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Inizia a Milano una nuova tappa del viaggio di Sasà Martucci, pizzaiolo casertano che ha creato una pizza capace di tenere insieme tradizione, ricerca e innovazione senza perdere le sue radici. In via Romolo Gessi, nel cuore della città, apre il locale che porta il suo nome: un format molto personale, che racconta Martucci come pizzaiolo e imprenditore, pronto a proseguire il racconto di una cucina capace di coniugare tecnica, identità territoriale e attenzione al futuro.
Il progetto milanese rappresenta una nuova fase del racconto di Sasà Martucci. Milano diventa il primo passo di una traiettoria più ampia, che guarda al mondo senza perdere il legame con Caserta e con le proprie radici. Il locale accoglie il pubblico tutti i giorni, a pranzo e a cena, mantenendo una continuità di servizio che riflette l’idea di una casa aperta, viva in diversi momenti della giornata. Non è solo una pizzeria, ma una piattaforma creativa in cui la pizza resta il centro gravitazionale attorno a cui ruota una proposta gastronomica pensata per accompagnare il cliente dal mezzogiorno fino alla sera.
Alla base dell’operazione c’è una sinergia imprenditoriale che vede coinvolto anche Marcelo Brozović, ex capitano dell’Inter e oggi calciatore di punta all’Al Nassr. La gestione operativa del locale è affidata infatti a Guido d’Agostino, manager di riferimento per questa nuova avventura milanese.
Lo spazio, con una capienza di circa novanta coperti, è concepito come una pizzeria elegante in cui l’estetica nasce dall’equilibrio tra materiali e luce. Ebano, maioliche verdi e bianche, metalli e superfici lucide e opache dialogano in modo misurato, restituendo un’immagine contemporanea che richiama la tradizione mediterranea, ma in chiave moderna. Focus del locale è sicuramente il bancone pizzeria, rivestito in maioliche e affacciato sui forni: due a legna dedicati alle pizze classiche, uno elettrico per il senza glutine e uno a nastro per le pizze in tre cotture. Pareti e soffitti, trattati con vernici metalliche in gradazione, avvolgono l’ambiente in un’atmosfera sofisticata e sensoriale, mentre la sala si articola anche in una zona privé raccolta e riservata, pensata per un’esperienza più intima.

A Milano la pizza è il centro del racconto. Il menu, proposto con la stessa coerenza sia a pranzo che a cena, ripercorre i capisaldi dello stile Martucci attraverso i grandi classici come la Margherita Casertana, la Cinque Formaggi ai Quattro Latti, la Carabiniera e il Calzone fritto con ricotta e salame. Accanto a questi, trovano spazio le pizze in tre cotture, tra cui la Provola e Pepe Esplosiva, che hanno segnato un capitolo importante della storia recente della pizza italiana.
La dimensione progettuale emerge con la Mangiafoglia Rainbow, simbolo di un impegno concreto verso la sostenibilità: un progetto che ha già portato alla piantumazione di oltre tremila alberi nel mondo e alla compensazione delle emissioni di CO₂ attraverso interventi internazionali. Per la sede milanese nascono inoltre sette pizze dedicate alla città, esercizi di stile pensati in esclusiva per Milano. Tra queste spicca la Milano Why Not, con base di Fior di latte, brasato di ossobuco, crema di riso allo zafferano e una rivisitazione della Cremolada meneghina a base di aglio, prezzemolo e limone. Non manca una proposta vegetale come la Quadro Vegetale, con creme vegetali, tofu marinato agli agrumi e chips di verdure.
Accanto alla pizza, il pranzo si arricchisce di una proposta di cucina firmata dallo chef Mimmo Di Raffaele, con un percorso professionale che include l’esperienza al Belmond Caruso di Ravello. Il menu, pensato come estensione naturale della visione gastronomica di Martucci, valorizza i prodotti campani attraverso piatti come i tagliolini con vongole e tartufo, il polpo al vapore e arrosto con pancetta cotta a bassa temperatura e patate all’Aglianico, o il crudo di ricciola con tarallo, datterini, pesto alle erbe e stracciata di bufala. Completano l’offerta alcune proposte vegetariane, concepite per mantenere coerenza e identità anche fuori dal perimetro della pizza.
