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Al teatro dell'Elfo, in sala Fassbinder si terrà dal 20 gennaio all'1 febbraio una personale dedicata a Saverio La Ruina.

In scena dal 20 al 25 gennaio per la prima volta all'Elfo, il suo ultimo lavoro, "Polvere", al quale seguiranno lo spettacolo che l'ha rivelato, "Dissonorata", a quello che ha confermato il suo talento, "La borto".

Artista unico, tra i più premiati della scena italiana, Saverio La Ruina con pochi elementi scenici - un abitino, le ciabatte, una sedia e la musica dal vivo - dà vita a personaggi femminili indimenticabili. Donne del sud, offese, ferite ma orgogliose. Con il suo ultimo lavoro sposta l’attenzione sull’uomo, essendo la violenza sulle donne soprattutto un problema degli uomini.

20 – 25 gennaio POLVERE Dialogo tra uomo e donna di Saverio La Ruina

Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Le impedisce di ribellarsi, di scappare, di dire basta. Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce. Saverio La Ruina

27 – 29 gennaio DISSONORATA Un delitto d’onore in Calabria di Saverio La Ruina Premio UBU 2007 Migliore attore italiano, Migliore testo italiano, Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro 2007 Nomination Migliore interprete di monologo Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 Segnalazione speciale

Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava. Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia. Saverio La Ruina

30 gennaio – 1 febbraio LA BORTO Premio UBU 2010 Migliore testo italiano, Nomination Premio UBU 2010 Migliore attore Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, Testo selezionato per il progetto Face à Face 2010 di e con Saverio La Ruina musiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco disegno luci Dario De Luca produzione Scena Verticale con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’ atteggiamento e dallo sguardo maschile: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze, anche se la più violenta. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.

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Sala Shakespeare / 20 gennaio - 1 febbraio

Improvvisamente, l’estate scorsa di Tennessee Williams traduzione di Masolino d’Amico regia di Elio De Capitani scene di Carlo Sala

Elio De Capitani ha firmato nel corso degli ultimi vent’anni un trittico di testi di Tennessee Williams che, con Fassbinder e Shakespeare, è divenuto l’autore più rappresentato dal regista dell’Elfo. Dopo "Un tram chiamato desiderio", che aveva per protagonista Mariangela Melato, è stata la volta di "Improvvisamente, l’estate scorsa", andato in scena nel 2011, protagoniste le attrici dell'Elfo Cristina Crippa ed Elena Russo Arman, con Cristian Giammarini e un affiatato di attori che ritroviamo in tanti spettacoli della compagnia. Ultimo Williams, "La discesa di Orfeo", debuttato al Festival dei due Mondi nel 2012. "Improvvisamente, l’estate scorsa - spiega De Capitani - rappresenta il punto intermedio della mia ricerca; qui ho messo in scena Williams da un punto di vista molto interno alla sua scrittura teatrale, ma esasperandone e portandone fino in fondo il lirismo disperato".

De Capitani ambienta la sua opera nel giardino-giungla della signora Venable, creazione e lascito di suo figlio Sebastian, morto “Improvvisamente, l’estate scorsa”. E' proprio qui che un giovane neurologo riceve dalla ricca signora l'offerta di un finanziamento per l'ospedale pubblico di New Orleans. Ma presto capirà che la donna vuole qualcosa in cambio: gli chiede di operare sua nipote Catherine Holly, che soffre di allucinazioni e crisi isteriche. Il dottore si occupa di nuove cure, ad esempio la lobotomia, ma vuole formulare analisi più approfondite prima di operare la ragazza. La giovane infatti ha assistito ad un evento traumatico: la morte di suo cugino Sebastian. Non ricorda però le circostanza della sventura, e nessuna nella sua famiglia sembra volerlo scoprire..

"Al di là dei modi in cui ho scelto di mettere in scena Williams, - afferma il regista - credo di aver capito da dove nasce la sua forza: dalla necessità - imposta dal contesto culturale di allora - di mascherare la propria diversità e la propria fragilità di omosessuale attraverso panni femminili (Williams è Blanche Dubois). Questo gli ha permesso di sviluppare una particolare sensibilità per condizione femminile, che diventa il paradigma di ogni altra sottomissione e di ogni emancipazione; Williams parte da questa sintonia con l'universo femminile per creare personaggi unici nella storia teatrale. E anche in Improvvisamente, l’estate scorsa due donne sono al centro dello scontro terribile che ha per prezzo la memoria di un uomo morto in circostanze imbarazzanti, barbare, ambigue, indicibili. Il fatto che siano donne e che ci sia sotto qualcosa di violentemente primigenio nello scontro - pur essendo il contesto quello borghese di una villa del Garden Distric di New Orleans - ha chiesto uno sforzo particolare di resa alla messinscena".

