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Lunedì 30 marzo ore 20.45 il Teatro Nuovo di Milano è lieto di presentare Galà di danza - Tributo a Rudolf Nureyev. La serata vuole essere un omaggio a colui che viene considerato il più grande ballerino di tutti i tempi.

Nureyev ha segnato la storia della danza del '900 grazie al suo indiscutibile talento, sia dal punto di vista interpretativo che creativo. Le sue doti tecniche, unite a un'incredibile carisma e presenza scenica, da sempre lasciano tutti a bocca aperta.

Il Galà a lui dedicato si apre con un filmato di alcune tra le sue più famose interpretazioni e il pensiero dell'amico Luigi Pignotti, che per ventisei anni è stato il suo manager ed ora è Presidente dell’Associazione Rudolf Nureyev, un immenso gruppo di estimatori del danzatore russo che si propone di diffondere e tutelare il suo ricordo e, soprattutto, il preziosissimo patrimonio artistico che ha lasciato in dono a tutto il mondo.

Oltre che stimatissimo ballerino, Nureyev è stato scopritore di nuovi talenti, trasmettendo ai giovani che cercavano di eguagliare la sua bravura la passione per la danza e la ricerca della perfezione tecnica. Per tutti questi motivi i suoi ex allievi si esibiranno durante il corso della serata facendo rivivere il suo ricordo. Uno tra tutti è Dinu Tamazlacaru, tra i più importanti ballerini attuali grazie alle sue capacità tecniche e alla sua versatilità nell'interpretazione di ruoli sempre diversi.

Sul palco del Galà Rudolf Nureyev si alterneranno balletti del repertorio classico che il danzatore ha riprodotto nella sua vita seguendo un suo stile, del tutto personale e innovativo, senza però stravolgere l'originale. Ecco dunque in scena “Il Corsaro”, il passo a due di “Diana e Atteone”, il “Don Chisciotte”, il “Il Lago dei Cigni”, “Giselle”, lo “Schiaccianoci” e molti altri. Lo spettacolo, già applaudito nei più prestigiosi teatri italiani, torna per un'altra indimenticabile serata.

INTERPRETI:

Nikola Hristov Hadjitanev - National Opera and Ballet di Sofia

Marta Petkova - National Opera and Ballet di Sofia

Vittorio Galloro - Ballet National de Cuba

Arianne Lafita Gonzalez - Ballet National de Cuba

Angelo Greco - Balletto Teatro alla Scala di Milano

Vittoria Valerio - Balletto Teatro alla Scala di Milano

Osiel Gouneo - Opera Ballet Theatre Oslo

Dinu Tamazlacaru - Berlin State Ballet

Viktor Ishchuk - National Opera and Ballet di Kiev

BIGLIETTI:

settore giallo € 59,50 settore blu € 54,50 settore verde € 49,50

INFO: 

Teatro Nuovo - piazza San Babila - Milano

tel. 02 7600 0086

www.teatronuovo.it

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Dal 3 al 6 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan CINEMA E GRANDE MUSICA: JOHANN SEBASTIAN BACH, una rassegna dedicata a uno dei più acclamati compositori del mondo.

Bach è stato un compositore e musicista tedesco tutt'ora considerato il genio della storia della musica e l'autore di opere di grande spessore e complessità strutturale.

La rassegna a lui dedicata comincerà venerdì 3 aprile alle ore 19 con la proiezione del film Il mio nome è Bach, una storia che narra un episodio particolare della vita del compositore che lo ha portato alla creazione del capolavoro “L’offerta musicale”; Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga, film caleidoscopico del regista e musicista Francesco Leprino con rielaborazioni dei contrappunti per 50 strumenti e 5 improvvisazioni di Stefano Bollani; e ancora Solaris di Andrej Tarkowskij ed infine il racconto emozionante da parte della coppia di registi Straube-Huillet della donna che è stata accanto tutta la vita al musicista e che lui ha amato profondamente, Cronaca di Anna Magdalena Bach.

