La voce di velluto di Denise Gueye ( Vincitrice del premio Mediterranean Fairplay Awards, collaborazioni- tra gli altri- con Bruno Tommaso, Antonella Ruggiero, Mario Biondi & Pino Jodice, Orchestra Jazz della Sardegna, Michele Corcella & Gianluca Petrella, Marino De Rosas, Peo Alfonsi, Accordi Disaccordi, Mudras, Francesco Piu, Train to Roots), la chitarra del pluripremiato chitarrista classico Marco Carta e la poesia di Fabrizio De André: sono questi gli ingredienti principali, conditi da un rigoroso spirito filologico e da un’urgenza di sincerità, de Le storie di Ieri, pubblicato su tutte le piattaforme digitali e su supporto fisico, per ClairedeLune. L’album è il secondo del duo e arriva dopo la pubblicazione di “Velas Blancas Y Ramas Verdes” (Classical Music, 2022), esito felice del progetto sulle Canciones Populares Antiguas di Garcìa Lorca.

Giovedì 14 maggio, con inizio alle ore 22.00, appuntamento all’Asino che vola (Via Antonio Coppi 12/d, Roma) con il concerto di Cappuccio Collective Smooth. Questa la formazione: Annina Galiano alla voce, Peppe Vertalli alla batteria, Cristina Massaro al piano, Mimmo Cappuccio alla chitarra, Frank Oliviero alle tastiere e Anselmo Pascale al basso. Guest-star della serata il rapper/soulman e attore napoletano PeppOh, che presenterà dal vivo il singolo Demons to fight, scritto dal Cappuccio Collettive Smooth in collaborazione con l’artista partenopeo e disponibile su tutte le piattaforme digitali dall’8 maggio (Etichetta La Stanza Nascosta Records).
Il singolo Demons to fight (testo di Annina Galiano e Giuseppe Sica, musica di Mimmo Cappuccio -Annina Galiano-Cristina Massaro) si pone in una linea di stretta contiguità di intenti con Jazz will find its way (Nun è musica pe te)- brano contenuto nell’ultimo album del collettivo- che vede l’intervento di Sherman come compositore e apre inaspettatamente nel finale ad un accenno di cantato in napoletano.
Nonostante l’evidente diversità dei due brani l’imperativo categorico è il medesimo: ibridazione e crossover fanno dialogare mondi idiomatici diversi, che non vengono staticamente assemblati ma fatti coesistere dinamicamente in una prospettiva creativa. Il recupero della radici- con le barre in napoletano firmate dalla penna viscerale e autentica di PeppOh- viene inglobato in un sorprendente cambio di fisionomia, che racconta un’identità in perenne riedificazione.
PeppOh, riferimento della cultura hip hop partenopea, ha da pochissimo debuttato come attore, nei panni di Yodi, rapper adulto e figura di culto per i giovanissimi protagonisti del film, in Malavia, diretto da Nunzia De Stefano e prodotto da Matteo Garrone, interpretando anche uno dei pezzi di punta della colonna sonora firmata da Speaker Cenzou, Munn e parol.
Così Annina Galiano, autrice del testo, sul brano: <<Soprattutto noi delle nuove generazioni siamo più spinti a riflettere e lavorare su noi stessi e sulla nostra emotività, ma, spesso, scavando negli anfratti della mente possiamo trovare anche dei pensieri oscuri che finiscono poi per tormentarci. Ci abbandoniamo ai piaceri istantanei, pensando che quest'angoscia ci accompagnerà per sempre. Ma abbiamo ancora qualcosa in cui sperare: non siamo soli in questa battaglia, perché ognuno di noi ha i suoi demoni da combattere e insieme siamo più forti per farlo.>>
Nerospinto ha raggiunto telefonicamente il chitarrista e producer Mimmo Cappuccio.
Tra le sue produzioni e collaborazioni, Riccardo Fogli, Gatto Panceri, Jean Michel Byron (TOTO),Giuseppina Torre, Leonardo Monteiro, Mark Sherman, Ramon Montagner, Dario Deidda Eric Daniel. Cappuccio ha iniziato lo studio di chitarra e basso elettrico da giovanissimo. Successivamente ha intrapreso gli studi di armonia jazz e seguito corsi di perfezionamento sulla tecnica del suono con utili esperienze negli States (Buffalo e New York) ed in Inghilterra (Londra.) Ha svolto per anni l’attività di produttore artistico e Sound Engineer sia in Italia che all’ Estero.
Demons to fight - racconta Cappuccio- è prima di tutto una rivendicazione di libertà nei confronti delle intransigenze dei "puristi" del jazz, che in Italia purtroppo hanno il monopolio dei Festival jazz. Rappresenta una sollecitazione nei confronti degli addetti ai lavori e degli ascoltatori, un invito ad abbracciare una concezione estensiva e sicuramente più internazionale del jazz, nel cui alveo lo smooth jazz, una contaminazione di jazz, funky e soul, si colloca. Al Blue Note di New York oggi si ascoltano ritmiche di stampo hip- hop, non più solo swing, a conferma che il jazz, forse più del blues, è la mamma di tutte le musiche, capace di generare innumerevoli sottogeneri e assorbirli nello spirito ibridante che al jazz è fortemente connaturato. Non ha senso oggi parlare di jazz puro; su questa linea abbiamo abbracciato questo esperimento, che si muove all’interno del jazz più sperimentale e globale, grazie all’apporto di Peppoh, riferimento della cultura hip-hop partenopea. In questa direzione di ricerca si muovono anche altri brani dell’album di prossima pubblicazione.
Durante la serata non mancheranno incursioni nel precedente, fortunato, Breathe (Clapo Music, Marechiaro Edizioni 2025), che vede le partecipazioni di Nico Rezende, Ramon Montagner alla batteria, Eric Daniel al sassofono, Dario Deidda- per otto volte consecutive Miglior bassista italiano al Jazzit Award- al basso, Mark Sherman al vibrafono, Tamir Case alle percussioni.
I modelli, dichiarati, sono quelli di Al Jarreau, George Benson, Anita Baker, Michael Franks, George Duke, Sade, oltre che di certa música popular brasileira.
Spazio anche alle rivisitazioni di classici degli anni’80 in chiave smooth-jazz e a qualche anticipazione del nuovo lavoro in studio, che vedrà la luce nel novembre prossimo.
Cappuccio Collective Smooth evoca con sonorità moderne le atmosfere smooth jazz degli anni ’80, tendendo verso un raffinato easy listening, spogliato delle complicazioni formali proprie del jazz “puro” e del jazz-rock maggiormente sperimentale. Lo smooth jazz del collettivo viene risemantizzato attraverso una cura timbrica e una regia armonica che privilegia la trasparenza delle linee e la leggibilità del gesto musicale. (Francesco Cataldo Verrina, Doppio Jazz)
L’accento sulle melodie e la contaminazione con influenze diverse- inflessioni nu-soul, divagazioni funky e tentazioni disco- diluisce ma non annulla l’impronta jazzistica, confluendo in un mood sofisticato, dalla vocazione internazionale e dalla sensibilità inedita; una specie di alta sartoria sonora vicina ai parametri estetici della fusion.
Bio
Nato in pandemia da un’idea del musicista e produttore artistico Mimmo Cappuccio, il collettivo Cappuccio Collective Smooth, si declina in modo paritario, nutrendosi di interplay e restando aperto alle sinergie in un'ottica di inclusione e flessibilità della line-up.
Al Jazz in Campo Music Festival 2023 (XIX edizione) Mimmo Cappuccio e l’allora lead vocalist Sabrina Schinaia aprono il concerto di Chiara Civello ("la miglior cantante jazz della sua generazione”, nella definizione di Tony Bennett).
Nel 2024 Cappuccio Collective Smooth (lead voice Anna Galiano), al Teatro Bello di Milano, è Grand Opening del concerto di Claudia Cantisani(“cantante jazz ed autrice tra le più raffinate della nostra nuova canzone d’autrice”, Fausto Pellegrini, Rai News24)
A febbraio 2024 si esibiscono all’ AlexanderPlatz (Via Ostia 9, Roma), il più prestigioso e antico Jazz Club d’Italia, feat. Eric Daniel al sax.
Innovazione, contaminazione e suggestioni smooth jazz confluiscono in un immaginario quasi fusion dall’immediata godibilità, versatile nell’improvvisazione scat e fortemente inedito nelle soluzioni sonore.
