CHIAMACI +39 333 8864490

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e di sessione. Non profiliamo in alcun modo i nostri utenti e non installiamo cookies di terze parti.

Accetto. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici (quelli che usiamo noi).

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione (noi non li usiamo)

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.

Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •

Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •

Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.

Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

|||

Non è una mostra da osservare. È una mostra che ti chiede di stare dentro alle cose, anche quando non sono del tutto risolte.

Fino al 10 maggio, il Museo Lechi di Montichiari ospita Passato, presente, futuro, progetto espositivo di Cristian Bragaglio, classe 1996, che negli ultimi anni ha costruito una ricerca autografata facile da riconoscere, ma soprattutto difficile da semplificare. Ed è proprio qui che il lavoro tiene.

Bragaglio lavora su una pittura che non cerca di spiegare, ma di trattenere. Le tele sono superfici attraversate da segni, cancellazioni, parole che affiorano e scompaiono. Non c’è un prima e un dopo, non c’è una gerarchia tra immagine e testo: tutto convive, tutto si muove. Le parole non accompagnano il dipinto, lo interrompono, lo spostano, lo rendono instabile. E in questa instabilità trova senso.

Il progetto – promosso da BCC Garda all’interno del programma dedicato agli artisti under 35 – evita qualsiasi tentazione didascalica. Non semplifica, non traduce, non rende “facile” la lettura. Porta invece dentro lo spazio museale una pratica che resta stratificata, a tratti irrisolta, e proprio per questo più interessante.

La mostra si costruisce su tre nuclei – passato, presente, futuro – ma non aspettatevi un percorso lineare. Il passato qui è ancora attivo, un archivio emotivo che continua a incidere. Il presente è fragile, più da attraversare che da capire. Il futuro, invece, resta aperto, senza direzioni imposte. È uno spazio lasciato allo sguardo, non alla risposta.

Tra le opere, Un sogno a colazione è probabilmente una delle più immediate: gesto pittorico diretto, quasi istintivo, e poi una frase che entra e sposta tutto. Non chiarisce, non conclude. Fa quello che dovrebbe fare: mette in crisi la lettura.

C’è anche un altro livello, meno evidente ma fondamentale. Bragaglio non lavora solo nello spazio espositivo: la sua pratica si estende fuori, tra scrittura, contenuti e relazione diretta con il pubblico. Non è un’estensione accessoria, è parte del lavoro. Un modo per tenere aperto un dialogo su temi che tornano continuamente – relazioni, assenze, fragilità – senza trasformarli in slogan.

In questo senso, l’intervento di BCC Garda non è solo un supporto, ma un dispositivo che permette a una ricerca contemporanea di entrare in un contesto istituzionale senza essere addomesticata. E non è così scontato.

Quello che resta, uscendo, non è un’immagine precisa. È piuttosto una sensazione: qualcosa che non si è del tutto fissato, ma continua a lavorare. Ed è probabilmente lì che la mostra trova il suo punto più giusto.

Museo Lechi

Corso Martiri della Libertà,33

Montichiari (BS)

www.montichiarimusei.it

www.cristianbragagliostudio.com

|||

Un progetto internazionale per rileggere Gaza oltre l’emergenza

 

Martedì 21 Aprile si è tenuta, alla Fondazione Merz di Torino, la conferenza inaugurale di "GAZA, il futuro ha un nome antico", uno sguardo radicalmente diverso sulla città più popolosa di Palestina, non più solo simbolo di conflitto contemporaneo, ma crocevia millenario di culture, commerci e relazioni tra Africa, Asia e Mediterraneo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Merz, Museo Egizio di Torino e MAHMusée d’art et d’histoire di Ginevra, con il consenso dello Stato di Palestina. La mostra, visitabile dal 22 Aprile al 27 Settembre 2026, è stata presentata "come grande opportunità per risollevare l'attenzione sul genocidio di Gaza e sul patrimonio culturale perduto" come sostenuto da Beatrice Merz, presidente della Fondazione dal 2005. 

Alla presentazione del progetto erano presenti, tra gli altri, Christian Greco, direttore del Museo Egizio e Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena.

Proprio Montanari, nel corso del suo intervento, ha sottolineato la rilevanza dell’iniziativa, evidenziandone non solo il valore culturale ma anche quello profondamente umano. Un passaggio del suo discorso ha posto l’accento sul ruolo di questi progetti, che “riescono a fare qualcosa che le nostre autorità costituite non hanno ritenuto di fare” e che, in questo contesto, fanno sì che “oggi Torino dice una parola importante in un grande silenzio”.