 

SCHEDE FILM E CALENDARIO:
venerdì 3 aprile ore 19 - Il mio nome è Bach (anteprima)

sabato 4 aprile ore 14.30 - Il mio nome è Bach

ore 20.30 Solaris

domenica 5 aprile ore 17 - Il mio nome è Bach

ore 21 Cronaca di Anna Magdalena Bach

lunedì 6 aprile ore 17 - Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga

PREZZI:

biglietto intero € 7 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 5,50

Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50

INFO: 

tel. 02.87242114

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www.cinetecamilano.it

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Dopo anni di attesa, venerdì 27 marzo 2015 inaugura MUDEC, il Museo delle Culture di Milano.

 

Progettato da David Chipperfield, incaricato del progetto in seguito al  concorso di progettazione bandito nel lontano 2000, il museo è stato ricavato negli spazi della ex area industriale dell’ Ansaldo in zona Tortona e reinterpreta gli spazi in cui si inserisce con corpi dalle forme squadrate, rivestite in zinco e con una struttura in cristallo illuminata 24 ore su 24. Il nuovo museo sarà un luogo dedicato all’interculturalità, dove si confronteranno le culture planetarie e locali. All’interno dell’edificio si sviluppano diversi spazi che offrono al visitatore e alla città una molteplicità di proposte culturali e di servizi, distribuiti su 17mila metri quadri: sale della collezione museale e delle esposizioni temporanee, auditorium; Mudec Bistrot, Mudec Design Store, ristorante Mudec Club; aule didattiche, Mudec  Junior.

 

MUDEC inoltre è innovativo anche per la formula gestionale; è, infatti, il primo museo italiano con una governance in partnership tra pubblico e privato: Comune di Milano e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore. Da marzo la collezione permanente sarà in larga parte accessibile nei depositi con visite guidate mentre al termine di Expo Milano 2015 inaugurerà il percorso museale allestito nella sale espositive con le collezioni etnografiche del Comune di Milano. Il programma espositivo sarà arricchito da una programmazione di eventi collaterali che completerà la proposta culturale. Negli spazi adiacenti al MUDEC avrà infine sede la Mudec Academy che offrirà Master Full Time e Part Time a moduli, laboratori interattivi, corsi serali ed Eventi, con particolare riferimento ai settori delle eccellenza del Made in Italy quali Arte & Turismo, Design, Digital, Food & Wine e Fashion.

 

La vocazione interculturale che lo ha ispirato trova oggi la sua espressione in un progetto capace di rispondere alla chiamata, negli anni sempre più partecipata, del pubblico culturale in un panorama in continua trasformazione per le istituzioni museali, la loro sostenibilità e la loro identità tra ricerca scientifica, testimonianza storica, interpretazione della contemporaneità e visione sul futuro. Il visitatore del Museo delle Culture potrà visitare grandi mostre internazionali declinate attraverso i diversi linguaggi artistici, conoscere il patrimonio etno-antropologico delle collezioni del Comune di Milano composte da oltre 7000 opere d’arte, oggetti d'uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da tutti i continenti, partecipare a una programmazione di eventi e iniziative a cura delle comunità internazionali presenti sul territorio.

 

Le prime due mostre, che occupano tutti gli spazi espositivi del Museo, sono state ideate in relazione all’eccezionale occasione di Expo Milano 2015.

AFRICA - La terra degli spiriti 27 marzo / 30 agosto 2015

Le 270 opere che compongono questa grande e raffinata mostra, curata da Claudia Zevi, intendono dare conto dei diversi sguardi con i quali la cultura occidentale si è posta dinnanzi alle espressioni plastiche dell’Africa

 

MONDI A MILANO. Culture ed esposizioni, 1874 - 1940 27 marzo / 19 luglio 2015

L’esposizione illustrerà come la città di Milano abbia accolto e divulgato al grande pubblico le diverse culture non europee nel corso dei suoi più rilevanti eventi espositivi.

 

MUDEC Museo delle Culture via Tortona 56 - Milano 02 54917 www.mudec.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Avete voglia di trascorrere una Pasqua in giro fra le capitali europee? Copenaghen è la meta ideale.

 

Tranquillamente visitabile in un week end, Copenaghen è un vero e proprio museo a cielo aperto, attenta al design e all’innovazione artistica. Servitissima dal punto di vista del trasporto pubblico (un comodo trenino vi porterà in un quarto d’ora dall’aeroporto al centro), la città è anche dotata di un ottimo servizio di noleggio biciclette. Il bello di Copenaghen è anche quello di perdersi fra le sue vie, senza pensare, in quel mood spensierato e rilassato che caratterizza la capitale danese.

