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La programmazione di marzo al Teatro Verdi prevede due spettacoli molto diversi tra loro, ma entrambi decisamente interessanti: "Contofinoatre - La voce dei papà" di Angelo Pisani e "Corazon Corazon" della storica compagnia Molnar-Bettini-Colombo.
"Contofinoatre - La voce dei papà" sarà in scena al Teatro Verdi sabato 14 marzo e sabato 11 aprile. Uno spettacolo il cui fulcro centrale è la figura paterna, intesa come quella che cerca pian piano di essere sempre più presente nella vita familiare, non soltanto attraverso il lavoro. Angelo Pisani (il famoso comico dei Pali e Dispari) mette in scena la sua personale esperienza di uomo, compagno e soprattutto papà, interagendo costantemente col pubblico attraverso il suo inconfondibile fare ironico e irriverente. Ogni appuntamento vedrà la partecipazione di ospiti vip, e al Teatro Verdi il 14 marzo sarà la volta di Debora Villa.
"Contofinoatre - La voce dei papà" appartiene al progetto CONTOFINOATRE che da oltre un anno Angelo Pisani porta avanti nelle scuole e attraverso il suo blog. Il comico cerca di spiegare chi è un papà, che cosa fa, partendo sempre dall'esperienza in prima persona con la figlia Agata avuta dalla compagna Katia Follesa. CONTOFINOATRE (questo il link: http://contofinoatre.it) è un blog d'incontro per tutti quelli che intraprendono il ruolo del genitore, cercando di porre la figura del padre sullo stesso piano di quello della madre.
Angelo afferma: “Mi sono ritrovato a vivere secondo le regole e i ritmi di mia figlia Agata e le possibilità erano due: farsi prendere dal panico e dallo sconforto oppure affrontare tutto con ironia, cercando sempre il lato comico del ruolo e così, partendo dall’impreparazione di neo padre, dovuta al fatto che nessuno nasce imparato, ho deciso di raccontare il mio nuovo lavoro, mostrandone l’aspetto serio ma anche quello più ironico”.
"Contofinoatre - La voce dei papà" è uno spettacolo che apre al Teatro Verdi un originale focus dedicato al mondo della genitorialità e dei papà, offrendo a questo speciale argomento uno spazio giovane, informale e divertente in cui confrontarsi.
CONTOFINOATRE. La voce dei papà
in collaborazione con Lucio Wilson, Carmelo La Rocca e Filippo Guaitamacchi
Con Angelo Pisani e la partecipazione di Katia Follesa
Prossimi appuntamenti:
SABATO 14 MARZO 2015 – ore 16.00
SABATO 11 APRILE 2015 – ore 16.00
Ingresso: 10€ (adulto – adulto + bambino)
Orari: SABATO ORE 16.00
Il secondo appuntamento al Teatro Verdi è con "Corazon Corazon", rappresentazione legata a If Festival che andrà in scena venerdì 20 e sabato 21 marzo alle 21.00
"Corazon Corazon" è uno spettacolo delicato di metateatro di rara intelligenza scenica, che elogia il teatro di figura, capace di far ridere persino con la Morte sul palco. Ispirato ad una storia vera, lo spettacolo racconta le vicende di un'attrice romana, la signora Morlupi, che costruisce un teatro con le sue mani, rendendolo casa propria. Le pièce di questo teatro sono molto audaci e sperimentali, e per questo poco apprezzate dal pubblico. Un giorno una compagnia di burattinai chiede alla donna di affittare il teatro nelle mattinate libere, così nasce una assurda e ridicola convivenza tra la signora Morlupi e il teatrino di burattini.
"Corazon Corazon" mette in scena la passione e le contraddizioni dei diversi linguaggi teatrali: i burattinai con la loro semplicità sono, infatti, la contrapposizione delle smanie avanguardistiche della signora romana, che cerca il rapporto diretto col pubblico che però non apprezza e quindi non esiste più effettivamente. La Morte si innamora della signora Morlupi e del suo teatro, e così entra in scena.
IF FESTIVAL Internazionale teatro di Immagine e Figura – VIII edizione
CORAZON CORAZON
BETTINI-MOLNAR-COLOMBO
20 e 21 marzo – ore 21.00
BIGLIETTI:
intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto over 65/under 25 10€
Teatro Verdi,
Via Pastrengo 16, Milano
Info e prenotazioni:
Tel: 02 6880038 – 02 27002476
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito web: http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi
[gallery type="rectangular" ids="39193,39192,39191,39190,39194"]Dal 12 al 15 marzo al Teatro San Babila va in scena "Alla stessa ora il prossimo anno", commedia del 1975 di Bernard Slade, rappresentata per ben quattro anni consecutivi a Broadway. È diventata un film di successo e resta una delle commedie più prodotte nella storia dello spettacolo. In Italia la prima edizione è stata prodotta da Garinei e Giovannini nel 1978. Nel 2001 la coppia Marco Columbro e Maria Amelia Monti registra ovunque il tutto esaurito.
