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Questo weekend, il 15, 16 e 17 maggio, la Fabbrica del Vapore a Milano ospita IT Festival 2015 - Against the jungle. Tre giorni interamente dedicati al teatro messo in scena da artisti indipendenti che solitamente restano invisibili agli occhi degli spettatori perché fuggono da cliché culturali imposti dalla loro professione.

Giunto alla sua terza edizione, IT Festival è stato inserito all'interno del calendario di Expo in Città e, proprio per questo, sono state create numerose ed imperdibili iniziative pensate ad hoc per l’occasione. Desiderio primario di questa rassegna è quello di raggiungere spettatori non ancora affacciatosi a questo mondo trasportandoli in un meraviglioso viaggio alla scoperta di tutte le compagnie teatrali indipendenti milanesi.

Una manifestazione molto social perché, grazie ai famosi hashtag, il pubblico potrà scegliere il percorso che più preferisce e farsi guidare da parole chiave come #teatrodanza o #prosa mentre, per gli stranieri, l’hashtag #international indica tutti gli spettacoli tradotti in lingua.

Un Festival a 360° che pensa proprio a tutti: laboratori, giochi e tante altre divertenti attività dedicate ai più piccoli e alle loro famiglie nella sezione IT YOUNG e spazi di riflessione ed incontro guidati da professionisti del mondo teatrale in cui si potrà discutere e approfondire variegati aspetti legati al panorama teatrale attuale (IT'S LATE, Festival della mezzanotte e TALK IT).

INFO:

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www.itfestival.it

Dal 19 al 25 maggio 2015: “La notte che il nulla inghiottì la terra”. La storia della ritirata dal Don rivive nel racconto di un alpino. Al Teatro Libero di Milano.

 

Un soldato, come un'apparizione, come un'anima insepolta e costretta a vagare, ritorna per raccontare una storia: la storia della ritirata dal Don, tragico epilogo della campagna di Russia, compiuta dall'esercito italiano tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, una tragedia lontana e vicina allo stesso tempo, nell'epoca delle "guerre umanitarie" e delle "bombe intelligenti". La narrazione prende le mosse dall'estate 1942, alla vigilia della partenza dell'Armata Italiana in Russia. L'alpino Trentini Rolando è al tempo stesso narratore e protagonista del racconto e nella sua evocazione rivivono i compagni trasportati su verso le steppe della Russia, l'entusiasmo della partenza e la fiducia nel Fascismo, il ricordo del giovane amico d'infanzia Zamboni, del tenente Benvenuti, degli affetti familiari abbandonati in un'Italia lontanissima, delle prime battaglie, della vita quasi normale nella trincea sul fiume Don, dei primi freddi e dei quaranta gradi sottozero del gelido inverno russo. Il racconto di Trentini inizia con uno stile verboso e prolisso, anche se si rifà a un linguaggio popolare, e con il procedere della vicenda diventa sempre più asciutto e preciso, mutandosi in azione. Ripercorrendo l'eroica resistenza di uomini stremati e non equipaggiati, le battaglie disperate per guadagnare la via del ritorno a casa, la bestialità delle condizioni di vita e la profonda umanità di chi, per un calcolo militare irresponsabile, si è trovato a percorrere quasi mille chilometri a piedi nella neve, riporta sulla scena la ferita aperta di un passato ingiusto e insepolto.

Marco Merlini

 

 

Testimonianza di Nelson Cenci (1919-2012), ufficiale degli alpini del Battaglione Vestone e reduce della ritirata di Russia il cui nome ricorre innumerevoli volte nel romanzo di Mario Rigoni Stern Il sergente nella neve: «Sono profondamente commosso perché nello spettacolo ho rivissuto tutta la tragedia che ho sofferto in terra di Russia e mi ha ricordato tanti compagni che abbiamo lasciato nella neve. Attraverso le parole del protagonista - l’alpino Trentini Rolando - interpretato da Michele Bottini, ho rivissuto il viaggio in tradotta, il nostro lungo camminare nella polvere che entrava dappertutto. Ho rivissuto il 1° di settembre quando della mia compagnia di 335 uomini ne sono rimasti soltanto 36, i giorni del ripiegamento quando siamo rimasti di retroguardia sul Don. Ho rivissuto i giorni del dolore quando si partiva al mattino certi che la sera sarebbe finito tutto e alla sera si ringraziava il cielo di essere sopravvissuti. Ma non c’era domani, non importava più di vincere o di perdere. Non importava nulla, importava solo di stendersi sulla neve e attendere in questo modo la morte».

