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Il nuovo Teatro Delfino apre la sua prima stagione con lo spettacolo di Antonio Skarmeta, Ardente Pazienza - Il postino di Neruda.

Lo spettacolo teatrale, composto da quattro attori di origine bolognese (la più simpatica a detta loro), è una piccola commedia raccontata a 'mo di favola tra il grande poeta e vincitore del premio Nobel alla Letteratura, Pablo Neruda, e un giovanotto, suo compaesano di Isla Negra, che lavorava come postino per portargli la corrispondenza che riceveva da tutto il mondo.

1969 - 1973, periodo di grande rilevanza per la politica del Cile: Allende viene nominato presidente della Repubblica, e poco dopo viene ucciso durante un colpo di stato, queste sono le ombre storiche che si intravedono soltanto in brevi momenti durante lo spettacolo.

Protagonista della scena è un'amicizia che viene a consolidarsi lentamente, quella tra Neruda, che fa il finto brontolone solitario, e l'ingenuo Mario Jimenez, il postino, che rimane sempre affascinato da questa figura e prolunga le sue visite all'abitazione del maestro nella speranza d'imparare sempre qualcosa di più sulla poesia.

Metafore, metafore, metafore, di questo si parla: lo spettacolo mostra come anche il personaggio meno preparato possa essere in grado di entrare nell'aulicità della poesia una volta trovata la sua fonte d'ispirazione.

La suddetta fonte è una delle due co-protagoniste: la bella e prorompente Beatrice, che cattura il cuore di Mario e che resta 'stregata' dalle dolci parole che il postino le dedica.

Infine abbiamo la madre, che, spaventata dall'idea che la figlia le venga portata via, cerca di ostacolare questo amore, ma per poco: alla fine anche lei si farà vincere dalla parola.

Il potere e la pericolosità della poesia, 'le parole portano gravidanze', questa una citazione dello spettacolo che mostra le doppie facce di questa arte, tanto nobile, tanto versatile.

 

La scenografia è abbastanza ricercata, accompagnata, ahimè, da uno schermo sul quale vengono proiettati scorci di Isla Negra, scene del funerale di Neruda o la neve di Parigi (pixelata), dove, per un periodo dello spettacolo, si era trasferito Neruda per lavoro; del tutto evitabile.

Molto interessante e divertente la scelta della colonna sonora, si passa dai canti dei cori comunisti per le elezioni di Allende ai Beatles.

Lo spettacolo si trova spesso a fare questi salti empatici: a mio parere non da abbastanza spazio al silenzio e all'emozione di una scena, portando così lo spettatore da un'emozione all'altra senza dare lui il tempo di viverla e stare ad ascoltarla.

E' uno spettacolo che ha del potenziale, ma dovrebbe concentrarsi meno sulle citazione dei versi di Neruda e di più sui tempi del teatro, sui suoi ritmi, sui gesti e soprattutto sulla scelta di cosa far vedere o meno al suo pubblico: dato che il Teatro Delfino dispone di un palco e quinte altrettanto ampie, credo che lo spettacolo risulterebbe più credibile mostrando solo ciò che il pubblico deve vedere in scena, e non cambi di abiti  e scenografie; automaticamente si viene a perdere quel velo, quella finta realtà in cui si entra quando si varcano le soglie di un teatro, e così si ritorna bruscamente a contatto con la realtà.

 

L'ultimo spettacolo oggi alle 16.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: www.teatrodelfino.it

 

MusicEmotion: il concerto sinfonico diventa uno spettacolo musicale cinematografico

MusicEmotion - l’iniziativache dal 5 febbraio 2014 porta la Filarmonica della Scala al cinema e che permette agli spettatori di immergersi nella musica trovandosi avvolti da un’esperienza emozionante e di altissima qualità -per la sua terza edizione ha affidato in esclusiva al fotografo Oliviero Toscani l’originale concept fotografico del progetto. L’operazione nasce fra Trento e Milano, da un’intuizione dell’agenzia Plus e di Musicom.it, e dall’esigenza di dotare MusicEmotion di un immaginario e quindi di una comunicazione “forte”, capace di divulgare con efficacia e innovazione la Filarmonica della Scala al Cinema. Si è scelto di ritrarre tutti i protagonisti della Filarmonica attraverso lo sguardo di un grande interprete italiano della fotografia e della comunicazione, un modo diverso di comunicare un’orchestra, il suo lavoro e la sua “umanità”.

