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Food delivery, il cibo come coccola e antistress|||

"Il cibo è simbolo di amore quando le parole sono insufficienti." - Alan D. Wolfelt

Questa citazione racchiude perfettamente il significato che gli studenti italiani attribuiscono al cibo, soprattutto nei momenti di maggiore stress e concentrazione. In un contesto frenetico fatto di lezioni, esami e ore di studio, non ci sono parole che possano trasmettere meglio la sensazione di conforto che un piatto caldo e familiare sa regalare. Ecco perché il food delivery non è solo una questione di praticità: diventa un gesto d’amore, una piccola coccola che arriva a casa con pochi clic, offrendo un momento di pausa gustoso e rigenerante.

Just Eat, leader nel settore del digital food delivery, ha indagato le preferenze degli studenti italiani, rivelando una chiara tendenza: pasta, pizza e dessert rimangono in vetta alle scelte quotidiane, come simboli di una tradizione che non si abbandona nemmeno davanti alla comodità della cucina internazionale. La pasta, in particolare, è considerata irrinunciabile per il suo apporto energetico e per il comfort che trasmette, come un abbraccio familiare che sostiene nei momenti di maggior pressione.

Ma è la pizza la vera protagonista: con la sua crosta croccante e il formaggio filante, rappresenta una piccola gioia che celebra ogni traguardo o consola nei momenti più difficili.

Insomma, quando le parole sono insufficienti a esprimere l’affetto e la cura, è il cibo a parlare, diventando un alleato insostituibile per i giovani che, tra una sessione di studio e un esame, trovano nei loro piatti preferiti la forza e l’energia per affrontare la giornata.

Pasta, pizza e comfort food: il cibo della tradizione

Gli studenti dimostrano un forte attaccamento alle radici culinarie italiane. La pasta è considerata una compagna irrinunciabile nei momenti di studio più intensi, con il 54% che la sceglie per il suo apporto energetico e il comfort che trasmette. Un piatto fumante di spaghetti al pomodoro sembra quasi avere il potere di ristorare corpo e mente, con il suo aroma avvolgente che riempie la stanza di ricordi familiari e sensazioni rassicuranti.

Ma è la pizza la vera regina tra i giovani universitari: la sua crosta croccante e il formaggio filante sono un’icona di celebrazione (54%) e una consolazione nei momenti difficili (34%). In particolare, la pizza margherita rimane la scelta più amata, grazie al suo sapore semplice e autentico.

E quando si tratta di dessert, i dolci diventano una dolce carezza dopo una bocciatura per il 31% degli intervistati, o una celebrazione del successo per il 38%. Dai classici tiramisùpanna cotta ai più moderni cupcake e cheesecake, ogni morso trasporta in un piccolo mondo di dolcezza capace di alleviare lo stress degli esami.

Preferenze regionali e nuove tendenze

Anche i gusti riflettono la forte identità regionale degli studenti. A Roma i supplì sono tra i più richiesti, mentre a Napoli dominano i crocchè, simboli di un radicamento alla cucina locale. Il comfort del cibo tradizionale è irrinunciabile, tanto che anche nelle città universitarie più grandi come Milano e Bologna si riscontra una forte richiesta per piatti che rievocano i sapori di casa.

Quando il food delivery diventa un rito serale

La sera è il momento d’oro per il food delivery. Dopo una lunga giornata di studio, gli studenti trovano nella cena a domicilio un momento per rilassarsi e ricaricare le energie. Ordinare cibo diventa un rito serale, un’occasione per riunirsi con amici o compagni di corso, condividere una pizza o un piatto di sushi, e chiudere la giornata con un’esperienza conviviale. Non è solo questione di comodità: è un modo per prendersi cura di sé, senza dover pensare a cucinare o fare la spesa.

Just Eat e gli studenti: iniziative su misura

Proprio per rispondere a queste esigenze, Just Eat ha lanciato una serie di iniziative mirate. Durante il mese di ottobre, 400 mila volantini con codici sconto verranno distribuiti presso i campus universitari di 42 città italiane, offrendo ai giovani la possibilità di ottenere 4€ di sconto su un ordine minimo di 12€. In quattro città principali — Milano, Roma, Torino e Bologna — Just Eat attiverà anche un tour con hostess e cargo bike per coinvolgere gli studenti con giochi interattivi e premi, trasformando l’esperienza del food delivery in un momento di divertimento e condivisione.

Con la sua offerta che spazia dalle cucine tradizionali ai sapori esotici, il food delivery non è solo una questione di praticità, ma diventa un’esperienza che accompagna gli studenti nei momenti di gioia, di stress e di relax. In fondo, come suggerisce la citazione iniziale, è proprio attraverso il cibo che riusciamo a esprimere affetto e a prenderci cura di noi stessianche quando le parole non bastano.

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San Valentino è sempre stata, a mio ricordo, una festa sempre molto discussa per tanti motivi ma una cosa l'importante è che se ne parli e la si festeggi!

Quest'anno, però, vi è un servizio in più e che non sfrutteremo solo nel giorno degli innamorati perché, di stampo americano, l'abbiamo tanto atteso.

Si tratta di quell "Amichevole passaggio" ma in versione culinaria: Uber Eats!

