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Un’iniziativa contro la violenza sulle donne, una collaborazione tra il Teatro della Cooperativa e Quelli di Grock/Teatro Leonardo, un doppio appuntamento a teatro. È quello che vi aspetta al Teatro Leonardo da Vinci e al Teatro Cooperativa.
Il primo spettacolo è Otello spritz, in scena dal 25 febbraio al 9 marzo, una produzione del Teatro della Cooperativa, il testo e la regia sono di Renato Sarti, in collaborazione con Bebo Storti, con Renato Sarti, Bebo Storti e Elena Novoselova.
La scoppiettante coppia Storti e Sarti rileggono la tragedia di Shakespeare, rendendola più attuale con una satira irresistibile e ponendo al centro la violenza contro le donne.
La violenza contro le donne è uno degli argomenti, tristemente, più attuali nella nostra Italia, un’Italia che vede morire una donna ogni tre giorni, nei modi più feroci, e sono molte ad essere picchiate e maltrattate. Oggetti d’uso quotidiano si trasformano in armi micidiali nelle mani di compagni, fidanzati e amanti ma anche padri e mariti.
È necessario lanciare un urlo potente che infranga le pareti del teatro, riecheggi nelle strade, nelle piazze ma che riesca anche a penetrare all’interno delle mura amiche, troppo spesso scenario di questi orrendi delitti.
L’uomo, da troppo, percepisce la donna come una sua proprietà, ora però questa percezione deve finire.
“Da quattro secoli mi danno della puttana e mi uccidono. È ora di piantarla!” è il grido disperato di Desdemona, prima di impugnare una calibro 8 e crivellare di proiettili Otello e Iago, due mostri. Un personaggio femminile che dà voce al silenzio a cui spesso sono costrette le vittime di femminicidio.
Lo spettacolo vede in scena un Otello che oltre a un ruolo di grande prestigio è riuscito a conquistare anche il cuore della giovane e bella Desdemona, figlia di un oligarca russo padrone di mezza Venezia. Ex calciatore famoso convertito alla politica, il Moro, milita in un partito vagamente xenofobo ed è diventato Presidente della Regione Veneto.
La storia d’amore tra i due innamorati si svolge fra macchine di lusso, yacht, viaggi e party. Ma quella che sembrava essere una fiaba veramente spritz, a un certo punto si trasforma nella tragedia più cupa, perché la violenza maschile è sempre pronta a esplodere.
Il confine che separa la realtà dalla finzione è molto labile infatti alle donne in sale alla fine dello spettacolo viene chiesto di partecipare e prendere parte al gioco del massacro in atto, di mettersi dalla parte di Desdemona.
Il secondo spettacolo che segue è al Teatro Cooperativa dal 18 al 23 Marzo e si intitola Home Sweet Home, una produzione di Quelli di Grock.
Una rilettura legata ai fatti di cronaca dei giorni d'oggi da non perdere!
Informazioni e prenotazioni:
Teatro Leonardo da Vinci
Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci, Milano
Tel: 02 26.68.11.66
02 26.68.11.66 dal lun al sab dalle 15.00 alle 19.00
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.teatroleonardo.it
Date e orari: dal martedì al sabato ore 20.45, la domenica ore 16.00, lunedì riposo
Prezzi: dai 10,00 ai 22,00 euro.
Grandi debutti all’Elfo Puccini: Aldo Morto e Educazione Siberiana saranno in scena fino a domenica 2 Marzo nel teatro milanese.
Il primo spettacolo che debutta il 24 Febbraio nella Sala Fassbinder dell’Elfo Puccini è Aldo Morto con la regia, drammaturgia e interpretazione di Daniele TImpano, con la collaborazione artistica di Elvira Frosini. Vincitore del Premio Rete Critica 2012, segnalazione speciale Premio IN - BOX 2012 e finalista al Premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana” si presenta come un evento imperdibile.
L’attore protagonista, giovane negli anni del tragico sequestro di Albo Moro, non ha alcun ricordo personale del periodo storico ma si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. Una scena molto minima: il suo corpo, pochi oggetti e la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.
«Desolato, io non c'ero quando è morto Moro» afferma Daniele Timpano. «Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l'ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po' a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?».
