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Recensione Massimo Volume – Aspettando i Barbari (La Tempesta, 2013)

 

I Massimo Volume sono tornati e non possiamo negarlo; dopo Cattive Abitudini del 2010, che rappresenta la volontà di riprovarci e di crescere ancora, di prendere il gruppo e di renderlo un tutt'uno con quello che è stato, progetti laterali di Emidio Clementi compresi, ora è la volta di Aspettando i Barbari.

 

Questo nuovo lavoro discografico passa in rassegna tutta la storia della band, dai testi migliori di Lungo i Bordi (anno 1995) e Da Qui (il mio preferito, anno 1997), alle prove di un canto leggermente accennato in Club Privè (non il mio preferito, anno 1999) fino ad arrivare all'esperienza più elettronica, e si stente, di Emidio detto Mimì con gli El Muniria (sentitevi anche gli inserti di 'Il nemico avanza'). Hanno preso il meglio, e musicalmente Aspettando i Barbari non ha davvero rivali: i Massimo Volume ce l'hanno fatta e nello scriverlo mi sembra quasi di essere tornato negli anni '90 quando nell'alt-rock italiano loro erano lassù, in cima. Una bella sensazione insomma. La produzione questa volta è affidata, oltre che ai MV stessi, a Marco Caldera che si mette anche ai synth e ai sampler, mentre i toni e le sensazioni sono più cupi e duri rispetto al precedente Cattive Abitudini.

 

'Dio delle Zecche' è stata scelta per aprire l'album e sono le parole di Danilo Dolci a raccontare, perfettamente, la loro scalata: “vince chi resiste / alle tentazioni / chi cerca di non smarrire / il senso / la direzione / vince chi non si illude”. Tantissime sono le ispirazioni e i riferimenti che spuntano come fiori nel campo di queste dieci canzoni, da John Cage a Mao Tse Tung, da Steinbeck a Buckminster Fuller. Nel momento esatto in cui senti declamare “Se penso a te / ti vedo in via dei tigli” ('La Cena') vieni gettato nel film e nelle perfette immagini che questa canzone crea tra synth, chitarre e bordoni, con un finale sonoro leggermente noise (genere che si ripresenta anche in 'Compound').

 

La title track è una classica canzone dei Massimo Volume, con un testo perfetto, mentre 'Vic Chesnutt' stranamente è un po' fuori fase, oltre a essere l'unica traccia che non mi convince pienamente. 'Dymaxion Song' è un brivido unico, con Clementi che va oltre alla semplice declamazione, andando verso Johnny Rotten. 'La Notte' ci riporta in qualche modo ad 'Alessandro' (Stanze vuote, anno1993), con quel suo elenco di persone e di fatti. 'Silvia Camagni' è tesa e febbrile, liricamente potrebbe essere reinserita in Da Qui e tutto si fa più cupo quando Mimì dice: / “qualcuno mi ha detto / che vivi a Berlino / che esci la sera / che abiti sola / io ti sogno / ogni tanto / che attraversi / la strada / ti giri e / mi gridi / fai presto, / poi di colpo / scompari”.

 

'Da Dove sono stato' è un mantra apocalittico, una dichiarazione sincera piena di verità che chiude tutto quanto: “per tutte le strofe / uscite male / e le frasi sbagliate / che nessuno / potrà più cancellare / io vi saluto / e mi inchino / io vi saluto / e pieno di rispetto / vi dico addio”. Io però non dirò addio alle chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia, nemmeno alla batteria di Vittoria Burattini e alla potenza tutta di Emidio Clementi, ma felice di un sesto album con questo livello qualitativo posso dire: prendo atto, vi ascolto e continuerò a seguirvi. Bravi.

 

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Andrea Facchinetti

 

 

Finalmente è uscito il nuovo singolo L’amour naissant di Sébastian Tellier con il video diretto da Jean-Baptiste Mondino (fotografo e regista francese che ha collaborato con innumerevoli star internazionali, tra cui la trasgressiva Madonna).