George è fuori casa per lavoro. Doris è fuori casa per un ritiro spirituale. Sono al ristorante, lui la nota e le manda una bistecca. I due finiscono in quella camera di motel californiano come per caso. Entrambi sposati con figli, entrambi benpensanti. La mattina dopo, nonostante i sensi di colpa, decidono di rivedersi, e così l'anno dopo, lo stesso giorno, la stessa ora, stesso motel, stessa camera. E poi l’anno dopo, e poi l’anno dopo ancora. Come due amanti che quando si incontrano chiudono la porta e dimenticano il mondo che han chiuso fuori.
Tiesseteatro – Enzo Sanny Produzioni presentano
MARCO COLUMBRO GAIA DE LAURENTIIS
ALLA STESSA ORA IL PROSSIMO ANNO
di Bernard Slade
regia di
GIOVANNI DE FEUDIS
TEATRO SAN BABILA – MILANO
DAL 12 AL 15 MARZO 2015
Giovedì - Venerdì - Sabato ore 20.30 / Domenica ore 15.30
Biglietti: da € 22,00 a € 27,50
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Dal 5 all'8 marzo, arriva sul palco del Teatro Litta per la rassegna Apache, il collettivo artistico Macelleria Ettore che porterà in scena uno studio sui "Racconti" di Anton Čechov, il cui fil rouge è l’amore. "Sapevo esattamente cosa fosse l’amore prima d’innamorarmi" è il terzo studio della compagnia sui "Racconti", dopo "Nostalgia del presente" (giugno 2014) in cui si è indagato sui rapporti umani, e "Malattia della vita" (ottobre 2014) dove invece è stato affrontato il confine tra sanità e malattia. La Macelleria Ettore ha avviato un percorso triennale su Anton Čechov ("Cantiere Čechov"), che parte dalla produzione di “Senza trama e senza finale” prevista per l'estate 2015 (una drammaturgia originale basata sui Racconti), e culminerà con la produzione de “Il giardino dei ciliegi” per la stagione 2016/17.
Quattro attori sul palco, accompagnati dalla musica dal vivo di Renzo Rubino, vincitore del Premio della Critica del Festival della canzone italiana "Mia Martini" 2013, daranno vita ad una giostra emotiva, un turbine d’incontri mancati, di parole non dette, attimi rubati al tempo che fugge e dissertazioni scientifiche sull'amore. Čechov guiderà i nostri passi alla scoperta del nostro stesso sentire. L’amore ci rende più vicini alla vita, stravolge i nostri pensieri, le nostre abitudini, ci rende capaci di gesti straordinari e incapaci delle azioni più semplici. L’amore accade e finisce senza preavviso. È il mistero sotteso ai rapporti consumati dal tempo. Com’è possibile che ci siamo amati? E cosa resta quando l’amore finisce? Ci accadrà di amare ancora? Nella folla di uomini e donne che vediamo apparire sul palco, riconosciamo noi stessi, il nostro incedere a tentoni nella vita e nei rapporti, col cuore gonfio di speranza e terrore. Le parole ci mancano, la testa gira, il ricordo aggredisce il presente e ci assale la voglia di vivere. Lo spettacolo vuole restituire la verità nuda e cruda, fotografica di Čechov, ovvero mostrare gli uomini nella loro realtà e rappresentarli in termini artistici di essenzialità. In questa prodigiosa galleria di ritratti, sempre diversi l’uno dall’altro, sta l’arte cechoviana di raccontare i personaggi e la loro vita: nessun uomo è uguale a un altro.