 

Come alloggio, suggeriamo l’Andersen Boutique Hotel, collocato nel cuore di Copenaghen, a due passi dalla stazione. Nell’ex quartiere a luci rosse della città – ora gayfriendly – l’Andersen Hotel dispone di 73 stanze decorate in modo unico: i cuscini, le tende e la carta da parati dei designer Guild sapranno sorprendervi per originalità e brillantezza dei colori.

 

Dopo aver lasciato le valigie, per prima cosa dirigetevi ai Giardini Tivoli. Luogo ideale per tutti i sognatori, Tivoli è il parco divertimenti più antico al mondo, aperto nel 1843. Parco a tema – con apertura stagionale – Tivoli è un’oasi di divertimento dallo stile burlesque, che con le sue giostre, le performance, le attrazioni e la cultura diventa il luogo perfetto per grandi e piccini. Di sera, poi, Tivoli è perfetto per i più romantici. Le coppie possono infatti passeggiare mano nella mano lungo i marciapiedi, i ristoranti e le caffetterie puntellati da candele e lumi.

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Una tappa storica della città di Copenhagen è sicuramente il Palazzo Amalienborg, residenza invernale della regina. Costruito nel XVIII secolo, il Palazzo Amalienbrog è considerato uno dei capolavori del Rococcò danese e ogni giorno si può assistere al tradizionale cambio della guardia.

 

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Le opere che hanno reso famosa Copenaghen sono perlopiù all’aperto. Oltre alla celebre statua della Sirenetta, non perdetevi la Torre Circolare (Rundetarn). Ultimata nel 1642 questa torre è il più antico osservatorio astronomico funzionante d’Europa. Se riuscirete a percorrere i 209 metri di rampa a spirale che conducono alla sua sommità potrete ammirare uno dei più bei panorami di Copenaghen e una fantastica vista sulla parte antica della città. La piattaforma panoramica si trova a ben 35 metri di altezza e da qui, da ottobre a marzo, si può accedere liberamente al cannocchiale astronomico.

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Infine, arrivati alla stazione di Helsingor (circa 40 minuti da Copenaghen), raggiungerete il castello di dopo circa un quarto d’ora a piedi. Nel corso di questo tragitto resterete affascinati dal Kronborg Slot e dal suo dominare tutta l’area circostante. Quello di Elsingor è il castello che ha ispirato Shakespeare, che qui ha ambientato il suo Amleto. La parte esterna del castello è splendida e d’impatto, meno affascinanti i saloni. Da non perdere, invece, il percorso nelle casematte e nei seminterrati della fortezza: dieci minuti immersi nella penombra di un periodo senza elettricità, tra stanze non illuminate e statue di antichi eroi vichinghi.

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Oltre alla vista, Copenaghen è una città che soddisfa anche il gusto. È infatti una delle capitali mondiali per eccellenza dei prodotti e della qualità ed è la città con più ristornati stellati al mondo.

 

Si pensi al famosissimo Noma. Eletto miglior ristorante al mondo dal 2010 al 2012 e per la quarta volta nel 2014, il Noma – mix tra le parole “nordic” e “mad” (cibo in danese) – è nascosto in un magazzino portuale del XVIII secolo di Copenhagen. Lo chef René Redzepi guida la cucina dopo aver maturato esperienze in alcuni dei migliori ristoranti al mondo, tra cui El Bulli di Adrià. Ma il Noma non propone banale cucina fusion, è pura Gastronomia Nordica. Si mangiano bacche, erbe, radici, germogli, uova, frutti di mare, pesce. Il talento di René Redzepi sta nell’aver creato una cucina basata sulla generosità della natura – pochi ingredienti sono stati coltivati o allevati – in un luogo che invece appare, a un occhio disattento, molto avaro per via del clima rigido.

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Uno dei piatti tipici danesi è lo smushi, una specialità fusion a base di pane nero, salmone affumicato a fette, maionese, polpa di aragosta, uovo sodo, cipollotto a fette, pangratto, farina di mais tostata.

