CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Quattro appuntamenti con altrettanti grandi film (tra cui due in copie restaurate da materiali unici ritrovati dalla Cineteca Italiana) girati tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta del ‘900, dove la bellezza e il fascino di tre “divine” dello schermo hanno modo di rifulgere incontrastati. Sono storie di amori e tradimenti, onore e irresponsabilità, illusioni spezzate. Le tre le regine di questo omaggio: un’innocente e sensuale Louise Brooks nell’ultima grande interpretazione della sua breve carriera; Greta Garbo, qui in coppia con John Gilbert prima e dopo la loro liaison, che riesce a illuminare due melodrammi firmati da Clarence Brown con la sua presenza magnetica e sfuggente, carica di mistero; e la meno nota ma non per questo meno notevole Anna Sten, star del cinema muto sovietico. Più carnale e terrena delle due icone citate, a chi voleva proporla come la nuova Garbo o Dietrich la Sten seppe resistere con la forza del suo talento genuino e spontaneo di vera attrice, che le valse l’apprezzamento di importanti registi europei.
Ecco il calendario della rassegna:
DESTINO
LA CARNE E IL DIAVOLO
MISS EUROPA (PRIX DE BEAUTE') - COPIA RESTAURATA
Bettie Mae Page nasce a Nashville, Tennessee, il 22 aprile del 1923. Trascorre un’infanzia complicata, fatta di violenza e ristrettezze economiche. All’età di dieci anni i genitori divorziano e Bettie e le sorelle vengono ospitate per un anno in un collegio.
Studentessa modello, si laurea in Arte nel 1943 e sposa il suo primo amore, Billy Neal, ma il suo sogno fin da bambina è quello di diventare una famosa attrice. Divorzierà dal marito pochi anni dopo, nel 1949 per spostarsi a Hollywood senza però ottenere grandi successi.
Bettie decide allora di trasferirsi a New York, dove lavora come segretaria e nel frattempo inizia a recitare. Nel 1950, grazie all’incontro con il fotoamatore e ufficiale di polizia Jerry Tibbs su una spiaggia di Coney Island, il suo talento da cheesecake (“torta al formaggio"come venivano chiamate le burrose ragazze anni ’50 fotografate in pose provocanti) è immediatamente svelato. Bettie Page si trasforma in Betty, la fantastica pin-up.
Inizia così la sua fortuna, la Page comincia a posare per vari fotografi, spesso nuda, e le sue fotografie si rincorrono nelle copertine delle più importanti riviste maschili. Nel 1951, Bettie posa per il famoso fotografo, Irving Klaw, in una sessione fotografica a tema sadomaso e bondage. Per mano di Klaw Betty la pin-up, in stile ragazza della porta accanto, diviene la misteriosa regina del bondage. Icona retro e allo stesso tempo molto moderna, la caratterizzano lipstick rosso, lingerie sexy, tacchi a spillo su calze a rete e frustino.
Il successo di questa nuova seduttrice, porta Klaw a realizzare per lei i cortometraggi "Betty & Her High Heel Shoes" e "Betty Gets Bound and Kidnapped" e il suo più famoso sketch, il cult "Teaserama". Elementi chiave delle riprese: le sculacciate maliziose, le scudisciate, la pratica del legare e farsi legare.
Bettie non è però come le altre pin-up anni '50, cattura l’attenzione degli uomini con il suo viso ingenuo, mai volgare, e riesce a dare charme e grazia alla pratica erotica del bondage. La Page diventa così un modello per una nuova liberazione sessuale, emblema e simbolo di un mondo che rappresenta e pone la donna al centro della propria vita sessuale, attraverso un erotismo all’insegna del gioco, del divertimento e della piena consapevolezza del corpo.
Dopo Klaws, Page posa per i famosi “jungle shots” (“Bettie nella jungla”)con Yeager, viene scritturata Playmate per la rivista Playboy e lavora fino al 1957, anno in cui decide di ritirarsi.
Da questo momento la sua figura rimane avvolta nel mistero, per quarant’anni non si fa più vedere in pubblico, nel 2007 rilascia una breve intervista in cui parla di un avvicinamento alla spiritualità, ma nessuno sembra sapere cosa realmente le sia accaduto.
Si spegne infine nel 2008 lasciando un vuoto incolmabile nel mondo delle mitiche pin-up. Ancora oggi fonte di ispirazione per moltissime modelle contemporanee, prima su tutte la burlesque performer di Dita Von Teese, la giovane e bellissima diva dagli occhi blu, pelle color latte e labbra rosse rimarrà per sempre un’ istituzione all’interno del nostro immaginario collettivo, simbolo di femminilità, seduzione e divertimento.
Nerospinto ama Bettie Page perché ha rotto i tabù del passato e con il suo sorriso ha influenzato la cultura pop, catturando il cuore e l’immaginazione di tutti.
Per approfondire ulteriormente l’affascinante vita della famosa pin up i due film biografici “Bettie Page dark angel” di Nico B. ,1994, e "La scandalosa vita di Bettie Page" di Mary Harron, 2005.
Segnaliamo inoltre la mostra presso la Galleria d'arte Contemporary Concept di Bologna che fino all'11 febbraio ospita 500 foto originali di cui un centinaio di inediti firmati da Irving Klaw e dalla sorella Paula tra il 1951 e il 1956.
