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“Noi ci innamoriamo dell’anima, ma per vivere ci servono i corpi”

Sabato 13 aprile a partire dalle ore 19.00 la prestigiosa location Spazio Giulio Romano 8 aprirà il proprio sipario all’evento "Nerospinto Borderline Design Week", svelando le quinte scenografiche di un mondo sensuale e poetico.

Amore, eros e suggestive alchimie fra arte, moda, musica, cibo e design saranno le proposte che stimoleranno un “incontro/scontro” creativo nella centralissima Porta Romana.

La serata avrà inizio dall’aperitivo in una trasognante cornice: abiti, gioielli, borse, scarpe, arredo, opere d’arte e performance artistiche per trascinarvi in un vortice di fantasia.

A seguire party con Gaia360

Dresscode della serata: indossa la tua maschera

Per chi scarica l’applicazione Uber durante l’evento potrà usufruire di uno speciale promocode che dà diritto a due corse da 15 euro l’una.

Speciale lotteria con interessanti premi.

 

Designer: Barbara Nolli, Caira design, Chiara Tortorella, DB living, Elga Jazz, Koinè, Marika Guida, Lumière Bijoux, Mes Pois, Mobilitare.it, Preziosa Jewels, Quinto Ego, Sperimentàle, So’ White, Studio Amoenus, Tarty Creation, The Fashion Transformer, Ymanja Atelier, Zushii

Exhibition: Metaleone (Studio2012), Mauro Lacqua, Patrizia Fratus

Area Beauty: Rossana Dalla Rosa, VirgoImage

Perfomance artistiche:

BODY PAINTING a cura di FreakShow

"CHEW_ME_UP" incursioni coreografiche site specific

a cura di Davide Manico con la supervisione di Collettivo Pirate Jenny Performers allievi del 2 anno di accademia televisiva Tv Show, Mas Music Arts & show , Milano

DARK LOVE-SWEAT DEATH di Pier Giovanni Bellotto coreografia: Pier Giovanni Bellotto performer: Cristina Triggiani, Lino Maggioni

READING DI POESIE EROTICO/AMOROSE Testi a cura di Indira Fassioni performer : Alessio Minarda, Arianna Di Nuzzo

BONDAGE a cura di Delinqueers

 

Djset aperitivo a cura di:

Emre Baloglu soundcloud.com / emrebaloglu uncut-studio.com

WestBanhof www.chemicalattackproject.com Djset party a cura di Gaia360 & Toilet Club:

Mary k & Shiner from Gaia360

special guest CKCD from Toliet Club

 

Nerospinto Bordeline design week: è un progetto curato dall’Associazione Culturale Rosaspinto. In collaborazione con: Collettivo Pirate Jenny , DelinQueers, Gaia360, FreakShow, Trendee Me, Uber, Yeep

Si ringrazia per il supporto: Catering Grasch, Lelo, Lush, The Sticker Family, Ovale

Nerospinto Bordeline Design Week sostiene la causa di ASA - Associazione Solidarietà AIDS Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 340 1197983 333 8864490

www.nerospinto.it www.rosaspinto.it

Sabato 13 aprile 2013, dalle ore 19.00 c/o Spazio Giulio Romano 8 MM Porta Romana

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Il conto alla rovescia che abbiamo pensato per voi, con l’idea di presentarvi ogni giorno uno degli artisti che esporrà le proprie creazioni alla Nerospinto Borderline Design Week, ci porta oggi a parlarvi di un progetto molto interessante, oserei dire “illuminato” .

 

A tutti noto, il termine è stato usato, dal 1700 in poi, per definire coloro che spendevano le loro competenze in campo artistico, politico, scientifico o letterario, allo scopo di accendere un lume e contrastare così il buio dell’ignoranza e del cieco conservatorismo.

 

Oggi forse, era in cui l’idea di innovazione è talmente idealizzata da essere spesso forzata ai limiti del ridicolo, essere un imprenditore illuminato significa non tanto puntare sulla novità assoluta o sulla totale originalità del proprio prodotto, quanto cercare di realizzare qualcosa che rispecchi il più possibile il proprio credo in ambito professionale.