 

Trailer dello spettacolo:

  • parte prima
  • parte seconda
 

SKENÉ COMPANY MILANO

Skené Company Milano, compagnia teatrale attiva a Milano dal 2006, nasce da un nucleo di professionisti che circuitavano all’interno del Piccolo Teatro e della Paolo Grassi. Rispecchiandosi nell'ideale strehleriano di teatro, la Compagnia mira a recuperare un modo di fare teatro “onesto”, vicino al sentire quotidiano del pubblico, con uno stile attuale e vivo, in un momento sia storico sia teatrale molto difficile.

 

Dal 19 al 25 maggio 2015

 LA NOTTE CHE IL NULLA INGHIOTTĺ LA TERRA 

di Emanuele Fant e Marco Merlini 

regia Marco Merlini

      con Michele Bottini

costumi Francesca Zucchelli

fisarmonica Davide Baldi

       produzione Skenè Company Milano

 

Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatrolibero.it

BIGLIETTI Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00 Allievi altre scuole di teatro € 13,00 Prevendita € 1,50

 

ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

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All’interno del palinsesto Expo in città 2015, il Teatro Officina presenta “A Tavola, si mangia! Ma chi mangia…?” in scena il 15 e il 16 maggio ore 21,00.

 

Attraverso un menù di grandi autori della letteratura e della poesia nazionali ed internazionali si riscoprono le tradizioni della cucina “povera”, contadina e popolana. Da Campanile a Scarpetta, da Neruda a Prevert, chiudendo con Camilleri e con un’esilarante carrellata di commenti culinari e ricette di Totò.

 

Da  tre anni il Teatro Officina porta in giro per i cortili del suo quartiere uno spettacolo che intreccia brani di letteratura colta e popolare sul tema del cibo.

Il lavoro del Teatro Officina sul cibo non è una produzione occasionale per EXPO, semmai il contrario: una pratica di Teatro Sociale che si confronta abitualmente con feste popolari di quartiere - spesso auto-organizzate dai cittadini per ridare socialità a territori cosiddetti “a rischio” – inevitabilmente intercetta il cibo come luogo della convivialità, e si pone quindi il compito di indirizzarlo in senso culturale.

 

Questo lavoro teatrale, nato sui marciapiedi di via Padova e di via Crespi, nei cortili di via Celentano e di via S. Elembardo, nel mercato comunale di Viale Monza, viene portato sul palcoscenico mantenendo intatta la relazione “corpo a corpo” con il pubblico, tipica delle feste popolari: gli attori scendono fra il pubblico e si muovono liberamente fra gli spettatori, poi risalgono sul palco e poi riscendono creando una polarità alto/basso che è la medesima su cui i contenuti testuali lavorano: un’altissima letteratura che magnifica le virtù di  cibi raffinati da un lato, una straordinaria cultura poetica e popolare che esalta la semplicità sublime della cucina povera dall’altro.

 

La tappa finale di questo percorso (a ottobre)  sarà una Cena degli ultimi, una sorta di luogo simbolico  per i poveri del mondo. Al  centro il grande tema di una più equa distribuzione delle ricchezze, e la tutela di un cibo semplice e buono, che diviene così anche nutrimento spirituale.

 

 15-16 maggio ore 21

Teatro Officina, via Sant’Elembardo 2

A TAVOLA, SI MANGIA! MA CHI MANGIA..?

Spettacolo preludio all’ Ultima Cena: La cena degli ultimi

Testi scelti da Maurizio Meschia

Regia Massimo de Vita

Con Massimo de Vita, Tano Avanzato, Lorenza Cervara, Maria Letizia Dorsi,

Anna Lisa Iodice, Stefano Grignani, Sebastian Luque Herrera, Adriano Rizzo,

Luana Spagnoli

 

INFO:

Orari spettacoli: Feriali ore 21.00 – Festivi ore 16.00 Ingresso con tessera associativa annuale €10 Prenotazione gratuita e obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

 

Teatro Officina via S. Erlembardo, 2 MM1 Gorla | Bus 44 e 86

Informazioni e prenotazioni: LUN-VEN: 9.30-17.30 tel: 02.2553200 | fax: 02.27000858 | cell: 3491622028 | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | sito web: www.teatroofficina.it

 

 

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 Il sogno di un uomo ridicolo, racconto onirico, surreale, fantascientifico di Dostoevskij, viene riarrangiato sotto forma di pièce teatrale omonima da Gabriele Lavia, in un intenso spettacolo, proposto per l'unica data dell'11 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano

  

Difficile esprimere le emozioni suscitate dal testo di Dostoevskij, così complesso ed affascinante, eppure Lavia con la sua celebre interpretazione quel malessere esistenziale lo incarna alla perfezione, raccontando la storia di un uomo rinchiuso in un manicomio, che dopo aver desiderato il suicidio si abbandona ad un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della verità. In scena una profonda riflessione sulla condizione umana.

