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Nel cuore del Salento nascono i vini Varvaglione 1921. È a Leporano, che la famiglia ha trasformato l’amore per la vite ed il territorio in una missione. Oggi, i tre figli Marzia, Angelo e Francesca, sotto la guida di Cosimo e Maria Teresa Varvaglione, custodiscono questa eredità con passione, continuando a scrivere una storia che parla di radici, innovazione e visione.

La forza della sostenibilità: rispettare la terra per costruire il futuro

“La sostenibilità non è solo una scelta, è un modo di vivere il nostro rapporto con la terra e con chi la abita,” racconta Cosimo Varvaglione, spiegando il cuore del progetto aziendale. Varvaglione 1921 abbraccia il piano d’azione globale per la sostenibilità “Agenda 2030”, integrando tecnologia, tradizione e rispetto per l’ambiente. Ogni processo produttivo è pensato per ridurre l’impatto ecologico: dal fotovoltaico che alimenta l’azienda, al lombricompostaggio che nutre i vigneti, fino ai tappi in materiali riciclati provenienti dagli oceani. Ma la sostenibilità non è solo un impegno ambientale: è un atto d’amore verso la propria terra e verso chi sceglie i vini Varvaglione. Ogni bottiglia racconta un pezzo di Puglia, restituendo al mondo ciò che questa regione ha di più prezioso.

L’arte nelle etichette, l’anima nei vini

Le bottiglie dell’azienda Varvaglione non sono solo contenitori di vino: sono storie che raccontano la Puglia, attraverso immagini e simboli che evocano emozioni e ricordi. È così che nasce il Susumaniello, un vino rosso che racchiude la forza e la bellezza di un vitigno raro, coltivato con cura e passione. La sua etichetta è un inno alla tradizione pugliese, con disegni di fichi, ricci di mare, cozze e l’iconico Ape Car, che rimanda chi la osserva ad un viaggio tra i sapori ed i profumi della regione.

Il Susumaniello è la nostra anima di Puglia in bottiglia,” spiega Angelo Varvaglione. Ed è proprio questo spirito che si ritrova in ogni sorso: un vino strutturato ma delicato, capace di adattarsi a momenti intimi o conviviali. Pensato per affascinare gli amanti del vino di tutta Europa e conquistare i palati degli Stati Uniti, il Susumaniello porta con sé una promessa: custodire l’essenza di una terra e condividerla con il mondo.

Chicca: il dolce racconto di una famiglia

Ogni vino della Family Collection ha una storia speciale, ma Chicca ne racconta una che scalda il cuore. Dedicato a Francesca, la più piccola della famiglia Varvaglione, questo Primitivo di Manduria Dolce Naturale è il risultato di una vendemmia tardiva e di una lavorazione che lascia spazio alla natura di fare il suo corso.

Chicca è come Francesca: piccola, preziosa e unica,” dice Cosimo con orgoglio. Con la sua dolcezza raffinata, Chicca sorprende sia come vino  da vivere sorso dopo sorso sia da gustare abbinandolo a formaggi erborinati. È un vino che chiude i pasti con un’emozione, un piccolo gioiello che riflette l’equilibrio tra delicatezza e carattere, proprio come la piccola di casa Varvaglione.

Abbattere gli schemi: il vino per ogni tavola

La famiglia Varvaglione ama sorprendere, non solo con la qualità dei loro vini, ma anche con le idee che rompono i confini dell’enogastronomia tradizionale. Ad esempio, il loro rosé è proposto come accompagnamento perfetto con la pizza. “Per noi il vino è un’esperienza che deve adattarsi alla vita di tutti i giorni. È convivialità, è allegria,” spiega Marzia Varvaglione. Questa filosofia ha un obiettivo chiaro: avvicinare il vino a chiunque, facendolo diventare parte dei momenti più semplici e autentici, come una serata in famiglia o una cena tra amici. Radici profonde, uno sguardo al domani. La forza di Varvaglione 1921 sta nella sua capacità di fondere tradizione e innovazione. Ogni decisione, ogni progetto, è un passo verso il futuro, senza mai dimenticare il passato. “Abbiamo il dovere di preservare ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato, ma anche la responsabilità di innovare per chi verrà dopo di noi,” afferma Francesca. Con una produzione che raggiunge oltre 70 Paesi, l’azienda rappresenta un modello di eccellenza per il vino pugliese nel mondo, pur rimanendo una famiglia con il desiderio di portare avanti un sogno nato più di un secolo fa.

