possibilità.

Viene esemplificato in un simbolo, presumibilmente molto antico, costituito da un esagramma e un triangolo equilatero che si costituiscono e dialogano all’interno di una circonferenza derivante dall’enneagramma sufi e dallo shri yantra.

Esistono diversi tipi di enneagramma: 1) quello legato all’essere umano o psicologico (sistema delle 9 personalità) 2) quello legato al macrocosmo o esoterico 3) quello legato alla crescita personale di derivazione sufi In ogni caso, la componente geometrica fondamentale del mandala resta sostanzialmente la stessa.

ENNEAGRAMMA PSICOLOGICO O SISTEMA DELLE 9 PERSONALITA’

Si possono individuare 9 profili psicologici diversi fra loro che colloquiano tramite particolari percorsi. Questa metodica viene utilizzata non solo in campo psicologico, psicoterapeutico, psicosomatico,relazionale, ma anche nel mondo degli affari (marketing, vendita, risorse umane…), della comunicazione, nell’ambito sportivo, artistico e nell’ambito spirituale dove viene utilizzato, per esempio, dall’ordine dei Gesuiti in USA e dai Camilliani in Italia. Esistono società scientifiche e pubblicazioni periodiche a riguardo.

L’enneagramma è quindi uno strumento molto duttile e pratico e viene insegnato dagli anni 1980 in diverse università americane. Il sistema poggia innanzitutto sulla modalità dell’auto-riconoscimento della propria base tipologica secondo una serie di stimoli e test e risulta più efficace in un lavoro di gruppo.

In campo squisitamente medico il sistema evidenzia come ogni tipologia sia particolarmente adatta ad ammalarsi di certe patologie piuttosto che di altre; la consapevolezza di questa situazione è quindi estremamente utile nella prevenzione e nel trattamento delle patologie, in particolare in campo psicosomatico. Sempre in campo medico, la capacità di utilizzare questa metodica diventa fondamentale nell’ambito della relazione medico-paziente, in quanto rende molto rapida la capacità di connettersi con le esigenze del malato e a fare fronte ad esse nel modo più consono e utile a tutte le parti coinvolte. Inoltre permette ai sanitari di comunicare in termini più facilmente comprensibili e accettabili una serie di informazioni spesso astruse e talvolta spiacevoli, onde migliorare la fidelizzazione alla terapia e i risultati finali.

La stessa gestione delle risorse umane, in un ambito complesso come un dipartimento o una organizzazione aziendale, diventa con questo strumento più efficiente ed efficace. E per organizzazione aziendale intendiamo anche il primo nucleo di una compartecipazione pratica ed emotiva di gruppo: la famiglia.In campo psicoterapeutico viene quindi utilizzato per rendere più veloce la fase iniziale della terapia poiché accelera il processo empatico fra le parti coinvolte. Nella relazione di coppia è fondamentale per indagare i 45 meccanismi automatici che vengono a determinarsi inevitabilmente nel rapporto a seconda delle tipologie in questione, riuscendo a individuare con facilità i punti deboli e i punti forti di ogni coppia. In campo artistico la sceneggiatura di programmi televisivi o teatrali o cinematografici possono trovare nell’enneagramma una metodica efficace per le future produzioni poiché in tal modo i personaggi del “plot” risultano più reali e credibili.

In particolare:

Enneagramma ed azienda In campo economico, oltre che configurare un viaggio in se stessi, l’enneagramma può essere fruito in diversi modi: 1) relazionale. Insegna cioè come comunicare meglio con il cliente 2) vendita. Insegna a vendere meglio al cliente 3) preventivo. Insegna ad anticipare una serie di problemi o di possibilità che potranno insorgere nel rapporto con il cliente e a fidelizzarlo. 4) marketing 5) risorse umane

Enneagramma e malattia psicosomatica La malattia è un messaggio che va colto per indagare sulle motivazioni che portano l’inconscio a non riuscire più a integrarsi convenientemente con la nostra razionalità. Questa opportunità può essere più adeguatamente indagata con la metodica dell’enneagramma per la facilità con cui si possono evidenziare certi temi che sfuggono alla nostra quotidiana attenzione ma che sono salienti nella genesi del meccanismo psico-neuro-immuno-endocrinologico alla base della malattia stessa. Dopo di che sarà necessaria la consulenza di figure specializzate nel campo.

