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Zingaro//Pismo come Frost//Nixon

Abbiamo incontrato Simone Pismo, uno dei gestori del Toilet Club di Milano
 
Ripresa la stagione invernale di un po' tutti gli eventi nella nostra ridente cittadella, abbiamo pensato bene di intervistare Simone Pismo, co-gestore, insieme a Erik Deep e Stefano LoZelmo, di uno dei club storici della Milano underground: Il Toilet Club.

 

1. Lo scorso weekend è ripresa la stagione invernale di Cool Kids Can’t Die il venerdì e di Toilette il sabato, spostandovi dal Chiringuito Forlanini al Toilet Club, storica sede dei due eventi. Differenze sostanziali nelle serate tra le due location?

Di base nessuna: lo scopo è sempre quello di intrattenere e di far divertire. Sul venerdì al Chiringuito non eravamo i soli a gestire gli appuntamenti: abbiamo collaborato con Gaia 360° e con Japi e LaEmi di Cool Kids Can’t Die. Al Toilet invece siamo i soli responsabili di qualsiasi decisione; qui c’è sicuramente più libertà in termini visivi: nel parco non ci sono né pareti né un soffitto da sfruttare per proiezioni e allestimenti, il coinvolgimento quindi parte direttamente dal pubblico.

 

2. Coinvolgimento che è, di fatti, sempre cosa buona e giusta.

Rispetto alla stagione precedente, “Polyester” non si terrà più al Toilet club. Per quale motivo?

Differenza di esigenze tra noi e i curatori della serata. Se al venerdì è confermata come da nove anni a questa parte la serata Cool Kids Can’t Die con il dj show di Japi e LaEmi, il sabato del Toilet adesso si chiama Toilette e ripropone la formula che ha avuto successo durante la stagione estiva: ogni sabato sarà Toilette. In buona sostanza in consolle si alterneranno Erik Deep e LoZelmo: i dj resident, con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni ‘90 e frequenze disturbate. Poi ci saranno dei guest, che sono più amici che non ospiti esterni che poco hanno a che fare con il Toilet.

È proprio questa la filosofia: il Toilet è una famiglia allargata, fatta da chi sta in consolle, da chi lo gestisce, ma soprattutto dalla gente che lo frequenta, sempre coinvolta al 100% in quello che succede nei vari eventi. Quello che è il sabato sera, quindi, non è dato solo da ciò che succede in pista. Ci sono anche Aurelio e La Negra al bancone del bar, i fotografi Davide & Alessandro, Davide al guardaroba, Nikolay, Bara e Ibra e io: tutto lo staff non svolge semplicemente il proprio ruolo ma anima, coinvolge e parla col pubblico. Per non parlare delle presenze più o meno fisse (la Rachele, ad esempio), che ormai SONO il Toilet.

3. Ne parlavamo, infatti, Sabato scorso al Toilette: è proprio questo coinvolgimento che porta, me nello specifico, a muovere per quel del Toilet praticamente tutti i Week End.

Inoltre, inutile negarlo, senza la Negra e Aurelio, senza i bodyguard, termine insufficiente a descrivere il loro ruolo, e del resto dello staff, non sarebbe Toilet.

Molti assidui frequentatori del club si chiedono perché, nella scorsa stagione, si sia tenuto una volta al mese lo SQUAT e da dove derivi il nome, e l'attitudine confusionale, quindi splendida, della serata. Qual è l'origine? Si terrà ancora quest'anno?

Per avere una risposta esaustiva su SQUAT! dovresti parlare con Rovyna, LoZelmo, Nancy Posh ed Erik Deep, il gruppo di persone che lo ha creato. Il nome l’ha creato Rovyna: inizialmente la serata doveva chiamarsi HOME, per trasmettere il senso di ospitalità per tutti, ma all’epoca esisteva già un’altra serata con questo nome… Pertanto Rovyna suggerì SQUAT!, che è comunque una casa, ma alternativa.

Ho suggerito di proporre questa serata al Toilet durante il palinsesto della scorsa stagione perché Erik, il mio fidanzato, mi ha sempre parlato della magia del delirio SQUAT! e quindi, essendo curioso, ho chiesto di poterne replicare il format. L’origine risale a qualche anno fa, a Milano, quando i quattro di cui sopra decisero di creare una situazione notturna nuova per la città.