I nostri vini non sono solo prodotti: sono emozioni, storie, legami,” conclude Cosimo. E ogni calice ne è la testimonianza.

Alla famiglia Varvaglione maestri di storie da degustare: prosit!

Tra bianchi e bollicine, l’autunno firmato Cavit|||

Quando le prime nebbie avvolgono i vigneti e le foglie si tingono di oro e rame, il calice di vino diventa il perfetto compagno per assaporare i profumi dell’autunno. Le note della zucca, il sentore affumicato delle castagne e il gusto terroso dei funghi trovano la loro armonia con i vini bianchi, capaci di esaltare la stagionalità e accompagnare i piatti più iconici di questo periodo.

Cavit, storico Consorzio Vitivinicolo Trentino, ci propone tre etichette che trasportano il palato in un viaggio tra gli aromi della montagna e la freschezza delle uve selezionate.

Cavit Rulendis Pinot Grigio 2021 Trentino Superiore DOC

Questo Pinot Grigio si apre con un bouquet raffinato e avvolgente, dove si percepiscono in primo piano le dolci fragranze della mela verde e della pera appena raccolta. Il colore dorato del vino richiama le tinte calde dei boschi trentini, mentre al naso emergono lievi sentori di fiori bianchi e una sottile mineralità. In bocca è fresco e vibrante, con un finale persistente che lascia una scia di agrumi e una leggera nota salina. Un compagno ideale per un carpaccio di carne, capace di arricchirne la sapidità e di avvolgere il palato con la sua vivace acidità.

Cavit Conzal Nosiola Trentino DOC

Dal vitigno autoctono Nosiola nasce questo bianco unico, dal colore giallo paglierino che si illumina alla luce del calice. Al naso esplode con una sinfonia di fiori di campo, camomilla e lievi accenni di nocciola tostata. Le note floreali si uniscono ai profumi di frutta bianca, come la mela e la pesca, in un equilibrio perfetto che invita all’assaggio. Al palato, è elegante e armonioso, con una trama setosa che accarezza i sensi. Ideale per accompagnare primi piatti leggeri e taglieri di salumi, dove la sua delicatezza riesce a bilanciare sapori più robusti, lasciando emergere una piacevole freschezza.

Altemasi Millesimato 2020 Trentodoc

Con questo Trentodoc, Altemasi ci regala un vino dalle bollicine fini e persistenti, ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay coltivate nei vigneti più alti del Trentino. I riflessi verdolini nel bicchiere ricordano la luce tenue dell’alba tra le montagne. Al naso sprigiona sentori agrumati e fragranti, con lievi note di mela verde e crosta di pane appena sfornato. Un vino perfetto per gli aperitivi serali, che riscalda le serate autunnali con la sua morbidezza e un perlage che danza leggiadro in bocca. Ideale da gustare con finger food e formaggi freschi, o semplicemente per celebrare i piccoli momenti di convivialità.

Dal 1950, Cavit continua a rappresentare l’eccellenza trentina, con oltre 5.250 viticoltori riuniti in 11 cantine sociali. I suoi vini parlano di territorio, di tradizione e di innovazione, trasmettendo nel calice tutta la passione di chi lavora queste terre. Con queste tre proposte autunnali, Cavit ci invita a riscoprire i profumi della stagione e a lasciarci avvolgere dai sentori avvolgenti che solo un grande vino sa regalare.

"Il vino è la poesia della terra", come diceva Mario Soldati e, ogni calice racconta una storia: quella del lavoro, dell’amore per la vigna e del tempo che scorre lento tra i filari, regalandoci emozioni che non conoscono stagione.

www.cavit.it

Otto vini rosati per celebrare la Festa della Mamma|||

La mamma è sempre la mamma. Si celebra domenica 12 maggio la Festa della Mamma, e quale migliore occasione per rendere omaggio ad una delle persone più importanti della nostra vita, insostituibile per ognuno di noi. Ecco quindi 8 vini rosati, dall'Italia alla Francia, ideali da regalare per la Festa della Mamma, all'insegna dell’eleganza e della piacevolezza

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IL RITA LANCIA WHISKY A GOGO: UN MESE DI DEGUSTAZIONI DI WHISKY PREMIUM E UNA COCKTAIL LIST D’ECCEZIONE

Un intero mese all’insegna del whisky, dedicato ad assaggi individuali, degustazioni guidate e una cocktail list creata appositamente per il nuovo progetto del Rita Whisky a GoGo: si tratta di quattro serate di degustazione con un  menu speciale di drink dove il whisky è il protagonista assoluto. Scotch whisky, Irish whiskey, bourbon, rye e whisky giapponesi. Per l’occasione il team del Rita darà una veste inedita ed esclusiva a prodotti premium da degustare.

