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Pubblicato in Lifestyle
Giovedì, 20 Marzo 2014 18:15

The Following revolution

Per gli appassionati della serie più originale degli ultimi anni è tempo di vera rivoluzione.

Gli ultimi episodi di The Following infatti hanno regalato agli spettatori una sorpresa dietro l’altro e sconvolto ogni piano sia del protagonista Carroll che del suo coprotagonista Hardy.

Il serial killer è vivo nonostante una caccia all’uomo spietata e serrata da parte dell’FBI e del suo più acerrimo nemico Ryan ma a suo modo non se la passa per nulla bene.

Hardy da parte sua è stretto nella morsa della nuova pericolosa e sanguinaria assassina amante di Carroll che lo depista nella caccia al killer con omicidi, rapimenti e messaggi di morte e vendetta.

In mezzo a tutto questo la nuova temibile e terrificante setta che ospita e nasconde Joe, Emma e la giovane seguace Mandy, ultima dei follower dell’antico gruppo e le vicissitudini personali di Hardy alle prese con l’assassino del padre del suo più fidato collega e il tentato omicidio di sua nipote.

Nuovi nemici, nuovi cruenti assassini e nuove pericolosi personaggi.

Pericolosi anche per lo stesso Joe Carroll che finisce con l’assistere al sanguinoso rito di iniziazione della nuova setta ai danni della fedele Emma e a sottoporsi lui stesso a una sorta di macchina della verità per assicurarsi un posto nella sede protetta dei nuovi pericolosi personaggi proposti agli spettatori dai creatori della seconda serie.

Chi sono e cosa vogliono sul serio da Carroll e dagli antichi follower i nuovi seguaci e il nuovo leader non è dato ancora sapere ma è proprio questo che fa paura e che crea negli spettatori il giusto grado di tensione.

Cosa farà Joe Carroll? Si adeguerà al nuovo status di rifugiato in un gruppo che ha già un suo leader? Rivoluzionerà il gruppo ospitante fino a divenirne il nuovo capo o reciterà la parte del buon ospite fino a che le acque non si saranno calmate?

I nuovi episodi saranno fondamentali per conoscere la sorte che attende Carroll perché Hardy questa vuole davvero ucciderlo e non solo assicurarlo all’FBI.

Intanto, i vecchi follower del leader Carroll continuano a seminare distruzione, morte e a preparare il terreno per il ritorno del loro personale messia.

La lotta tra il male e il bene si è assottigliata come non mai e il male e il bene non sono mai stati così vicini.

 

 

Pubblicato in Cultura
Sabato, 30 Marzo 2013 13:21

The Following 1x07

Episodio chiave di The Following dopo la scorsa puntata che si poteva definire di transizione.

 

I seguaci di Carroll hanno finalmente un ruolo da protagonisti. Lo dice lo stesso guru della setta. Il progetto di Joe è quello di ricreare lo spirito e la filosofia del romanticismo gotico dove l'amore è sofferenza così tanto quanto la vita stessa. Partendo da Poe e dalle opere del maggior rappresentante letterario del genere, il professor Carroll pone i primi germogli della sua setta. Forma accoliti e affascina platee; in seguito passa alle azioni criminose vere e proprie e infine all'idea di una vera e propria setta, con tanto di seguaci disposti a tutto pur di compiacerlo e far parte del suo gruppo.

 

I follow del serial killer si ampliano e si organizzano in tutto il periodo in cui il loro leader è in carcere e quando Carroll evade e li raggiunge nel loro rifugio collettivo inizia per tutti un nuovo percorso. I seguaci, allora, vengono chiamati a scrivere le pagine ulteriori del libro/percorso cominciato proprio dal loro capo, ognuno a suo modo, ognuno mediante la sua esperienza.