Il tour estivo 2025 si è aperto con l’appuntamento dell’11 luglio all’ Otranto Jazz Festival, con la presenza sul palco
di Mark Sherman al vibrafono, di Ramon Montagner alla batteria e la straordinaria partecipazione (in un set di brani) di una autentica leggenda della musica brasiliana, Nico Rezende, polistrumentista vincitore per ben due volte del Brasilian Music Award come migliore arrangiatore e de Il leone di Bronzo al Festival di Cannes.
Dopo Otranto, la tournée tocca anche altre prestigiose tappe italiane, tra le altre l’Etno Jazz Festival, l’Arena Spartacus Festival e il Palazzo delle Arti di Beltrani, a riprova della centralità del collettivo nell’orizzonte della scena jazz nazionale.
Nel dicembre 2025 il trio presenta il nuovo album, Breathe (Clapo Music, Marechiaro Edizioni 2025), con il batterista Ramon Montagner e il percussionista Tamir Case al BLUE NOTE di Rio De Janeiro e al Macacu Jazz & Blues Festival; guest star, in entrambi gli appuntamenti, Nico Rezende, con il quale viene eseguito live- tra gli altri brani- anche You know me better, il singolo nato dalla collaborazione con l’artista brasiliano e contenuto nell’ultimo lavoro in studio del collettivo.
Il collettivo ha all’attivo l’album Cappuccio Collettive Smooth (La Stanza Nascosta Records, 2024) ed il recente Breathe (Clapo Music, Marechiaro Edizioni 2025).
L’album vede le partecipazioni di Nico Rezende, Ramon Montagner alla batteria, Eric Daniel al sassofono, Dario Deidda al basso, Mark Sherman al vibrafono, Tamir Case alle percussioni.
Gli arrangiamenti della Strings Virtual Orchestra sono di Frank Oliviero, un artista che fatto della sapiente combinazione di tradizione, tecnologia e sperimentazione la sua cifra peculiare e che ha all’attivo un percorso variegato comprendente colonne sonore (Pupi Avati su tutti), spettacoli teatrali, produzioni televisive e collaborazioni prestigiose (Noa, Gil Dor, Domum Romao, Amal Markus, Enzo Avitabile).
https://www.facebook.com/CappuccioCollectiveSmooth
https://www.instagram.com/cappuccio_collective_smooth/
I PROSSIMI APPUNTAMENTI LIVE:
29 Maggio, ore 21.00, OPENING ARTIST WALTER RICCI IN “NEAPOLIS MAMBO”, RASSEGNA TERRAZZA LEUCIANA (CORTILE INTERNO DEL BELVEDERE)
2 Agosto, ore 21.15,FESTIVAL URBINO PLAYS JAZZ, PIAZZA DELLA REPUBBLICA, URBINO
CREDITS DEMONS TO FIGHT
Testo: Annina Galiano- Giuseppe Sica
Musica: Mimmo Cappuccio -Annina Galiano-Cristina Massaro
Prod.art.: Mimmo Cappuccio
Mastering: Paolo Termini
Etichetta: La Stanza Nascosta Records
Photo credits: Angelica Amodio
DEMONS TO FIGHT (TESTO)
People just put on a mask
Nothing is for them
Slightly overwhelming in the dark
We all have our own
Demons to fight
Nun ce faccio cchiù
Cu chesta malatia
Me sento prigiuniero
Ca dint' 'a capa mia
M'assillano 'e penziere
Nun riesco a truvà pace
'Sta vita me fa male
M'aggia purtà 'sta croce
People just put on a mask
Nothing is for them
Slightly overwhelming in the dark
We all have our own
Demons to fight
Stu vuoto è casa mia
Io magno, dormo… e che aggia fa'?
Ma 'e suonne 'e tengo ancora
Nun me voglio fermà
Nun ce faccio cchiù
Cu chesta malatia
'Sta vita me fa male
M'aggia purtà 'sta croce
You think I'm so crazy but
Nothing is for you
Slightly overwhelming in the dark
We all have our own
Demons to fight
Milano si prepara a un viaggio sonoro tra culture, identità e storie intrecciate: torna DOREMIFASUD, l’8ª edizione del festival che celebra la musica migrante come strumento di dialogo e resistenza.
Dal 9 all’11 maggio 2025, il Centro Internazionale di Quartiere (C.I.Q.) di Milano ospita DOREMIFASUD, festival che da anni racconta il mondo attraverso le sue vibrazioni più autentiche: quelle della musica migrante, meticcia, ibrida. Un viaggio che quest’anno segue le rotte del Mediterraneo, mare antico e inquieto, crocevia di popoli, lingue e suoni.
Il Mediterraneo di oggi è un luogo complesso, attraversato da contraddizioni e tensioni. È ancora il “mare che unisce”, come lo chiamavano i Greci? Può tornare a essere pontòs, ponte e passaggio, anziché confine e frattura? A queste domande DOREMIFASUD 2025 non risponde con analisi, ma con la forza delle note e delle emozioni. Perché la musica, come il mare, non conosce barriere.
Un programma che sa di viaggio, memoria e contaminazione
Il festival propone tre giorni di concerti, laboratori e incontri in cui si intrecciano tradizioni popolari, sonorità classiche, ritmi ancestrali e linguaggi contemporanei. Sul palco del C.I.Q. si alterneranno artisti provenienti da Italia, Siria, Senegal, Serbia, Grecia, Spagna e dai tanti Sud del mondo.
Venerdì 9 maggio, si apre con le fisarmoniche del sud Italia di Alessandro Gaudio e Salvatore Pace, per poi salpare verso le sponde arabo-andaluse con il raffinato Yasemin Ensemble, fino alle contaminazioni mediterranee dei Domo Emigrantes, tra memoria e innovazione.
Sabato 10 maggio, il chitarrista pugliese Francesco Moramarco porterà il pubblico tra Marocco, Andalusia e Mezzogiorno italiano con il suo Sound from Mediterranean. Seguiranno la voce intensa di Mirna Kassis, in un dialogo tra Siria e repertorio lirico, e il viaggio balcanico di Ajde Zora, tra musica gitana e radici slave.
Domenica 11 maggio, si incontrano la classicità del violoncello di Lucia Sacerdoni e le percussioni africane di Cheikh Fall, mentre il quartetto femminile Le Riciclette porterà in scena il cuore pulsante della musica popolare del sud del mondo. A chiudere la giornata, un laboratorio sulle danze delle minoranze linguistiche italiane, una cena comunitaria e il grande concerto a ballo con Flavio Giacchero, Celeste Ruà e Luca Teghillo, dedicato al bal folk occitanico.
DOREMIFASUD: un festival, una visione
DOREMIFASUD non è solo un festival musicale: è un atto culturale e politico nel senso più profondo del termine. È la scelta di dare spazio a voci che raccontano la complessità del presente, attraverso l’arte, la memoria, la contaminazione. È la dimostrazione che la musica può ancora essere un ponte, un linguaggio condiviso, uno spazio di ascolto e riconoscimento reciproco.
E in un tempo in cui il Mediterraneo rischia di essere percepito solo come confine, DOREMIFASUD invita a vederlo di nuovo come origine, come tessuto connettivo, come viaggio.
INFO E CONTATTI
? Centro Internazionale di Quartiere (C.I.Q.)
Via Fabio Massimo 19, Milano
? 9–11 maggio 2025
? www.doremifasud.it
?
? WhatsApp: 338 314 0224 / 349 543 2404
Per tre giorni il C.I.Q. di Milano torna a trasformarsi in un punto d’incontro tra culture, linguaggi musicali e generazioni diverse. Dall’8 al 10 maggio torna infatti Doremifasud, il festival arrivato alla sua nona edizione che negli anni ha smesso di essere soltanto una rassegna musicale per diventare un progetto culturale vero e proprio, capace di usare la musica come strumento di confronto e racconto del presente.
Dopo aver affrontato temi legati ai conflitti internazionali e al Mediterraneo come luogo di attraversamento e migrazione, l’edizione 2026 sceglie di concentrarsi su una frattura molto più quotidiana ma altrettanto evidente: quella tra Boomers, Millennials e Gen Z. Generazioni che spesso parlano linguaggi diversi anche attraverso la musica, trasformando gusti, artisti e generi musicali in elementi di distanza più che di connessione. Doremifasud prova invece a fare il contrario: mettere artisti appartenenti a mondi, età e background differenti sullo stesso palco, creando occasioni reali di ascolto, contaminazione e dialogo.