Il luogo ideale per assaporare lo smushi è senz’altro il Royal Smushi Cafè, la cui raffinatezza, design, menu fusion, tradizione e innovazione descrivono un locale che riunisce in sé caratteristiche anche molto diverse tra loro, ben rappresentando lo spirito di questa città. Per trovare il Royal Smushi Cafè dalla Nikolaj Plads bisogna imboccare Amagertorv Stroget, via dello shopping elegante e giovane, passare accanto alla prestigiosa gioielleria Georg Jensen ed entrare nel cortile del palazzo della Royal Copenaghen, l’antica fabbrica delle rinomate porcellane. Qui c’è un angolo incantevole con tavolini di design e dove la padrona di casa, Lo Østergaard, ci tiene che ci si senta un po’ come i principi e le principesse. In questo locale si servono ricercate miscele di tè e caffè nelle graziose tazze di porcellana danese. Pasticcini e torte tradizionali si mangiano prima di tutto con gli occhi e poi c’è la specialità della casa gli smushi. La ricetta nasce dalla fusione dei classici smørrebrød di Copenaghen i panini aperti, con i sushi giapponesi. Sono specie di sfiziose tartine: la base è il pane nero tradizionale, mentre la parte superiore varia a seconda dell’ispirazione dello chef.

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Se invece avete voglia di un abbinamento a dir poco azzardato in un locale che ha tutto del nord Europa, dovete recarvi al Foderbrættet KBH. Nel cuore di Vesterbro, il quartiere hippy di Copenaghen, il Foderbrættet KBH vi delizierà con hot dog gourmet, abbinati a calici di champagne. Il locale è arredato con teschi, il personale hipster e tatuato. Gli hot dog variano come tipo di carne ed ognuno ha un tapping veramente ricercato e innovativo. Per voi abbiamo assaggiato il Goma Dog. Salsiccia di carne bovina, aromatizzata all’aglio, cipolla e coriandolo, accompagnato da una salsa di scamorza, mandorle ed erba cipollina. Un modo decisamente diverso di mangiare un panino.

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INFO

 Andersen Boutique Hotel +45 3331 4344 www.andersen-hotel.dk Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giardini Tivoli +45 3315 1001 www.tivoli.dk Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Amalienborg Palace +45 3312 2186 www.kongernessamling.dk Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Torre Circolare www.rundentaarn.dk

Castello Kronborg www.kronborg.dk

Noma www.noma.dk

Royal Smushi Cafè www.royalsmushicafe.dk

Foderbrættet KBH http://foderbraettetkbh.dk/index.html

 

 

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Per stare al passo con le nuove tecnologie, il servizio Radio Taxi 02 6969 diventa ancora più moderno ed innovativo, grazie all’ App IT Taxi e al dispositivo Touchscreen.

Vista la crescente diffusione di dispositivi mobili nel nostro Paese, con un’unica applicazione su tutto il territorio nazionale sarà possibile prenotare, pagare e recensire il taxi direttamente dal proprio smartphone. Già esistente da circa un anno per sistemi operativi Android e iOS, l’App IT Taxi, gratuita e completamente made in Italy, esce dalla fase beta e viene presentata in gran stile da URI, l’Unione RadioTaxi d’Italia.

Dopo essersi registrati, IT Taxi rileva la posizione dell’utente grazie alla geolocalizzazione e invia la richiesta direttamente alla Centrale Radiotaxi, la quale invierà subito attraverso una notifica la sigla della vettura e il tempo di attesa. L'obiettivo è quello di facilitare gli spostamenti in città andando incontro alle esigenze di tutti: è possibile richiedere una vettura con caratteristiche specifiche, memorizzare gli indirizzi come preferiti, visualizzare la posizione del taxi in arrivo direttamente sulla mappa, pagare la corsa con PayPal e ricevere in automatico la ricevuta per mail, annullare una richiesta o prenotazione.

Inoltre l’applicazione, disponibile in Italiano, Inglese e Tedesco, inaugura il nuovo servizio Business dedicato alle aziende, le quali offrono a dipendenti e clienti l’opportunità di usufruire della corsa senza doversi preoccupare del pagamento, che verrà addebitato direttamente sull’account dell’azienda.