Barbie ama Ken, Ken ama Barbie e tutti e due amano Israele. Noi di Nerospinto amiamo la coppia più "plastificata" del mondo dei giocattoli, ma soprattutto amiamo le contaminazioni pop underground che commistionano sacro e profano, kitsch e chic, in operazioni artistiche che profumano di voglia di cambiamento.
Barbie e Ken, i protagonisti di un grande amore, una grandissima distanza a separarli ogni giorno e una fantastica vacanza per ritrovarsi: è da tutto questo che nasce il progetto fotografico “Barbie loves Israel”, l’avventura in Israele dei fidanzati più belli e famosi del mondo. Barbie arriva dall’Italia, Ken dall’India per vivere insieme un’esperienza unica che li riunirà in un road trip chic e fitto a bordo della loro jeep per le strade israeliane. Tra Safed con uno sguardo sulle montagne della Galilea, passando per la Nazareth più raccolta e tradizionale, fino a una Gerusalemme coinvolgente, affascinante e poliedrica, per cambiare completamente panorama fluttuando sulle acque del Mar Morto tra fanghi e relax, spingendosi tra le dune salate del monte Sodoma, per finire nella moderna e modaiola Tel Aviv dal sapore metropolitano, i nostri protagonisti ci faranno scoprire paesaggi sorprendentemente diversi e un’insolita convivenza di religioni e culture, in un’avventura surreale.
L’inaugurazione della mostra è il 30 gennaio 2012 al Kitsch Bar (Corso Sempione 5, Milano).
Attesissimo ritorno in Italia dell'electro duo svedese, che ben 7 anni dopo il fenomenale "Silent Shout" presenterà il nuovo album "Shaking The Habitual", in uscita il 9 aprile su etichetta Brille/Mute/Coop. Olof e Karin Dreijer, fratello e sorella, traggono ispirazione dal synth pop vintage e dalla lungimirante musica elettronica realizzando un interessante suono d’insieme all’avanguardia, a tratti inquietante, giocoso e bello. I The Knife, formati nel 1999, iniziano a lavorare alla propria musica nella loro home studio di Stoccolma dando vita nel 2000 al loro primo singolo "Afraid of You" e nel 2001 all’omonimo album di debutto uscito con la loro etichetta Rabid Records. Nel 2003 il duo è stato nominato per due Grammy: quello per il miglior gruppo pop dell'anno e quello per il miglior album pop con il loro secondo album, Deep Cuts. Occasione in cui i Dreijers boicottano la cerimonia mandando due uomini vestiti da gorilla per protestare contro il dominio maschile nel settore della musica. Nel 2005 il singolo "Heartbeats" (dall’album del 2003 ‘’Veneer’’) appare in uno spot per Sony Bravia e diventa un successo, guadagnando sempre più consensi anche al di fuori della Svezia. Sbarcati in UK per il loro primo live in assoluto all’Istitute of Contemporary Arts di Londra, suonano davanti ai video creati per l'evento dall'artista Andreas Nilsson. I loro più che concerti sono infatti delle imperdibili performances multimediali corredate da incredibili installazioni audiovisive. Senza dimenticare i progetti collaterali di Karin che pubblica il suo album solista di debutto nel 2009, sotto lo pseudonimo di Fever Ray e l'importante collaborazione con il progetto Röyksopp. Risale a pochi giorni fa l’uscita on line del primo singolo "Full Of Fire" tratto dal prossimo album "The Shaking abitual" a cui si aggiunge un cortometraggio frutto della collaborazione con Marit Östberg, regista e artista visivo con sede a Stoccolma e Berlino. Le sue opere sono spesso focalizzate sulle immagini di corpi e sessualità queer, il suo è un mondo visivo che non conosce compromessi e che insieme alla musica dei The Knife non poteva che creare un connubio stupefacente. La data di Londra ha registrato il sold out a pochi secondi dall’apertura delle prevendite per il dispiacere dei fans inglesi. A quelli italiani Nerospinto consiglia di affrettarsi con l'acquisto del biglietto e, in attesa della performance live, invita a vedere il nuovo e cliccatissimo corto ''Full of Fire'' .
The Knife in concerto 29 Aprile 2013
Alcatraz Via Valtellina, 25 Milano
Foto nude e crude senza peli sulla lingua. O meglio i peli ci sono e non sono solo quelli della sua barba. Foto forti e dirette, senza mezze misure di un artista eclettico che vuol far pensare riuscendoci benissimo. Artista in grado di catturare la realtà in immagini sopra le righe che non vogliono aderire a nessuna regola se non a quella dettata dal flash della camera. Senza far uso di lampade e luci particolari che potrebbero minarne la naturalità e la spontaneitá.
Nato a La Spezia nel 1970, sceglie Milano per vivere e lavorare: Benassi attento alle tematiche sociali deve al punk anni ’80 l’influenza nelle sue produzioni. Di ritorno da un viaggio a Berlino che segna indelebilmente la sua sensibilitá di artista, si mette alla ricerca di un modo per veicolare quello che sente di dover esprimere a tutti i costi e lo trova nella fotografia. Questo bisogno di farsi sentire si coniuga con il blog “Talkinass/chiappe chiacchierate”, nato quasi per sbaglio, lavoro interiore che lo diverte e lo porterà fino all’inaspettato progetto editoriale parallelo “The ecology of image” . Questo suo primo libro no profit, curato dall’agenzia di comunicazione “1861 United”, raccoglie 445 immagini “ecologiche” cioé non ritoccate, non postprodotte, non patinate, non manipolate, non artificiali. Tornato in pianta stabile a La Spezia apre, insieme ad un amico pittore, Bitomic un circolo Arci legato all’editoria indipendente, lo spazio diventa un luogo di scambio sociale e culturale dove pubblica diverse fanzine audio o cartacee come “La Spezia is not Miami” o “La Spezia is not Los Angeles” ,degli originali scambi fotografici che coinvolgono artisti internazionali e che rispondono al bisogno di dare agli altri e apprendere dagli altri. Il suo è un linguaggio fotografico affilato come una lama, partito da un blog per divertimento, come Benassi tiene a sottolineare, per poi fruttargli collaborazioni decisamente piú patinate come Rolling Stones e GQ.
