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Peter è stato l’attore più versatile del secolo scorso passando con la stessa facilità e bravura dal palcoscenico al grande schermo e infine alla televisione e interpretando ruoli deferentissimi tra loro con uguale successo e plauso.

Per ogni grande attore arriva però sempre il ruolo giusto e più che perfetto, quello che lo consacra al pubblico internazionale e lo fa diventare divo a tutti gli effetti. La storia del cinema apre le porte a O’Toole per la sua indimenticabile interpretazione di Lawrence d’Arabia e gli assegna un posto che nessun altro attore potrà mai soppiantare in quel ruolo e per quel personaggio.

Irlandese di nascita Peter ha saputo imporsi in quasi tutte le grandi produzioni del cinema inglese tanto da far dimenticare quasi a tutti le proprie origini e farsi riconoscere come uno tra gli interpreti più british del cinema.

Amato e corteggiato dai cineasti più famosi e impegnati degli anni Sessanta e Settanta, Peter gira una pellicola dopo l’altra e si diverte a cambiare genere e personaggio a secondo della trama e dell’esigenze registiche.

Arrivano così le nomination agli Oscar, praticamente per quasi ogni sua interpretazione ma alla fine lo star system hollywoodiano gli preferisce sempre qualcun altro.

Peter O’Toole con la pazienza degli irlandesi e l’umorismo degli inglesi fa spallucce e continua a lavorare sui set delle produzioni internazionali più prestigiose passando da un cast all’altro e girando con tre generazioni di artisti e autori.

E così nel 2003 accetta l’Oscar alla carriera e nel 2007 dopo quarantaquattro anni di nomination arriva la sua prima vera statuetta per il ruolo nel film Versus.

Elegante, raffinato, eclettico e bravo praticamente in ogni ruolo Peter O’Toole è uno dei protagonisti indiscussi del cinema del Novecento, uno degli attori che ancora sapeva dosare con garbo e successo gli insegnamenti ricevuti all’accademia di arte drammatica di Londra con la leggerezza e la sfrontatezza imposti dagli studios di Hollywood.

 

Era il 1940 quando sulle scene americane appare la pellicola più di successo di Alfred Hitchcock.

Il film è Rebecca la prima moglie, sceneggiatura tratta da un lavoro letterario di du Maurier e la protagonista indiscussa è lei Joan Fontaine, bella, tormentata e magnifica negli abiti di scena creati apposta per darle l’aria più barocca e decadente possibile.

La pellicola è un successo mondiale e la Fontaine viene candidata come migliore interprete.

I tempi per lei non sono però ancora maturi e la statuetta va a una più nota e rampante Ginger Roger che incassa il successo ma comprende bene che quella giovane donna bionda e bravissima le starà di sicuro con il fiato sul collo.

Così è infatti e Joan Fontaine figlia di una attrice britannica e sorella della più famosa Olivia de Havilland scala tutti i traguardi e diventa la musa per eccellenza di Hitchcock aggiudicandosi due anni dopo l’ambita statuetta con Il sospetto.

Da quel momento in poi la carriera di Joan vola e lei interpreta, con successo, qualcosa come cinquanta film, l’ultimo dei quali nel 1994.

Arrivata piccolissima in California con sua madre Lilian e sua sorella Olivia, Joan scopre prestissimo la sua passione per la recitazione e calca il palcoscenico con amore e buoni risultati, fino a che non decide che il fascino del cinematografo è per lei più forte.

Gli anni Trenta del Novecento la vedono interprete di piccoli ruoli o di comparse ma sempre accanto ad attori famosi e questo è il periodo in cui Joan non solo può farsi le ossa con registi bravi e nella recitazione filmica ma anche frequentare il mondo dorato e pieno di occasioni di Hollywood.

Come succede spesso per le interpreti di successo e per le pellicole da cineteca anche per Joan Fontaine il ruolo chiave resterà sempre quello di Rebecca la prima moglie e così vogliano ricordarla anche noi. Fragile ma forte, bella e insicura. La vera rivelazione del cinema noir anni Quaranta.

 

 

Dalla musica agli abiti, dalle mostre al cinema, il decennio più controverso, irreverente e geniale del Novecento sembra un pozzo senza fondo da cui attingere idee, storie e spunti per il rinnovamento o solo per un revival emozionale.