Non solo viaggiare in taxi in tutta comodità, ma anche poter esprimere il proprio giudizio sulla qualità del servizio offerto o aggiungere il taxi tra quelli indesiderati, così da escluderlo dalle ricerche nelle successive richieste… interazione a 360°. E tutto questo con qualche semplice tocco!

Un progetto innovativo che fonda la sua efficacia in anni di ricerca, esperienza e conoscenza capillare del territorio.

Di seguito il link per scaricare l’applicazione e trovare tutte le informazioni riguardanti il servizio: www.026969.it

 

Muoversi in città non è mai stato così semplice! Milano a portata di un touch.

 

 

Lungometraggio di grande impatto emotivo, Vergine giurata fa accapponare la pelle agli spettatori moderni e occidentali ma fa conoscere anche l’esistenza e la morte dei sensi e della volontà che ancora vivono tante donne nel mondo e a due passi da casa nostra.

Nelle montagne dell’entroterra albanese vige ancora, infatti, la legge del Kanun, una regola arcaica, miserrima e ingiusta che mortifica le donne nella società e nella famiglia e fa sì che le stesse siano del tutto assoggettate agli uomini, soprattutto ai propri parenti.

Una condizione di degrado psicologico e fisico che porta Hana, la protagonista della pellicola a ribellarsi nella maniera più estrema e radicale che conosca e ad accettare il codice Kanun fino alla fine. La giovane orfana, accolta in casa da un montanaro retrogrado e ignorante e dalla famiglia di quest’ultimo, decide di giurare di rimanere vergine per sempre e non solo, di diventare uomo e conquistarsi così, con la forza, tutti i privilegi e i diritti che una società vecchia e ancestrale riserva solo alle persone di sesso maschile.

La scelta di Hana allora diventa il punto di partenza sociale e psicologico su cui costruire l’intero lungometraggio adattando a essa luoghi e dialoghi, fotografia filmica e paesaggi, suono e colori.

Il risultato è un lavoro cinematografico sconvolgente e crudo che riporta lo spettatore al cinema puro dell’avanguardia italiana.

La femminilità può essere anche maschile, coperta da abiti non muliebri e nascosta da sguardi indiscreti e si può manifestare in gesti e sguardi che portano i protagonisti a vivere e amarsi in mille altri modi non convenzionali.

Senso ed eros non sono raccontati a voce ma solo attraverso movimenti di macchina colti e accennati, sfumati in una regia che decide tutte le scelte narrative e che trasforma il lungometraggio in racconto per immagini.

Perfetta e quasi scontata l’ormai onnipresente Alba Rohrwacher, troppo brava alla fine nei ruoli in cui si parla il meno possibile e troppo a suo agio con i maglioni sformati da persona che vive alla fine del mondo. In ogni caso Vergine giurata è da vedere, non fosse altro per cultura personale.

 Antonia del Sambro

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Dopo cinque anni di successi, il Mudra cambia sede e da Piazza XXIV Maggio si trasferisce in via Parenzo 7, sempre in zona Navigli a Milano, nella storica sede della Comuna Baires, fondata nel 1969 in Argentina e poi approdata nel capoluogo lombardo, dove teatro e innovazione si sposavano perfettamente e riflettevano una cultura meticcia di tradizioni e paesi lontani da Occidente a Oriente.

Mudra è stato il primo locale in Italia a proporre la fusione della cucina vegana biologica con le discipline olistiche, la danza , la musica e le arti orientali.

Il concept è di far rivivere le Arti e il nutrimento in tutte le espressioni dell’animo umano in un métissage unico nel suo genere, con la sua héredité indiana e latina in cui si fondono le culture in un concept conscio della sua preziosa unicità.

Ad aprile 2015, il Mudra si trasforma, sbocciando in tutta la sua bellezza, diventando vero e proprio lab, uno spazio restaurant & events dedicato alle arti sceniche, alla danza, allo yoga e alla fotografia.

E giovedì 2 aprile 2015 inaugurerà la sua riapertura nella nuova location: un eccezionale menù Vegan Soul Food accompagnato da un coinvolgente intrattenimento con danze indiane.