Ritratti, animali, oggetti, gambe, baci, scorci . Benassi si rivela un fotografo di talento crescente capace di smuovere lo spettatore proiettandolo oltre la banalità dei suoi soggetti, raccontando storie vere, ai limiti del pudore, come quella di Tony Cazzato, un suo amico di piazza Brin, il quartiere di La Spezia dove vive, a cui ha dedicato diversi scatti che lo raffigurano nell’intimitá della sua vita quotidiana. La spontaneità è infatti il tema portante della sua produzione e il suo approccio artistico, per mezzo del quale affronta diverse tematiche legate alla sessualità: comunità queer, bear e il mondo gay spesso rappresentato in chiave autobiografica e di coming out. Il tutto tenendosi fuori da una logica di nicchia, caratterizzato da una totale disinibizione nella rappresentazione non di rado black&white. Ne sono la prova gli scatti dedicati alla sua cara collezione di pantofole, in seguito venduta ad un feticista milanese per potersi pagare l’affitto. Con le pantofole ci racconta la sua storia, di quando da bambino le odiava e come solo in seguito si sono rivelate come una sorta di iniziazione al mondo gay avendo scoperto l’eccitazione nel vederle indossate da amici. Con la stessa tecnica di totale coinvolgimento emotivo senza troppi fronzoli, l’eccentrico Benassi ha ritratto oltre che Tony Cazzato ed altri personaggi più o meno anonimi, tanti volti noti : dai mitici Sonic Youth a Nick Cave, da Willy DeVille al guru della no-wave JG Thirlwell, a Julie Cruise, autrice del famoso brano colonna sonora di Twin Peaks, sino a Moira Orfei. Diverse realtà con un unico scopo, quello di conoscersi e far conoscere.
L’autore torna a Milano con alcuni dei suoi scatti, in mostra a Camera 16 Contemporary Art. Insieme a Benassi saranno esposte diverse opere tra le piú forti e interessanti nel panorama internazionale come quelle di Gianpaolo Barbieri, Lisetta Carmi, Larry Clark, Lovett/Codagnone, Marta Dell'angelo, Neal Fox, Daniele Galliano, Fausto Gilberti, Paolo Gonzato, Kenny Kenny, Kings, Nicola Guiducci, Noritoshi Hirakawa, Bruce LaBruce, Federico Luger, Yasumasa Morimura, Zanele Muholi, Fabio Paleari, Giuseppe Stampone e Wolfgang Tillmans . Tutte volte a creare suggestioni con un linguaggio audace e inusuale sul tema dell’identitá omosessuale legata alla rappresentazione artistica.
Camera 16 Contemporary art, via Pisacane 16 In mostra dal 31 gennaio al 30 marzo 2013 martedì – venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato su appuntamento – domenica chiuso
Free entry
Tante volte mi sono sentito fare questa domanda. Noi vegetariani/vegani a volte ci sentiamo isolati e soli nella nostra scelta non sapendo che siamo moltissimi.
Basta chiedere ai vostri amici quanti vegetariani o vegani conoscono e ne saltano fuori sempre due o tre almeno.
Secondo i dati in circolazione, per ora parrebbe che di vegetariani propriamente detti in Italia ne vivano 7 milioni; i vegani sarebbero circa 800 mila con forte concentrazione al Centro-Nord, in particolare a Roma e Milano.
Quando si organizzano eventi rivolti al mondo vegetariano vi consiglio di partecipare e andare a conoscere altre persone che hanno fatto questa scelta. Il mondo vegan/vegetariano è composto di persone sensibili ai temi dell’animalismo e dell’alimentazione e possiede al suo interno gente proveniente dalle estrazioni più vaghe. Anche gli stili di vita sono i più diversi, essendo la vita vegetariana e vegana personale e basata su una filosofia.
Alle cene vegan/vegetariane non di rado vi capiterà di vedere allo stesso tavolo un avvocato con un hippy o un medico con un seguace di dottrine orientali. Queste differenze a volte sono fonte di arricchimento personale mentre altre volte sono viste come un limite: si può ragionare e relazionarsi con la persona che si ha davanti per quello che è, oppure si può essere soggetti a congetture o parametri sociali. In base al proprio punto di vista, infatti, varia la percezione positiva, o negativa degli incontri vegetariani.
Ma oltre all’aspetto numerico quanti tipi di vegetarismo esistono?
Il termine “vegetariano” fece la sua prima comparsa nel 1847, più precisamente il 30 settembre di quell’anno, quando venne ufficialmente utilizzato da Joseph Brotherton a Nothwood Villa, nel Kent, Inghilterra, in occasione della riunione inaugurale della Vegetarian Society del Regno Unito. La parola deriva dal latino “vegetus”, che significa integro, sano, vigoroso, vivo. Prima del 1847 chi non si nutriva di carne era generalmente denominato “pitagorico” o “aderente al ‘sistema pitagorico’”, in riferimento a Pitagora, antico filosofo-matematico greco e vegetariano. La definizione originale di “vegetariano” comprendeva anche la dicitura “con o senza uova o latticini” e tale definizione viene utilizzata ancora oggi dalla Vegetarian Society. Tuttavia, la maggior parte dei vegetariani in India esclude il consumo di uova dalla propria dieta, così come avviene anche nei Paesi del Mediterraneo, analogamente a quanto faceva Pitagora.