Enneagramma e malattia psichica Tale relazione deve essere studiata e affrontata solo da operatori specializzati nel campo: psichiatri, psicologi e psicoterapeuti. Sussistono documentate associazioni fra basi dell’enneagramma e particolari malattie psichiche come l’anoressia, le sindromi ossessive, le sindromi paranoiche, le sindromi depressive, ecc.

Enneagramma e malattie oculistiche Sono state evidenziate singolari rapporti fra alcune malattie oftalmiche e basi dell’enneagramma. In particolare la corioretinopatia sierosa centrale o maculopatia giovanile idiopatica e un particolare tipo di astigmatismo irregolare evolutivo giovanile detto cheratocono sono stati statisticamente evidenziati. Esistono anche numerose altre ipotesi di associazioni fra altre malattie oftalmiche e enneagramma. L’approfondimento delle motivazioni di fondo dovranno coinvolgere figure specializzate nel campo.

Enneagramma, sentimenti, affetti e coppie L’enneagramma non sarà mai in grado di prevedere se una certa coppia funzionerà oppure no, se avrà successo nel tempo o fallirà. Ma sarà in grado con stupefacente precisione di prevedere su quali temi la coppia sarà forte e su quali temi, invece, potranno insorgere diverbi e incomprensioni. L’enneagramma sarà persino in grado di prevedere l’epoca in cui tali scogli dovranno essere affrontati e quali metodiche mettere in campo per riuscire a tamponare o prevenire tali problematiche, se entrambi i partner lo vorranno.

Enneagramma, Formazione e ambienti interessati alla “Comunicazione e Relazione” Un detto sufi recita: "Chi conosce una lingua vale un uomo, chi conosce due lingue vale due uomini, chi conosce tre lingue vale tre uomini…" L’enneagramma afferma che esistono 9 linguaggi diversi, conoscere a fondo il proprio e quello degli altri migliorerebbe inevitabilmente la conoscenza e quindi la relazione. Io posso parlare in inglese con un danese, ma se io conoscessi il danese potrei capirlo meglio e quindi relazionarmi meglio con lui, anche se non sarà mai la mia lingua madre. Lo strumento dell’enneagramma è stupendamente efficace per indagare le proprie carenze e le proprie motivazioni profonde di dialogo in rapporto agli altri. È sui 9 diversi linguaggi che le 9 basi usano senza conoscere il fondamento del loro parlare. La comunicazione è alla base di qualunque rapporto lavorativo, sia nel mondo sanitario che in qualsivoglia altra dimensione mediatica. L’enneagramma è una metodica insostituibile nei programmi di formazione permanente dei giovani e dell’adulto, nel coaching, nel counceling e nel problem solving.

Enneagramma giovani e famiglia L’enneagramma è fondamentale nel capire i rapporti con i propri figli e i propri genitori. La relazione e la comunicazione familiare sono spesso alla base dei disagi più profondi dell’essere umano, conoscere e indagare gli effetti dei cocktail familiari enneagrammatici sarà una scoperta vivida e importante per una comunicazione più consona, un’educazione più sana e per conoscere meglio le proprie radici. Nell’ambito giovanile, poi, la scoperta della base configurerà meglio per gli addetti ai lavori le tappe e i processi più opportuni per recuperare meglio o capire meglio certe realtà.

Enneagramma e crescita personale in campo spirituale L’enneagramma è un viaggio interiore di grande profondità. La conoscenza di sé è alla base di ogni struttura filosofica o religiosa di crescita. Dal tempio di Delfi ad oggi e ancor prima, l’essere umano cerca sempre più o meno inconsapevolmente se stesso e l’enneagramma è il mezzo più semplice ed efficace per trovarsi.

Enneagramma e arte Nella scrittura, nel teatro, nel cinema, nella critica, in tutte le arti pittoriche l’enneagramma è indispensabile per affinare se stessi e per meglio comprendere le opere di artisti dissimili. I personaggi della storia, delle fiction animate o meno, hanno una vita propria se sanno adeguarsi alla struttura realistica e matura che l’enneagramma sa creare.

Enneagramma-6wp

BASE 1 PERFEZIONISTA

Amante dell’ ordine e della pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte pedante. E' pignolo.

NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine, Il ritardo. INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti. PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'?” CHIEDE: Ho ragione? IL VIZIO: Ira TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione.

BASE 2 DONATORE

Spirito di sacrificio, dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo, tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato si lamenta. E’ un sentimentale.

NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno“ di lui INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. PENSA: “C'è bisogno di me", “Devo aiutare gli altri” CHIEDE: Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me? IL VIZIO: l'Orgoglio LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione

BASE 3 PRAGMATICO

È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista. Produttivo, efficiente, iperattivo. Camaleontico.

NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento. INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio". CHIEDE: Sono abbastanza bravo? VIZIO: L’autoinganno. LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine.

BASE 4 IL ROMANTICO Ha grande senso artistico e senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccezionale. Non disdegna situazioni strane,originali.

NON SOPPORTA: il "normale"; l'ordinarietà. L' INFANZIA: In passato ha avuto una particolare situazione che l’ha segnato. PENSA: “Nessuno mi capisce”. CHIEDE: Mi notate? Vi colpisco? Il VIZIO: L'invidia per chi ha e non merita. LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte.

BASE 5 L’OSSERVATORE

Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore. Sembra freddo e distante.

NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La disattenzione. INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", spesso hanno vissuti in ambienti ristretti. PENSA: “Lasciatemi in pace”. CHIEDE: Come si fa? Come funziona? IL vizio: L'avarizia. LA TRAPPOLA: L'avidità.

BASE 6 IL LEALISTA

Ha spirito di gruppo È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista. Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso.

NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole. Le devianze. INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto. PENSA: “Non posso fidarmi di nessuno”. IL VIZIO: La paura. LA TRAPPOLA: La codardia.

BASE 7 L’ENTUSIASTA

Emana gioia e ottimismo, ama giocare e divertirsi. É un ipercinetico. Non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso (odia le diete). Vive di eccessi.

INFANZIA: Molti 7 hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose che non vogliono ripetere. NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza. PENSA: “Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile”. CHIEDE: Sarò abbastanza simpatico? Il VIZIO: L'ingordigia, l'intemperanza. LA TRAPPOLA: La superficialità.

BASE 8 IL BOSS

Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri. È provocatorio, rissoso ed incute timore.

NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia. INFANZIA: Ha subito ingiustizie. PENSA: “Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza”. IL VIZIO: La lussuria. LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole“.

BASE 9 IL MEDIATORE

È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, diplomatico. È sincero. È amorevole. È Influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare lo scontro.

NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività. INFANZIA: Si è sentito trascurato. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. PENSA: “Non sono importante, non valgo molto”. CHIEDE: “Perché voi siete così frenetici?" IL VIZIO: L'accidia, la pigrizia. LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga.

Testo di riferimento: “L' Enneagramma per tutti” di Maurizio Cusani Red ed. 2011

L'arte e la sublime rappresentazione del tormento dell'anima. Un artista crea per dare sfogo ad una pulsione, ad una necessità intrinseca: esprimere se stesso per dare una collocazione al  proprio pensiero astratto. Ma non è la sola regola: l'arte è un mercato che muove soldi, tanti soldi. Lo diceva Warhol: l'arte è un prodotto e come tale deve essere commercializzata. Lo sanno benissimo le case d'aste che realizzano introiti miliardari con l'arte contemporanea. Un mercato fiorente che arricchisce persone già ricche, di massima.

A proposito di numeri il sito Flavorwire (http://www.flavorwire.com/362942/from-warhol-to-miro-the-10-top-selling-artists-of-2012) ha pubblicato la classifica dei dieci artisti più venduti nel 2012, realizzata dal sito Artnet, che si occupa del mercato internazionale dell’arte, con una piattaforma per le aste online. La classifica mostra, oltre al ricavato totale delle vendite, il valore dell’opera più costosa del relativo artista, quadri venduti durante le aste di Sotheby’s e Christie’s, che si spartiscono il mercato in un duopolio incontrastato.

 

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Al primo posto della classifica, manco a  dirlo, c’è  lui, il re della pop art Andy Warhol, le cui opere sono state vendute nel 2012 per un totale di oltre 380 milioni di dollari, e che ha battuto Pablo Picasso, fino allo scorso anno il più venduto, al secondo posto con un totale di oltre 334 milioni di dollari. Al terzo posto c’è il pittore tedesco Gerard Richter, con quasi 300 milioni di dollari. In classifica compaiono tre artisti cinesi, gli unici a scalfire il dominio delle opere d’arte occidentali. Insomma, se avete qualche soldo da investire sapete cosa fare.

 

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