MusicEmotion è distribuito nelle sale cinematografiche italiane da Parthénos, è realizzato dal produttore Musicom.it - che effettua tutte le riprese in HD della Filarmonica della Scala - ed è sostenuto fin dalla prima edizione da UniCredit, Main Partner della Filarmonica dal 2003. Si avvale inoltre della collaborazione del Touring Club Italiano.

per info: www.musicemotion.filarmonica.tv

A questo link il video-backstage dello shooting di Oliviero Toscani con i musicisti de La Filarmonica della Scala.

IN ALLEGATO L’IMMAGINE DELLA CAMPAGNA A FIRMA DI OLIVIERO TOSCANI

 

Anno nuovo, tema diverso.

Questo sembra annunciare tra le righe il teatro Franco Parenti il quale, dal 14 al 19 gennaio, ospiterà uno spettacolo che si articolerà, con estrema chiarezza espressiva, attraverso i temi portanti della compagnia Anagoor.

Filologia, storia dell’arte, architettura, arti visive, danza, musica: utilizzando video, parola, gesto e musica, la compagnia si è impegnata nello sviluppare una complessa ed interessante ricerca a partire dalle prime pagine del libro “I Sommersi e i Salvati”, di Primo Levi. L’epicentro di questo spettacolo? La memoria umana, una memoria incancellabile, un orrore che, a distanza generazione, fa rabbrividire: l’olocausto.

Si tratterà di un percorso teatrale in grado di stimolare una riattivazione della memoria su un piano diverso da quello dell'informazione o della narrazione attraverso i documenti; la compagnia si propone di dissotterrare quei fatti, quei dettagli, che il “processo di oblio” del mondo occidentale ha applicato su questa tragedia.

Quasi una storia del potere della lingua nel mondo occidentale, ripercorsa attraverso frammenti di autori apparentemente distanti (tra i quali W.G. Sebald, Jonathan Littell, Eschilo, René Girard, Tzvetan Todorov, Bruno Bettlheim, August Sander, Victor Klemperer):  dalla follia nazionalsocialista, il discorso andrà ad incontrare il penoso mutismo di Ifigenia e ritrovare quel silenzio in altre prede, altre caccie, altri genocidi.

Lingua Imperii è la lingua dell’impero inteso come dominio coercitivo: è la lingua povera, bruta ma melliflua delle propagande fasciste e nazionalsocialiste.

Si scaverà sotto alfabeti e nozioni imparate a forza, cantilene da urlare a gran voce in modo acefalo e automatico.

Ma non è solo questo, è una lingua fatta di silenzi innocenti, regalati dai dominatori in cambio della libertà.

Questo dimostrerà ancora una volta la supremazia della lingua, strumento nato dall’uomo ma che oltre l’uomo si articola, in un escalation di violenze che hanno tutti i nomi, ma mai una fine.

 

 

Doppio appuntamento con il teatro a Milano. Il Teatro Elfo Puccini mette in scena il 18 novembre due debutti, Road Movie e Vocazione, per la regia rispettivamente di Sandro Mabellini e Danio Manfredini.

 

Road Movie è in programma alle 19.30 in sala Bausch. Si tratta del pluripremiato spettacolo di Godfrey Hamilton, scritto negli anni Novanta, affresco di un’epoca offuscata dalla minaccia dell’AIDS, che stava assumendo in quel periodo i connotati di una vera e propria epidemia. È un testo commovente, che descrive la complessità dell’amore e della morte, specie quando i due sentimenti sono legati. Racconta la storia di Joel, gay trentenne, imbarcatosi in viaggio allo scopo di incontrare il suo amato Scott. È l’inizio di un’avventura in un percorso che lo trasformerà profondamente attraverso l’incontro con uomini e donne che hanno fatto esperienza della perdita degli affetti più cari.

