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A dare subito il benvenuto al nuovo anno, arrivano i saldi invernali. A Milano e in gran parte d’Italia inizieranno già il 4 gennaio. Avete già in mente cosa acquistare? Ripercorrendo quali sono stati i protagonisti della stagione autunno-inverno 2013, vi suggeriamo cosa non può mancare nel vostro armadio, prima del desiderato cambio di stagione.
SEMPRE E COMUNQUE PARKA. É diventato il must have più caldo e versatile per combattere il freddo di questo inverno. Il parka raccoglie in sé comodità e stile: più sporty del cappotto, è perfetto per il giorno e per la sera. Tra i tanti modelli, abbiamo scelto quello classico di Pepe Jeans, verde militare, con interno staccabile e cappuccio foderato.
IL MAGLIONE "DELLA FESTA". Chiaramente parliamo delle feste natalizie. I saldi possono essere l’occasione per acquistare un caldissimo Chrismas jumper per il prossimo anno, come il modello girocollo di ASOS: blu scuro, con abeti decorati e pacchetti. Ve lo immaginiamo addosso, mentre scartate i vostri regali davanti al camino.
TARTAN CHE VIENE, TARTAN CHE (NON) VA. L’abbiamo visto su chiunque e forse ci ha anche un po’ stufato. Ma se questo è stato indiscutibilmente l’inverno della stampa check, non dobbiamo dimenticare che il tartan viene riproposto quasi ogni anno, e non solo sulle passerelle. Inoltre, le tonalità sono tantissime: un’alternativa al classico scozzese effetto punk-grunge è il romantico tartan sweet. E non c’è dubbio che la camicia bianca e rosa di Max&Co. sia decisamente sweet.
KENZO TIGER SWEATSHIRT. Della serie: "And you’re gonna hear me roar". La felpa è il capo comodo e sportivo per eccellenza, ma esistono anche varianti per look più fashion: è il caso della ricercatissima felpa verde con la tigre disegnata, by Kenzo. Ma per chi la trovasse un po’ tamarra (e un po’ cara), consigliamo di optare per una delle sue versioni lowcost, come la più discreta replica di Zara.
THE NEW ANIMALIER. La stampa leopardata è tornata a ricoprire con grinta maglioni, camicie, scarpe e accessori. Per quanto riguarda l’intimo, siamo rimasti affascinati dal completo in raso di Intimissimi, per la cura dei dettagli: le spalline del reggiseno e la parte posteriore dello slip sono impreziosite da fibbie in vernice nera.
La parola d’ordine è comunque "sconti". Anche se poi, si sa, guarderemo soprattutto le nuove collezioni: la moda che ci promette una primavera mite, originale e colorata. Ma, per il momento, non in saldo.
Capodanno con chi vuoi, dove vuoi, e con l’abito che vuoi? Non è così semplice: se una donna ogni sabato sera ‘’non ha niente da mettere’’, scegliere cosa indossare per una serata così speciale potrebbe risultarle un vero problema. Che si svolga tranquillamente a casa in famiglia o in discoteca con gli amici, la notte di San Silvestro offre la possibilità di osare e, per un certo senso, trasformarsi. Glitter, paillettes, mise sfavillanti, scollature e trasparenze strategiche: tutto è lecito, purché faccia risplendere.
Scegliere il proprio outfit a seconda dell’occasione e della location è d’obbligo. Per una cena coi parenti, privilegiate un abitino bon-ton, magari di velluto o con romantici dettagli in pizzo, e decolté scure. Se in programma c’è invece una lunga nottata con gli amici, magari in discoteca, si può puntare su un top sparkling silver, leggins scuri e dettagli lucenti, come pendenti preziosi. E anche nel caso in cui vogliate stupire con una mise manlike, con pants di pelle affusolati e blazer nero: tacchi, tacchi e solo tacchi, dieci, dodici, quattordicimila. Per voi che passerete Capodanno sulle vette, accantonate le tute da sci e mostrate la vostra parte più femminile: come alternativa rock al semplice maglione, si può indossare una pelliccia (ecologica), must have assoluto dell’anno, camicetta, bikers e pochette abbinata.