Dramma bellissimo e inquietante, caratterizzato da una trasgressione sessuale, dalla difesa di una diversità che non può essere nominata, dall'incubo del denaro in tutte le sue forme. Elio De Capitani nella sua regia coglie e mette a nudo la nevrosi sotto pelle, l'emotività anche nascosta, il non detto, quel tanto di ossessivamente compiaciuto che innerva i testi di questo grandissimo drammaturgo di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. In una specie di turgida giungla domestica le grida di uccelli esotici diventano urla di vittime straziate. E i personaggi in un insopportabile climax rendono esplicito l'orrore, evidente lo sgomento, con una generosità di eccezionale dedizione, da Cristina Crippa (la folle, possessiva madre) a Elena Russo Arman (instabile Catherine), protagoniste assolute in un ben assortito cast di comprimari.

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È in corso e durerà fino al 28 gennaio la rassegna di teatro-cucina nell'atelier di Teatro in polvere. Viene proposto un approccio gastronomico al teatro, con uno stretto legame tra le pietanze e la drammaturgia. Le 5 portate vengono servite dagli attori durante lo spettacolo e sono composte da ingredienti che scaturiscono dai pensieri e dalle azioni dell'attore. Lo stile teatrale cambia in base a quello che viene servito: i personaggi mutano con il variare dei cibi e dei vini. Oltre la tenda rossa i trenta spettatori siedono a una tavola apparecchiata con tovaglie damascate, piatti in metallo e cotto, cucchiai di legno e posate d'argento, bicchieri smaltati e anforette di terracotta. Le ricette proposte derivano dalla cucina regionale e sono legate alla tradizione.

Menù:

Pane grezzo integrale con semi di lino e girasole e companatico di prosciutto toscano

capocollo campano, frutta fresca di stagione e frutti secchi

vino novello o giovane

(piano dramaturgico: la nascita)

 

Malloreddus con purea di cicerchie e aneto

rosso strutturato

(piano drammaturgico: l'infanzia)

Involtino di carne in foglia di verza e speck con accompagnamento di cipollotto

rosso strutturato

(piano dramaturgico: la crescita e l'unione)

 

Pecorino toscano o sardo con l'accompagnamento di confettura di pomodori o arance

passito o aromatico

(piano drammaturgico: la buona vecchiaia)

 

torta caprese alle mandorle e cioccolato

liquorvino o rosolio

(piano drammaturgico: la guarigione e la nascita)

 

caffè in macchinetta napoletana con cremina

 

prossime date:

giovedì 15 gennaio ore 20.30

sabato 24 gennaio ore 13.30

domenica 25 gennaio ore 13.30

martedì 27 gennaio ore 20.30

mercoledì 28 gennaio ore 20.30

prenotazioni e informazioni 32081868177 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Torna al Libero di Milano il teatroscienza di Andrea Brunello: va in scena dal 13 al 19 gennaio "Torno indietro e uccido il nonno", un dialogo surreale che si lancia nei misteri e nei paradossi del tempo. Conversazione surreale il cui principale interrogativo è "dove va il tempo che passa?", lo spettacolo è la storia di un uomo che invoca suo nonno per trovare conforto, ma suo nonno non c'è, è solo il suo spirito che sopravvive. L'obiettivo è stimolare l'interesse attorno alla scienza per mezzo del teatro, offrire un'esperienza non soltanto culturale ma anche emozionale.

Questo spettacolo nasce all'interno del progetto Jet Propulsion Theatre-Laboratorio Permanente della formazione e della divulgazione scientifica in coordinamento con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell'Università degli Studi di Trento. E per approfondire il tema Andrea Brunello e la Compagnia, in coordinamento con il Teatro Libero, hanno organizzato tre incontri gratuiti dal titolo "Dalla scienza al Teatro: il lato umano della scienza", nei giorni 14, 16 e 19 gennaio, dalle 18.30 alle 19.30.

