CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
In questi giorni a Roma sarà possibile visitare Winter, audio-video installazione ad opera del collettivo Triac, trio di musica ambient e elettronica nato alla fine del 2011.
Triac indica un componente elettronico progettato per controllare i carichi di corrente. Come il numero dei componenti, tre sono anche le variabili che costituiscono le loro opere: immagine, suono e monocromo; semiconduttori di un flusso di pensiero universale che regala all’osservatore un momento di profonda intimità.
L’audio-video installazione Winter è un limbo psichico in cui le coordinate spaziali sono perdute, disorienta, ci fa chiedere dove siamo, cosa stiamo osservando. Lo schermo blu, il colore dell’anima, nonostante piccole variazioni visive, e il suono coprono volutamente il mondo e qualsiasi idea di realtà.
Perché non approfittare, quindi, di questo weekend invernale per un tuffo nel blu?
Triac è composto da Rossano Polidoro (ex Tu m', Line USA), Marco Seracini e Augusto Tatone. Creano installazioni audiovisuali sperimentando la relazione tra spazio ed elementi naturali.
Tra il 2005 e il 2011 Rossano Polidoro ha esposto propri lavori con il duo Tu m' nei seguenti luoghi e eventi: 54° Biennale di Venezia (I), Ica (UK), MACRO (I), Centro di Arte Contemporana Luigi Pecci (I), The Moderns,Castello di Rivoli (I), Bologna Flash Art Show (I), Icelandic Art Center (IS), Neon Gallery (I), T293 Gallery (I),Galleria Civica d'Arte Moderna, Gallarate (I), Arco 2007, Madrid (E), New Chinatown Barbershop Gallery, Los Angeles (USA), Artefiera, Bologna (I), Stuk Art Centre, Bruxelles (B), Scope London (UK), Art London (UK), Miart (I), Oboro, Montreal (CND).
Triac
Winter
A cura di Noemi Pittaluga
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)
Inaugurazione: sabato 23 febbraio 2013, ore 19.00-22.00 (ingresso libero).
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento.
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 93, 310; metro: linea B, fermata Bologna (da P.zza Bologna: 400 m lungo Via
Livorno o Via M.di Lando).
Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.galleriagallerati.it, www.triac-act.com
Via Apuania, 55 – I-00162 Roma
Tel. +39.06.44258243 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.galleriagallerati.it
Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.
1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.
2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).
3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.
4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.
5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione. Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.
6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.
Djs Alex Carrara Enrico Bernes
Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano
Ingresso gratuito
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/
Ok, ci siamo quasi.
Una settimana alla release ufficiale, 25 febbraio.
Parliamo di "Amok", debut album per gli "Atoms For Peace", l'ultima creazione di nostro signore della musica, dio Yorke.
(n.d.r. Thom Yorke - voce dei Radiohead)
Che ha fatto quindi quel geniaccio di Thom?
Annoiato - "uhm che palle questi Radiohead" - decide di metter su un altro gruppo. Così. Come si faceva alle superiori, chiama qualche amico a strimpellare nel garage sotto casa... Flea (bassista dei Red Hot Chili Peppers), Nigel Godrich (già produttore degli stessi Radiohead), Jowy Waronker (batterista di Beck e dei R.E.M.) e il brasiliano Mauro Refosco (percussionista per David Byrne e per gli stessi Red Hot).
Iniziano a provare. E pure parecchio direi visto che da allora sono passati ben t r e l u n g h i s s i m i a n n i (!).
Thom parla di "Amok" come del prolungamento di quanto concepito con il suo album solista "The Eraser".
Siamo nel 2006 quando ipnotizza mezzo globo con 9 tracce strepitose. Quello di "The Eraser" è stato un lavoro di estrema ricercatezza, costruito su sonorità elettroniche intelligenti e psichedeliche, in totale assenza di strumentazioni classiche. La resa sonora perfetta, la dimensione creata intima ed essenziale, al contempo travolgente e ipnotica. Tra le 9 tracce dell'album una piccola perla, "" appunto, che coi suoi loop morbidi e le sue dissonanze prende le distanze dalle atmosfere simil-apocalittiche dell'intero album.
È quella traccia del 2006 a trasformarsi nel 2009 in band e a portarci oggi ad “Amok”.