I colori sono quelli che rispecchiano chi siamo ma anche chi vorremmo essere nel 2014: rosso, per chi la festa ce l’ha nel sangue; argento, per ottenere un’eleganza scintillante; oro, per chi non vuole essere una semplice invitata, ma la protagonista dell’evento; nero, perché la classe non passa inosservata. Ma anche il raffinato blu elettrico, il bianco e i contrasti, come il versatile e femminile black&red.
Le possibilità e gli abbinamenti sono tanti, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Capodanno non è che l’ennesima occasione per far festa e stare con chi si ama, divertirsi e mostrare la nostra femminilità nel modo in cui vogliamo. Eppure la domanda è sempre la stessa tutti gli anni: «cosa mi metto?». Forse, è anche l’ennesima scusa per fare shopping.
Como e i Talenti… Como e il Fashion… Como e la giovane stilista Tiziana Mancarella.
Lei, giovane, timida…ma tanto grintosa e sorprendente. Uno sguardo fiero, due grandi occhi scuri e lunghi capelli neri. Un’anima rock…
Ho conosciuto Tiziana Mancarella due anni fà dopo averla scoperta online e in questi anni ho avuto modo di seguirla sui social dove racconta delle sue collezioni moda, dei suoi viaggi a Londra a fare ricerca…delle sue creazioni. Ricerca, sperimentazione, originalità e un pizzico di trasgressione. Definirei così lo stile di Tiziana. Uno stile che trasmette una forte passione per lo streetstyle e per il british style.
L’ultima collezione di Tiziana Mancarella prende così spunto dallo street style londinese con un qualche richiamo al mondo dei biker. Gli abiti della collezione sono grintosi così come chi li indossa…Un animo punk rock, duro e deciso! Prevale il nero e l’ecopelleche Tiziana ama in molto particolare. Tutte le sue collezioni hanno come protagonista questo materiale che la giovane stilista declina in più modi possibili creando abiti molto particolari: dai giubbotti agli short fino agli abitini. I capi hanno linee semplici, lineari e minimal nonostante lo spirito punk e ribelle di tutta la nuova collezione.
Ogni collezione di Tiziana Mancarella vive del suo stile e del suo approccio al mondo. Uno stile minimale, deciso e total black.
Marilyn Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici di una donna. Avete mai provato a pensare che in realtà siano le borse? Nella borsa di una donna è contenuta tutta la sua vita, se non addirittura l’universo intero. Provate a pensare a quella di Mary Poppins: all’esterno appariva come una semplice valigia di tela ma all’interno si poteva trovare di tutto, dall’attaccapanni alla lampada. Oppure la borsa di Sarah Jessica Parker in “Ma come fa a far tutto?” in cui c’erano vestiti per bambini, giocattoli e l’agenda del lavoro. Tra tutti gli accessori ed i capi d’abbigliamenti che una donna può indossare nulla la rappresenta di più della sua borsa. Dalle maxi bag per il giorno, in cui trasportiamo i libri per la scuola o i documenti per il lavoro, alle pochette per la sera in cui viene messo il minimo indispensabile. All’interno vengono raccontate le nostre storie e i nostri desideri, le ambizioni ed i fallimenti. Una borsa può contenere di tutto: un computer, un libro, le sigarette, le chiavi e il cellulare. Puntualmente in qualsiasi borsa voi abbiate, anche in quella più piccola, non troverete mai quello che state cercando. Gli uomini ci definiscono come donne complicate ed indecifrabili, ma evidentemente non hanno mai guardato dentro le nostre borse. Anche se siamo in un periodo di crisi nulla ci vieta di sognare davanti ad un bella borsa e immaginarci di camminare con lei per le strade della città. Ogni donna ha la borsa del cuore, quella che sogna da una vita, e ci sono borse che pur costando un capitale vale la pena avere, bisogna prenderle come un investimento, non andranno mai fuori moda ma col passare del tempo diventeranno sempre più belle. Se siete pronte e disposte a spendere molti soldi, ce ne sono alcune per cui vale la pena di fare una pazzia e che non possono assolutamente mancare nel vostro armadio.
