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“Se le scimmie arrivassero a provare la noia, potrebbero diventare uomini”. Le acute e argute riflessioni sulla Natura costarono l’indice, e per taluni anche la vita, ai filosofi e ai maestri del pensiero al confine fra età moderna, Rinascimento, Illuminismo.
Lotus Garden e il suo inno all’equilibrio e all’armonia con la natura. Lotus Garden è la neonata collezione di cosmetici firmata Make-Up Factory.
Una nuova proposta per gli amanti della natura: Castelronda, un nuovo sentiero di quindici chilometri che collegherà il territorio di Bolzano, tra natura e storia.
“Ho scritto questa commedia nel 1995 con il titolo di "IO E LUI" chiaramente riferito al celebre romanzo di Moravia. E, come accade in quel romanzo, anche nella mia commedia l'intreccio narrativo ruota intorno a due personaggi: Rocco Pellecchia ed il suo "pene". A differenza del racconto moraviano dove il "lui" in questione era solo una voce, qui nella commedia, il più famoso e significativo organo del sesso maschile si stacca materialmente dal corpo del suo "titolare" e diventa egli stesso uomo, rivendicando una sorta di riconoscimento scenico; rivendica cioè lo status di vero e proprio protagonista della vita e della scena. Egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatta alla grandeur del suo sottoutilizzato "tronchetto della felicità"Egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatta alla grandeur del suo sottoutilizzato "tronchetto della felicità. Sì, Lui ama farsi chiamare proprio così. Lo spettacolo in pratica è un duello tra i due contendenti. Il tronchetto spinge il povero Rocco a rialzare la testa e ad affrontare il futuro con orgoglio e spirito visionario e il povero Rocco che cerca di riconquistarlo e riportarlo materialmente nella sede più consona, cioè in basso al suo ventre. L'intreccio è ovviamente popolato da numerosi altri personaggi: un ispettore chiamato da Rocco a risolvere il caso, la coppia di impressionanti portieri dello stabile, la moglie appassita e avvilita di Rocco... Aldilà degli accadimenti "Sogni e Bisogni" é una commedia di fortissimo impatto comico e nello stesso tempo mi consente di continuare il percorso che ho iniziato ormai già da qualche anno. Aprire cioè in qualche modo la confezione borghese della commedia classica per intrattenermi ed intrattenere il rapporto con il pubblico in sala. Avrò modo cioè di interloquire con loro per rispondere alle domande più frequenti che ci facciamo sulla profondità della natura umana, soprattutto nei suoi aspetti apparentemente più semplici.”
VINCENZO SALEMME
Info: Orari: Feriali e 26 dicembre ore 20.45 - Domenica ore 15.30 31 dicembre ore 18,15 e 21,45 - 1 gennaio ore 16,45 Biglietti: Da martedì a venerdì: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 Giovani fino a 26 anni € 15,00 Sabato, domenica, 26 dicembre e 1 gennaio: Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 Poltrona € 25,00 - Giovani fino a 26 anni € 17,00 31 dicembre Ore 18,00 Poltronissima Prestige € 45,00 - Poltronissima € 40,00 - Poltrona € 30,00 Ore 21,45 Poltronissima Prestige € 81,00 - Poltronissima € 72,00 - Poltrona € 50,00
Il Teatro Franco Parenti, a partire da mercoledì 23 settembre, è lieto di presentarvi “Peperoni difficili”, uno spettacolo dell’ormai affermato regista- autore-interprete Rosario Lisma.
“Peperoni difficili”, attraverso alcuni dialoghi che ruotano attorno alla cucina di un giovane parroco di provincia, mira a far scaturire riflessioni sul tema della bugia “a fin di bene”, della verità e del diritto di dirla o conoscerla. “Peperoni difficili” è una commedia che si ispira a una vicenda realmente accaduta, che diverte e commuove sollevando spunti di riflessione. I personaggi - un giovane parroco, la sua bellissima sorella volontaria in Africa, un bidello allenatore della squadra dell’oratorio, un bancario colto e brillante ma inconsapevolmente spastico - sono egregiamente interpretati da un cast di attori di grande livello, quali Andrea Narsi, Ugo Giacomazzi e Anna Della Rosa (già apprezzata ne “Il Malato Immaginario” di Gioele Dix).
Una produzione che registra orgogliosamente due stagioni di sold out e uno spettacolo di grande impatto e livello che promettono una grande stagione di qualità.
TEATRO FRANCO PARENTI Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano Tel. 0259995206 Info e biglietteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito web: www.teatrofrancoparenti.it
PREZZI Biglietti intero 40€ | 32€; under26/over60 18 €; convenzionati 22,50€; prevendita 1,50 €
ORARI SPETTACOLO da mercoledì 23 settembre a giovedì 1 ottobre ore 20.30; venerdì 2,mercoledì 7, venerdì 9 ottobre ore 19.15; sabato 3, sabato 10 ottobre ore 21.00; domenica 4, domenica 11 ottobre ore 16.00; martedì 6 ottobre ore 20.00;

Tra commedia brillante e spy story, “Quando meno te lo aspetti” è il nuovo romanzo dell'autrice di “Volevo essere una gatta morta”, che ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.
