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Oggi chiacchiero con: Maurizio Turchet, ideatore di Q-ART

In[sano], una firma Nerospinto, oggi chiacchiera con il Maurizio Turchet, fondatore di Q-Art, un metodo di visualizzazione e canalizzazione abbinati alla creatività.

 “Oggi chiacchiero con” è una chiacchiera, uno scambio di pensieri  su discipline di nicchia che popolano il tessuto urbano milanese e italiano. Nerospinto vi porta in questa “special edition” della rubrica proponendovi modi alternativi di fare arte e creatività.

 Oggi sono con Maurizio Turchet, Artista multimediale, autodidatta.

È consulente di comunicazione per industria, moda, costume, design, istituti scolastici, studi medici e di medicine complementari.

Pittore, graphic designer, fotografo, audio e video maker, performer, ha esposto in Italia e all’estero. Studioso di alchimia e sciamanesimo, di tradizioni hindu ed ebraica, medicine complementari, ha seguito sedute di psicoanalisi, rebirthing, cristalloterapia e ha conseguito diplomi come operatore del benessere e thetahealing®. Motivo del suo lavoro è la trasformazione e il riequilibrio di micro

e macro sistemi al fine di creare e di ricreare se stessi nella crescita progressiva della consapevolezza.

 

Maurizio, ci vuoi raccontare la tua storia in breve? Come hai avuto modo di avvicinarti a culture così esotiche e alternative lungo il viaggio della tua vita?

 

“All’età di 14 anni, quando aprii gli occhi sul mondo, fui attratto dalla cultura aglo-sassone e dalla beat generation: la cultura giudaico-cristiana scopriva l’Oriente. Fu naturale per me interessarmi allo zen e all’alchimia, alla cultura nepalese e a tutto ciò che apriva le porte della percezione. Oggi il Pianeta è connesso in rete ma allora le frontiere erano una realtà, per molti versi, invalicabile. E non intendo solo le frontiere geografiche. Parlare di astrologia o di dieta macrobiotica o vestirsi con colori sgargianti poteva mettere in serio pericolo, si finiva facilmente in manicomio o in carcere proprio come succedeva ai dissidenti dei paesi dell’Est. “

 

DOMANDE:

 

1-      Leggendo la presentazione del progetto Q-Art parli di “creazione di mondi”, cosa sono questi mondi che si ha la possibilità di esplorare attraverso l'esperienza di Q-Art?

 

Ogni nostro pensiero crea mondi. Creiamo in continuazione la realtà che ci circonda. L’Universo è infinito, i fisici e i matematici oggi teorizzano realtà che un tempo erano percepite solo dai mistici e dai visionari. Si parla ormai normalmente di mondi paralleli, di bolle di universi e le possibilità di esplorazione sono infinite. Secondo la teoria del professor Hugh Everet, sviluppata negli anni ’50, tutte le possibilità descritte dalla teoria quantica si producono in un multiverso composto di universi paralleli indipendenti e simultanei.

Con il metodo Q-Art, arte in percezione quantica, ho portato a compimento le mie esperienze sulle percezioni sottili e la visione de-locata. Siamo qui ora ma possiamo percepire l’altro lato dell’Universo in una dimensione olografica. Infatti, un ologramma contiene se stesso in ogni frammento. La consapevolezza buddhista di un’esistenza insostanziale e impermanente è oggi condivisa dalla scienza. Siamo eventi dalle infinite potenzialità in evoluzione. Oggi il mondo fatto di atomi a forma di mattoncini Lego è finito. Noi tutti abbiamo la possibilità di usare l’ultra-vista, l’ultra-udito e così via, ma ancora molti preferiscono pensare di essere limitati alle percezioni dei cinque sensi.

 

 

2-      Cosa intendi per “alchimia contemporanea”?

