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Torna sabato 6 Aprile l'appuntamento con il nostro Dottore preferito.
Gaia360° e My Doctor Says Party insieme per organizzare una serie di eventi in favore di una raccolta fondi per supportare il Mix festival.
Giunto alla sua prossima ventisettesima edizione, la comunity del festival audiovisivo, lancia un appello a gran voce sul web, proponendo una campagna di crowdfounding per supportare l'evento.
La raccolta fondi a sostegno del progetto sarà attiva fino al 30 Aprile.
Insomma il Dottore vi propone una serata divertente, ma anche impegnata culturalmente..come si suol dire “mens sana in corpore sano”!
Ad accogliervi Dj set per emozioni liquide Mary K e Shener.
Pensavate di aver visto tutto? Questo fine settimana guest djs le Orjas in console per spingervi fin dove non avete osato arrivare.
HD Disco
Via Enrico Caruso angolo Tajani
20133 Milano
Per maggiori informazioni visita l'evento facebook:
https://www.facebook.com/events/140335262805348/
Powered by:
MY DOCTOR SAYS PARTY!: http://www.facebook.com/MyDoctorSaysParty GAIA360: http://www.facebook.com/groups/210853325646999/
Ingresso 10€ con consumazione A seguire birra 5€ / drink 7€
Per chi non vuole smettere mai di divertirsi, Nerospinto consiglia:
*Venerdì 22 marzo COOL KIDS CAN'T DIE - Legittimo impedimento*
"Nel diritto processuale penale italiano, il legittimo impedimento è l'istituto che permette all'imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula"
DRESS CODE: OCCHIALI NERI
In consolle: JAPI QUEER & LaEMI dj show
E nella sala al piano di sotto...CINEFORUM!
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/122686341250760/
In collaborazione con:
Yeep – Tutti gli eventi della tua città in un click!
(per iPhone e presto per Android Completamente Gratuita)
*Sabato 23 marzo Polyester - A morte Hollywood!*
Sabato il Toilet Club sarà un inferno stellato, addobbato appositamente per voi e tutte le meteore che ci piacciono di più!
La star (o meteora) sarai tu!
DJ: BLACK CANDY (T.O.Y / Scrittore NecroMantico) + DONUT (La Ragazza dell'Italo Disco) + TOILET RESIDENT DJs
FOTOROMANZA + POLYART – ALE & DAVIDE
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/433965496689236/
*Lunedì 25 marzo The BANG BANG bar*
Un imperdibile viaggio nel passato, una serata di musica underground anni '90 che non ti farà più vedere il presente allo stesso modo!
DJ: Alex Carrara, Enrico Bernes
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/511098075603361/
Toilet Club
via Lodovico il Moro 171, Milano
INGRESSO GRATUITO con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera
Kernkraft 400 è un pezzo che conoscono tutti. La melodia, ripresa dal videogioco Lazy Jones per Commodore 64, si è imposta nell'immaginario dance dal 1999, aprendo le porte del nuovo millennio al nuovo progetto del tedesco Florian Senfter, già conosciuto come Splank!, Zombie Nation. Le atmosfere techno, ritmi inquieti, tastieroni e vocoder hanno immortalato un'istantanea di quegli anni, ascendendo mr. Senfter a icona indimenticabile; non è un caso che a credere in lui per la prima volta sia stato Dj Hell con la sua Gigolò Records.
Il primo disco è molto underground e già dalla copertina dell'album si capiscono le intenzioni: la foto di base è la stessa di Nevermind, dei Nirvana, il bambino, però, è capovolto e l'acqua è rossa, sullo sfondo quattro ombre in attesa. Un album di rottura, di capovolgimento, a metà tra techno old school e nuovi beat, il tutto accompagnato da melodie ipnotiche e un vocoder imperdibile, molto simile allo stile di Anthony Rother. A quattordici anni di distanza esce il quinto album, RGB, e si capiscono le qualità di un artista intramontabile. Se dovessimo prendere il primo e l'ultimo album, ascoltarli di seguito e dover dare un giudizio, è chiaro che Splank! ha saputo innovarsi, ricercarsi e ha al meglio trovato uno spazio nel nuovo universo della musica elettronica. Ma quattordici anni non possono passare inosservati e dovendo scrivere un articolo a tutto tondo sull'artista, bisogna che mi soffermi a capire cosa è successo in questo decennio.
L'esordio con la Gigolò ha funzionato e nel giro di quattro anni il giovane è proiettato in una spirale di contaminazioni e sperimentazioni che gli permettono di produrre il secondo album Absorber, nel quale riversa tutt'altri stili e si apre a un genere più electro, a tratti esotico, mantenendo però i tratti distintivi come il vocoder e, in alcune tracce, le atmosfere old school.