Il programma attraversa sonorità sudamericane, africane, jazz, afro-pop e world music, alternando concerti, cucina dal mondo e momenti performativi. Si parte venerdì 8 maggio con una serata dedicata alla musica sudamericana tra cumbia psichedelica, afro-jazz e ritmi brasiliani grazie a Trio Brazuca, Cacao Mental e Quartetto Tahuantin. Sabato 9 maggio il focus si sposta sull’Africa con artisti come Baba Sissoko, polistrumentista maliano di fama internazionale capace di fondere tradizione africana, jazz e blues, insieme a Denise Dimè e Chantal, giovane voce afro-pop che lavora sui temi dell’identità afrodiscendente contemporanea. Domenica 10 maggio spazio invece alla giornata intergenerazionale con concerti, spettacoli circensi e performance collettive, tra cui quella dell’Ararat Ensemble Orchestra insieme al griot senegalese Ndiaye Tuxaraam.
Accanto alla musica, resta centrale anche la dimensione sociale del festival. Quest’anno Doremifasud ospita infatti il progetto nato dalla collaborazione tra Wizard CC e l’Associazione Sunugal, dedicato alla raccolta fondi per ampliare un centro socio-culturale a Thiès, in Senegal, che negli ultimi anni ha accolto oltre 4.000 bambini e ragazzi. Un percorso che verrà raccontato anche attraverso un documentario realizzato durante un viaggio in Senegal previsto nelle settimane precedenti al festival.
Più che un semplice festival musicale, Doremifasud continua così a costruire uno spazio dove la cultura diventa occasione concreta di incontro, mantenendo al centro persone, relazioni e comunità.
in copertina: Denise Dimè
DOREMIFASUD 2026
8 – 10 maggio
C.I.Q. Milano
Via Fabio Massimo 19, Milano
A Pasqua, ogni dettaglio profuma di tradizione: la tavola imbandita, i sorrisi di amici e parenti, l’attesa di un dolce che racconti storie di festa e condivisione. Solita Pasqua? Per il 2025, c’è una nuova variazione sul tema: una colomba che suona una nota inaspettata di dolcezza e stile. Il dolce simbolo della Pasqua italiana si veste di una nuova e raffinata eleganza. Nasce infatti la Colomba alle Prugne della California, una limited edition firmata dal genio creativo del Maître Chocolatier Stefano Collomb, in collaborazione con il California Prune Board.
Il risultato? Un capolavoro di gusto e originalità che fonde insieme la sofficità della colomba tradizionale con la dolcezza avvolgente e naturale delle Prugne della California, celebri per il loro profilo nutrizionale e la straordinaria versatilità in cucina.
La colomba pasquale prende il volo tra tradizione e innovazione
Il protagonista assoluto di questa Pasqua 2025 è il lievitato per eccellenza: la colomba.
Un dolce nato in Lombardia nei primi del Novecento, con la sua inconfondibile forma che richiama la pace e la rinascita. Ma è nella sua capacità di rinnovarsi, senza mai perdere l'anima artigianale, che sta il segreto della sua longevità sulle tavole italiane.
A darle nuova vita quest’anno è Stefano Collomb, Maître Chocolatier valdostano dal talento riconosciuto, capace di mixare tecnica, emozione e visione. Nella sua interpretazione, la colomba si arricchisce con un ingrediente tanto inaspettato quanto sorprendente: le Prugne della California. Frutti succosi, dal gusto naturalmente dolce, ricchi di fibre e antiossidanti.
A guidare la creazione è stata la volontà del Maître di dare una nuova anima alla colomba: mantenere la leggerezza e la sofficità dell’impasto a lunga lievitazione, ma arricchirla con un ingrediente capace di portare corpo, profondità e armonia. Le Prugne della California si sono rivelate l’elemento ideale, capaci di fondersi perfettamente nella struttura del dolce, donandogli una personalità inaspettata e raffinata.
E così, l’arte della pasticceria incontra anche vigore. Le Prugne della California non sono solo buone: sono un vero ingrediente funzionale, ideale per chi cerca equilibrio tra piacere e benessere. Naturalmente prive di grassi, regalano dolcezza e morbidezza senza appesantire.
In questa colomba, le prugne si fondono nell’impasto composto da pochi ingredienti selezionati: burro fresco, uova di qualità, farina di prima scelta. Il risultato? Una colomba profumata, fragrante all’esterno e vellutata al cuore. Ad ogni morso, un contrasto perfetto tra la leggerezza dell’impasto e la consistenza setosa delle prugne. Ideale da gustare a fine pasto, da condividere a colazione durante le feste, o da regalare in una confezione elegante che lascia il segno.
Un dolce che racconta una storia vera
La Colomba alle Prugne della California è più di un dolce: è il frutto di un incontro speciale tra eccellenze. Da un lato l’arte pasticcera italiana, dall’altro una filiera agricola virtuosa, rappresentata dal California Prune Board (CPB). Questo consorzio, nato nel 1952, riunisce coltivatori e confezionatori di prugne provenienti da 14 frutteti delle fertili valli di Sacramento e San Joaquin, nel cuore della California.
La regione è oggi il più grande produttore mondiale di prugne secche, coltivate secondo alti standard qualitativi, con un forte impegno verso la sostenibilità ambientale. Il CPB – sotto l’autorità del California Secretary of Food and Agriculture – si occupa di promuovere nel mondo le qualità uniche di questo frutto e il suo utilizzo in cucina.
Scopri di più su www.californiaprunes.net/it
La scelta di ingredienti tracciabili, coltivati in armonia con la natura, trasforma questa colomba in un messaggio concreto di attenzione verso un’alimentazione più etica, consapevole e rispettosa. Una filosofia in cui – finalmente – sempre più persone si riconoscono.
La Pasqua 2025 sarà da ricordare, almeno per quanto riguarda il dolce! Questa colomba è l’occasione perfetta per portare a tavola qualcosa di originale, buono e bello da vedere. Un prodotto pensato per chi ama i sapori veri, la cura artigianale e la qualità degli ingredienti.
Siete pronti a scoprire una Pasqua più internazionale? La Colomba alle Prugne della California non è solo un dolce. È un invito a gustare la Pasqua con occhi nuovi e sapori autentici.
La Colomba alle Prugne della California (500g) è disponibile da metà marzo presso la pasticceria-cioccolateria “Chocolat” di La Thuile (Valle d’Aosta), oppure acquistabile online dal sito ufficiale di Stefano Collomb. È possibile anche ordinarla telefonicamente al numero: 0165 884783
Sabato 11 aprile, ore 17.00, presso Amadeus Dischi (Galleria Mirabello, 21, Abbiategrasso, Milano) lo showcase dell’
Un live acustico e un talk, moderato da Valeriano Puricelli, titolare del negozio, per la presentazione di un universo sonoro ricercato e sorretto da una forte cifra autoriale, che viaggia tra elettronica, rock e ambien
Levi's® lancia una collezione di t-shirt in edizione limitata che celebra l'eredità ribelle deila band newyorkese Sonic Youth e il loro impatto duraturo sulla musica e sulla cultura
E’ In uscita oggi su tutte le piattaforme digitali, per Dialettica Label/Tunecore, Tempi Moderni il nuovo album di Vincenzo Greco, in arte Evocante.
Ci sono luoghi che non sono semplici spazi, ma ”Luoghi di attraversamento”. Posti in cui si entra per assistere a qualcosa e si esce con la sensazione di aver vissuto un’esperienza. La Scighera, nel quartiere Bovisa, è uno di questi; un Circolo che nel tempo ha costruito una proposta culturale coerente, fatta di musica, ricerca interiore e comunità, mantenendo viva una dimensione umana e partecipata.
Gli eventi di fine gennaio alla Scighera raccontano con chiarezza questa identità. Tre appuntamenti ravvicinati, diversi per linguaggio, ma uniti da un filo comune: il corpo come strumento di ascolto, il suono come veicolo di trasformazione, l’esperienza come centro.

VENERDÌ 23 GENNAIO 2026 – Dalle ore 21.30
ODYXEA – Live + DJ Set
L’appuntamento è affidato a Odyxea, progetto musicale che unisce elettronica house e deep a strumenti ancestrali e sonorità organiche, dando vita a un linguaggio sonoro personale e riconoscibile. Definito world house, il loro sound costruisce un ambiente ipnotico in cui groove pulsanti e melodie arcaiche convivono in equilibrio, creando una dimensione sospesa tra ritualità e club culture.
