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Lunedì, 14 Maggio 2018 12:28

Hotel Gagarin - dal 24 maggio al cinema

Hotel Gagarin, un film di Simone Spada, con Claudio Amendola, Luca Argentero e tanti altri, sarà nelle sale dal 24 maggio con Altre Storie.

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Che fatica il rifacimento di pellicole mitiche! Massimo Venier se lo sarà detto mille volte quando ha pensato di riproporre in chiave moderna una delle commedie più riuscite e divertenti di Dino Risi.

Eppure armato di coraggio e di buoni propositi ce l’ha messa tutta e, a suo modo, ha ri-confezionato Il Vedono, anno 1959, in un film moderno e attuale chiamando a interpretare il ruolo della moglie ricca e dominatrice la Lucianina nazionale e volendo come marito succube ma di belle speranze, Fabio De Luigi. E per le nuove generazioni la pellicola potrebbe anche avere un senso e funzionare meravigliosamente. I due attori contemporanei sono bravissimi, divertenti, calati alla perfezione nella parte e molto credibili. La Littizzetto con chignon e tailleurini su misura incarna benissimo la ricca sciura imprenditrice e altezzosa, e De Luigi è magnifico nel ruolo del marito vessato, vanesio, impacciato ma adorabile e se io avessi qualche anno in meno direi che Aspirante vedovo si candida ad essere uno dei film più divertenti di questa fine anno.

Il fatto è che io, come molti altri italiani, conosciamo quasi a memoria il vecchio film di Dino Riso che oltre ad avere una sceneggiatura originale ha come protagonisti due “mostri sacri” del nostro cinema, i più bravi, due attori premiati e consacrati anche dal cinema internazionale e allora i paragoni e i confronti non solo sono inevitabili ma nascono davvero spontaneamente.

La pellicola del 1959 ha come protagonisti, appunto, Franca Valeri, che il ruolo della sciura milanese l’ha praticamente inventato e portato al cinema, che è passata con nonchalance assoluta dal teatro al grande schermo, alla televisione e poi ancora al teatro trasformando in oro tutto quello che toccava e da nientedimeno che Alberto Sordi, cioè la storia della commedia italiana, l’attore per antonomasia, il piacione sfigato ma adorabile.

Pertanto, tutto il talento, la bravura, la versatilità di Luciana Littizzetto e di Fabio De Luigi non possono bastare, è evidente. Non fosse altro che per quanto si impegnano sullo schermo quei ruoli sono già stati interpretati da altri e in una maniera così sublime che neppure un miracolo potrebbe far reggere il paragone. E infatti non è questa la strada.

Aspirante vedovo di Venier va visto perché ha un senso sociale e umano comunque attuale, quello che il regista mostra sullo schermo è la nostra Italia, il Paese del 2013 dove gli arrivisti continuano a mietere successi e tutti gli altri vanno dietro con il fiatone per poter raccogliere solo le briciole.

Il film di Massimo Venier va visto perché è divertente e fatto bene a prescindere da tutto e perché è inquietante e di grande sgomento comprendere quanto in Italia non sia mutato granché dal 1959.

Ultima considerazione, Aspirante vedovo come il film originale pone all’evidenza dello spettatore non solo una trama dove la ricca e potente signora sottomette il marito spiantato e di bell’aspetto ma il perenne conflitto di maschi contro femmine e viceversa. Un film visto e rivisto anche nella vita reale di ogni giorno e per questo assolutamente da rivedere anche sul grande schermo.

 

 

 

 

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Venerdì, 08 Marzo 2013 13:26

Gambit : quando il remake è comunque bello

Metti un dipendente scontento e vessato dal cliente cattivo e arrogante, una bella ragazza bionda e intraprendente, un anziano texano che ha combattuto la Seconda Guerra Mondiale e un meraviglioso dipinto di Monet (rigorosamente falso), aggiungi il genio e  il talento dei fratelli Coen ed ecco confezionata la spy comedy più inconcludente e divertente della stagione cinematografica.

 

La pellicola in questione è naturalmente il remake del film del 1966, con i due attori più famosi e amati dell'epoca, Michael Caine e Shirley MacLaine, così bravi da rendere Gambit un vero successo cinematografico. E infatti, la storia e la sceneggiatura del film sono diventate così famose  a Hollywood da scoraggiare qualsiasi altro regista o sceneggiatore a ogni forma di emulazione o di remake per molti e molti anni. Si racconta, anche, che la maggior parte dei produttori americani si fosse sempre rifiutata dal prendere in considerazione ogni altra versione aggiornata e corretta del film del 1966. Fino a che il produttore Mike Lobell non incontra i fratelli Coen. Joel ed Ethan avevano sparso la voce a Hollywood e negli ambienti che contano di aver il grande desiderio di riscrivere la sceneggiatura di alcuni  tra i più film famosi degli anni '50 e '60, o almeno di volerci provare. Lobell innamorato della storia di Gambit, che aveva visto in anteprima nel 1966, e dopo che aveva ricevuto da tanti sceneggiatori il rifiuto a un remake del film, va dai fratelli Coen e gli porta la storia originale. I due ci riflettono un po' e poi decidono di mettersi al lavoro pensando a una totale riscrittura della storia, spostando la location originale da Londra agli Stati Uniti e provando a dare agli spettatori del 2013 una pellicola bella come la prima versione del film ma con il tratto originale e dissacrante che distingue tutti i lavori dei Coen. Pur essendo considerati dei talentuosi e magnifici sceneggiatori, Joel ed Ethan hanno serie difficoltà a riscrivere un film come Gambit e il loro lavoro si protrae più del necessario. La storia è di quelle difficili e quasi mai ripetibili. Alla fine, però, ci riescono e Gambit nella versione del nuovo millennio è pronto per essere girato e interpretato.

Si scelgono gli attori protagonisti: Colin Firth e Cameron Diaz. I due dicono di volerci pensare.

Alla fine accettano e dichiarano di essersi divertiti molto. Gambit è un film ben scritto e sul set si respira ottimismo e buonumore. Come volevasi prevedere, però, al botteghino dei paesi anglosassoni la pellicola viene snobbata e la critica è spietata. Tutti a dire che non si può fare il remake di un successo consolidato. Troppi i paragoni con la storia originale e con Michael Caine e Shirley MacLaine, ovviamente a vantaggio di questi. Può darsi.

Il mio consiglio però rimane quello di andare a vedere il Gambit dei fratelli Coen, prima di tutto perché è una commedia divertente, perché Cameron Diaz e Colin Firth sono a loro modo bravissimi e infine perché al cinema ci si va per amore e per distrazione e non per fare sempre paragoni da critico blasonato.

Ultima considerazione: siamo nel 2013, in quanti hanno visto o conoscono il film del 1966?

Lasciamo allora ai nuovi spettatori la possibilità di farsi una idea propria.

 

 

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