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In occasione del cinquantesimo anniversario dalla creazione di Pimpa, la celebre cagnolina a pois rossi di Francesco Tullio Altan, va in scena “Pimpa. Il Musical a Pois”, un'esperienza teatrale unica che promette di incantare il pubblico di tutte le età. Ideato dalla Fondazione AIDA ETS in collaborazione con diverse istituzioni culturali, lo spettacolo rappresenta un viaggio entusiasta nel mondo dell'infanzia, pieno di colori, musica e sorprese. La regia è affidata a Enzo d’Alò, noto regista di cinema d'animazione, che torna a collaborare con Altan dopo aver diretto la serie animata dedicata alla Pimpa.
Attraverso un mix di parole, pupazzi, travestimenti e melodie originali scritte da Eleonora Beddini, il musical si propone di trasmettere l'importanza del gioco e della creatività ai più giovani.
“La Pimpa compie cinquant'anni, ma non ha perso il desiderio di vivere nuove esperienze", afferma Altan. "Il palcoscenico di un musical sarà per lei una bella nuova avventura”.

L'opera ha come obiettivo non solo di raccontare una storia, ma di immergere il pubblico nel processo creativo che dà vita al teatro. “In questo musical cantiamo il gioco che si trasforma in teatro e viceversa”, spiega d'Alò. La narrazione si arricchisce di incontri fantastici, come quello con William Shakespeare, che guida Pimpa e il suo amico Armando nell'esplorazione del meraviglioso mondo delle storie.
Il cast include talentuosi giovani attori, pronti a deliziare gli spettatori con coreografie vivaci e momenti di pura poesia. Le scenografie di Luca Zanolli e Mariangela Mazzeo, assieme ai costumi e ai pupazzi, creano un’atmosfera fantastica, dove ogni elemento è pensato per stimolare l'immaginazione dei bambini.
La tournée di “Pimpa. Il Musical a Pois” partirà il 5 ottobre da Bassano del Grappa, dopo il debutto all’Estate Teatrale Veronese, e proseguirà in diverse città italiane, offrendo a un vasto pubblico la possibilità di vivere questa straordinaria esperienza teatrale.
La trama di “Pimpa. Il Musical a Pois” inizia con un evento inaspettato: una lettera da William Shakespeare arriva a casa di Pimpa e Armando. Da qui, prende vita una straordinaria avventura a pois, dove il gioco si trasforma in teatro e il teatro in gioco. Tra melodie originali, coreografie e pupazzi, Pimpa si lancia in un viaggio di scoperta, cercando il valore del racconto, dell’amicizia e della fantasia.
I biglietti sono già disponibili al prezzo di € 18,00 per gli adulti e € 14,00 per i bambini fino a 14 anni, con una tariffa ridotta di € 6,00 per i più piccoli sotto i 3 anni. È possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del teatro o online. Un’occasione imperdibile per vivere la magia del teatro con Pimpa, un personaggio amato, che continua a far sognare generazioni di bambini.
Al Teatro Manzoni di Milano da sabato 3 a martedì 6 gennaio 2015 andrà in scena "Magic Shadows", uno spettacolo affascinante, inusuale e a tratti persino commovente. La rappresentazione è realizzata ed eseguita dai Catapult, una compagnia di ballerini americani nati dal genio del danzatore e coreografo Adam Bettlestein. Questi artisti strepitosi hanno raggiunto il successo nel 2013 grazie al programma televisivo America's Got Talent e da quel momento hanno iniziato una tourné infinita attraversando tutto il mondo. Finalmente i Catapult approdano anche in Italia con uno show eccezionale di ombre magiche, basato sulla tecnica antichissima del teatro d'ombre cinesi, che è stata riadattata, però, per soddisfare anche il gusto "pop" contemporaneo. I corpi sinuosi e morbidi dei ballerini si snodano durante tutto lo spettacolo trasformandosi in forme incredibili: animali, oggetti, esseri fantastici. Insomma uno spettacolo perfetto per tutta la famiglia e un bell'evento per accompagnare lo spirito gioioso del Natale.