Nella società di oggi i vegetariani vengono così classificati:
Vegetariano o Lacto-Ovo vegetariano è colui che esclude l’utilizzo di animali uccisi (carne, pesce, salumi ecc..) e parti del suo corpo (strutto, lardo, bottarga, …)
Ovo-vegetariano è un vegetariano che esclude il consumo di latte e latticini dalla propria dieta (burro, latte, mozzarella, formaggi, …) e per coerenza utilizza solo uova biologiche ripudiando la pratica dell’allevamento in batteria e a terra.
Lacto-vegetariano è un vegetariano che esclude dalla sua dieta le uova ma usa latte e latticini.
Vegan/Vegano/Vegetaliano è colui che decide di non nutrirsi di nessun alimento di origine animale, considerato superfluo, e si ciba di tutto ciò che il mondo vegetale ha da offrire. Questo tipo di dieta non mostra alcun tipo di carenze fatta eccezione della vitamina B12 che va integrata. Le condizioni igieniche di frutta e verdura di oggi non consentono all’uomo di assumere la quantità necessaria di vitamina B12. Per quanto sia rara la carenza di questa vitamina consiglio di integrare questo tipo di alimentazione con latti vegetali o cereali fortificati per mantenersi in salute.
All’interno della famiglia vegana troviamo i Crudisti che si nutrono esattamente come i vegani solo che i loro alimenti non passano attraverso la fiamma. Nulla nell’alimentazione crudista viene cotto. Questa pratica ha il vantaggio di mantenere intatto l’apporto vitaminico, proteico e minerale degli alimenti. Non essendo sottoposto a cottura il cibo conserva tutte le sue proprietà. Bilanciare questo tipo di dieta richiede informazione e, salvo la monotonia che potrebbe portare, è salutare tanto quanto quella vegana o vegetariana.
Fruttariano a differenza di quello che hanno fatto credere in un film, non mangia solo frutta, nè tantomeno solo ciò che cade dagli alberi. Il fruttariano si nutre di tutti quegli alimenti vegetali che per essere raccolti non rovinano la pianta d’origine. Per lo più si cibano di frutta (da lì il nome) e sono tutti crudisti.
Tutto ciò che discosta da questa classificazione non è da considerarsi vegetariano, cibarsi saltuariamente di alimenti animali non fa parte del mondo vegetariano così come nutrirsi di pesce.
Il termine enneagramma significa 9 opzioni, 9 basi, 9 possibilità.
Viene esemplificato in un simbolo, presumibilmente molto antico, costituito da un esagramma e un triangolo equilatero che si costituiscono e dialogano all’interno di una circonferenza derivante dall’enneagramma sufi e dallo shri yantra.
Esistono diversi tipi di enneagramma: 1) quello legato all’essere umano o psicologico (sistema delle 9 personalità) 2) quello legato al macrocosmo o esoterico 3) quello legato alla crescita personale di derivazione sufi In ogni caso, la componente geometrica fondamentale del mandala resta sostanzialmente la stessa.
ENNEAGRAMMA PSICOLOGICO O SISTEMA DELLE 9 PERSONALITA’
Si possono individuare 9 profili psicologici diversi fra loro che colloquiano tramite particolari percorsi. Questa metodica viene utilizzata non solo in campo psicologico, psicoterapeutico, psicosomatico,relazionale, ma anche nel mondo degli affari (marketing, vendita, risorse umane…), della comunicazione, nell’ambito sportivo, artistico e nell’ambito spirituale dove viene utilizzato, per esempio, dall’ordine dei Gesuiti in USA e dai Camilliani in Italia. Esistono società scientifiche e pubblicazioni periodiche a riguardo.
L’enneagramma è quindi uno strumento molto duttile e pratico e viene insegnato dagli anni 1980 in diverse università americane. Il sistema poggia innanzitutto sulla modalità dell’auto-riconoscimento della propria base tipologica secondo una serie di stimoli e test e risulta più efficace in un lavoro di gruppo.
In campo squisitamente medico il sistema evidenzia come ogni tipologia sia particolarmente adatta ad ammalarsi di certe patologie piuttosto che di altre; la consapevolezza di questa situazione è quindi estremamente utile nella prevenzione e nel trattamento delle patologie, in particolare in campo psicosomatico. Sempre in campo medico, la capacità di utilizzare questa metodica diventa fondamentale nell’ambito della relazione medico-paziente, in quanto rende molto rapida la capacità di connettersi con le esigenze del malato e a fare fronte ad esse nel modo più consono e utile a tutte le parti coinvolte. Inoltre permette ai sanitari di comunicare in termini più facilmente comprensibili e accettabili una serie di informazioni spesso astruse e talvolta spiacevoli, onde migliorare la fidelizzazione alla terapia e i risultati finali.