 

Si tratta della storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Perciò corteggia l’idea del suicidio e, giunto all’età di 46 anni, decide di metterla in pratica. Invece si addormenta davanti la pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti che sono puri e innocenti, e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proveniva.

 

L'uomo ridicolo è l'uomo del ‘sottosuolo’, cioè di quell’inferno sulla terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno, come per una fatalità crudele e misteriosa e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente.                                                                            

    Gabriele Lavia

 

 

Lunedì 11 maggio 2015

Ore 20.30

Sala Grande

Gabriele Lavia

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

di Fëdor Dostoevskij

 

 

Prezzo Intero 40€/32/25€ Ridotto Over60 20€/18€ (+2€ pr); Under26 18€/15€ (+2€ pr);

 

INFO via Pier Lombardo, 14 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dall’8 al 12 giugno l’Elfo Puccini ospita i Motus con TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2,  drammaturgia Daniela Nicolò, ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic. Un confronto/scontro/dialogo fra due soli attori - sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d'oggi. Una performance fisica, complessa e poliedrica, sul conflitto tra legge e sentimento per uno dei gruppi "anni '90" che più si è saputo rinnovare.

Prosegue la ricerca avviata in X(Ics) sulle relazioni/conflitti fra generazioni in una formula-altra di costruzione in divenire: informali performance intese come contest, ovvero confronti/scontri/dialoghi fra due soli attori, sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d’oggi.

 

Nella dilagante “malinconia della sfera pubblica” la sua contestazione a Creonte si fonda sul rifiuto a dissociare l’atto dalla persona. E questo ci piace. È uno dei motivi per cui, in questi anni di opachi conservatorismi e pallide prese di posizione, abbiamo scelto un’(Antigone) fra parentesi, come immagine-guida del nuovo itinerario fra le rivolte del contemporaneo. È possibile un teatro che è anche proposta d’azione, arma di “terrorismo poetico”, che serva fra i pensieri, macina l’accadere, sempre nell’irriducibile desiderio di sommuovere il senso d’impotenza che abita noi e le generazioni che ci seguono?  L’Antigone è stata rinominata da Biner “tragedia del troppo tardi” perché tutte le figure paiono agire o ravvedersi solo dopo l’irreparabile: è troppo tardi anche per noi?

 

Too late! è il secondo contest dove Silvia/Antigone/Emone si confronta con Vladimir/Creonte, secondo un crudo meccanismo di esposizioni e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei “Nuovi Dittatori” d’oggi.

 

Mentre il contest#1 era focalizzato sulle relazioni di fratellanza, tanto che Polinice/Benno Steinegger, in dissidio fra l’essere pacifista o terrorista, accoglieva le ambivalenze delle varie esegesi, qui sono le relazioni di potere al centro del confronto, dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei “Padri Mediatici” che agiscono “per il bene” dei figli: si entra nella sfera dell’intimo, per colpire al cuore l’intoccabile famiglia italiana.

I dialoghi sono generati dalla povertà del campo scenico, secondo un percorso drammaturgico quasi situazionista, che induce gli attori a partecipare attivamente al contraddittorio teorico-pratico sulla tentata messa in scena.

 

E lo spettatore, che inusualmente condivide con gli attori lo spazio scenico, diviene attore/testimone di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti convenzionali, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povertà del quotidiano, in strada con un’Antigone mai stanca, che ci piace immaginare "armata di gioia".