 

Una definizione del lavoro alchemico è Natura Naturans, la natura che migliora se stessa. Non so se è ha più senso parlare di alchimia oggi, il mondo è così cambiato che forse non si possono paragonare i metodi delle attuali meditazioni con quelle degli alchimisti del ‘700 mentre la chimica ha preso il posto dell’alchimia pratica ma un tempo Arte e Opus alchemico erano sinonimi, fino all’invenzione dell’art pour l’art, che è pura decorazione. Ma credo che il principio di trasmutazione dell’alchimia sia ancora valido oggi, nell’era dei social network. La mia concezione è di un’arte che produca un cambiamento di stato, come una risata dadaista. Come l’amour fou.

 

In ebraico arte è omanut, contiene la parola emet, verità e emuna, fede. L’artista, oman, contiene ‘om’ (alef-mem), le stesse lettere contenute in Amen. La Tradizione Ebraica è alla base dell’alchimia occidentale e oggi gli studiosi, grazie ai supercalcolatori, cominciano a leggere la Torah (la bibbia) come un codice alfanumerico dalle valenze pressoché infinite.

In ebraico la rettificazione del mondo si dice teshuvah, che è qualcosa di più profondo del pentimento, è un ritorno alla salute perduta. Questo è il senso dell’arte: trasmutare il piombo in oro e riportare la vita al suo splendore, che è titolo del primo libro di cabala: lo Zohar.

 

3-      Cos'è la percezione aumentata?

 

È lo stato meditativo che permette alle percezioni sottili di manifestarsi. La telepatia, la visione a distanza, in connessione con la Fonte della Creazione. Facciamo parte di un organismo che è l’Universo stesso. Il nostro piccolo io separato ed egocentrico teme di perdersi nell’immensità, vive nel suo piccolo mondo in stato di carestia mentre potrebbe avere tutto. Tutta la ricchezza, tutta la vita, tutte le informazioni. Siamo naturalmente connessi con la Fonte Universale, dobbiamo solo ritrovare la strada per San José, come dice la canzone.

 

 

4-      Attraverso Q-Art si ha la possibilità di osservare il proprio corpo, dagli organi, alle cellule, alle proteine, DNA, ecc. Pensi che ogni singola parte del proprio corpo possa dare inspirazione oppure è il corpo nella sua totalità che partecipa al processo creativo?

 

Noi siamo co-creatori con la Fonte di Tutto ciò che È, che è la Vita stessa e desidera solo il nostro bene. “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto…”. Uno degli esercizi che proponiamo con Q-Art consiste nell’osservare com’è fatto il nostro corpo in percezione de-locata, ossia uscendo dal suo paradigma la coscienza può entrare nel proprio sistema e osservarlo così come si può osservare ogni altra cosa nell’Universo. Q-Art non è arte-terapia e neppure terapia in senso olistico, si occupa anche di guarigione ma da un punto di vista laterale. Q-Art è una nuova concezione dell’esistenza che utilizza metodi tradizionali e avanzati di osservazione e di creazione. Crea bellezza senza ‘il’ sapere, trasmuta e trasforma non per capriccio personale ma in connessione con la Mente Universale. Ogni artista e ogni sciamano che si rispettino hanno sempre agito in tal modo, oggi però abbiamo la possibilità di operare con distacco dal livello più alto, in uno stato di co-creazione con la Mente Universale, evitando così gli incidenti che capitavano nel mondo sciamanico, un mondo duale, travagliato e pieno di pericoli.

 

5-      Cosa intendi per “blocchi” o “credenze depotenzianti”? Quali sono i blocchi maggiori a cui l’uomo contemporaneo è sottoposto?