“E così con Aldo Morto ci consegna la pièce più coraggiosa e sensazionale, ma anche più irritante, che la scena teatrale italiana ci abbia regalato negli ultimi anni.” scrive Katia Ippasso, Altri. La sinistra Quotidiana.
Il secondo spettacolo che debutta il 25 Febbraio in sala Shakespeare dell’Elfo è Educazione siberiana di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, con la regia Giuseppe Miale di Mauro con Luigi Diberti e con Elsa Bossi, Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti.
Il grande successo letterario di Nicolai Lilin è stato stravolgente: venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue, è diventato un film diretto da Gabriele Salvatores. Il libro è il crudo resoconto di ciò che significa per l’autore far parte degli Urka siberiani: uomini che si definiscono “criminali onesti”, gente motivata da un’etica forte e antica, capace di brutalità ma anche di esprimere un codice etico che paradossalmente si dichiara incorrotto. Educazione Siberiana si presenta come un moderno romanzo di formazione.
L’adattamento teatrale dello spettacolo si articola intorno alla storia di due fratelli, molto diversi tra loro: il primo è Boris, quello giusto, quello legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, quello che rispetta gli anziani e che cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, quello ribelle, quello con lo sguardo proiettato al futuro, quello pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, quello rapito dal mito americano.
In mezzo ai due fratelli il vecchio Nonno Kuzja cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale.
La storia di Boris e Yuri rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. La fine dell’URSS e i fattori politico-sociali hanno creato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà, quella libertà che ha spinto le persone verso atti estremi fino al drammatico degrado delle anime.
Due spettacoli caratterizzati da storie drammatiche, profonde e coinvolgenti vi aspettano dal 24 Febbraio all’Elfo Puccini.
Aldo Morto
Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore 21, domenica ore 16.30 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.06
02/0066.06.06 - www.elfo.org
Educazione Siberiana
Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.06
02/0066.06.06 - www.elfo.org
Giovedì 27 febbraio, dal tardo pomeriggio, Van Gogh Alive e l'Associazione FDVLAB aprono le porte della Fabbrica del Vapore alla città.
I cittadini di Milano ma non solo sono invitati a una serata dedicata alla riscoperta della creatività giovanile. La mostra di Van Gogh Alive, presente nella Fabbrica del Vapore, sottolinea la grande fantasia ed estro del pittore olandese. I numerosi laboratori della serata di giovedì avranno l’obiettivo di far scoprire agli spettatori la propria fantasia e pazzia creativa, quella che dominava l’animo del pittore olandese.
La decorazione della cancellata della Fabbrica del Vapore sarà solo una delle attività della serata all’insegna della creatività giovanile. Il progetto di decorazione della cancellata di via Procaccini, angolo Luigi Nono, è stato realizzato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
I laboratori, ai quali si potrà partecipare gratuitamente durante la serata, sono accessibili fino alle 23, orario di chiusura dell’esposizione. Un ampio numero di laboratori sarà a disposizione del pubblico, tra i quali ricordiamo Polifemo alle 18.30, una conferenza nella quale l’Associazione culturale indipendente gestita da un collettivo di professionisti dell’immagine, presenta una storia fotografica tra Salento e Milano, cinema e letteratura, santi e bandiere, angeli e demoni. Alle 19 invece l’Accademia del gioco dimenticato proporrà attività ludiche per bambini e genitori. Dalle 19 alle 21.30 si terrà una lezione aperta di danza contemporanea con Ariella Vidach. Questi sono solo alcuni degli appuntamenti della serata, il calendario completo è disponibile su www.vangoghalive.it.
Alle 19 gli spazi di Van Gogh Alive LAB - Atelier Winsor & Newton ospiteranno un live painting con l’obiettivo di presentare “Public Art Project”, intervento pittorico di decorazione della cancellata di via Procacini promosso in occasione della mostra. L’ingresso libero avverrà direttamente dal piazzale della Fabbrica del Vapore.
Una commissione composta dai docenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera ha selezionato, tra le innumerevoli proposte, quella in cui meglio si sottolineavano e valorizzavano i temi concettuali e la possibilità di declinare le qualità materiche dei prodotti offerti dallo sponsor Liquitex. Nel corso della serata gli studenti scelti narreranno visivamente quello che sarà l’intervento sulla cancellata, dipingendo su un pannello a grandezza reale.
