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L'ossessione per la letteratura e il desiderio di trasporla nella vita: questo è il tema di "Lolita (Non ora non qui)" di Marcello Gori, spettacolo in scena dal 12 al 24 febbraio al Libero. Un professore universitario di letteratura comparata, appassionato di Nabokov e della sua Lolita, intreccia una relazione con una studentessa del primo anno, cercando in ogni modo di infonderle la passione per la letteratura. La trascina infatti in una fuga che sembra ricalcare quella dei due protagonisti del noto romanzo. Non si accorge che il loro rapporto si modella sempre più sulle pieghe violente, ricattatorie, dozzinali di quello fra Lolita e Humbert Humbert. La produzione è in mano al Circolo Bergman, progetto di produzione e diffusione delle arti performative, fondato da Sarah Chiarcos, Marcello Gori e Paolo Giorgio. Esso si caratterizza per il fatto di lavorare sull’immaginario collettivo, su materiali letterari, iconici, che in qualche modo sono entrati a far parte di un sentire comune. Più che il testo in sé, l'obiettivo è esplorare il nostro rapporto con quel testo, come risuona nel contemporaneo. Viene così specificato un linguaggio contemporaneo, alto, ma che mantiene un piano di comunicazione popolare. Nel testo di Marcello Gori risuonano parti del romanzo, riprese in un tentativo impossibile di elevare la carne e i corpi a un fatto letterario, come se il sudore di un amplesso potesse da solo scrivere romanzi sulle lenzuola. Ma in realtà sono stanze d’albergo, incomprensione, violenza: si racconta una relazione impossibile, che non si spiega; un rapporto ossessivo con la letteratura, con il linguaggio; un road movie dentro il cervello del protagonista. Paolo Giorgio, regista e docente di teatro, ha firmato diversi spettacoli fra i quali ricordiamo: K. il Processo, dal romanzo di Franz Kafka (Teatro Out-Off, 2013); Stanlio e Ollio, di Juan Mayorga (Teatro Filodrammatici, 2012); Glas (Astiteatro, 2010); S(u)ono, spettacolo di teatro canzone di e con Eugenio Finardi; Bauman (Zygmunt) Circus, dai testi del grande sociologo polacco (Mittelfest, 2008); La bottega del caffé, radicale riscrittura del capolavoro goldoniano (Biennale di Venezia, Tieffe Teatro 2007). Dal 2004 è docente di Regia e Recitazione presso la Scuola Paolo Grassi di Milano. Ha collaborato con diverse accademie straniere (PWST di Cracovia, Accademia Nazionale di Malta, UNACT in Romania, l’Accademia Nazionale di Belgrado, l’Accademia Nazionale di Banska Bystrica). Dal 2010 è responsabile dei Progetti Internazionali della Scuola Paolo Grassi, ruolo in cui ha curato diversi progetti fra cui il Festival della Giovane Regia (2011, Teatro Franco Parenti, Teatro ON.TEATR di San Pietroburgo). Ha diretto e fondato il progetto Band à Part, vincitore (con le compagnie Babygang e Sanpapiè) del bando "Etre per residenze teatrali" di Fondazione Cariplo. Nel 2013 ha fondato Circolo Bergman, compagnia di produzione e innovazione teatrale.

Dal 12 al 24 febbraio 2015

LOLITA (non ora non qui)

di Marcello Gori

ispirato a Lolita di Vladimir Nabokov

con Emanuele Arrigazzi e Veronica Franzosi

regia Paolo Giorgio

produzione Circolo Bergman

Teatro Libero Via Savona, 10 Milano

BIGLIETTERIA PREZZI BIGLIETTI Intero € 19,00

Ridotto under26 e over60 € 13,00

Allievi Teatri Possibili con TPCard € 6,00

Allievi altre scuole di teatro € 10,00

Prevendita € 1,50

ORARIO SPETTACOLI

Dal lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

ORARI BIGLIETTERIA

Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: Da lunedì a venerdì fino alle 21.30 Sabato dalle 19.00 alle 21.30 Domenica dalle 14.00 alle 16.30

CONTATTI 02 8323126

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ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

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È in scena all'Elfo Puccini di Milano, fino al 15 febbraio, I vicini, di Fausto Paravidino che ne è autore e interprete. Ad accompagnarlo sul palco ci sono Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano.