La stessa gestione delle risorse umane, in un ambito complesso come un dipartimento o una organizzazione aziendale, diventa con questo strumento più efficiente ed efficace. E per organizzazione aziendale intendiamo anche il primo nucleo di una compartecipazione pratica ed emotiva di gruppo: la famiglia.In campo psicoterapeutico viene quindi utilizzato per rendere più veloce la fase iniziale della terapia poiché accelera il processo empatico fra le parti coinvolte. Nella relazione di coppia è fondamentale per indagare i 45 meccanismi automatici che vengono a determinarsi inevitabilmente nel rapporto a seconda delle tipologie in questione, riuscendo a individuare con facilità i punti deboli e i punti forti di ogni coppia. In campo artistico la sceneggiatura di programmi televisivi o teatrali o cinematografici possono trovare nell’enneagramma una metodica efficace per le future produzioni poiché in tal modo i personaggi del “plot” risultano più reali e credibili.
In particolare:
Enneagramma ed azienda In campo economico, oltre che configurare un viaggio in se stessi, l’enneagramma può essere fruito in diversi modi: 1) relazionale. Insegna cioè come comunicare meglio con il cliente 2) vendita. Insegna a vendere meglio al cliente 3) preventivo. Insegna ad anticipare una serie di problemi o di possibilità che potranno insorgere nel rapporto con il cliente e a fidelizzarlo. 4) marketing 5) risorse umane
Enneagramma e malattia psicosomatica La malattia è un messaggio che va colto per indagare sulle motivazioni che portano l’inconscio a non riuscire più a integrarsi convenientemente con la nostra razionalità. Questa opportunità può essere più adeguatamente indagata con la metodica dell’enneagramma per la facilità con cui si possono evidenziare certi temi che sfuggono alla nostra quotidiana attenzione ma che sono salienti nella genesi del meccanismo psico-neuro-immuno-endocrinologico alla base della malattia stessa. Dopo di che sarà necessaria la consulenza di figure specializzate nel campo.
Enneagramma e malattia psichica Tale relazione deve essere studiata e affrontata solo da operatori specializzati nel campo: psichiatri, psicologi e psicoterapeuti. Sussistono documentate associazioni fra basi dell’enneagramma e particolari malattie psichiche come l’anoressia, le sindromi ossessive, le sindromi paranoiche, le sindromi depressive, ecc.
Enneagramma e malattie oculistiche Sono state evidenziate singolari rapporti fra alcune malattie oftalmiche e basi dell’enneagramma. In particolare la corioretinopatia sierosa centrale o maculopatia giovanile idiopatica e un particolare tipo di astigmatismo irregolare evolutivo giovanile detto cheratocono sono stati statisticamente evidenziati. Esistono anche numerose altre ipotesi di associazioni fra altre malattie oftalmiche e enneagramma. L’approfondimento delle motivazioni di fondo dovranno coinvolgere figure specializzate nel campo.
Enneagramma, sentimenti, affetti e coppie L’enneagramma non sarà mai in grado di prevedere se una certa coppia funzionerà oppure no, se avrà successo nel tempo o fallirà. Ma sarà in grado con stupefacente precisione di prevedere su quali temi la coppia sarà forte e su quali temi, invece, potranno insorgere diverbi e incomprensioni. L’enneagramma sarà persino in grado di prevedere l’epoca in cui tali scogli dovranno essere affrontati e quali metodiche mettere in campo per riuscire a tamponare o prevenire tali problematiche, se entrambi i partner lo vorranno.
Enneagramma, Formazione e ambienti interessati alla “Comunicazione e Relazione” Un detto sufi recita: "Chi conosce una lingua vale un uomo, chi conosce due lingue vale due uomini, chi conosce tre lingue vale tre uomini…" L’enneagramma afferma che esistono 9 linguaggi diversi, conoscere a fondo il proprio e quello degli altri migliorerebbe inevitabilmente la conoscenza e quindi la relazione. Io posso parlare in inglese con un danese, ma se io conoscessi il danese potrei capirlo meglio e quindi relazionarmi meglio con lui, anche se non sarà mai la mia lingua madre. Lo strumento dell’enneagramma è stupendamente efficace per indagare le proprie carenze e le proprie motivazioni profonde di dialogo in rapporto agli altri. È sui 9 diversi linguaggi che le 9 basi usano senza conoscere il fondamento del loro parlare. La comunicazione è alla base di qualunque rapporto lavorativo, sia nel mondo sanitario che in qualsivoglia altra dimensione mediatica. L’enneagramma è una metodica insostituibile nei programmi di formazione permanente dei giovani e dell’adulto, nel coaching, nel counceling e nel problem solving.
Enneagramma giovani e famiglia L’enneagramma è fondamentale nel capire i rapporti con i propri figli e i propri genitori. La relazione e la comunicazione familiare sono spesso alla base dei disagi più profondi dell’essere umano, conoscere e indagare gli effetti dei cocktail familiari enneagrammatici sarà una scoperta vivida e importante per una comunicazione più consona, un’educazione più sana e per conoscere meglio le proprie radici. Nell’ambito giovanile, poi, la scoperta della base configurerà meglio per gli addetti ai lavori le tappe e i processi più opportuni per recuperare meglio o capire meglio certe realtà.
Enneagramma e crescita personale in campo spirituale L’enneagramma è un viaggio interiore di grande profondità. La conoscenza di sé è alla base di ogni struttura filosofica o religiosa di crescita. Dal tempio di Delfi ad oggi e ancor prima, l’essere umano cerca sempre più o meno inconsapevolmente se stesso e l’enneagramma è il mezzo più semplice ed efficace per trovarsi.