La Neverfull di Louis Vuitton è una di quelle borse in cui potete metterci di tutto e portarla ovunque perchè non si romperà mai, sarà la vostra migliore amica durante la vita di tutti i giorni. E, come dice, il nome non è mai piena. Potete scegliere tra la versione Monogram o Damier.
La Miss Sicily di Dolce e Gabbana, una bella borsa Made in Italy che rappresenta la sensualità della donna italiana: in pelle o in pizzo è elegante da portare sia di giorno che di sera.
La Jackie O di Gucci. Fu proprio Jackie Onassis a lanciare la moda della hobo bag e tutte le donne all’epoca correvano nei negozi a chiedere “quella borsetta che ha sempre Jackie O”. Oggi questo modello si chiama Bouvier ma rimane sempre conosciuto come la Jackie O. Perfetta per chi non vuole una borsa troppo grande ma neanche troppo piccola, è una giusta via di mezzo.
La Chanel 2.55. La borsa di Chanel più amata dalle donne, il modello in matelassé con la doppia catenella e la chiusura con le due C intersecate tra loro, fu chiamato così perché venne lanciato nel febbraio del 1955. Nessun colore è troppo azzardato per questa borsa, potete scegliere il classico nero ma potete anche osare un colore più acceso.
Infine la borsa per eccellenza, quella a cui tutte aspiriamo e per cui bisognerebbe accedere ad un mutuo per comprarla: la Birkin di Hermes. Dedicata alla bellissima Jane Birkin questa borsa è adatta a tutte le età e può essere usata in qualsiasi occasione. Un uomo che ti regala una borsa è speciale, un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro.
Mantova e il vintage! Ritorna nella splendida città' di Mantova l'edizione natalizia di Voglia di Vintage, storica manifestazione che si svolgerà dal 21 al 22 dicembre, presso l'Ex Mercato dei Bozzoli, lo splendido palazzo storico, oggi Museo Archeologico Nazionale di Piazza Sordello.
La Moda incontra l’Arte e Design per un tuffo nel passato… Un viaggio tra accessori, capi di abbigliamento, oggetti che hanno fatto la storia della moda e del design…
Voglia di Vintage è un’esposizione di selezionati esperti del vintage che porteranno in scena: abiti, gioielli, calzature, borse e poi oggetti e complementi d’arredo come lampade, giradischi, vinili…Non mancheranno mobili, sedie e tavoli… Per gli appassionati di vintage e vintage addicted sarà un week end ricco ed interessante! Voglia di Vintage, una cornice unica, dove poter toccare con mano il passato…
L’idea nasce dalla mente di tre designers in uno studio di progettazione milanese, Nick Bellora, Nicole Bonini e Francesco Carli: come rivisitare in chiave fashion le classiche “button pins” americane che abbiamo portato tutti, attaccate alla cartella a scuola o sui nostri jeans preferiti?
TOP TAGS è il nome di queste nuove spillette by TOP TAG Milano, uno studio di progettazione che si occupa di design a 360°, dalla comunicazione ai gadgets. Questa volta, reinterpreta le tipiche spillette metalliche, utilizzando finiture pregiate, realizzazioni artigianali con una scelta accurata di temi e materiali.
La prima colleziona presenta dieci set diversificati, con temi dall’optical al vintage, dal glam al floreale, dove si rincorrono griffe firmate, temi in bianco e nero o grafici carichi di colori.