Debuttato l'8 maggio 2014 a Bolzano - al Teatro Stabile, che lo produce -  I vicini è uno spettacolo che parla di paure, reali e immaginarie. Protagoniste due giovani coppie che si incontrano e scontrano sul pianerottolo e tra le mura domestiche.

Ma non è solo il loro rapporto ad essere strano e mutevole. Di notte, infatti, appare la vecchia vicina, quella che abitava sullo stesso pianerottolo, prima di morire: che si tratti di un fantasma? Le paure vecchie e nuove si affrontano in questa pièce e si intrecciano al rapporto che abbiamo con noi stessi e con gli altri. Le inevitabili tensioni in casa, in famiglia, nella coppia, nel nostro quotidiano sono al centro della riflessione di questa commedia inquietante ed enigmatica che indaga sul senso stesso del teatro.

Grazie a Paravidino, ormai protagonista e portavoce del teatro italiano anche all'estero, che riesce a farci ridere e piangere di noi stessi grazie alla sua raffinatezza e sensibilità.

ELFO PUCCINI, SALA FASSBINDER - corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16:00 - Info e prenotazioni: tel. 02/0066.06.06 - Intero 30.50 €, Ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 € - www.elfo.org

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Il Teatro Elfo Puccini rivisita il mito di Orfeo ed Euridice da martedì 10 a domenica 22 febbraio. Un mito antico come pretesto per interrogarsi su temi attualissimi come l'eutanasia e l'accanimento terapeutico. Uno spettacolo che pone domande con delicata poesia: "Lasciarla andare significa ucciderla? O è il canto d'amore più straziante? Il gesto più puro, l'amore che si afferma nella perdita?".

Sul palco troviamo una compagnia giovane e indipendente, nata nel 2011 da un gruppo di attori che hanno trovato un punto di riferimento nel lavoro del regista argentino César Brie. Per Orfeo ed Euridice si uniscono le forze di Eco di Fondo, altra compagnia emergente della scena italiana vicina per spirito e indipendenza.

Arrivato dall'Argentina in Italia a !8 anni, César negli anni ha sviluppato un'arte apolide, a stretto contatto con le varie realtà incontrate in una vita trascorsa per scelta in esilio. In 40 anni di Teatro ha sempre diretto spettacoli che interrogano i classici per parlare del presente.

Orfeo ed Euridice

10-22 febbraio 2015

Elfo Puccini, Sala Bausch

Feriali 19.30 , festivi 15.30

Intero  30.50 euro, ridotto giovani e anziani 16 euro, martedì 20 euro

 

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Continua la rassegna Manzoni Cultura al Teatro Manzoni, il format ideato da Edoardo Sylos Labini che dal 10 novembre e per cinque lunedì promuove degli appuntamenti imperdibili con alcuni grandi personaggi dello Spettacolo e della Cultura italiana. In collaborazione con Raiscuola e sponsorizzato da CDI Centro Diagnostico Italiano, Saclà e Zerbinati - Cucina di Famiglia, Manzoni Cultura è un evento culturale dove il pubblico potrà assistere e intervenire all'intervista che il giornalista Nicola Porro e Sylos Labini intratterranno con i volti più noti e amati del nostro paese in un avvincente faccia a faccia.

Dopo il terzo incontro di gennaio con la grande ballerina classica Calra Fracci, lunedì 9 febbraio l'ospite prescelta sarà, invece, Barbara D'Urso, una delle più celebri e popolari conduttrici della televisione italiana. Un'instancabile presenza nel piccolo schermo che si divide tra fiction, quiz, varietà, reality e talk show, Barbara D'Urso è finita spesso al centro di dibattiti e controversie. Un personaggio che divide il pubblico tra chi la segue assiduamente e la difende a spada tratta, e chi proprio non riesce a digerirla. L'occasione per sentire la sua opinione in merito sarà proprio lunedì 9 febbraio al Teatro Manzoni, dove la D'Urso si racconterà nella sua interezza.

