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Fattore D: intervista a Cristina Fontanarosa

Inauguriamo una nuovo rubrica che parla di donne che hanno compiuto delle piccole grandi rivoluzioni. Prima protagonista è Cristina Fontanarosa che da Marketing Manager ha deciso di mollare tutto per la sua libertà. 

“Siamo donne oltre le gambe c’è di più”: diceva così una vecchia hit degli anni ’80 cantata da Jo Squillo e Sabrina Salerno. Siamo donne, eppure, la nostra affermazione del mondo del lavoro, nella vita professionale è sempre oggetto di numerose discriminazione. Secondo Data2X, ci sarebbe un gap non poco rilevante su come vengono generate le statistiche. Infatti, grazie all’iniziativa “Big Data for Gender Challenge” ci si è posti l’obbiettivo di comprende come le differenze di genere abbiano un impatto sulle tematiche legate allo sviluppo. Non è un mistero che le donne vengono pagate di meno rispetto agli uomini. Nonostante anni di lotte a favore del riconoscimento dei diritti, la situazione italiana sull’emancipazione lavorativa delle donne rimane abbastanza deprecabile: basti pensare al boom di dimissioni di donne divenute mamme, registrato negli ultimi anni. Le quote rosa ai tavoli amministrativi sono sempre nettamente inferiori. Essere donne e riuscire a realizzarsi professionalmente, rimane ancora un obbiettivo difficile da concretizzare. Abbiamo, quindi, deciso di raccontarvi con “Fattore D”, le storie di quelle donne che hanno deciso di essere artefici di piccole grandi rivoluzioni, professionali e personali. Troverete le storie di prestigiosi professionisti, meravigliose sognatrice e impavidi mamme, che hanno deciso di rovesciare l’andamento di una storia quotidiana impostata dai giochi dei ruoli sociali. Perché appartenere al “gentil sesso” a volte può fare la differenza, al meglio e perché essere donne può aiutare a capovolgere le prospettive. Inauguriamo questa rubrica con Cristina Fontanarosa, classe 1987, napoletana verace ma cittadina del mondo, che al posto fisso ha preferito la libertà, che da affermata donna in carriera ha deciso di lasciare tutto in nome dei sogni.

1. Presentati e raccontaci chi sei.
Sono Cristina, ho 31 anni , napoletana. Da dieci anni mi occupo di marketing digitale e per questo vivo e lavoro tra Parigi, Roma, Milano e San Francisco. Ho una grande passione per la musica, i viaggi e l'artigianato. Da circa un anno ho messo in pausa la mia avventura di digital marketing manager in grandi multinazionali come L'Oréal, Uber, Smartbox e Morellato per dedicarmi al lancio di due miei progetti personali: Tourbillon De La Vie, un brand di gioielli in alluminio riciclato e Cristina On The Road, un blog di viaggi.

2. Come è nata la tua "rivoluzione"? Che cosa è successo che ti ha fatto cambiare rotta?

Non sono mai stata incline a lasciarmi vincere dalla routine tanto che ho cambiato spesso città e aziende, ma in particolare all'inizio del 2018 ho deciso di investire su di me e sul mio tempo. Ho lasciato la mia residenza stabile a Milano e di conseguenza il lavoro da Global Brand Manager in una multinazionale del gioiello, ho lanciato il mio e-commerce www.tourbillondelavie.com e sono partita prima per seguire alcuni corsi di approfondimento a New York, poi per 5 mesi di viaggio di cui ho scritto sul mio blog Cristina On The Road. Prima che qualcuno pensi "chi sa chi avrà alle spalle che la finanzia!" ci tengo a precisarlo: nessuno, solo il frutto del lavoro dei miei precedenti 10 anni.

 

3. Che cosa fai adesso nella tua vita.

Come anticipavo nella precedente risposta mi divido tra il mio e-commerce e il blog, viaggio spesso, punto la sveglia ogni giorno un'ora più tardi rispetto al passato, quindi ad occhio e croce dovrei già aver guadagnato l'equivalente di diversi mesi di sonno. Mi puoi trovare spesso a qualche concerto indie o festival musicali in giro per il mondo, generalmente overdressed a causa della mia passione per Dior, ma anche spesso piena di glitter: al "business casual" ho sostituito in tutto e per tutto il mio stile personale.

4. Che cosa diresti alle persone che come te vogliono cambiare rotta.
Non è tutto oro quello che luccica, ci saranno momenti difficili emotivamente. Non è una scelta per tutti: bisogna essere sicuri di ciò che si è e di quello che si è disposti a fare e non fare. Bisogna essere anche consapevoli della possibilità che dopo un taglio netto sia più difficile rimediare nel caso di un ripensamento. Comunque cambiare vita almeno una o due volte è una cosa che consiglio. In un mondo che cambia continuamente restare immobili e sempre uguali è una sconfitta. Viva le novità, viva le esperienze!

 

Antonietta Marrazzo.
Sarà che sono nata il 2 giugno (nel 1946 fu la prima volta in cui le donne votarono), credo che nella mia data di nascita c’è la ragione del mio interesse alle tematiche legate alle donne e alla violenza di genere. Sono nata a Napoli nel 1987. Ho studiato a Salerno, Barcellona, Urbino e Roma. Ho scritto una tesi di laurea in semiotica “Camorra femminile singolare” sul ruolo delle donne all’interno della Camorra. Ho iniziato a scrivere che avevo 10 anni e non mi sono ancora stufata.

Redazione Nerospinto

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