Attenti ai richiami della moda e alle tendenze del fashion, i tre designers hanno creato un prodotto vintage e innovativo allo stesso tempo, un accessorio particolare che darà un nuovo sapore ad ogni outfit, dalla giacca elegante alla t-shirt, diventando un gioiello informale per dare luce ed energia ad ogni abbigliamento. Le Top-Tags vengono proposte in due diversi set: uno costituito da 3 pins di diametro 32,44 e 65 mm e un altro costituito da 2 pins di diametro 32 e 44 mm, uno specchio da borsetta di diametro 65 mm e un portachiavi di diametro 44 mm coordinati alla fantasia delle spille.
Ogni set è proposto con un packaging in cartoncino che permette di apprezzarne l’originale decorazione.
Le Top-Tags sono su Etsy, su Facebook e presto nei migliori negozi di abbigliamento e design.
toptagsmilano.etsy.com
https://www.facebook.com/toptagsMilano?fref=ts
facebook.com/toptagsMilano
Moda e stile. Eleganza e magia.
Il brand emergente comasco PRINCESSE METROPOLITAINE racchiude magia e fascino. Nato dalla mente creativa della designer Lodovica Roncoroni esprime raffinatezza e charme che si intrecciano a creatività e ricerca.
Pizzo, tulle, trasparenze, delicate lavorazioni e tagli che richiamano uno stile retrò, dal gusto vintage.
Princesse Metropolitaine presenta la sua quarta collezione di ready-to wear donna per l’Autunno-Inverno 2013-2014. Una collezione che combina ironia, femminilità e urban style. Per una donna giovane, dinamica, grintosa che ama però distinguersi…
Una donna urbana ma romantica, sognatrice e al contempo alternativa e con una forte personalità.
Una donna che ama distinguersi dalla massa con capi che sono frutto di creatività e ricerca. Artigianalità e sartorialità in ogni capo, con attenzione ai dettagli e ai particolari, rendono la collezione Princesse Metropolitane elegante ed originale. Princesse Metropolitaine per una Principessa Metropolitana…
http://www.princessemetropolitaine.com
Sara Biondioni
Isabella Blow: Fashion Galore!
Il 20 Novembre verrà inaugurata alla Somerset House di Londra, in collaborazione con la Isabella Blow Foundation e la Central Saint Martins, una mostra interamente dedicata a una delle donne più eclettiche del Fashion system: Isabella Blow. Una mostra fotografica, curata da Nick Knight, che ritrae la vita e l’amore della Blow per tutto ciò che riguardava la moda e i vestiti, in modo particolare i cappelli: accessorio immancabile nel suo guardaroba. Non c’è stato evento mondano o giorno di vita quotidiana in cui lei non ne indossasse uno, quasi come una seconda pelle, un pezzo del corpo da cui non poteva separarsi. Un oggetto che le permetteva di creare uno schermo tra lei e il mondo: “è per questo che indosso i cappelli, per tenere tutti lontano da me. La gente dice ‘Posso baciarti?’ e io rispondo ‘No, grazie mille. Questo è il motivo per cui indosso il cappello. Arrivederci’. Non voglio essere baciata da tutte le persone. Voglio essere baciata dalle persone che amo.”