E così che nell'ultimo episodio della serie lo spettatore comprende che i veri follow non sono solo disadattati anonimi o persone escluse dalla società che hanno trovato uno scopo nella setta, né gente così fragile e facilmente influenzabile. Essi sono molto di più. Tutti loro sono già assassini e colpevoli di qualcosa. Sono persone in grado di perpetuare efferati crimini e violenze di ogni tipo. Quello che fa Carroll è solo dargli una struttura nella quale operare, un gruppo al quale appartenere e con il quale collaborare a violenze e omicidi.

 

Joe Carroll lo dice apertamente a tutti loro. Il libro, di ispirazione gotica e romantica, deve essere scritto da tutti loro e ogni pagina sarà la loro personalissima storia.

Gli amici di Emma sono degli assassini ancora prima di conoscere Carroll, Emma lo diventa in seguito ma solo perché è già pronta a diventarlo, la protagonista dell'ultimo episodio ha già ucciso il suo ex marito e l'amante di quest'ultimo. I follow sono tutti assassini. Violenti e psicopatici proprio come il loro leader. La trama della serie allora muta completamente e presenta allo spettatore non più deboli e influenzabili personaggi di secondo piano ma spietati assassini che cercano Carroll per compere il loro destino fino alla fine. Il loro leader lo sa e fa in modo che la sua vendetta diventi quella dei suoi seguaci. Joe Carroll vuole ritrovare l'ex moglie, l'unica donna che ama ( a suo modo), la madre di suo figlio, che però è sotto stretta protezione e sorveglianza del FBI e soprattutto del suo vero antagonista pubblico e privato: l'agente Ryan. Fallito il piano di cattura del giovane agente Mike, questa volta il serial killer ci riprova con un piano diabolico e spietato. Invia una delle sue seguaci a uccidere tutte le donne che portano il nome e il cognome di sua moglie. Inizia così una carneficina assurda e orribile con la polizia e l'FBI impegnati a correre contro il tempo.

Carroll sembra però fallire  ancora per mano di Ryan ma non è così.

Il luogo segreto dove è tenuta la sua ex moglie gli viene rivelato da un suo seguace.

Moriranno altri innocenti? Gli ultimi episodi della prima serie saranno i più difficili da seguire.

 

Antonia del Sambro

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 20 Marzo 2013 12:58

The following 1x06

La setta di Carroll è l'incubo del FBI.

Lo confessano apertamente gli stessi investigatori scelti che nonostante tutti gli sforzi mancano il bersaglio ripetutamente. Eppure sembrano andarci sempre così vicini. Come afferma, però, l'ennesimo componente della setta, morto suicida negli uffici del Bureau, sarà difficile per gli agenti trovare Carroll o i suoi complici più stretti e importanti, perché la setta del serial killer è immensa e composta da persone del tutto insospettabili. “Siamo noi a cercare voi e non viceversa”, dice il  follow  prima di avvelenarsi, e gli investigatori sanno che dice la verità.

Così, mentre l'FBI brancola nel buio, Joe Carroll e i suoi assistenti più importanti ideano e mettono in pratica il rapimento di uno degli investigatori protagonisti della serie. Il braccio destro di Ryan, l'uomo che sa dove si trovano i testimoni messi sotto stretta sorveglianza e protezione. E Carroll vuole proprio lui per poter arrivare a sua moglie. Alla sua ex moglie per la precisione. Da un pazzo omicida e psicopatico però non ci si può aspettare lucidità e raziocinio, pertanto nella mente del serial killer la sua ex moglie è ancora sua proprietà e legata a lui tramite il figlio di sette anni, anche lui ostaggio nella grande villa occupata dai follow.

A farne le spese è l'agente Mike, pestato a sangue e pronto a essere immolato dai seguaci di Carroll perché ostinato a non confessare il rifugio dove è tenuta nascosta dal FBI la moglie del killer.

La morte sembra ormai inevitabile per il giovane agente ma a salvarlo arriva Ryan che ha intuito il luogo dove lo tengono segregato dopo averlo rapito dall'albergo.