 

Siamo composti da innumerevoli file, informazioni tramandate dai nostri avi dalle origini dell’Universo a oggi. Si può immaginare quanti di questi file non sono più corrispondenti alle attuali condizioni. Una delle credenze più frequenti è che “Dio mi giudica”. Dunque Dio mi punisce, allora Dio mi odia. Dio è cattivo, quindi io odio Dio e mi tengo lontano da Lui. Pochi ammetteranno di provare questo sentimento ma testando con i metodi opportuni molto spesso si trova questa credenza depotenziante radicata a livello inconscio. Se, con il permesso della persona, si estrae l’informazione e si chiede al Creatore di inserire al suo posto il nuovo file, ad esempio ’Dio ama tutti’, si percepirà un immediato cambiamento di campo, una sensazione di sollievo. Verranno così liberate grandi quantità di energie che erano impegnate a lavorare per mantenere il blocco.

 

 

6-      Parli di superamento delle barriere tra visibile e invisible, tra il possibile e l'impossibile. Quali sono queste barriere?

 

Il 21.12.2012 tutti aspettavano la fine del mondo. Il giorno successivo vedendo che eravamo ancora qui molti hanno riso della bufala Maya.  Eppure se fossero stati più attenti si sarebbero accorti che il mondo era finito davvero. Quel giorno il Pianeta e il Sistema Solare hanno subito un profondo cambiamento di stato in pochi istanti. Si è trattato di un ‘salto quantico’. Da quel giorno l’energia è più sottile, la percezione visiva è più lucida e l’atmosfera più rarefatta. In Nepal la gente vede normalmente l’aurea, in occidente solo pochi veggenti ne sono consapevoli. Questo fa parte dei sistemi di credenze. Togli le false credenze sociali fatte proprie, esci dalla scatola e la percezione della realtà cambia. Se sostituisci il file ‘Io non sono capace di…’ con ‘io posso fare…vedere…sentire…’ tutto diventa possibile.

 

7-      Pensi che la scuola, così come si è evoluta (o de-evoluta) nel corso dei secoli, sia un luogo che forgia le persone all'ignoranza e alla sottomissione, perché? Cos'ha causato questo cambio di rotta rispetto al concetto classico di scuola come "tempo libero", luogo in cui veniva speso il tempo libero?

 

La società ci vuole sottomessi: non è la vecchia questione della lotta di classe, siamo noi i nostri stessi schiavi/padroni. La scuola non fa che insegnare ciò che la società nel suo insieme vuole che sia insegnato: la sottomissione al suo punto di aggregazione, che sono le credenze comuni personificate. L’ecclesia, la comunità dei ‘credenti’, quelli che credono nella realtà costituita, dice che la vita è punizione, sofferenza, che siamo qui per ‘imparare’ e che senza un pezzo di carta non sei nessuno ma quella è solo la certificazione che la sottomissione alle regole avvenuta con successo. La scuola è uguale per tutti ma siamo tutti diversi e l’insegnamento ti fa sentire stupido e inadeguato, il suo metro di giudizio è arbitrario. Un artista, ad esempio, non ha le doti di un matematico e viceversa. La scuola creerà dei succubi o dei ribelli. In entrambi i casi saranno dei disadattati e dei disinformati, dei ‘malati’ da consegnare all’industria della sanità. Siamo qui per creare, nella gioia e con entusiasmo ma la scuola ci fa credere il contrario. Si studia con fatica la visione di un mondo bipolare, fatto di antagonismo, di lotta tra bene e male dove, ad esempio, la vita si ‘salva’ grazie agli anti-biotici, i farmaci anti-vita (bios). Non è una follia? – Che non vuol dire che in alcuni casi non si debbano prendere gli antibiotici, ma il principio è assurdo. La malattia non è mai tale, è un sintomo e non va combattuto, va compreso il messaggio. -

 

8-      Che ruolo hanno i chakra nel processo di creatività?

 

I chakra corrispondono, come sai, al sistema endocrino. Una corretta armonizzazione dei chakra e del sistema dei meridiani, così come una buona circolazione sanguigna sono essenziali per uno stato di benessere. Si possono alterare gli equilibri dei chakra, con cautela, per ottenere effetti diversi. Prima di una conferenza, ad esempio, si potrà rinforzare il chakra della gola.