9 febbraio 2015

Barbara D'Urso per Manzoni Cultura

Teatro Manzoni, Via Manzoni 42, Milano

Orario: h 21.00

Biglietto: posto unico 10€

Info: Tel: 027636901 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito: http://www.teatromanzoni.it/manzoni/ 

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Per l'ottavo appuntamento della rassegna Manzoni Family il Teatro Manzoni propone il 7 di febbraio lo spettacolo "Trilli", storia fantastica molto popolare tra i bambini. Trilli è una fata tuttofare che abita nel mondo della Radura Incantata, abitato da bellissime e luminose fatine, ciascuna dotata di un talento speciale. Trilli è però convinta che il suo talento non sia importante come quello delle altre fate. Chiede quindi aiuto alle altre fatine per scoprire la sua vera vocazione. Grazie all' aiuto di Rosetta, Argentea, Daina e Fatata scoprirà che solo quando lei è autentica emergono le sue vere abilità e vocazioni.

Trilli

sabato 7 febbraio 2015

ore 15.30

costo: posto unico: adulti 14 euro

bambini fino a 14 anni 9 euro

under 3 anni 5 euro

Teatro Manzoni

Via Manzoni 42

20121 Milano

027636901

 

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Dal 4 al 8 febbraio al Teatro Verdi di Milano, saranno in scena Daniele Biacchessi, giornalista efficace narratore di teatro civile, e Giangilberto Monti, cantautore specializzato nella canzone francese d’autore, per raccontare con parole e musica di una coppia di artisti "contro" molto noti e discussi in Francia. Da noi forse meno conosciuti, questi personaggi raccontati dalla coppia Biacchessi - Monti, sono più che mai attuali, e nella loro vicenda non mancano possibili riferimenti a situazioni e personaggi altrettanto discussi e noti in Italia.

Lo spettacolo narra la vicenda avvenuta nel 1986, quando ad appena 41 anni d’età, muore in un incidente il buffone più amato di Francia, Michel Colucci detto Coluche. Sei anni prima, il comico si era candidato alle presidenziali francesi, un periodo nel quale il numero di disoccupati sorpassava in Francia la quota psicologica del milione e mezzo, l’inflazione balzava oltre il 13% e gli scioperi non si contavano, e i principali candidati alla Presidenza della Repubblica erano quattro: oltre al presidente uscente – il moderato Valery Giscard d’Estaing, travolto dagli scandali – correvano per il centro destra Jacques Chirac e per la sinistra il socialista François Mitterrand e il comunista Georges Marchais. A sorpresa, Coluche decise di candidarsi e il suo manifesto elettorale divenne un violento j’accuse contro la corruzione e l’insipienza dei politici francesi: “Prima di me la Francia era divisa in due, con me sarà piegata in quattro dal ridere”. In pochi mesi arriva al 15% di consensi a livello nazionale, importanti intellettuali lo appoggiano e i suoi spettacoli registrano il tutto esaurito, ma le continue minacce anonime e infine l’uccisione del suo braccio destro, lo convince a rinunciare. Poco dopo la sua scomparsa in un banale incidente stradale, a tutt'oggi mai chiarito, il suo grande amico Renaud Séchan, uno dei più apprezzati cantautori francesi, gli dedica l’appassionata canzone "Putain de Camion".

Sulla scena, l’attento cronista di tanti misteri della nostra Repubblica, Daniele Biacchessi, ci racconta insieme allo chansonnier Giangilberto Monti, questa strana storia di amicizia, politica e canzoni, tra risate amare e speranze di cambiamento, in una democrazia vulnerabile quanto quella in cui viviamo. Se il comico è il politico, chi è il vero buffone?

 

Giangilberto Monti, autore e interprete, ha all'attivo oltre dieci album come cantautore. Ha recitato con Dario Fo, di cui ha messo in scena il repertorio musicale, tradotto e cantato in italiano brani di Boris Vian, Léo Ferré e Serge Gainsbourg, ideato e condotto programmi per la Radio Svizzera, raccontato la vita degli chansonniers più ribelli in Maledetti Francesi (NdA, 2010), scritto per diversi comici dello Zelig. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei cantautori (2003, con Veronica Di Pietro), il Dizionario dei comici e del cabaret (2008) e La vera storia del cabaret (2012, con Flavio Oreglio). Nel cofanetto Comicanti.it (Egea Music, 2013) ha riassunto in due album musicali e un libro firmato con il giornalista Enzo Gentile, la storia della comicità musicale italiana. Recentemente ha pubblicato il romanzo storico L’Amore che fa Boum!, ispirato alla sua storia della Banda Bonnot (Prix Suisse 2004 per la radiofonia elvetica)". www.giangilbertomonti.it