TORNO INDIETRO E UCCIDO IL NONNO

Testo di Andrea Brunello con la collaborazione di Roberto Abbiati e Leonardo Capuano

con Roberto Abbiati e Andrea Brunello

Regia Leonardo Capuano

Produzione Arditodesìo e Progetto Jet Propulsion Theatre, in collaborazione con il Laboratorio di Scienze Fisiche del dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Trento con il supporto di Armunia-Castiglioncello e del Teatro Portland di Trento

dal 13 al 19 gennaio 2015

Teatro Libero

Via Savona 10 Milano

prezzi biglietti: intero 21 euro

ridotto under 26 e over 60 euro 15

allievi Teatri Possibili con TPCard 10 euro

altre scuole di teatro 13 euro

prevendite 1,50 euro

orari: da lunedì a sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

028323126

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www.teatrolibero.it

 

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Sabato 17 gennaio 2015 si terrà il quinto appuntamento di Manzoni Family, rassegna facente parte di "FAMILY SHOW - Il sabato in famiglia", organizzata dal Teatro Manzoni di Milano dal 1 novembre 2014 al 21 marzo 2015. Sul palco del teatro milanese, questa volta andrà in scena un’altra storia fantastica conosciuta in tutto il mondo: "Il Mago di Oz". Questa versione della celebre racconto, narra la storia di un Maghetto di periferia che per scappare dalle difficili condizioni di vita che sta attraversando, viene catapultato da un ciclone in un mondo incantato, fantastico e irreale, il mondo di Oz, dove finalmente potrà affrontare le sue paure e assumersi ogni responsabilità. Molti sono gli strani incontri che attraverseranno il suo percorso: conoscerà la malvagia strega dell’Est e si innamorerà di Glinda, la strega buona del Nord, e insieme a lei proteggerà il cammino di Dorothy. Altri bizzarri personaggi, come l’Uomo di paglia, l’Uomo di latta e Leone lo aiuteranno, tra mille peripezie, a ricondurre Dorothy a casa e ai suoi affetti.

 

Sabato 17 gennaio 2015 ore 15,30

All Crazy presenta

Il Mago di Oz

Personaggi e interpreti Salvo Bruno: Oz Carlotta Sibilla: Dorothy Salvo Vinci: Leone Giancarlo Capito: Uomo di Latta Roberto Tarsi: Uomo di Paglia Elisa Musso: Strega Dell'Est Jessica Lorusso: Glinda Anna Foria, Ivana Scotto, Max Prandelli: Ensamble Prezzi Biglietti: Posto unico: adulti € 14,00 Bambini fino a 14 anni € 9,00 Under 3 anni € 5,00

 

Teatro Manzoni Via Alessandro Manzoni, 42, Milano 02 7636901 www.teatromanzoni.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Fino al 12 gennaio a Teatro Libero sarà in scena "Sacrificio del fieno", dramma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, scritto diretto ed interpretato da Alessandro Veronese e Michela Giudici e prodotto dalla compagnia Fenice dei Rifiuti, la cui protagonista è una ragazza vittima di ripetute violenze.

Per approfondire le tematiche affrontate nello spettacolo ed in particolare quella della violenza sulle donne, al termine della replica di domenica 11 gennaio, alle ore 18.00, ci sarà un breve incontro con la criminologa Cinzia Mammoliti, che già ha tenuto un interessante dibattito in occasione dello spettacolo "Assassine" lo scorso ottobre. Laureata in Giurisprudenza nel 1993 con specializzazione in Criminologia, Psicopatologia forense e Psicologia criminale, la dottoressa Mammoliti si occupa attualmente di consulenza e formazione dopo aver lavorato per molti anni con donne e minori vittime di violenza. Docente di Psicologia per la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell'Interno e responsabile della progettazione ed erogazione di corsi di criminologia, psicologia, psicopatologia forense e comunicazione strategica per Scuole di Polizia, Forze dell'Ordine, operatori di security, operatori del settore sanitario e sociale e di Sportelli Antiviolenza, collabora con gli assessorati alle Pari Opportunità di numerosi Comuni italiani in materia di prevenzione di violenza domestica, mobbing, stalking e reati connessi. È membro del Comitato Scientifico di LINK ITALIA (www.link-italia.net), associazione impegnata su scala nazionale e internazionale nella ricerca in ambito criminologico, vittimologico, investigativo, psicosociale e zooantropologico. Tra i massimi esperti nazionali in materia di manipolazione relazionale e violenza psicologica, ha pubblicato con la casa editrice Sonda di Casale Monferrato due saggi in materia: "I serial killer dell'anima" e "Il manipolatore affettivo e le sue maschere", portando in giro per l'Italia un progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere attraverso la partecipazione a convegni, conferenze, seminari e workshop.

