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Tutti i segreti della Bresaola della Valtellina sul sito Bresaola Inedita

Bresaola Inedita è la prima web app nata per valorizzare la bresaola della Valtellina IGP.

E’ nato lo scorso 19 aprile il sito web informativo www.bresaolainedita.it, interamente dedicato alla bresaola della Valtellina, uno dei salumi più amati in assoluto. Basti pensare che sono 42 milioni gli italiani che dichiarano di consumare regolarmente (e ovviamente apprezzare) questo irresistibile, oltre che leggero, salume: si tratta di 8 italiani su 10.

L’idea è venuta al Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina che, in sinergia con 14 produttori, ha l’obiettivo di valorizzare la bresaola.

La bresaola è un alimento-rifugio che risolve tanti pasti: quando non si sa cosa preparare, quando si è d fretta, quando si ha il frigo praticamente vuoto.

Il progetto Bresaola Inedita ha cominciato a nascere nel 2016, per poi divenire concreto un anno dopo: attraverso un’indagine Doxa sono state studiate le abitudini e le conoscenze dei consumatori ed è emerso che, benchè la bresaola sia un salume amatissimo, gli italiani con questo ingrediente sanno preparare solamente un paio di ricette, si aggiunge il limone e si decora con un po’ di rucola.

Un salume che dal 2000 ha visto che crescere il suo consumo del 43%, però, merita più di due preparazioni rapide – ed ecco com’è nato il sito di Bresaola Inedita. Il nome stesso è una provocazione: inedita, infatti, vuole sottolineare come ci siano in realtà tantissimi modi in cui gustare la bresaola che non siano strettamente collegati all’idea di alimento poco calorico, dietetico e perfetto per gli sportivi.

Su Bresaola Inedita, la bresaola non perde assolutamente queste caratteristiche, ma si arricchisce con abbinamenti insoliti. Sono tanti gli accostamenti a cui non si pensa, ma che riescono a evidenziare il gusto della bresaola: qualche esempio? La frutta secca e la frutta esotica.

La bresaola della Valtellina IGP, prodotta con carni non italiane ma europee o sudamericane (poiché servono determinate caratteristiche, fra cui la mancanza di nervature e grassi tipica di animali di 18 mesi allevati all’aperto), è anche versatile oltre che inedita. Lo staff di degustazione del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, infatti, ha iniziato a studiare i possibili nuovi e curiosi abbinamenti enogastronomici dai prodotti del territorio della Valtellina. Dopodiché ciascuno ha proseguito, a casa sua o con amici, a sperimentare allargando il raggio di provenienza degli alimenti.

“Gli abbinamenti territoriali funzionano sempre, ma volevamo anche uscire dai confini, perché ormai la bresaola è sempre più un prodotto delocalizzato che piace a tutto il mondo”, ha raccontato Marco Chiapparini, coordinatore del panel di degustazione Bresaola Inedita. “Inoltre abbiamo voluto dare un’idea di destagionalizzazione: la bresaola è buona in inverno come lo è in estate.”

La bresaola, dunque, è inedita, versatile, ma anche sicura, leggera, gustosa e delicata. È sicura perché è certificata, è leggera perché ha pochissime calorie (solo 150 kcal/100 g, con solo il 2-3% di grasso), è gustosa perché ha un ingrediente segreto: l’aria della Valtellina. La bresaola piace praticamente a tutti, purché la si tagli sottile (la fetta deve essere fra 0,06 e 0,08 mm), affinché gli aspetti aromatici non vengano coperti e la masticabilità non sia resa difficile.

Su Bresaola Inedita è possibile scoprire quaranta ricette e dieci regole fondamentali per gustare al meglio la bresaola: non bisogna, per esempio, spremere il limone direttamente sulla bresaola perché la ossida, è piuttosto meglio creare un’emulsione con l’olio. Online viene anche affrontata la questione del vino, che è molto delicata. Secondo i francesi il colore del cibo stabilisce il colore del vino, mentre gli italiani cercano di valutare tutti i sapori del cibo: ecco allora che il consiglio è quello di abbinare un calice di bianco, perché un rosso intenso rischierebbe di coprire il sapore della bresaola. Se, invece, si vuole provare un primo piatto caldo o una pizza con la bresaola, è bene ricordarsi di non cuocerla (o di aggiungerla a fine cottura): è un prodotto magro e potrebbe seccarsi perdendo sapidità. Gli amanti dei peperoni e dei carciofi devono infine ricordarsi che l’abbinamento con le verdure è sempre un po’ complicato: meglio rispettare la proporzione di una porzione di verdura ogni 4-5 di bresaola (il carciofo altrimenti asciuga la bresaola essendo astringente, mentre il peperone la copre per via della buccia).

Con i sapori forti, insomma, è meglio andarci piano. E la bresaola, infine, è meglio gustarla con le mani, dopo averla odorata – consiglio per intenditori. Altri sono disponibili su www.bresaolainedita.it.

Beatrice Bellano

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