Daniele Biacchessi è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano. E’ caporedattore per Radio24 - Il Sole 24 Ore. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il Premio Cronista per un'inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell'omicidio dell'editorialista del Corriere della Sera Walter Tobagi' Nel 2009 riceve il premio dedicato al fotografo freelance ucciso in Medio Oriente Raffaele Ciriello. Nel 2011 vince il prestigioso Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi con il jazzista Gaetano Liguori. Dal 1975 lavora per numerose testate e collabora con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, l'Unità, Avvenimenti e L'Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio.. È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani. Daniele Biacchessi scrive libri d'inchiesta sul terrorismo, sulla diossina dalla ICMESA di Seveso, sull'omicidio di Fausto e Iaio. Sul caso di Enzo Tortora. Raccoglie e racconta le storie di Ilaria Alpi, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello. Negli ultimi anni raccoglie in alcuni volumi le storie dei combattenti della lotta di Liberazione e della Resistenza italiana. Dal 2003 trasferisce gran parte del suo lavoro giornalistico nel teatro civile. Come autore, regista e interprete di teatro di narrazione narra il disastro di Seveso La fabbrica dei profumi, le stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e di Marzabotto del 1944, lo scandalo dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "armadio della vergogna", le stragi della strategia della tensione nello spettacolo Il paese della vergogna, le storie dei giornalisti italiani uccisi in zone di conflitto Passione reporter. Racconta l'impegno antimafia di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il dramma delle morti sul lavoro Il lavoro rende liberi, le battaglie per l'acqua pubblica, contro gli abusi ambientali, gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, la Resistenza. Dal vivo collabora stabilmente con i musicisti Gaetano Liguori, Gang, Michele Fusiello, Andrea Sigona, Antonio Righetti, Massimo Priviero, artisti della scena jazz, rock, blues e canzone d'autore italiana. www.danielebiacchessi.it

 

4- 8 febbraio 2015

Coluche e Renaud

Di e con Daniele Biacchessi e Giangilberto Monti Percussioni: Paolo Rigotto Luci Ombretta: Nai Foto: Daniele Poli

Venerdì 6 febbraio Teatro Verdi / Koro Wine Bar (dalle 19.00 alle 20.00) "Aperitivo con lo chansonnier" Giangilberto Monti racconta il mondo di Renaud Séchan (fisarmonica Roberto Carlotti)

Teatro Verdi Via Pastrengo 16, Milano Tel. 02 6880038 http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi.html

Orari Spettacoli: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30

Biglietti: Intero 20€ Convenzionati 14€ Ridotto (over 65/under 25) 10€ Mercoledì posto unico 10€ Aperitivo venerdì 6 febbraio: 6€

Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita). La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.

 

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Una nuova entusiasmante puntata di Contofinoatre-La voce dei Papà al Teatro Verdi di Milano, sabato 31 gennaio alle ore 16.00, un progetto che Angelo Pisani porta avanti attraverso il suo blog e nelle scuole da oltre un anno.

Un'occasione in cui riportare sotto la lente d'ingrandimento il mondo dei papà, con uno spettacolo aperto che avrà in ognuna delle repliche due costanti: la figura dal papà, che cerca di essere sempre presente nella vita dei propri figli, e l'ironia, la matrice di tutto il lavoro senza mai sminuire l'importanza dei temi trattati.

Come si può intuire dal titolo stesso, protagonisti sulla scena saranno in realtà tre figure tutte racchiuse in un'unico personaggio, un uomo, che al tempo stesso è anche compagno e papà, interpretati da Angelo, che interagirà con il pubblico, intervistando mamme e papà speciali.

Si parlerà di asili, di parco giochi, di rapporti tra mamme e papà e delle diverse tipologie di genitori, e per non farsi mancare nulla, ospite vip della serata sarà Debora Villa.