Lo spettacolo domenica inizierà alle ore 16.00 e l'incontro con Cinzia Mammoliti sarà compreso nel prezzo del biglietto.

 

Domenica, 11 gennaio – Ore 18.00

INCONTRO CON LA CRIMINOLOGA CINZIA MAMMOLITI

Dibattito di approfondimento sullo spettacolo “Sacrificio del fieno” Scritto, diretto ed interpretato da Michela Giudici e Alessandro Veronese Luci e musiche di Francesca Gaiazzi Video di Vittoria Maiolo e Stefania Carbonara Produzione Fenice dei Rifiuti

Teatro Libero Via Savona, 10 – Milano 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatrolibero.it

Prezzi Biglietti: Intero: € 19,00 Ridotto under26 e over60: € 13,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard: € 6,00 Allievi altre scuole di teatro: € 10,00 Prevendita: € 1,50

Orario Spettacoli Da lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

 

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Dal 13 al 25 gennaio al Teatro Litta andrà in scena una versione molto particolare della commedia goldoniana "La Locandiera", allestimento della Compagnia Teatro Libero, diretta ed interpretata da Corrado d'Elia, noto attore e regista, fondatore del progetto Teatri Possibili (Compagnia, Scuola, Circuito ed Ente di produzione ed organizzazione teatrale), e dal 1998 direttore del Teatro Libero di Milano.

Una "Locandiera" travolgente, irresistibile, dai colori sgargianti e dai ritmi scoppiettanti. Una commedia ambientata in un mondo di plastica, simbolo moderno dell'artificio, coloratissimo e smaccatamente finto. Mirandolina sinuosa, affascinante, ironica, donna emancipata e moderna, vestita di rosa shocking e dai capelli biondo platino fa letteralmente impazzire d'amore tutti gli avventori della sua locanda. Da una parte è archetipo e modello indiscusso di femminilità, dall'altra pratica e calcolatrice donna d'affari che conduce il suo gioco, un orologio di precisione, così come lo aveva scritto Goldoni, ma in versione moderna. È una "Locandiera" finalmente comica, ricca di energia, d'emozione e ritmo, di atmosfere e scambi vivaci, un prezioso e aspettato incontro tra un grande testo e un regista dal personalissimo e incisivo punto di vista.

 

Dal 13 al 25 gennaio

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

Regia: Corrado d'Elia Con: Monica Faggiani, Corrado d'Elia, Alessandro Castellucci, Gustavo La Volpe, Andrea Tibaldi, Marco Brambilla, Tino Danesi Scene e costumi: Corrado d’Elia Luci: Alessandro Tinelli Produzione Teatro Libero

Teatro Litta corso Magenta 24 - Milano Tel 02 8055882/ 02 86454546 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari Spettacoli: da martedì al sabato: ore 20,30 domenica: ore 16:30 lunedì riposo

Costo Biglietti: intero: € 21,00 ridotto: € 11,00/15,00

Lo spettacolo è compreso negli abbonamenti Lunatica, Invito a Teatro e Cartalibera.

 

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Al Teatro Manzoni dal 9 all’11 gennaio 2015 andrà in scena "I T A L I A N I !", il nuovo spettacolo di Paolo Migone.

Questa volta il comico livornese abbandona l'eterno conflitto tra marito e meglio, ma analizza le virtù, gli eccessi, le manie, le abitudini, i vizi e le cattiverie del popolo italiano, raccontando come quest0ultimo affronta quotidianamente la vita, dalle difficoltà ai rapporti personali senza trascurare politica e cronaca. Il punto di vista è come al solito critico ed ironico, cifra stilistica di Paolo Migone. Il percorso narrativo tocca ambiti semplici come la simpatia generata dai nomi o i rapporti di vicinato, ma anche più complessi come le idee degli italiani che hanno rivoluzionato il mondo del lavoro e della cultura. In un’ora e mezza Migone insegna al pubblico a ridere di sé stessi e delle proprie "cattive" abitudini, aiutando a capire come approcciarsi alla vita con più leggerezza.