Ma è nel 2006 che avviene la magia. Le tracce del terzo album, Black Toys, sono corpose, dure, e si ritorna un po' al sound degli esordi, ma con una netta influenza più house; notiamo anche la scomparsa del vocoder che viene sostituito da campioni nella maggior parte dei casi. Tech-house che lo porta a incontrarsi con il gigante Tiga, con cui fonda nel 2007 il progetto parallelo ZZT (e di cui abbiamo diversi Ep più che validi), in una commistione di generi tra l'house, l'elettro e forse una spruzzata di elettroclash. Non sorprende che il progetto sia un successo immediato e l'album Lower State of Consciousness viene nominato album del mese da MixMag.
Passano tre anni di tour in giro per l'Europa e il mondo e finalmente esce l'attesissimo Zombielicious. Un capolavoro che segna il passaggio in una nuova era per il dj tedesco. Le tracce sono tutte cariche di una nuova vitalità che si esprime in un beat frenetico e bassi da far tremare le pareti, in un vorticoso richiamo al suo vecchio stile, ma con tutta una nuova propensione per l'elettro e la teatralità, tra altri e bassi che richiamano uno stile inedito. Basti sentire pezzi come Seas of Grease e Mas De Todo per rendersene conto. Tra le contaminazioni, troviamo anche una punta di elettrofunk, in canzoni come Radio Controller, in cui la fa da padrona una melodia distorta in wha wha e un cantato pulito e molto in sintonia con lo stile di Tiga. Così si conclude l'ultima fatica di questo gigante dell'elettronica. Con RGB, l'ultimo disco che raccoglie sotto le sue 15 tracce un misto di tutte le esperienze passate con l'aggiunta di un punto di vista più violento, forse ispirato a qualche francese come Brodinsky(?).
https://soundcloud.com/turborecordings/sets/zombie-nation-rgb-1
Il suo precedente dj set, ormai un anno fa al Tunnel di Milano, me lo ricordo così: luci soffuse, lampi sulla sfera stroboscopica, tuoni nelle orecchie e io che non mi reggo in piedi. Le impressioni del momento sono molto importanti e quella sera marcai a fuoco nel cervello la bravura di questo dj, la sua tecnica e maestria, tra un passaggio e l'altro, mai scontato, sempre coerente e ovviamente esageratamente pesto. Il giorno dopo avevo un gran mal di testa, ma ero sicuro di aver vissuto un'esperienza indimenticabile, e forse in quello stato mentale alterato son riuscito a godermi meglio lo spettacolo, tra bassi che mi penetravano le viscere e synth che mi risollevavano da uno stato catatonico verso un paradiso di fumo artificiale e neon.
Zombie Nation, questo venerdì sarà al Tunnel Club di Milano, ospite per la serata di Le Cannibale. Io ci farei un pensierino!
Jerry Bouthier è elegante. Non solo perchè ha frequentato le passerelle parigine e londinesi, neanche per il suo lavoro di sound designer per Viviene Westwood, ma per il suo stile musicale. Sostanzialmente lui è uno della vecchia scuola, anni novanta, quando l'house approdava in inghilterra in club come Ministry of Sound, aperto da pochi anni, nel quale, con suo fratello Tom, hanno lavorato per diversi anni. È questa la parentesi di quattro anni in cui Bouthier si afferma internazionalmente, prima, in Francia, ha comunque scatenato il suo estro come pioniere della scena elettronica francese. Immagino quegli anni tra le migliori discoteche del tempo, dal Velvet Underground al Club uk e molte altre, in un turbinio di buona musica, droga e sesso, non dimentichiamoci che quelli sono gli anni migliori del clubbing, nel 1988, addirittura, ci fu l'estate nominata dalla stampa come “Second summer of love”.
Il sound eclettico di Jerry appassiona tutti, in un misto di beat dritti e sinfonie acid, ed entra a far parte della grande famiglia Kitsunè. Inizia così un altro capitolo della sua vita, tra moda, cultura e tendenza. Selezionatore di grande esperienza, cultura e stile, si inserisce in circuiti che lo portano a suonare in serate per Jean-Paul Gaultier, Giles Deacon, Nu Look per dirne un paio. Sono gli anni del BoomBox e del Ponystep, di Vivienne Westwood, di Sonia Rykiel, il ritorno a parigi e i viaggi a Tokyo.