Il libro vede per protagonista Penelope Stregatti, una bambina introversa e sulle sue, che ha una nonna chiromante. Nascosta nell'armadio di casa, non vista, Penolope ascolta i segreti di tutto il vicinato e, disponendo di una memoria infallibbile, ricorda ogni storia, ogni racconto.
La nonna sogna per lei un futuro felice e, soprattutto, vorrebbe vederla sposata; per questo continua incessantemente a consultare le sue carte e a trascinare Penelope in chiesa, nella speranza che S. Nicola, protettore delle zitelle, le procuri un marito. Sforzi invano: Penelope a diciottanni lascia Bari per Milano. Vuole realizzare i suoi sogni: divenire una giornalista, girare il mondo, trovare l'amore e sposarsi.
Tuttavia, il tempo passa e Penelope a trentasei anni di sogni non ne ha realizzato neanche uno. Ha una laurea, due master in giornalismo, ma è sola, e svolge un lavoro che non l'appaga: è addetta stampa in una multinazionale di pannolini, la Pimpax Spa e nel tempo libero scrive test e oroscopi sessuali per un settimanale femminile, “Girl power”.
Sogna il grande amore, quello con la A maiuscola, ma incrocia solo uomini in cerca di sesso, con la esse minuscola però. E con i suoi amici Federico, sceneggiatore, Letizia, avvocato e Bianca, antiquaria, anche loro personaggi stravaganti, spende le giornate sperando che qualcosa di diverso prima o poi possa accadere. E quando investe con la bicicletta Alberto Ristori, rompendogli una gamba, capisce subito che questo qualcosa è arrivato. Tre mesi dopo alla Pimpax Spa arriva il nuovo amministratore delegato: Riccardo Galanti. Ma Penelope lo riconosce, è Alberto Ristori. Perché si fa chiamare in un altro modo? Perché dice di non averla mai incontrata prima? Chi è veramente quest’uomo così eccentrico e carismatico? Penelope ha paura di lui ma ne è attratta e quando arriva il momento di decidere se buttarsi o no, lei non si tira indietro, perché la vita è un’avventura e tutto può succedere, quando meno te lo aspetti.
Da venerdì 10 aprile al Teatro Elfo Puccini di Milano andranno in scena due imperdibili spettacoli: La mia vita era un fucile carico, dal 10 al 23 aprile in sala Fassbinder e Tu eri me, dal 10 al 19 aprile in sala Bausch.
La mia vita era un fucile carico (being Emily Dickinson) è l'analisi suggestiva e meticolosa sull'immaginario poetico ed esistenziale della poetessa americana Emily Dickinson, nata ad Amherst, Massachussets nel 1830.
"Spacca l'allodola e troverai la musica", questo è l'inizio di una delle sue più belle liriche che invita a scavare nel profondo delle persone e della poesia per trovarne i lati nascosti che rappresentano gli aspetti più intimi e per questo più importanti da scoprire. Dietro all'apparenza docile e gentile di una donna dell'800, in realtà si nasconde il tormento di una vita vissuta rinchiusa in una stanza con la scrittura e la poesia come uniche compagne.
L'attrice Elena Russo Arman, nonché regista dello spettacolo, insieme alla musicista Alessandra Novaga, riescono perfettamente nell'intento di restituire al pubblico tutta la forza espressiva dei versi della poetessa, in un fiume incessante di pensieri e parole che diventa un vero e proprio flusso di coscienza.
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Dal 10 al 19 aprile al Teatro Nuovo di Milano Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia sono i protagonisti di Taxi a due piazze, una esilarante commedia scritta dal commediografo inglese Ray Cooney.
Per la regia dello stesso Gianluca Guidi, la storia di un bigamo che cerca di nascondere in ogni modo il suo segreto.
Mario Rossi, professione tassista, è sposato con due donne, Barbara e Alice. Ha sposato Alice in chiesa e, sei mesi dopo, Barbara in comune; ama entrambe e non riesce a trovare il coraggio di raccontare loro il suo segreto. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro Mario trascorre 2 anni riuscendo a nascondere la verità ma la situazione inizia a complicarsi quando un giorno riceve una brutta botta in testa perché accorso a sventare uno scippo ai danni di un'anziana signora, e viene ricoverato in ospedale. Al suo risveglio, ancora sotto shock, il tassista darà ad un infermiere l'indirizzo della prima moglie, e, ad un altro, quello della seconda. Ciò che seguirà saranno una serie di situazioni equivoche, bugie e tentativi del protagonista di giustificare la condizione imbarazzante in cui si trova. Il finale sarà sorprendente perché assolutamente inaspettato e riuscirà a lasciare tutti a bocca aperta. Con un cast d'eccezione capeggiato dai due mattatori Guidi e Ingrassia, uno spettacolo travolgente che garantisce al pubblico una serata ricca di risate e divertimento.