«Dopo anni a parlare di sfide tra marito e moglie – spiega Migone – ho deciso di allargare il raggio. Con uno spettacolo dove si ride, di un riso amaro. Perché cambiare? Ho un figlio quindicenne e son preoccupato di quale Italia si ritroverà da adulto. Sono mortificato, per lui, di essere italiano. È un ragazzino intelligente e, come molti giovani, non potrà esprimersi in un paese così malmesso». Ma è il pessimismo che lo caratterizza, il motore per la creazione della sua comicità: «Nello show - precisa - io voglio far ridere. Ma la molla dei miei racconti è la rabbia, per i vizi italici. Uno? La furbizia. La nostra storia è stata quella dei sudditi divisi tra due padroni, come Arlecchino. A me, a 17 anni, hanno rubato il tappo del serbatoio del motorino: a quel punto per sostituirlo l'ho rubato anch'io. Siamo fatti così». Lo show finisce però con una carica ottimista: «Perché noi italiani abbiamo fatto grandi cose, e potremmo tornare a farle».

 

Dal 9 all’11 gennaio 2015

PAPO presenta

I T A L I A N I ! Il nuovo one-man-show con PAOLO MIGONE

 

Teatro Manzoni Via Manzoni 42 - Milano Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 www.teatromanzoni.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Orari spettacoli: feriali ore 20.45 domenica ore 15,30

 

Biglietto: Poltronissima € 25,00 Poltrona € 18,00 Giovani fino a 26 anni € 12,50

 

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Il Teatro Elfo Puccini di Milano apre il 2015 con una interessante e ricca programmazione.

In Sala Bausch dal 7 al 14 gennaio la rassegna nuove storie ospita il Premio Scenario 2013 e Premio Hystrio-Castel dei Mondi 2104 Mio figlio era come un padre per me di e con Marta Dalla Via. Dalla collaborazione tra i Fratelli Dalla Via, Marta e Diego, che da casuale ed affettiva diventa effettiva, nasce questo nuovo progetto totalmente pensato con mani e cervelli sdoppiati, un'impresa famigliare che traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. La storia di una ricca famiglia del nord est italiano in cui i due fratelli architettano l'omicidio dei genitori, un omicidio "due punto zero", che non prevede né armi né spargimento di sangue, fuori dalle statistiche, fuori dalla cronaca, un atto terroristico nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga.

Dall'8 al 18 gennaio sarà invece la Sala Fassbinder ad ospitare i due spettacoli di Giuliana Musso, un'autrice-interprete che non rinuncia mai alla leggerezza, all'ironia, all'empatia, che all'Elfo Puccini festeggia 14 anni di tour e 350 repliche.

Dall'8 all'11 gennaio sarà infatti possibile assistere alla sua ultima produzione, La fabbrica dei Preti, in cui l'attrice interpreta tre anziani preti che si raccontano con franchezza: la giovinezza in un seminario, i tabù, le regole, le gerarchie, e poi l’impatto col mondo delle donne, le frustrazioni ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità umana. Un'occasione per ridere di noi stessi, ridendo di loro, e consolare le nostre solitudini nel commuoverci per le loro.

Dal 13 al 18 gennaio la seconda proposta è invece lo spettacolo considerato “storico” nella tetralogia di Giuliana Musso, Nati in casa, scritto in collaborazione con  Massimo Somaglino, che ne ha curato anche la regia, nell’ormai lontano 2001.

E' la storia di donne che furono levatrici in un nord-est italiano ancora rurale e il racconto dell'evento più straordinario e allo stesso tempo meno narrato nella nostra storia, il parto. Tale racconto viene ricondotto nello spazio epico della narrazione teatrale popolando la dimensione pubblica per eccellenza, il palcoscenico, di figure femminili con grandi pance, di donne che assistono altre donne che da sempre scaraventano l’umanità alla luce.

La narrazione però non si è fermata ai tempi in cui le ostetriche viaggiavano su e giù con i carri per recarsi nelle case e far nascere i bambini, ma ha incontrato anche le ostetriche ospedaliere di oggi, che hanno sul collo il fiato di medici e primari, che accolgono puerpere sempre più terrorizzate dal parto e toccano con mano i paradossi della medicina difensiva. E' proprio la società attuale la porta di ingresso che ci viene spalancata davanti in un prologo che toglie il fiato dalle risate e dall'imbarazzo, tanto è sottile oggi la linea di demarcazione tra tragedia e commedia.