In un periodo economicamente così difficile come quello che stiamo vivendo non possono che essere stati la forza della passione e la sincerità delle ambizioni di Daniele e Marco ad averli portati a realizzare il progetto Studio Amoenus.

 

I due giovani designer iniziano infatti questo percorso nel 2010 focalizzando i loro sforzi creativi e professionali proprio su quel fondamentale elemento precedentemente citato: la luce. A partire dallo studio dell’illuminazione d’interni infatti, realizzano particolari lampade che, oltre ad essere stupendi oggetti di design, sono realizzate grazie alle nuove tecnologie, a materiali e processi che rispettino l’ambiente e puntino sul risparmio energetico.

Daniele e Marco inoltre credono fortemente in una filosofia di sviluppo del progetto che dia importanza ad ogni singola fase della produzione, dall’idea alla realizzazione, di cui si occupano personalmente.

I due designer, contemporaneamente a questo progetto di  una linea a marchio Studio Amoenus, si dedicano anche alla realizzazione di oggetti  per altre aziende.

Che sia la passione o l’elettricità a dare luce a questi oggetti, la loro unicità è indubbia.

www.studioamoenus.com

 

 

Come ormai avrete capito, se volete vedere da vicino le creazioni Studio Amoenus e conoscerne i creatori, vi aspettiamo il 13 aprile, dalle ore 19, allo spazio Giulio Romano 8, dove saranno ospiti della Nerospinto Borderline Design Week.

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Dalle colline toscane arriva alla Nerospinto Borderline Design Week un marchio fondato nel 2011 da Nicola Bastreri e Gianni Crocetti  che, insieme ad un team di giovani designer, hanno deciso di realizzare un sogno, facendo della loro passione un lavoro.

 

Quinto Ego, questo il nome del brand, propone al mondo della moda una linea di gioielli in argento e pietre semi preziose che è emblema della produzione Made in Italy di cui ogni italiano dovrebbe andare fiero. Qualità garantita dalla decennale tradizione orafa, tramandata in famiglia da generazioni, e un design di tendenza fanno delle collezioni Quinto Ego il perfetto connubio tra presente e passato.

 

L’eco della tradizione risuona non solo nella lavorazione, che utilizza tecniche antichissime come quella della saldatura a fuoco, ma anche nell’estetica del gioiello: spunti dallo stile gotico e vittoriano, combinati al  gioco di luci, creato grazie a particolari tecniche, regalano infatti ad ogni pezzo una particolare magia dal sapore vagamente fiabesco. Valore aggiunto la lavorazione a mano che, seppure per un piccolo particolare, assicura unicità ad ogni prodotto.

 

Seppure, si sa, un gioiello è in grado di alleviare i malumori di una donna come solo qualcosa che luccica (e il gelato) sanno fare, parallelamente alla collezione donna è stata pensata a una linea apposita per l’uomo, rendendo la gamma  più completa, arricchendola con creazioni che vanno dagli anelli ai bracciali, dalle cinture ai portafogli, dagli orecchini ai gemelli.

 

Che voi vogliate dunque fare un regalo alla vostra splendida dolce metà, o che vogliate farlo alla vostra splendida dolce persona, sabato 13 aprile dalle ore 19 allo spazio Giulio Romano 8 sarà presentata la collezione Quinto Ego. Non perdetela!

 

Che  voi siate o meno degli appassionati dell’alta moda, se siete degli spiriti creativi e apprezzate la sperimentazione artistica in quanto tale, non potrete che trovare interessante il lavoro di questo fashion duo internazionale.

Due continenti  si incontrano e ciò che nasce dall’impatto è un prodotto unico, sofisticato, che riesce perfettamente a fondere il minimalismo delle forme geometriche con l’eleganza dei colori e la femminilità celata nella semplicità.