Compagnia Macelleria Ettore Il gruppo nasce nel 2008 come collettivo artistico, da un progetto di Carmen Giordano che ne cura regia e drammaturgia. Maura Pettorruso, Stefano Detassis, Paolo Pilosio, Angelo Romagnoli e Claudia de Candia sono interpreti attivi del progetto. Le scenografie, i costumi e i set video sono ideati e realizzati da Maria Paola Di Francesco. Collaborano con Macelleria ETTORE la musicista Chiarastella Calconi, la videomaker Katia Bernardi e la light designer Alice Colla. È un collettivo di ricerca e pratica teatrale. La drammaturgia è il fulcro della ricerca. Il montaggio è lo strumento per elaborare i pezzi di una storia che ci sfugge o non c’è. La scenografia è un posto e uno spazio mentale. Un luogo poetico. L’attore è un performer. Costretto al confronto con linguaggi differenti. Libero di trasgredire regole, per crearne di nuove. La narrazione procede per accumulazione d’immagini. La regia si articola per smembramento e ricomposizione delle immagini. La regia coincide con il montaggio. Il montaggio definitivo è affidato allo spettatore. La ricerca si nutre del confronto con i maestri. Quelli che ognuno di noi ha ascoltato almeno una volta. E almeno una volta,ha desiderato tradire. Il tradimento è questione di forma. Trasferiamo il senso in un tempo e in uno spazio nostri. La pratica del gruppo è la sua poetica. Fare per essere - qui e adesso - in una forma differente. Una forma semplice e misteriosa.
Apache nasce nel 2014 dalla volontà di Teatro Litta di dare spazio a quelle espressioni di sperimentazione, di contaminazione di linguaggi, di rischio, che altrimenti rimarrebbero relegate in riserve, come accade spesso alle espressioni più fresche e vitali del contemporaneo, nicchie che invece di preservare impediscono la crescita. Per il teatro, escludere o lasciare a festival e rassegne la cura di queste realtà costituisce un peccato mortale: limitarsi a perpetuare una forma storica e storicizzata di spettacolo significa diventare sempre più custode dello status quo e sempre meno luogo di confronto, di innovazione reale. Per questo APACHE propone da gennaio a giugno, per una settimana al mese, 6 compagnie, 6 prime milanesi, 6 tra gli esempi più interessanti di quello che si muove ogni giorno intorno, accanto e sotto di noi.
5 - 8 marzo 2015
Sapevo esattamente cosa fosse l’amore prima d’innamorarmi uno studio sui Racconti di Čechov
Testo e regia di Carmen Giordano Con: Claudia de Candia, Stefano Pietro Detassis, Maura Pettorruso e Angelo Romagnoli Musiche originali dal vivo: Renzo Rubino Disegno luci: Alice Colla Scene e costumi: Maria Paola Di Francesco
Teatro Litta Corso Magenta, 24, Milano 02 8055882 - http://www.teatrolitta.it/
Sala La Cavallerizza
Orari Da giovedì a domenica: ore 19:30
Biglietti Intero: 10 € Ridotto under 25 e over 60: 8 € Abbonamento: APACHE 6 spettacoli 40 €
Ritiro biglietti lunedì/sabato - 18.00/20.00
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In scena il 28 febbraio e l'1 marzo al Teatro dell'Arte un originale quanto tradizionale spettacolo: "Arlecchino malato d'amore". Una performance che rispecchia in modo rigoroso i caratteri salienti della tradizione burattinaia. Burattini finemente intagliati nel legno e animati in una grande “baracca". Protagoniste della vicenda sono le più note e amate maschere della commedia dell’arte, coinvolte in una serie di avventure e disavventure. Il marchese d’Almaviva è assediato da numerosi creditori e, per salvarsi, è costretto a seguire il consiglio del cinico servo Brighella: chiedere la mano della figlia del ricco Pantalone e, con la dote della bella Smeraldina, saldare tutti i debiti accumulati. La notizia delle prossime nozze dell’amata Smeraldina getta Arlecchino nella più nera disperazione. Ma l’amico Gioppino Zuccalunga cercherà di aiutare in ogni modo il povero Arlecchino. Dopo tante peripezie e divertenti trovate, tutto si risolverà nel migliore dei modi, con il classico ballo delle maschere. Spettacolo selezionato dalla Regione Lombardia tra le migliori proposte del Teatro per i Ragazzi.
