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Domenica, 12 Ottobre 2014 14:33

Con la Compagnia Òyes va tutto bene

 

La Compagnia Òyes vi aspetta a teatro dal 14 ottobre., allo Spazio Tertulliano, con Va tutto bene, quinto lavoro della compagnia, una tragicommedia moderna, fortemente immersa nelle problematiche della contemporaneità, nata da un’idea di Stefano Cordella.

 

 

Lo spettacolo affronta la disperata ricerca della felicità umana, ed è principalmente centrata sul tema dell'abbandono, analizzato sotto diverse forme.

Protagonista principale è Attilio, diciottenne timido e inesperto. Non ha alcun punto di riferimento, a causa dell' ingombrante assenza del padre e della frustrante presenza della madre, completamente anestetizzata dalla televisione. Si affida allora all’amico Edo, che lo guiderà in un discutibile viaggio alla ricerca della felicità. Solo l’arrivo della bella Lilly lo costringerà alla resa dei conti con il padre e a riflettere sugli insegnamenti non proprio ortodossi dell'amico Edo.

 

La Compagnia Òyes riesce ad affrontare il disagio del vivere utilizzando l’ironia e servendosi della tragicommedia. Va tutto bene è uno spettacolo delicato e divertente, mai cinico, che tratta, senza prendersi troppo sul serio, temi universali come la famiglia, la morte, l'amore, il sesso, l'amicizia. I personaggi sono mossi dal bisogno d’amore, che li spinge alla ricerca del contatto umano. Ognuno ha il suo paradiso personale in cui rifugiarsi.

 

I testi, le scene e i personaggi dell'intero progetto della Compagnia Òyes nascono da improvvisazioni e riflessioni condivise, dalla condivisione di spunti, letture e suggestioni, e inseriti successivamente   una struttura teatrale di base. Il risultato è un mondo che sa essere comico e spietato, popolato da personaggi fragili e spudorati, combattuti tra ciò che viene detto e quello che si vorrebbe dire.

 

 

INFO

 

VA TUTTO BENE

dal 14 a 20 ottobre 2014

da martedì a sabato – ore 21.00

Domenica – ore 16.30

Lunedì – ore 21.00

Trailer: vimeo.com/102347525

 

SPAZIO TERTULLIANO

Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano

02 49472369 - 320 6874363 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.spaziotertulliano.it

 

BIGLIETTI

Intero – 16 € /

Over 60, under 26 e convenzioni – 10 €

 

I biglietti sono in vendita online su:

vivaticket.com/

 

 

 

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ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA: una mostra completamente interattiva quella che ci viene proposta da  Micol Assaël: una delle figure più originali nel contesto artistico europeo. Artista nata in Italia, ma vissuta sempre all'estero.

La mostra si prende i suoi spazi: 1800 mq dello Shed 'occupati' dalle quattro installazioni più importanti dell'artista e un'opera inedita.

Il progetto comprende il coinvolgimento del pubblico che dovrà mettersi 'in gioco' e partecipare attivamente, sia dal punto di vista fisico che mentale, con le opere e lo spazio che lo circondano.

La ricerca artistica di Micol Assaël si è sempre concentrata sull'interazione con il corpo umano, la percezione sensoriale, in particolare quella dello spettatore stesso: quasi tutte le sue opere, infatti, hanno l'obiettivo di avvicinarsi, toccare, scuotere letteralmente il corpo e la mente dello spettatore, mettendolo in una posizione di pericolo reale o supposto.

Un'arte avvincente e che incuriosisce, l'Hangar Bicocca si riconferma uno spazio attento all'arte contemporanea, all'esposizione e promozione dell'arte che lascia il segno.

La mostra è a cura di Andrea Lissoni, verrà inaugurata giovedì 30 gennaio 2014 alle 19 e rimarrà all'Hangar Bicocca dal 31 gennaio al 4 maggio 2014.

 

Fondazione HangerBicocca

Via Chiese 2, Milano

L'HangarBicocca sarà aperta ill giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito: www.hangarbicocca.org , nella sezione 'Mostre'.

Oppure potete telefonare a: 02 66 11 15 73

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Il Danae Festival è un progetto che cerca di dare risalto a esperienze artistiche nuove della scena contemporanea, proponendo artisti nazionali e internazionali che si esprimono attraverso differenti linguaggi dal teatro alla danza, dalla performing art alla musica, dalla videoarte al cinema.

 Giunto alla sua quindicesima edizione sarà aperto dalla compagnia Teatropersona che presenterà lo spettacolo ‘A U R E’ dal 17 aprile al 2 maggio al Teatro Out Off di Milano.

 A U R E è l’ultimo capitolo della trilogia del silenzio e della memoria, ispirato all’ opera ‘Alla ricerca del tempo perduto’ di Marcel Proust, nella quale tutto si agita, si muove  e si sposta in un mondo reale che però appartiene anche all’ altra sfera, quella dei sogni, che trae dalla realtà nutrimento, rubandone le immagini, e creando delle aure, ossia aloni di vita che avvolgono ogni cosa.

 Regia, drammaturgia, scena, luci e suoni sono curati da Alessandro Serra, mentre l’autore dello spazio e delle figure è Vilhelm Hammershoi, pittore danese del silenzio, capace di permeare la scena di tempo. Nei suoi interni il tempo fluisce come fatto luminoso, tutto è al contempo immobile e vibrante, nella camera oscura interiore si accende una speciale luce, ossia il corpo dell’attore che non si vede, ma fa vedere.

 Regia, drammaturgia, scena, luci, suoni: Alessandro Serra con Chiara Michelini, Francesco Pennacchia, Valentina Salerno

Produzione: Teatropersona, Regione Lazio, Bassano Operaestate Festival, Teatro Fondamenta Nuove Venezia, Rete teatrale aretina, Teatro Comunale Castiglion Fiorentino, Fondazione Ca.Ri.Civ.