Succede anche al regista David O. Russell che confeziona per questo inizio di 2014 un poliziesco grottesco e irresistibile sulle gesta di due noti truffatori americani degli anni Settanta e di un ambizioso ed egocentrico agente dell’FBI pronto a incastrarli ma altrettanto pronto ad usarli per mettere le manette a molti politici locali e senatori del parlamento degli Stati Uniti.

La storia e la trama di American Hustle sono in realtà parecchio pasticciate e accanto ai quattro bravissimi protagonisti e attori principali ruota un sottobosco di comparse e di personaggi minori che servono al regista per dare alla sua pellicola l’idea della frenesia e dell’improvvisazione che regnava proprio nel periodo storico presentato e per richiamare l’attenzione dello spettatore sul fatto che ogni finale sarà comunque a sorpresa.

Nella sua frenesia creativa Russell non manca di coinvolgere anche un mostro sacro di Hollywood come De Niro a cui affida un cammeo di pochi minuti ma talmente ben riuscito e intenso da farlo ricordare con precisione a chiunque veda la sua pellicola.

Diciamo allora che il copione regge. La storia è improponibile e grottesca ma l’idea finale che resta agli spettatori è quella di un film non commerciale ma geniale e originale quanto le prime pellicole dei fratelli Coen. In realtà American Hustle non ha nulla della pellicola di autore e Russell è un regista da Studios ma il fumo negli occhi che è riuscito a inviare grazie a una ricostruzione minuziosa dei particolari gli regge benissimo il gioco e l’atmosfera del film è da dieci e lode.

Bellissimi i costumi, le pellicce non vere ma molto ben fatte, le complicate acconciature delle protagoniste, le tutine con profondi scolli davanti della bella Amy Adams e i riccioli artificiali e nerissimi del grande Bradley Cooper, quasi irriconoscibile con il look di Tony Manero.

Indovinate anche le ambientazioni disco e il clima italo americano del New Jersey proprio degli anni Settanta dove tra politici, elettori, poliziotti e procuratori i cognomi italiani la facevano da padrone e il senso di piccola comunità si sposava con il patriottismo americano delle seconde generazioni. E così che David O. Russell regala agli spettatori un film quasi da sfogliare come un libro di Ellroy, dove c’è la pupa e il boss, il poliziotto accanito e il politico corrotto ma c’è anche tutto il glamour e il fascino di un decennio che ha inventato la modernità e la trasgressione.

Bellissimo e coraggioso.

 

 

Fondazione Cineteca Italiana, grazie alla collaborazione con Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d’Italia, è lieta di valorizzare l’esposizione “Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi”, organizzando, dal 5 gennaio al 6 febbraio 2014, una rassegna cinematografica a tema presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.

La Cineteca di Milano ha scelto di interpretare il tema seguendo due anime della Wunderkammer, una che si orienta nel fantastico e sconfina nella magia, nella sorpresa, l’altra legata all’aspetto più meccanico, a quell'orwelliana visione del rapporto uomo-macchina che riproduce la meraviglia del ricreare la realtà, la cui massima espressione è l’automa.

Il filone del “meraviglioso al cinema” sarà scandagliato presso Spazio Oberdan e sarà composto da vari film tra cui spicca Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo del maestro Terry Gilliam, strabiliante inventore di immagini. Il film è un inno alla fantasia che Gilliam inonda con il suo cinema eccessivo ed estremo, ironico e colorato. Non manca il più recente Mood Indigo – La schiuma dei giorni, fiaba surreale che solo tramite il talento visionario di Michel Gondry avrebbe potuto trovare una degna trasposizione cinematografica.

Il MIC subirà invece il “fascino degli automi” e vedrà alternarsi capolavori come Metropolis di Fritz Lang, che con i suoi congegni retro-futuribili sarà uno degli autori con la più straordinaria capacità visionaria, il cult movie Blade Runner di Ridley Scott e Hugo Cabret di Martin Scorsese,una meraviglia per gli occhi con un cuore meccanico.

Per tutta la durata della rassegna sarà eccezionalmente esposto presso il MIC l’automa presente nel film La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, pellicola che inaugura il programma e che ben rappresenta il tema. Il pluripremiato capolavoro di Tornatore sembra un gioco di specchi sul cinema, sul confine tra arte e vita, tra vero e falso, verità ed artificio, e ben si inserisce la meravigliosa riproduzione dell'automa che dovrà, insieme ai personaggi, fare i conti con il rapporto tra la realtà e la sua riproduzione.