Garden/Foyer del Teatro dell’Arte
28 febbraio, ore 16 – 1 marzo 2015, ore 11 e ore 15
28 febbraio e 1 marzo ARLECCHINO MALATO D'AMORE // Daniele Cortesi 7 e 8 IL MIRACOLO DELLA MULA // Laborincolo 14 e 15 GIOPPINO E IL MISTERO DEL CASTELLO // Daniele Cortesi 14 e 15 GIOPPINO E IL MISTERO DEL CASTELLO // Daniele Cortesi 21 e 22 IL MANTELLO FATATO // Daniele Cortesi 28-29 …E VISSERO FELICI E CONTENTI // Daniele Cortesi
TEATRO DELL'ARTE
viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94
M 1 e 2 Cadorna Triennale
BikeMi 33
la sede è accessibile alle persone con disabilità
Biglietti
€ 5 posto unico
biglietteria Teatro dell’Arte
tel. 02 72434258
orari di apertura: dal martedì al venerdì 14.30>19.30 sabato 10.30>18.30 domenica 10.30 >15.00
lunedì chiuso
info www.crtmilano.it www.triennale.org
facebook.com/CRTMilano
twitter.com/CRT_milano
Indira Fassioni
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Il duo jazz costituito da PAOLO FRESU e URI CAINE si esibirà al Teatro Elfo dal 27 febbraio all'1 marzo. Non è affatto semplice, come potrebbe sembrare, scegliere di suonare ad arte, brani cult della storia jazzistica. Il duo affronta il gioco con sorprendente semplicità, riuscendo perfettamente a trasmettere il sentimento che guida il genere. L'incontro tra questi due musicisti è una delle cose più interessanti successe nel mondo del jazz degli ultimi anni: la tromba lirica e sognante di Fresu si sposa perfettamente con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana, al blues, alla musica classica, genere che Caine ha riveduto e corretto secondo i suoi parametri personali in molti progetti solistici pubblicati negli ultimi 10 anni. Saran eseguiti, oltre a standard come Darn that dream e Doxy, delle vere e proprie perle come Lascia ch'io pianga di Haendel in una versione da brivido ed il fantastico medley che unisce un classico della canzone italiana come Non ti scordar di me con Centochiodi, brano scritto da Fresu per la colonna sonora del film di Ermanno Olmi. Molti parlano di questo duo quale un piccolo capolavoro di stile, un progetto di vasti orizzonti, di quelli che ti rimettono in pace con il mondo.
27 febbraio - 1 marzo
Paolo Fresu & Uri Caine
TWO FOR THREE
27 febbraio TWO FOR THREE: JAZZ!
28 febbraio TWO FOR THREE: CLASSIC!
1 marzo TWO FOR THREE: POP! (Ogni sera verrà eseguito un programma differente)
Paolo Fresu tromba, flicorno, elettronica
Uri Caine piano, piano elettrico
ELFO PUCCINI, SALA SHAKESPEARE
corso Buenos Aires 33, Milano Venerdì e sabato ore 21.00
domenica ore 16:30 Info e prenotazioni: tel. 02/0066.06.06
Intero 30.50 €, ridotto 16 €, martedì 20€
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Il 28 febbraio andrà in scena presso l'Atelier di Teatro in Polvere, lo spettacolo “Teatro-Cucina®, intrattenimento conviviale in 5 portare e 2 atti”, dal 2001 sinonimo di divertimento e di nutrimento del corpo e dello spirito.
Il sipario si apre su una tavolata a forma di ferro di cavallo apparecchiata in gran stile, e gli spettatori sono invitati a prendere posto al banchetto per diventare commensali di un insolito spettacolo teatrale nel quale musica e farina, danza e acqua, canto e vino sono parte integrante della trama.
La ritualità legata del cibo e del vino, fulcro dello spettacolo, affonda le radici nella cultura popolare partenopea, infatti i piatti serviti in scena sono legati alle tradizioni, intrecciati a racconti del passato: sapori della memoria, colori della terra, canti e danze che raccontano la vita. Ognuna delle cinque portate è legata alla drammaturgia quindi lo stile narrativo cambia in base alle pietanze preparate e servite, il cibo scandisce lo spettacolo dal riso alle lacrime, dall'ironia pungente e rinfrescante all'amore nella sua accettazione più pura.
Valentino Infuso, attore napoletano classe '76, inizia a pensare al progetto nel maggio 2000 insieme a Elisabetta Faleni, coreografa, regista e appunto, co-autrice dello spettacolo, che ne firma anche la regia. Diplomata al Teatro alla Scala di Milano e al Bolscioi di Mosca, Faleni ha approfondito il proprio percorso nel teatro-danza con la compagnia Tanztheater di Pina Bausch, apportando un prezioso contributo alla stesura dello spettacolo. Il debutto dello spettacolo “Teatro-Cucina" avviene nel novembre 2001 a Milano dopo 18 mesi di preparazione, e ad oggi conta 204 repliche col tutto esaurito e lunghe liste d’attesa, grazie all'idea originale dell'approccio gastronomico al teatro, dove il legame tra le pietanze e la drammaturgia è stretto al punto tale che se una vivanda dovesse essere sostituita, anche l’azione scenica dovrebbe essere modificata. Questo legame rende preferibile, ai fini di una fruizione ideale, che lo spettatore non sappia quali siano le portate che gli verranno servite fino al momento in cui non saranno evocate e create in scena dagli attori. L’empatia dell’attore e del commensale è naturale e fondamentale per il godimento dell’azione teatrale. Il cibo, medium emozionale tra attore e spettatore, racconta la vita, non una in particolare, ma quella in cui ognuno si riconosce, attraverso piccoli gesti, impercettibili sfumature dell'esistere, nella memoria di suggestioni, odori, sensazioni. “Teatro-Cucina" è uno spettacolo che ci ricorda quanto cibo e cucina siano due forme di crescita culturale ma anche di nutrimento fisico e spirituale.