Nell’attesa, Thom e la XL Recordings ci regalano lo streaming gratuito dell’album con una settimana di anticipo rispetto alla data ufficiale di lancio.
Scrivere all'uscita del terzo album di un gruppo che si pensava sarebbe stato una moda passeggera è un bell'impegno. Si potrebbe scrivere della sfida di due giovani di Toronto, di quanto si siano evoluti dal primo anno, dei loro live sempre sorprendenti o delle collaborazioni più varie tra beat chiptune, rubati alle community online, e Robert Smith. Eppure, ascoltando il loro terzo album, sembra che alla fine non siano stati all'altezza delle aspettative, innovativi o almeno pronti a guardarsi in faccia e farsi due calcoli.
Non c'è niente che non vada in effetti, forse sono troppo severo, ma dopo due album da cui si poteva estrapolare una sorta di evoluzione verso un sound più definito, questo terzo esercizio di stile proprio non ci voleva (non è un caso che i tre album abbiano lo stesso titolo? - Crystal Castles).
Andiamo con ordine, cerchiamo di capire meglio cosa è successo. I Crystal Castles nascono per caso. Leggenda vuole che, dopo aver rilasciato online una prova di registrazione dell'attuale cantante, Alice Glass, diverse case discografiche li abbiano contattati proponendo un contratto. Vinse la Lies Record che produsse una raccolta di singoli già rilasciati con l'aggiunta di un paio di canzoni registrate per l'occasione. E la storia puzza subito di bruciato, sia per i premi e i riconoscimenti avuti, sia per la curiosa storia dell'immagine di copertina: l'opera dell'artista Trevor Brown, la Madonna con l'occhio nero, utilizzata senza permessi con un'attitudine da “bhè, che problema c'è?”. Il problema è stato risolto con l'acquisto dei diritti dell'opera. Sembra strano, però, che un'etichetta spenda tanti soldi per finanziare un gruppo al primo album, ma non facciamo i maliziosi e proviamo a pensare che magari i giovani, ai tempi poco più che ventenni, erano talmente promettenti da giustificare un'azione del genere.
Purtroppo non è questo l'unico caso di infrazione di copyright, si parla anche di beat rubati per la realizzazione di Insectica e Love and Caring, ma tutto si è risolto felicemente (per i Crystal Castles) e i due hanno continuato indisturbati a vendere dischi e magliette, una bella soddisfazione per la Lies.
Nonostante questi problemucci il prodotto è andato alla grande e si è conquistato un posto nel cuore di giovani troppo punk per ascoltare techno e troppo radical chich per i Bad Religion, ma pieni di entusiasmo per le droghe chimiche e i rave.
Incredibilmente in un paio di anni Alice Glass e Ethan Kath raccolgono sempre più seguaci grazie alle loro performance esplosive tra batterie distrutte e stage diving e con partecipazioni mirate a festival e seguendo in tuor band come, tra i più famosi, i Nine Inch Nails.
Il secondo album del 2010 (Fiction Records) è, però, nettamente più maturo e sembra che i due stiano per fare il salto di qualità per essere santificati a un pubblico meno drogato e più interessato alla musica. Il caotico miscuglio di synth e voci distorte viene organizzato in pezzi più strutturati e le melodie frenetiche si trasformano in un omaggio alle atmosfere eurodance e eighty. Ma anche a due anni di distanza le mosse di marketing non mancano e la featuring di Robert Smith in Not In Love fa riflettere. Ci sarebbe anche da chiedersi a chi è servita questa partecipazione del gigante dei The Cure, ai Crystal Castles per darsi un tono da musicisti navigati o al ciccione (emo) per riconquistarsi una fetta di mercato più giovane?
Ed arriviamo, infine, al terzo album che ci regala tracce che proseguono per il filone synthpunk e chiptune, con qualche richiamo al secondo album in tracce come Wrath of God con dei bei tastieroni europei. Il tutto è condito con una buona dose di impegno sociopolitico dalla copertina di Samuel Aranda, fotoreporter d'assalto, che immortala una madre che abbraccia il figlio piegato in due dai gas lacrimogeni durante le manifestazioni in Yamen, a canzoni di protesta adolescenziale come Child I will hurt you. Il tutto sembra voler dire: il mondo è un posto brutto e cattivo, ma nasconde tante bellezze e noi sintentizziamo questo spirito, ravers cattivi, incazzati, stronzi, ma dall'animo tenero e coccoloso. Violent Youth è proprio un manifesto a questa predisposizione con un bel beat rimato e il testo snocciolato come una ninna nanna, una cantilena in cui questa generazione di hipster-indie, stronzi ma alla ricerca della vera bellezza (
), potranno riconoscersi.