«Al Rita nel corso degli anni abbiamo raccolto una collezione non indifferente di etichette di whisky. Da appassionato quale sono del distillato in purezza, abbiamo pensato insieme ai ragazzi del team, di dare avvio a un progetto che potesse contemporaneamente fungere da movimento di sensibilizzazione e approfondimento su questo spirito così nobile e così ricco di storia. Grazie all’aiuto di amici e colleghi che da tempo collaborano con noi,proponiamo dei “flight” di degustazione guidata di prodotti assolutamente unici e rari. Parallelamente, presentiamo dieci nuove ricette che avvicinano bevitori esperti e non, a conoscere il whisky nelle sue tante sfaccettature». Così Edoardo Nono, Founder del Rita e del Rita’sTiki Room, racconta il progetto di Whisky a GoGo.

Gli appuntamenti guidati saranno a cadenza settimanale e in seconda serata, con un costo variabile tra i 30 e i 35€ e con un numero limitato di dodici partecipanti.

In queste serate, si scopriranno le caratteristiche di quattro distillati unici raccontate dai loro importatori.

Il 25 novembre alle ore 22 si parte con Marco Callegari, Trade Marketing Manager di Velier Spache presenterà Waterford, un progetto autonomo che punta a produrre in Irlanda whisky single malt da singoli produttori di orzo con una precisa filosofia agricola. In ogni bottiglia si concentra un terroir, uno stile produttivo e delle qualità uniche e irripetibili: quattro prodotti creati nello stesso identico modo a cominciare da materie prime diverse ma con risultati unici. Si prosegue il 2 dicembre con la serata Whisky Art Collection che invece sarà presentata da Mirko Turconi, Whisky Specialist per Fine Spirits, già distributore in Italia dei whisky Art Collection della Maison Du Whisky de Paris. Mirko racconterà il percorso di imbottigliamento prematuro di questi single barrel e il loro stato evolutivo che regala risultati sorprendenti.

L’8 dicembre si terrà la terza serata Wilson&Morgan, che sarà guidata da  Maurizio Andriani, Brand Ambassador Rossi & Rossi, e racconterà i quattro imbottigliamenti speciali di Wilson & Morgan: un marchio italiano indipendente e conosciuto in tutto il mondo e che dal 1992 seleziona e imbottiglia i migliori barili.

L’ultima serata si terrà il 15 dicembre e avrà come protagonista Dream Whisky, il progetto tutto italiano di Marco Maltagliati e del suo socio Federico Mazzieri imbottigliano botti selezionate e depositate in barili di pregio. Lo stesso Marco racconterà Metamorfosi, un metodo che utilizza barili già pronti per la bottiglia oppure che hanno bisogno di un ulteriore affinamento nel loro magazzino in Scozia abbinando una botte unica e adatta.

Per tutta la durata di Whisky a Go-Go è possibile testare, in porzioni ridotte (flight) da 1,5cl, tutti i whisky protagonisti delle degustazioni. Si possono sorseggiare durante l’aperitivo o dopo cena, alla selezione di prodotti in degustazione si aggiunge una cocktail list dove il distillato principe è appunto il whisky.

Fresco ma delicatamente affumicato Highball Lapsang (Lapsang TempletonRye, Sherry, Sake, Acido), oppure un intenso Kentucky Derby (Mint Cordial, Cognac, Angels Envy Bourbon, Cardamaro). E ancora un fruttato ed elegante Peaches and SmokeLow Abv- (Lillet Rose, Benriach Smoke Season, Cognac, Pèche de Vigne e Limone), un leggermente sapido Fichi Blinders (Buffalo Trace Bourbon, limone, salamoia fichi, agave e soda), un Perpetual Manhattan(Barrel Aged Manhattan, Jack Daniels Rye Single Barrel), un agrumato Cameron’s Kick Remix (Aultmore 12, orzata di nocciole, limone, arancia, marsala). Come rivisitazione di un grande classico arriva invece il dolce e speziato Cloudy Nail (Cotswold’s English Whisky, drambuie, Falernum), a seguire un sofisticato Peradulti (Nikka Days Japanese Malt, Pera latto fermentata, Noilly Prat, St Germain, Lime), un esotico Fino in fondo, (Templeton Rye, Lustau fino Sherry, Acero camomilla e banana arrosto, bokers bitter) e per finire, un fresco Greta Plumberg (Aberfeldy 12, umeshu, Vermouth del professore ambrato, amaretto).