Noi abbiamo incontrato Valentino Infuso, creatore del progetto, oggi addirittura marchio registrato, per sapere come è nata l'unione del cibo con l'azione teatrale e quali saranno i suoi prossimi progetti.
Nerospinto: Da cosa nasce l’esigenza di unire al teatro la tradizione culinaria napoletana? Valentino Infuso: Lo spettacolo non si incentra esclusivamente sulla cucina partenopea, però ne ho tratto ispirazione in prima persona, nel senso che a Napoli, intorno alla tavola, si consumano i fatti salienti della vita delle persone, da lì il collegamento tra la commedia umana e la commedia teatrale, mediate dal cibo. I piatti dello spettacolo comunque si ispirano non solo alla cucina napoletana, ma anche alla tradizione di altre Regioni italiane e alla cucina mediterranea in generale. La costruzione dello spettacolo è durata più anno, io e Elisabetta Faleni abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca che ci ha portati a creare lo spettacolo in questo modo, anche grazie all'aiuto di Davide Oldani, col quale nel 2003 creammo il menù definitivo.
N.: Quale è stato il criterio di scelta dei piatti e il loro abbinamento all'azione teatrale? V. I.: Il criterio è la vita: attraverso i piatti raccontiamo le fasi dell'esistenza umana. Ricordi di infanzia, il matrimonio, la vecchiaia, la morte, ogni tappa della vita è legata a una pietanza e il filo conduttore drammaturgico è la vita stessa. A rendere fluido il racconto e il passaggio da una fase all'altra, è stato possibile anche grazie all'aiuto sapiente della regista, nonché coreografa, che ci ha condotti attraverso il linguaggio del teatro-danza.
N.: Il “menù” è sempre lo stesso o cambio di spettacolo in spettacolo? V. I.: Il menù sempre lo stesso perché è fortemente legato a quello viene messo in scena. Se si cambiasse anche solo una portata, bisognerebbe cambiare lo spettacolo.
N.: Avete mai pensato di proporre lo spettacolo abbinandolo alla cucina di un altro paese? V. I.: L'abbiamo già fatto: “Sushidio®”, spettacolo ambientato in sushi-bar, dove però solo una parte del pubblico partecipa attivamente allo spettacolo consumando del sushi, però, agli occhi di quelli invece seduti in platea, gli avventori del sushi-bar risultando a tutti gli effetti parte integrante della pièce. In questo caso l'atto conviviale ha un ruolo più marginale rispetto a quello in "Teatro-Cucina", ma è uno spettacolo che ha riscosso comunque un buon successo, tant'è che c'è stato anche chi ha provato a copiarci.
N.: Un piatto che rappresenta la commedia e uno la tragedia. V. I.: Tutto dipende dal condimento. Qualsiasi piatto può volgere in commedia o in tragedia in base da come lo condisci e da con che spirito lo mangi.
N.: Il cibo oggi sta assumendo sempre più il ruolo di status symbol più che di rituale del nutrimento, cosa ne pensi? V. I.: Quando abbiamo iniziato nel 2000, non esisteva ancora l'approccio al cibo come esclusiva forma estetica. Non esistevano né i talent show né i cooking show, che hanno contribuito ad esasperare l'atto culinario allontanandolo dal suo ruolo principale, introducendo il concetto di gara: secondo me, lo spirito con cui si cucina, si riflette sulle pietanze preparate, e se queste sono preparate con livore, con agonismo e rabbia, saranno sicuramente meno buone di quelle cucinate con amore e con la voglia di prendersi cura del proprio ospite, che è poi alla base di "Teatro-Cucina".