 

Dietro il marchio Elga Jazz si nascondono Olga Jazepova, estone, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Tallin, e Amal Kiran Jana, direttamente dal NIFT di Calcutta e diplomato alla Domus Accademy di Milano.

E’ nel 2011 a Tallin che i due designer decidono di fondere le loro così differenti culture in un solo progetto che, come loro stessi precisano, mira alla realizzazione di collezioni che siano legate più ad un concetto di coerenza artistica piuttosto che ai dettami del fashion system.

L’atmosfera che si respira guardando i risultati del loro lavoro è infatti quella di una ricerca spirituale più che di mercato, del tentativo di incarnare in un prodotto le sensazioni contrastanti, di forza e debolezza, di un essere umano, perso in un mondo così ricco di sfaccettature da finire con l’essere sempre in guerra, con gli altri e con sé stesso. E’ questa la metafora concettuale che Elga Jazz vuole esprimere, e lo fa attraverso le forme pulite e contemporanee delle sue scarpe, attraverso la versatilità delle borse che, come camaleonti, si adattano ad ogni occasione della vita moderna.

Fondamentali nella costruzione della filosofia del marchio i colori: tre, semplici. Il nero carbone, il blu di prussia e il viola molto scuro conferiscono infatti alla collezione un allure noir molto raffinata. Come di fronte ad un quadro di De Chirico le tinte monocrome, le ombre nette e l’incongruenza delle forme  possono, ad un primo impatto, provocare una sensazione di spaesamento, ma, per coloro a cui arriverà, il significato che nascondono sarà una meravigliosa mistica scoperta.

 

Per una conoscenza più approfondita di questo marchio e delle sue produzioni non perdete l’evento Nerospinto.

 

 

Borderline Nerospinto Design Week Sabato 13 Aprile,dalle ore 19.00 Show, performance, moda, design, food C/o Spazio espositivo Giulio romano 8 (MM Porta Romana)

 

Indossa la tua maschera migliore

 

Laura Frau, in arte Tarty, arriva nella caotica Milano direttamente dalla Villasimius, Sardegna,  e porta con sé una ventata di novità dal sapore ecologico. Diplomata allo IED in Interior Design ha poi indirizzato il suo estro creativo verso il mondo dell’arte eco sostenibile, proponendo all’Italia, dagli aperitivi della Milano da bere fino alle mostre in terra sarda, il suo progetto di Slow Design, filosofia in contrapposizione con la velocità dei nostri tempi, con il consumismo e la produzione in serie. L’opera di Tarty è assolutamente eclettica; spazia infatti dalla produzione di accessori e abbigliamento fino ad arrivare alla realizzazione di oggetti di arredamento del tutto innovativi, che fanno della semplicità la loro forza. Fil rouge del suo progetto il materiale, rigorosamente di recupero; dalle cassette della frutta che diventano sedili fino alla trasformazione della plastica in particolarissimi gioielli. A noi di Nerospinto è sembrato doveroso segnalarvi questa artista in quanto ne siamo rimasti piacevolmente colpiti; nel mondo moderno un approccio simile, all’arte come alla quotidianità, non può che giovare all’animo, all’ambiente ma anche, lungi dall’essere venali, al portafoglio. Se volete conoscere meglio Tarty e le sue creazioni non dovete fare altro che armarvi di una maschera  e venire all’evento Borderline Nerospinto Design Week sabato 13 aprile, dalle ore 19, nell’elegante spazio espositivo in via Giulio Romano 8, con tanta voglia di farvi coinvolgere e stupire.