Quattro minuti per raccontare una storia d’amore che nasce tra un giovane prete e una donna; i due amanti sono interpretati dall’attrice Anna Mouglalis e dal modello Clément Chabernaud. Niente scandali e niente erotismo che solitamente Tellier mette nelle sue opere: Sebastian non ha più una toga bianca, ma veste abbastanza elegantemente una camicia, e l’unico filo conduttore con il precedente My God is Blue è il mare che fa da sfondo all’intero video.

Siamo davanti a una prova più sobria, più cerebrale e, perché no, più vicina ai sentimenti che comincia con una soave melodia al pianoforte, segue la batteria per poi concludersi con i violini accompagnati dal racconto, dalla voce dell'artista, di come può nascere un amore.

Questo primo singolo anticipa l’uscita del suo nuovo disco, dal titolo Confection, che vedrà la luce il 14 ottobre 2013 sempre grazie alla fedele casa discografica Records Makers.

Buona visione e buon ascolto.

Indira Fassioni

VIDEO: http://youtu.be/dcsRiuzZbSU

 

Nine Inch Nails - Hesitation Marks (Null Corporation / Columbia, 2013)

Quando penso ai Nine Inch Nails mi viene in mente il gran video, del regista Mark Romanek, di “

” (conosciuta anche come Closer to God o Halo 9, contenuta in The Downward Spiral del 1994) e il testo incisivo, crudo ed efficace e che diceva così: “I wanna fuck you like an animal, i wanna feel you from the inside, i wanna fuck you like an animal, my whole existence is flawed, you get me closer to God”. Erano gli anni ’90 e i NIN avevano fatto il botto, arraffando sia grandi fette di pubblico che una valanga di complimenti dalla critica specializzata.

Trent Reznor ora è tornato proprio con i suoi Nine Inch Nails lasciandosi però alle spalle gli ultimi lavori davvero deludenti, per non dire di peggio: Year Zero, Ghosts I-IV e The Slip (il primo del 2007 e i successivi datati 2008). Cinque anni di distanza e tanta voglia di pensare, meditare e costruire un album valido, in modo maniacale ma a quanto pare con più leggerezza. Diciamolo subito senza creare false speranze ai fan di vecchia data: Hesitation Marks taglia i ponti con il passato, è semplice e furbetto oltre che molto più elettronico (pronti a ballare?).

Lo si capisce subito dal primo singolo Came Back Haunted ma anche dal secondo Copy of A, che parla appunto della piattezza generale e di come sia difficile uscirne, singolo che può sicuramente trasformarsi in un ottimo traino commerciale per qualsiasi cosa (film, videogioco, scarpe, etc). Le atmosfere dark e l’elettronica, un binomio ottimale oltre che un’arma a doppio taglio, sono inermi davanti alla pochezza di Find My Way; così si prova a inserire una sorta di funk modificato in All Time Low, e in Various Methods of Escape si gioca con i sussurri, i backing vocal e le urla poco convinte. Avevo detto con più leggerezza ma Trent Reznor ha ancora i suoi assi da giocare e li mette sul tavolo per ultimo (o quasi): la voce ritorna importante e fa venire i brividi in I Would For You; funziona anche il nuovo stadio minimale di While I’m Still Here, mentre Black Noise pesca nel pozzo profondo e oscuro ma purtroppo siamo alla fine del disco (nella versione Deluxe ci sono in più tre remix che però non gridano a nessun miracolo).

Voglio credere che questo sia solo un riassestamento e che Trent Reznor stia solo spingendo la sua creatura lungo un binario più vicino agli anni zero e che gli serva solo un altro po’ di tempo (essì, mica bastano cinque anni). Consiglio quindi questo Hesitation Marks a tutti coloro che non erano nati negli anni ’90, con l’obbligo di recuperare i dischi che hanno reso grandi i NIN; per tutti gli altri, è una sufficienza tirata, nulla che possa farvi impazzire, ma al massimo, se proprio volete, ballateci su e non pensateci troppo.

 

Andrea Facchinetti

 

Nascere figlia di un artista è cosa tanto bella quanto complicata, crescere come figlia “d’arte” è ancora più difficile, soprattutto se intorno a te tutti sembrano essere portati per la recitazione e la regia.

