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ALPHABET, Friday March 14th. THE ADMISSION IS STRICTLY ON GUEST LIST
Rocket Club, Alzaia Naviglio Grande 98, Porta Genova, Milan. From 11:30 PM till late.
ROOM 1: Enza Van De Kamp (Nu-disco, Electrodance, Big Beat, Dirty Disco and world's top-charted tracks).
ROOM 2: Djette Barbarella Thomas Constantin (Indie Rock, Electropop)
★ Week's Emoticon: CARTOON. ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!
At the door: Superhot Edoardo Velicskov. No dress codes: we always want stylish and open-minded people.
€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK
Free Parking Area. Uber Code Promotion: alphabet (20€ for free, new customers only)
Get your name on a guest list and feel free to ask for further infos:
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Dal 18 Marzo al 6 Aprile 2014 un grande spettacolo sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano. Un appuntamento con un grande classico presentato in modo innovativo.
Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia, Bags Live e Malguion srl presentano OBLIVION In “OtHello, la H è muta…”.
Chi sono gli Oblivion? Sono Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli. I testi sono di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, gli arrangiamenti musicali sono di Lorenzo Scuda, al piano Denis Biancucci e la consulenza registica è di uno dei grandi nomi del teatro italiano: Giorgio Gallione.
I cinque Oblivion tornano in tour per il quinto anno consecutivo. Negli anni passati hanno avuto grande successo con l’applauditissimo “Oblivion Show 2.0” e lo show cameo dedicato a Giorgio Gaber “Far finta di essere G”. Il loro nuovo lavoro è “Othello, la H è muta” che ha debuttato il 17 agosto al prestigioso Ravello Festival che ne ha commissionato la creazione in occasione delle celebrazioni wagneriane e verdiane.
La compagnia, insieme da dieci anni, è ricordata per l’interpretazione della parodia “I Promessi sposi in 10 Minuti” (che suYouTube ha ormai ottenuto tre milioni di visualizzazioni) e con centinaia di date al loro attivo (sono più di 110 le repliche solo nella scorsa stagione), i cinque sono sempre richiestissimi da tutti i teatri italiani per la loro personalissima comicità che unisce la tradizione comica italiana e una preparazione tecnica vocale di altissima qualità.
Nello spettacolo in scena al Teatro Manzoni i cinque attori demoliscono a colpi di grottesca ironia sia l’Othello di Shakespeare che l’Otello di Verdi in uno show in cui, oltre a cantare, recitano e si dirigono con musiche tutte dal vivo. Sul palco insieme agli Oblivion, il maestro Denis Biancucci, sesta entità di questo delirio teatrale, che li accompagna al pianoforte e ingaggia con loro anche un esilarante match a colpi musicali.
Sul palcoscenico si alterneranno arie d’opera, canzoni pop, citazione irriventi e gag esilaranti. Le vicende di Otello, Desdemona, Cassio e Iago vengono rivisitate passando per Elio e le Storie Tese, Gianna Nannini, Lucio Battisti, Rettore, i classici Disney, l'Ave Maria (quella di Schubert ma non solo...), Little Tony, Pupo e molti altri. Nello stesso modo anche le arie di Verdi vengono riviste e mixate con il coro della Champions League, con Freddy Mercury, con l'Hully Gully, mentre i testi di Shakespeare vengono riscritti in stile Ligabue, Vasco Rossi, Dario Fo.
La parodia non riguarda solo le vicende ma si estende alle note di Verdi e alle parole di Boito e Shakespeare. Questa rappresentazione è un esperimento ardito che i cinque talentuosi artisti affrontano con totale naturalezza.
Mercoledì 19 Marzo alle ore 18.00 per il ciclo “Gli incontri di Milano per lo spettacolo” presso Mondadori Multicenter Duomo in P.zza Duomo nello Spazio Eventi al terzo piano gli OBLIVION incontrano il pubblico. A presentare l’incontro sarà Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo, Moda e Design del Comune di Milano. L’appuntamento permetterà al pubblico di conoscere e scoprire dettagli sullo spettacolo e approfondire il lavoro della compagnia.
L’opera unisce una varietà di linguaggi, di esercizi di stile e tante citazioni, la rappresentazione diverte e sorprende, lo spettacolo è capace di conquistare ogni tipo di pubblico teatrale. Un appuntamento, insomma, da segnare in agenda.
