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Lo chiamavano Teatro, il corto di Luca Basile, con Fabrizio Colica e Ludovica Di Donato. Uno short movie, ironicamente distopico,  che si svolge nell'anno 1 d.c. (dopo Covid), scritto ed interpretato da Luca Basile, con la regia di Riccardo Giacomini, girato nel Teatro Trastevere di Roma, produzione Clan sui Generis, con lo scopo di richiamare l’attenzione proprio sugli effetti devastanti che un solo anno senza teatro è riuscito a creare in un settore, così importante, al quale la pandemia sembra aver dato il colpo finale.

Dal 9 al 14 ottobre al Teatro Libero di Milano, andrà in scena “Best Of - Fai del tuo meglio”, un ironico monologo nato dalla penna di Haresh Sharma, drammaturgo di Singapore che ha all’attivo già oltre 50 testi, dei quali soltanto questo è stato tradotto in italiano.

Specchio di un teatro che guarda in faccia la realtà, questo monologo, della durata di circa 75 minuti, racconta con ironia tagliente le vicende di una donna alle prese con la sua quotidianità, affrontando le mille sfide che la vita le riserva, tra le quali un divorzio impossibile e una madre malata di cancro.

Problemi reali, appartenenti ad un mondo che tutti siamo abituati a vedere ogni giorno, trattati in maniera lucida e brillante da questo geniale drammaturgo, proposto qui nella traduzione italiana di Roberta Verde.

La regia è di Tatiana Olear, già condirettore artistico dell’OUTIS, Centro Nazionale di drammaturgia Contemporanea, ospitato dal Piccolo Teatro di Milano. Collaborando anche all’estero e viaggiando tra Regno Unito, Russia, italia, Svizzera e Irlanda, Olear ha firmato circa 20 regie tra teatri stabili e off.

La protagonista che darà vita a questo spettacolo è Elena Ferrari, attrice “doc” proveniente dalla scuola del Piccolo Teatro è già un nome noto all’interno dell’ambiente artistico milanese, avendo lavorato con artisti del calibro di Giorgio Strehler e Luca Ronconi, solo per citarne un paio.

Lo spettacolo ha debuttato in forma di studio al Piccolo Teatro Grassi di Milano il 23 settembre del 2014 e adesso è entrato a far parte della programmazione ufficiale del Teatro Libero nella sua versione definitiva.

Un testo attualissimo, che tratta di multiculturalità e tematiche femminili, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico rispetto ai problemi che la “nuova globalizzazione occidentale” sta affrontando e mostrando un ambiente all’interno del quale, anche in piccola parte, non si fa fatica a riconoscersi.

A incorniciare lo spettacolo, non mancherà un fitto calendario di eventi ad esso correlati, tutti incentrati sulle tematiche presenti all’interno dello spettacolo: il 7 ottobre alle ore 19:00, si terrà un incontro presso la scuola civica Paolo Grassi intitolato “MULTICULTURALISMO a portata di tutti”, dove interverranno in merito personalità importanti, tra le quali anche la stessa Tatiana Olear.

Dal 12 al 14 ottobre, invece, all’interno dello stesso Teatro Libero, non perdetevi gli originalissimi “APERITIVI AD HOC”, dalle ore 20:15, organizzati in collaborazione con ObarraO edizioni, che vedranno al centro sempre tematiche di attualità legate al multiculturalismo e all’integrazione.

Un appuntamento da non perdere, specialmente vista l’attualità dei temi trattati.

BEST OF – Fai del tuo meglio Dal 9 al 14 ottobre 2015, Teatro Libero, Via Savona, 10 - Milano.

BIGLIETTI: Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00 (prime rappresentazioni € 3,00) Prevendita € 1,50

PROMOZIONI

Tutti coloro che parteciperanno agli eventi legati allo spettacolo avranno diritto a 2 biglietti ridotti a € 13,00.

Promozione Best Of - Donne a teatro

Tutte le amiche che utilizzeranno la promozione Donne a teatro presentando la propria tessera associativa o la newsletter promozionale avranno diritto a 2 biglietti ridotti a € 13,00 per sé e un'accompagnatrice.

Promozione Best Of - Multicultura

Tutti gli associati a gruppi e associazioni multiculturali avranno diritto a 2 biglietti ridotti a € 11,00 presentando alla biglietteria un tesserino dell'Associazione.