Attore protagonista, in tutti i sensi, Angelo Di Genio, che grazie all’allestimento curato da Sandro Mabellini è in grado di interpretare tutti i personaggi del testo, accompagnato da Piero Salvatori, fenomeno del violoncello.

 

Vocazione è in cartellone alle 21.00, in sala Fassbinder. È uno spettacolo ideato, curato e realizzato da Danio Manfredini, con l’obiettivo di tracciare un quadro sulla figura dell'attore teatrale, dei vari stadi che attraversa e che lo conducono alla creazione. Un ambizioso progetto che studia come si contaminano i piani della vita con quelli dell'arte e viceversa. Quando spesso la vocazione non basta e il talento non è sufficiente, Manfredini mette a nudo l’attore, oltre che il personaggio, con l’aiuto di testi emblematici presi in prestito dalla storia del teatro, dalla Nina del Gabbiano di Cechov, all'anziano divo del Minetti di Thomas Bernhard, fino all'ex-attore nel testo di Fassbinder Un anno con 13 lune.

 

Inoltre, in occasione dei debutti di Road Movie e Vocazione, LILA Milano offre al pubblico la possibilità di eseguire gratuitamente il test salivare per l'HIV, a partire dalle 20.00 fino alle 23.00. L’esame è effettuato da professionisti qualificati attraverso un semplice prelievo di saliva, che consentirà di ricevere l’esito nei 20 minuti successivi.

 

 

INFO

Teatro Elfo Puccini

C.so Buenos Aires, 33 – Milano

 

Road Movie

Dal 18 al 27 novembre

Durata: 90'

Orari: martedì – sabato 19:30 / domenica 15:30

Prezzi: 15 €

 

Vocazione

Dal 18 al 23 novembre

Durata: 85' senza intervallo

Orari: martedì – sabato 21:00 / domenica 16:00

Prezzi: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50

 

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Photo credits: Manuel Scrima

Venerdì 10 Gennaio 2014 “Donne che corrono dietro ai lupi”, il nuovo spettacolo di Debora Villa al Teatro dell’Elica di Lissone.

Settima edizione di “Lissone  a Teatro”, la rassegna serale organizzata dal Comune di Lissone in collaborazione con il Teatro dell’elica

 

 

“DONNE CHE CORRONO DIETRO AI LUPI”

Recital di Debora Villa

 

Con Debora Villa

Musiche di Rafael Didoni

Testi di Debora Villa, Francesca Micardi, Alessandra Torre

 

Il nuovo spettacolo di Debora Villa è un viaggio, un vagabondare tra storia antica e recente, tra favole e cronache, tra cinema e canzoni per provare a capire qual è la situazione della donna ai giorni nostri, se è davvero cambiata dai tempi delle caverne o ci sono ancora inquietanti analogie con le sue sorelle preistoriche. Per rispondere agli annosi quesiti che girano intorno all’universo femminile e la sua misteriosa evoluzione da Adamo ed Eva a oggi, Debora Villa ci accompagna in un percorso fatto di microracconti ironici e taglienti, una brillante arringa in difesa dell’affermazione della donna, a dimostrazione del fatto che forse il sesso debole oggi giorno non sia più quello femminile.

 

BIGLIETTI

Intero Euro 14 Ridotti (under 25 - over 65) Euro 12

PREVENDITA E PRENOTAZIONI (Consigliata):

Teatro dell'elica - Via San Martino 34 - Lissone 039-24.58.296 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatrodellelica.it

 

 

Il teatro Elfo Puccini offre una serata d’eccezione per dare il benvenuto al nuovo anno. sala Shakespeare, ore 20:30 (durata 1h40)

 ALICE UNDERGROUND

Ogni spettatore avrà in omaggio un ricordo dello spettacolo.