Un racconto che ci ricorda come e quanto sia potente il corpo delle donne, che partorire non è una malattia, che i sentimenti sono forme di intelligenza, e che ogni nascita è anche la nostra.

 

Mio figlio era come una padre per me

Sala Bausch, dell'Elfo Puccini, c.so Buenos Aires, 33, Milano

Martedì/sabato ore 19.30, domenica ore 15.30

Biglietteria: Intero 15 €, ridotto Scuole di Teatro 11,50 €

Info e prenotazione: 02.0066.06.06 - www.elfo.org

La fabbrica dei preti, Nati in casa

Sala Fassbinder dell'Elfo Puccini, c.so Buenos Aires, 33, Milano

Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16:00

Biglietteria: Intero 30.50 €, Ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 €

Info e prenotazione: 02/0066.06.06, www.elfo.org

 

 

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Comincia al meglio il 2015 al teatro Franco Parenti di Milano, dove nel mese di gennaio andranno in scena tre nuovi debutti: HAMLET TRAVESTIE il 13 gennaio; I GIOCATORI il 16 gennaio e LA DANZA DELLA REALTà il 17 gennaio.

HAMLET TRAVESTIE è uno spettacolo di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella.

La storia di Amleto viene ricostruita attraverso l'esperienza di un giovane dei giorni nostri che perde il senno dopo essersi immedesimato completamente nella storia del principe danese. Una famiglia napoletana, i Barilotto, con i problemi ordinari di un nucleo familiare odierno, attraverso cui si delinea il dramma shakespeariano, anche nel tentativo di far rinsavire il figlio "Amleto" Barilotto. Una pièce che si rifà alla riscrittura burlesque settecentesca dell'Amuleto di John Poole e al Don Fausto di Antonio Petito.

Dal 13 al 25 gennaio,

Teatro Franco Parenti, Sala Tre

Prezzo: Intero €25;  Over60 €15;  Under25 €12,50; Convenzionati €17,50

Orari: mart h21.00; merc h20.00; giov h18.30; ven h21.00; sab h20.00; dom h16.00; lunedì riposo

I GIOCATORI è lo spettacolo vincitore del Premio UBU 2013 come migliore novità straniera e del Premio Butaca 2012 come miglior testo in lingua catalana.

Diretto in lingua originale (catalano) da Paul Mirò, lo spettacolo è stato tradotto e diretto in Italia da Enrico Ianniello. Quest'ultimo adotta il napoletano come lingua dello spettacolo, che secondo l'attore, regista e traduttore riesce al meglio a tradurre un linguaggio gergale, istintivo e verace. Uno spettacolo attraversato da relazioni semplici, costrette attorno ad un tavolo. I giocatori discutono e si sfogano esternando problemi come solitudine, fallimenti e disoccupazione, tra preparativi del caffè, bevute di whiskey e canzoni.

Dal 16 al 25 gennaio,

Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Prezzo: Intero €32; Ridotto Over60 €18; Ridotto Under25 €15;Convenzioni €22,50

Orari: venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 15.30;  lunedì riposo; martedì ore 20.30; mercoledì ore 19.30; giovedì ore 21.30

LA DANZA DELLA REALTà è un film diretto da Alejandro Jodorowsky, artista del tutto anticonvenzionale che guarda al cinema come ad una modesta "arte di cura".

La Danza de la Realidad è un inno alla poesia e al senso della vita, e verrà trasmesso in lingua originale sottotitolato in italiano. Un film che è stato presentato in Italia nella formula di un tour, come se si trattasse di un concerto o di una pièce teatrale. La proiezione è prevista a Milano soltanto per il 17 gennaio al Teatro Franco Parenti, alla quale lo stesso Jodorowsky non potrà più partecipare come previsto per problemi di salute. In una mail il regista ha scritto "L’avventura poetica è finita. Per ragioni di salute devo rinunciare a venire in Italia. Grazie dei bei momenti trascorsi insieme. Mi ritiro dalla danza della realtà”.

I biglietti già acquistati in precedenza saranno rimborsati, e la proiezione del film verrà effettuata ugualmente.

17 gennaio 2015

Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Orario: h.20.30

INFO

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Tel : 02 59 99 52 06

Fb : http://www.facebook.com/teatrofrancoparenti

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