 

 

Antonella Serrecchia

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- Vintage Future -

 

Atalanta Weller è un nome emergente della moda internazionale, un nome che sta facendo molto parlare di se'. Progetta scarpe concettuali, che vanno oltre i tradizionali confini; rompe le regole, facendo dell’avanguardia il suo punto di forza creativo. Ha conseguito il diploma presso il prestigioso Cordwainers College di Londra, lavorando successivamente per grandi marchi come Clarks, Hugo Boss e Gareth Pugh. Essere un designer oggi non vuol dire necessariamente essere un creativo puro; questo non è sicuramente il caso della Weller che sembra quasi più appartenere al mondo dell’arte che a quello del business. Lo conferma il fatto che le sue scarpe siano state acquistate per la collezione permanente del Victoria&Albert Museum, goal che mi racconta con particolare emozione. Quando ieri ci siamo incontrati, Lei era appena arrivata a Milano per la presentazione della sua collezione A/W ’13-14; parlare con lei è stato davvero entusiasmante e nel tempo trascorso insieme ho scoperto una persona molto dolce e allo stesso tempo decisa. Mi ha davvero impressionato come il suo carattere potesse somigliare cosi tanto alle sue scarpe, può sembrare un concetto scontato, ma se si guarda a fondo, non lo è. Quante persone riescono ad esprimere la propria vera personalità e grazie a questa riescono ad avere successo interpretando simultaneamente il gusto della contemporaneità ?

I suoi disegni sono geniali, Atalanta possiede uno spirito visionario attraverso il quale  sovverte le regole lasciando un segno. Nel suo lavoro è chiaro l’amore per le immagini grafiche, come per le silhouette ispirate all'architettura di Pier Luigi Nervi. Le sue creazioni innovative si collocano tra la ricerca del very selected vintage e il cyber-future; questo contrasto è accentuato oltre che dalle scelte stilistiche anche dall’abbinamento dei materiali: plastiche trasparenti, metalli e pellami si abbracciano dando origine a soluzioni inedite e ardite ma mai eccessive. Colpiscono i tacchi in legno o rivestiti di intrecci optical in bianco e nero (must have). Punto di partenza si rivela l'autentico design:  la forma geometrica pura. Ricorrente è il triangolo, attraverso il quale, nelle fibbie, cucito o stampato è possibile identificare molte delle sue creazioni. Celebri le sue scarpe "cubo" e "sfera", a sfera è anche il tacco gonfiabile delle scarpe che la designer ha  realizzato in esclusiva per Lady Gaga . Le sue calzature varcano con facilità il limite che le separa dall’arte della scultura. Il suo stile è contemporaneamente sexy e romantico, oggetti di design che fondono in sé stessi formale e casual: elementi versatili, adattabili ad ogni contesto e outfit. Tra i suoi designers preferiti ci sono Salvatore Ferragamo e Raf Simons ma a chi le chieda chi sia la sua icona, Atalanta risponderà fiera : “Mia madre”.

Molte sono le celebrità che hanno deciso di indossare le sue creazioni che possono essere perfette per le occasioni più glamour, ma anche nella vita quotidiana, portando con loro un pizzico in più di creatività oltre che di stile. Queste scarpe appartengono a una donna consapevole, energica e sensuale, che ama scegliere nella differenza e non nell’ovvietà.

E se dovessi definirle con una sola parola?

Personalità!

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Dalla decostruzione degli abiti alla decostruzione del brand.

Martin Margiela, designer belga, simbolo della moda concettuale senza tempo e di uno stile pulito, esce dalle vetrine esclusive delle aristocratiche maisons per portare le sue iconiche creazioni destrutturate sugli stand del più grande magazzino low cost, offrendosi così, per la prima volta, ad un bacino di consumatori ampio e popolare.

Dopo altri casi di indiscutibile successo, anche la Maison Margiela si attesta tra i migliori esempi di “mass-tige”, termine che sottende l’unione di una logica distributiva mass market al concetto di “prestige”. Ed è subito delirio di pubblico e incremento di notorietà.

Tra i primi esempi di questo trend crescente ci fu Karl Lagerfeld, che qualche anno fa presentò la prima capsule collection in partnership con H&M.

Donne che fino a quel momento ignoravano l’esistenza dello stilista di Chanel, sentirono il bisogno di avere un suo capo nel guardaroba, a costo di montare una tenda la sera prima del lancio davanti ad uno store H&M, così da avere la certezza di potersi accaparrare un “pezzetto” di quel sogno che lo stilista aveva prima realizzato solo per un’élite di dame facoltose.