 

8 - 12 giugno| sala Fassbinder, ore 21:30 TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2 ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic drammaturgia Daniela Nicolò ambito sonoro Enrico Casagrande fonica Andrea Comandini Motus

 

ELFO PUCCINI, SALA FASSBINDER

corso Buenos Aires 33, Milano Tutti i giorni ore 21.30 Intero: 30.50 € Ridotto giovani/anziani: 16€ Martedì. 20€

Info e prenotazioni:

tel. 02/0066.06.06 www.elfo.org

 

 

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Grande spettacolo al Teatro Nuovo il 7 e l'8 maggio: La famiglia canterina, con le sorelle Marinetti. Chi conosce il bellissimo repertorio del Trio Lescano sa bene che buona parte delle canzoni vennero interpretate dalle talentuose sorelline magiaro-olandesi assieme alle migliori voci femminili e maschili di quegli anni. Lo spettacolo va alla riscoperta di quelle voci e di quelle canzoni, per riportare sul palcoscenico nomi leggendari ai tempi dell'E.I.A.R. come, tra gli altri, Silvana Fioresi, Maria Jottini, Lina Termini, Dea Garbaccio, Alberto Rabagliati, Odoardo Spadaro, Enzo Aita, Oscar Carboni, Gianni Di Palma, Alfredo Clerici. E le canzoni? Accanto alle più note "Ma le gambe", "Baciami piccina", "Maramao", "Pinguino innamorato", verranno spolverati e rimessi a nuovo successi del tempo come "Appuntamento con la luna", "La famiglia canterina", "Vieni in riva al mare", "La-dà-dà" e molte altre. A dar manforte alle splendide Sorelle Marinetti ci saranno infatti la bellissima e bravissima Francesca Nerozzi (Hairspray, Il Vizietto, Full Monty, Risate sotto le bombe) e il talentuoso Jacopo Bruno (America, Risate sotto le Bombe). Con loro sul palco Christian Schmitz al pianoforte, Adalberto Ferrari al clarinetto e C-melody e Francesco Giorgi al violino.

LE SORELLE MARINETTI, FRANCESCA NEROZZI E JACOPO BRUNO

in

LA FAMIGLIA CANTERINA

7 e 8 maggio 2015

Cena ore 20.15

Inizio spettacolo 21.15

Prezzi dei biglietti (prezzi comprensivi dei diritti di prevendita):

Settore  Intero

I SETTORE € 79.00 cena +spettacolo

II SETTORE € 49.00 spettacolo + bollicine

III SETTORE € 39.00 solo spettacolo

Biglietteria (per informazioni e prenotazioni): Piazza San Babila – Milano

Dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 19:00 Domenica dalle 14.00 alle 17.00

INFOLINE: 02.794026

PRENOTAZIONI: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Fino al 24 maggio al Teatro Menotti Arturo Cirillo rende omaggio al teatro americano con lo spettacolo “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee. Nel cast, Cirillo e Milvia Marigliano nei panni dei protagonisti Martha e George, coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi appena conosciuti. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell'alcool, il quartetto si addentra in una sorta di “gioco della verità” che svela le fragilità di ognuno. “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee ha debuttato a Broadway nel 1962. Del 1966 è la versione cinematografica di “Chi ha paura di Virginia Woolf?” che rese celebre Albee in tutto il mondo. Il testo di Albee si pone come una riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul cinismo, e sull'amore. Come in un gioco al massacro, pian piano in una stanza si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto, soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere.

 

TEATRO MENOTTI

dal 5 al 24 maggio

CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?

di Edward Albee

regia Arturo Cirillo

produzione Tieffe Teatro Milano

via Ciro Menotti 11, Milano

tel. 02 36592544

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ORARI BIGLIETTERIA  Lunedì e Mercoledì dalle 15.00 alle 18.00 Martedì, Giovedì, Venerdì, Sabato dalle 15.00 alle 19.00

Domenica un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

Acquisti online

con carta di credito su

www.teatromenotti.org

PREZZI

intero - € 25.00

convenzioni - € 20.00

ridotto/under 25 - € 20,00

ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50

ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50

prevendita - € 1,50

ORARI SPETTACOLO

lunedì riposo

martedì, giovedì, venerdì, sabato  - ore 20.30

mercoledì  - ore 19.30

domenica - ore 17.00

 

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Da mercoledì 6 a sabato 16 maggio al Teatro della Cooperativa di Milano andrà in scena Guida estrema di Puericultura - ovvero Sfasciare il bambino non vuol dire farlo a pezzi, uno spettacolo scritto da Angela Demattè e Francesca Sangalli e diretto da Renato Sarti.