Jerry, però, non è molto prolifico come produttore, e a parte qualche singolo e un paio di remix, aiutato anche da Andrea Gorgerino, con il quale avvia anche un progetto parallelo JBAG. Non è questo un dato negativo, se da una parte non potremo apprezzare progetti discografici, dall'altra sono tantissimi i mixtape, i set e i minimix che circolano in rete e che possiamo gustarci (il massimo, ovviamente, sarebbe sentirlo dal vivo) ed attraverso questi Bouthier ci apre le porte del suo mondo, in modi sempre diversi, mai banali e al passo con le novità.
Jerry Bourhier è il selezionatore per eccellenza. Ricordo bene l'anno scorso al Tunnel Club, il giorno del mio compleanno, non potevo aspettarmi serata migliore. Ai tempi non lo conoscevo e non sapevo cosa aspettarmi, se non la solita qualità offerta dalla serata Le Cannibale, ma gioia per le mie orecchie lo spettacolo fu eccezionale. Il club gremito di gente, inutile dire bella gente (in occasione della settimana della moda a Milano non poteva che essere pieno di modelle e modelli), e lui sul palco, con l'insostituibile cappello, a danzare con le dita sui cdj. Il set fu pieno di sorprese, tra elettro-house e elettro-clash, tra novità degli ultimi mesi e grandi classici. Il massimo, per me, è stato ritrovarmi La Musique, dei Riot in Belgium, tra gli ultimi pezzi, in chiusura a una magistrale prova d'artista.
Jerry Bouthier non passa inosservato e perderlo sarebbe uno scempio per l'anima di un buongustaio dalle orecchie fini. Quest'anno avrete l'opportunità di sentirlo di nuovo al Tunnel Club, questo venerdì (22 Febraio), sempre in occasione della settimana della moda, la serata già da adesso si preannuncia molto calda e la neve fuori sarà solo la cornice di un'altra notte senza tempo.
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Djs Alex Carrara Enrico Bernes
Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano
Ingresso gratuito
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/
Nata a Berlino, la sua immersione completa nella dance music ha avuto inizio durante un lungo soggiorno a Londra, al culmine del fenomeno ‘acid house’. Poco dopo il ritorno a casa inizia a lavorare come DJ nei piú importanti club berlinesi come il Fischlabor e il Tresor. Per tutto il resto degli anni '90, inizia a lavorare per un programma radiofonico su Kiss FM, e in seguito in un negozio di dischi, il Delirium, e per un'etichetta, la Braincandy, che le dá la possibilitá di organizzare e gestire diversi parties sotto il nome BPitch Control, che hanno portato poi alla creazione della sua etichetta discografica. Diventata in breve tempo un noto produttore inizia a lavorare ai suoi progetti : Stadtkind (2001), Berlinette (2003), Thrills (2005), Orchestra with Bubbles (2006, con Apparat) , Sool (2008), e Dust (2010), insieme al mix album Weiss mix (2002), My Parade (2004), Fabric 34 (2007), Boogybytes, vol. 4 (2008), e il Watergate 05 (2010) .
Esploratrice instancabile del suono, Ellen scopre e promuove giovani artisti condividendo il suo entusiasmo con gli altri. La sua etichetta BPitch Control produce i primi lavori di djs come Kiki, Sascha Funke e il duo Toktok, seguiti dalla nuova generazione di artisti come i venezuelani Aérea Negrot, gli israeliani Chaim, i brasiliani Dillon, il francese Thomas Muller, il greco Mr. Statik, gli italiani We Love e gli spagnoli Dance Disorder. Ellen ha da poco rivelato i dettagli del suo ultimo disco. In uscita il 12 marzo con la sua BPitch Control, LISm è una nuova versione della Allien; scritto per uno spettacolo di danza a Parigi ("Drama per Musica"), ha poi deciso di far rivivere il pezzo rielaborandolo: alcuni passaggi rimangono gli stessi, mentre altri sono stati estesi per dare vita ad una nuova composizione musicale. Durante questa traccia della durata di 47 minuti e 58 secondi, il sipario si alza e si abbassa su una varietà di paesaggi sonori, un viaggio musicale attraverso il magico mondo di Ellen, una traccia fluida che unisce contemporaneamente vari stili sonori che riflettono tutti i caratteri dei set di Ellen Allien DJ.
Di seguito 6 minuti della traccia..
Creatura straordinaria, creativa unica nel suo genere, con uno spirito artistico infinito senza del quale il vivace panorama techno di Berlino non sarebbe stato lo stesso, sabato torna a Milano per uno show piú intimo rispetto a quelli precedenti del Leoncavallo, e anche il vostro carnevale non sará piú lo stesso..