Durante l’evento sarà aperta al pubblico anche la pista di pattinaggio Ice Alive, che ha prorogato la permanenza nel piazzale della Fabbrica del Vapore. Ad accogliere i pattinatori di Ice Alice anche un punto ristoro, “La piccola Svizzera”, chalet per gustare la vera raclette, vin brulé e altri piatti caratteristici della cucina elvetica e nordica grazie anche alla collaborazione con Switzerland Cheese Marketing Italia.
Per maggiori informazioni su FDVLAB, Associazione dei Laboratori della Fabbrica del Vapore
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3929965885
ICE ALIVE
Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
giovedì e sabato dalle 10.00 alle 00.00
ingresso 5, 00 euro compreso noleggio pattini
www.icealive.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
MOSTRA VAN GOGH ALIVE
Fino al 9 marzo 2014
Milano - Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4 – 20154
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, giovedì e sabato dalle 10 alle 23
(ultimo ingresso consentito fino ad un’ora prima della chiusura della mostra)
BIGLIETTI: Adulti 12 euro, Ridotto 10 euro
Il polo museale milanese di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala ospiterà un evento eccezionale! Dal 13 Marzo al 13 Aprile 2014 le Gallerie d’Italia saranno il luogo di un approfondimento cinematografico legato alla mostra “Homo ludens. Quando l’arte incontra il gioco”.
L’iniziativa si colloca nell’ambito di una nuova e stimolante collaborazione tra Fondazione Cineteca Italiana e Gallerie d’Italia, che si svilupperà nell’abbinamento di rassegne ed eventi cinematografici con mostre temporanee.
I titoli proposti creano, insieme alle opere d’arte, un percorso attraverso varie tematiche legate al gioco, l’elemento fondamentale della creazione artistica. A dare l’avvio all’approfondimento cinematografico sono alcuni cortometraggi che sottolineano l’importanza dell’aspetto ludico nel cinema delle avanguardie, tra questi alcuni titoli sono Entr’acte, uno dei film sacri del movimento surrealista, nato da un soggetto di Francis Picabia, accompagnato dalle musiche di Satie, interpretato da questi e altri celebri artisti è una deliziosa e irriverente messa a frutto delle tecniche poetiche del gruppo guidato da Breton; e Cirque Calder in edizione originale, mostra lo scultore americano Alexander Calder con il circo che costruì in miniatura nel 1929, un enorme giocattolo usato per divertire gli amici ma anche un’anteprima di quelle che divennero caratteristiche essenziali dei suoi “mobiles”.
Le proiezioni dei cortometraggi d’avanguardia sarà impreziosita dall’accompagnamento al piano forte solo e dall’utilizzo di strumenti giocattolo a cura di Francesca Badalini.
Allo scacchista statunitense Bobby Fischer, una delle figure più affascinanti e tragiche del secolo scorso, è dedicato il documentario inserito in calendario Bobby Fischer Against the World. Realizzato da Liz Garbus, una regista che ha firmato alcuni dei più celebrati documentari americani degli ultimi anni, più volte candidata all’Oscar, vincitrice del Sundance Film Festival e di un Emmy Awards, ripercorre la contiguità di genio e follia del personaggio americano di Bobby.
Non manca un’antologia cult: Norman McLaren tra animazione e sperimentazione giocosa, che comprende alcuni cortometraggi girati negli anni ’50-’60 dal regista scozzese, autore di opere fondamentali nel campo del cinema di animazione. Alcuni dei titoli sono Neighbours, Pas de deux e Le merle.
In programma La casa dei giochi, il thriller psicologico con la regia di David Mamet; L’arte del sogno, l’opera più personale del visionario Michel Gondry, che ci porta alla scoperta dell’immaginario onirico del protagonista. Non manca una proiezione dedicata ai più piccoli: Labyrinth - dove tutto è possibile, film ricco di avventure e incontri fantastici con una giovanissima Jennifer e un carismatico David Bowie.
Una serie di proiezioni che uniscono due mondi: quello del gioco e quello dell’arte. Un’iniziativa da non perdere vi aspetta dal 13 Marzo alle Gallerie d’Italia.