Rita

Il Rita nasce il 12 dicembre 2002 a Milano in una traversa del Naviglio Grande, dall’idea di Edoardo Nono e Gianluca Chiaruttini. Il Rita è un american bar che si contraddistingue per la qualità della materia prima.

La sala è interamente consacrata al protagonista indiscusso del cocktail bar ovvero il bancone. Alle sue spalle e tutt’intorno, un’ampia bottigliera che ospita più di 80 etichette di gin e almeno 500 etichette di premium spirits.

 

Fracchiolla Martina

Amore per la bellezza, forza evocativa, sensazioni voyeuristiche e conturbanti, queste sono le parole che meglio descrivono l’arte di Paul Kooiker, un nome che in Italia per i più è sconosciuto, ma che in Olanda, il suo paese d’origine, è già una leggenda: l’artista viene annoverato tra le voci più originali del panorama fiammingo contemporaneo.

 

La vita di Paul Kooiker è fortemente legata e connessa al suo territorio d’origine e in particolar modo a due città: Rotterdam, in cui è nato e Amsterdam, luogo in cui attualmente vive e lavora.

Proprio nella capitale olandese è sbocciata la sua arte per poi diffondersi in tutto il mondo.

Dopo aver frequentato la Royal Academy of Arts dell’Aia, Paul Kooiker si trasferisce ad Amsterdam ed entra alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten. Le capacità e abilità dell’artista non passano inosservate, tanto che, concluso il suo periodo formativo, gli viene affidata una cattedra alla Gerrit Rietveld Academy che tuttora occupa.

 

Da quel momento in poi è un exhalation di riconoscimenti e successi: nel 1996 vince il Prix de Rome e nel 2009 il A. Roland Holst Prize. I suoi lavori hanno fatto il giro del mondo.

Tra le mostre collettive ricordiamo quelle presso: Maison Européene de la photographie, Parigi; Fotohof, Salisburgo; Kumho Art Museum, Seoul; Zabludowicz Collection, Londra.

Tra le personali, dal 1996: Kunsthal, Rotterdam James Cohan Gallery, New York; Fries Museum, Leeuwarden, Foam Fotografiemuseum, Amsterdam; Gemeentemuseum, L’Aia.

L’artista ha pubblicato molti libri, tra cui: Utrecht Goitre  (1999),  Hunting  and Fishing  (1999), Showground  (2004),  Hooked (2005), Seminar  (2006),  Room Service  (2008),   Crush  (2009), Tondeuse (2011), Sunday (2011), Heaven (2012), Rick Owens & Paul Kooiker (2013). Tra il 2007 e il 2009 ha pubblicato quattordici uscite di Archivo, una rivista bimestrale di fotografia curata insieme al gallerista Willem van Zoetendaal.

 

L’attenzione che l'artista ha saputo create attorno a sé nasce dalla sua riconoscibilità: le fotografie di Paul Kooiker sono inconfondibili e non passano mai inosservate.

In ogni immagine domina il corpo femminile, sia quando viene pennellato con luci cangianti e circondato da colori saturi, sia quando le atmosfere più fosche suggeriscono equivoche sensazioni voyeuristiche e conturbanti. Il volto delle modelle è sempre volutamente celato, viene lasciata la libertà ad ogni persona di immaginare la loro personalità e storia. Kooiker introduce nella propria opera numerosi elementi che ricorrono frequentemente nella storia dell’arte, come il tema dell’artista e della modella, di chi osserva e di chi é osservato, della forma e della bellezza.

 

Le immagini di Paul Kooiker possono essere contemporaneamente affascinanti, offensive, disturbanti o misteriose, dipende da come si guardano e in che misura si é disposti a rivelare il proprio sé. Nulla lascia indifferenti.

 

Finalmente gli scatti conturbanti del fotografo sono in Italia.

 

Fino al primo giugno  presso la galleria Micamera sono in mostra alcune opere del fotografo tratte da tre diversi lavori, Hunting and Fishing (1999), Sunday (2011) e Heaven (2012).

 

Fatevi affascinare e scandalizzare dall’arte di Paul Kooiker, non rimarrete delusi.

 

 

Micamera, Via Medardo Rosso 19, Milano

Mercoledì-sabato, dalle 10 alle 19

entrata gratuita

http://www.micamera.it/

 

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it