Enneagramma e arte Nella scrittura, nel teatro, nel cinema, nella critica, in tutte le arti pittoriche l’enneagramma è indispensabile per affinare se stessi e per meglio comprendere le opere di artisti dissimili. I personaggi della storia, delle fiction animate o meno, hanno una vita propria se sanno adeguarsi alla struttura realistica e matura che l’enneagramma sa creare.
BASE 1 PERFEZIONISTA
Amante dell’ ordine e della pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte pedante. E' pignolo.
NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine, Il ritardo. INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti. PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'?” CHIEDE: Ho ragione? IL VIZIO: Ira TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione.
BASE 2 DONATORE
Spirito di sacrificio, dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo, tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato si lamenta. E’ un sentimentale.
NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno“ di lui INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. PENSA: “C'è bisogno di me", “Devo aiutare gli altri” CHIEDE: Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me? IL VIZIO: l'Orgoglio LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione
BASE 3 PRAGMATICO
È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista. Produttivo, efficiente, iperattivo. Camaleontico.
NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento. INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio". CHIEDE: Sono abbastanza bravo? VIZIO: L’autoinganno. LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine.
BASE 4 IL ROMANTICO Ha grande senso artistico e senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccezionale. Non disdegna situazioni strane,originali.
NON SOPPORTA: il "normale"; l'ordinarietà. L' INFANZIA: In passato ha avuto una particolare situazione che l’ha segnato. PENSA: “Nessuno mi capisce”. CHIEDE: Mi notate? Vi colpisco? Il VIZIO: L'invidia per chi ha e non merita. LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte.
BASE 5 L’OSSERVATORE
Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore. Sembra freddo e distante.
NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La disattenzione. INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", spesso hanno vissuti in ambienti ristretti. PENSA: “Lasciatemi in pace”. CHIEDE: Come si fa? Come funziona? IL vizio: L'avarizia. LA TRAPPOLA: L'avidità.
BASE 6 IL LEALISTA
Ha spirito di gruppo È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista. Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso.
NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole. Le devianze. INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto. PENSA: “Non posso fidarmi di nessuno”. IL VIZIO: La paura. LA TRAPPOLA: La codardia.
BASE 7 L’ENTUSIASTA
Emana gioia e ottimismo, ama giocare e divertirsi. É un ipercinetico. Non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso (odia le diete). Vive di eccessi.
INFANZIA: Molti 7 hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose che non vogliono ripetere. NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza. PENSA: “Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile”. CHIEDE: Sarò abbastanza simpatico? Il VIZIO: L'ingordigia, l'intemperanza. LA TRAPPOLA: La superficialità.
BASE 8 IL BOSS
Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri. È provocatorio, rissoso ed incute timore.
NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia. INFANZIA: Ha subito ingiustizie. PENSA: “Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza”. IL VIZIO: La lussuria. LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole“.
BASE 9 IL MEDIATORE
È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, diplomatico. È sincero. È amorevole. È Influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare lo scontro.
NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività. INFANZIA: Si è sentito trascurato. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. PENSA: “Non sono importante, non valgo molto”. CHIEDE: “Perché voi siete così frenetici?" IL VIZIO: L'accidia, la pigrizia. LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga.
Testo di riferimento: “L' Enneagramma per tutti” di Maurizio Cusani Red ed. 2011
Il Lago di Como è un luogo magico, ricco di fascino e di mistero.
Una meta ambita, dove storia e natura si incontrano, famosa per le sue dimore storiche, le eleganti ville d’epoca, i lussuosi hotel e gli incantevoli ristoranti con terrazze panoramiche. Ecco i nostri consigli per coloro che sognano una serata romantica sulle rive del Lago.
Per iniziare proponiamo una passeggiata per le strade del centro, tra i tanti negozietti che si affacciano sulle strette vie all’interno delle mura romaniche; qui potrete ammirare la bellezza della città antica e godervi l’atmosfera tipica del luogo.
Se siete stanchi di camminare, per rilassarvi un po’ e godere della compagnia della vostra dolce metà, consigliamo di fermarvi per un aperitivo presso uno dei raffinati caffè di Piazza San Fedele o in Piazza Cavour, da cui poter osservare il lago e la funicolare che sale verso Brunate.
All’ora di cena, se avete appetito, Como dispone di una vasta scelta di ristoranti e trattorie, dove potrete provare sia la gustosa cucina tipica locale che piatti della tradizione mediterranea. Per San Valentino, consigliamo una cena romantica, a lume di candela: Nerospinto vi suggerisce di spingervi fino al cuore della città, al rinomato ristorante Lo Storico, situato a due passi da Piazza Cavour, location ideale per trascorrere questa magica serata. Un ambiente intimo ed accogliente dove il pesce, freschissimo, viene cucinato cotto e crudo. Una vera delizia dei sensi.
Alla fine della serata, non dimenticate di riservarvi un’ultima passeggiata al chiaro di luna lungo Viale Geno, “la via dell’amore” dei comaschi. Mentre camminerete mano nella mano alzate lo sguardo in alto, verso il Faro di Brunate e poi verso il lago che, di notte, con il Tempio Voltiano e Villa Olmo, vi regalerà una visione indimenticabile.
A noi di Nerospinto piace un San Valentino romantico sul Lago di Como, perché ci fa sentire speciali ed è un’ esperienza che tocca non solo il cuore, ma pervade tutti i sensi.