Info:
Teatro Manzoni, Via Alessandro Manzoni, 42, 20121 Milano tel: 02 763 6901 Orari: sabato e lunedì: ore 20.45 Domenica e martedì 6 gennaio: ore 15.30 Durata: 70 min Prezzi: Poltronissima: 28,00 + 2,00* Poltrona: 20,00 + 2,00* Poltronissima over 60: 24,00 + 2,00* Poltrona over 60 : 18,00 + 2,00* Poltronissima under 26: 14,00 + 1,00* * diritti di prevendita
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Ovvero, la danza contemporanea vista dagli occhi di una “non addetta ai lavori”.
Non ho mai apprezzato la danza contemporanea.
Mi spiego meglio: non ho mai trovato nella danza contemporanea la stessa perfezione ed eleganza della danza classica, il ritmo e la tenacia della danza moderna, la sensualità perfetta e le forme circolari della danza del ventre.
Credo che il corpo, privato di voce, possa a fatica esprimere per ed attraverso sé stesso dei concetti complessi.
Il corpo è la rappresentazione fisica della nostra animalità e, per quanto si cerchi di scamparne, è difficile elevarlo ad un grado puramente cognitivo e concettuale (o concettualizzato?).
Sono stata invitata da Maura di Vietri, ballerina, ad assistere al suo spettacolo, tenutosi dal 13 al 15 dicembre; Fattoria Vittadini i ballerini, Matanicola i coreografi, Teatri del tempo Presente il tetto sotto il quale si consumerà l’event.
To this purpose only, il titolo.
Decido di andare proprio per sfatare questi miei preconcetti, perché il peggior modo di parlare di qualcosa è farlo senza sapere nulla a riguardo.
Fare i tuttologi, questo mai.
Lo spettacolo comincia con il solito abbassarsi delle luci.
Sei personaggi scivolano sul palco: riconosco Maura, altre due ragazze e tre ragazzi a me sconosciuti, indossano chi l’intimo, chi un costume, chi una canottiera.
Sono immobili, ed osservano il pubblico, inespressivi.
Non li fissiamo di rimando.
E poi, con estrema semplicità, si spogliano integralmente, ci guardano, come fossimo noi lo spettacolo e loro gli spettatori, come fossimo noi quelli nudi e loro vestiti al completo.
E poi, cominciano a danzare.
Ci metto un po’ di tempo ad accettare le loro nudità: rifletto sul loro coraggio e sulla libertà espressiva mentre li osservo muoversi leggeri, nel primo atto di tre nei quali descrivono l’Italia vista da occhi esterni, occhi di chi in Italia non vive, e vede.
Nella prima parte, i danzatori raccontano l’Italia come un paese dai grandi prodigi artistici, da Dante, alla Pietà, alla storia di Roma.
I loro corpi sono forme perfette, serrati in una sinergia che non lascia scampo alle inesattezze, la loro gestualità precisa, la sincronia, un incanto.
Secondo atto, l’Italia di oggi: un’Italia fatta d’italiani indecisi, frustrati, consumisti. Una borghesia che si fregia solo delle sue bellezze, senza ascoltare le bombe cadere, spot televisivi nei quali è obbligatorio essere felici.
Ma l’Italia no, l’Italia non è felice, ed anche gli occhi altrui riescono a cogliere questo malessere.
Un’escalation di urla, gestualità improvvise, scene simpatiche ed altre raccapriccianti, mimica e rabbia, protezione e violenza.
Una seconda parte che ricorda come gli italiani sappiano sorridere di sé, e con il sorriso magari inabissare certe problematiche che invece andrebbero risolte “tout court”.
Terzo atto, una nebbia incensata ci avvolge, trasportandoci in una dimensione onirica e irreale, astratta dal tempo presente e proiettata in un (forse)spazio futuro, nel quale tre monaci, incarnazione di tutte le religioni, ma con la precisione ed il rigore che la nostra, quella Cattolica, è andata perdendo con l’acquisire dei poteri temporali.
Tre monaci dunque, costretti a confrontarsi con tre banshee moderne, volti coperti da maschere e seni esageratamente prosperosi, querule e inopportune.