N.: Lo spettacolo avrebbe comunque senso proponendo pietanze vegane o comunque frutto di una cucina più sofisticata, oppure ha senso solo nel momento in cui è legato alla tradizione? V. I.: Abbiamo una versione del menù vegetariano, così anche chi non mangia carne può godersi lo spettacolo, ma non andiamo oltre. Per quanto abbia rispetto di queste nuove forme di alimentazione come cura o come stile di vita, questo spettacolo non può essere riadattato a questo tipo di cucine, andrebbe scritto uno spettacolo nuovo partendo da zero.
N.: Qualche spettatore si è mai lamentato del cibo servito? V. I.: Assolutamente no, c'è stato qualche suggerimento, ma dallo spettacolo ne sono sempre usciti tutti soddisfatti.
N.: "Teatro-Cucina" cosa vuole trasmettere allo spettatore? Quale segno vuole lasciare? V. I.: Lo spettacolo vuole ricontattare lo spettatore con la bellezza dell'atto conviviale e lasciarlo con una sensazione di pace e di equilibrio, assaporando un momento fuori dal tempo e dalla vita frenetica, riscoprendo il cibo come piacere fisico e spirituale, rievocando ricordi della propria vita attraverso il cibo.
N.: Quali sono i prossimi progetti? V. I.: È ancora alla fase embrionale un nuovo progetto legato alla cucina tantrica, una sorta di collegamento tra cibo e sesso, ma siamo ancora alle fasi iniziali.
Carlotta Tosoni
TEATRO-CUCINA® Intrattenimento conviviale in 5 portate e 2 atti
Di Elisabetta Faleni & Valentino Infuso Con: Corinna Agustoni/Elena Callegari, Tamara Balducci/Paola Crisostomo, Valentino Infuso, Roberto Zanisi (musico) Regia: Elisabetta Faleni Menù ideato da Davide Oldani
Prossime date: Sabato 28 febbraio - ore 20.30 Domenica 1 marzo - a pranzo Mercoledì 4 marzo - ore 20.30 Giovedì 5 marzo - ore 20.30 Altre sei repliche sono in programma nel mese di aprile
Biglietti: Intero: 60,00€ - ridotto (under 23 e over 65): 45,00€ Agevolazioni gruppi: ogni 10 paganti l'11° è omaggio Ingresso riservato ai soci Dulcamarateatro: quota associativa 2014/2015 - 6,00€
Atelier di Teatro in Polvere Via Bastia 15, Milano
Per prenotazioni e informazioni Virginia cell.320 8186817 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroinpolvere.it www.dulcamarateatro.it
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Martedì 3 marzo, ore 21,30, il leader dei Bluvertigo sarà al teatro Franco Parenti ne: "Il libro di Morgan dal vivo"
Spettacolo inedito, "Il libro di Morgan dal vivo" si muove tra parole, immagini e performance live. La sceneggiatura, tratta dal suo libro di successo appena pubblicato da Einaudi dove ha deciso di scrivere di se stesso, è creata per il teatro in una versione che combina il testo a differenti linguaggi artistici dove Morgan eseguirà sia brani dal suo repertorio ma anche brani originali da lui scritti appositamente per lo spettacolo.
Modulato in 5 atti, Morgan sul palco sarà voce, pianoforte, chitarra, basso acustico e computer dando vita ad una trascinante produzione il cui fondale è la lettura di alcuni passaggi dalla sua autobiografia ma dove pilastro fondamentale è la musica a cui l’istrionico artista ha dedicato tutta la sua vita.
In questa anteprima, imprescindibili protagonisti che lo accompagneranno in alcuni momenti del live, i Bluvertigo: Andy, Sergio Carnevale, Marco Pancaldi e Livio Magnini. La scenografia e visual sono curati da Luca Volpatti, già ideatore del progetto scenico del Festival La Milanesiana nonché delle scenografie delle opere liriche di Battiato “Genesi”, “Gilgamesh”, “Il cavaliere dell’intelletto”, “Telesio” e dei suoi film.
La sceneggiatura de “Il libro di Morgan dal vivo” è di Roberta Castoldi, curatrice del libro, così come la regia co-firmata con Marco Castoldi.
BIGLIETTI
Primo settore: 25€ Secondo settore: 22€ Terzo settore: 20€
Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14 02/59995206 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Sabato 28 febbraio alle ore 15,30 ennesimo appuntamento con la rassegna Manzoni Family - Il Sabato in Famiglia, che questa volta prevede lo spettacolo "Cappuccetto Rosso", a cura de "La Casa delle Storie", di Elisabetta Milani e Giovanni Lucini.