Da piccolo caffè-bistrot, diventa un vero e proprio ristorante, aperto in orario serale dalle 18.00 alle 24.00 tutti i giorni dal lunedì al venerdì, con 45 posti a sedere, dove la cucina è curata dal fondatore e Vegan Chef Marco. Durante il weekend le serate saranno caratterizzate da veri e propri spettacoli DINNER & SHOW, che spazieranno dalle danze indiane, al jazz, al tango, alle danze orientali e del mondo, con la direzione artistica di Maya Devi, fondatrice e danzatrice.

Il clima sarà all’insegna della sperimentazione, dal primo e vero VEGAN HAPPY HOUR inventato da Mudra 5 anni fa con i cocktail e il finger food in stile vegan, agli aperitivi danzanti e musicali con performance dal vivo, senza trascurare la cucina vegan e godereccia che da sempre propone Mudra.

Il Mudra diventa così la prima factory di Milano, dove spettacoli, workshop artistici e cucina vegana si sposano perfettamente nel nuovo living soul food and arts”.

 

 

Mudra Living Soul Food & Arts

Via Parenzo, 7 - 20143 Milano

Per informazioni e prenotazioni:

Cell: 3454512459

e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.mudramilano.com

www.facebook.com/mudramilano

 

 

Quando si guarda Ozon viene sempre in mente che lui voglia essere qualcun altro, forse vuole essere Ozpetech o forse vuole essere Almodovar, o magari vuole essere Jarman, il che è ancora peggio. Fatto sta che i suoi film, che dovrebbero essere una diapositiva della società moderna e delle crisi esistenziali dei protagonisti, diventano un pot-pourri di scene assurde, dialoghi al limite del demenziale e una costruzione filmica troppo acerba per essere considerata cinematografia d’autore.

E così anche nella sua ultima pellicola, Una nuova amica, Francois Ozon manca dell’ironia di Almodovar, della classe di Ozpetech e della raffinatezza di Jarman e regala al pubblico una commediola francese ridicola e a tratti noiosa.

Sicuramente è noioso l’antefatto alla drammaturgia stessa, la storia delle due amiche del cuore cresciute insieme e unite come gemelle siamesi, la morte di una delle due, la necessità dell’altra a prendersi cura della famiglia dell’amica e la scoperta della vera identità del marito della stessa.

Si comincia a respirare un po’ solo nel momento stesso in cui la protagonista Claire scopre che David, il vedovo della sua amica, ama vestirsi da donna, truccarsi e indossare tacchi a spillo. Certo lo fa in casa, protetto da quattro mura ma è lo stesso una scoperta sconvolgente.

Claire allora invece di fermarsi un attimo per comprendere le ragioni e le motivazioni di questa scelta di David, di questo modo di vivere una doppia vita e di confrontarsi con la figlia nella doppia veste di uomo e donna, decide di mantenere il suo segreto e di rapportarsi a lui e alla sua famiglia non solo accettando e basta la situazione ma scegliendo consciamente di parteciparvi con anima e corpo.

Claire desidera riavere l’amica che non c’è più e non importa se deve cercarla nei panni di David, che sono falsi e ovviamente menzogneri, o meglio cercare nell’amore e nel sesso del vedovo dell’amica la sua dolce metà reale o presunta.

Incomprensioni, malintesi, scene paradossali e demenzialità allo stato puro sciupano l’idea di commedia divertente e originale e fanno del film di Ozon un'accozzaglia di scenari e sfondi dove a volte si ride ma per tanto altro tempo ci si annoia.

Una nuova amica ha un soggetto originale e l’atmosfera tipica della commedia di oltralpe ma è costruita male e girata anche peggio, pertanto, rimandiamo di cuore Ozon alla prossima prova.

Antonia del Sambro

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Dopo il successo delle due edizioni milanesi, che gli sono vantate ben 50mila partecipanti, lo “Streeat Food Truck Festival” ha deciso quest’anno di diventare itinerante, deliziando così ben sei diverse città italiane a partire dal prossimo 27 marzo. Sarà Roma la prima ad ospitare questo festival tutto dedicato al cibo di qualità su ruote, che invaderà gli spazi della Città dell’Altra Economia con ben 30 camioncini di street food. A seguire Firenze, Bologna, Sarzana, Padova ed infine Milano, per ritornare alla città dove tutto è cominciato.