La serata prende forma attraverso un live set di ottanta minuti, seguito da un DJ set che accompagna il pubblico fino a mezzanotte. Un flusso continuo e senza interruzioni, in cui la dimensione del club si intreccia con quella della trance, invitando al movimento spontaneo, alla perdita delle coordinate abituali e all’abbandono del controllo mentale.
Sul palco, Alessandro Tarolo e Roberto Sorrentino danno vita a una performance immersiva, in cui l’elettronica dialoga con strumenti tradizionali e ancestrali senza gerarchie né confini. Il suono diventa spazio, il ritmo un terreno comune su cui incontrarsi. L’ingresso è libero, con tessera ARCI, nel segno dell’accessibilità, della condivisione e di un’esperienza collettiva vissuta in modo autentico.

DOMENICA 25 GENNAIO 2026 – Pomeriggio dalle ore 14.00
Laboratorio di Danze Sufi
La domenica si apre con un’esperienza intensa e trasformativa: il laboratorio di danze Sufi condotto dal maestro iraniano Hadi Habibnejad, accompagnato dalla musica dal vivo di Biagio Accardi.
Non si tratta di una lezione di danza nel senso tradizionale, ma di un vero e proprio percorso esperienziale che utilizza il movimento come pratica spirituale, meditazione in azione ed espressione artistica. La rotazione non è mai un gesto meccanico, ma diventa un atto consapevole, guidato dal respiro e dall’ascolto interiore. Il corpo si trasforma in uno spazio sensibile, capace di accogliere il silenzio, il ritmo e la presenza, mentre la mente rallenta e lascia andare il controllo.
In questo processo il tempo perde la sua dimensione abituale e si dilata, permettendo a chi partecipa di entrare in una relazione più autentica con se stesso. Il movimento diventa linguaggio, il gesto una forma di preghiera laica, accessibile e profondamente umana. È un’esperienza aperta a chi desidera esplorare il legame tra fisicità e interiorità, senza la necessità di competenze tecniche o esperienze pregresse, ma con la sola disponibilità all’ascolto e alla presenza.
Early board (20/01) € 60 – Dal 21/01 € 70
Info:

DOMENICA 25 GENNAIO 2026 – Sera dalle 20.30
Trame. La via mistica dell’anima
La giornata si conclude con Trame. La via mistica dell'anima, una performance che unisce danza, musica e percussioni in un racconto emotivo e simbolico. In scena, la danza ipnotica di Hadi Habibnejad dialoga con la musica di Biagio Accardi e le percussioni di Andrea Murada, dando vita a un intreccio di suoni e corpi che coinvolge profondamente il pubblico.
Trame non è uno spettacolo da osservare soltanto, ma una esperienza da attraversare, da vivere con il corpo e con l’ascolto. Non chiede allo spettatore di restare fermo, ma di lasciarsi coinvolgere in un viaggio sensoriale e interiore, dove danza, musica e ritmo diventano un unico linguaggio.
È un percorso che parla di connessione profonda, di ritmo interiore e di ascolto autentico, in cui ogni gesto e ogni suono trovano senso nello spazio che li accoglie. La performance non cerca l’effetto, ma la presenza, invitando chi assiste a rallentare, a respirare, a sentire ciò che accade dentro e fuori di sé.
In questo attraversamento, le emozioni emergono senza forzature e trovano spazio per risuonare. Trame lascia che il silenzio finale diventi parte integrante dell’esperienza, un tempo sospeso in cui ciò che è stato vissuto può sedimentare, trasformarsi e continuare a vibrare anche dopo che la scena si è chiusa.
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Gli eventi di fine gennaio alla Scighera restituiscono l’immagine di un luogo che continua a essere presidio culturale vivo, capace di accogliere linguaggi diversi e di metterli in relazione. Musica elettronica e strumenti ancestrali, danza rituale e performance contemporanea convivono senza forzature, creando occasioni autentiche di incontro.
In un tempo che spesso chiede velocità e consumo, la Scighera sceglie ancora la profondità, l’esperienza e la presenza. Ed è proprio questo che la rende, oggi più che mai, un luogo necessario.
INFO: www.lascighera.org
Prima tappa a Milano il 31 marzo, all’Enoluogo di Civiltà del Bere, per scoprire i tesori dell’Alsazia enologica
Un viaggio tra le sfumature più autentiche e affascinanti di una regione vitivinicola unica: "Alsace Rocks! in Tour" porta in Italia l’essenza dell’Alsazia, una terra che chi ama il vino non può ignorare. Promosso dal Comité Interprofessionnel des Vins d’Alsace (CIVA), il tour toccherà Milano (31 marzo e 18 novembre), Parma (19 maggio) e Torino (17 novembre), offrendo un’occasione imperdibile per approfondire la conoscenza di questa denominazione, tra terroir unici e molteplici interpretazioni stilistiche.

L’Alsazia: un mosaico di terroir e stili
I vigneti alsaziani si estende per oltre 15.500 ettari lungo una stretta fascia tra i Vosgi e il Reno, beneficiando di un clima semi-continentale che favorisce maturazioni lente e profonde. La diversità geologica della regione, che include ben 13 tipi di suoli differenti, è alla base della straordinaria varietà espressiva dei suoi vini, capaci di adattarsi a molteplici contesti gastronomici e di invecchiare con grazia nel tempo.
Con una geologia tra le più complesse d’Europa, l’Alsazia regala vini di straordinaria identità e precisione espressiva. Dai Riesling scolpiti nella mineralità ai Pinot Gris strutturati e avvolgenti, passando per i Gewurztraminer intensi e speziati, senza dimenticare i Crémant d’Alsace, che sempre più conquistano l’attenzione degli appassionati. Il Pinot Noir, poi, rappresenta una delle evoluzioni più intriganti del territorio, con espressioni eleganti e sottilmente complesse.
Il programma delle tappe italiane
L’evento si aprirà il 31 marzo a Milano, presso l'Enoluogo di Civiltà del Bere. L’appuntamento inizierà alle 10,30 con un banco d’assaggio di benvenuto, dove i partecipanti avranno l’opportunità di degustare una selezione di otto vini pregiati, ciascuno portato dalle quattro cantine protagoniste della masterclass. Tra le etichette in mescita, si troveranno il Domaine Camille Braun con il Crémant d'Alsace Extra Brut AOC (Pinot Blanc, Auxerrois) e il Riesling Lieu-dit Bollenberg Alsace AOC 2023, il Gustave Lorentz con il Pinot Noir Réserve Alsace AOC 2022 e il Pinot Gris Grand Cru Altenberg de Bergheim Alsace AOC 2016, il Sipp-Mack con il Pinot Noir Vieilles Vignes Alsace AOC 2023 e il Gewurztraminer Vendanges Tardives Alsace AOC 2018, e il Domaine Marcel Deiss con il Riesling Schlossberg Alsace Grand Cru AOC 2022 e il Lieu-dit Rotenberg Alsace AOC 2019, un blend di Riesling e Pinot Gris.

Dalle 11 alle 12,30, il direttore di Civiltà del Bere, Alessandro Torcoli, guiderà la masterclass “Vini d’Alsazia: una musica contemporanea che arriva al cuore”. Durante il tasting, si esploreranno le diverse anime enologiche della regione alsaziana, dal Crémant ai Pinot Noir, dai Riesling ai vini aromatici, mostrando la ricca eterogeneità stilistica dei vini alsaziani. La masterclass evidenzierà come questi vini siano perfetti per rispondere alle esigenze dei moderni stili di vita, offrendo grande versatilità negli abbinamenti e nelle occasioni di consumo.
Tra i vini in degustazione, il Crémant d’Alsace, presentato da Gustave Lorentz con il Zéro Dosage AOC 2021 (Pinot Blanc 68%, Chardonnay 21%, Pinot Noir 11%) e da Sipp-Mack con l’Extra-Brut AOC 2021 (Pinot Blanc 50%, Chardonnay 25%, Pinot Noir 25%), darà il via alla masterclass. Poi sarà il turno dei Pinot Noir, con il Domaine Camille Braun e il Pinot Noir Lieu-dit Bollenberg Alsace AOC 2023, e il Domaine Marcel Deiss con il Pinot Noir Lieu-dit Burlenberg Alsace AOC 2019. La degustazione proseguirà con i leggendari Riesling d’Alsace, come il Sipp-Mack Riesling Grand Cru Rosacker Alsace AOC 2021 e il Gustave Lorentz Riesling Altenberg de Bergheim Grand Cru Alsace AOC 2020. La sessione si concluderà con i vini aromatici, come il Domaine Camille Braun La Chapelle, Pinot Gris Lieu-dit Bollenberg Alsace AOC 2023 e il Domaine Marcel Deiss Grand Cru Altenberg de Bergheim Alsace AOC 2018, un blend straordinario di ben 13 varietà alsaziane.