Sara Biondi
Nerospinto ha assistito all'ultima serata milanese di rappresentazione del famoso musical Frankestein Jr, la trasposizione teatrale dell’omonimo film di Mel Brooks del 1974 con musiche e liriche firmate dal regista stesso. Frankenstein Jr è una parodia della narrativa dell’ “orrore cosmico” e dei prodotti cinematografici dedicati all’opera di Mary Shelley.
Il testo, tradotto in italiano da Franco Travaglio e diretto da Saverio Marconi con la regia associata di Marco Iacomelli, riporta fedelmente in scena la comicità del film, le sue battute esilaranti, i suoi personaggi grotteschi, il tutto interpretato da un cast eccezionale, quello della Compagnia della Rancia.
Giampiero Ingrassia veste i panni del protagonista, il dottor Frederick “Frankenstiin”, erede del defunto Dr. Victor Von Frankenstein, interpretato da Roberto Colombo, il folle dottore di Transilvania, creatore di terribili mostri, che nutre il sogno di sconfiggere la morte. Elizabeth, la bisbetica e caustica fidanzata di Frederick, è interpretata da Giulia Ottonello, fantastica attrice e cantante. Mauro Simone è Igor il servo, gobbuto e buffonesco, sicuramente il personaggio più amato ed acclamato dalla sala. La spaventosa governante Frau Blücher, altro personaggio memorabile, è Altea Russo, interprete senza rivali. Valentina Gullace interpreta Inga la bionda e procace assistente di Frederick, che ne conquisterà le attenzioni. Il mostro, l’enorme e terribile creatura di Frankestein, è Fabrizio Corucci . Felice Casciano è l’ispettore Kemp, capo della polizia locale. Davide Nebbia, l’eremita cieco e solo del bosco, stufo della vita in solitudine, alla ricerca di una persona amica. Michele Renzullo è Ziggy, il buffone che abita e rallegra la tetra Transilvania.
Al Teatro della Luna lo spettacolo, un carnevale gotico, esilarante e lugubre allo stesso tempo, si è concluso con successo di critica e pubblico. I dialoghi in italiano adattati sapientemente alla sceneggiatura. Impeccabile la scenografia, la ricreazione delle meste ambientazioni notturne, del castello gotico di Victor Von Frankenstein, della cantina attrezzata a laboratorio, che, nonostante le circoscritte dimensioni del palco, ha funzionato in maniera sbalorditiva. Una visione estatica i costumi, il rosso e nero predominanti in perfetto accordo con il sipario e la scenografia. Le coreografie hanno divertito e coinvolto il pubblico, dando respiro alla trama e trascinando gli spettatori in un turbinio di suoni e colori, balli e risate. Formidabili i suoni dalle eccezionali capacità illusorie: ululati, demoni, solitudine, obbrobriose creature immonde, mostri repellenti sembravano pervadere tutta la sala.
A noi di Nerospinto il musical Frankestein Jr piace perché è diverso dai soliti spettacoli: mette in scena la paura e il divertimento, e, in chiave allegorica, la follia e la realtà.
Sara Negri
Lo spettacolo continua il tour nei principali teatri italiani: Politeama Genovese di Genova, Teatro Alfieri di Torino, Il Rossetti di Trieste, Teatro Augusteo di Napoli, Teatroteam di Bari, Europauditorium di Bologna e tanti altri.
Per info:
www.frankensteinjuniorilmusical.it
www.facebook.com/frankensteinjuniormusical
Twitter @CompagniaRancia #musical #frankensteinjunior #sipuofare
La nostra epoca si caratterizza dalla crescente ricerca di qualcosa che vada al di là del mero materialismo e dei consumi che intorpidiscono l'uomo contemporaneo. Sembriamo non avere mai tempo, siamo sempre di corsa e di fretta; ma arriva, a un certo punto nella nostra vita, l'esigenza di ritagliarci un'ora per staccare la spina, spegnere la nostra testa abbandonare i problemi e costruirsi in un rifugio sicuro.
Molta gente sceglie lo Yoga come mezzo per realizzare questo bisogno e, di conseguenza, la domanda sta diventando ovunque sempre maggiore, Milano inclusa. Nasce cosi il problema di quale insegnante o di quale scuola di yoga scegliere.
Tanta gente si rivolge a me per chiedere un parere. Il consiglio che dò a tutti è quello di provare, provare e ancora provare presso diverse scuole, scegliendo poi l’insegnamento più adatto alla propria personalità, al proprio corpo e alla propria mente. E' come provare diversi vestiti quando si va a fare shopping, perché non dovremmo fare lo stesso con le discipline che ci promettono uno status di vita migliore?
Proverò a riassumere alcuni step che definirei “oggettivi” per valutare, dopo una lezione di prova, una scuola di yoga.
CONOSCENZA YOGICA Mi rendo conto che, per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina, non è facile comprendere appieno la preparazione o meno di un insegnante. Tuttavia può capitare di incontrare molti insegnanti che hanno grande carisma, grandi doti comunicative, ma scarsissima preparazione tecnica riguardo gli allineamenti delle Asana e i rischi in cui un nuovo allievo può incorrere eseguendo determinate posizioni. Un buon insegnante fa due chiacchiere con il nuovo arrivato chiedendo se ha problemi fisici di sorta: nessun maestro vorrebbe mai che una persona che soffre di sciatica inizi a fare Yoga (perché no, tutti possono far yoga) rischiando di rimanere bloccata sul tappetino di pratica. E' bene che anche voi comunichiate, all'inizio di ogni prima lezione di prova, se avete qualche deficit particolare o problemi muscolari. Un buon insegnante saprà adattare la Sadhana (pratica fisica) alle vostre esigenze, senza farvi sentire “in colpa” o “diverso”. Egli dovrebbe essere in grado di far sembrare tutto naturale mentre si occupa di scegliere delle Asana che non vi arrechino danno. E’ bene infatti avvertirvi che, essendoci molta richiesta, vi sono altrettante persone, non tutte, che si improvvisano insegnanti, non conoscono gli allineamenti delle posizioni e i loro effetti e sono spesso totalmente impreparati su quelle che sono sia le radici storiche dello Yoga sia le sue ali, ovvero le sue nuove evoluzioni, sia filosofiche che anatomiche ed energetiche.