Inevitabile sparatoria e inevitabile fuga del nuovo luogotenente di Carroll. Lo sceriffo Roderick, capo della polizia della sperduta città della Virginia dove si nasconde la setta del killer.

L'attuale sceriffo è stato allievo di Carroll all'università e complice nell'uccisione di tre ragazze quattordici anni prima. Il suo mentore e insegnante, però, si assume tutta la responsabilità degli omicidi e così il giovane allievo non solo non va in carcere, ma può far carriera nelle forze dell'ordine e diventare il punto di riferimento più importante per la setta e per lo stesso Carroll.

Nonché suo debitore per sempre.

Ancora, dunque, un insospettabile e ancora un pazzo criminale come il proprio mentore, pronto a uccidere a sangue freddo e a punire come gli è stato insegnato e ordinato.

Joe Carroll, deluso e sconfitto ancora una volta dall'agente Ryan, che sventa il rapimento del suo braccio destro, e frustrato dal non aver raggiunto l'informazione sul rifugio dove è tenuta protetta l'ex moglie, decide di punire uno dei rapitori che avrebbe dovuto uccidere l'agente Mike.

E lo fa con estrema lucidità e piacere e con il benestare e la complicità dello stesso membro della setta, che decide di immolare la propria vita per la causa di Carroll e per dare un significato alla propria esistenza. E' la scena che segna l'apoteosi del pensiero del killer, della sua capacità di monopolizzare la mente e i corpi dei suoi adepti e della sua onnipotenza materiale.

Il male come arte della maieutica. E nessuno ne è al riparo.

 

Pubblicato in Cultura

Tra le serie Tv in uscita in questi primi mesi del 2013 di sicuro “The following” è la più attesa e controversa.

Il protagonista è un ex agente dell'FBI, Ryan Hardy, interpretato da Kevin Bacon (vi ricordate il ballerino di “Footlose”?), esperto nell'eleborazione di profili psicologici, che ritorna in attività quando lo scaltro e spietato serial killer che aveva arrestato nove anni prima, Joe Carroll, evade dalla prigione nella quale era rinchiuso. Inizia una caccia all’uomo per evitare che Carrol porti a termine la sua opera: uccidere l’unica ragazza che è sopravvissuta a una sua aggressione. La verità più agghiacciante è che la fama raggiunta da questo crudele assassino ha fatto in modo che  una schiera di fanatici sia disposta a tutto per completare il suo grande disegno, perpetuando i suoi delitti anche dopo l’incarcerazione.

Una serie decisamente adrenalinica, ricca di colpi di scena e suspence, tuttavia molto violenta, con scene esplicite di torture e corpi mutilati. Negli Stati Uniti questo fattore ha portato molto critiche alla serie che, nonostante sia molto ben fatta, potrebbe essere di ispirazione per atti violenti immotivati. Soprattutto se si considera la facilità estrema con cui è possibile reperire un’arma da fuoco nel nuovo mondo. Altra tematica sconvolgente e soprattutto molto interessante dal punto di vista sociologico è la potenza dei social network: il sanguinario killer Carrol comunica con i suoi seguaci attraverso twitter, mandando messaggi criptati che gli adepti sono in grado di capire. Sembra che i timori legati alle nuove tecnologie possano prendere vita e in questa serie i riferimenti a questa possibilità sono chiari fin dal titolo. Un mix vincente e molto curato che spiazza completamente l’ascoltatore: la coppia di protagonisti, l’agente dell’FBI e l’assassino, sono opposti e complementari, il buono e il cattivo presentano sfumature caratteriali e comportamentali contraddittorie: Hardy è un alcolizzato, Carrol non ha mai assunto droghe, l’uno è impulsivo, l’altro calcolato e raziocinante, inoltre amano la stessa donna. Insomma, “The following” ha tutte le carte in regola per piacere a noi di Nerospinto: controversa e ambigua, ci terrà con il fiato sospeso, non mancheremo nemmeno una puntata! E voi l’avete visto? Cosa ne pensate?

Pubblicato in Cultura

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