Per comprendere meglio, anche attraverso l'alternarsi di momenti di comicità, chi sia, cosa fa e che ruolo abbia il papà, che non si limita più soltanto al sostentamento della famiglia, ma di questa desidera farne parte in maniera attiva ed essere presente per poter dire la sua sui figli, con e come la mamma... perchè del resto si sa, la mamma è sempre la mamma.

Contofinoatre

Teatro Verdi, Via Pastrengo, 16 - Milano

Ufficio stampa Teatro Verdi: Tel. 02-27002476

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Ufficio stampa Contofinoatre, Maria Giulia Trippa: Cell. 3335-1366832

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Dal 2 al 15 febbraio al Teatro della Cooperativa di Milano va in scena la commedia brillante "Il neurone innamorato": l'amore è qualcosa di romantico e impalpabile, o è solo una reazione chimica del cervello umano? Ecco il grande dilemma dell'uomo moderno. E per risolvere questo dilemma, perché scegliere tra uno spettacolo umoristico sull'amore, una lectio magistralis sulla chimica dei sentimenti e una commedia irresistibile sulla coppia e le tecniche di corteggiamento, quando si può avere tutto insieme? Il "variegato gruppo" di comici e attrici, già protagonisti de "La cantatrice calva" campione di incassi nella scorsa stagione, sempre sotto la guida di Marco Rampoldi, vi aiuterà ad affrontare con leggerezza la dura realtà. 

Si sono scritti romanzi, saggi, poesie, canzoni, qualcuno ha dato la vita per amore, altri invece hanno dato molto… sotto la vita. Ma i professori Manera e Parassole vi racconteranno cosa accade veramente quando incontrate la donna o l'uomo della vostra vita, e nel vostro cervello si attiva il circuito del piacere, che agisce come una droga (però, è legale, non c'è il limite della modica quantità, e se ti fermano i carabinieri, non ti ritirano la patente per guida in stato di innamoramento); vi faranno capire perché scegliete proprio il vostro partner (è scientificamente provato che se un uomo vede una gnocca si può innamorare, se vede una cozza è più difficile); vi dimostreranno che nel terzo millennio la crisi del settimo anno arriva al terzo (se la coppia arriva al settimo anno vuol dire che, da quattro anni, tutti e due stanno con un altro). Claudio Batta, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi daranno vita a tutti i 'lui', le 'lei', gli amici che offrono consigli, in cui non potrete fare a meno di identificarvi, in un crescendo di divertimento. Alla fine sarà evidente a tutti che l’innamoramento non ha niente a che fare con il cuore! Dispiace per Petrarca, Shakespeare, Prévert e per tutti coloro che lo hanno esaltato all’inverosimile, ma l’amore è solo questione di testa… o meglio dei processi chimici del cervello.

Non è molto romantico, ma qualcuno doveva pur dirlo.

 

2 - 15 febbraio

Il neurone innamorato L’amore è un apostrofo rosa fra l’ipotalamo e la corteccia prefrontale

di Riccardo Piferi e Diego Parassole con Claudio Batta, Leonardo Manera, Diego Parassole, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi regia Marco Rampoldi assistente alla regia Paola Ornati scene Mattia Bordoni

Orari: Lunedì - sabato h. 20.45 Domenica h 16.00 Giovedì riposo

Prezzi: Intero 18 € Ridotti 15/9 €

Teatro della Cooperativa Via Hermada 8, Milano tel. 02.64749997 www.teatrodellacooperativa.it

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Debutta stasera 30 gennaio in anteprima nazionale al Teatro Officina di Milano Maphia 1963-2015. I testi di Tano Avanzato e Massimiliano Vergani, con un inserto di Giuseppe Fava, sono diretti da Massimo De Vita. Avanzato dividerà il palcoscenico con gli adolescenti del Laboratorio "Il centro dell'emozione" del Teatro Officina e insieme racconteranno i meccanismi della criminalità di 'ndrangheta  mafia anche tra i giovani. Tra le altre, vedremo le storie di Riccardo, 16 anni, schedato da quando ne aveva 10, vive a Quarto Oggiaro. Nella sua famiglia sono tutti pregiudicati e lui sa già che appena compirà 18 anni le forze dell'ordine verranno a prenderlo. Ma Riccardo non si farà prendere facilmente. Lui, che è così piccolino e magrolino che nel quartiere lo chiamiamo "Pulce", tiene in scacco un intero Commissariato da anni. Sui muri di Quarto Oggiaro il suo nome è esaltato e scritto a caratteri cubitali. È un idolo, perché è spavaldo. Come quando passa a 150 all'ora senza casco per le vie del quartiere o si mette di fronte a un treno che non si fermerà e si sposta solo all'ultimo, dimostrando tutto il suo coraggio. Junko Faruta anche lei ha 16 anni e l’unica sua colpa è aver rifiutato l’amore di uno dei figli della mafia giapponese. Per questo viene rapita, molestata per 44 giorni e poi brutalmente uccisa.