Seguiranno le tappe di Parma e Torino, ognuna con una selezione di produttori e vini che rappresentano il meglio dell’Alsazia. In ogni appuntamento sarà possibile interagire direttamente con gli esperti del settore e approfondire la conoscenza di questa regione così peculiare nel panorama vitivinicolo europeo.
Perché partecipare?
Perché l’Alsazia è una regione da conoscere a fondo: spesso semplificata, in realtà è un universo di dettagli, sfumature e personalità distinte. Questo tour permette di andare oltre la superficie, scoprendo le molteplici interpretazioni che questa terra sa offrire. Un’occasione per degustare, confrontarsi e approfondire, con la certezza di portare a casa nuove prospettive su una delle regioni più intriganti del panorama enologico europeo.
Partecipare significa anche poter toccare con mano l’evoluzione del gusto e dell’enologia alsaziana: dai bianchi più classici ai nuovi stili interpretativi, dai vini da pronta beva a quelli da invecchiamento. Per gli appassionati, ma anche per chi lavora nel settore, "Alsace Rocks! in Tour" è un’opportunità da non perdere per entrare in contatto diretto con un patrimonio enologico di grande valore.
Informazioni e accrediti: Per chi desidera partecipare, è possibile richiedere l’accredito contattando:
- Alessandra Zaco |
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | T. 339 6534643 - Martina Ropa |
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | T. 329 9885618
Era il 2011 quando tre giovani ragazzi hanno tentato la fortuna, aprendo a Torino un piccolo locale che sfornava "patate ripiene all'italiana". Oggi, dopo quasi quindici anni, quel piccolo ristorantino casalingo e autentico è diventato un brand di successo, Poormanger.
Sei punti vendita tra Torino, Milano e Bologna e un format semplice quanto goloso: riempire le jacked potatoes inglesi con ingredienti italiani. E con ricette d'autore, almeno una volta l'anno, quando la sede torinese di Poormanger di via Palazzo di Città organizza la grande festa delle "Patate d'Autore", invitando i più grandi chef del territorio a firmare una patata speciale in Limited Edition.
Quest'anno a prepararle saranno:
Donburi House - Mitoboru
L'autentica cucina da izakaya, quella dei pub giapponesi informali dove si consumano bevande e una varietà di piatti tradizionali, arriva a questa terza edizione di "Patate d'autore" grazie allo chef Takashi Kido di Donburi House, che porta in dote, direttamente dall'Oriente, una patata ripiena di polpette giapponesi con macinato di maiale, fritte al momento della farcitura, condite con salsa okonomiyaki, maionese e cipollotto.
Gardenia – Baccalà in alpeggio
Direttamente da Caluso (Torino), la cucina della chef Mariangela Susigan è un tripudio di erbe spontanee e fiori eduli, insieme a una raffinata rivisitazione della cucina regionale. Per questa occasione, la proposta per il format vede una patata ripiena con burro d'alpeggio all'aglio orsino, baccalà, pomodori confit e terra di olive taggiasche: l'incontro perfetto tra mare e terra.
Azotea - Aji de gallina
Ristorante e cocktail bar di cucina Nikkei a Torino, Azotea si è imposto in città per la sua proposta unica, sia in termini di cucina che di mixology. La patata d'autore realizzata con la collaborazione dello chef Alexander Robles propone un ripieno ricco e goloso, a base di petto di pollo, salsa ocopa, coriandolo, olive taggiasche e uova, che rivisita la ricetta peruviana dell’Aji de Gallina.
Trattoria Zappatori – 50 anni di Zappatori
Lo chef Christian Milone, una stella Michelin al ristorante Trattoria Zappatori di Pinerolo, non poteva che rendere omaggio agli ingredienti della tradizione della sua cucina piemontese creativa, che combina elementi antichi con tocchi moderni. Nasce così la Patata d'Autore con ragù, burro e Grana Padano 24 mesi.
Costardi Bros – Torino-Napoli
Christian e Manuel Costardi, oltre al loro storico ristorante di Vercelli, sono ormai un punto di riferimento della cucina torinese, con progetti come Scatto, il ristorante delle Gallerie d'Italia (con annesso Caffè San Carlo) o la gastronomia di Dispensa, in Galleria Subalpina. Non potevano quindi mancare in questa edizione del format Patate d'Autore, a cui partecipano con un'originalissima patata ripiena di genovese, panettone e caciocavallo.
Le patate d'autore si potranno assaggiare per un unico weekend: Venerdì 14 novembre dalle 19 alle 23 e Sabato 15 novembre dalle 12 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 23, con grande festa finale di chiusura, tra musica e divertimento.
La formula con cui gustare le nuove, torinesissime patate d'autore sarà quella tipica delle feste di Poormanger, con la possibilità di cenare in modalità street food in uno dei luoghi più iconici della città.
Le patate d'autore verranno vendute a 10 euro, con la possibilità di ordinare un menu completo (patata + antipasto + dolce + bevanda a 20 euro) o un menu tris (patata + antipasto o dolce + bevanda a 17 euro). Il tutto, da accompagnare come sempre al menu Beverage di Poormanger, tra birre Baladin e Molecola, la Cola 100% Italiana.
Dopo il successo del suo primo tour nei club, Tony Boy, astro nascente del rap italiano, è pronto a infiammare i palchi italiani più importanti del panorama musicale per un’estate “GOING HARD”
Un Summer Tour tutto da Vivere
Dopo aver partecipato lo scorso anno ai principali festival estivi e aver ricevuto il disco d'oro per l'album "Nostalgia (export)" ai TIM Music Awards, Tony Boy si conferma come uno degli artisti più promettenti della sua generazione.
Versatile, deciso e mai banale, con la sua musica Tony Boy accompagnerà anche quest’anno l’estate dei fans con il Summer Tour “GOING HARD”, organizzato in collaborazione esclusiva con l’agenzia musicale Vivo Concerti.
Tanti ospiti e, soprattutto, amici prenderanno parte insieme al rapper al suo Summer Tour, che prenderà il via con la data zero il 9 Luglio 2025 a Piazzola Sul Brenta, con una grande festa per tutti; Il Tour toccherà non solo tappe sul mare, ma anche grandi città Italiane come Roma, Venerdí 11 Luglio, e Milano l’11 Settembre, per la chiusura del Tour.
La sua solida e affiatata fan base è pronta a cantare e ballare insieme a Tony Boy: I biglietti del tour saranno infatti disponibili a partire da oggi, Venerdí 14 Marzo 2025, sul sito di VivoConcerti, e da Mercoledí 19 Marzo in tutti i punti vendita autorizzati.
Tony Boy: Da rapper emergente a neo papà
All’anagrafe Antonio Hueber, classe 1999, è nato e ha messo le radici della sua brillante carriera a Padova. Attraverso le sue tracce, mai banali e monotematiche, che spaziano da uno stile più crudo a composizioni più intime e sentimentali, ha dimostrato ancora una volta di essere una delle penne più prolifiche della nuova scena rap italiana con l'uscita del mixtape "Going Hard 3".
Ma oltre ai suoi incredibili successi musicali, anche la vita privata quest’anno gli ha donato uno dei traguardi più importanti: è infatti diventato da poco papà di Arya, una splendida bimba nata agli inizi di Marzo e fin da subito accolta splendidamente da papà Tony e mamma Gaia, e dalle loro fan base!
Tante le emozioni che andranno ad accendere l’anno di Tony Boy, ma una cosa è certa: la parola d’ordine sarà “GOING HARD”!
Tre prestigiose dimore Relais & Châteaux e altrettanti affermati interpreti della cucina contemporanea. Storie di cucina e di territori si intrecciano in un particolare tour per lo Stivale, con tappe in Umbria, a Venezia e sul Lago di Garda. Si può riassumere così il progetto “Chef in viaggio tra mare e terra”, un bellissimo e gustosissimo itinerario di scoperta gastronomica, emozioni e ospitalità d’eccellenza.