“La Casa delle Storie” ha l'obiettivo di trasformare il pubblico da spettatore in SpettAttore, incoraggiando la partecipazione diretta di adulti e bambini all'azione teatrale: con un semplice meccanismo di assegnazione di ruoli a gruppi, tutto il pubblico è coinvolto attivamente nelle rappresentazioni, diventando protagonista dello spettacolo. I novelli SpettAttori quindi, assumono vicendevolmente i ruoli dei personaggi delle fiabe, sapientemente guidati dagli attori professionisti in scena in uno spazio teatrale senza palcoscenico che non pone barriere tra attori e pubblico. Le musiche di scena e le luci teatrali contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva. Per i più piccoli questa esperienza si trasforma in una palestra di vita, in un’occasione di crescita che stimola le capacità creative e la condivisione delle emozioni e che permette di consolidare l’autostima e la sicurezza di sé.
Chi vestito da Cappuccetto Rosso, chi da albero, chi da cacciatore, tutti sono pronti ad entrare nel mondo magico della fiaba. Nel suo tragitto dalla casa della mamma alla casa della nonna, Cappuccetto Rosso incontra molti personaggi e viene accompagnata da gruppi di amici che ne condividono le esperienze. Si ride e si scherza, ma il Lupo è lì che aspetta in agguato, ma come si narra, la vittoria sul Lupo è alla fine assicurata. La fiaba di Cappuccetto Rosso ci ricorda come, nonostante le disavventure del vivere, sia possibile continuare ad amare la vita ed apprezzarne la bellezza.
Per genitori, nonni e parenti, coinvolti in prima persona esattamente come i bambini nella rappresentazione, è un’esperienza preziosa e divertente insieme, che aiuta a riscoprire la voglia di sognare e la capacità di emozionarsi e soprattutto a trovare nuovi canali di comunicazione con i più piccoli, introducendoli al mondo magico del teatro, in un clima di massimo divertimento e di gioco, in cui in ogni situazione, risate e divertimento sono assicurati per tutti, in una situazione teatrale in cui i ruoli si scambiano, dove i bambini diventano adulti, gli adulti bambini e tutti insieme sono attori!
28 febbraio 2015 - h 15.30
“La Casa delle Storie” per Manzoni Family presenta
Cappuccetto Rosso con: Valentina Grancini, Federico Lotteri, Giovanni Lucini, Paola Passarello adattamento e regia Giovanni Lucini
Teatro Manzoni Via Alessandro Manzoni, 42, Milano www.teatromanzoni.it
Biglietti Adulti: 14,50 € Bambini da 3 a 12 anni: 10,00 € Bambini fino a 3 anni: 5,50 €
È necessaria la presenza di un adulto ogni 3 bambini. L'ingresso in sala è consentito 30 minuti prima dell'inizio dello spettacolo.
La modalità dello spettacolo non prevede palcoscenico né posti assegnati. Lo spettacolo si svolge nel foyer del teatro (durata circa 90 minuti). Per facilitare gli spostamenti e per favorire l’interazione, il pubblico verrà fatto accomodare su tappeti o sedie. Si consiglia un abbigliamento informale.
www.lacasadellestorie.it - www.facebook.com/CasaDelleStorie - https://twitter.com/casadellestorie
Progetto sostenuto da Fondazione Cariplo – con il Patrocinio del Comune di Milano
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Mercoledì 4 marzo al Teatro Carcano di Milano, debutta "Erano Tutti Miei Figli" di Arthur Miller, interpretato da un intenso Mariano Rigillo e da una struggente Anna Teresa Rossini. Rigirando il coltello nelle piaghe della società americana del secondo dopoguerra, l’autore denuncia attraverso una vicenda emblematica e sempre drammaticamente attuale di spregiudicatezza e corruzione lo sgretolamento dei suoi ideali fondanti: famiglia, successo, denaro.
"Erano Tutti Miei Figli", pubblicato nel 1947, è il primo grande successo teatrale di Miller, titolo di svolta della carriera dello scrittore che precede di due anni il noto "Morte di un Commesso Viaggiatore", e risale allo stesso anno il primo allestimento teatrale italiano diretto da Luigi Squarzina, protagonista una squadra di attori eccelsi composta da Vittorio Gassman, Tino Buazzelli, Evi Maltagliati, Nino Manfredi, Nora Ricci, Luciano Salce. Lo spettacolo inoltre, mentre venne adattato per il grande schermo nel 1948 per la regia di Irving Reis, con Edward G. Robinson nel ruolo di Joe Keller e Burt Lancaster in quello del figlio Chris.