Ingresso: 15/20 euro
Tunnel Club
Via Sammartini 30
Liste: www.classic-party.it
A inizio di weekend, a conclusione di settimana che, per forza di cose, è stata, per chi più, per chi meno, stressante e logorante, un'oasi di pace e tranquillità prende forma sulla riva destra del Naviglio Grande. Al Toilet Club, Nancy Posh, nota Dj dell'ambiente alternative milanese, oggi, Giovedì 7 Febbraio, allieterà le nostre stanche menti, con un dj set del tutto differente dal solito: playlist personale, casalinga, oserei dire, che so, per fare pulizie, cucinare, rammendare. Playlist distensiva, meglio di una tisana alla valeriana, meglio della tisana alle erbe della Pompadour che sa di piedi, meglio del Lexotan, meglio del Valium. A corredare questo seducente quadretto, tarocchi by Mirko Chopper Ciotta V. E chi ha bisogno della zingara Cloris o della cartomante di "cleò de 7 a 5"?
"Sei indeciso sul tuo futuro lavorativo? L'amore ti fa penare? Oppure va tutto bene ma ti aspetti la mazzata e vuoi sapere quando arriva?Fatti fare un giro di carte da chi le legge con passione da molti anni. Ti aiuterà a capirci meglio qualcosa e sorridere. "
A nessuno va tutto bene, ciascuno a bisogno di rassicurazioni e abbracci. All'Antibagno ce ne saranno in abbondanza per tutti.
info utili
INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP
www.circolotoilet.it
Costi tessera Arci: 13 €
Bibite 3 €, cocktail 7 €
TOILET CLUB
via Lodovico il Moro 171, Milano
Francesco Zingaro
Anthony Rother è una leggenda. Uno di quei personaggi che con disinvoltura innaturale riescono ad emergere sulla mediocrità e creare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Senza alzare polveroni, niente azioni di marketing estremo, come se fossero nati solo per quello.
Diventa anche difficile capire un artista come lui, così criptico e oscuro, per molti versi anche distante dalla mia realtà. Per questo articolo serviva qualcuno capace di interpretarlo, di tradurre in parole ore e ore di musica e emozioni, rendere comprensibile un mondo parallelo, sotterraneo, ci voleva qualcuno che con Anthony Rother ci è cresciuto.
A sintetizzare lo spirito di vent'anni di musica elettro mi aiuterà Albert Hofer, enigmatico personaggio della scena milanese, a cui dobbiamo alcuni dei migliori party a livello nazionale, è lui infatti uno degli organizzatori di Le Cannibale, di cui parliamo ogni settimana. Le sue non saranno orecchie da Dj, ma di musica ne sa a pacchi e ad ascoltare Anthony ci ha passato le ore: “per me Rother è un'emozione che da inizio secolo mi ha accompagnato senza mai tradire”.
Per parlare di questo leggendario produttore di Francoforte bisogna scavare fino al lontano 1997, quando usciva il suo primo album: “Sex with the machines”. Tutto è partito da lì, tutto in analogico, tutto nuovo e vecchio allo stesso tempo. Anthony non dimentica le sue origini ed è da lì che parte la sua rivoluzione musicale. I Kraftwerk per primi, come non smette mai di ricordare, lo hanno sedotto tra atmosfere surreali e temi al limite dell'umano. Non penso sia sbagliato pensare a questo primo album come un omaggio al quartetto di Dusseldorf, uno splendido omaggio che ha piantato le fondamenta della carriera di Anthony, lanciandolo come pioniere dell'elettro, gigante dell'underground, visionario del cyberpunk.
La formula di Rother è questa: vocoder, synth potenti e atmosfere futuristiche; una formula vincente che lo ha accompagnato per due decadi e sedici dischi, riproposta sotto punti di vista differenti, in un'evoluzione personale che lo ha accompagnato fino ai confini con l'elettropop. Anthony è riuscito a esplorare tutte le sfumature dell'elettro, da quelle più oscure a quelle più luminose. Tra Human Made (Sex with the machines - 1997) e Cinema (Popkiller II - 2010), due canzoni agli antipodi della sua carriera, passa, infatti, un abisso. La prima molto rigida, abbottonata per un esordio da prima classe, dalla fortissima matrice Kraut, la seconda invece, già dal primo riff, esplode in una solare melodia quasi house, sfumata dal vocoder e una linea di basso che non lasciano dubbi sulla paternità del pezzo.
“Il suo grande merito è saper fare tutto, rimanendo sempre ancorato ad una fortissima identità.” sottolinea Albert.