Prezzi: Intero € 50 - Ridotto € 30 (minori di 15 anni) Promozione speciale famiglia:  il ridotto € 30 verrà applicato anche agli adulti (per un massimo di 2 adulti per ogni bambino).

Inoltre, solo per il 31 dicembre il bistrot Olinda propone l'Aperitivo del cappellaio matto

Dalle ore 18:30 - euro 12 adulti / euro 10 minori di 15 anni. Prenotazione obbligatoria entro domenica 29 dicembre, scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sala Fassbinder, ore 20:30 (durata 2h45)

THE HISTORY BOYS

Dopo lo spettacolo buffet di mezzanotte al Bistrot Olinda con tutta la compagnia per festeggiare la fine del 2013 e l'ultima replica dello spettacolo, a tre anni dal suo debutto

Prezzi: Intero € 65 - Ridotto € 45 (minori di 15 anni)

I prezzi includono un buffet per accompagnare il brindisi:

Trancetti di focaccia Minibrioches con prosciutto di Sauris Miniflan di Zucca con crema di nocciola Panettone artigianale con crema di mascarpone Prosecco di Valdobbiadene Az. agricola Le Molere

Teatro ELFO PUCCINI c.so Buenos Aires 33 20124 Milano tel. 02 00 66 06 06 fax 02 36 75 59 04

Un nuovo spettacolo arricchisce la già ricca stagione del Teatro Delfino, sempre pronto a riserbarci sorprese entusiasmanti.

Dal 14 al 17 dicembre, alle ore 21.00, domenica ore 16.00 (lunedì riposo), andrà in scena lo spettacolo “Lo stesso giorno, il prossimo anno”, diretto dal regista Federico Zanandrea e liberamente tratto dalla commedia di Bernard Slade “La stessa ora, l’anno prossimo”

 

La commedia narra di due personaggi-persone, Doris e George, che s’incontrato in una fredda sera qualunque del febbraio 1951. Entrambi fuori casa per motivi diversi, entrambi trincerati nei loro personalissimi universi di-versi.

Una bistecca è il classico mazzo di fiori che fa scattare la scintilla, ed in men che non si dica i due si ritrovano in una camera di motel, in California. Entrambi sposati, entrambi con figli, sono stati folgorati da un amore folle ed irreale, che spazia oltre i limiti degli oneri e degli onori.

Decidono assieme di ritrovarsi un anno dopo, lo stesso giorno, alla stessa ora, nella medesima camera di motel che conobbe il loro pazzo amore. Anno dopo anno, sempre lo stesso incontro, sempre la stessa promessa per trent’anni, che li farà scoprire cambiati, come chiusi in una bolla spazio temporale mentre il mondo attorno a loro è in continuo mutamento. Dal febbraio 1951 al febbraio 1981.

 

Federico Zanandrea, il regista, commenta così lo spettacolo:

Leggendo la commedia non puoi che rimanere innamorato dalla delicatezza delle parole, dall’ironia e dalla semplicità di una storia di amore vissuta una volta l’anno, un weekend speciale, lo stesso, ogni anno, per trent’anni. Nelle parole dei due protagonisti si raccontano gli eventi mondiali, le guerre, le paure, i sogni, le ambizioni; tutto rimane fuori da quella stanza d’albergo, non si vede, ma lo leggiamo negli occhi dei due interpreti

Quella stanza” prosegue Zanandrea, “ è un rifugio, dove i due protagonisti sono liberi di rivelarsi, di essere se stessi, di sognare; George e Doris si sentono al sicuro in quella camera e proprio per questo riescono ad essere così vicini l’uno all’altro da parlare la stessa lingua, pur provenendo da mondi tanto distanti.”

 

Al di fuori del loro mondo, la sorte imperversa, ma gli amanti sono stati capaci di costruire e condividere uno spazio unico ed universale, diverso da ogni altro. Fuori dal loro amore, la guerra, caduta di idoli e dei, nascita di nuove società.