La cantina accompagna l’esperienza con una carta dei vini ideata dalla sommelier Giovanna Orciuoli, articolata in oltre cento etichette, pensate per dialogare con l’intero menu. Ampio spazio è riservato ai vini campani, affiancati da una selezione delle principali regioni italiane e da incursioni internazionali che includono Francia, Slovenia e Nuova Zelanda, oltre a una curata proposta di bollicine.
Con l’apertura in via Romolo Gessi, aperta ogni giorno dalle 12 alle 16 e dalle 19 a mezzanotte, Sasà Martucci firma un luogo che riflette la sua storia personale e professionale: una casa milanese che coniuga passato e futuro.
Pizze di tutti i gusti e prodotte da chef provenienti da tutto il Mondo. Un bellissimo colpo d’occhio e, soprattutto, un vero e proprio trionfo di sapori. È quanto è andato in scena nei giorni scorsi da Biga, nota pizzeria situata al civico 9 di via Pollaiuolo, a Milano, che è stata il teatro di "Slices from around the world”, una cena “a 10 mani” che si è svolta in occasione del prestigioso appuntamento annuale con i The Best Pizza Awards 2025.
L’evento ha visto protagonisti cinque chef di fama mondiale: Simone Nicolosi, pizza chef di Biga Milano, Davide Di Chio (Alterego Pizza Boutique, Andria), Javiera Contardo (Dou Pizza, Santiago del Cile), Mirko Pepe (Pizzeria Quattro Quarti, Molfetta) e Sebastian Diego Gallucci (Seba’s Restaurant, Costa Rica) ed il menù ha visto la degustazione di cinque portate create sul momento dai pizzaioli.
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Ad aprire le danze, come da foto qui in alto, è stata la Margherita “Amuse-Bouche” di Davide Di Chio: cotta nel forno a legna, destrutturata e poi cotta in forno statico, la pizza si è presentata come un cerchio tricolore con polvere di pomodoro San Marzano Nolano, Parmigiano Reggiano 36 mesi e polvere di basilico.
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A seguire, una delle pizze che ha raccolto maggiori consensi, il “Tricolore Padellino” firmato dal padrone di casa Simone Nicolosi. Un prodotto con impasto Biga al 70% multicereale, cacao amaro e caffè ricco di fibre e proteine, farcito con pomodoro San Marzano DOP, basilico fuori cottura, stracciatella vaccina, pomodoro ciliegino confit e pesto di basilico liofilizzato e olio evo BIO.
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Spazio poi alle proposte internazionali con “Las Cabras Para El Monte” di Javiera Contardo con crema di zucca (non dolce), formaggio di capra in feta, tagliato a pezzetti, ricotta in sacchetto da pasticceria, pistacchi tritati, pomodori secchi tritati e Merken piccante.
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A seguire, ecco il “Padellino Bacio Salato” di Mirko Pepe: Padellino allo zafferano con semi misti e za’atar come base, salsa di melanzane affumicate, battuta di gamberi bianchi, salsa verde (cetriolo, avocado, kefir lime, zenzero) e spuma di menta.
Per concludere, “Formaggi, carne e amore per la Giungla” di Sebastian Diego Gallucci, creata con una base leggera con spolverata di mozzarella, pesto di pistacchi fatto a mano, salsa di pomodorini multicolore, carne di manzo alla griglia tagliata sottile con stracciatella fresca, parmigiano stagionato 36 mesi, olio all'aglio arrostito sul bordo e scorza di limone.
La serata si è conclusa con un assaggio di dolci come Next (cioccolato fondente al 70%, marmellata di ciliegie, spuma di ricotta dolce, nocciole tostate) e Churro Pops (churros fatti a mano con pasta per pizza condita con dulce de leche artigianale, guarnita con un mix di cannella e zucchero di canna su un letto di salsa di cacao puro al 100% dalla Costa Rica).
I pizzaioli, provenienti da varie parti del mondo, hanno saputo interpretare la pizza secondo la propria visione. Ogni morso ha raccontato una storia fatta di identità, tradizione e cultura.