Ecco il programma dettagliato:

IL MERAVIGLIOSO AL CINEMA

-       Domenica 5 gennaio ore 15 (proiezione per bambini)

Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie (Z. Helm, USA, 2007, 96’)

-       Domenica 12 gennaio ore 18.30

Presentazione della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi” con Lavinia Galli (curatore della mostra) e Gabriele Mazzotta.

A seguire Mood Indigo – La schiuma dei giorni (M. Gondry, Francia, 2013, 125’)

-       Domenica 19 gennaio ore 18.30

Il fauno (F. Mari, Italia, 1917, 70’, muto) Proiezione con accompagnamento dal vivo al pianoforte

A seguire Finalmente il cinema (J. Prieur, Francia, 2011, 52’)

-       Domenica 26 gennaio ore 18.30

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (T. Gilliam, USA, 2009, 122’)

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

IL FASCINO DEGLI AUTOMI

-       Domenica 5 gennaio ore 17

La migliore offerta (Giuseppe Tornatore, Italia, 2013, col., 124')

-       Lunedì 6 gennaio ore 21

Metropolis (Fritz Lang, Germania, 1927, b/n, 117' ed. restaurata)

Proiezione con musica dal vivo di Francesca Badalini

-       Domenica 12 gennaio ore 17

Hugo Cabret (Martin Scorsese, USA, 2011, col., 127')

-       Domenica 19 gennaio ore 15

L'uomo bicentenario (Chris Columbus, USA, Germania, 1999, 131’)

-       Domenica 26 gennaio ore 17

Il mondo dei robot (Michael Crichton, USA, 1973, col., 88')

-       Domenica 6 febbraio ore 21

Blade Runner (Ridley Scott, USA, 1982, col., 117')

SPECIALE PROMOZIONE:

I possessori del biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”” potranno accedere alle proiezioni della rassegna Wunderkammer e Cinema presso Spazio Oberdan al prezzo ridotto di € 5,50 invece di € 7, e presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema al prezzo ridotto di € 3 invece di € 5. Viceversa, i possessori di Cinetessera 2014 potranno accedere alla mostra al prezzo scontato di € 6 invece di € 9.

MODALITÀ D’INGRESSO SPAZIO OBERDAN:

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 5,50

MODALITÀ D’INGRESSO AL MIC:

Biglietto d’ingresso: intero € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 3,00

Dal 5 gennaio al 6 febbraio presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano sarà esposto l’automa presente nel film di Giuseppe Tornatore La Migliore Offerta. Un pannello multimediale descriverà le caratteristiche di questo prezioso manufatto.

INFOLINE 0287242114   -   EMAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -   WEB www.cinetecamilano.it

SPAZIO OBERDAN Viale Vittorio Veneto 2 MM1 Porta Venezia

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121 MM5 Bicocca

 

La notizia non ha lasciato indifferenti le bene informate: il dado è stato tratto, la scelta è stata confermata.

Christian Grey aka Mr 50 sfumature avrà presto un volto (e un corpo): a dare infatti concretezza alle fantasie erotiche di milioni di lettrici (e lettori) sarà Jamie Dornan, attore e musicista irlandese classe 1982.

Le cinefile conosceranno di certo il suo volto: il suo ruolo più noto a livello internazionale è stato quello del Conte di Fersen in Marie Antoniette di Sofia Coppola (2006).

Il suo sguardo seducente e l’intrigo di pizzi e merletti hanno fatto breccia nel cuore di tantissime spettatrici, che hanno fatto il tifo per la storia d’amore impossibile tra Madame Deficit e il bel Conte svedese, costretto a partire per la Guerra dei Sette Anni lasciando, cosi dicono i maligni bene informati, un bebè alla Regina.

Il bel Jamie è apparso anche come modello sulle covers di numerosi magazine di moda come GQ, Vogue e Attitude e ha prestato i pettorali alla campagna CK Underwear a/i 2008-2009 assieme ad Eva Mendes.

Ha inoltre recitato come guest star nella serie Once Upon a Time, interpretando il bel cacciatore.

Per quanto riguarda la vita privata, Mr Grey sembra essere molto più tranquillo e posato del suo alter ego letterario: dopo una relazione di due anni con la bella e brava Keira Knightley, Jamie si è accasato con Amelia Warner, la quale gli ha recentemente dato una bambina.