Gli dice lei:"Ci conosciamo da così tanto tempo… che se senti freddo, a me viene da starnutire!".

Le risponde lui: "Tanto tempo? Un giorno all’anno, ci conosciamo da una ventina di giorni, abbiamo si e no rotto il ghiaccio"…

 

“Lo stesso giorno, il prossimo anno”

Con Laura Locatelli e Diego Baldoin, regia di Federico Zanandrea

Dal 14 al 17 dicembre 2013 - ore 21.00, domenica ore16.00 – lunedì 16 riposo

Teatro Delfino – Via Dalmazia 11, 20162 Milano

Prezzo biglietto 18 euro - www.teatrodelfino.it

A seguito dello straordinario successo di pubblico delle recite dello spettacolo LA SCENA, scritto e diretto da Cristina Comencini che  registrano sempre il tutto esaurito fino a domenica 24 novembre, a grande richiesta è stata programmata la replica straordinaria  di sabato 23 novembre diurna ore 15,30.

Sono aperte le prenotazioni (orari 10-19 continuato).

Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l'indomani. I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia (Angela Finocchiaro), attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell'anima; per Maria (Maria Amelia Monti), dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita.

Due femminilità opposte. Lucia ha rinunciato alla passione, all'idea di avere un uomo nella vita, si accontenta di amare i personaggi molto più interessanti che incontra sul palcoscenico. Maria invece senza un uomo non può stare, senza fare l'amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l'ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l'età ma che - lei sostiene - potrebbe essere proprio l'atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l’ha più trovato nel suo letto.

Eccolo, invece, apparire in mutande, un giovane ragazzo di meno di trent'anni (Stefano Annoni). Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria. Un po' per liquidarlo, un po' per divertimento, Lucia interpreta la parte dell'amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. E il ragazzo chi è? Un giovane uomo cresciuto da una madre imperiosa e assolutista: "Come voi due", rivela lui ingenuamente. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco.

Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché “ … il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire…”, come dice la scena che Lucia deve interpretare il giorno dopo, e anche quella che i tre hanno appena recitato insieme sul palcoscenico, che forse resta il solo luogo veramente libero del mondo.

Per l’autrice e regista Cristina Comencini la commedia è in sintesi la comica immersione di un ragazzo nella vita e nei sentimenti femminili, la scoperta di due donne delle pulsioni, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, la comune ricerca d'amore e di libertà in un mondo mutante.

Note di Produzione : Compagnia Enfi Teatro, produzione di Michele Gentile A sostegno della nostra scelta di produrre lo spettacolo “La scena”, sarebbero stati ampiamente sufficienti lo spessore professionale ed il prestigio di cui gode Cristina Comencini, annoverabile, senza alcun dubbio, tra i maggiori registi e autori italiani attualmente in attività nei vari settori del mondo dello spettacolo. La stessa possibilità di poter mettere in scena un suo testo, infatti, ha ulteriormente impreziosito la nostra collaborazione.

Possiamo anche aggiungere, tuttavia, che questa produzione s’inserisce perfettamente nella nostra cifra produttiva costantemente tesa alla valorizzazione dei testi di drammaturgia contemporanea, che, come in questo caso, risultano  caratterizzati dalla scelta di nuovi linguaggi e di importanti temi di attualità.

Tra l’altro, vogliamo sottolineare gli ulteriori  motivi di interesse conferiti dalla presenza di attrici come Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, nonché del giovane e promettente Stefano Annoni.

 

SABATO 23 NOVEMBRE ORE 15,30

LA SCENA

scritto e diretto da Cristina Comencini

con

Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni

 

 BIGLIETTO: poltronissima € 32,00 – poltrona € 20,00

 

Venerdì 10 e sabato 11 Gennaio alle 21,00 non perdetevi AUTORITRATTI CON OGGETTI- quadri espositivi del disamore, spettacolo e concerto teatrale di Gianluca De Rubertis allo Spazio Tertulliano.