Il dj tedesco ha aperto una strada seguita poi da molti e per farlo ha anche fondato la fortunata etichetta DataPunk, per sfuggire alle meccaniche di mercato e riuscire a proporre una musica nuova e senza restrizioni: “Ho creato la mia etichetta quando ho capito che nessuno avrebbe pubblicato quello che avrei voluto fare io [...]” (estratto da un'intervista)
Grazie a lui abbiamo artisti come Gregor Tresher e Xenia Baliaieva, molto apprezzati da Albert, che ripercorrono i passi di Anthony e personalizzano il suo stile, forse attualizzandolo.
“La musica è conversazione” dice in un'altra intervista e sinceramente non vedo l'ora di immergermi in un'attento dialogo con lui, tra beat suadenti e vocoder meccanici. Si suderà parecchio questo venerdì al Tunnel Club, anche perchè in consolle ci sarà anche Uabos, che immagino si starà preparando per fare bella figura con un dj che adora, in un dj set a sei mani con Mitsu e Frsh Csh.
““No love no life” è la canzone della mia amicizia con tre persone. Amici genovesi molto cari, con cui ho vissuto un'importante fase della mia vita professionale. Uno di loro è, tra l'altro, ormai un dj affermato su scala europea, Mass_prod, e anche gli altri hanno poi avuto un bel percorso nella musica. Per me Rother è un ricordo dei vicoli di Genova, all'alba”.
DJ MADEMOISELLE EM
Emilie Fouilloux nasce ballerina di danza classica, diplomata presso l’Opera di Parigi. A soli diciassette anni, lavora al Manuel Legris, al Miami City Ballet e dal 2006 presso La Scala di Milano. Inizia la carriera di DJ come Mademoiselle EM_labbra rosso fuoco, onde scure, voce fruttata_ resident al Costes, si confronta subito con DJ quali Tom Costino e Simon Rezlem. A Milano lo scorso settembre il lancio come bellissima DJ per la Vogue Fashion Night Out presso Corso Como 10. Et voilà le fabuleux destin d’Emilie…
Da ballerina di danza classica al dj setting, com'è nata questa passione? Mlle EM: Questa passione è nata prestissimo, già da quando ero a scuola, già quando ero piccola facevo le playlist ai miei amici, era una cosa che facevo sempre…
In tre parole, come definiresti il tuo stile musicale? Mlle EM: Non ho uno stile musicale, adesso sto facendo playlist per dei negozi di Parigi che vanno dal pezzo classico rock all’hip-hop: è la mia particolarità, faccio un mix di tutto, però quando suono la sera rimango sull’electro.
Allora parlaci dei tuoi DJ preferiti… Mlle EM: Mi piacciono un po’ tutti i DJ conosciuti, in particolare sono una gran fan di Erick Morillo.
Come definiresti l’esperienza della Vogue Fashion Night Out? Mlle EM: Stupenda, veramente incredibile, perché alla fine della serata tutta la gente si è raccolta a Corso Como 10… Ci siamo divertiti un sacco, è stato bellissimo.
Ti piace Milano? Mlle EM: Amo Milano, ho vissuto e studiato a Milano per anni. Abito a Parigi ma appena posso torno qui.
Come artista femminile senti di rappresentare qualcosa in particolare? Mlle EM: Me stessa, veramente soltanto me stessa. Faccio le mie cose con amore e funziona.
Noi di Nerospinto siamo rimasti incantati da Mademoiselle EM, ci piace perché ha la grazia di una ballerina e lo stile di una DJ alla moda, è genuina e indossa sempre un sorriso, la sua musica è allegra e vivace e dona un tocco di spensieratezza alle nostre serate glamour.
Sara Negri
Emilie Fouilloux dedica ai lettori di Nerospinto questa Compilation ad hoc made by Mademoiselle EM:
* America, 4:46, K'naan, Mos Def & Chali 2na, Troubadour (Champion Edition)
* The Night Was Young Enough, 3:05, Rush Midnight+1 - EP
* What Wouldn't I Do for That Man?, 2:49, Annette Hanshaw Sita Sings the Blues (Soundtrack)
* Love Is the Drug (Todd Terje Disco Dub), 6:37, Roxy Music
* The World's Gone Mad, 5:24, Handsome Boy Modeling School White People
* Hondo (feat. Becky Ninkovic), 3:19, Beta Frontiers Alternative
* Facing the sun, 5:13, Fritz kalkbrenner
* I Don't Know, 3:40, Wax Tailor, Tales of the Forgotten Melodies
* Losing You, 4:22, Solange
* Il Profumo È Sempre Il Solito, 3:00, Telestar, Telestar
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