Isabella Blow nasce il 19 Novembre 1958, col nome di Isabella Delves Broughton e divenne una delle fashion editor più importanti al mondo. Icona di uno stile unico ed eccentrico, ha fatto della moda non soltanto una carriera ma tutta la sua vita. Una vita segnata da eventi tragici a partire dalla morte del fratellino in piscina fino al suicidio del nonno, quasi un destino preannunciato: la Blow si suiciderà nel 2007. Inizia la sua carriera nel mondo della moda a fianco di Anna Wintour come sua assistente a Vougue negli anni ’80. Nel 1986 si trasferisce a Londra dove inizia a lavorare per il Tatler. Divorziata dal primo marito, nel 1988 sposa il secondo marito, Detmar Blow nella Cattedrale di Gloucester e fu in questa occasione che sfoggiò il primo cappello creato appositamente per lei da Philip Traecy. Una collaborazione che durerà tutta la vita. Isabella, per gli amici Issie, fu una grande talent scout: scoprì stilisti geniali come Alexander McQueen e modelle bellissime come Stella Tennant e Sophie Dahl. Nel 1997 diventa Fashion Director del Sunday Time Style ed infine nel 2001 ritorna al Tatler come Fashion Director. Una donna che affascinò l’interno mondo della moda, della fotografia e dell’arte, una personalità fortissima ed un gusto personale. Durante un’intervista a Lady Gaga sul numero di Marzo del 2011 di Vogue la cantante ha affermato che: “Ricordo che quando ho iniziato a fare i servizi fotografici le persone mi dicevano, ‘Mio Dio, assomigli moltissimo a Isabella Blow, la cosa mi spaventa.”
Quei cappellini da lei tanto amati facevano da cornice non soltanto al suo volto imperfetto nella sua atipica bellezza, ma creavano uno sfondo colorato nella sua vita dolorosa: soffrì di depressione e le venne diagnosticato un disturbo bipolare. Muore il 7 Maggio 2007 avvelenata da un erbaccia a Gloucester, dopo 7 tentativi di suicidio. Ruper Everett disse durante il suo funerale: “ Per qualcuno è stato suicidio, lei era costantemente impressionata dalla vita,e la vita era costantemente impressionata da lei. Tu eri unica, un’amica geniale, le tue creazioni uniche in un mondo di copioni e mi mancherai per il resto della mia vita.”
Nerospinto ama suggerirvi le mostre più interessanti, quelle particolari e fuori dall'ordinario. Di certo questa piccolissima ma preziosa esposizione che la Triennale di Milano ha dedicato alle tavole di Matteo Guarnaccia e Giulia Pivetta rientra in quest'ultima categoria. I due autori e professionisti, riescono a raggiungere in campo artistico un territorio d'incontro e lo realizzano attraverso la creazione comune delle opere presentate in "Dreamers and Dissenters".
Le tavole, che vorrebbero rappresentare una sorta di ironica storia del costume degli anni '60, trovano espressione nell'area di confine tra fumetto e illustrazione, utilizzando gli stili e le determinazioni tipiche del linguaggio della moda. I soggetti utilizzati comprendono i gruppi più radicali e creativi degli anni '60. Tra l'icona e lo stereotipo culturale si gioca con tipologie e modelli che sono divenuti leggendari nell'immaginario collettivo anche ai giorni nostri.
Si possono ammirare, per esempio, le "Playboy Bunnies", famose "conigliette" icone dell'edonismo liberale nato nel 1960 con l'apertura del primo Playboy Club a Chicago; gli "Astronauti-Cosmonauti" che ricordano il periodo della Guerra Fredda ed incarnano gli sforzi sovietici per conquistare lo spazio. Le "Hostess": in un tempo in cui volare non era ancora diventato democratico e le signorine dei cieli rappresentavano una professione che era soprattutto un sogno. I "Surfers" influenzati dai Beach Boys e dalle vibrazioni positive della mitica estate californiana. Le "Go Go Girls", giovani sexy ed esuberanti cubiste della vita, eterne teenagers che, per quanto riguarda il look, non potevano fare a meno dei propri stivaletti. Lo stile ispirato alla "Dolce Vita" e al cinema di quegli anni con miti quali Fellini e Mastroianni. Gli "Hippies" e la loro rivoluzione pacifica, le "Guardie Rosse" ispirate dalla Rivoluzione Culturale cinese di Mao del 1966. Il gusto estetico kitsch, folkloristico, tribale, l'esotismo e il misticismo ispirato alle fiabe delle "Folkies". Il look alla "Carnaby Street" nato dalla trasposizione di Londra in un cliché mediatico nel 1966 sul "Time" con la "Swinging London". E ancora i "New Dandy", i "Bikers", i "Rockers", i "Mods", e gli "Skinheads".
