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Sabato, 02 Febbraio 2019 12:37

La Lucania, terra da scoprire e vivere

State già pensando alle vacanze estive? Non sapete cosa fare ma soprattutto dove andare? Uno dei trend del turismo 2019 è il “turismo lento” e la ri-scoperta di borghi e territori dal punto di vista naturalistico, culturale ed enogastronomico. Tra le regioni su cui puntare in questo 2019 sicuramente la Basilicata che con Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, ritorna a raccontarsi.

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Anna Calvi, la rocker anglo-italiana con un viso da modella e una voce alla Nick Cave, arriva in Italia per un'unica e imperdibile data in attesa  della pubblicazione del suo nuovo album: il 19 settembre al Teatro Parenti, in occasione dell' Elita Ouverture.

Nata da padre italiano amante della lirica, Anna Calvi esordisce nel gennaio 2011 con l'album omonimo, trascinato dal grande successo dei singoli "Desire", "Jezebel" e "Susanne and I".

Il sound della giovane cantautrice colpisce critica e pubblico, grazie al mix tra chitarre, organo hammond e voce suadente e potente, senza citare la carica sensuale della Calvi, forte del suo rossetto rosso e della sua crocchia di capelli, che contribuiscono a darle un'aurea da vampira vittoriana.

Il concerto milanese anticipa l'uscita del secondo album dal titolo "One Breath", il cui primo singolo, "Eliza" è già in rotazione nelle radio britanniche e lo sarà  preso anche in quelle italiane.

Eliza-Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=20gmnV5Xkro

 

Anna Calvi feat Carmen Villain in concerto

Elita Ouverture

Teatro Parenti

19 settembre 2013

 

Biglietti al seguente indirizzo:

https://www.mioticket.it/elita/auto_choose_ga.asp?area=1040

 

 

Quando possiamo considerare un musicista un puro? Quando la sua carriera è scevra da ammiccamenti mainstream? Quando nessuna sua canzone è stata concepita per compiacere la massa? Nel caso di Nick Cave possiamo dire di essere di fronte ad un artista che fa musica (e letteratura) esclusivamente per se stesso, come estensione della sua personalità, del suo modo di concepire la musica e la vita. In molti rimproverano al musicista australiano di non fare uscire un disco degno della sua grandezza, dal 2001, tempo di “No more shall we part”. A parte c'è il progetto Grinderman, assoluto divertisement electro blues volutamente eccessivo e sfrontato.

 

Ora il Re inchiostro torna sulle scene dopo 5 anni dall’ultimo album con i Bad Seeds “Dig Lazarus Dig” con “Push The Sky Away”, il disco (dio lo ringrazi) che fa riemergere la formazione nella sua assoluta potenza lirica e musicale, con Cave che torna a narrare storie cupe e fragorose come solo lui sa fare, con quella solennità che solo i grandi storytellers musicali trasmettono.

 

Dentro le 8 tracce che compongono il disco la tensione è palpabile, onnipresente. Non c'è istante in cui ci si aspetti che il climax esploda, deflagri e sposti la melodia verso qualcos'altro, primordiale e grezzo. Ma non c'è spazio per il primordiale urlo dei Grinderman, qui siamo di fronte ad una musica meditativa e meditata, sempre in collisione con gli ammiccamenti di cui parlavamo prima. Un vestito nero essenziale, senza fronzoli che graffia sulla pelle. Dolci melodie che come il canto delle sirene, attirano e illudono; il tono è suadente, ma sotto ribolle un'inquietudine che stordisce, come il violino di Warren Ellis ci ricorda, disegnando atmosfere sinistre e inquietanti che ammantano ogni nota.

 

In questo senso “Water's Edge” è la summa: un basso poderoso e il violino stridente che supportano quella tensione che scuote anima e orecchi e la voce narrante che osserva distaccato il brivido dell'amore e avverte che inesorabilmente “tu diventi vecchio e diventi freddo”. “We are cool” si muove sugli stessi territori, con la sezione archi molto più presente, ed un altro straordinario momento d'ispirazione.

 

Poi la ballata ammaliante, “Higgs Boson Blues”, un blues oscuro costruito solo con una manciata di accordi, che vive di una progressiva crescita di intensità, un viaggio allucinato che si muove tra Ginevra e Memphis dove affiorano i fantasmi di Robert Johnson e la compagnia del diavolo.

 

In “Jubilee Street” canta: “sono da solo adesso, sono senza recriminazioni, sono in trasformazione, sto vibrando, sto brillando, sto volando, guardatemi adesso”. Lo guarderemo, eccome, l'11 luglio per l'unica data italiana del suo tour a Lucca. E voleremo con lui.

 

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