Non credo proprio si potrà mai riproporre quello che fu SQUAT!: lo staff è sempre in evoluzione e al passo con i tempi (SQUAT! è stato un progetto sentito in quel periodo storico preciso ma le cose si evolvono per tutta una serie di ragioni altrimenti si rischia di affossarsi in nostalgie inutili). Certo è che i fondatori sono rimasti amici, e sono sempre o molto spesso al Toilet, quindi è inevitabile rivivere degli squarci di quella che era la loro follia collettiva all’interno “del cesso dei cessi” di Milano.

 

4. Inutile Rammaricarsi, dunque.

Domanda leggermente politica. Il Toilet Club è un Arci, giusto? Sarebbe stato possibile associarsi all'ArciGay/Lesbica. Quale la motivazione di questa scelta? Per scoraggiare l'auto-ghettizzazione tipica della “comunità” lgbt?

Abbiamo ereditato il Toilet come Circolo Arci, pertanto abbiamo deciso di non cambiarne la formula anche per rispetto ai soci frequentatori abituali. Confermo comunque che il Toilet è la casa di tutti, etero e gay, giovani e adulti, club kids e semplici ragazzi che vogliono solo divertirsi. Al Toilet non esistono differenze di genere, moda, cultura, religione e altro. Al Toilet siamo tutti uguali (ovvero, a prescindere dai ruoli di mera gestione, chiunque voglia ritagliarsi un ruolo lì dentro basta che ci si organizzi e lo può fare). Ps: al Toilet puoi entrare anche con la tessera Arcigay e Arcilesbica, cosa che non può succedere viceversa; non siamo né per ghettizzare né per mettere etichette: ci piace essere Arci senza nient’altro dopo.

5. Orgoglioso di sentirtelo dire.

La gestione del club e delle serate è tua, di Erik Deep e Stefano loZelmo. A quando risale la decisione di dar via a questo progetto?

Il Toilet non ha la nostra paternità: è un figlio adottivo. Prima questo figlio era rude, disobbediente e delinquente. Noi l’abbiamo accudito ed educato, in base a quello che era giusto e bello per noi. Il risultato è che anche se ogni tanto fa i capricci, il Toilet è simpatico, bello da vedere, divertente, amichevole, socievole ed amabile. La nuova gestione è pertanto nuova, differente da quelle precedenti, quindi, mi permetto di dire, unica.

6.Mi riuscirebbe difficile discordare, avendo vissuto entrambe le gestioni. Descrizione più che veritiera, ordunque.

Ultima domanda e ti lascio ai tuoi impegni: un ruolo, come dire, di amalgama conclusivom, a mio parere, è quello delle vostre Drag Queen, ti spiacerebbe parlarmene?

Innanzitutto preciso: di nostro non c’è proprio niente, solo che certa gente che vuole indossare una parrucca nel modo in cui lo fa, dove andrebbe se non al Toilet? Comunque, la “mamma” di tutte è Nancy Posh: bella, brava, stupenda, tonica e idratata: lei è l’origine del mondo, come lei nessuno mai. Seguono la Fosca e la Zelma, che ormai giacciono decomposte un po’ nei sotterranei del Toilet e un po’ in qualche borsa di tela cerata dell’Auchan dimenticata in qualche baule d’auto; qualche volta ritornano, peccato per voi se le incrociate. Poi ancora Croce e Rachele, le bambine che han tanta voglia di crescere, due amiche per la pelle che si scambiano i trucchi e consigli su come fare del buon contouring. E in ultimo c’è la Rovyna, che ormai fa parte della hall of fame delle drag a vanvera (usando un suo termine): cantante, blogger, dj, politica, ribelle (Riot, appunto), compare e scompare dalla scena senza preavviso e quando la incontri lascia sempre il segno.

Devo ammetto che quest’immagine familiare ha un non so che di toccante.  Ti ringrazio per la disponibilità, a venerdì, allora.

 

Ordunque, la redazione, anche questa volta, una proposta diversa, fuori dagli schemi della costosa, posata, architettata e quindi, finta e noiosa nightlife milanese ve l’ha data, che aspettate?

Andate, tanto per citare Simone, nel cesso dei cessi milanesi e divertitevi.

 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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