 Mercoledì 17 aprile ore 21.00

Durata 55’

DANAE FESTIVAL XV edizione

a cura di Teatro delle Moire

intero 10 euro, ridotto 8 euro

Teatro Out Off

via Mac Mahon, 16

20155 Milano

tel. 0234532140

www.teatrooutoff.it

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La Galleria Francesca Minini ha il piacere di ospitare la seconda mostra personale nel nostro Paese dell'artista tedesco Mandla Reuter, dal titolo No Such St.

L'esposizione verrà inaugurata al pubblico sabato 20 aprile dalle ore 16 e rimarrà aperta sino al 20 di luglio.

 

Elemento costante della ricerca di Mandla Reuter è l'esplorazione dello spazio interno ed esterno: nello specifico della mostra in questione, l'artista presenta installazioni, proiezioni video, interventi di luce e pitture astratte, intervenendo sull'architettura della galleria, rielaborandone lo spazio nelle sue funzioni e nella configurazione del perimetro.

 

Nuovi opere, concepite espressamente per integrarsi e ridisegnare l'ambiente circostante, dialogano con lavori preesistenti, trasformando lo spazio della galleria nell’oggetto principale dell’intervento artistico.

 

Il gioco di luci dato dall'accensione e spegnimento intervallato dei neon dà vita ad una nuova fruizione dello spazio entro il quale si colloca l'opera Lift (2013).

Motivo comune che soggiace ad ogni creazione è appunto l'interrogarsi in modo sempre differente sul rapporto che può instaurarsi tra l'opera d'arte e spazio circostante.

 

Una mostra da non perdere per indagare con sguardo nuovo spazi noti e scoprirne le potenzialità espressive; una possibilità più unica che rara per indagare la compenetrazione tra l'opera e il suo intorno, fino al limite di trasmutare materia artistica l'ambiente stesso.

 

Info su orari e costi:

da martedì a sabato: dalle 11.00 alle 19.30

Ingresso Gratuito

 

Galleria Francesca Minini

via Massimiano 25, Milano

 

www.francescaminini.it

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Venerdì, 22 Febbraio 2013 12:51

2013: Il Vaticano alla Biennale

2013: un anno che passerà alla storia. Dopo che papa Benedetto XVI ha deciso di mollare il colpo e lasciare il potere del suo minuscolo Stato a qualcuno di più giovane, e forse più motivato di lui, il Vaticano salirà agli onori della cronaca per un altro fatto eccezionale: la partecipazione alla Biennale di Arti Visive di Venezia, che si terrà dal prossimo giugno nella bellissima città della laguna veneta.

È la prima volta che la Santa Sede partecipa a questo evento e la cosa ha suscitato non poche polemiche, soprattutto in riferimento alle parole del Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il cardinal Ravasi, che ha deciso di non intaccare i fondi del suo stato, ma di cercare degli sponsor per coprire i costi di questa nuova impresa.

Il tema della manifestazione saranno i primi undici capitoli del primo libro della Bibbia, la genesi,  dunque verranno trattati argomenti come la creazione, il valore della coppia, l’amore, il creato, il peccato originale e quindi anche il male, la violenza, il diluvio universale e la figura di Abramo. Tutti temi che già si possono osservare nel più grande e meraviglioso capolavoro dello stato pontificio: la Cappella Sistina. Poco trapela sugli artisti che verranno chiamati e selezionati, pochi di numero, forse una decina, sia uomini che donne, alcuni famosi, altri meno conosciuti. Si parla di Bill Viola, l’artista americano divenuto famoso per i suoi videro, ma anche di Anish Kapoor e di Yannis Kounellis, ma mancano conferme definitive.

Il presidente della Biennale, il dottor Baratta, sembra aver messo a disposizione della santa sede le Sale d’Armi dell’Arsenale, una superficie su due piani di circa 1000 metri quadrati, che necessita di un restauro. Forse in Vaticano utilizzerà uno solo dei due piani e dividerà lo spazio con un'altra nazione. In ogni caso, deve recuperare i soldi del restauro, che spetta alle sedi ospitanti per scelta della Biennale. Le risorse trovate dovrebbero essere investite nel recupero delle sale, che ora versano in precarie condizioni. Ciò garantirebbe al Vaticano l’usufrutto su questi spazi per 26 anni, e spendendo di anno in anno soltanto i soldi per le spese di allestimento.

C’è chi si chiede se tale scelta sia corretta o meno: il Vaticano possiede sul suo territorio moltissime opere d’arte, alcune in cattive condizioni. Non sarebbe forse meglio investire i soldi nel proprio Stato proponendo lavori di restauro, il recupero di opere d’arte, di strutture architettoniche? Non sarebbe meglio pagare, ampliare l’offerta, magari aprendo alla visita al pubblico alcuni palazzi, organizzando un maggior numero di visite guidate anche in ambienti mai visitati prima? Non sarebbe meglio investire i soldi del Vaticano nel Vaticano, dove hanno lavorato alcuni dei maggiori e più famosi artisti del nostro paese, le cui opere attirano ogni anno milioni e milioni di fedeli?

C’è chi si chiede l’utilità di questa scelta, portata avanti con tanta fermezza da monsignor Ravasi. Si dice che per anni abbia cercato di far accettare la candidatura del Vaticano alla Biennale.

Certo, sarà un modo per far conoscere ad un pubblico ampio l’opera di alcuni artisti internazionali, ma niente di più. I soggetti scelti per questa prima Biennale non sono rivoluzionari e neppure un poco originali: la Cappella Sistina li propone da centinaia di anni.

 

 

 

 

 

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