Al Teatro Manzoni dal 18 marzo al 6 aprile 2014
Biglietti
- poltronissima € 32,00;
- poltrona: feriali € 20,00 - sabato e domenica € 22,00
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Recensione The Go Find – Brand New Love (Morr Music, 2014)
'Miami' uscì nel lontanissimo 2004 e fu il primo album della band belga capitanata da Dieter Sermeus: i The Go Find arrivano ora, dieci anni dopo l'esordio, con un nuovo disco, il quarto (tralasciando la compilation di cover uscita nel 2010), legato al mese d'uscita e al mood del disco da un sentimento molto forte, l'amore.
Perché parto dal debutto? Semplicemente perché 'Miami' pur avendo un titolo fuorviante è stato un buonissimo punto di partenza con un electro-pop convincente mischiato a una nebbia elettronica leggermente disturbata da qualche influsso new wave. Andando avanti con i loro lavori il lirismo si è un po' perso, la sorpresa si è dissolta e, complice anche la poca spinta nel mercato italiano, si è arrivati al punto che dei The Go Find non è che se ne sentisse proprio la mancanza.
Questo non vuol dire che Dieter Sermeus non abbia le palle, tuttaltro; però ora come ora sembrano leggermente imbevute di melassa; essì, andando fino alla fine del disco lungo le sponde di 'The River' si rimane appiccicati a questa sensazione. La parola cuore salta fuori in ben due episodi su dieci: sulla mid tempo di 'Jungle Heart' messa in apertura e nella lentezza voce-synth di 'Your Heart', che risultano essere comunque due buone tracce; 'We promised together' invece è un pop malinconico, ripescato da alcuni brani già pronti e lasciati fuori dall'album precedente 'Everybody knows it s gonna happen only not tonight'.
Il sax in 'Japan' abbellisce un'altra canzone in stile “go find mide-tempo” mentre la voce di Karolien dei The Few Bits aiuta a staccare un po' nella statica 'On the Rebound', solo vocalmente parlando però, perché l'atmosfera rimane sempre quella ed è un problema. Durante i ripetuti ascolti si ha la sensazione di qualcosa di troppo, mentre mancano veri e propri guizzi, glitch elettronici che ti facciano rizzare le orecchie o semplicemente... delle ottime canzoni.
Brand New Love rimane un album che raggiunge tranquillamente la sufficienza ma non per questo me la sento di consigliarlo, anzi, personalmente rimango in attesa di quel guizzo che potrebbe portare in ribalta i The Go Find.
Magari un giorno riusciranno a superare Lali Puna e Notwist, ma ancora non possiamo saperlo.
Facebook Page: www.facebook.com/thegofind Sito Internet: www.thegofind.com Casa Discografica: www.morrmusic.com
Andrea Facchinetti
Billy Idol, l’eterno ragazzo, il sogno erotico degli anni Ottanta, torna in Italia per due imperdibili date: il 9 giugno all’Ippodromo delle Capannelle a Roma (Rock in Roma) e il 10 giugno al Gran Teatro Geox di Padova.
Due serate per vivere (e rivivere) il sogno degli anni 80, decennio scintillante e sfavillante, dove il genio e la sregolatezza la facevano da padrone e dove le chitarre si univano ai sintetizzatori, in un tripudio di trasgressione.
Billy Idol ha segnato un’epoca, a partire dallo stage name scelto: idolo delle folle, angelo biondo inguainato in pantaloni di pelle aderenti.
Una manciata di hit lo hanno spedito nell’ Olimpo delle stelle, da “White wedding” a “Hot in the city”, fino a “Sweet Sixteen” e Dancing with myself”.
Le due serate italiane saranno arricchite dalla presenza del socio storico di Billy Idol, Steve Stevens alla chitarra solista, per due ore di musica, sudore e divertimento.
Billy Idol in concerto
9 giugno
Rock in Roma
Ippodromo delle Capannelle, Roma
Posto unico 34 euro + prevendita
10 giugno
Gran Teatro Geox Padova
Tribuna numerata 42,50 euro + prevendita; parterre in piedi 34 euro + prevendita
Biglietti prossimamente in vendita sul circuito Ticketone e nei circuiti vendita autorizzati.
Due concerti a Bologna e Roma in febbraio
C'è chi si nutre di cliché (musicali): elettronica, rock, pop e così via. Poi è arrivato il crossover: andare oltre, sfondare i muri e le barriere di genere. Alcuni di voi rabbrividiscono nel sentire associare il nome di Trentmoller al crossover. E' naturalmente una provocazione. Di sicuro T è nel novero degli artisti che travalicano i generi mostrandosi per quello che sono: alchimisti della musica.