In poco meno di un mese (dal 29 ottobre al 26 novembre) saranno tre gli appuntamenti esclusivi che celebreranno l’arte culinaria attraverso menù inediti che raccontano l’incontro tra le radici degli chef e le terre di approdo che oggi li accolgono.
Si inizia il 29 ottobre al ristorante Cedri, presso la dimora umbra Relais & Châteaux Borgo dei Conti Resort. Protagonista indiscusso sarà l’executive chef Emanuele Mazzella, pronto a portare con sé il calore e l’intensità dei sapori mediterranei della sua Ischia, rielaborati con un tocco elegante e creativo che dialoga con l’anima verde dell’Umbria.
Il 12 novembre la replica è affidata a Daniele Galliazzo, executive chef del Londra Palace Venezia, capace di fondere il fascino della laguna con suggestioni cosmopolite in piatti dall’equilibrio raffinato.
A chiudere il trittico di gustosi e imperdibili appuntamenti sarà, il 26 novembre, Marco Marras, executive chef del Ristorante Oseleta a Villa Cordevigo, sul lago di Garda, che intreccia la raffinatezza del lago con le influenze autentiche della sua Sardegna, in una cucina armoniosa e profondamente radicata nel territorio.
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Tre chef profondamente diversi ma accomunati dall’attenzione alla ricerca e alla valorizzazione di produttori e materie prime locali, nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse. Mazzella integra i prodotti dell’orto del Borgo dei Conti Resort con quelli di una rete accuratamente selezionata di fornitori a filiera corta, intrecciando la freschezza delle coltivazioni umbre con i profumi della sua Ischia. Galliazzo riscopre le eccellenze della laguna veneziana, come le verdure dell’isola di Sant’Erasmo, trasformandole in creazioni dal gusto raffinato mentre Marras firma piatti che nascono dal dialogo costante con gli orti e i vigneti di Villa Cordevigo, dando vita a una cucina che celebra la stagionalità e la genuinità dei prodotti.
In ciascuna tappa, lo chef di casa accoglierà i colleghi per dare vita a un aperitivo di benvenuto e a un menù degustazione di quattro portate, impreziosito da un’accurata selezione di vini in abbinamento della Tenuta Villa Cordevigo e altre cantine del territorio tra Umbria e Veneto. Ogni serata sarà un viaggio sensoriale che unisce terra e acqua, tradizione e contaminazione, creando un dialogo unico tra tre identità gastronomiche e i luoghi che le ispirano: un manifesto di ospitalità e accoglienza, un invito alla condivisione mentre si scopre l’anima di tre cucine e l’eccellenza delle loro dimore.
“Chef in viaggio tra mare e terra” incarna con naturalezza lo spirito che accomuna le tre case: la volontà di promuovere un’arte dell’ospitalità che nasce dall’incontro tra persone, culture e territori. Questo progetto celebra il legame profondo tra cucina e identità locale, trasformando le radici degli chef – da Ischia alla Sardegna, passando per la laguna veneziana e le colline umbre – in un racconto fatto di gusto, creatività e rispetto per le risorse del territorio.
A Milano non mancano i posti dove mangiare bene o ascoltare musica, ma trovare un locale che riesca a combinare entrambe le cose con naturalezza non è così scontato. Bluesquare Inn, aperto di recente in via Tortona 33, prova a farlo con un’idea chiara: una cucina curata, ispirata a sapori asiatici e internazionali, e una selezione musicale pensata per accompagnare la serata senza essere solo un sottofondo.
Il menu: piatti da condividere e accostamenti insoliti
La proposta gastronomica segue un ritmo preciso, con piatti che cambiano durante la giornata. A colazione l’offerta è essenziale ma ben fatta, con dolci artigianali e una selezione di caffè. Il pranzo è leggero, dinamico e originale, tra wrap, bowl, noodles e burger, con ingredienti scelti per dare sapore senza appesantire. Un esempio? Il Lo Mein cacio e pepe, che mescola la cremosità della ricetta romana con la pasta asiatica, oppure il chirashi con verdure e marinature leggere. Alle 17.30 parte l'aperitivo: cocktail ben bilanciati, calici di vino e piccoli piatti a prezzi accessibili. L'approccio della cena è quello della condivisione. Si va dai bao ripieni di ingredienti freschi ai tacos con farciture ispirate alla cucina giapponese e sudamericana, fino agli spiedini grigliati e ai ravioli con impasti e ripieni studiati per esaltare i contrasti di consistenza. Tra i piatti principali, il Nasu Dengaku, una melanzana glassata con miso, ei gustosi e vivaci Uramaki che si caratterizzano per abbinamenti di sapore insoliti e inediti, lontani dalle "solite" porposte dei sushi ayce.
I dolci sono tutti fatti in casa, con un’attenzione a ingredienti alternativi che li rendano più leggeri senza rinunciare al gusto.
Musica: un punto fermo del locale
Oltre alla cucina, il Bluesquare Inn dà molto spazio alla musica. Due volte a settimana ci sono live e DJ set, con una programmazione che mescola artisti emergenti e sonorità più ricercate. La consolle si trova proprio dietro il bancone del bar, mentre un palco ospita esibizioni più intime. L’idea è creare un’atmosfera coinvolgente senza trasformare il locale in un club. La musica accompagna la serata e si integra con lo spazio, rendendo l’esperienza più dinamica. Nel weekend, è previsto anche un brunch con una selezione musicale dedicata.
Design e atmosfera
L’ambiente è stato pensato per adattarsi ai diversi momenti della giornata. Le ampie vetrate danno molta luce naturale di giorno, mentre la sera il locale assume toni più caldi grazie all’illuminazione soffusa. Gli arredi sono moderni e realizzati con materiali riciclati, segno di un’attenzione alla sostenibilità.
Non è uno di quei posti con un’estetica patinata e poco vissuta: qui c’è un mix tra dettagli curati e un’atmosfera rilassata, che rende il tutto più naturale.
Se siete in zona Tortona e cercate un posto che unisca una cucina interessante a un’offerta musicale ben curata, Bluesquare Inn è un’opzione da tenere in considerazione. L’idea alla base è chiara: piatti ben pensati, una selezione musicale che aggiunge valore all’esperienza e un ambiente accogliente senza eccessi.
Il gusto della domenica: al Méridien Visconti Rome un viaggio in Campania tra pasta di Gragnano e musica napoletana
Dal 28 settembre al 26 ottobre il Longitude 12 Bistrot & Jardin del Méridien Visconti Rome propone Il pranzo della domenica: un brunch che celebra i sapori campani con la pasta artigianale del Pastificio Gerardo Di Nola di Gragnano.
Ogni domenica, dalle 12 alle 15, l’Executive Chef Giuseppe Gaglione guiderà un percorso che parte da antipasti tipici e prodotti da forno, per arrivare alla regina della tavola: la pasta. In programma live cooking e grandi classici, dai mezzi paccheri allo scarpariello agli scialatielli con vongole e limone di Sorrento, fino agli ziti alla genovese. Chiusura con buffet di dolci campani e frutta fresca.

A completare l’esperienza, le note dal vivo del flauto traverso del Maestro Rosario Fugà, animazione per i bambini e sala dedicata agli eventi sportivi in diretta.
Il prezzo è di 35 euro per gli adulti (calice di Franciacorta incluso) e 19 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni.

Ecco il calendario completo con i piatti di pasta protagonisti di ciascuna data:
28 settembre
Mezzi paccheri allo “Scarpariello” (Show cooking)
Mezzani alla “Lardiata” con pecorino e peperoncino contuso
5 ottobre
Scialatielli con vongole veraci e limone biologico di Sorrento (Show cooking)
Lumaconi ripieni di ricotta di Fruscella campana, fior di latte e ragù classico napoletano
12 ottobre
Ziti alla “Genovese” (Show cooking)
Spaghettone alla “Vecchia Napoli”
19 ottobre
Linguine con polipetti alla Luciana e olive nere (Show cooking)
Mesca Francesca con patate e provola affumicata di Agerola
26 ottobre
Risotto napoletano pomodoro e limone (Show cooking)
Eliche con melanzane e ricotta affumicata
Prenotazioni:
La celeberrima band britannica torna sul palco
Ci sono persone che darebbero di tutto per vedere un ultimo concerto dei Queen, band britannica dal carismatico leader Freddie Mercury, venuto a mancare troppo presto. Canzoni coinvolgenti e una presenza scenica mozzafiato, un’esperienza che chi ha vissuto non può certo dimenticare.