“Il vero saggio è colui che sa di non sapere” (cit.Socrate)
Direi che la frase dice tutto. Per orientarsi al meglio nella scelta delle scuole di Yoga è bene sapere che la cultura yogica è davvero sconfinata. I migliori insegnanti sono quelli consapevoli di sapere solo una piccola parte dell'enorme bagaglio filosofico e spirituale dello Yoga.
L'UTILIZZO DEGLI “INGREDIENTI” NEI CORSI Bisogna verificare che le componenti di un determinato stile di Yoga siano tutte utilizzate. Anche un corso di Hata Yoga, lo yoga apparentemente più improntato sulle Asana (posizioni), deve possedere all'interno della Sadhana uno spazio per il Pranayama (esercizi di respirazione) e di meditazione. Ricordiamoci che lo Yoga parte dal fisico per penetrare all'interno della nostra mente, del nostro “io”: è un processo psicofisico, non una semplice serie di esercizi fisici.
MA QUANTO MI COSTI! Ovviamente non è da trascurare la parte dei costi dei corsi delle diverse scuole di Yoga che avrete provato. Se un costo vi sembra maggiore, una volta fatta la lezione di prova, dovreste riuscire a capire perché una scuola costa di più rispetto a un'altra. In caso contrario potrete anche chiedere direttamente alla scuola le motivazioni di un determinato costo. Generalmente a Milano, facendo una media di quello che mi è capitato di vedere, funziona così:
Personalmente, penso che se una cosa fa star bene non c'è da badare a spese. Sempre nei limiti delle proprie possibilità.
DIMMI COME COMUNICHI E TI DIRO’ CHI SEI La comunicazione è importante, soprattutto in una città fondata sull’ immagine come Milano, ma attenzione a come una scuola si propone a livello pubblicitario: ricordiamoci che lo Yoga è una disciplina, un'arte o una scienza quindi va provata, non pubblicizzata con troppi fronzoli. Diffiderei da scuole che fanno troppe promesse. Apprezzo invece le scuole che si limitano semplicemente a descrivere il corso e i suoi benefici.
PRATICA FISICA/PRATICA PSICOLOGICA E' bene capire quale disciplina fa per noi, e ciò si ottiene solo provando. Molti mi chiedono cos'è l'Hata o Satyananda o l'Ashtanga o lo Yoga Integrale, che personalmente io pratico al Parsifal...tuttavia quello che dico sempre è di provare, provare, provare tutto: ovviamente descrivo anche le differenze, non sono così crudele! Anche io sono andato e mi reco a fare delle lezioni di prova in altre scuole, per valutare la differenza tra lo stile di Yoga che pratico e lo stile che mi accingo a fare, traendo le dovute conclusioni e cercando interiormente di percepirne gli effetti. Ecco, provare diversi stili sviluppa anche una capacità di ascolto del proprio corpo: saper ascoltarsi per affinare la propria capacità di giudizio e scegliere una cosa che faccia bene, che crei piacere; capacità che l'uomo contemporaneo sembra aver ormai perso. Fare delle prove aiuta a ritrovare un metro di giudizio per comprendere meglio ciò che ci fa bene. Sbaglia chi giudica una determinata scuola in base alla sua fama o alla pubblicità che sta dietro uno stile di Yoga piuttosto che ad un altro.
IL CONTENITORE E L'AMBIENTE PER LA PRATICA Uno sguardo all'architettura e all'interior design. Una scuola di Yoga dev'esser anche pensata per preparare l'allievo a ricevere i propri insegnamenti, ciò mediante elementi che vanno dai colori alle finiture, dai materiali alla musica, dall'incenso utilizzato (per carità non quello che vendono alle bancarelle) al pavimento, dall'accoglienza alla pulizia. La pulizia è fondamentale: lo yoga va assolutamente praticato in un luogo pulito e ordinato. Come possiamo fissare la nostra mente se avendo gli occhi aperti vediamo un rotolino di polvere che va e viene o se fissiamo un punto con lo sguardo su una parete incrostata? Inoltre, per quanto riguarda il colore nella sala di pratica, studi di colorimetria hanno dimostrato che l'utilizzo di determinati colori caldi o freddi stimolano o rallentano il sistema nervoso simpatico e parasimpatico (simpatico il nome, non trovate?) riuscendo a far scattare meccanismi psicologici atti a rilassarci. In conclusione: guardate i dettagli. Come diceva Mies: “Dio è nei dettagli!”
Un ultimo consiglio: non accontentatevi di quello che pensate o vi dicono sia giusto, ma cercate la scuola in cui vi sentite davvero a vostro agio, che vi permetta un ascolto più in profondità di voi stessi e che vi faccia evolvere, crescere e rilassare.
Namasté, Vittorio Pascale.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.