Questi gruppi vengono schedati e descritti nel loro aspetto, un rimando agli archetipi culturali di quegli anni. Con intelligenza ed ironia i due autori offrono richiami al design, alla politica, al cinema e all'arte. Così si ritrovano le contestazioni di stampo marxista, il pacifismo, la "Beatles Mania", David Bowie, Kubrick, il cinema francese e Brigitte Bardot in un continuo gioco di riferimenti.
Gli anni '60 furono i tempi in cui i Ribelli (Dissenters) furono anche dei Sognatori (Dreamers) come se non si potesse essere l'uno senza l'altro. Erano gli anni delle grandi utopie, della lotta per gli ideali, delle conquiste, reali o immaginarie, delle rivoluzioni. Anche se visti ora e dal punto di vista della moda molti di questi "tipi" possono risultare un po' ridicoli, fuori luogo o strappare un affettuoso sorriso, essi costituiscono un patrimonio storico e culturale cui non si può e non si deve rinunciare. Lo sanno bene i due autori, che con amore e leggerezza, disegnano un'epoca di costumi e personaggi degna del miglior fashion design moderno ma con la freschezza e l'ingenuità di un fumetto. Un'antologia del costume divertente e spietata che racconta "come eravamo" o solo "come avremmo potuto essere".
Indira Fassioni
ORARI:
lunedì chiuso / martedì - domenica 10.30 - 20.30 / giovedì 10.30 - 23.00INFO:
INGRESSO GRATUITO
Triennale Design Museum - viale Alemagna 6, MilanoCosa significa essere fashion designer negli anni della recessione e del lavoro flessibile, in un Paese che ormai da tempo svende la propria creatività con l’arguzia di una sciocca ereditiera che mette le proprie opere d’arte su ebay?
Significa rimboccarsi le maniche, significa credere profondamente e costantemente nel proprio talento – quando hai la fortuna di averne, secondo me hai il dovere morale di alimentarlo e farlo crescere, altrimenti è uno spreco (anche questa è sostenibilità!)– ma soprattutto significa abituarsi a sviluppare il pensiero creativo ben al di là delle proprie capacità artistiche: come in moltissimi altri ambiti, vince chi, oltre a saper disegnare una bella collezione di abiti e capospalla, è in grado di proiettarsi nel futuro e di modellare la propria passione a favore del mercato del lavoro.
Uno splendido ed incoraggiante esempio ce lo danno Gabrielle Sarah Drew e Chiara Bongiorno, due designer intraprendenti che dopo anni di gavetta – una fase imprescindibile che giova a tutti – nel ruolo di assistenti di linea e art director di diversi e prestigiosi brand (Etro, Krizia, Elio Fiorucci ed altri) hanno scelto di incrociare le proprie strade per dare vita a Tela, uno studio di consulenza in cui “passione e creatività sono come la trama e l’ordito di un intreccio compatto per solide ed ispirate collaborazioni, dove professionalità e spirito d’innovazione sono alla base di ogni progetto”.
Probabilmente molti si staranno chiedendo come tutto ciò abbia un'attuazione concreta, quindi cerco di essere più chiara: in pratica disegnano, progettano e realizzano “conto terzi” delle linee di moda, mettendo la propria creatività a servizio delle aziende committenti, dando libero sfogo all’entusiasmo, alla curiosità, alla fame di novità.
Miei cari giovani aspiranti stilisti, questo è il futuro: non incagliatevi nel sogno anni 80 di diventare Giorgio Armani.
...e a proposito di curiosità e fermento: non perdetevi il mercatino che le ragazze organizzano venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno presso il loro studio milanese in via Cesare Correnti, 12.
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