André Abreu, insieme a band e orchestra, torna in Italia per un tour tributo all’iconica band degli anni ‘80; dopo il grande successo in Sudamerica e poi di Roma, Napoli e Palermo dell’anno passato, sarà possibile rivederlo in date sparse per tutt’Italia.
Il tributo
Gli spettacoli prodotti da BOOM PRODUCAO , i collaborazione con We4Show e Menti Associate, non si limitano a ricreare la musica della band, ma ripercorrono passo passo la sua storia, unendo musica, luci e contenuti audiovisivi. In particolare ad accompagnare le canzoni ci saranno richiami ad alcuni dei momenti più rilevanti e conosciuti della carriera dei Queen, come ad esempio il Live at Wembley Stadium.
L’artista
André Abreu è cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano che assomiglia fisicamente a Freddie Mercury, ma non solo: infatti, anche la sua estensione vocale, il modo di cantare e l’intonazione lo ricordano in tutto e per tutto. Descrive il suo tributo come un lavoro che richiede energie e devozione personale, ma soprattutto come omaggio da fan all’artista e al lavoro geniale e immortale dei Queen; nonostante fosse solo un bambino quando Freddie morì, si è appassionato molto alla sua musica e ne ha fatto in seguito un lavoro.
I brani evocheranno nel pubblico appassionato ricordi di tempi passati e alcuni dei momenti cardine per la loro storia: saranno presentati brani come "Love of my Life", "We are the Champions", "We Will Rock You", "Radio Gaga ", "Crazy Little Thing Called Love", "Don't Stop Me Now", "Somebody to Love", "Another One Bites the Dust" e molti altri.
Alcune date
17 febbraio, Teatro Repower, Assago (MI) – ore 21.
18 febbraio, Palaunical Teatro, Mantova – ore 21.
21 febbraio, Cineteatro Don Bosco, Potenza – ore 21.
22 febbraio, Politeama, Lecce – ore 21.
24 febbraio, Teatro Augusteo, Napoli – ore 21.
25 febbraio, Teatro Team, Bari – ore 21.
26 febbraio, Palariviera, San Benedetto del Tronto (AP) – ore 21.
27 febbraio, Teatro Lyrick, Assisi (PG) – ore 21.
Venerdì 5 settembre 2025 – Dopo poche settimane dal successo straordinario di SWAG, Justin Bieber è tornato con un nuovo progetto: SWAG II. L’album, annunciato a sorpresa a poche ore dall’uscita, è il suo ottavo lavoro in studio ed è già disponibile su tutte le piattaforme digitali. Per chi preferisce il formato fisico, SWAG è acquistabile in preorder come CD e doppio LP nello Shop Universal.
Con SWAG II Justin prosegue il percorso iniziato con il disco precedente, proponendo 23 brani intensi e creativi.
TRACKLIST “SWAG II”:
- SPEED DEMON
- BETTER MAN
- LOVE SONG
- I DO
- I THINK YOU’RE SPECIAL
- MOTHER IN YOU
- WITCHYA
- EYE CANDY
- DON’T WANNA
- BAD HONEY
- NEED IT
- OH MAN
- POPPIN’ MY S***
- ALL THE WAY
- PETTING ZOO
- MOVING FAST
- SAFE SPACE
- LYIN’
- DOTTED LINE
- OPEN UP YOUR HEART
- WHEN IT’S OVER
- EVERYTHING HALLELUJAH
- STORY OF GOD
L’album, scritto e prodotto anche dallo stesso Bieber, ospita collaborazioni con Carter Lang, Dylan Wiggins, Dijon, mk.gee, Daniel Chetrit, Eddie Benjamin, Mike Will, Camper e altri. I temi principali rimangono quelli già introdotti in SWAG: la nuova vita da marito e padre e la fede, diventata centrale nella sua musica.
Il prequel SWAG, uscito l’11 luglio, ha debuttato al secondo posto della Billboard 200, piazzando 16 delle sue 21 tracce nella Billboard Hot 100 e diventando l’album più ascoltato al mondo nel giorno di rilascio. Nella prima settimana ha superato i 200 milioni di stream, record assoluto della carriera di Bieber, e si è imposto al primo posto delle classifiche Billboard Top Streaming, Top Pop e Top R&B Album. Anche Spotify e Apple Music lo hanno incoronato numero uno in oltre 100 Paesi. Il singolo Daisies da solo ha collezionato quasi 240 milioni di stream su Spotify, conquistando le classifiche globali e mantenendo la vetta fino a oggi.
Il ritorno con SWAG ha segnato la prima pubblicazione dopo quattro anni da Justice (2021), album che includeva hit mondiali come Peaches (doppio platino in Italia), Ghost (platino in Italia), Holy, Lonely, Anyone e Hold on (tutte oro in Italia).
La carriera di Justin Bieber, iniziata quasi vent’anni fa su YouTube che lo ha portato sui palchi più importanti del mondo, dai Grammy Awards 2022 al festival Rolling Loud 2023. Solo in Italia vanta 15 dischi d’oro e 56 di platino, oltre a successi intramontabili come Love Yourself, Sorry, What Do You Mean? e Let Me Love You, ciascuno certificato sei volte platino.
Con oltre 86 miliardi di stream, più di 150 milioni di album venduti, 10 Billboard Music Awards, 7 American Music Awards, 9 MTV Europe Music Awards e 18 Teen Choice Awards, Bieber resta una delle icone più amate e riconosciute del pop mondiale. Il 2025 segna l’inizio di un nuovo capitolo, che conferma ancora una volta la sua capacità di rinnovarsi e restare al centro della scena musicale globale.
“SWAG” È IN PREORDER NEI FORMATI FISICI
Per ascoltare “SWAG II”: https://justinbieber.lnk.to/
Per ascoltare “SWAG” e preordinare il Doppio LP e CD: https://island.lnk.to/
Justin Bieber – Mini Bio
Dal secondo posto allo Stratford Idol nel 2007 a fenomeno globale con oltre 86 miliardi di stream. Scoperto da Scooter Braun e Usher, debutta nel 2009 con My World, certificato platino. Con Purpose (2015) firma hit mondiali come Sorry e Love Yourself. Nel 2021 torna con Justice, seguito dal grande ritorno con SWAG (2025). Oggi, con SWAG II, apre un nuovo capitolo di una carriera che continua a scrivere record.
Biografia di Justin Bieber
Justin Drew Bieber nasce il 1° marzo 1994 a Stratford, una piccola città dell’Ontario, in Canada. Cresciuto dalla madre Pattie Mallette con l’aiuto dei nonni, mostra fin da piccolo un grande talento musicale: impara da autodidatta a suonare chitarra, piano, batteria e tromba.
La carriera di Justin Bieber inizia nel 2007, quando partecipa allo Stratford Idol, una gara canora di provincia, conquistando il secondo posto. I video delle sue esibizioni, caricati su YouTube dalla madre per condividere il traguardo con amici e parenti, raggiungono oltre 10 milioni di visualizzazioni in soli sette mesi, attirando l’attenzione del talent scout Scooter Braun. Nel 2008, dopo un provino con Usher, Justin – appena quindicenne – firma il suo primo contratto discografico.
Nel novembre 2009 arriva l’album di debutto My World, certificato platino negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada, che conquista subito i cuori dei teenagers di tutto il mondo. È l’inizio della febbre Bieber, la cosiddetta Bieber Fever, esplosa definitivamente nel 2010 con My World 2.0 e My World Acoustic. Due anni dopo, nel 2012, dopo l’album natalizio Under the Mistletoe, Justin pubblica Believe con una versione acustica, segnando un’evoluzione stilistica che miscela sonorità pop e beat R&B.
Il 2015 è l’anno di Purpose, un lavoro più maturo che contiene hit planetarie come What Do You Mean?, Sorry e Love Yourself. L’album, arricchito da collaborazioni con Skrillex e Diplo, mostra un lato più riflessivo e introspettivo dell’artista, capace di parlare a un pubblico sempre più vasto.
