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Cosa chiedere di più dalla vita. In una sola settimana si concentrano i concerti a cui un rock addicted non può mancare. Lunedì a Villa Arconati (ingresso 25€) si comincia con un nome tutelare del rock oscuro e cupo, quel Mark Lanegan che ha esplorato le declinazioni del rock contemporaneo di matrice grunge, prima con i magnifici Screaming Trees, poi con una carriera solista che ha visto il bel tenebroso concepire capolavori in compagnia di illustri colleghi come Isobell Campbell, Soulsavers, Moby, l'ultimo con Duke Garwood si intitola Black Pudding, un lungo compendio di chitarre acustiche, slide guitar e quel senso di inquietudine che permea tutti i suoi lavori. Dal vivo Lanegan fa il suo dovere, ma non aspettatevi un istrione: immobile, fuma e canta. E basta. Ma ci basta solo la sua vce, capace di traghettarti all'inferno e ritorno.
C'è febbre di attesa per gli Atoms For Peace, mercoledì 17 all'Ippodromo, il supergruppo che potrebbe prendere il posto dei Radiohead. Deus ex machina è il folle(tto) Thom Yorke a cui si sono aggiunti Flea dei Red Hot Chili Peppers, il produttore e amico Nigel Godrich, il batterista Joey Waronker ed il percussionista Mauro Refosco. Una formazione amtipica. Insieme hanno pubblicato Amok, disco in cui convivono l’anima melodica ed elettronica di Yorke e Godrich e il cuore pulsante di Flea, Waronker e Refosco.
Dal vivo cosa aspettarsi? Improvvisazioni, accenni dance, intense session e improvvisazione. I nuovi Greatful Dead? Staremo a vedere, incuriositi.
Giovedì 18, non c'è bisogno di ricordarvelo, ci sono i Depeche Mode allo stadio San Siro. I biglietti sono andati esauriti da tempo. Un concerto dei Depeche è tutto “Faith and Devotion”, giusto parafrasando un loro album. Al di la' dell'ultimo album Delta Machine con non ha aggiunto nulla di nuovo e innovativo.
Infine, lunedì 22, al Carroponte (15€) transita Johathan Wilson, cantautore americano, trentasette anni, nato nella sgualcita North Carolina, cresciuto con una chitarra in mano, arriva al suo disco d’esordio solo poco tempo fa, Gentle Spirit. Vi spiego. Ci sono momenti della vita in cui una canzone squarcia la tela che avevamo dipinto fino a quel momento. Un riff di chitarra, una voce capace di incidere un segno, indicare una direzione, annunciare un sogno. Succede, è inevitabile; folgorati, innamorati al primo ascolto. Per me lo è stato tempo fa con Desert Raven.
E, senza fretta, spunta e deflagra il debutto, una specie di sussidiario del folk-rock. C’è lo spettro di Neil Young, il folk psichedelico dei Floyd, le dilatazioni e le atmosfere hippie di Laurel Canyon. Proprio Desert Raven è la summa del sound del Californiano, una scrittura immaginifica che spero squarcerà la vostra “tela” come è successo a me.
Iggy Pop, il padrino del punk, l'Iguana, colui che sconvolse il mondo con vere e proprie dichiarazioni di guerra come "Lust for life" e "I wanna be your dog", ritorna a Milano per un'imperdibile data.
Appuntamento a giovedi 11 luglio in quel del City Sound Festival, per ammirare dal vivo uno degli ultimi animali da palcoscenico ancora in attività.
James Newell Osterberg Jr, classe 1947, sarà accompagnato sul palco dagli Stooges, in una formazione che ricalca quella del cd "Raw Power" del 1973: James Williamson alla chitarra, Scott Asheton alla batteria,Mike Watt al basso e Steve MacKay al sassofono.
L'occasione è ghiotta: presentare il loro quinto cd di studio, Ready to die, uscito ad aprile, trascinato dai singoli "Burn" e "Gun". Non mancheranno i grandi successi di una carriera costellata da ogni tipo di eccesso, nel nome del rock'n'roll più autentico.
City Sound 2013
Fermata MM Lotto (Linea Rossa)
Per maggiori informazioni:
http://www.citysoundmilano.com/
Nerospinto vi invita alla ventesima edizione dei Notturni in villa, che quest'anno si svolgerà presso il Castello Sforzesco di Milano dal 10 luglio al 20 agosto 2013.