La messa in scena teatrale è tratta direttamente da una pagina nata su Facebook, diventata prima un ebook e poi uno spettacolo. La Guida Estrema di Puericultura si compone di una serie di aforismi crudeli sulle gioie del puerperio, e pian piano si trasforma in un monologo folle impersonato da una puericultrice morbosa (Alex Cedron) che tiene una lezione internazionale piuttosto buffa sui temi della gravidanza e l'allevamento dei neonati. La figura ella puericultrice è incarnata da un uomo proprio per sottolineare il distacco incolmabile tra teoria e pratica, tra regola e imprevisto e per dimostrare quanto spesso ci si dimentichi di tener conto della vera essenza femminile. Guida Estrema di Puericultura è uno sproloquio estremamente divertente sulla vita, scritto a quattro mani da due mamme drammaturghe. Durante lo spettacolo verrano dispensati consigli sulla nuova vita da affrontare con un figlio, verranno mostrate situazioni e scene che dissacrano la maniacale cura e delicatezza con cui normalmente viene trattato l'argomento. Guida Estrema di Puericultura è uno spettacolo liberatorio per tutti i genitori e un'occasione, per gli altri, per ridere di tutti quei matti che si sono lanciati nell'avventura di avere un bambino.

Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale l’Italia aveva il tasso di natività più alto d’Europa. Oggi siamo il fanalino di coda e il figlio unico è la regola. Questo è il fenomeno che più di ogni altro ha sconvolto la nostra vita. Nonostante sia molto comico, il testo offre una serie di riflessioni importanti sull’attesa, l’arrivo del bebè e su tutte le implicazioni familiari, affettive e anche economiche che questo comporta.” (Renato Sarti)

Guida Estrema di Puericultura

di Angela Demattè e Francesca Sangalli

con Alex Cedron

regia e scene Renato Sarti

allestimento scenico Luca Grimaldi e Marco Mosca

si ringrazia Giovio 15

Teatro della Cooperativa

Via Hermada 8, Milano

dal 6 al 16 maggio

Orari:

tutti i giorni ore 20.45 - domenica 10 maggio riposo

Prezzi: Intero 18€ - ridotto 15/9€

Info:

sito web

tel: 0264749997

Da giovedì 30 aprile, tornano “I giovedì del Museo Bagatti Valsecchi”, una serie di iniziative che anima la casa museo di via Gesù in orario serale per tutta la stagione primaverile sostenute dalla Fondazione Cariplo. Tre cicli tematici che si intrecciano e si alternano creando una programmazione variegata che si avvale di grandi collaborazioni: dalla Scuola “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano al Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano e l’Associazione Wagneriana.

 

La rassegna si apre con due incontri musicali: un quartetto d’archi e a seguire un quartetto di clarinetti con gli allievi del Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano faranno risuonare il Salone del Museo con brani che spaziano da Mozart a Gershwin.

 

A seguire quattro appuntamenti dedicati alla favola di Barbablù riproposta in due declinazioni: la fiaba di Charles Perrault e il libretto di Béla Balázs per l’opera di Béla Bártok. Quello dei Bagatti Valsecchi diventa il Palazzo dell’orco, scenario perfetto per la fiaba dark riletta dagli allievi del corso Luchino Visconti del Piccolo Teatro: “Compito di una scuola è anche quello di sperimentare, entrare in territori inconsueti, osare.” - commenta Giovanni Crippa, coordinatore didattico del corso - “Quale migliore occasione per sfidare un testo scritto per essere cantato e che senza musica necessita di una certa intimità, di un luogo raccolto e nello stesso tempo un po' inquietante?”. I giovani attori si cimenteranno in due diverse versioni della fiaba, un racconto dai toni cupi e avventurosi che appassiona grandi e piccoli.

 

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Wagneriana riprendono poi a giugno gli appuntamenti musicali: il primo celebra il 151° anniversario dalla nascita di Richard Strauss (11 giugno 1864 – 11 giugno 2015) con un concerto per soprano, violino e pianoforte mentre il secondo è dedicato a “L’ultimo Romanticismo e il dopo-Wagner”.

 

I giovedì del Museo Bagatti Valsecchi proseguiranno, come lo scorso anno, con la serie di appuntamenti dal titolo Il lavoro di architetti e designer per mostre e musei. Quattro conversazioni tra grandi architetti e interlocutori d’eccezione, tra gli altri Mario Botta e Alessandro Mendini, cui farà seguito un momento convivale.

 

30 aprile e 7 maggio, alle ore 20 Concerti con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano

 

11 e 18 giugno, alle ore 20 Concerti  con l'Associazione Wagneriana di Milano

14, 21 e 28 maggio, 4 giugno, alle ore 20 Teatro Lezione aperta con la Scuola di teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro a cura di Giovanni Crippa Barbablù // Il castello del principe Barbablù

 

25 giugno, 2, 8 e 16 luglio, alle ore 20 Aperitivi e incontri

Durante I giovedì del Museo Bagatti Valsecchi il Museo sarà visitabile oltre il consueto orario di apertura dalle 19 fino all’inizio delle manifestazioni (partenza visita guidata alle ore 19).