 

9-       Cos'è la modalità Theta?

 

È uno stato di meditazione profonda in cui il cervello emana onde da 4 a 8 Herz. È lo stato di meditazione che praticano gli yogi e che apre uno spazio co-creativo. In occidente i ricercatori lavorano in theta dagli anni ’30 soprattutto negli Stati Uniti, negli anni ‘70 Vianna Stibal ha canalizzato ed elaborato un metodo, il thetahealing®, che sviluppa tecniche   particolarmente semplici ed efficaci che lo hanno reso famoso e che hanno influenzato profondamente I metodi delle attuali meditazioni e della medicina complementare.

 

10-   In che modo la modalità Theta ci aiuta nella vita di tutti i giorni? Possiamo definirla una possibilità, un alleato per noi?

 

La nostra mente si sintonizza continuamente su varie frequenze, siamo come delle ricetrasmittenti radio. L’onda beta: 21/14 Herz al secondo corrisponde alla razionalità e all’attività discorsiva. L’utilizzo dell’onda theta cosciente, 8/4 Herz,è lo stato che si raggiunge nelle meditazioni più profonde e si manifesta anche nel momento precedente al sonno. Le onde cerebrali theta rispondono al principio in cui, secondo i fisici, la materia è energia in forma di onda vibratoria e dove materia ed energia sono intercambiabili. Lo stato cerebrale in theta cosciente è la dimensione ideale per entrare in uno stato co-creativo e produce la possibilità di creare pacchetti di immagini fotoniche provenienti dal nostro stesso inconscio.

Ma non si deve guidare in theta, verrebbe a mancare la necessaria prontezza di riflessi.

 

11-   Cosa pensi sia più frainteso di questi metodi “non convenzionali” in Occidente, o meglio, in Italia?

 

Attenzione a ciò che si desidera, il pericolo più grande è che un desiderio si realizzi. Alcune strade non possono essere percorse se non al prezzo di estrema sofferenza. L’Italia è un paese confuso e violento con tendenze alla sottomissione, che sottintende la volontà di dominio. Il rischio è l’uso egocentrico dell’enorme potere che è dato oggi all’Umanità, il pensiero può creare ma anche distruggere. I pensieri negativi sono particolarmente potenti in theta e se mal diretta l’onda theta può creare effetti con conseguenze drammatiche.

Ma come si dice: sbagliando s’impara e alla fine tutte le strade portano a Roma. O era San José?

 

 

BOTTA E RISPOSTA: UNA DOMANDA – UNA PAROLA COME RISPOSTA

 

1-      La forma d'Arte che senti più tua

La performance

 

2-      Il Chakra più importante o a cui sei legato di più

Tutti, secondo i momenti.

 

3-      Un libro utile (in generale)

La Bibbia

 

4-      Un viaggio utile

Nepal

 

5-      Una citazione o una tua frase utile

Chiedete e vi sarà dato

 

6-      Un consiglio per chi ha un blocco

Chiedi al Creatore che il blocco venga risolto, chiedi come farlo.

 

7-      La cosa da evitare per chi vive nel mondo contemporaneo

Evitare il male

 

8-      Cosa ti rende felice quando insegni le tecniche che ci hai descritto

La gioia nelle persone che si liberano dai pesi dell’esistenza

 

9-      Colore preferito

Azzurro, tutte le scale cromatiche di questo colore

 

10-   Una bevanda che consigli a tutti

Acqua di Vita

 

Maurizio Turchet terrà un Workshop Sabato 4 e Domenica 5 Maggio 2013 dalle 10 alle 19 in Via Riccardo Pitteri, 10 a Milano, presso lo spazio Tribu. Per Info e prenotazioni: http://www.tribu.it/manilibere  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Web :www.turchet.it | maurizioturchet.wordpress.com

+39 328 66 38 333 @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Namasté,

 

Vittorio Pascale,

 

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

 

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Redazione Nerospinto

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