RASSEGNA CINEMATOGRAFICA COLLEGATA ALLA MONOGRAPHIA ‘HOMO LUDENS. QUANDO L’ARTE INCONTRA IL GIOCO’
Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano
L’ingresso alle proiezioni è gratuito
Per informazioni:
In occasione della Festa delle donne, al Teatro della Cooperativa, sarà in scena “Metafisica dell’amore”, presentato da Le Brugole.
Uno spettacolo comico sull’amore senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione, con una serie di personaggi femminili esilaranti. “Metafisica dell’amore” esamina, attraverso il teatro cabaret, il tema dell’omosessualità.
Vincitore del premio Scintille - Asti 2011, nel cast vanta due grandi attrice Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro. Roberta De Stefano è attrice con Dario Fo e per il Teatro Tieffe Menotti, Anna Marchioro lavoro con ERT e il Teatro Sociale di Como, Giovanna Donini, la regista, è una blogger e autrice televisiva. La compagnia Teatrale Le Brugole, che ha prodotto lo spettacolo, nasce dall’incontro di queste tre donne e cerca di indagare il presente attraverso il teatro popolare in quanto forma d’arte capace di attraversare temi complessi e di farli arrivare a tutti in modo semplice e comprensibile.
Sul palcoscenico viene narrato l’amore come sentimento universale: indipendentemente dal sesso tutte le coppie provano le identiche emozioni, gli stessi piaceri, gli stessi dolori. Le attrici protagoniste raccontano e si raccontano, trasformandosi e dando vita a una carrellata di personaggi esilaranti, tutti alla ricerca di un amore: la psicopatica, la milanese, l’artista, la fricchettona, la ex. Un’opera dedicata a chi ha voglia di amare e ridere di questo disgraziato dolore che prende allo stomaco senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione.
“Per aver affrontato un tema scottante come quello dell’omosessualità femminile con un linguaggio fresco, ironico e divertito. Lo spettacolo, anche grazie alla qualità delle interpreti, riesce a coinvolgere il pubblico miscelando momenti di comicità con altri di grande intensità e profondità senza mai cedere nell’autocommiserazione” Premio Scintille – Asti 2011.
Il premio Asti non è l’unico che ha ottenuto “Metafisica dell’amore”, nel 2012 infatti ha vinto anche il Premio Chimere.
“Un’ esilarante galleria di personaggi che raccontano l’amore, i suoi tabù e i suoi paradossi. Le coppie possono essere variamente composte ma non c’è sentimento più universale di quello che attrae due esseri umani. E allora ridiamoci sopra.” Sara Chiappori lo descrive così sulla Repubblica.
Lo rappresentazione sarà in scena dal 4 al 9 Marzo 2014 al Teatro della Cooperativa di Milano.
Un appuntamento particolare da non perdere, un evento innovativo che vuole descrivere il mondo contemporaneo senza paure e discriminazioni, uno spettacolo che Nerospinto consiglia!
Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997
02.64749997
ORARI: feriali h. 20.45 e festivo ore 16 – lunedì riposo
PREZZI: intero 18 € - ridotti 13/9 €
Maggiori info su www.teatrodellacooperativa.it
“Io credo che l'essere umano sogni solo per non smettere di vedere. E potrebbe anche darsi che la luce interiore fuoriesca un giorno da noi così da non averne bisogno d'altra.”
Queste sono le parole di Johann Wolfgang Goethe dal suo libro Le affinità elettive, un grande romanzo che dal 20 Febbraio al 2 Marzo sarà messo messo in scena al Teatro Libero di Milano.
Le affinità elettive di Sarah Chiarcos con regia di Paolo Giorgio trasforma le pagine dell’opera dello scrittore e drammaturgo tedesco in realtà contemporanea per parlarci di emozioni, sentimenti, rapporti che uniscono al di là della ragione e dell’impossibilità di sfuggire al proprio destino. “Ci sono cose che il destino si propone ostinatamente” recita una frase del libro, il destino è infatti il protagonista della trama dello spettacolo.