Unica nota positiva le basi, soprattutto quella di Insulin, canzone dalle distorsioni poderose, forse troppo break, e troppo breve un minuto e quarantasette secondi di confusione che richiamano un po' i primi pezzi come Excuse Me del primo album che visto da questa prospettiva sembra il più autentico e originale dei tre.
I Crystal Castles, nonostante tutte queste critiche, rimangono un pezzo della storia della musica contemporanea, un piccolo tuffo nell'adolescenza disperata della periferia distrutta di una grande città in decadenza. Un ritorno alla piccola guerra interiore di tutti i giorni. Se non costassero trenta euro andrei anche a vederli all'Alcatraz il 24 febbraio, di sicuro ne varrebbe la pena, anche solo per le acrobazie dell'Alice che rimane comunque un gran bell'animale da palco.
“Vestiti con stile!”. Un manuale su come essere sempre “in stile”.
La celebre coppia I MURR, Roberta e Antonio, noti ed apprezzati fashion consultant, personal shopper, stylist e guru del Fashion, presenteranno mercoledì 20 febbraio, in occasione della settimana della moda, alle ore 18.30 presso la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33 a Milano, il loro primo libro “Vestiti con stile!”.
Roberta ed Antonio, presenti da più di vent’anni nel mondo della moda e conduttori di diverse trasmissioni televisive quali “TV Buccia di Banana”, “Viva l’aMurr” e vari format sull’Italian Style, con il manuale “Vestiti con Stile!” ci sveleranno trucchi e segreti per conquistare classe e bellezza, scegliere ed abbinare abiti ed accessori e valorizzare al meglio la nostra persona. Consigli di stile da chi vive la moda ogni giorno con passione e creatività!
I MURR ci guideranno in un viaggio alla scoperta di noi stesse e della nostra femminilità, spesso nascosta, “Riteniamo infatti che amore verso se stessi e piena consapevolezza di sé siano i primi passi da intraprendere per raggiungere uno stile personale che ci valorizzi dalla testa ai piedi” affermano i due style consultant e, citando una frase di Elizabeth Arden, ricordano: “Non esistono donne brutte, ma solo donne pigre”.
“Vestiti con stile!” è un vero e proprio percorso psico-emozionale per tornare ad amarci e a valorizzare la nostra figura.
Sara Biondi
“Vestiti con stile!”
Mercoledì 20 Febbraio , ore: 18,30
La Feltrinelli Libri e Musica,
Corso Buenos Aires, 33 - 20124 Milano MI
Telefono: 02.2023361
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per info http://www.imurr.com/
E quindi l’altro giorno scopro che nel calendario giapponese il mese di febbraio ha ben tre nomi diversi.
Kisaragi, che significa "il mese del cambio delle vesti".
Mumetsuki, ovvero "il mese in cui si vedono i fiori di prugno".
E Konometsuki, "il mese in cui gli alberi prendono nuova vita".
Uhm… ooook.
Tralasciando la grande ammirazione per questa lingua meravigliosa che riesce a sintetizzare in 2 o 3 "scarabocchi" una frase chilometrica, mi vien da dire che in fin dei conti febbraio è esattamente il riflesso di questa moltitudine di nomi: inutile.
D'altra parte è monco. Ha un nome da menagramo che vien la "febbra" solo a pronunciarlo. Baci perugina e biancheria intima nuova, per cosa? Gente mascherata (male) in ogni dove, ma soprattutto gente che ascolta con sadico piacere le canzonette di Sanremo.
Un incubo. Chiudiamoci in casa e ascoltiamo solo la musica buona.
Febbraio passerà in fretta.