Un ultimo atto che non sembra voler mettere la parola fine sulla storia dell’Italia, ma che piuttosto pare voler segnare un oneroso ma necessario punto e a capo, lettera maiuscola.
Sono uscita dal teatro leggermente frastornata, cogitabonda.
Ho trovato la produzione di questi artisti giovani, promettente e piena di possibilità, sicuramente energica e viva.
Mi sono sentita costretta a ricredermi sul mio preconcetto: la danza contemporanea e concettuale è forte, colpisce lo spettatore come un pugno ben assestato, è fuori dagli schemi e dalle imposizioni dettate da secoli e secoli di arte già scritta.
L’unico appunto che mi sento in dovere di muovere, ma che va preso con le pinze in quanto detto da una “profana”, è la fatica che l’Arte Contemporanea ha nel comunicare.
Amo e trovo, in un certo senso, educativo, il fatto che le nuove forme espressive vogliano spingere le menti degli spettatori al ragionamento, evitando una contemplazione acefala.
Un sentimento che, tuttavia, provo spesso, e che ho in parte provato anche durante questa rappresentazione, è stato quello di essere messa di fronte a delle idee ottime, ma affumicate da certe pretenziosità intellettualistiche ed esageratamente metaforizzate, senza riuscire a stabilire con l’osservatore un legame di totale comprensione, di complicità quasi.
A mio parere, la danza contemporanea, così come tutte le arti dalle seconde avanguardie in poi, sono state capaci di abbattere le barriere del palco e della tela, ma ne hanno create di nuove, a tratti più fitte o più estranianti.
Quindi, Fattoria Vittadini, Matanicola, ottimo lavoro.
Per quanto riguarda il resto, l’Arte è in completa evoluzione, e affrettarne i processi sarebbe decretarne la morte.
“The first 24 hours music video”: dura infatti 1440 minuti il video della nuova canzone di Pharrel Williams, Happy, contenuta nella colonna sonora di Cattivissimo Me 2.
Un primato assoluto: un video musicale che dura un’intera giornata, tra performances di danza, ballerini improvvisati e non, e le immancabili guest star a fare da contorno al cantante, protagonista assoluto della scena: da Tyler The Creator a Earl Sweatshirt, Kelly Osbourne fino a Jamie Foxx. Il tutto fra strade cittadine e edifici pubblici, sotto gli sguardi stupiti dei passanti.
Il video può essere visualizzato su un sito dedicato, dotato anche di un player per fare rapidi skip di 60 minuti (mantenendo il punto della traccia dove eravamo arrivati) oppure semplicemente andare avanti manualmente lungo il video.
Un’idea assolutamente innovativa, pronta a scrivere una nuova pagina del mondo della musica.
Il video è anche saggiamente montato, riuscendo a non risultare mai noioso e ripetitivo, anzi, in grado di tenere sempre viva l’attenzione del pubblico oltre lo schermo.
Il video può essere visualizzato sul sito:
http://24hoursofhappy.com/
Il Festival degli Artisti di Strada arriva a Lugano all’interno di LONGLAKE.
Dal 17 al 23 luglio 2013, la città di Lugano diventerà un grande palcoscenico sul quale si esibiranno artisti di strada da tutto il mondo. Band, cantautori, attori di teatro, ballerini, giocolieri, comici e tantissime altre figure! Tutte le espressioni artistiche dell’ARTE DELLA STRADA prenderanno vita nelle principali piazze e sul lungolago di Lugano. Dalle performance di danza al body painting, dai concerti con band del panorama musica indipendente a performance artistiche, dalla giocoleria all’arte circense…
L’Arte di strada ha sempre affascinato grandi e piccini…E’ sempre piacevole ammirare gli artisti di strada e il loro talento! C’è sempre un’atmosfera magica e coinvolgente.
Il Buskers Festival Lugano è uno degli eventi estivi più attesi non solo perché fa conoscere al pubblico talenti ma anche perché porta in scena la creatività e la fantasia dell’Arte in generale sia essa danza, musica, pittura o giocoleria!!!
Per maggiori informazioni: http://www.luganobuskers.ch/
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