Il destino di Sofia Coppola sembra scritto e tracciato dalla sua stessa esistenza e quindi la piccola di casa inizia a recitare in piccole parti che poi diventano ruoli sempre maggiori e più importanti e, dato che la recitazione sembra proprio non essere il suo forte, non passa molto tempo perché abbia tutti contro. Certo a una figlia d’arte si perdona anche meno e la carriera di Sofia sembra terminare definitivamente nel 1990 con il suo criticatissimo ruolo ne Il padrino parte III.

 

La ragazza, però, non ci sta. E non perché è figlia di uno dei più grandi registi di Hollywood, ma perché qualcosa dentro di lei le dice che il cinema è tanto altro e tanto di più.

Allora si mette a scrivere. Confeziona sceneggiature brillanti e originali e cerca di farsi conoscere e apprezzare nel difficile mondo delle star di professione.

E ci riesce. Ottiene premi prestigiosi e riconoscimenti importanti per le sue storie e per il suo grande senso nel raccontarle, e allora Sofia decide che se è brave a raccontare senza una macchina da presa, probabilmente lo è anche con una macchina da presa e decide così di dedicarsi alla regia.

 

Nascono pellicole come Il giardino delle vergini suicide e Lost in Translation, che oltre a ottenere premi e consensi fanno anche scuola per quello che riguarda il cinema al femminile.

Sofia Coppola capisce che la sua strada è segnata davvero adesso. Che la piccola di casa ha trovato il suo destino e allora si impegna ancora di più. Nel 2010 presenta a Venezia il suo capolavoro assoluto, Somewhere, aggiundicandosi il Leone d’Oro.

Da quel momento in poi è tutto un susseguirsi di successi e di riconoscimenti fino a quest’anno 2013 quando, a giugno scorso, conclude le riprese del suo ultimo film The Bling Ring, attesissimo in Italia e presentato in anteprima a Cannes.

La storia è così realistica e scandalosa da far scrivere ai giornali americani che l’unica regista che poteva narrarla è proprio Sofia Coppola.

La pellicola narra le vicende di un gruppo di ragazzi americani ossessionati dallo stile di vita dei protagonisti di film e programmi televisivi per adolescenti. Tormentati dall’esistenza dei loro idoli allora decidono di prendersi un po’ della loro vita svaligiandogli le case.

Una realtà cruda e per niente filmografica e che sta facendo riflettere l’America sul divismo e sull’ossessione di mettere in piazza la vita dei personaggi famosi.

L’attrice protagonista di The Bling Ring è Emma Watson, la famosa Hermione Granger di Harry Potter, cresciuta anche lei e perfetta nei panni della fan tormentata e della scassinatrice provetta.

Sofia Coppola ha dato ancora una volta prova di essere una grande regista ma soprattutto una superba sceneggiatrice, dimostrando a tutti che il cinema è un universo con mille stanze, aprire la migliore è questione di sintonia.

 

Per chi ama lo shopping e la moda è in arrivo la notte che celebra il Fashion!

Martedì 17 settembre, Milano, capitale della moda, accoglie la Vogue Fashion Night Out, evento punto di riferimento per tutti gli appassionati e curiosi di moda.

VFNO è un evento ideato e promosso da Vogue Italia Magazine è ha l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico al vasto mondo della moda in un contesto informale, divertente ed interessante.

Un appuntamento imperdibile ricco di iniziative, eventi, party e feste.

La città di Milano in particolare le zone di Piazza Duomo e la via Vittorio Emanuele, Piazza San Babila e il rinomato quadrilatero della moda saranno il cuore pulsante della VFNO. Boutique e negozi aperti tutta notte per accogliere appassionati o semplici curiosi.

La notte dedicata alla Moda è pronta a regalare emozioni.

Per maggiori informazioni: http://vfno2013.vogue.it/

Tattoo e piercing protagonisti a Lugano alla TI-TATTO 2013, una delle convention internazionali più importanti, dedicate alla body art.

Dal 30 agosto al 1° settembre, negli spazi del Centro Esposizioni Città di Lugano, i più grandi studi di tattoo e i più rinomati artisti internazionali si ritrovano nel cuore di Lugano per una tre giorni dedicata “all’arte di decorare il corpo”. Tantissimi gli stand presenti dove gli amanti dei tatuaggi e della body art potranno scoprire e conoscere le differenti tecniche dei tatuatori più estrosi, creativi ed eccentrici e vederli all’opera nel tatuare i tattoo addicted.