Archeologia e arte contemporanea: un dialogo tra tempi

Il percorso espositivo mette in relazione circa ottanta reperti archeologici – dall’Età del Bronzo al periodo ottomano – con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali. Ceramiche, monete, manufatti e oggetti quotidiani dialogano con pratiche artistiche che interrogano il presente, costruendo un ponte tra passato e contemporaneità.

Accanto ai reperti, una selezione di fotografie provenienti dall’archivio dell’UNRWA amplia lo sguardo, restituendo immagini di vita, trasformazione e perdita. I materiali esposti provengono in parte da una collezione destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, mai realizzato a causa dei conflitti: un dettaglio che rafforza il senso profondo del progetto, sospeso tra conservazione e mancanza.

Il patrimonio culturale tra perdita e responsabilità

La mostra si inserisce nel dibattito globale sulla distruzione del patrimonio culturale nei contesti di guerra. Non si tratta solo di siti archeologici o monumenti danneggiati, ma anche di comunità disperse, memorie interrotte, identità fragili. Gaza diventa così un caso emblematico di una condizione più ampia, che riguarda molte aree del mondo.

Attraverso il percorso espositivo emerge con forza l’idea che il patrimonio non sia un elemento statico, ma un organismo vivo, strettamente legato alle persone che lo abitano e lo tramandano. La sua perdita, quindi, non è solo materiale, ma anche culturale e simbolica.

Quattro sezioni per attraversare storia e memoria

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche che accompagnano il visitatore in un viaggio stratificato. Si parte da Passato, presente e futuro in pericolo, dove il tema della distruzione del patrimonio viene affrontato attraverso materiali documentari, opere contemporanee e testimonianze visive.

Segue Gaza: ponte tra Europa, Africa e Asia, che restituisce il ruolo storico della città come nodo strategico di scambi e relazioni, evidenziando le connessioni tra civiltà diverse. In Culture, incontri e dialoghi emerge la dimensione umana degli scambi: oggetti, pratiche e conoscenze raccontano un Mediterraneo dinamico e interconnesso.

Infine, Corpi, riti e memorie approfondisce la pluralità religiosa e culturale del territorio, mostrando come tradizioni diverse si siano intrecciate nel tempo, anche attraverso pratiche funerarie e simboliche.

Le voci degli artisti: memoria come materia viva

Le opere degli artisti contemporanei attivano un confronto diretto con la storia palestinese, trasformando la memoria in uno strumento critico. L’intervento di Khalil Rabah introduce il visitatore a una riflessione sulla fragilità della memoria e sullo sradicamento, mentre il lavoro di Wael Shawky rilegge la storia attraverso linguaggi teatrali e stratificati.

La dimensione domestica e quotidiana emerge nei lavori di Samaa Emad, che utilizza collage, immagini e cibo come strumenti di narrazione e resistenza. Le opere di Vivien Sansour e Mirna Bamieh riflettono invece sul legame con la terra, tra perdita e continuità.

La fotografia come traccia di memoria è al centro della ricerca di Akram Zaatari, mentre Dima Srouji chiude il percorso con opere che intrecciano dimensione spirituale e esperienza contemporanea, tra fragilità e resistenza.

 

Un invito a guardare oltre

Nel suo insieme, la mostra si configura come uno spazio di confronto tra tempi, linguaggi e narrazioni. Un luogo in cui il passato non è distante, ma continua a interrogare il presente e a suggerire possibili futuri.

Attraverso archeologia e arte contemporanea, il progetto invita a superare visioni semplificate, restituendo complessità a un territorio centrale nella storia del Mediterraneo. E soprattutto, sollecita una riflessione urgente: quella sulla responsabilità collettiva di custodire la memoria, anche – e soprattutto – nei momenti in cui rischia di scomparire.

|||

Alla galleria Patrizia Anastasi venerdì 17 Aprile 2026 alle ore 18.00, in Viale Giuseppe Mazzini n1/A a Roma, appuntamento con il  vernissage di Natascia De Sanctis “Dracula e Mina”. Vi immergerete in un mondo surreale, ispirato alla pellicola “Dracula di Bram Stoker”, diretto e co-prodotto da Francis Ford Coppola nel 1992.

|||

Al Forte di Bard, Stati Uniti e Sudamerica si raccontano tra fotografia e pittura

di Alessandro Infortuna

 

 

Esiste un luogo, dove il Piemonte bacia la Valle d' Aosta e dove il tempo sembra sospeso, che è stato un punto obbligato per eserciti, merci e viaggiatori fin dall'antichità. 
Uno sperone roccioso che domina e controlla da secoli l'unico punto naturale di accesso verso il cuore alpino. 
 