Il dramma è ambientato nel periodo subito seguente la Seconda guerra mondiale, ed è incentrato sulla figura dell’imprenditore Joe Keller che, durante il conflitto, non ha esitato a trarre lauti profitti dalla vendita di pezzi difettosi destinati all'aeronautica militare: una colpa gravissima, costata la vita a ben ventuno piloti, ma Keller riesce comnque a farla franca, solo il socio finisce in galera. Intanto la sua famiglia fa i conti da tre anni con il dramma della scomparsa in guerra di un figlio mai più ritrovato: mentre la madre è chiusa nell'illusione che il primogenito tornerà, sarà la giovane fidanzata, di cui è ora innamorato il fratello del disperso, a far emergere le contraddizioni nella vicenda e a svelare i misfatti e le verità abilmente celate dal cinico industriale.
Nella prodigiosa struttura della pièce convivono allegoria e stringente concretezza, e il dramma familiare si fa paradigma dei traumi che travagliano ancora oggi la società postindustriale. Un tono esteriore da “conversazione galante” rende anzi più inquietante la logica spietata su cui si fonde una ricchezza accumulata senza scrupoli, frutto di ciniche equazioni tra guadagno e disonestà, successo e frode, illegalità e menzogna. A prevalere è il modello della società di massa, la ricerca acritica di un benessere solo economico, inconsapevole o peggio incurante di conseguenze funeste, dove l’errore di un padre diventa incarnazione di un sistema perverso che minaccia i figli di tutti.
4 - 15 marzo 2015
Erano Tutti Miei Figli di Arthur Miller – Traduzione di Masolino D’Amico
Regia di Giuseppe Dipasquale Con Ruben Rigillo, Silvia Siravo Filippo Brazzaventre, Barbara Gallo, Enzo Gambino, Annalisa Canfora, Giorgio Musumeci Scene di Antonio Fiorentino Costumi di Silvia Polidori Luci di Franco Buzzanca
Teatro Stabile di Catania - Doppiaeffe Production
Orari Feriali: ore 20,30 Domenica: ore 15,30 Lunedì riposo
Biglietti Poltronissima € 34,00 Balconata € 25,00
Durata 2 ore + intervallo
Teatro Carcano corso di Porta Romana, 63 - Milano www.teatrocarcano.com Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362 Per scuole e gruppi organizzati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Dal 3 all'8 marzo al Teatro Menotti andrà in scena La fila (Line) di Israel Horovitz.
Uno spettacolo ormai culto, prodotto da Fondazione Teatro Due, tratto dal celebre testo di Horovitz, Line mette in scena la feroce e surreale competizione per il primo posto di una fila che sta al di là di ogni norma sociale, in cui tutto è consentito e lecito, ma in cui non ci saranno né vincitori né vinti, perché la partita è per tutti già persa in partenza. Un'opera profonda che attraverso un espediente quasi banale come il mettersi in fila, si pone interrogativi profondi: quanta energia spendiamo per primeggiare? A quale scopo ci sforziamo tanto? Cosa ci si aspetta dalle code in cui ci infiliamo o ritroviamo?
Line è stato rappresentato per la prima volta nel 1975, ed è la più longeva produzione off-Broadway, tutt'ora in scena nei teatri di New York. Una commedia divertente e cinica che porta in superficie le nevrosi sotterranee di una società contemporanea meschina, condensata nello spazio ristretto e nel tempo infinito di una fila, dove la competizione diventa l'unico livello relazionale possibile. Un testo irriverente e astratto in cui tutti possono identificarsi, un classico del teatro dell'assurdo contemporaneo dove l'azione è ridotta ai minimi termini ma tutto accade in modo furioso e intenso. Bisogna essere i primi, non i più competenti e meritevoli.
Il testo in Italia è stato importato da Walter Le Moli per la prima volta nel 1986.
La Fila (Line)
di Israel Horovitz
traduzione Susanna Corradi
con
Fulvio Pepe
Paola Crescenzo
Sergio Filippa
Luca Nucera
Massimiliano Sbarsi
a cura di Walter Le Moli
produzione Fondazione Teatro Due
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 11, Milano
tel: 02 36592544
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prezzi:
intero - € 25.00
convenzioni - € 20.00
ridotto/under 25 - € 20,00
ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12,50
ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17,50
acquisti online su www.teatromenotti.org
prevendita - € 1,50
Orari:
lunedì riposo
martedì, giovedì, venerdì, sabato - ore 20.30
mercoledì - ore 19.30lunedì riposo
domenica - ore 17.00
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