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Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri saranno in scena dal 2 al 12 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano con lo spettacolo “La purezza e il compromesso, omaggio a Visconti e Testori” con la regia di Paolo Trotti e la produzione di Linguaggicreativi.
A partire dalle ore 20 di questa sera The Room, il locale dal mood newyorkese nel cuore di Porta Romana a Milano, ospita lo spettacolo “Poesie d'amore per donne ubriache”. Ad impreziosire la serata, la special exhibition “OhMydolls”.
La prima volta che ho visto i quadri di "OhMydolls" è tornato prepotentemente alla memoria un romanzo di Isabella Santacroce: “Lulù Delacroix”.
Vi risparmio i dettagli della trama per lasciare che la curiosità faccia il suo corso e vi trascini nella libreria più vicina a voi e mi soffermo sulle sensazioni.
Esattamente come accade nel romanzo della Santacroce il progetto "OhMydolls" è una commistione. Di bellezza e dolori, di emozioni osservate anche dagli angoli più scomodi, di donne che non rifiutano la femminilità e il romanticismo ma al tempo stesso si scoprono combattenti, incapaci di rinunciare a quel necessario tocco di drammaticità e disincanto misto a coraggio tanto che le ferite inflitte dalla vita vengono mostrate alla luce del sole e raccontate attraverso tattoos e piercing.
Ogni bambola è una storia immersa in un' atmosfera fiabesca e dal sapore onirico, specchio del vissuto personale di Ilaria Vista, creatrice del progetto e diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera in scenografia, che nei suoi lavori riversa il mondo che la circonda.
Un mondo fatto di amore e sostegno binomio spesso sconosciuto nei rapporti al femminile che più facilmente si nutrono di rivalità, di rispetto per la natura testimoniato dalla presenza di animali fantastici che ampliano il senso delle opere riallacciandoci al profondo legame che lega l'uomo alla natura.
Ma quelle di "OhMydolls" sono anche storie dense di segreti, tormenti, misteri, che l'artista non rinchiude nell'opera consentendo a quest'ultima la possibilità che lo spettatore possa trovare la chiave giusta per aprire la serratura disegnata sulla fronte di ogni bambola.
Il progetto di Ilaria diventa quindi un mezzo per raccontare se stessa ma anche un invito all'osservatore perché esplori la propria storia, un percorso alla ricerca della chiave che può aprire la porta dietro la quale ognuno cela i suoi personali fantasmi e desideri.
Un continuo invito alla scoperta quindi, un viaggio nei ricordi, un costante gioco di equilibri tra difetti ed ardimento, tra timidezza ed audacia, una fotografia nitida dell'animo femminile sempre in bilico tra tutto e niente, in cui i sentimenti si intrecciano alla realtà in un gioco che non conosce riposo.
E proprio per dar voce a questa moltitudine di voci che Ilaria sceglie tutti i possibili canali di comunicazione. Ed ecco che "OhMydolls" sono opere su tavole di legno dipinte con acrilico, il segno di una matita colorata o la traccia ruvida di un gessetto, ma anche abiti, accessori, gioielli, tshirt, ballerine, sneakers, tutto rigorosamente dipinto a mano.
Arte che racconta emozioni ma non si limita ai canonici dettami espressivi: li supera.
E supera anche i confini geografici perché dopo solo tre mesi di attività il progetto è sbarcato a New York con una linea vintage e culotte da collezione.
Questa sera andate controcorrente, spegnete la tv e immergetevi nella poesia e nell'arte.
Lasciate che "OhMydolls" vi racconti una storia.
Info e prenotazioni: 3396537422/ 0258319839
Ufficio Stampa:Rosaspinto
Indira Fassioni
3338864490
La pinacoteca di Brera fa a tutti un bellissimo regalo di Natale!
Dal 26 al 28 dicembre saranno gratuite le visite guidate alla mostra SEICENTO LOMBARDO A BRERA, mostra aperta fino al 12 gennaio 2014 e a cura dei Servizi educativi della Pinacoteca di Brera.
Ecco tutti gli orari in cui è possibile visitare gratuitamente la mostra:
giovedì 26 dicembre ore15.30
venerdì 27 dicembre ore 15.30
sabato 28 dicembre ore 11.00
E' consigliata la prenotazione all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Massimo 25 persone
Servizi educativi - Tel. 0272263219 Tutti gli incontri sono compresi nel prezzo del biglietto d’ingresso.
Il ritrovo è davanti al banco della biglietteria 10 minuti prima dell’appuntamento
Per informazioni e prenotazioni: tel.0272263-219 (lunedì-venerdì 9.30-12.30)
Sito: www.brera.beniculturali.it e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Ufficio Mostre ed Eventi - Pinacoteca di Brera
+39 0272263266
Via Brera 28, 20121 Milano
Amanda Lear, compagna e amante delle più grandi rockstar del nostro tempo, musa e modella per i Roxy Music e per Salvador Dali, ritorna sulle scene con una mostra dei suoi più recenti lavori pittorici.
Una personale che si compone di dipinti su tela, ora paesaggi, ora intimistici ritratti, con colori e sfumature che rimandano ad un mondo onirico e surreale.