Ricerca, accoglienza, Italia, innovazione, passione, milanesità, attenzione, pizza, autenticità e qualità. Dieci parole, che ai più sembrano buttate a caso, senza alcuna connessione o senso logico. Non per AmaMi, ristorante pizzeria di Milano che proprio in questi giorni festeggia i suoi primi 10 anni di vita. Nato il 13 giugno 2015, il locale di via Vespucci nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi ma al tempo stesso ha sempre tenuto fede alle proprie tradizioni, che gli hanno permesso di diventare un punto di riferimento per molti cittadini, milanesi e non.
A cominciare dalla pizza senza lievito, marchio di fabbrica di AmaMi e specialità diventata "competitor" della ben più classica e tradizionale pizza napoletana. Quando ti siedi da Amami e ordini la pizza, già sai che potrai gustare una specialità sottile e leggera, ma al tempo stesso estremamente gustosa. Merito della straordinaria qualità dei prodotti da sempre utilizzati da Cristiana e Mauro, i gestori del locale, che da quando si sono conosciuti nel 2013 ne hanno fatto di strada insieme. Un percorso estremamente positivo che ha portato, poco più di un anno fa, all’apertura di AmaMi Ancora, “secondogenito” della famiglia AmaMi, inaugurato nel 2024 in una location elegante e conviviale in via Lazzaro Papi.
In questi giorni, per festeggiare i 10 anni, AmaMi ha lanciato una nuova gustosissima creazione, gli AMAKI, ed ha inaugurato la nuova formula del brunch, sia salato che dolce, disponibile il sabato e la domenica. Gli AMAKI, in particolare, sono dei roll di pizza AmaMi e rappresentano un connubio perfetto tra tradizione e innovazione gastronomica, unendo sfiziosità, gusto, e alta qualità. Ogni roll è realizzato a partire dall’impasto senza lievito delle pizze di AmaMi, leggero e fragrante, e farcito a crudo con ingredienti selezionati di altissima qualità: salumi DOP, formaggi selezionati, verdure di stagione e salse gourmet, scelti con cura tra materie prime italiane eccellenti.

“Abbiamo voluto creare un prodotto che coniugasse la nostra passione per la pizza con l’esigenza di proporre qualcosa di nuovo, al passo con i tempi, pratico e ricercato, rivisitato in chiave moderna. Gli AMAKI sono pensati per chi vuole unire al gusto, la qualità, la leggerezza e l’innovazione, in autentico stile milanese” – racconta Cristiana Serafini, proprietaria di AmaMi e AmaMi Ancora.

Nei locali AmaMi ogni giorno si prepara la pizza senza lievito utilizzando impasti di diverse farine, tra cui Senatore Cappelli, Farro, Integrale, Canapa, Grano Saraceno e Grano Arso. Particolare è anche la forma della pizza, che somiglia ad una lingua, un dettaglio che aggiunge un tocco visivo distintivo. Noi ne abbiamo provate 3: dalla “Tre stagioni” alla Milano da bere, passando per il marchio di fabbrica della AmaMi 2015.
Oltre alla pizza, il menù del ristorante pizzeria di via Vespucci propone una piccola cucina con piatti ricercati e gustosi che valorizzano al meglio la cucina mediterranea. Ogni portata è accompagnata da una selezione di cocktail e mocktail, vini, birre artigianali, sia alcoliche che analcoliche, soft drink, succhi BIO e bevande non usuali come Sidro e Kombucha, pensati per stimolare la curiosità e regalare emozioni attraverso accostamenti originali.
AmaMi e AmaMi Ancora sono il luogo ideale per chi desidera un’esperienza fuori dall’ordinario, in un luogo familiare e accogliente, dove l’ospite è coccolato e la passione dei titolari si respira in ogni dettaglio.
E allora, se le dieci parole scritte ad inizio articolo rappresentano le 10 caratteristiche che hanno contraddistinto i due lustri di vita, chissà quante altre parole descriveranno al meglio il prossimo futuro di AmaMi.
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