Eccoci dunque al titolo di questo articolo: il sexy e selvaggio Dornan ha dichiarato di voler essere un padre modello per la sua creatura ed è preso in un vortice di pappe e pannolini. Attenzione però! L’attore si è calato perfettamente nella parte del maschio eroticamente creativo e la sua performance cinematografica promette scintille, aimè, per noi solo di celluloide.

 

 

La Biennale di Venezia si prepara per regalarvi un 2014 pieno di emozioni!

Ecco a voi il calendario con tutte le manifestazioni in programma per il prossimo anno!

Carnevale Internazionale dei Ragazzi La casina dei biscotti dal 22 febbraio  al 4 marzo 2014 Mostra Internazionale di Architettura Fundamentals curata da Rem Koolhaas dal 7 giugno al 23 novembre 2014 Festival Internazionale di Danza Contemporanea Abitare il mondo – trasmissione e pratiche diretto da Virgilio Sieni dal 19 al 29 giugno 2014

Biennale College – Teatro diretta da Àlex Rigola dal 26 luglio al 9 agosto 2014 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera dal 27 agosto al  6 settembre 2014 Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele dal 3 al 12 ottobre 2014

Commedia degli opposti nella più classica delle tradizioni del cinema francese questa pellicola presenta le contraddizioni e il coraggio di due uomini che fanno della cultura del teatro e del palcoscenico l’alibi perfetto per la loro vita e le loro azioni.

Serge e Gauthier recitano dentro e fuori della scene e lo fanno per mettersi in gioco ma anche per vivere ognuno secondo i propri principi, il primo restando inflessibile e rigoroso all’arte e disposto anche a rinunciare al palcoscenico pur di non scendere a compromessi, il secondo versatile e più ironico e talmente propenso al compromesso da farne una vera filosofia di vita.

Gauthier sogna di mettere in scena Il Misantropo di Moliere che racconta proprio la vita di un uomo intransigente che rifiuta ogni forma di ipocrisia e finisce con lo scontrarsi con tutto e tutti.

E chi meglio di Serge può aiutarlo a realizzare questo suo progetto!

Gauthier convince perciò l’attore a ritornare in scena e con lui inizia a provare all’infinito i dialoghi e le scene del primo atto della commedia di Moliere. I due si confrontano, si scambiano i ruoli e colgono ogni momento per declamare e commisurarsi con i versi del grande drammaturgo, anche andando in bicicletta per le strade e vicoli della loro città.

Confrontarsi su Moliere però diventa inevitabilmente un mettersi di fronte a se stessi e alla vita, i due colleghi-amici recitando Il Misantropo finiscono per confessarsi ipocrisie e simulazioni, il loro personale conflitto con la vita e con l’esistenza che conducono e gettano la maschera.

La commedia francese allora diventa l’unico spazio temporale dove poter essere se stessi e confessarsi le proprie sconfitte e le proprie angosce.

Pellicola estremamente teatrale Moliere in bicicletta propone dialoghi alla vecchia maniere tra protagonisti, un sottobosco fittissimo di coprotagonisti e comparse e soprattutto una sequenza di scene all’aperto che fanno distrarre in maniera sapiente lo spettatore e che restano il punto di forza della cinematografia francese degli ultimi decenni.

Credibile e perfetti nei propri ruoli Fabrice Luchini e Lambert Wilson.

Film per chi adora il cinema d’autore.

 

Dietro i candelabri è un film difficile da comprendere anche se facile da guardare perché la trama è semplice ma l’intento del regista di raccontare lo show bussiness attraverso la vita privata e pubblica di una icona dello spettacolo americano degli anni Settanta non si realizza appieno e non porta lo spettatore dove la sceneggiatura vorrebbe arrivare.

Il protagonista Liberace è probabilmente il pianista e intrattenitore più importante e celebre della sua epoca, fa ascolti altissimi, il pubblico l’adora e guadagna molti soldi, solo che le regole ferree del mondo dello spettacolo degli anni Settanta l’impongono di non rivelare la propria omosessualità e di continuare una messinscena perenne fuori e dentro il palcoscenico.

Strana cosa davvero, perché a prescindere dalla pellicola di Soderbergh, a chiunque capiti di osservare qualche filmato dell’epoca su Liberace, ovvero sul vero artista americano Valentino Liberace, non può sfuggire il fatto che lui ce la mette propria tutta, dagli abiti, ai candelabri vistosi, alla scenografia e alle performance dei suoi lavori a far capire alla gente e al suo pubblico come stanno sul serio le cose.