TI-TATTO ospita anche ogni anno special guests internazionali! Nelle passate edizioni sono stati accolti  Angelo Piovano, Ysobel Varley, Elaine Davidson, vere e proprie icone dell’universo tattoo e piercing. Per l’edizione 2013 grande attesa per MATT GONE, chiamato “l’uomo scacchiera” perché il 98% del suo corpo è ricoperto da disegni, con varie stratificazioni di colore.

Un vero e proprio "progetto di tatuaggio" durato anni ed iniziato per celare i difetti che la sua malattia, la Sindrome di Poland, ha lasciato sul suo corpo. Matt Gone, veterano del tattoo, è il testimonial dell’edizione 2013 del TI-TATTOO di Lugano.

Il TI-TATTO Convention Lugano 2013 non è solo tattoo e piercing ma anche divertimento con dj-set, performance, mostre, musica…il tutto in un’atmosfera di trasgressione ed esagerazione!

Lunedi 24 giugno alle 20.40, nella prestigiosa cornice della Sala Grande del Teatro Strehler, sono stati annunciati i nomi dei vincitori della 27esima edizione del Festival Mix Milano di cinema gay, queer e lesbo.

La giuria di qualità, composta da importanti nomi quali Ida Bozzi,Mattia Carzaniga, Giuseppe Isgrò, Elena Russo Arman e Luca Scarlini ha assegnato i seguenti premi:

 

Miglior Film: In the name of di Malgorzata Szumowska

Polonia, 2013

Una pellicola che ruota attorno ad una figura umana contrita tra desiderio e ubbidienza con, sullo sfondo, un paesaggio sterile e segnato dalla pressante presenza di un Cattolicesimo antico

 

Menzione speciale (per il contributo artistico): Noor di Guillaume Giovanetti e Cagla Zencirci

Francia/Pakistan, 2012

Un viaggio mistico-antropologico tra i confini di genere

 

Menzione speciale (per la migliore interpretazione delle due attrici): Facing Mirrors di Negar Azarbayjani

Iran, 2011

Un film in cui la naturalezza del quotidiano non lascia scampo ad un destino a senso unico

 

Passiamo ai documentari:

Miglior documentario: Les Invisibles di Sébastien Lifshitz

Francia, 2012

Toccante mosaico di storie ed identità, sullo sfondo di un passato da non dimenticare

 

Menzioni speciali:

Le Coccinelle-Sceneggiata transessuale di Emanuela Pirelli

Italia, 2011

Un lavoro premiato per la naturalezza con cui le vicende delle protagoniste sono narrate

 

Le lesbiche non esistono di Giovanna Selis e Laura Landi

Italia, 2013

Film che narra una realtà poco conosciuta e ignorata

 

Sezione Cortometraggi

La giuria, composta da Lucia Andreucci,Luca Donnini,Pasquale Marrazzo e Giulia Sbernini ha premiato le seguenti opere:

 

Miglior cortometraggio: It's not a cowboy movie di Benjamin Parent

Francia, 2011

Degli adolescenti commentano nel bagno della scuola, con ironia e delicatezza,   la visione del film "Brokeback Mountain"

 

Re(l)azioni a catena di Silvia Novelli e Badhole Video

Italia, 2013/2013

Sitcom originale e divertente, dal taglio italiano ma dal respiro internazionale

 

Undress Me di Victor Lindgren

Svezia, 2013

Un corto che racconta , con naturalezza, il percorso sofferto di accettazione di sè stessi in un nuovo corpo

 

 

 

 

 

 

Grandi mostre di artisti internazionali per l’istituzione di arte contemporanea sostenuta da Pirelli, con un programma molto promettente 

 

Vento di cambiamento per Hangar Biccoca, un vento che dalla Spagna porta Vicente Todolí come nuovo Artistic Advisor, una sorta di super consulente. Cinquantacinque anni e un curriculum di prim'ordine: 7 anni all'Ivam di Valencia, altrettanti alla Fondazione Serralves di Porto e alla Tate Modern Gallery gli ultimi dove la sua direzione è culminata nel record del 2010 con 5 milioni di visitatori. Mai un colpo andato a vuoto nel suo ruolo di innovatore. Ora la nuova sfida con Hangar, insieme ad Andrea Lissone, il curatore: rilanciare con idee, esperienza e contenuti lo spazio privato maggiormente rappresentativo dell'arte contemporanea in Italia per i prossimi tre anni, da ottobre 2013 a aprile 2015.