 

"Ha stile, bisogna ammetterlo, anche se qualcuno lo trova insopportabile. De Rubertis racconta storie d'amore e di vita con linguaggio forbito, giocoso e un po' snob, e più volte centra il bersaglio”.

Diego Perugini per L'Unità

 

Dalle tredici tracce dell’album musicale "Autoritratti con oggetti" nasce questo spettacolo in musica, spettacolo della musica a teatro, scritto e diretto da Gianluca De Rubertis (fondatore e voce maschile del duo pop Il Genio, divenuto celebre per la canzone "Pop porno").

L'amore, musicato, deriso, indifferito, aborrito, anelato, disatteso, sarà sciorinato attraverso il testo e la metrica, suono che da fonema si fa senso. Così tra la musica che si fa silenzio, il gesto che si fa inerzia, l'umore che diviene secca, l'amore ritrae il suo flutto incostante attraverso la fonica e la sintassi lucida del pianoforte.

Ad ogni brano un rituale in cui le voci si sbraneranno, si burleranno del perbenistico ossequio che all'amore spetta per comune convenzione, torceranno le budella delle parole per mostrare come "amore" sia anch'esso una parola.

La donna al centro di questo guazzo problematico ed irrisolvibile, come unico scopo e unica tortura, come fine della musica e inizio della vita, come il foglio bianco cui elargire i più bei motti, come animale ideale e profetico, come calzare necessario a qualsiasi cammino.

"Autoritratti con oggetti - quadri espositivi del disamore" è uno spettacolo da un disco, ma di un disco che, forse, conteneva in sé già un suo incedere a certa fonetica cara a chi odia con tutto il suo cuore il teatro di prosa.

 

VENERDì 10 e SABATO 11 GENNAIO 2014

ore 21.00 allo

SPAZIO TERTULLIANO

via Tertulliano, 68 - Milano 

 

AUTORITRATTI CON OGGETTI

 quadri espositivi del disamore

Regia, testi e musiche di Gianluca De Rubertis 

con 

Gianluca De Rubertis e Angelica Schiatti

 

Musicisti:

 

Silvio Pirovano, chitarra 

Giovanni Pinizzotto, basso 

Lino Gitto, batteria 

Giampiero Risico, sax.

INFO:

www.gianlucaderubertis.it

www.spaziotertulliano.it

Dal 28 maggio al 16 giugno il Teatro Tieffe di Milano porta in scena All'ombra dell'ultimo sole - Parole e musica per Fabrizio De André, un racconto musicale basato sulle canzoni, le storie e i personaggi narrati dal cantautore genovese.

Un musical anomalo, sulla nostra storia recente, su quegli anni 70 caratterizzati da profonde trasformazioni e contraddizioni, ma già mitici per generazioni successive.

 

Protagonisti dello spettacolo sono dei giovani che stanno vivendo un momento di grandi speranze e gravi conseguenze: è il 1975 e  decidono di aprire un bar in un magazzino dietro Via del Campo, dove fare musica e parlare di rivoluzione.

Il locale diviene così un luogo di ritrovo, ma le cose non vanno nel verso giusto e, anche se il sogno sembra essere vicino, la strada per il cambiamento è ancora lunga.

 

All'ombra dell'ultimo sole è un musical sul mondo di Faber, la cui musica non solo segna il ritmo dello spettacolo, ma dà anche nome ai personaggi del racconto (da Bocca di Rosa a Nancy, da Michè a Pasquale Cafiero) e permea le atmosfere dei carruggi di una Genova immaginaria illuminata dalle luci del bar "La cattiva strada" fino ai fuochi della rivolta nel carcere scandita dal ritmo della "canzone del maggio".

 

 

Informazioni su orari e costi:

 

martedì, giovedì, venerdì e sabato: ore 21

mercoledì: ore 19.30

domenica: ore 17

 

Prezzo biglietti:

Intero: 24€*

Ridotto convenzioni: 18€*

Ridotto under/over: 12€ *

*(1,5€ prevendita)

 

 

Tieffe Teatro Menotti

via Ciro Menotti, 11

Milano

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