I due protagonisti Edoardo e Carlotta sono felicemente sposati e decidono di ospitare nella loro casa una coppia di amici: il Capitano e Ottilia. Le giornate trascorse insieme producono grandi cambiamenti. Sono le affinità elettive, forze a metà fra le reazioni chimiche nei nostri corpi e l’iscrizione dei nostri nomi in un racconto scritto da altri. In una grande casa di montagna nascono amori improvvisi, le coppie si incrociano e la vita che si conosceva pare sul punto di infrangersi. La domanda di fondo sarà: è più giusto, più vitale costruire la propria vita sulle solide basi della razionalità e del progetto o abbandonarsi al rischio e all’incertezza, abbracciando fino in fondo gli orizzonti che ci offrono le nostre personali, private affinità elettive? Si tratta di realtà, memorie e di sogni? Il destino, il protagonista delle nostre vite, oscura i nostri desideri.
I personaggi di Goethe immersi in una realtà a noi conosciuta mettono in scena la tenuta universale delle relazioni e delle situazioni narrate nel romanzo. E la domanda che ognuno si deve porre, a se stesso, è: non è forse, vivere fino in fondo il proprio desiderio, un modo per non sfuggire al proprio destino?
Uno spettacolo profondo e introspettivo con la regia di Paolo Giorgio, docente di teatro che ha firmato diversi spettacolo, come K. il Processo (Teatro Out-Off nel 2013), Stanlio e Olio di Juan Mayorga (Teatro Filodrammatici, 2012) e Glas (Astiteatro nel 2010), è una produzione del Circolo Bergman, un circolo e piattaforma per l’incontro trasversale di artisti di provenienza diversa con un progetto comune. Il circolo fondato da Paolo Giorgio e Sarah Chiarcos si fonda sulla logica del trattato: le affinità non sono attributi intrinsechi degli elementi, ma dipendono dalle reazioni che si instaurano fra essi.
Le Affinità Elettive: un appuntamento che Nerospinto consiglia di non perdersi se avete la curiosità e la voglia di scoprire la forza del destino!
LE AFFINITà ELETTIVE
da Johann Wolfgang von Goethe
di Sarah Chiarcos
regia Paolo Giorgio
con Caterina Bajetta, Gabriele Bajo, Tomas Leardini, Francesca Pedrazzi
luci Sarah Chiarcos
scene e costumi Circolo Bergman
musiche originali Marcello Gori
produzione Circolo Bergman
Teatro Libero (Via Savona 10 - Milano)
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero: € 19,00
Under 26: € 15,00
Over 60: € 11,00
Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì al sabato ore 21.00
domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30
INFO E PRENOTAZIONI
02 8323126
02 8323126
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Sabato 22 Febbraio alle ore 18 nella sede rinnovata della scuola di danza asd TBallet direzione di Paola Beltramini, in Via Don Brusadelli, si svolgerà la sfilata di presentazione della collezione estiva 2014 del marchio LeRose.Rosa di Licia Zanfrognini, insieme con una preview di alcuni dei capi protagonisti dell'inverno. La sede asd Tballet trova in una suggestiva location nell'ex zona industriale della città, recentemente riqualificata in zona culturale e artistica.
Il classico capo di cashmere rivisitato il chiave 'Classic Hippie', entra a passo di danza in un luogo dal gusto tra passato e moderno.
Licia Zanfrognini la stilista e fondatrice del brand ci conduce in un viaggio attraverso le stagioni, mostrandoci i capi che ci attenderanno nel suo atelier di Via Borgovico 168 a Como dalla prossima stagione. Il cashmere, il filato morbido e lussuoso per eccellenza si sposa al cotone e alla seta e con la classe e l'eleganza della sede rinnovata della scuola, portandoci in un mondo fatto di fiori, passato e musica. Colori, trame e dettagli di una collezione che si svelerà sotto i nostri occhi, con le caratteristiche che contraddistinguono da sempre il marchio,la comodità e lo stile della donna contemporanea di tutte le età, protagonista del suo tempo, praticità versatilità, forme trendy abbinate a tessuti di un tempo che non passano di moda, ma con uno stile sempre 'unconventional' come il recita il claim. Make up e styling saranno curati insieme a LeRose.Rosa, da SteSy LAB, studio di immagine comasco.
