Domeniche Culturali alla Locanda Confini: tra erbe, fiabe e sapori di primavera
Un nuovo appuntamento culturale tra cucina e convivialità
Ci sono giornate che scorrono senza lasciare traccia e altre che si imprimono nella memoria. Il pane appena sfornato, il brusio discreto delle voci, il sapore di un piatto che evoca ricordi lontani: sono attimi in cui il tempo si dilata, lasciando spazio alla meraviglia, alla condivisione e alla scoperta dei piccoli piaceri.
A pochi passi da Venezia, a Dolo, esiste un luogo in cui tutto questo prende forma. Domenica 15 marzo, la Locanda Confini ha inaugurato le sue Domeniche Culturali, un progetto che unisce cucina, cultura e convivialità in un’esperienza unica.
Il locale, guidato da Cristian Minchio, propone una cucina contemporanea radicata nel territorio e nella stagionalità. Grande attenzione è dedicata ai dettagli: dagli ambienti caldi e curati, alla selezione musicale, fino all’accoglienza. Nel retro, un piccolo orto fornisce erbe e ortaggi, mentre il lievito madre, seguito da oltre quindici anni dallo chef Alessio Coraggio, dà vita a un pane fragrante.
Le Domeniche Culturali nascono dalla collaborazione con La Bottega dei Libri Selvatici di Marta Contiero per mettere in dialogo gastronomia, letteratura e cultura del benessere. Il piacere della tavola si fonde con un percorso di approfondimento, dando vita a un’esperienza che unisce sapori e conoscenza.
Aperitivo tra libri, oracoli e aromi
La giornata si apre con un aperitivo dal sapore intimo, quasi da salotto letterario. Cristian Minchio, Marta Contiero e Roberta Schembri introducono gli ospiti all’esperienza, tra finger food e suggestioni sensoriali.
Un tris di bocconcini stimola i sensi: battuta di rana pescatrice con barbabietola e timo limonato, prosciutto d’anatra affumicato su polenta croccante con caviale di miele allo zafferano, uovo di quaglia cremoso con asparagi e oli essenziali di menta.

Marta presenta volumi edonistici ed esoterici della sua libreria, accompagnati da tarocchi, pietre e oracoli. Proprio da un oracolo prende avvio l’incontro: gli ospiti sono invitati a pescare una carta e leggere la frase scelta per loro, un piccolo rituale per rompere il ghiaccio e creare connessioni tra i presenti.

Roberta Schembri, farmacista, omeopata e ideatrice del progetto online Erboristeria Narrativa, accompagna il gruppo alla scoperta delle erbe con rigore scientifico e rispetto per la tradizione: le piante non sono semplici ingredienti, ma custodi di storie antiche, portatrici di significati profondi e proprietà tramandate da generazioni.
Risotto alle erbe aromatiche: poesia nel piatto

Terminando l’aperitivo, gli ospiti vengono accompagnati nel percorso gastronomico da uno Chardonnay DOC di Mulin di Mezzo, capace di sostenere con eleganza il tema del pranzo, ossia le erbe.
Accomodati a tavola per la prima portata lo staff presenta un risotto con vialone nano, mantecato con maggiorana, alloro, timo e rosmarino, arricchito dal crudo di gambero rosso di Mazara del Vallo. Roberta lo definisce “poesia nel piatto”, un equilibrio delicato tra sapori freschi e profumi intensi.
Oltre al gusto, maggiorana, rosmarino e alloro offrono effetti vivificanti, stimolanti e antidepressivi. Ogni erba porta con sé una storia: la maggiorana, nella tradizione popolare, era legata alla sfera femminile. Coltivata sui balconi, veniva “salutata” quando passava uno spasimante: un cenno indicava che la giovane donna era pronta a ricevere attenzioni, trasformando la maggiorana in un simbolo discreto di corteggiamento. Insieme a rosmarino e ruta, era inoltre considerata un portafortuna per chi affrontava lunghi viaggi.
L’alloro affonda invece le radici nella mitologia: consacrato ad Apollo, dio della medicina, della poesia e della musica, evoca la storia della ninfa Dafne, trasformata in albero per sfuggire all’amore del dio. Da allora simboleggia gloria, conoscenza e traguardi raggiunti, un richiamo alla luce e alla creatività.
Ogni elemento del piatto diventa così un livello di lettura, trasformando l’esperienza culinaria in un racconto stratificato.
Branzino primaverile e la fiaba di Rinkrank

La seconda portata celebra la primavera nella sua essenza: branzino alla brace accompagnato da un jus di pesce alla maggiorana, crema di carota dolce e agretti fermentati.
Gli agretti, disponibili solo in questo periodo, sono un concentrato di magnesio, potassio e silicio, prezioso per tendini, cartilagini, ossa e vasi sanguigni, oltre che per la salute di pelle, capelli e unghie. Secondo Roberta sostengono l’organismo durante i cambi di stagione e in caso di stress.
La carota, con il suo ciclo nascosto sotto terra, simboleggia pazienza e resilienza: solo dopo un lungo periodo emerge verso la luce, ricordandoci che ogni fase di oscurità prepara a una nuova fioritura.
Tra un assaggio e l’altro, Roberta racconta la fiaba di Rinkrank dei Fratelli Grimm, la storia di principessa imprigionata da uno gnomo in un regno sotterraneo, che ritrova consapevolezza di sé e riconquista la propria libertà, seguendo un percorso che richiama il ciclo di trasformazione della terra e dell’anima: discesa, metamorfosi e ritorno alla luce, secondo il ritmo delle stagioni e della vita stessa.
Finale tra note dolci e suggestioni sensoriali

Un sorbetto alla zucca e santoreggia apre la fase conclusiva del pranzo, preparando delicatamente il palato al dolce. Siamo entrati in quella che Roberta definisce “cucina per adulti”: un mondo in cui sapori e aromi parlano direttamente alle emozioni. La zucca, con le sue virtù afrodisiache e stimolanti, evoca desideri profondi e vitalità, mentre la santoreggia favorisce la digestione.
Il dessert, una panna cotta al rosmarino con cioccolato bianco e crumble di mandorla, è un’armonia di profumi e consistenze: la morbidezza del cioccolato, la freschezza delle erbe e la croccantezza delle mandorle completano un’esperienza che nutre corpo e mente.
Locanda Confini: un ponte tra sapori, storie e territorio
Cristian Minchio e il suo team accolgono gli ospiti con una cura che trasforma ogni pasto in esperienza. Durante le Domeniche Culturali, il tempo rallenta, i sapori dialogano con le storie e ogni incontro diventa un momento di connessione profonda, dove il cibo si trasforma in ponte tra passato e presente, tra tradizione e cultura.
Questo non è che l’inizio: nuovi menù, temi stagionali e suggestioni attendono chi desidera lasciarsi sorprendere, trasformando ogni domenica in un’esperienza sensoriale intensa e memorabile. Ogni piatto si distingue per gusto e creatività, ogni incontro lascia un’impressione duratura, rendendo la Locanda Confini un luogo dove autenticità e piacere convivono in perfetta sintonia.
Informazioni Utili
Locanda Confini
Indirizzo: Riviera Martiri della Libertà, 27, 30031 Dolo VE
Tel: 041 528 9449
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Sito: www.locandaconfini.com
Anna Olivo
Laureata in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo. Indaga i linguaggi estetici e culturali del presente, muovendosi tra ricerca visiva, stile e immaginario collettivo.
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