Dopo qualche anno di pausa e diverse collaborazioni di successo – tra cui I Don’t Care con Ed Sheeran (2019) e Stuck With U con Ariana Grande (2020), realizzato per sostenere la 1st Responders Children’s Foundation durante l’emergenza Covid-19 – nel 2021 Bieber torna con Justice. L’album domina le classifiche globali, trainato da brani come Hold On e Anyone, che insieme raccolgono miliardi di stream.
Dopo quattro anni di silenzio discografico, nel 2025 Justin Bieber è tornato con SWAG e, a distanza di poche settimane, con SWAG II. Due album che segnano l’inizio di un nuovo capitolo della sua carriera, confermando ancora una volta il suo ruolo di icona globale capace di rinnovarsi senza mai perdere il contatto con il suo pubblico.
A giugno 2025, due imperdibili concerti incendieranno i palchi di UNALTROFESTIVAL al Parco Della Musica di Milano e Casa Rossa Arena di Gorizia.
I Massive Attack, la leggendaria band britannica che ha segnato la scena musicale dagli anni Novanta torna in Italia. Pionieri del genere trip-hop e conosciuti per il loro stile che mescola elettronica, rock e dub, sono pronti a regalare un nuovo show che promette di essere un evento straordinario.
Un ritorno atteso con ansia
Dopo anni di attesa e qualche sporadico show dal vivo, i Massive Attack sono pronti a riportare la loro magica alchimia fatta atmosfere cupe, bassi pulsanti e testi introspettivi sul palco italiano. Rispettivamente, saranno a Milano il 18 giugno 2025 all'interno di UNALTROFESTIVAL al Parco Della Musica e il 24 giugno a Gorizia, presso la Casa Rossa Arena.
Un viaggio sonoro senza tempo
La musica dei Massive Attack è difficile da catalogare, proprio come la loro carriera. Dai primi esperimenti nel Regno Unito negli anni '80, hanno creato un suono che ha evoluto il concetto di musica elettronica, influenzando innumerevoli artisti. Il mix di ritmi lenti, voci sensuali e atmosfere dense ha reso le loro canzoni un punto di riferimento per molte generazioni. I concerti della band non sono solo spettacoli musicali, ma veri eventi sensoriali che coinvolgono il pubblico in un viaggio emotivo.
Durante i loro show, i Massive Attack sono noti per curare ogni dettaglio dell'esperienza live, dalla scenografia all’illuminazione, fino alla scelta della setlist. È un'occasione unica per immergersi completamente nella loro visione musicale, che attraversa temi di politica, società e introspezione personale. Con l’uscita di Heligoland nel 2010, la band ha continuato a rimanere attiva in studio, ma gli spettacoli dal vivo sono stati meno frequenti (l'ultimo, lo scorso anno a Mantova, che ha riscosso un grandissimo successo) aumentando così il valore di ogni singola occasione. Questi nuovi concerti italiani potrebbero essere l'occasione per ascoltare dal vivo i pezzi più celebri, come “Teardrop”, “Unfinished Sympathy” e “Angel”, ma anche per scoprire nuove sfumature del loro repertorio.
Un invito alla magia della musica dal vivo
Nonostante la band abbia cambiato formazione nel corso degli anni, i membri originali come Robert del Naja (3D) e Grant Marshall (Daddy G) continuano a essere il cuore pulsante del gruppo. I Massive Attack sono una band che riesce a mescolare abilmente sperimentazione musicale e una forte dichiarazione di identità, e ogni loro concerto è un momento imperdibile per i veri appassionati di musica.
I biglietti sono in vendita sul circuito Live Nation www.livenation.it
A Firenze i gelati celebrano le grandi donne della storia: l’omaggio firmato Gelateria della Passera
Da Caterina de’ Medici a Samantha Cristoforetti, da Frida Kahlo a Marie Curie: alla Gelateria della Passera, nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, il gelato diventa racconto e omaggio alla femminilità che ha lasciato un segno nella storia. A idearlo è Cinzia Otri, gelatiera e anima del laboratorio artigianale che da oltre dieci anni crea gusti dedicati a figure femminili iconiche.
L’ultima arrivata è l’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de’ Medici, protagonista illuminata del Settecento fiorentino e custode dell’immenso patrimonio culturale della città. A lei è dedicato un gusto a base di latte alla portoghese con cubetti di mele annurche candite e vini speziati.
A settembre sarà la volta di Margherita Hack, e così proseguirà un percorso iniziato nel 2013 con Lisa Gherardini, la Monna Lisa. “Pensai a un gusto partendo dagli ingredienti che si potevano trovare nell’epoca in cui visse, ossia latte e uova, dolcificato con miele, profumato con un’acqua di fiori d’arancio (in omaggio alle serre dei Medici), con una purea di mele campanine cotte, con una variegatura di uvetta sultanina passata nel vinsanto e gherigli di noci toscane."
“Volevo raccontare il genio femminile – spiega Cinzia Otri, premiata con i Tre Coni del Gambero Rosso - attraverso il mio linguaggio, quello il gelato. Queste donne mi ispirano ogni giorno con il loro coraggio, la loro visione e la loro capacità di cambiare il mondo. Tradurle in gusto è stato un atto d’amore e di riconoscenza. Tanto più che con gli anni mi sono resa conto di quanto sia difficile, per ogni donna, realizzarsi nel proprio mestiere”.

Da allora, Cinzia Otri ha dedicato gusti a Sherazade, Caterina de’ Medici, Bianca Cappello, Leonora da Toledo, Ondina Valla, e molte altre, intrecciando rigore storico e fantasia gastronomica. Ogni creazione è frutto di studio e passione, pensata per rappresentare in forma di gelato la personalità, l’epoca e l’eredità culturale della donna a cui è dedicata. Da settembre in poi, nelle carapine della Gelateria della Passera il carnet di gusti ispirati alle grandi donne della storia si arricchirà di volta in volta con la poetessa milanese Alda Merini, la pittrice romana Artemisia Gentileschi, la scienziata torinese Rita Levi-Montalcini, della pittrice messicana Frida Kahlo, della fisica polacca Marie Curie, per finire con l’astronauta milanese Samantha Cristoforetti.
Il progetto, che negli anni è diventato una vera e propria collezione di “icone rosa”, culminerà nella pubblicazione di un libro che raccoglierà le ricette e le biografie delle 14 protagoniste. Un modo originale e autentico per fare cultura attraverso il gusto, rendendo omaggio alla forza, alla visione e alla sensibilità femminile, una carapina alla volta.
"Born With A Broken Heart", il nuovo singolo di Damiano David, si preannuncia non solo come un brano musicale, ma come un viaggio intimo nell'animo umano, un pezzo che spoglia il cantante dalla sua iconica figura glam-rock per rivelare una sensibilità vulnerabile e complessa.
È la seconda anticipazione del suo progetto solista, che sembra sfidare i canoni della musica commerciale verso una dimensione più profonda.
Oggi, 25 ottobre, in radio e su tutte le piattaforme digitali, il singolo sarà accompagnato da un videoclip diretto da Aerin Moreno, un'illusione cinematografica che attraverso l’universo vibrante della musica contrasta la grigia monotonia della vita reale.
Il cantante racconta la genesi di "Born With A Broken Heart" con disarmante sincerità: “Stavo uscendo da un momento molto buio… avevo paura di aver perso la mia capacità di sentire e provare sentimenti”. La confessione è una provocazione emotiva per il pubblico, un invito a riflettere sulla nostra stessa fragilità, quel senso di inadeguatezza che spesso ci accompagna proprio nei momenti più significativi della nostra vita.
Il video, dove Damiano si definisce un "mutaforma", aggiunge una dimensione onirica al brano; non è il cantante che tutti conoscono, ma un personaggio che fluttua tra illusioni e realtà, un mago che trasforma le proprie paure in spettacolo.
Questo mondo, a metà tra la realtà e l’universo magico, potrebbe sembrare frivolo, eppure si rivela un potente simbolo di evasione: non è il cinismo dell’artista che cerca di nascondersi dietro una maschera, ma una riflessione su come l'arte possa essere lo strumento per sublimare la propria vulnerabilità.

Con "Born With A Broken Heart", l'artista sembra voler ricordare che, forse, anche un cuore spezzato ha la sua bellezza; e che l’autenticità si trova anche, o soprattutto, nelle crepe.
Un messaggio che risuona con chiunque abbia mai sentito di non essere “abbastanza” ma che, proprio per questo, ha trovato la forza di proseguire.
testo a cura di Barbara Spadafora
https://damianodavid.lnk.to/BornWithaBrokenHeart
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