Era estate quando conobbi per la prima volta i ragazzi di The Mad. Atomic Bar, caldo torrido, serata in fermento e tante aspettative. Sono arrivati direttamente dall'after del giorno prima, o quasi, in un due macchine. Sgommata di fronte al locale (ndr: la sgommata potrebbe essere frutto della fantasia dell'autore) ed eccoli uscire in strada. Una ciurmaglia di loschi individui si parano davanti a me, giacche di pelle, creste e rasta. Ci salutiamo e già l'alone di cattiveria svanisce, affettuosissimi tutti e soprattutto beneducati, qualità rare ormai. Il dubbio però rimaneva: cosa avrebbero suonato? Già immaginavo una selezione rock duro con picchi di metal e una spruzzata di ska, che non fa mai male. Il pubblico avrebbe apprezzato? Abituato com'è a una serata elettro e turbofunk?
Somma gioia e sorpresa nel sentire questo:
Quello che avete appena ascoltato è il pezzo di dj EBF edito per la DAM records , tutt'altro che Gun's 'n Roses o Metallica.
I Set dei due dj, EBF e Fist, è stato un misto tra pezzi dubstep, techno, minimaltechno e house, una goduria per le orecchie e, vi posso assicurare, si è sudato molto quella sera.
Questi sono i ragazzi di The Mad: un'adolescenza passata ad ascoltare il meglio del rock, sui murazzi a far casino con gli amici e trovare un modo per passare le estati. Come idoli James Hetfield, Jimi Hendrix e Jim Morrison, eroi di un tempo in cui si compravano i dischi ed era stupendo trepidare in attesa delle nuove uscite.Bello direte voi, ma prima o poi deve finire la pacchia e bisogna guardare avanti, un lavoro onesto, in ufficio, sveglia alle sette e cravatta stirata. E invece il bello viene proprio adesso che non sono più ragazzini, ora che hanno fatto del divertimento il loro lavoro e molti amici, da tutte le parti del mondo, si sono uniti alla loro ciurma.
The Mad infatti è un'associazione culturale che promuove a tutto tondo la cultura della musica e delle arti a Torino (e non). The Mad Club, The Mad Live e The Mad Incontra: tre facce della stessa medaglia (paradossale eh?), una medaglia fatta di passione, sudore e tanto divertimento.
Non c'è modo a Torino di non conoscerli, tra le serate sui murazzi negli storici locali come l'Acua e l'Alcatraz, e i progetti più alternativi come Torino Sotterranea, per le band emergenti.
Da quest'anno preparatevi a vederli sempre più spesso a Milano, perchè i ragazzi hanno sete di conquista e dopo il Piemonte, anche la capitale della moda è sotto attacco.
[soundcloud url="http://api.soundcloud.com/tracks/70279735" params="" width=" 100%" height="166" iframe="true" /]
Il primo appuntamento è lunedì 28 all'Atomic Bar, zona porta Venezia, all'interno della serata Human, per una notte in grande stile.
Rimanete Umani, rimanete Vivi!
DJ MADEMOISELLE EM
Emilie Fouilloux nasce ballerina di danza classica, diplomata presso l’Opera di Parigi. A soli diciassette anni, lavora al Manuel Legris, al Miami City Ballet e dal 2006 presso La Scala di Milano. Inizia la carriera di DJ come Mademoiselle EM_labbra rosso fuoco, onde scure, voce fruttata_ resident al Costes, si confronta subito con DJ quali Tom Costino e Simon Rezlem. A Milano lo scorso settembre il lancio come bellissima DJ per la Vogue Fashion Night Out presso Corso Como 10. Et voilà le fabuleux destin d’Emilie…
Da ballerina di danza classica al dj setting, com'è nata questa passione? Mlle EM: Questa passione è nata prestissimo, già da quando ero a scuola, già quando ero piccola facevo le playlist ai miei amici, era una cosa che facevo sempre…
In tre parole, come definiresti il tuo stile musicale? Mlle EM: Non ho uno stile musicale, adesso sto facendo playlist per dei negozi di Parigi che vanno dal pezzo classico rock all’hip-hop: è la mia particolarità, faccio un mix di tutto, però quando suono la sera rimango sull’electro.
Allora parlaci dei tuoi DJ preferiti… Mlle EM: Mi piacciono un po’ tutti i DJ conosciuti, in particolare sono una gran fan di Erick Morillo.