LeRose.Rosa e asd Tballet vi aspettano Sabato 22 febbraio ore 18, anche con un gustoso aperitivo in Via don brusadelli 86/L - 22100 Como, entrata da via St Abbondio.
informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
marchio: LEROSE.ROSA Via Borgovico 168, Como, www.leroserosa.com
sede: ASD TBALLET Via don brusadelli 86/L, Como, www.tballet.com
image & styling: SteSy LAB, Via Vitani 33, www.stesylab.it
Damon Albarn, il principe del Brit Pop, colui che ha allietato gli anni Novanta con l'epica diatriba con Noel Gallagher, ma che è stato soprattutto il cuore e la mente dei Blur (laddove la mano era Graham Coxon) e l'anima ispiratrice del progetto Gorillaz, arriva in Italia a luglio.
Si, avete letto bene, Demon Albarn, Italia, luglio. No, non state sognando, si tratta di una splendida realtà.
Il poliedrico artista britannico arriva nel Belpaese per presentare la sua ultima fatica discografica, "Everyday Robots", la cui uscita è prevista ad aprile. 30 milioni di dischi venduti dopo, Damon Albarn si lancia in una nuova avventura musicale e professionale, forte del credito ottenuto grazie ai Blur, con cui ha pubblicato 7 album e ai Gorillaz, la band virtuale più famosa del mondo, con cui ha invece sfornato due dischi multiplatino.
Ma eccoci alla notizia nella notizia: da buon inglese amante del Grand Tour, Albarn ha scelto due location magiche in cui affascinare il pubblico italiano: il Vittoriale e il Parco della Musica di Roma.
Come tutti sanno, il Vittoriale è un luogo caro a chiunque ami la poesia, la passione e il bien vivre incarnato dal Vate D'Annunzio.
Bene, siffatta location sarà resa ancora più sognante dalle voce di Damon Albarn e dalla musica che sgorgherà dalla sua chitarra.
Per un'estate da non dimenticare.
Damon Albarn in Italia
14 luglio-Vittoriale (Gardone Riviera, BS)
15 luglio: Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma)
Biglietti in vendita nelle seguenti giorni:
Venerdi 14 febbraio (data del 14 luglio)
Venerdi 21 febbraio (data del 15 luglio)
Circuito Ticketone
Per maggiori informazioni: www.ticketone.it
Parlare della morte è sempre un fatto triste ma quando a lasciarci è Shirley Temple allora il ricordo si impone e ci sembra che la bella bambina che conquistò Hollywood e il mondo del cinema internazionale negli anni Trenta del secolo scorso sia ancora con noi e soprattutto che non sia mai cresciuta. Questo è stato un po’ il destino di Shirley in vita e lo sarà malgrado tutto anche nel tempo a venire, anche per le nuove generazioni che continueranno a guardare i suoi film e che la immagineranno sempre piccola e graziosa. La Temple non è riuscita a “crescere” sul grande schermo e non lo ha fatto neppure nell’immaginario collettivo perché dopo di lei davvero nessuna mai è riuscita a imporsi come enfant prodige né negli Studios di oltreoceano né nel cinema europeo o orientale. Shirley aveva imparato a ballare a tre anni, cantare a quattro e recitare perfettamente a cinque, in un’epoca in cui le sue coetanee nelle altre parti del mondo erano quasi tutte analfabete e le sue coetanee statunitensi appena sapevano leggere e scrivere.
Il cinema, quello vero delle grandi produzioni e dei grandi attori, era cosa per adulti.
Per questo quando la Temple arriva sul grande schermo con i suoi vestiti corti di cotonina colorata, i suoi riccioli biondissimi, le sue adorabili fossette e il suo sorriso da birichina erano già tutti innamorati di lei, gli spettatori, i suoi colleghi adulti e già famosi e naturalmente i registi e i produttori. A Shirley sarebbe bastato questo. Incantare tutti con il suo candore, con la sua bellezza infantile e con la sua capacità di dire a tempo le battute del copione.
La Temple però era una bambina prodigio e nelle sue pellicole dimostra che sa anche ballare e cantare come una vera professionista, sa reggere la scena quanto e come i divi dell’epoca e che a volte sa anche surclassarli.
I suoi film sono un successo dopo l’altro, i suoi fan sono in delirio e i produttori di Hollywood se la contendono. Lei, bella, innocente e dotata si comporta come una vera professionista e non delude mai nessuno diventando non solo l’attrice bambina ma un fenomeno di costume e di imitazione studiato anche dal punto di vista sociale.