E allora quale rimane lo scopo della pellicola di Soderbergh?

Raccontare l’ipocrisia e le piccolezze di un mondo fatto di lustrini e spettacoli dal vivo dove anche l’evidenza sembra essere soggetta e ancella di uno scopo ultimo più importante e fondamentale, quello di fare soldi e di avere successo.

Nel mezzo, certo, c’è anche la relazione più importante del protagonista non più giovanissimo con un bel ragazzo che gli ruba il cuore e l’anima.

Però questo è secondario. E quindi lo spettatore non ha né il tempo né la possibilità di parteggiare per questa relazione o per il sentimento tra i due perché l’attenzione è perennemente richiamata su dialoghi, azioni e scenografia che nulla hanno a che vedere con Liberace e il suo giovane amante Scott Thorson.

Nel pieno dei suoi voli cinematografici Soderbergh opta anche per un cast del tutto incredibile, affidando il ruolo di protagonisti a Michael Douglas e Matt Damon.

Che per carità, sono bravissimi ma talmente poco credibili da costringere il regista a imbalsamarli in una recitazione serratissima e nervosa.

Scelta da autore sicuramente. Prova da cineasta consumato. Sì e ancora sì.

Il pubblico però si annoia perché non trova il pathos della tormentata storia d’amore sulla quale non si può fare outing e fa fatica a comprendere lo scopo reale della pellicola, che rimane la denuncia dello show business ma talmente mischiata e amalgamata con tutto il resto da risultare oscura.

Unica vera nota positiva l’effetto glamour. Quello vero, degli anni Settanta, dove il bianco, l’argento, le luci e l’eccesso erano inspiegabilmente di buon gusto.

Tempi passati. Guardiamoli con affetto…non possiamo fare altro.

 

 

 

Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano arriva il documentario presentato al festival di Roma 2012: un ritratto divertente, intimo e sincero di Carlo Verdone, che da trent’anni riesce a farci ridere e pensare. Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, autori del film, sono riusciti ad analizzare le molte facce del “mito” Verdone: dell’artista parlano i suoi indimenticabili personaggi, le scene dei suoi film, le molte testimonianze di attori e collaboratori; dell’uomo Verdone parlano i suoi familiari e soprattutto lui stesso, seduto su una sedia, in uno studio teatrale, disposto a confessare i dubbi e le fragilità, a ripercorrere i momenti più importanti della sua vita e della sua carriera, sempre indossando lo sguardo, i gesti, la mimica e il tono di voce di chi sembra quasi non voler disturbare troppo.

 

Scheda del film        

R.: Gianfranco Giagni, Fabio Ferzetti. Mont: Roberto De Bonis. Int.: Carlo Verdone, Margherita Buy,  Pierfrancesco Favino, Goffredo Fofi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Eleonora Giorgi, Laura Morante, Micaela Ramazzotti, Toni Servillo, Giulia Verdone, Luca Verdone, Paolo Verdone. Italia, 2012, col, 75’.

Carlo Verdone e il suo cinema visti da dentro. Gli attori, le attrici, i collaboratori, gli amici, la famiglia, le strade e le voci di Roma, il gioco infinito di riflessi da cui nascono personaggi, caratteri, storie. Ma anche la capacità di osservazione, l’uso del corpo e della voce, la nascita e la psicologia dei personaggi maschili, il rapporto complicato con quelli femminili. E poi i film e gli attori di riferimento, il rapporto con il pubblico, la casa in cui è cresciuto, l’importanza della figura paterna, gli studi al Centro Sperimentale. Il tutto ripercorso nei luoghi più tipici del cinema di Verdone, Ostia, Ponte Sisto, Cinecittà, in un viaggio contrappuntato da foto e filmati inediti. Un gioco a tratti spassoso ma serio fra le proprie ansie e quelle dei suoi personaggi, le loro “patologie” e quelle del paese in cui vivono, che forse è la chiave di un cinema molto meno leggero di quanto sembri.