Parliamo del Forte di Bard, maestosa fortificazione che affonda le sue radici nel medioevo e che ha attraversato varie dominazioni, da Napoleone Bonaparte a Carlo Felice di Savoia, dallo splendore del 1800 alla decadenza e il progressivo abbandono lungo il '900 per poi ritrovare la luce al tramonto del secolo scorso quando, un grande progetto di restauro promosso dalle amministrazioni comunali, ha donato nuova vita alla storica struttura rendendola un polo culturale di rilievo internazionale.
 
Oggi, infatti, il Forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee, eventi e spazi espositivi, mantenendo intatto il fascino suggestivo della sua architettura. 
 
Tra le mostre, in questo periodo, si trovano "Fernando Botero. Tecnica monumentale" e "Magnum America. The United States". 
 
 
 

"Fernando Botero. Tecnica monumentale"

 

Nato a Medellin nel 1932 e morto a Monaco nel 2023, Botero è stato figura centrale dell'arte contemporanea internazionale. Le prime esposizioni risalgono già agli anni '50 tra Colombia e Messico dove matura il suo stile personale, caratterizzato da forme voluminose e ingigantite, che diverranno presto riconoscibili come "boterismo". 
 
Botero prosegue il suo percorso di crescita in Europa dove studia i grandi maestri del passato, assimilando influenze rinascimentali rielaborandole in chiave ironica e poetica e dove la sua mano e il suo lavoro, in una ricerca costante sull' equilibrio delle forme, diviene una cifra unica nel panorama artistico mondiale esponendo da New York a Parigi, da Madrid a Firenze.
 
Sebbene conservino un tono spesso giocoso, le opere di Botero affrontano anche temi politici e sociali come le frequenti esplosioni di violenza in Colombia o le torture nella prigione di Abu Ghraib. La sua estetica inconfondibile, al tempo stesso critica e affettuosa nei confronti dell'umanità, sarà simbolo dell' identità culturale latinoamericana e lo renderà uno degli artisti più riconoscibili del XX e XXI secolo.
 
Dal 29 Novembre 2025 al 6 Aprile 2026 il Forte apre le porte alla mostra dedicata al pittore, scultore e disegnatore colombiano, ripercorrendo l'evoluzione della tecnica espressiva con oltre cento opere incentrate sulla ricerca del confronto tra le diverse tecniche utilizzate da Botero sullo stesso soggetto come olio, disegno, acquerello e scultura. 
 
Il percorso, inclusivo e tattile per le persone con disabilità, indaga il processo creativo dell'artista e ne apprezza la linearità di un approccio estetico strutturato e coerente durante più di 60 anni attraverso opere come Autoritratto con Arcangelo o Leda e il cigno, o ancora come Venere o Il Ratto di Europa , dove si confronta con i grandi temi dell'arte classica. Inoltre, si potranno apprezzare per la prima volta anche schizzi preparatori accanto alle grandi opere finite. 
 
La mostra è promossa da Fondazione Botero e 24 Ore Cultura e curata da Cecilia Braschi.
 
 
 
 
 

 

"Magnum America. The United States"

 
Da un' America a un' altra, al Forte di Bard arriva "Magnum America", mostra fotografica che, attingendo dagli archivi dell' Agenzia Magnum Photos, pone al visitatore la domanda "Che cos'è l'America ?".
 
Un viaggio esplorativo, dagli anni '40 ad oggi, che offre una commovente interpretazione degli Stati Uniti tra passato e presente, mettendone al contempo in discussione il futuro tra i traumi e i trionfi.
 
Dalla marcia su Washington all' 11 Settembre, da Woodstock ai disastri naturali e le profonde cicatrici della disuguaglianza razziale ed economica, la mostra apre le proprie porte e lo fa attraverso gli occhi dei grandi interpreti della fotografia del '900 come Robert Capa, Henry Cartier Bresson o come Eve Arnold, Elliott Erwitt e Bruce Davidson che compongono un mosaico a volte critico, a volte celebrativo di cosa è stata, è e forse sarà l'America.
 
"Magnum America. The United States" è promossa dalla collaborazione tra Forte di Bard e Magnum Photos e sarà visitabile dall' 8 Dicembre 2025 all' 8 Marzo 2026.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

Forme di luce, la mostra di Man Ray a Palazzo Reale di Milano|||

A Palazzo Reale di Milano, la grande retrospettiva “Man Ray. Forme di luce” propone al pubblico uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, in mostra dal 25 settembre 2025 all'11 gennaio 2026

|||

Un momento di sospensione, condivisione e confronto per riscoprire il legame profondo tra bellezza, architettura e benessere.