 

E' stato Marco Tronchetti Provera a presentare il nuovo corso: “I 200 mila visitatori registrati nel primo anno dal rilancio premiano il nostro impegno e confermano quanto investire in cultura possa influire positivamente sulla città e sul territorio. La nomina di Vicente Todolí ad Artistic Advisor dimostra la nostra visione a lungo termine del progetto: nei prossimi tre anni si accentuerà ulteriormente la dimensione internazionale dello spazio, attraverso un programma espositivo che porterà a Milano artisti di grande prestigio e contribuirà a mettere HangarBicocca in dialogo con musei e istituzioni culturali di tutto il mondo”.

 

Vicente Todolí, nell’annunciare la programmazione, ha sottolineato più volte come l’unicità dello spazio e delle mostre rappresenti il punto di partenza nella concezione del calendario artistico per HangarBicocca: “Le caratteristiche di HangarBioccca renderanno davvero unico ogni progetto espositivo: l’incontro tra lo spazio e l’arte, la loro coabitazione e convivenza enfatizzerà le potenzialità sia dell’uno che dell’altra. Come se uno più uno facesse tre”.

 

Il calendario alternerà, nei diversi spazi espositivi, artisti internazionali affermati a artisti giovani, sia italiani sia stranieri, dalla carriera già consolidata. Tutte le mostre saranno prodotte ex novo appositamente per HangarBioccca o presentate in collaborazione con altre istituzioni di arte contemporanea.

 

Un programma fitto ha inizio il 20 settembre 2013 con The Visitors, un’installazione di Ragnar Kjartansson (Reykjavík, 1976), artista presente anche alla Biennale di Venezia, costituita da nove proiezioni video che disegnano una grande performance musicale corale; il 31 ottobre 2013 si inaugura Islands, una grande retrospettiva di Dieter Roth (Hannover, 1930 – Basilea, 1998), che comprende le sue più importanti opere installative, dipinti, stampe, video e film realizzati – spesso con la collaborazione del figlio Björn Roth – tra gli anni 70 e gli anni 90. Il programma espositivo continua nel gennaio 2014 con una personale di Micol Assaël (Roma, 1979), già conosciuta a livello internazionale grazie a mostre presso il Palais de Tokyo, Parigi e la Kunsthalle Basel che proporrà installazioni basate su dinamiche fisiche che coinvolgono lo spettatore in modo percettivo e mentale; nella primavera del 2014 è prevista la mostra personale di Cildo Meireles (Rio de Janeiro, 1948), uno dei più importanti artisti degli ultimi decenni, nata anche grazie alla collaborazione con il Museo Reina Sofia di Madrid e il museo di Serralves di Porto, che presenta alcune installazioni fondamentali del suo percorso tra cui A Traves e Babel. Nel maggio del 2014, HangarBicocca ospiterà la mostra antologica di Pedro Paiva (Lisbona, 1979) e João Maria Gusmão (Lisbona, 1977) duo artistico che lavora sul tema del cinema e della camera oscura, scelto anche da Massimiliano Gioni per questa edizione della Biennale di Venezia.

 

Nel giugno 2014 è prevista la prima restrospettiva italiana di Joan Jonas (New York, 1936), considerata a pieno titolo l’iniziatrice della pratica artistica della performance; a settembre dello stesso anno la personale di Céline Condorelli (Parigi, 1974), che si distingue per la sua capacità di costruire relazioni con lo spazio, mentre a ottobre lo spazio ospita Juan Muñoz (Madrid, 1953 – Ibiza, 2001), tra i più importanti scultori del dopoguerra, con un progetto che comprende le sue più importanti installazioni, tra cui Double Bind; Il 2015 si aprirà, infine, con Damián Ortega (Città del Messico, 1967), le cui opere e installazioni ambientali hanno trasformato l’idea tradizionale di scultura.

