E' appena calato il sipario sulla quarta edizione della rassegna Terrazza Leuciana: dal 29 maggio il Real Sito di San Leucio ha ospitato la kermesse che è diventata, negli anni, uno degli appuntamenti più attesi della stagione culturale casertana.
Una location d’eccezione, il Complesso Monumentale Belvedere di San Leucio – Patrimonio Unesco- per un cartellone che ha saputo unire, registrando una grande partecipazione di pubblico, eccellenza partenopea e respiro internazionale.
Nerospinto ha incontrato il Direttore Artistico Gianni Genovese (GenoveseManagement), che ha curato la rassegna,
con il patrocinio del Comune di Caserta e del Real Sito Belvedere di San Leucio ed il supporto del Teatro Pubblico Campano.
Il crooner partenopeo Walter Ricci, con l'ardito attraversamento musicale Neapolis Mambo, fra jazz e sapori esotici (da segnalare l'apertura del Cappuccio Collective Smooth, la più viva formazione smooth-jazz in Italia e non solo); la rappresentazione de La Ciulla, opera semi classica di Carlo Faiello su una delle figure più audaci e rivoluzionarie del Seicento partenopeo, Giulia De Caro, detta “la Ciulla d’a Pignasecca”, femminista ante-litteram, donna di potere e di spettacolo; l'incontro tra l'eclettismo della scuola napoletana- con il Freedom Jazz Trio di Petrarca, De Luca e Borrelli- e due titani della scena jazz internazionale: il sassofonista argentino Javier Girotto e il trombettista torinese Fabrizio Bosso; la magia di TangoScugnizzo di Diego Lemmi Moreno, cantante, compositore e chitarrista argentino di Mar del Plata; le suggestioni del Concerto all’alba di Arturo Caccavale alla tromba e Alessandro Crescenzo al pianoforte: questi gli appuntamenti di una rassegna viva e trasversale, profondamente radicata in un territorio che si rinnova continuamente facendo del détournement il suo paradigma quotidiano.

Gianni, vuole "azzardare" un bilancio di questa stagione appena conclusa della Rassegna Terrazza Leuciana?
Direi decisamente positivo. È stata un'edizione che ha saputo coniugare qualità artistica, partecipazione del pubblico e valorizzazione di un luogo unico come la Terrazza Leuciana. Abbiamo registrato un grande interesse per gli appuntamenti in programma e, soprattutto, abbiamo percepito un coinvolgimento autentico da parte degli spettatori, che è il risultato più importante.
Quali sono stati gli elementi di novità rispetto alle precedenti edizioni?
Abbiamo cercato di ampliare ulteriormente l'offerta culturale, proponendo un cartellone capace di dialogare con pubblici diversi. La contaminazione tra linguaggi artistici, l'attenzione agli autori contemporanei e la volontà di creare momenti di confronto oltre lo spettacolo sono stati alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato questa edizione.
Per il futuro ha in mente di introdurre nella Rassegna delle novità?
Ogni edizione rappresenta un punto di partenza per quella successiva. L'obiettivo è continuare a crescere, coinvolgendo nuovi artisti, rafforzando il rapporto con il territorio e aprendo la rassegna anche a progetti multidisciplinari e a iniziative dedicate ai giovani. La cultura deve essere un organismo vivo, in continua evoluzione.
Lei si occupa di diversi Festival sul territorio: quali sono le parole chiave della sua direzione artistica?
Ascolto, identità e qualità. Credo che ogni progetto culturale debba nascere dall'ascolto del territorio, valorizzarne le peculiarità senza rinunciare all'ambizione artistica. Mi piace costruire programmi che sappiano emozionare, stimolare riflessioni e creare occasioni d'incontro tra artisti e pubblico.
Lo Chalet Genovese ha tagliato da poco il traguardo degli 80 anni di attività: qual è il segreto di tanta longevità?
Il segreto è probabilmente la capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Ottant'anni significano tradizione, ma anche attenzione ai cambiamenti, qualità nell'accoglienza e un legame profondo con la comunità. Sono valori che continuano a fare la differenza.
Che importanza hanno, nell'attuale momento storico, il cinema, il teatro e, più in generale, la cultura?
Hanno un'importanza fondamentale. In un tempo caratterizzato da ritmi sempre più frenetici e da una comunicazione spesso superficiale, la cultura rappresenta uno spazio di riflessione, di crescita e di dialogo. Teatro e cinema ci aiutano a comprendere meglio noi stessi e gli altri, alimentano il pensiero critico e rafforzano il senso di comunità.
Qual è il tratto prevalente del suo carattere?
La curiosità. È ciò che mi spinge a cercare continuamente nuove idee, nuovi linguaggi e nuovi incontri. Penso che chi si occupa di cultura debba conservare sempre la capacità di stupirsi e di mettersi in discussione.
Cosa bolle in pentola? Può darci qualche anticipazione su eventi futuri?
Stiamo già lavorando ai prossimi appuntamenti, con nuovi festival, rassegne e iniziative che continueranno a valorizzare il patrimonio culturale e artistico del nostro territorio. È ancora presto per svelare tutti i dettagli, ma posso dire che ci saranno progetti importanti, nuove collaborazioni e tante occasioni per ritrovarci intorno alla cultura.
PHOTO CREDITS: CIRO FARALDO