Le dedicano una stella sulla fame road e le costruiscono un Oscar per le interpretazioni infantili apposta per lei. Shirley Temple è la bambina più famosa del mondo.
I bambini però crescono. E con l’infanzia e la fanciullezza se ne vanno anche il fascino e l’incanto di Shirley che si ritrova negli anni Quaranta ad essere una adolescente come tante, senza più l’attrazione dei suoi riccioli biondi, delle sue fossette e dei suoi vestiti da bambina adorabile.
La riccioli d’oro del cinema internazionale è scomparsa per sempre.
La nuova Temple è quasi anonima, poco attraente dal punto di vista della recitazione, normale come può esserlo qualsiasi altra adolescente dell’epoca a Hollywood.
La favola è finita e l’ex bambina prodigio colleziona un flop cinematografico dopo l’altro.
Alla fine degli anni Quaranta la Temple si ritira definitivamente dalle scene e si dedica alla famiglia e successivamente alla politica e al sociale, diventando ambasciatrice USA.
Ora la riccioli d’oro di tante belle pellicole in bianco e nero ci ha lasciato definitivamente.
Shirley però no. La bambina bella e bravissima resterà così per sempre.
E tutti potranno continuare ad ammirarla nei suoi tip tap scatenati, nei suoi duetti canori e nelle sue interpretazioni più fortunate. Potere e magia del cinematografo. E non è poco.
Ho avuto il piacere di poter assistere alla prima di questo spettacolo, con Filippo Nigro, Fabrizia Sacchi, Giulio Forges Davanzati e Dajana Roncione, sotto la regia di Fabrizio Arcuri su un testo di Neil LaBute, tenutosi al Teatro Ciro Menotti.
È una commedia, ma che il sapore completo di commedia proprio non ha.
Si nasconde, tra le pieghe delle risate un retrogusto amaro e contemplativo, una spinta verso la riflessione che non lascia superstiti tra gli spettatori, tutti feriti, immobili tra il sorriso e la lacrima, confusi.
Una commedia degli equivoci che si snoda tra la grande questione che, nell’età contemporanea, ha preso sempre più piede: qual è il prezzo della bellezza? E quello della bruttezza? Possiamo noi sfuggire a questo meccanismo fatto di recriminazioni per qualcosa di così poco importante?
Con una recitazione intensa, semplice ma nel contempo profonda e delle battute che hanno scosso dal riso tutti gli spettatori, gli attori rispondono e non rispondono, lasciando spazio alla cogitazione.
La grande eleganza e forza nei movimenti degli attori poi, mi ha lasciato piacevolmente sorpresa: salti, abbracci, spinte, urla, tutto in una perfetta armonia.
Vorrei aprire una parentesi sul personaggio interpretato da Filippo Nigro, il protagonista: un uomo come tanti ma come nessuno, ammantato della propria singolarità, timido, impegnato nel lavoro, fiero per la sua grande passione per la lettura, con l’unico difetto di non essere molto capace di comunicare pienamente quel che sente e prova, lasciandosi sfuggire parole che avrebbe potuto risparmiare.
È proprio da una parola che poi si scatenerà la catastrofe, il susseguirsi di equivoci: questa commedia ci pone dinnanzi anche al grande dilemma della comunicazione chiedendoci, senza troppe metafore o riserve, se siamo ancora capaci di parlare senza scatenare una guerra, senza lasciare sul nostro cammino dolore o incomprensione. Quali sono le forme del dialogo: le parole dei libri, le spinte emotive o la calma? Dove finisce la civiltà e inizia la rabbia?
Grandi anche le scenografie: minimali senza essere banali e soprattutto, molto azzeccate, capaci di far calare pienamente lo spettatore in uno spazio di modernità sospesa, una parentesi temporale sì tratta dal reale, ma con molti connotati dell’irrealtà.
Quindi, in conclusione, uno spettacolo da vedere assolutamente, sia per svagarsi per sentire una voce sul grande dilemma: siamo capaci di mettere la bellezza in secondo piano?
Bravissimi tutti, dagli attori, alla regia, musiche ed effetti speciali, per uno spettacolo davvero umano.
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