PREZZI:
settore giallo €54,50 / settore blu €49,50 / settore verde €44,50
INFO:
TeatroNuovo - piazza San Babila - Milano
tel. 02 7600 0086
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Dal 9 al 26 aprile il Teatro Manzoni presenta "Il prestito", la brillante commedia di Jordi Galceran.
Per la regia di Giampiero Solari, Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti, dopo l'enorme successo ottenuto con "Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa", spettacolo che ha registrato il tutto esaurito per due stagioni consecutive, tornano protagonisti di una commedia esilarante il cui tema principale è quello dell'attuale crisi economica che molti paesi, compreso il nostro, stanno vivendo. Il valore che viene dato al denaro è paragonato al valore che le persone danno agli altri esseri umani e, seguendo una via comica, l'autore spiega come paradossalmente la gente tra le due cose mette sempre al primo posto i soldi.
La storia parla di un uomo che chiede un prestito alla banca per motivi personali e il direttore della filiale, per motivazioni bancarie, glielo rifiuta. L'uomo, che non possiede nessuna proprietà e tanto meno può offrire garanzie economiche, darà la sua parola d'onore che, da uomo onesto quale è, restituirà tutto quello che gli è stato concesso. L'ennesimo rifiuto del direttore farà nascere un insieme di situazioni paradossali ma allo stesso tempo esilaranti che faranno riflettere il pubblico sui meccanismi assurdi che guidano i comportamenti economici nella nostra società, comportamenti a cui ormai, purtroppo, siamo abituati.
Una commedia che non vuole dare nessun insegnamento di vita alle persone, né denunciare la corruzione sempre più dilagante nella società, ma semplicemente raccontare una situazione che può avvenire quotidianamente al giorno d'oggi, regalandoci una serata di sano divertimento che ci distoglierà per un po' dai problemi quotidiani.
"Il prestito" è una pièce attualmente in scena a Madrid e Barcellona, dove ha ottenuto un mare di complimenti e applausi, che dal 9 aprile arriva al Teatro Manzoni di Milano e, sicuramente, continuerà il successo ottenuto finora.
ORARI:
feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
PREZZI:
poltronissima €32 - poltrona €21 - giovani fino a 26 anni €15
INFO:
Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, Milano
tel. 02 763 6901
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Quando si guarda Ozon viene sempre in mente che lui voglia essere qualcun altro, forse vuole essere Ozpetech o forse vuole essere Almodovar, o magari vuole essere Jarman, il che è ancora peggio. Fatto sta che i suoi film, che dovrebbero essere una diapositiva della società moderna e delle crisi esistenziali dei protagonisti, diventano un pot-pourri di scene assurde, dialoghi al limite del demenziale e una costruzione filmica troppo acerba per essere considerata cinematografia d’autore.
E così anche nella sua ultima pellicola, Una nuova amica, Francois Ozon manca dell’ironia di Almodovar, della classe di Ozpetech e della raffinatezza di Jarman e regala al pubblico una commediola francese ridicola e a tratti noiosa.
Sicuramente è noioso l’antefatto alla drammaturgia stessa, la storia delle due amiche del cuore cresciute insieme e unite come gemelle siamesi, la morte di una delle due, la necessità dell’altra a prendersi cura della famiglia dell’amica e la scoperta della vera identità del marito della stessa.
Si comincia a respirare un po’ solo nel momento stesso in cui la protagonista Claire scopre che David, il vedovo della sua amica, ama vestirsi da donna, truccarsi e indossare tacchi a spillo. Certo lo fa in casa, protetto da quattro mura ma è lo stesso una scoperta sconvolgente.
Claire allora invece di fermarsi un attimo per comprendere le ragioni e le motivazioni di questa scelta di David, di questo modo di vivere una doppia vita e di confrontarsi con la figlia nella doppia veste di uomo e donna, decide di mantenere il suo segreto e di rapportarsi a lui e alla sua famiglia non solo accettando e basta la situazione ma scegliendo consciamente di parteciparvi con anima e corpo.
Claire desidera riavere l’amica che non c’è più e non importa se deve cercarla nei panni di David, che sono falsi e ovviamente menzogneri, o meglio cercare nell’amore e nel sesso del vedovo dell’amica la sua dolce metà reale o presunta.
Incomprensioni, malintesi, scene paradossali e demenzialità allo stato puro sciupano l’idea di commedia divertente e originale e fanno del film di Ozon un'accozzaglia di scenari e sfondi dove a volte si ride ma per tanto altro tempo ci si annoia.
Una nuova amica ha un soggetto originale e l’atmosfera tipica della commedia di oltralpe ma è costruita male e girata anche peggio, pertanto, rimandiamo di cuore Ozon alla prossima prova.
Antonia del Sambro
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