Ginevra Dabalà: da enfant prodige della voce a The Voice Kids a cantautrice viscerale nel segno del nu-soul
Abbiamo raggiunto Ginevra Dabalà telefonicamente, in occasione dell’uscita del suo terzo singolo, Bidonvillle, prodotto e distribuito dall’etichetta ImageSonika.
Registrato in presa diretta presso lo studio San Giacomo-Spazio d’arte, Bidonville, che arriva dopo Attraverso un foglio (ImageSonika, 2024), il suo esordio come cantautrice, e Una conversazione inutile (ImageSonika, 2025) si muove con eleganza sul chinale tra neo-soul e pop-R&B contemporaneo, intrecciando topical songwriting e freschezza espressiva in una narrazione inedita e fortemente autoriale.
Nel 2023 la partecipazione, nel team Ricchi e Poveri, al talent televisivo The Voice Kids, condotto da Antonella Clerici su RAI 1, ha fatto conoscere al grande pubblico poco più che una bambina dalla vocalità impressionante.
Ora Ginevra Dabalà, un’intensità interpretativa che la avvicina alla prima Paola Turci, è pronta per spiccare il volo con la leggerezza profonda di un’adolescente più matura della sua età. Carismatica e viscerale, rétro e moderna allo stesso tempo, Ginevra Dabalà è accostabile alle nuove cantautrici britanniche con il soul nel sangue, Olivia Dean e Sienna Spiro su tutte.
Tenetela d’occhio!
Quando è nata in te la passione per il canto?
Fin da piccola la musica mi ha sempre circondato, la radio in casa era perennemente accesa.
Credo che il canto sia il mio grande amore, quando devo esprimere qualcosa questo si trasforma inevitabilmente in parole e in canzoni. Tutto ciò che penso e provo passa attraverso la mia voce.
Vuoi raccontarci qualcosa dell’esperienza televisiva a The Voice Kids 2023?
L’esperienza a The Voice Kids è stata formativa ed emozionante, porterò per sempre nel cuore gli amici con cui ho condiviso il palco.
Ho vissuto l’esperienza come un bellissimo gioco, senza rendermene conto ho imparato davvero tanto sul mondo della musica.
Rispetto ai due singoli precedenti Bidonville rappresenta un parziale cambio di direzione?
Il mio percorso musicale segue la strada della sperimentazione, devo ancora capire qual è il sound che più preferisco e che meglio mi rappresenta.
Bidonville è diversa da Attraverso un foglio e Una conversazione inutile perché ogni singolo è influenzato da generi e sonorità che ascoltavo maggiormente nel periodo in cui sono state scritte.
Ogni brano racconta una parte di me e un periodo musicale che ho attraversato.
L’etichetta indipendente ImageSonika ha prodotto e curato ogni aspetto dell’intera produzione. Ci racconti il lavoro fatto con il tuo produttore e con il tuo team per questo ultimo singolo?
La realizzazione di Bidonville, curata dall’etichetta indipendente ImageSonika,
è stata un processo lungo, ma molto arricchente a livello artistico.
Ho collaborato con i miei amici Giacomo Perosin (pianoforte) e Damiano Stellin (batteria), seguiti da Cristiano Zatta.
Abbiamo costruito il brano suonando insieme ogni parte, in modo da ottenere un sound live e creare un dialogo tra gli strumenti.
Per la tematica affrontata Bidonville non è propriamente un tormentone estivo. C’è in te la voglia di provare a scardinare certe logiche radiofoniche?
Non sono una grande fan dei tormentoni estivi, non è la musica che prediligo.
Bidonville tratta un tema distante dai tormentoni, ho scritto il brano per portare alla luce un aspetto sociale che viene lasciato in disparte.
Spesso i miei testi sono introspettivi, la musica è il mio modo per fare chiarezza e dare una spiegazione ai pensieri, in Bidonville non sono io la protagonista, è un elogio ai sogni e alla comunità delle baraccopoli.
Non so se riuscirò mai a scrivere un tormentone, è qualcosa che vedo molto lontano da me, ma chissà, forse un giorno ne avrò l’occasione.
Qual è il tratto prevalente del tuo carattere?
Le mie caratteristiche principali sono l’impulsività e la riflessione, due aspetti completamente agli antipodi, ma che convivono in me.
Si alternano in base alle situazioni e al mio stato d’animo.
Se dovessi descrivere la tua musica in tre aggettivi?
Se dovessi descrivere la mia musica con tre aggettivi utilizzerei: mutevole, sincera e personale.
Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
Molti artisti negli anni mi hanno influenzato e ispirato nella scrittura dei brani.
Il mio desiderio più grande sarebbe riuscire a combinare le caratteristiche che li contraddistinguono nelle mie canzoni.
Vorrei la capacità lirica di Niccolò Fabi, l’emotività di Jeff Buckley, la versatilità di Lady Gaga, la raffinatezza di Olivia Dean.
Che libro hai sul comodino?
Al momento sto leggendo Mille splendidi soli di Khaled Hosseini, la storia intricata e dura di due donne afghane.
Vuoi regalare ai lettori di Nerospinto una playlist di 5 brani da ascoltare in vacanza?
. Nella mia top five al momento ci sono:
⁃ Mojo pin di Jeff Buckley;
⁃ My mind di Yebba;
⁃ Aria di Serena Brancale;
⁃ Lady lady di Olivia Dean;
⁃ Easy dei Commodores.
Una playlist utile per farsi un piantino e poi ricaricarsi con dei brani freschi ed energici.
Come ti immagini tra dieci anni?
Il mio più grande sogno è Londra, tra dieci anni mi immagino tra le vie di quella città ad osservare rapita gli scorci meravigliosi che nasconde, correndo per non arrivare in ritardo a delle prove o a qualche registrazione.
Voglio laurearmi in canto, forse in canto jazz o pop, questo è ancora da decidere, ma voglio vivere di musica ed essere libera di esprimermi attraverso essa.
Ora è un sogno lontano, forse diventerà realtà o nel mentre cambierò idea, cosa tipicamente mia, ma per adesso mi piace pensarmi così.