"Nice to meet you" è il titolo degli otto spettacoli che offriranno al pubblico milanese, grande musica dal vivo con artisti italiani e stranieri.
Il 10 luglio alle ore 21,3o inaugureranno la serata le pianiste Rita Marcotulli e la sua collega berlinese Julia Hùlsmann, che eseguiranno un repertorio di brani di entrambe tra atmosfere melodiche e di jazz.
Spettacoli di grande musica dal vivo da non perdere!
Ventesima edizione "Notturni in villa"
dal 10 luglio al 20 agosto 2013
Castello Sforzesco di Milano- Piazza Castello, 1
Ingresso 5 euro
Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita l'emozione di aspettare il proprio gruppo preferito per anni prima di poterlo vedere dal vivo. Dopo aver scaricato la discografia e aver consumato le cuffie a furia di sentire sempre gli stessi pezzi, si attende. Magari si considera anche il viaggio intelligente, la vacanza a Berlino/Madrid/Parigi con la scusa di vedere dal vivo i propri idoli. Poi capita che per la prima volta qualcuno si convince a portarli in Italia, ma ovviamente le prime due date non sono nella tua città, ma, restando fedeli alle leggi di Murphy, non ci si riesce proprio a fare la trasferta. Ecco, in questo caso parliamo proprio dei Chinese Man, il collettivo di dj francesi che sta facendo impazzire il pubblico di mezzo mondo con i loro beat a cavallo tra reggae, hip hop, dubstep, d'n'b, soul, jazz, insomma un bel mix che forse potrebbe lasciare col dubbio, ma non in questo caso...
Finalmente i Chinese Man sono approdati a Milano, dopo due date esplosive a Bologna e Roma, dove hanno fatto sold out e scatenato il panico tra la folla in delirio. Le aspettative erano altissime e l'occasione troppo ghiotta per farseli scappare, così mi sono ingegnato per intervistarli. L'agenzia che li ha portati in Italia è la LowFi Promotion, ragazzi simpaticissimi, che mi hanno permesso di intervistarli prima del concerto. Così inizia la nostra serata, alle 20.30 di fronte al Leoncavallo, spazio pubblico autogestito, con il sorriso sulle labbra, l'eccitazione di un bambino, e i miei fedeli collaboratori al seguito.
Vedere il locale vuoto è stato già una piccolo colpo al cuore. Sul palco i tre giradischi montati uno di fianco all'altro davanti al telo bianco per le proiezioni. Un enorme spazio che nel giro di poche ore si sarebbe riempito fino a scoppiare. Le pareti trasudavano le emozioni di migliaia e migliaia di persone, come se il posto potesse parlare, una tensione statica ci pervadeva, penso ci si senta così entrando in una casa infestata dai fantasmi.
Seguiamo High Ku, il biondino del gruppo, fino al backstage e lì incontriamo gli altri, Sly e Zé Mateo. Mi ero preparato una battuta per l'occasione, avrei dovuto scherzare sul fatto che "non siete cinesi in realtà", ma, per fortuna, ho realizzato in tempo che sarebbe stato uno scherzo davvero triste.
I tre si siedono al tavolo e iniziano a prepararsi per l'intervista accendendosi una sigaretta speciale, mentre io e il regista sistemiamo l'apparecchiatura. Iniziamo a scherzare e prepariamo il mood per la nostra piccola chiacchierata. Loro sono molto rilassati e sembra che gli piaccia scherzare, si lasciano andare ed ecco cosa è successo:
http://youtu.be/mpep4YJFpfo
Se avete ascoltato fino alla fine avrete scoperto il vero scoop della serata, l'annuncio del nuovo album: Groove Session number 3, previsto per aprile del 2014 in occasione dei dieci anni dell'etichetta.
Ci congediamo stremati dalla tensione e ci concediamo una pausa prima del concerto. Le ore passano e i dj del Leoncavallo si alternano nel warm up, il locale inizia a riempirsi e l'aria si riempie di elettricità, un climax che esplode quando il trio sale sul palco, fiero e ispirato. Saremmo stati in almeno tremila sotto il palco ad alzare le braccia a tempo e a sculettare a ritmo. Tutto inizia con i pezzi più mainstream, sample swing su basi dritte, Artichaut la canzone di riferimento, il pubblico in delirio e le loro mani veloci sui giradischi.