Indubbiamente i suoi primi passi significativi nascono nell'alveo della house-trance, cassa in 4/4, suoni ipnotici e rave culture, figlia degli anni '90, tanto psicotropa. Al contrario di molti suoi colleghi dj e producer che iniziano la loro carriera nei dancefloor e lì restano, l'artista scandinavo da ormai quasi un decennio porta avanti un percorso assai personale nella (re)interpretazione degli stilemi digitali.
Non solo la raffinatezza della architetture ritmiche, ma anche la sensibilità nel calibrare arrangiamenti e pennellate melodiche, a comporre strutture musicali lontane dai luoghi comuni della musica elettronica con la cassa in quattro, lo rendono subito un fenomeno a sé, raccogliendo i favori di un pubblico assai trasversale.
I suoi tre album (“The Last Resort”, 2006; “Into The Great Wide Yonder”, 2010; “Lost”, 2013) disegnano una progressiva ascesa verso un microcosmo sonoro personalissimo, dove ogni particolare è cesellato con cura assoluta e dove l'equilibrio dinamico diventa quasi un esercizio zen, il tutto con una ricchezza espressiva ed emozionale davvero rara. Anche il regista Pedro Almodovar ne è rimasto sedotto, come testimonia l'uso della traccia “Shades Of Marble” nel trailer e nella colonna sonora del film “La pelle che abito”; così come ne sono rimasti sedotti i Depeche Mode, che hanno voluto il live set dell'artista danese in apertura alle date europee del loro “Delta Machine Tour”.
Un live set, quello di Trentemøller, che rende alla perfezione la ricchezza del suo universo sonoro, aggiungendo anche – com'è giusto che sia – ulteriore impatto “fisico” alle sue creazioni. Il tutto evitando rigidamente soluzioni scontate o luoghi comuni, e utilizzando i linguaggi di house, techno e post rock non come riferimenti rigidi ma come piattaforme da cui lanciarsi verso territori onirici e rari da esplorare.
24 febbraio 2014– Bologna – Estragon
Biglietto: 15 + d.p.
25 febbraio 2014 –Roma –Atlantico
Biglietto: 15 + d.p.
«Non lo farò mai più. Cantare all’Olimpiade è stato un incredibile onore. Sono stata fiera di averlo fatto. Quello è stato il momento perfetto per dire: fantastico, grazie a tutti, ma basta così. A volte devi capire quando arriva l’ora di abbandonare la festa». Così, in un’intervista esclusiva a Vanity Fair, Victoria Beckham infrange le speranze di chi, a vent’anni dalla formazione delle Spice Girls nel 1994, sperava ancora di vedere riunito il quintetto pop. Nell’intervista di copertina, illustrata dagli scatti inediti di Sebastian Kim e pubblicata nel numero in edicola da mercoledì 22 gennaio, Victoria spiega che la sua vera passione oggi è la moda, e che comunque vede un importante nesso tra la sua professione passata e quella attuale di stilista: «Le Spice Girls hanno avuto successo perché celebravano le donne, che in fondo è quello che faccio ancora oggi». A Vanity Fair poi l’ex popstar racconta l’emozione di aver visto suo marito David giocare l’ultima partita della sua ventennale carriera di calciatore, lo scorso maggio a Parigi: «Ho provato grandissima emozione e grande orgoglio. David non potrebbe essersi dato di più allo sport. Per anni lo abbiamo condiviso – in un certo senso lo condividiamo ancora – con tanti suoi fan. È bello, adesso, averlo a casa».
Le vacanze sono finite e siete tornati al solito tram tram?
Non vi preoccupate, ci pensa Toilet Club ad ammazzare la vostra routine e farvi staccare la spina per il week end, ributtandovi in un clima di festa.
Venerdì scatenatevi in pista a COOL KIDS CAN’T DIE, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma . Il dj show di Japi & LaEmi non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo. Il pubblico di CKCD si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche.
Sabato va in scena MARLON BRANDON. È un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte.
Ad allietare la serata l'inconfondibile sound di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l'Alternative, il Rock, l'Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l'ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
COOL KIDS CAN'T DIE *DIECI RAGAZZ* PER ME*
Venerdì 10 gennaio
DjShow&Love JAPI e LaEMI
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
MARLON BRANDON - Una brutta esperienza
Sabato 11 gennaio
Erik Deep & LoZelmo Dj Set
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23 alle 4
INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
Info: www.circolotoilet.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Non avete programmi per le vacanze?