Info: http://www.teatrolibero.it/

Adele Di Giovanni

Fino al 6 aprile 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta RICORDO DI LUCA RONCONI, un doveroso, sentito omaggio a Luca Ronconi, maestro della scena teatrale contemporanea, italiana e internazionale,  scomparso lo scorso febbraio, con un film di Jacopo Quadri, "La scuola d’estate". "La scuola d’estate" racconta il "Centro Teatrale Santacristina", scuola aperta dodici anni fa in Umbria da Ronconi per accogliere giovani attori e attrici e dove attivare il più libero dei cortocircuiti teatrali. Così, a Santacristina, in una vecchia stalla ristrutturata, scopriamo il Ronconi in veste di vecchio-bambino: il maestro si espone come mai prima d’ora, raccontandosi tra vita e teatro. Il regista Jacopo Quadri dichiara di essersi avvicinato a Ronconi con discrezione, semplicità e senza nessuna adulazione, riscoprendo il valore dello studio, della concentrazione e del mettersi in discussione.

RICORDO DI LUCA RONCONI: "LA SCUOLA D'ESTATE"

Sabato 4 aprile (h 16.30)/ Domenica 5 aprile (h 19)/ Lunedì 6 aprile (h 15)

Spazio Oberdan Milano, Viale Vittorio Veneto 2

T 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50

Proiezione pomeridiana feriale:  intero € 5,50, ridotto € 3,50.

Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano

 

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Quando si parla di Gae Aulenti è immediato il collegamento con Milano, l’architettura, il design, la razionalità tipica di chi fa del proprio lavoro la propria vita. Ambrosiana di adozione, Gae Aulenti, studia alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, luogo dove entra in contatto con alcune personalità determinanti per la sua carriera, uno su tutti Ernesto Nathan Rogers, anch’egli architetto, che lei stessa definisce il suo mentore, o meglio, suo “padre” accademicamente e professionalmente parlando. La sua ricerca stilistica si spinge oltre il razionalismo tipico del dopoguerra per aspirare al neo liberty: insieme ad altri architetti e designer in quegli anni realizza attraverso un utilizzo figurato delle forme, sia gli allestimenti per la XIII Triennale di Milano del ’64, sia svariati arredamenti durante gli anni Settanta. In un ambiente fortemente maschilista, Gae Aulenti emerge per le sue indiscusse abilità, per la sua innata capacità di giungere a soluzioni funzionali ed esteticamente apprezzabili. É una donna “Severa, e rigorosa, maschile nei tratti, i capelli tagliati come quelli dell’Auriga di Delfi. La “ magicienne des formes”, come la chiamano in Francia, miscelatrice di simmetrie e asimmetrie. La “pendolare del bello”, secondo un’altra etichetta, l’architetto della ragione, è una donna insieme aspra e cordiale, di semplicità francescana se non claustrale. Se le chiedi qual è il suo odore preferito, quello più inebriante, non ha esitazioni: l’odore del cemento. Il suo punto d’arrivo è la semplicità (“uno dei traguardi più difficili”). Dal particolare al generale, dal cucchiaio alla città era il motto del suo maestro Ernesto Nathan Rogers”, come riporta Laura Laurenzi, giornalista negli anni dell’ascesa dell’architetto. Pioniera in Italia e all’estero, collaborò con Renzo Piano ed altre figure di spicco come Joe Colombo, Marco Zanuso, Gaetano Pesce: realizza diversi pezzi di design per studi milanesi ed entra in contatto con Achille Castiglioni e Pierluigi Cerri. Negli anni centrali della sua carriera si delinea la vera personalità di Gae Aulenti, un architetto che non può prescindere dallo studio dell’arte, della letteratura, del teatro (collabora anche con Luca Ronconi), materie della quali “non può non interessarsi”. La sua ricerca si fonda sulla commistione di ragione ed estro, una fusione profonda tra reale e immaginario, osservazione del concreto e viaggio onirico. Gae Aulenti muore a 84 anni, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti a livello italiano ed internazionale. Rimane un simbolo di genialità ed emancipazione, noi di Neropsinto non possiamo che amarla.

Per riassumere il suo pensiero ecco una delle sue citazioni più sentite, il suo modo di vedere la sua professione, grande amore e passione della sua intera esistenza:

«L’architettura nella quale mi piacerebbe riconoscermi deriva da tre capacità fondamentali di ordine estetico e non morale. La prima capacità è quella analitica nel senso che dobbiamo saper riconoscere la continuità delle tracce urbane e geografiche sia concettuali che fisiche, come essenze specifiche dell’architettura […]. La seconda capacità è quella sintetica cioè quella di saper operare le sintesi necessarie a rendere prioritari ed evidenti i principi dell’architettura, in grado di contenere qualsiasi variazione e cercando di allontanare così dal progetto quel tanto di arbitrario che esso naturalmente possiede. La terza capacità è quella profetica, propria degli artisti, dei poeti, degli inventori. Se la tradizione di una cultura non è qualche cosa che si eredita passivamente, ma qualche cosa che si costruisce ogni giorno, questa terza capacità non può che essere una aspirazione. Una aspirazione a creare un effetto di continuità della cultura, a costruire le sue forme e le sue figure, con un contenuto personale e contemporaneo.»

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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