Nato da un’idea della Barley Arts Promotions e della Buono-Food Events, giovanissima realtà attiva nel mondo degli eventi legati al cibo, lo Streeat Food Truck Festival è il perfetto connubio tra la prelibatezza di cibi sapientemente preparati e la praticità del cibo di strada dei chioschetti su ruote.

Avete presente quei camioncini che vi aspettano all’ingresso di qualunque concerto da almeno trent’anni a questa parte? Ecco, l’idea è quella. Se non fosse per il fatto che ai terribili cibi precotti ed alle pizzette sottovuoto da chissà quanto tempo, lo Streeat sostituisce ingredienti genuini e ricette tradizionali, arricchiti quanto basta da qualche curiosa ispirazione etnica ed internazionale. Varie, golose e divertenti le proposte culinarie dei furgoncini che per l’occasione si trasformano in vere e proprie cucine itineranti. Assolutamente riconoscibile il camioncino “Pizza e Mortazza”, decorato con tanto di fantasia rosa a pois bianchi, che offre al pubblico un classicone romano : la pizza bianca calda ripiena di mortadella, una prelibatezza che fa impazzire anche chi di Roma non sa assolutamente nulla. Non saranno da meno le proposte di “Mozao”, che su una piccola ape teneramente chiamata “La Bruna” ( un piccolo omaggio ad una zia ), proporrà prodotti tradizionali emiliani come lo gnocco fritto e la tigella. Per chi non lo sapesse, la tigella è una tipica focaccina modenese, cotta su piastre di ghisa o alluminio e poi farcita con scacquerone, affettati, sottaceti e – per i più golosi – marmellate o cioccolate spalmabili.

Dall’Emilia alla Sicilia, il tragitto da fare tra le apette dello Streeat Food Truck Festival è veramente poco. Camminando tra i furgoncini potrete tranquillamente degustare la cucina di tutto ( o quasi ) lo stivale : dalle olive ascolano alle panelle siciliane, dalla mozzarella di bufala campana all’arancino catanese, passando  comodamente per la trippa romana e le specialità della cucina amalfitana. Non mancano gli hamburger di carne chianina, tantomeno la gustosissima carne cotta a legna per circa otto ore del camioncino nero targato “Phil’s”. Tantissime anche le proposte per i vegani : “Gigetta” è una cucina su due ruote, al cui interno lo chef Sara Samuel sperimenta e propone ricette vegane, per la cui preparazione usa solitamente farina di canapa.

Lo Streeat sembra in assoluto il festival del Gusto con la G maiuscola. Un evento dedicato del tutto alle papille gustative e reso ancora più affascinante da workshops, presentazioni e serate di musica dal vivo.

                                                                              Chiara Crescenzi

 

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Venerdì 27 marzo il Tunnel Club di Milano ospita come di consueto la storica serata Voyage.  In consolle per l'occasione ci saranno John Ming in apertura per cominciare la serata con l'amato resident dj del Tunnel, a seguire il venerdì sera sarà animato dalle abilità del britannico Daniel Avery e del tedesco Baikal.

Daniel Avery è un talento cristallino della dance underground, produttore e remixer di livello molto alto ha costruito la propria fortuna e carriera ispirandosi a tutto ciò che si può definire anticoncezionale e fuori moda. La sua ispirazione deriva in buona misura dalle sonorità acid house inglesi e da quelle della techno di Detroit. Il suo gusto musicale e le sue capacità non solo come produttore ma anche come dj gli hanno permesso di diventare uno dei resident dj nei due più importanti club di Londra, il Fabric e il Kill Em All.

Baikal è uno degli alfieri della deep house dell'etichetta del leggendario Mano Le Tough. Il nome deriva dall'omonimo lago, il più antico e profondo del mondo. Baikal fa musica per il cuore, per la mente e per il corpo, un mix incredibile di house e techno music.

Apertura Porte h. 23,00 Ingresso ridotto euro 13.00 in lista entro 1.30 Ingresso intero euro 15.00 non lista e dopo 1.30

 

TUNNEL Club Via Sammartini 30, Milano

Venerdì 27 marzo 

Daniel Avery (Phantasy Sound)

Baikal (Maeve)

John Ming (Voyage)

INFO: e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  tel:     +39 331 809 9952

 

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