Karl Lagerfeld intuì, pioneristicamente e non senza critiche da parte di chi poi lo avrebbe emulato, come la moda, in un’epoca permeata da accelerate trasformazioni sociali, di crescenti orientamenti etici dei consumatori e di continue oscillazioni economiche, fosse costretta ad abbandonare le proprie stanze dorate nelle vie noiose e solitarie dello shopping, per calarsi tra i comuni mortali nei quartieri più popolari e in fermento.

Questa scelta non fu dettata da un nuovo impulso magnanimo di cui la moda, per sua definizione, ne è esente. Fu, al contrario, una strategia vincente legata alla florida sopravvivenza di un brand.

La cultura popolare e giovanile infatti, insieme alle suggestioni degli stilemi passati, da sempre rappresentano le fonti di ispirazione sull’impulso creativo di un designer.

Si rende così necessario restituire alle stesse fonti creative il risultato del proprio lavoro.

Per incrementare la notorietà, per elevare gli utili su altri canali di distribuzione, per dialogare con i corpi e il mondo da cui traggono ispirazione. Il pop è l’imprescindibile linfa vitale che alimenta il successo di una griffe, indipendentemente dal suo posizionamento su fasce di prezzo elitarie.

Non sorprende, infatti, come la ricerca degli stilisti che precede la gestazione di una collezione avvenga sempre più tra le bancarelle dei mercatini in giro per il mondo.

Il concetto di esclusività si toglie, dunque, la corona e si cala nel pop-olare. Non vige più il dogma secondo cui “esclusivo” sia per pochi perché costoso, si fa sempre più spazio la tendenza per la quale l’esclusività sia frutto di una scelta estetica personale e originale, espressione di un messaggio di chi indossa. Un paradosso necessario: i grandi imperatori della moda trovano la salvezza del proprio regno solo se sono in grado di conquistare – anche – una larga adesione popolare.

Questa strategia non sembra nuova e fa pensare ad una regina che dal palazzo lancia croissant per avere salva la testa; seguendo il parallelismo, la storia ci ricorda che tale gesto non è automaticamente salvifico. Ma per fortuna loro, in questo caso non ci sono le teste degli stilisti a correre il rischio di sanguinare, ma le griffes e i gruppi finanziari proprietari che ne stanno a capo e non comprendono il fenomeno; e dall’altra parte ci siamo noi, un popolo non affamato di pane ma con il mesto desiderio di poter vestire nel modo che meglio ci rappresenta. Operazione in ogni caso possibile, senza scomodare nessuno dai palazzi dorati.

Ed ecco quindi, subito dopo una discutibile collezione di accessori di Anna Dello Russo, il nuovo regnante democratico che si aggira tra i sobborghi della città in cerca di consensi e riconoscibilità:

Martin Margiela, un genio indiscusso che resta fedele al proprio dogma. Per H&M ritroviamo una collezione iconica e d’avanguardia che rappresenta appieno il suo stile: decostruzione delle forme classiche degli abiti per una nuova concezione dei volumi e delle linee; cura apparentemente sartoriale nei dettagli e nell’esposizione dell’anima dei capi: le fodere emergono e si fanno visibili, mostrando la struttura, le maniche si staccano, si allungano, si rimontano in modo originale. Questo modus operandi riprende una pratica non nuova nella moda. Già nei fenomeni punk e street si tagliavano tshirt e si strappavano jeans con l’idea di infondere un nuovo impatto a capi già confezionati, per dargli un nuovo volto più attuale e per trasformarli in un veicolo del messaggio generazionale.

L’unico elemento che manca, è la qualità dei tessuti: il mass market impone dei limiti e la realtà emerge al tatto.

Il risultato è quello atteso: una grande opera di stile, frutto di una personalità geniale a poco prezzo. Da guardare, apprezzare e indossare con cautela.

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