Martedì 16 settembre, negli spazi di SPACES Turati, torna Il Pranzo della Bellezza, il ciclo di appuntamenti che usa l’orario del pranzo come pretesto per incontrarsi, riflettere e condividere esperienze intorno a un tema.

Il titolo di questo incontro è Genius Loci, espressione che per gli antichi indicava lo “spirito del luogo”: quell’impronta invisibile fatta di storia, memoria e vibrazioni che rende un ambiente capace di accoglierci e farci sentire a casa. Un’idea che sarà il punto di partenza per discutere di architettura, benessere e dei luoghi del cuore, quelli che davvero parlano di noi.

A guidare la conversazione sarà Beatrice Spirandelli, architetta e fondatrice di Mens sana in casa sana, che racconterà come forme e materiali possano rendere i nostri spazi più armoniosi e portatori di emozioni. Con lei, la moderazione di Paola Saia, fotografa e docente, che stimolerà lo scambio tra estetica, narrazione e ricerca del bello. L’iniziativa è firmata dallo studio creativo Tomato Noir, che con Il Pranzo della Bellezza propone esperienze in cui immagine, cultura e relazioni autentiche si intrecciano.

Il pranzo è libero su prenotazione (al link che segue), con un costo medio di circa 15 euro per una portata, acqua e caffè da corrispondere direttamente in cassa il giorno dell’evento.

Un’occasione per fermarsi, respirare e riconoscere la bellezza che ci accompagna ogni giorno.

Martedì, 16 settembre 

12:45 - 14:00

Spaces - Milan, Spaces Turati, via Filippo Turati 30. Milano 

LINK PER REGISTRARSI   QUI 

|||

Grande Successo per la Presentazione di "EFFETTO DANZA" al Grand Hotel et de Milan

Si è conclusa con straordinario successo la presentazione del libro "EFFETTO DANZA" del Professor Paolo Mariconti, tenutasi presso il prestigioso Grand Hotel et de Milan. L'evento, organizzato da The Circle Publisher, la casa editrice del prodotto editoriale "Effetto Danza", ha registrato il tutto esaurito, confermando l'interesse crescente verso le nuove frontiere del benessere e della longevità.

Un Evento di Prestigio

La serata ha visto protagonisti d'eccezione: Roberto Bolle, étoile internazionale che ha firmato la prefazione del volume, e la giornalista Francesca Carminati, che ha magistralmente moderato l'incontro. Marco Sutter ha motivato e presentato il progetto editoriale. Il dialogo tra i relatori ha saputo coinvolgere il pubblico in un viaggio affascinante attraverso le connessioni tra danza, medicina e neuroscienze.

La Danza come Medicina

Roberto Bolle ha sottolineato durante il suo intervento: "La danza non è solo arte, ma una medicina naturale che agisce su corpo e mente. Il lavoro del Professor Mariconti dimostra scientificamente quello che noi danzatori sperimentiamo ogni giorno: il potere trasformativo del movimento consapevole".

Il Professor Paolo Mariconti ha illustrato al pubblico come la sua ricerca multidisciplinare — che coniuga medicina, neuroscienze ed esperienza corporea — dimostri il ruolo della danza nella prevenzione dell'invecchiamento e nella costruzione di un benessere duraturo.

Un Approccio Innovativo

L'opera si distingue nel panorama editoriale per il suo approccio innovativo che eleva la danza da disciplina artistica a strumento terapeutico di riequilibrio fisico, psichico ed emotivo. Al termine della presentazione, l'autore ha dedicato numerose copie del libro ai presenti, che hanno mostrato grande interesse per questa nuova prospettiva sulla longevità attiva.

Un Frutto di Anni di Ricerca

"EFFETTO DANZA" rappresenta il frutto di anni di ricerca del Professor Mariconti, anestesista, farmacologo ed esperto in Medicina del dolore, che ha sempre affiancato alla professione medica uno studio approfondito della danza e dei danzatori. Co-founder e Segretario generale dell'International Longevity Science Association (ILSA), Mariconti è anche autore di volumi di successo come Guarire il dolore, Ho vinto il dolore e L'età dell'oro. Il libro, a breve, sarà disponibile in tutte le principali librerie e online.

|||

Sapore, tradizione e creatività si incontrano nel cuore pulsante del quartiere Brera per celebrare il dolce simbolo di Milano.

|||

 

 

Nato dal recupero di un laboratorio di marmi in disuso, lo Spazio Made è una venue urban concepita come Location d'Autore in chiave industrial, per ospitare eventi privati e aziendali, nonché eventi culturali di varia natura. 