 

Quali implicazioni ha, al giorno d'oggi, fare l'artista? Artisti si nasce o si diventa? Quali sacrifici bisogna fare e quali strategie sarebbe meglio adottare?

 

Le risposte a questi interrogativi e a tanti altri dubbi in proposito potrete ottenerle mercoledì 5 maggio, a partire dalle 19, da Francesco Bonami che, in occasione dell'uscita del suo nuovo libro Mamma voglio fare l'artista! Istruzioni per evitare delusioni (Electa, 2013), incontra i lettori e soprattutto aspiranti artisti al PAC Padiglione di arte Contemporanea con il supporto di un ospite d'eccezione, Pif, conduttore del programma Il Testimone (MTV).

 

La voce più irriverente della critica d'arte italiana torna con un libro dedicato agli aspiranti artisti, un vademecum che intreccia serietà e ironia, pragmatismo e paradosso, con la consapevolezza di chi osserva il sistema "da dentro".

 

Cosa deve aspettarsi chi decide di intraprendere la difficile strada dell’artista di professione? Questo è quanto racconta chi è stato in primo luogo un artista, senza raggiungere il successo sperato, oggi curatore e critico affermato: fin da quando comunica la sua decisione in famiglia deve affrontarne a testa alta i pregiudizi; deve trovare le motivazioni per alimentare le proprie ambizioni; confrontarsi con la solitudine del suo studio, l’invidia dei colleghi, le probabili ristrettezze economiche; deve addentrarsi nella giungla di galleristi e curatori, interpretare il giudizio dei critici e, spesso, accettare le disillusioni di un successo di breve durata.

 

Bonami conduce, come un Virgilio contemporaneo, il giovane potenziale artista dentro l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso del sistema dell’arte. Nerospinto vi invita a partecipare con il vostro sogno!

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

 

PAC Padiglione di Arte Contemporanea

via Palestro, 14

Milano

Neropinto segnala una bella iniziativa che si terrà a Brescia: un premio che fa da tramite tra gli artisti del passato e i giovani, il futuro dell'arte.

Una commistione tra arti figurative e performative per una serata da non perdere.

Sabato 1 Giugno 2013 dalle h 19.00, si terrà la quarta e ultima serata del Premio per le arti L.A. Petroni 2013. Il premio, nato per ricordare l’artista bresciana Lidia Anita Petroni, promuove il lavoro di ricerca degli artisti lombardi dando loro un'occasione di visibilità e confronto al fine di supportare i giovani emergenti nella produzione e nella circuitazione di nuove opere.

Quest'anno il premio è stato ampliato con due nuove sezioni: Musica, a cura dell'associazione Quid, e Arti figurative, a cura di Spazio Arte Duina.

Durante la serata verrà reso noto il nome dei vincitori delle tre sezioni. Alle ore 19.00, presso Spazio Teatro Idra, accompagnato da un aperitivo, si esibirà e sarà proclamato il vincitore della sezione musica (selezionato dalla giuria composta da Carlo Boccadoro, Mauro Montalbetti, Rossanno Pinelli, Emanuele Maniscalco, Andrea Rebaudengo), verranno, inoltre, mostrate le tre opere finaliste della sezione arte figurativa selezionate dalla giuria composta da Anna Lisa Ghirardi (critico d’arte) e Luciano Pea (docente LABA e artista). Sempre alle 19.00 sarà rivelato il vincitore della sezione arti performative, selezionato per il 25% dal numerosissimo pubblico presente in sala durante le serate dell’ 11-18-25 Maggio, per il 15% dalle votazioni online (canale youtube, facebook) e per il 60 % da una giuria d'esperti composta da Pietro Arrigoni (regista), Manuela Bondavalli (coreografa - Container12), Flavia Gottardi, Francesca Daldossi e Bruna Gozio (Centro Teatrale Bresciano), Nadia Busato (Giornalista e scrittrice), Luisa Cuttini (Ass. Danzarte), Davide D'Antonio (Residenza Idra), Francesco De Leonardis (Giornalista), Fausta Faini (Accademia della Voce), Francesca Mainetti (Teatro 19) Vittorio Pedrali (Eureteis), Paolo Peli (Associazione SR), Claudio Simeone (Amici Complici e Amanti), Simone Tonelli (Giornalista), Giuseppina Turra (attrice). Le compagnie che hanno partecipato al premio quest'anno sono: monza7amoretti (Milano), Fattoria Vittadini (Milano), Compagnia Lyria|Crema Laura (Brescia), Lab 121 (Milano), InBalìa | Compagnia Instabile (Milano), Pandemio.Performing.Arts (Brescia), Coop. AttivaMente | Residenza Torre Rotonda (Como), Compagnia CHRONOS3 (Milano), Compagnia Officina (Brescia). Nella stessa serata verrà presentato in prima nazionale lo spettacolo Cingomma, della compagnia Jessica Leonello, vincitore della scorsa edizione del Premio per le arti Lidia Petroni, alle ore 21.30 presso il Teatro Santa Chiara.