Dalle parole di Massimo De Vita: “Dalla Sicilia degli anni ’60 fino alla Milano capitale economica d’Italia: la violenza cresce e dilaga, una violenza non solo fisica, ma dispiegata nelle sue molteplici sfumature, nell'annientamento etico dell’individuo e nella rassegnazione. Anche tra i giovani, succubi di alcuni modelli ritenuti “vincenti” dai loro coetanei, un male oscuro di cui non vogliamo ammettere la realtà, qui fra noi”.

Dal 30 gennaio all’1 febbraio 2015 MAPHIA 1963_2015 prima nazionale Dalle terre contadine alle terre di Expo

INFO: Teatro Officina – Via S. Elembardo, 2 – 20126 Milano MM1 Staz. Gorla | Bus: linea 44 e 86 Informazioni e prenotazioni: LUN-VEN: 14.00-19.00 tel: 02.2553200 fax: 02.27000858 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroofficina.it Orari spettacoli: feriali ore 21.00 – festivi ore 16.00 Ingresso €10 comprensivo di tessera associativa annuale Prenotazione obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

 

 

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Dal 27 gennaio all' 1 febbraio 2015 il Teatro Verdi di Milano ospiterà Nudoecrudo teatro con lo spettacolo Sull'Italia calavan le bombe, una toccante occasione per rivivere assieme una delle pagine più nere della nostra storia, quella della Resistenza italiana ai tempi del Fascismo, attraverso lo sguardo della protagonista, Gloria Chilanti.

Anno 1943. L'attrice veste i panni di una ragazzina di dodici anni che, malgrado la sua tenera età, gioca già un ruolo fondamentale nella lotta di liberazione al nazifascismo, fungendo da collegamento tra i giappisti, consegnando stampa clandestina e materiale esplosivo.

Intanto la guerra continua e i suoi effetti sulla vita di tutti i giorni si fanno sentire sempre di più: dall'assenza di luce elettrica alla fila ai negozi di alimentari, dalla ricerca dell'acqua agli acquisti al mercato nero, Gloria racconta nel suo personalissimo diario di guerra quello che appare ai suoi occhi quasi come un'avventura di Salgari.

In seguito alle illusioni dell'armistizio dell'8 settembre andate in fumo, alle prime deportazioni degli ebrei, e alla terribile repressione nazista, tra nuove imprese, paure ed emozioni, alla protagonista appare ormai chiaro però che la guerra non è un gioco, e che quella che si sta mostrando ai suoi occhi altro non è che la sua situazione più drammatica che si possa vivere.

Solo l'arrivo degli alleati e la liberazione di Roma nel giugno del '44 restituiscono a Gloria la speranza e la spensieratezza di una dodicenne, che, nel bel mezzo dei festeggiamenti, viene abbordata da un giovane soldato che si dichiara a lei con una fugace promessa di fidanzamento, dandole un bacio che riesce a mettere la parola fine alla guerra, concludendo lo spettacolo col sorriso.

Uno spettacolo che è storia. Una storia che è memoria. Una memoria che non deve essere mail dimenticata.

 

Teatro Verdi, Via Pastrengo 16

Orari: da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 16.30

Biglietteria: intero, 20 €; convenzionati, 14 €; ridotto (over 65/under 25), 10 €; mercoledì posto unico 10 €; vendita on-line www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)

Per informazioni e prenotazioni: 02-27002476; www.teatrodelburatto.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; per prenotazioni: dal lunedì al venerdì, 10.00/13.00 - 14.00/18.00; la Biglietteria presso il Teatro Verdi

 

 

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