Un'occasione per conoscere da vicino la vena artistica di una donna poliedrica, cantante e pittrice, capace di attraversare i decenni restando sempre al centro delle tendenze nazionali e internazionali.
Amanda Lear. Visioni
Milano Art Gallery
Via Galeazzo Alessi, 11
Milano
1-24 agosto 2013
Ingresso gratuito
Orari: lu 15-19.30; ma-sa 10-13 e 15-19.30; chiuso domenica
Per maggiori informazioni:
www.artgallery.it
Prendete 5 giovani accomunati da una grande passione per l’arte, aggiungete una buona dose di creatività e intraprendenza, nonché un pizzico di sana incoscienza, ecco a voi Atchu Art.
Stiamo parlando di un collettivo nato nel maggio 2012 quasi casualmente, come una scommessa, ma che in breve tempo ha conosciuto notevoli successi e riconoscimenti.
Lo Yu, Ilena Russo, Luca Mezzadra, Ludovica de Adamich, Martina Nardulli e Marco De Simone, questi i nomi dei fondatori del gruppo, diversi l’uno dall’altro, ognuno con la propria personalità e le proprie abilità, ma accumunati dalla giovanissima età e dalla voglia di esprimersi attraverso l’arte.
Atchu Art è il nome che scelgono per il loro collettivo. Può sembrare di poco conto e banale, ma è tutto forchè scontato, anzi geniale.
La decisione di usare la parola “Atchu” nasce in maniera casuale, come del resto il loro incontro. Durante uno dei tanti brainstorming uno dei componenti fece un starnuto: un accaduto di poco conto, ma che diede una giusta intuizione. Quel gesto così inaspettato e naturale che la maggior parte delle persone cercano di mascherare, ma che è impossibile da evitare, esprime perfettamente la loro voglia di osare e sperimentare.
Così i ragazzi decidono che il loro nome sarebbe stato Atchu Art, simbolo di un’arte mai uguale, in continuo divenire, che vuole sorprendere lo spettatore e suscitare profonde emozioni. Quadri di gesso e un portone di rame a sbalzo per il Magna Pars Suites di via Forcella, questi sono i loro primi lavori come collettivo in cui sono già presenti gli elementi distintivi della loro arte. L’obiettivo del collettivo è la ricerca stessa: tutti i loro lavori nascono da un libero sfogo creativo e dalla voglia di andare oltre, di dare vita a qualcosa di nuovo e inedito, sperimentando ogni volta tecniche e materiali diversi, da quelli più rudimentali a quelli più contemporanei. Il vero fattore di differenza, da cui deriva il successo delle loro creazioni, risiede proprio nel significato stesso di collettivo: unione, discussione e confronto generano una forza creativa che altrimenti sarebbe irraggiungibile.
Nel loro sito si trova u pensiero di James Joyce che al meglio sintetizza il significato che ha l'arte per loro.
"Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l'arte."
Per ammirare la sorprendente creatività di Atchu Art venite sabato 1 giugno dalle ore 22.00 all’evento Chapeau organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto Arte&Comunicazione presso la prestigiosa location Spazio Giulio Romano (via Giulio Romano 8, mm Porta Romana).
Atchu Art http://www.atchuart.com https://www.facebook.com/AtchuArt E-mail - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Openweek 2013 è un'opportunità di entrare in contatto con l'arte contemporanea e con i più diversi stimoli creativi.
Giovedì 23 maggio, alle ore 18, presso la Temporary Gallery di Monza, andrà in scena un’originale kermesse artistica per giovani talenti.
Saranno tre giorni interamente dedicati all'esposizione di dieci opere di giovani artisti emergenti: quadri, sculture, installazioni, fotografie dall'impatto forte e innovativo.
Una mostra che da spazio e rilievo alla florida creatività di studenti di scuole d’arte ed accademie.
La galleria, strutturata su tre piani con terrazzi, è uno spazio che si modella intorno alle opere contenute, un ambiente in cui le arti si fondono e la creatività predomina.
Per maggiori informazioni: www.streetartpiu.it
Temporary Gallery
via A. Pennati, 17
Monza
Non solo design al nostro evento, ma anche artisti appartenenti al mondo della pittura, come Leone Landolina, con la sua arte astratta che trova la sua realizzazione nell’incontro tra pulsioni opposte, nel tentativo di ricercare una forma di armonia.
Leone fa parte di un duo artistico, insieme a Riccardo Falletta, che prende il nome di studio 2012, ispirato alla data che i Maya avevano indicato per segnalare la fine di un tempo, la cosiddetta quarta era, che dovrebbe rappresentare il bisogno di un cambiamento a tutti i livelli.
L’artista definisce i suoi lavori ‘random precision’, perché è istintivo e dipinge cercando di contenere nei confini di una tela quella che è la sua visione del mondo, con tutte le sue forme e sfumature in contrasto tra loro, un miscuglio di direttive tratteggiate con lieve insicurezza e un colore contaminato.
