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Venezia 2018: più cinema da star che cinema d’autore

Ed eccoci ancora una volta a una nuova edizione della Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia. L’evento si è aperto il 29 agosto scorso e si concluderà l’8 di settembre. E nonostante nulla sia mutato nelle sezioni tradizionali, nelle proposte del fuori concorso e nelle proiezioni speciali questa edizione 2018 fa parlare molto di più di personaggi famosi che sbarcheranno sul Lido più noto di Italia.

Tante pagine dedicate a Lady Gaga e alla sua prima volta a Venezia, a Emma Thompson, che sembra orami non ne sbagli una di scelta artistica e pertanto le sue pellicole restano sublimemente commerciali e poco autoriali e lei molto star da red carpet e sul presidente di giuria, Guillermo Del Toro che ha preferito circondarsi di grandi nomi come Naomi Watts e Paolo Genovese più che di registi underground come sarebbero potuti essere i nuovi cineasti dell’est Europa del tutto snobbati dalla rassegna. Pertanto, le vere pellicole che potranno in qualche modo “giocarsi” qualche riconoscimento e restare negli annali del cinema si contano proprio sulla punta delle dita.

Come Roma di Alfonso Cuaron, Siamo negli anni ’70, in una dimensione di ricordo infantile del regista, che aveva solo 10 anni. Il film ricopre l’arco temporale di un anno all’interno di una famiglia della middle class messicana. Questa risiede nel quartiere borghese di Roma e al proprio servizio ha due giovani domestiche: Cleo e Adela, entrambe discendenti dei Mixtechi, popolo indigeno mesoamericano. Con loro in casa è presente un’altra donna, la datrice di lavoro delle due, Sofia. La chiave di lettura del film risiede proprio nel rapporto che si instaura tra le donne poiché riescono a costruire un nuovo legame, una forma di amore e solidarietà calati in un contesto di razzismo e gerarchia sociale.

Altra pellicola da non sottovalutare è L’arte per l’arte di Julian Schnabel, film sul significato dell’essere artista, sulla magia sempre presente nella vita dell’artista anche se tormentato da disgrazie e tragedie. Sul suo rapporto con la natura, sulla comunicazione che aveva con essa e sulla meraviglia dell’essere. E dove Schnabel cerca di narrare un’opera d’arte con la convinzione che ciò si possa fare solo creando una nuova opera d’arte. Molto interessanti anche Driven di Nick Hamm nella sezione Fuori Concorso e scelto dall’organizzazione della Mostra come film di chiusura, Amanda di Mickael Hers nella sezione Orizzonti e L’amica geniale di Saverio Costanzo nella sezione Proiezioni Speciali.

Non resta che aspettare il verdetto della Giuria che si spera premierà i veri cineasti, i registi per scelta e non per botteghino e saluterà solo cordialmente le star e le starlette più o meno note. Intanto, qualcosa di buona questa edizione di Venezia 2018 l’ha già messa in cantiere: il Leone d’Oro alla carriera a Vanessa Redgrave, una vera diva, una vera attrice, una ottantunenne bella come non mai.

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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