Si, quello che prima era solo un taxi non convenzionale, diventa anche un servizio di ristorazione a domicilio e per San Valentino ci fa anche un regalo: una promo che ci consente di ordinare un piatto ( tra quelli selezionati) e averne un secondo in omaggio.

Per l'esattezza, l'offerta sarà valida dal 14 al 17 febbraio e possiamo, almeno per questa volta, dimenticarci di file ai ristoranti, prezzi aumentati e cibo scadente. Possiamo finalmente goderci una cena di classe nel salotto di casa, con l'atmosfera che scegliamo noi e con i nostri tempi.

Uber Eats ha selezionato più di 60 ristoranti, fra cui Burgez, Wagamama, Poke House per aiutare amanti e cuori solitari.

Ordinare su Uber Eats è estremamente semplice: basta scaricare l’app, disponibile sia per Android che per iOS, o collegarsi al sito www.ubereats.com e farsi recapitare i propri piatti preferiti e direttamente a casa e usufruiredella promozione BOGO sui più di 60 ristoranti milanesi. Uber Eats, la piattaforma di food delivery di Uber, è disponibile a Milano e in altre 13 città italiane.

Uber Eats è presente in 14 città (Catania, Palermo, Milano, Monza, Torino, Bologna, Firenze, Trieste, Roma, Napoli, Rimini, Reggio Emilia, Genova e Bari) ed offre il servizio a migliaia di ristoranti, con centinaia di migliaia di piatti disponibili sulla piattaforma. Ordinare è estremamente semplice: basta scaricare l’app, disponibile sia per Android che per iOS, o collegarsi al sito www.ubereats.com e farsi recapitare ilproprio piatto preferito, che si tratti di una riunione di lavoro in ufficio o di un momento di relax a casa.

Uber Eats

Uber Eats consente alle persone di cercare e scoprire i ristoranti della propria città, ordinare un pasto con un click e riceverlo a casa in modo veloce ed affidabile. Dal momento del lancio di Eats tre anni e mezzo fa, l’azienda ha sfruttato l’esperienza tecnologica e logistica di Uber per servire più di 500 città in tutto il mondo, mantenendo i tempi di consegna al di sotto dei 30 minuti.

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Presto anche in Italia, il servizio a domicilio di McDonald's è già attivo negli States.

Quando John Lennon incontrò Yoko Ono nel 1966, la stessa era già considerata una pioniera del movimento artistico Fluxus, che dal 1962  raccoglieva artisti d’avanguardia intorno alla figura di George Maciunas, l’architetto lituano che rese il celebre quartiere newyorkese di SoHo e lo trasformò in un rifugio per artisti. Yoko avvicinò e conobbe gli esponenti di Fluxus proprio nella “grande mela” e da qui tutti insieme cercarono di esportare e far conoscere le proprie opere in Europa e poi in Asia.

Gli artisti di Fluxus sono architetti, designer, poeti sperimentali e musicisti che rivendicano nella vita quotidiana e nei gesti di tutti i giorni la presenza estrinseca dell’arte. Il flusso del quotidiano permeato, appunto, dalle più disparate forme artistiche.

Yoko Ono, nella galleria londinese dove conobbe Lennon, aveva esposto una mela con sotto la scritta che recitava “apple” e invitava i visitatori a piantare in una parete espositiva dei semplici chiodi con un semplice martello al fine di farne un collage. Erano le prime mostre personali dell’artista che, come molti altri membri di Fluxus, imponevano l'artisticità dei gesti quotidiani in nome di un'arte totale. Un’arte che predilige come ambiti d'espressione la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance. Da qui nascono gli happening, prima quelli americani che vedono la partecipazione di personaggi del cinema e della cultura, ma anche di donne simbolo come Jacqueline Kennedy; e poi quelli europei, soprattutto tedeschi, dove è l'evento che conta e dove lo spettatore finisce con il diventare attore e protagonista dell’evento artistico.  Fluxus, dal latino flusso, indica un fenomeno in continuo mutamento, che non ha forma né luogo, che abolisce i confini tra le discipline artistiche, fra artista e pubblico, fra arte e vita. Le opere d'arte Fluxus finiscono così per diventare veri e propri avvenimenti, con video, assemblaggi e performance che dal quotidiano si ricombinano in un nuovo orizzonte provocatorio e sorprendente, e sempre lasciando grande spazio e importanza al caso.

E per festeggiare al meglio i suoi primi, meravigliosi, ottant’anni Yoko Ono espone le sue opere più importanti in una mostra itinerante:Women in Fluxus & Other Experimental Tales.

Nella mostra sono presentate, oltre ad opere scelte di singole artiste, documentazioni di eventi e spartiti, Event Scores, riprese video, fotografie, dischi, oggetti, documenti cartacei, Yearboxes e altri interessanti e singolari materiali relativi alle serate Fluxus. Le opere provengono dalle più importanti collezioni internazionali e intendono ripercorrere quell’incredibile momento d’interdisciplinarietà programmatica che Dick Huggins chiamò Intermedia, e che scrisse parte della storia dell’arte contemporanea, anche italiana.

Le opere di Women in Fluxus sono circa duecento e, oltre ai lavori di Yoko Ono, ci sono quelli di artiste come Anna Halprin, Carolee Shneemann, Charlotte Moorman e Alice Hutchins.

 

 

 

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