Come definiresti l’esperienza della Vogue Fashion Night Out? Mlle EM: Stupenda, veramente incredibile, perché alla fine della serata tutta la gente si è raccolta a Corso Como 10… Ci siamo divertiti un sacco, è stato bellissimo.
Ti piace Milano? Mlle EM: Amo Milano, ho vissuto e studiato a Milano per anni. Abito a Parigi ma appena posso torno qui.
Come artista femminile senti di rappresentare qualcosa in particolare? Mlle EM: Me stessa, veramente soltanto me stessa. Faccio le mie cose con amore e funziona.
Noi di Nerospinto siamo rimasti incantati da Mademoiselle EM, ci piace perché ha la grazia di una ballerina e lo stile di una DJ alla moda, è genuina e indossa sempre un sorriso, la sua musica è allegra e vivace e dona un tocco di spensieratezza alle nostre serate glamour.
Sara Negri
Emilie Fouilloux dedica ai lettori di Nerospinto questa Compilation ad hoc made by Mademoiselle EM:

* America, 4:46, K'naan, Mos Def & Chali 2na, Troubadour (Champion Edition)
* The Night Was Young Enough, 3:05, Rush Midnight+1 - EP
* What Wouldn't I Do for That Man?, 2:49, Annette Hanshaw Sita Sings the Blues (Soundtrack)
* Love Is the Drug (Todd Terje Disco Dub), 6:37, Roxy Music
* The World's Gone Mad, 5:24, Handsome Boy Modeling School White People
* Hondo (feat. Becky Ninkovic), 3:19, Beta Frontiers Alternative
* Facing the sun, 5:13, Fritz kalkbrenner
* I Don't Know, 3:40, Wax Tailor, Tales of the Forgotten Melodies
* Losing You, 4:22, Solange
* Il Profumo È Sempre Il Solito, 3:00, Telestar, Telestar
LO STRUMENTO UMANO la prima personale di Alessandro Sironi, a cura di Vera Agosti presso il Centro Emmaus Cultura Insieme di Milano.
Lo Strumento Umano, raccoglie una collezione di grafiche in bianco e nero definita dallo stesso artista “… non più la scissione uomo e dio, artista e opera, ma l’unione dei due concetti.” Figure astratte, pure, essenziali, definite da poche linee nere e decise ispirate alla tecnica dei cartoon. Tema delle sue opere: la musica come rappresentazione visiva e performativa, ma anche come esperienza personale di crescita. Strumenti musicali antropomorfizzati, riassumono l’essenza del divino capace di esplorare il mondo interiore dell’individuo umano.
La sera dell’inaugurazione è prevista lunedì 28 gennaio dalle ore 18.30, ad accompagnare la presentazione di Vera Agosti è previsto l’intervento dello psicoterapeuta Mauro Scardovelli, a fare da sottofondo musicale un breve concerto al pianoforte dell’artista Alessandro Sironi, disponibile ad eseguire a richiesta dei presenti un loro “ritratto sonoro”.
Cenni biografici:
Alessandro Sironi
Nato a Milano nel 1976, studia al Conservatorio di Parigi, alla scuola civica di jazz di Milano e si diploma in pianoforte al Conservatorio di Brescia. Vive in Francia dal 1997 al 2002. Viaggia per tournées concertistiche in Europa. Nel 2006 fonda l’Officina sonora, un’orchestra di venti elementi con la quale lavora per il cinema e il teatro. Nello stesso anno porta in scena la sua prima opera musicale: Esercizi di Stile. Pubblica diversi libri e una raccolta di poesie: Confessions d’undiable. Si occupa di musicoterapia e collabora con Mauro Scardovelli.
Mauro Scardovelli.
Nato a Genova nel 1948, è violoncellista, musicoterapeuta, psicologo e psicoterapeuta. Dal 1990 è trainer di Pnl ed esperto di ipnosi ericksoniana. Numerosi gli articoli e i volumi pubblicati nel campo della formazione e della terapia. E’ il fondatore di Aleph, un’associazione di pnl umanistica integrata.
STRUMENTO UMANO di Alessandro Sironi
A cura di Vera Agosti
Inaugurazione: lunedì 28 gennaio ore 18.30
Dal 28 gennaio al 6 febbraio 2013
Spazio Emmaus Cultura Insieme
Galleria dell'Unione 1, Milano (zona Missori)
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.