 

Ingresso al Museo: 9 euro Si consiglia la prenotazione: T 02 76006132 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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La Biennale di Venezia presenta anche quest'anno le importanti manifestazioni dei Settori Danza, Musica e Teatro. Presieduti e coordinati da Paolo Baratta, i vari appuntamenti quest'anno si delineeranno tra giugno e ottobre. Più precisamente Biennale College - Danza dal 25 al 28 giugno, il 43. Festival Internazionale del Teatro dal 30 luglio al 9 agosto e il 59. Festival Internazionale di Musica Contemporanea dal 2 all'11 ottobre.

La Biennale Danza dedica quest'anno le attività ai giovani danzatori, attraverso Biennale College - Danza, un progetto che dal 2013 impegna tutti i settori della Biennale nella formazione dei giovani ballerini, offrendo loro l'opportunità di allenarsi con grandi maestri. Il coreografo e direttore di questa edizione della Biennale Danza sarà Virgilio Sieni, il quale a sua volta ha invitato 16 coreografi che assieme a lui saranno impegnati per tre settimane in laboratori di ricerca con ballerini professionisti ma anche adolescenti, anziani e cittadini di vario tipo. Questi laboratori si concluderanno con le esibizioni visibili al pubblico dal 25 al 28 giugno. Un mosaico di visioni attraverso 16 performance coreografiche che si dividono tra San Marco, Dorsoduro e l'Arsenale, da mattina a sera, il tutto per dare luogo al tema centrale della danza come spazio di condivisione col pubblico.

La Biennale Teatro è anch'essa strutturata come festival-laboratorio. Giunto alla sua quarantatreesima edizione, il Festival Internazionale del Teatro quest'anno sarà diretto da Alex Rigola, e si svolgerà dal 30 luglio al 9 agosto. Gli spettacoli in programma sono 13, di cui 9 in prima italiana; parallelamente ad essi si svolgeranno 18 laboratori e saranno il fulcro della programmazione 2015. Saranno ospiti e protagonisti di questo festival diversi artisti, registi, coreografi, drammaturghi e compagnie di evidenza internazionale, che, nonostante i loro stili differenti, esprimono tutti un teatro che sente l'urgenza di raccontare il presente. Il vincitore del Leone d'oro alla carriera 2015 Christoph Marthaler, Thomas Ostermeier, il giovane Fabrice Murgia, Falk Richter, la compagnia spagnola La Zaranda, il teatro politico di Milo Rau sono solo alcuni dei protagonisti della Biennale Teatro 2015 che offre la possibilità di vedere spettacoli straordinari di artisti eccezionali. Novità dell'anno è lo spazio che questa 43. edizione riserva alle giovani compagnie italiane con Young Italian Brunch, in cui si presenterà un assaggio del panorama nazionale rendendolo visibile anche ad operatori stranieri.

Per fare domanda ai 18 laboratori di Biennale College - Teatro saranno pubblicati dei bandi sul sito www.labiennale.org dalla metà di aprile, saranno selezionati fino a 350 artisti e professionisti da tutto il mondo.

La Biennale Musica prevede 10 giorni di programmazione (dal 2 all'11 ottobre) con 18 concerti che propongono 31 novità, di cui 16 in prima assoluta. Il cinquantanovesimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea si svilupperò attorno al tema della "memoria", come comunicato dal direttore di questa edizione Ivan Fedele. La memoria in senso cognitivo e percettivo, tanto quanto la memoria in termini di ricordo e traccia storica vivida e rivitalizzata nella contemporaneità. I nomi che spiccano in questa edizione sono, tra gli altri, quelli di Pierre Boulez, Georges Aperghis, Helmut Lachenmann e Giuseppe Sinopoli. Molto atteso è l'sperimento di Chemical Free, una performance multidisciplinare che affianca scienziati, musicisti e artisti visivi sotto la guida del compositore Nicola Sani e del maestro d'elettronica Alvise Vidolin. Alcuni di questi concerti sono realizzati in collaborazione con Ircam - Centre Pompidou di Parigi.

Si ringraziano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione del Veneto per il sostegno e il contributo fondamentale che hanno dato.

Biennale di Venezia

Tutte le informazioni sulle attività del 2015 sono disponibili sul sito: www.labiennale.org

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