Premio per le arti L.A. Petroni 2013 Dove: Spazio Teatro Idra, Vicolo delle Vidazze 15, Brescia

Info: tel. 0303701163 – 3392968449 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CINGOMMA

Di e con Jessica Leonello Regia: Jessica Leonello Aiuto regia: Veronica Capozzoli Disegno luci: Luca Serafini “Se il vostro treno è in ritardo, la coincidenza partirà puntuale”. B. Cendrars Non allacciate le cinture, allacciate la pazienza alla speranza, le stringhe delle scarpe per salire e scendere dal treno, la tracolla delle borse, il nord con il sud, in un pacco regalo, mettetegli un fiocco ed eccoci pronti a viaggiare sui binari di una “transitaliana”. Cingomma è un monologo che parte dalle nevrosi dei viaggi attuali, per tornare a come si viaggiava una volta, all’Italia che negli anni’90 viaggiava con coraggio, nelle ferie estive, sull’Espresso Milano-Palermo: una riflessione sui cambiamenti dei nostri viaggi che raccontano la nostra storia e cosa siamo diventati. E’ l’Italia che viaggiava in treno, quando ancora c’era FS, il tempo scorreva lentamente e il viaggiatore non era un cliente. Ma il viaggio è forse, innanzi tutto, un viaggio di ritorno alle radici che, come una gomma da masticare, cerchi di appiccicare sotto il banco, ma che ti lascia, inconfondibile tra le dita, un odore di fragola. Una narrazione sul piccolo mondo antico dell’Espresso Milano-Palermo, che oscilla tra narratore e personaggi con uno sguardo ironico e a tratti grottesco. Un viaggio al termine dello stivale e oltre, narrato così, come i ricordi sanno condire le immagini.

JESSICA LEONELLO Nel 2009 si diploma alla scuola di Mimo e Commedia dell’Arte “Louis Jouvet” di Bologna e prosegue la sua formazione nella Commedia dell’Arte seguendo laboratori con Eugenio Allegri e, in occasione della Giornata della Commedia dell’Arte, con Francesco Gigliotti, partecipando agli spettacoli della scuola al Teatro Dehon di Bologna e ad alcuni Festival tra cui il Festival Internazionale di Commedia dell’Arte di Venezia, il Festival “Zani et Arlichini” di Bergamo e il Festival Internazionale di Commedia dell’Arte “L’eredità della maschera” di Bologna. Partecipa come attrice, con la Compagnia “Semivolto” di Faenza allo spettacolo per bambini “Seme-Seme, Storia di un volo a testa in giù”, presentato in anteprima alla rassegna “In disequilibrio” alla Casa del Teatro di Faenza, presso il Teatro Due Mondi. Partecipa allo spettacolo “Giuditta” di Samir Oursana vincitore ex-aequo del Premio Scenario Infanzia 2006. Partecipa al laboratorio “alla ricerca di un metodo”, di preparazione e selezione per Carmen alla Scala di Milano, della regista Emma Dante. Prosegue la sua formazione, avvicinandosi al teatro di narrazione e allo studio del personaggio seguendo tra le altre, Giuliana Musso e Arianna Scommegna. Nel 2012 vince la III Edizione del Premio per le Arti L. Petroni indetto dal Teatro Inverso- Residenza Idra con lo studio “Cingomma”. E’ attrice nello spettacolo “Blister” e “Uno” di Teatro Inverso.

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