 Calendario

MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE h 21.15

VENERDÌ 20 DICEMBRE h 19.30

DOMENICA 22 DICEMBRE h 17.00

GIOVEDÌ 26 DICEMBRE h 19.00

VENERDÌ 27 DICEMBRE h 17.00

SABATO 28 DICEMBRE h 19.00

 

MODALITÀ D’INGRESSO

Biglietto d’ingresso:intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50

Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

 

 

Fondazione Cineteca Italiana

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Sala Ada Merini- Spazio Oberdan


Una speciale proiezione vi aspetta sabato 21 dicembre per celebrare insieme il Solstizio d'Inverno con il film  SUPRA NATURA + Musica live
3 proiezioni - posti disponibili fino a esaurimento
SUPRA NATURA  un film di Seth Morley e DEM - Italia, 2013, 72'. col.
Con Dem, Alessandra Di Stefano, Giovanna Lucchini
Musica di Comaneci, Larva 108, Corpoparassita, Aquarius Omega, Corpo Parassita, Garaliya, Ayarkhaan

Il protagonista ci conduce nel suo viaggio spirituale mettendo in luce le grandi contraddizioni dell’Uomo moderno, tessendo il percorso esemplare per un ritorno alle origini. Si affronta il rapporto tra l’Uomo e la Natura, il suo estraniamento, la crisi esistenziale e la conseguente alienazione. Attraverso temi come la morte, la vita e la fascinazione magnetica dei sogni, si finisce con l’entrare in una dimensione altra, in cui realtà e mondo onirico si confondono, capovolgendo la visione ordinaria della vita. Ecco che segni e simboli della natura riacquistano voce e significato, attivando nello spettatore un sottobosco emotivo plurisensoriale che ruota intorno al ciclo imposto dalla natura: Nascita, Morte, Rinascita. Sacrificando la parte più malata dell’uomo moderno, si assiste alla sua rinascita.


Presso:
Villa Ambrosetti di Gentilino, distretto di Lugano (Svizzera)
Abitazione privata in disuso, destinata alla demolizione nel Gennaio 2014

Aperto dalle 17 alle 2

Ingresso solo con prevendita
Ingresso con proiezione (dalle 17): 15CHF
Ingresso dopo le 20: 10 CHF

Prevendita:
https://www.eventbrite.com/e/sol-invictus-21dicembre2013-villa-ambrosetti-tickets-9789226841

Spazio 1929, Via Ciseri 3, Lugano me-ve 15-19 sa-do 11-18
Ego Gallery, Via Canonica 9, Lugano ma-ve 14-19 sa 10-18
Valà, Via Daniele Crespi 14, Milano lu-sa 8:30-22:30

Per info:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  |  +41(0)798692812  -  +41(0)792071731
http://www.lartedellamemoria.ch/
Ecco a voi il programma completo delle proiezioni:
Programma
17:00 proiezione  Supra Natura
18:30 proiezione  Supra Natura
20 Incontro con gli autori
20:30-22:30  Christian Zingales  - Dj set
22 Proiezione  Supra Natura
22:30 – 23:00 Concerto live  OtRoM
23:00 - 01:00  Das Zimmer  - Dj set
01:00-1:45 Concerto live  Garaliya

Bar dalle 17 - cucina aperta dalle 19

Mostra L'AM aperta dalle 17

Per avere un assaggio del film, godetevi il Trailer sul sito:
http://vimeo.com/65319322


http://www.supranatura.org/


Christian Zingales
DJ set freeform di Christian Zingales, viaggiatore sonoro, memoria musicale, scrive su Blow Up e ha pubblicato libri come "Electronica" (2002), "House Music 1985-2005" (2005), "Italiani brava gente" (2008),"Battiato on the beach" (2010) e "Techno" (2011).

OtRoM  è il dipartimento elettronico degli incubi di Lin. Lin è un compositore androide con base a Lodi. Lin suona anche in MoRkObOt e Garaliya.

Garaliya
Sono un duo elettronico composto da Lin MoRkObOt (synth, samplers) e Mizkey (synth, samplers). Sbarcano sul pianeta Terra per divorare dall’interno ciò che da noi si chiama musica, ma che per loro è soltanto la materia prima per esperimenti di acustica organica. Un succulento conglomerato di atmosfere iperrealistiche e suoni di sintesi.

Das Zimmer  nasce come un ristretto collettivo locals-only per promuovere giovani artisti che ruotano attorno al mondo della elettronica. Un viaggio itinerante per clubbers da b-side che prende vita tramite una serie di serate no-profit, dove tutto ruota attorno alla musica stessa, i musicisti e le loro performances.
-- http://www.demdemonio.org

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it