Siete costretti a rimanere in città?
Siete stufi dei soliti cenoni e feste di capodanno?
Toilet Club, il locale più folle di Milano, non vi abbandona neanche per le feste natalizie e vi offre una valida alternativa per iniziare il 2014 con il botto... la serata MARLON BRANDON!
Un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l'insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo. Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati.
È difficile spiegare cos'è MARLON BRANDON: È un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte.
A rendere magica la vostra serata la musica di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l'Alternative, il Rock, l'Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l'ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
MARLON BRANDON: CAPODANNO 2014
Dalle 23 alle 6
INGRESSO 10 EURO con 1 DRINK INCLUSO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, UISP
Richiedi la tessera all'indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
SE A CAPODANNO DEVI FARE LA TESSERA NON PAGHI L'INGRESSO!
TOILET CLUB
Via Lodovico il Moro 171, Milano
Per info
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https://www.facebook.com/events/607946542574340/
Natale ormai è vicino e Toilet Club vi fa il regalo in anticipo.
A partire dal 21 dicembre una nuova folle serata renderà indimenticabili i vostri sabato sera, si tratta di MARLON BRANDON.
Un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l'insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo.Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati.
È difficile spiegare cos'è MARLON BRANDON: È un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte.
Ad allietare la serata l'inconfondibile sound di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l'Alternative, il Rock, l'Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l'ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
SABATO 21 DICEMBRE - MARLON BRANDON
INGRESSO GRATUITO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, UISP Richiedi la tessera all'indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
TOILET CLUB Via Lodovico il Moro 171, MilanoPer info: www.circolotoilet.it / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Recensione Diaframma – Preso nel vortice (Diaframma Records, 2013)
Federico Fiumani è davvero inarrestabile, non c'è che dire; dopo solo un anno dall'ottimo precedente disco 'Niente di serio' (Miglior album autoprodotto ai Pimi 2012), il relativo tour e la ristampa della pietra miliare dei Diaframma, ovvero il grandissimo 'Siberia', ha sfornato un album nuovo di zecca contente quattordici brani: 'Preso nel vortice'.
Probabilmente non ve lo aspettavate ma questa volta ci sono diversi ospiti, a partire dal prezzemolino e bravissimo Enrico Gabrielli (sax, piano e tastiere), le voci di Alex Spalck e Marcello Michelotti (rispettivamente Pankow e Neon, se non vi dicono nulla andate a ripescarli), Max Collini degli OfflagaDiscoPax in 'Ho fondato un gruppo' e last but not least Gianluca de Rubertiis de Il Genio (piano e tastiere). Per non lasciare indietro nessuno vi dirò che la formazione è completa con Lorenzo Moretto alla batteria, Luca Cantasano al basso ed Edoardo Daldone come seconda chitarra.
'Claudia mi dice' è una bella ballade ricca di sentimenti e si inizia bene anche con le citazioni, in questo caso Il Teatro degli Orrori, poi verranno i Rolling Stones di Altamont e Allen Ginsberg in 'Hell's Angels' così come i Television nella nostalgica 'Il suono che non c'è più'. 'Ottovolante' è addirittura dedicata a Piero Pelù, compagno di avventura negli anni '80 e destinatario di una gran bella visione: “Io te sopra l'ottovolante, amico mio che bella la terra da quassù, amico mio il mondo sorride assieme a te, peccato che l'effetto svanisce e se ne va ma spero che, che presto anche lui ritornerà, da me”.
'Infelicità' invece è dark e carica del pensiero dell'artista, si perché qui oltre alla nostalgia canaglia, ai sentimenti contrastanti, all'essere orgogliosi di quello che si possiede ('Ho fondato un gruppo') e alla filosofia del Fiumani, non c'è molto altro. I testi però sono mastodontici, nel senso che la capacità lirica di Fiumani è davvero notevole, rimane assai ispirata anche quando si parla di questioni comuni, se così si possono definire.
I Diaframma sono un gruppo importantissimo del panorama new wave italiano, che si è risollevato dopo alcuni dischi non all'altezza. 'Preso nel Vortice' però rimane, se non allo stesso livello, nella scia del predecessore, pur essendo arrangiato e curato assai meglio.
Andrea Facchinetti
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