La formazione di Leone avviene attraverso lo studio di filosofia estetica a Milano e di disegno a Londra. Trae ispirazione dai graffiti anni ’90 e dalla street art, infatti nei suoi quadri sono presenti anche stencil e bombolette.Nel 2006 ha fondato insieme a QVDR lo Studio 2012, che si dedica a produzioni video, tele, disegni e graffiti a quattro mani, tra Milano e Berlino, dove vive il suo socio.
Dipingere per lui è un’esigenza culturale, spontanea e naturale, e la sua arte l’ha portato a esporre in varie mostre collettive, personali e ad una fiera d’arte.
Potrete ammirare le sue opere all’evento Nerospinto Borderline Design Week allo Spazio Giulio Romano 8, sabato 13 aprile dalle ore 19.00.
Laura Girola
La Pasqua si avvicina e per chi non abbia ancora programmi particolari o pranzi in famiglia, ecco alcune idee per passare una domenica piacevole per il corpo e per la mente tra cibi prelibati.
Al ristornate ‘Acanto’ dell’Hotel Principe di Savoia dal 5 al 31 marzo si festeggia non solo la Pasqua ma anche la primavera con un menù inedito che ha come protagonista il carciofo bianco di Petrosa, tra i più piccoli e ricercati al mondo.
Viene proposta quindi una degustazione che si tinge di verde e richiama il gusto fresco e pungente di questo ortaggio grazie alle creazioni dello chef esecutivo Fabrizio Cadei, il cui menù prevede carpaccio di branzino con cruditè di carciofo, astice scozzese e carciofi spinosi, petto d’anatra con crema di carciofo e morbido di vaniglia e cioccolato con carciofi disidratati.
Il ristorante è in Piazza della Repubblica 17 (zona stazione centrale), ed è aperto dalle 20.00.
(www.hotelprincipedisavoia.com/IT/hotel-m)
Per chi ama il sushi in qualunque occasione, il ristornate Wu Taiyo in Viale Monza 23 è aperto anche domenica con la sua varietà di cucina cinese e giapponese, tradizione e modernità e il suo stile inconfondibile. I piatti sono sapientemente combinati in un equilibrio di sapori, dalla cucina classica orientale ai gamberi rossi di Sicilia, e per il pranzo di Pasqua uno speciale menù a 38 euro: insalata di mare con gamberi, salmone, polpo e polpa di granchio, Gunkan all’uova di quaglia avvolto da salmone e pasta Udon saltata con seppia, zucchine e uova.
O ancora Tamago Roll, avocado surimi maionese avvolto nell’omelette, tempura, sushi, sashimi e maki.
L’ambiente è arredato con uno stile che gioca sui toni del metallo, del legno e del tortora, e crea un’atmosfera intima e confortevole, ma allo stesso tempo ricercata.
A coloro che amano dormire anche la domenica di Pasqua non può sfuggire l’originale brunch al ventesimo piano del World Join Center organizzato dal ristorante ‘Unico’.
Uno spazio sospeso nell’azzurro, capace di annullare i confini tra dentro e fuori, tra arredi moderni e ricercati proponendo un breakfast – lunch curato dallo chef stellato Fabio Baldassarre, che spazia dalla colazione alle insalate, dai primi ai secondi, fino ad arrivare al pesce.
Il ristornate si trova in Via Achille Papa, 30 (zona fiera) ed è aperto tutte le domenica dalle 12.00 alle 15.30.
Allo Spazio Oberdan, per coloro che voglio passare una Pasqua dedicata all’arte, dal 20 febbraio al 5 marzo è possibile ammirare 200 scatti originali del celebre fotografo francese Robert Doisneau. I protagonisti sono Parigi, i suoi abitanti e la sua innegabile magia. L’esposizione condurrà il visitatore in un emozionante passeggiata tra le vie parigine, attraverso fotografie in bianco e nero che ritraggono donne, uomini, bambini, innamorati, animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.
Il fotografo è diventato il più illustre rappresentate della fotografia umanistica in Francia, le sue immagini sono esposte in tutto il mondo, come il celebre ‘Bacio dell’Hotel de Ville’ con una coppia colta in un appassionato abbraccio di fronte al municipio cittadino.
La mostra è in Viale Vittorio Veneto 2 (zona Porta Venezia) ed è aperta mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30 e l’ingresso è di 9 euro.
Altra tappa per gli amanti dell’arte è la mostra ‘Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter’, presso il Palazzo Reale, che presenta oltre 120 opere per ricostruire il percorso degli artisti che vissero a Parigi nel quartiere Montparnasse agli inizi del ‘900: Modigliani, Soutine, Utrillo, Suzanne, Valadon, Kisling e altri ancora.
Questi capolavori provengono dalla collezione del mecenate francese Jonas Netter, e mettono in risalto un periodo affascinante e fondamentale della storia dell’arte, che verrà definito bhoemien, simboleggiando una pittura che si nutre di disperazione.
La mostra è in Piazza del Duomo 12 (zona centro) ed è aperta dal 21 febbraio all’8 settembre.
Gli orari domenicali sono dalle 9.30 alle 19.30 e l’ingresso è di 11 euro.
Laura Girola
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