Contrapunctum Jazz Festival 2026: a Sassari il jazz torna a essere una scuola di libertà
C'è un aspetto che distingue il Contrapunctum Jazz Festival da molte altre manifestazioni dedicate alla musica: la capacità di trasformare il jazz in un'esperienza culturale completa, dove concerti, formazione e crescita professionale convivono in un unico progetto. Dal 25 al 28 giugno 2026, il Teatro Civico di Sassari, nel cuore del centro storico cittadino, ospiterà quattro serate che raccontano una precisa idea di musica: autentica, consapevole e profondamente legata alla tradizione.
Più che una semplice rassegna concertistica, il Contrapunctum Jazz Festival si configura come un laboratorio permanente dedicato alla diffusione della cultura jazzistica. Un percorso costruito attorno a tre elementi fondamentali: la formazione, il sostegno ai giovani talenti e una proposta artistica di alto livello. Una visione che restituisce al jazz la sua natura originaria di linguaggio vivo, capace di trasmettersi attraverso lo studio, l'ascolto e il confronto diretto tra generazioni diverse di musicisti.
A confermare questa filosofia è il Contrapunctum Jazz Contest 2026, concorso dedicato alle nuove promesse del jazz italiano conclusosi nei giorni scorsi. A conquistare la giuria internazionale composta da Harry Allen, Rossano Sportiello e Joan Chamorro sono stati la cantante, compositrice e arrangiatrice Sara Rotunno nella sezione Giovani Compositori e il Marco Morandini Trio nella categoria Ensemble Jazz.
La particolarità del progetto risiede proprio qui: il contest non rappresenta un punto d'arrivo, ma l'inizio di un percorso. I vincitori entrano infatti a far parte del cartellone ufficiale del festival, condividendo il palco con artisti di riconosciuto prestigio internazionale.
Sarà dunque il Marco Morandini Trio ad aprire la manifestazione giovedì 25 giugno alle ore 20.30. Accanto al giovane pianista saliranno sul palco Giulio Pisu al contrabbasso e Vittorio Sicbaldi alla batteria. Il loro repertorio alterna standard jazz e composizioni originali, muovendosi con naturalezza tra rispetto della forma e desiderio di sperimentazione.
Venerdì 26 giugno il Teatro Civico accoglierà uno degli appuntamenti più attesi dell'intera manifestazione: Joan Chamorro & Sant'Andreu Jazz Band. Nata a Barcellona nel 2006 come progetto didattico, negli anni è diventata un fenomeno mondiale, capace di formare e lanciare musicisti internazionali del calibro di Eva Fernández, sassofonista catalana, della trombettista e cantante Alba Armengou, di Andrea Motis e Magali Datzira. Un'esperienza che dimostra come l'educazione musicale possa trasformarsi in una straordinaria fucina di talenti.
Sabato 27 giugno sarà la volta del Luca Filastro 5et. Considerato tra i più autorevoli interpreti europei dello stride piano, Filastro sarà affiancato da Francesco Lento alla tromba, Simone Faedda alla chitarra, Marco Occhioni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria. Il concerto proporrà un affascinante viaggio nella tradizione jazzistica newyorkese degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, tra riletture personali e composizioni originali che mantengono vivo lo spirito delle grandi stagioni dello swing.
La chiusura del festival è affidata, domenica 28 giugno, al Giampaolo Casati 4et. Il trombettista piemontese, protagonista di una lunga carriera internazionale e collaboratore di figure storiche del jazz come Lee Konitz, Joe Lovano, Steve Lacy e Carla Bley, sarà accompagnato da Simone Faedda alla chitarra, Fabrizio Leoni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria. Un finale che promette eleganza, esperienza e una profonda conoscenza del linguaggio jazzistico.
Dietro la costruzione del festival emerge con chiarezza la visione del direttore artistico Bruno Brozzu, che rivendica una scelta controcorrente rispetto a molte programmazioni contemporanee. Al centro del progetto restano infatti swing e bebop, considerati non come stili da museo, ma come linguaggi ancora attuali e fondamentali per comprendere l'essenza del jazz.
In un panorama sempre più orientato verso formule ibride e contaminazioni spesso dettate dalle logiche del mercato, Contrapunctum sceglie di investire sulla qualità del suono acustico, sul fraseggio, sull'interplay tra i musicisti e sulla forza narrativa dell'improvvisazione. Una posizione culturale prima ancora che estetica, che difende il valore dello studio e della conoscenza come strumenti indispensabili per innovare senza perdere identità.
La dimensione formativa resta infatti uno degli elementi più significativi della manifestazione. Masterclass, incontri e lezioni-concerto affiancheranno il programma serale, coinvolgendo studenti e giovani musicisti in un percorso di approfondimento che va oltre il semplice intrattenimento. Una scelta coerente con la missione dell'Associazione Culturale Contrapunctum ETS, impegnata nella diffusione del linguaggio jazzistico attraverso progetti educativi e attività di alta formazione.
Non è un caso che Contrapunctum sia stata l'unica realtà della Sardegna selezionata nell'ambito del bando del Ministero della Cultura dedicato alla promozione e alla diffusione della musica jazz. Un riconoscimento che conferma la qualità di un percorso nato pochi anni fa e già capace di ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama nazionale.
Più che una serie di concerti, il Contrapunctum Jazz Festival è un modo diverso di intendere la cultura: un luogo in cui la formazione incontra la performance, dove i giovani talenti trovano spazio accanto ai grandi nomi e dove la tradizione non rappresenta un limite, ma una risorsa per immaginare il futuro.
Per quattro giorni Sassari diventa così un crocevia di esperienze, linguaggi e generazioni diverse. Un luogo in cui il jazz torna a essere ciò che è sempre stato: una forma di libertà che si apprende, si condivide e si rinnova ogni volta che qualcuno inizia a suonare.
I concerti si svolgeranno presso il Teatro Civico con inizio alle ore 20.30. I biglietti sono disponibili in prevendita presso la biglietteria del Teatro Verdi e online sulla piattaforma AnyTicket.
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Anna Olivo
Laureata in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo. Indaga i linguaggi estetici e culturali del presente, muovendosi tra ricerca visiva, stile e immaginario collettivo.
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