Da dieci anni a questa parte l’ Associazione Cultura Aesthetica, che ha sede all’interno dello spazio, si è impegnata fattivamente nell'offrire una proposta culturale esclusiva al territorio ligure-apuano.

Un ulteriore passo in avanti in questo senso si è registrato con il lancio del format The Fridays, che amplia il ventaglio di opportunità del Club con una offerta che coniuga gusto, arte e musica dal vivo, nel segno della bellezza e della godibilità, in un’atmosfera di ricercata convivialità.

Pensato inizialmente come showroom ad uso esclusivo della Massimo Ligeri Marmi, azienda autrice e curatrice del progetto di recupero e trasformazione,  Spazio Made diviene ben presto luogo di interesse per il mondo dell'organizzazione di eventi, grazie agli ampi spazi ed alla suggestiva atmosfera industrial chic e ora si trasforma in vero e proprio centro polifunzionale per le arti eLive Music Club.

Sul sito è possibile associarsi attraverso il form di iscrizione

I soci godono di vantaggi esclusivi e sostengono l’impegno dell’associazione nel portare avanti iniziative e sociali benefiche. 

Dopo la prima serata, che ha visto esporre alcuni artisti della Galleria Valeria Lattanzi (tra i quali il pittore livornese) Massimo Lomi ed esibirsi il cantautore Stefano Barotti con la Painter Loser Band, c'è grande attesa per il secondo appuntamento di venerdì 29 novembre.

|||
 
Dal 23 novembre 2024 al 9 marzo 2025, il MIC - Museo Interattivo del Cinema a Milano, in collaborazione con la Cineteca Milano, rende omaggio a Marcello Dudovich con la mostra Unfinished Cinema 1915-1933. Curata da Matteo Pavesi, questa esposizione non solo mette in luce uno dei lati meno noti e affascinanti del grande artista italiano, ma ci accompagna in un viaggio visivo nel mondo del cinema muto, attraverso bozzetti, manifesti e disegni preparatori che risalgono ai primi anni del Novecento.
 
 
Marcello Dudovich, nato a Trieste nel 1878 e milanese d’adozione, è stato uno dei pionieri della cartellonistica pubblicitaria italiana. Lavori celebri come i manifesti per il cinema e il teatro testimoniano la sua capacità di raccontare storie attraverso immagini vibranti e dettagliate. Come sottolinea Pavesi, “questi bozzetti, a tecnica mista e acquarello, parlano di un cinema ormai scomparso, ma conservano una vita propria, sospesi tra l’immagine e il racconto incompiuto.” La mostra è composta da 26 bozzetti, 9 dei quali firmati da Dudovich, e comprende opere di altri artisti tra cui Alfredo Ortelli e Giovanni Vianello. Alcuni di questi lavori, restaurati dagli studenti dell’Accademia di Brera, offrono uno spaccato unico su un mondo lontano, ma vibrante di bellezza e nostalgia.
 

Cinema muto e immagini eterne: il programma speciale


Il percorso espositivo è accompagnato da una rassegna cinematografica che celebra l’epoca d’oro del cinema muto con sedici capolavori restaurati. Ogni domenica, gli spettatori possono rivivere pellicole iconiche, da Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau a Metropolis di Fritz Lang, molte delle quali presentate con accompagnamento musicale dal vivo, una scelta che richiama l’autenticità dell’esperienza cinematografica d’inizio secolo.

Il cinema è un sogno proiettato” disse una volta Dudovich, e questa rassegna ne è una dimostrazione.

La magia dell’imperfetto: cosa resta quando il tempo dissolve l’arte?

Oltre ai manifesti e ai bozzetti, i visitatori avranno l’opportunità di osservare come il cinema muto sia un patrimonio fragile. Un’installazione speciale mostrerà il processo di deterioramento dei film nel tempo, evidenziando come senza cure e restauri, queste opere andrebbero perdute. Cosa ci resta, allora, di un’epoca in cui l’arte visiva incontrava i sogni in movimento? Forse è proprio questo il senso dell’incompiuto che Dudovich ci invita a esplorare: la bellezza di ciò che non si compie mai completamente, di ciò che, in qualche modo, è sempre sul punto di sfuggirci.

La mostra Unfinished non è solo un’esposizione di arte visiva, ma un vero e proprio tributo a un’epoca, a un genere e a un artista che ha saputo fare della nostalgia e dell’imperfezione una forma di bellezza.

 

Pagina 1 di 11

Partner

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it