Sul telo si alternano le proiezioni legate ai loro pezzi, stralci di video da cui sono stati presi i sample vocali, uno tra tutti Fight Club. Vedere il faccione insanguinato di Tyler Durden che snocciola le regole del suo club segreto di fronte a migliaia di persone è stata un'emozione incontenibile. Il pubblico in estasi e finalmente sul palco arriva l'MC Taiwan. Un artista che ha collaborato in diversi pezzi dell'album, racing with the sun, e che li accompagna spesso nei live set.
Spesso si sottovaluta la figura di un maestro di cerimonia, lo si associa sempre agli ambienti esclusivamente hip hop e ci si dimentica che in fondo un vocalist bravo è sempre un artista di tutto rispetto.Canzoni di riferimento Miss Chang, capolavoro a mio avviso, e In my Room, favolosa anche questa, entrambe immerse in atmosfere reggae che Taiwan arricchiva con le sue rime e la sua voce inconfondibile.
I've got That Tune, la loro canzone più famosa, commerciale se volete, è stata lasciata per il gran finale, grandioso, "gli angeli con le trombe e gli arcangeli coi tromboni". Non hanno concesso nessun bis e il pubblico è sfollato lentamente, col sorriso sulle labbra e il ritmo che ancora li faceva ballare nella via del ritorno a casa.
Un ringraziamento particolare va alla LowFi Promotion che ha permesso l'intervista, a James L. C. Baker per le riprese e il supporto e a Mia Labate per le foto e la pizza!
08 SETTEMBRE – 02 OTTOBRE 2013
Inaugurazione DOMENICA 8 SETTEMBRE ore 20,00
A cura Dores SacquegnaNerospinto Magazine, sempre attento alla società e al suo rapporto con natura e cultura vi invita a partecipare alla mostra "Regeneration.
Il concept di “REGENERATION, a second skin” (Rigenerazione, una seconda pelle), è l’ecologia culturale, quel filone di ricerca delle scienze etnoantropologiche che investiga le relazioni tra gli aspetti socio-culturali dei gruppi umani e l'ambiente nel quale vivono, in stretto rapporto con altre discipline quali ecologia, geografia umana, biologia, archeologia industriale, etc.
Il termine ecologia culturale fu proposta per la prima volta da Julian Steward nel 1955, nel testo “Theory of Culture Change; The Methodology of Multilinear Evolution”. Nello specifico della mostra vi è lo scambio rigenerativo arte/uomo/natura/ambiente: le opere generate acquistano altra vita con l'immersione nell'organico e nel sociale. Alcuni artisti come Giovanni Lamorgese, pugliese, sono presenti con opere ri-prodotte, con il riuso dei materiali di scarto e oggetti anni’30, avviando una modalità innovativa tra artista e opera, tra spazio e fruitore, favorendo la realizzazione di un'opera partecipata. Il focus principale dell’ecologia culturale è costituito dal processo di adattamento dei gruppi sociali all'ambiente in base alle condizioni (vedi video di Gabriela Francone, “Lo tragico cotidiano) dai vincoli e limiti (Alessandro Passaro “S.T”, Gabriela Morawetz “Almost in the dark”) dalle tecnologie e dalle tecniche produttive, le modificazioni ambientali indotte direttamente o indirettamente (Batuhan Fuat Yuce e Luigi Caiffa). Tale approccio disciplinare è quindi prioritariamente legato alle concezioni materialistiche della cultura, che viene considerata come il sistema di conoscenze che permette all'uomo di relazionarsi in modo attivo con l'ambiente in modo da rendere possibile la riproduzione bio-sociale. Fa da sfondo a questa concezione della cultura una visione del sistema sociale, mitigato però dal fatto che le conoscenze tecnologiche sono considerate altresì influenti sulle soluzioni socio-culturali che verranno prodotte dall'adattamento all'ambiente (con Keisuke Sagiyama & Mitsuru Tamatsuka nel video “Yosakoy”) e ai problemi di identità sociale e trasformismo (con i video di Katja A. Witt, Sofi Basseghi, Sije Kingma e le opere pittoriche di Therese Bichon, Marcor, Christine Sajecki.). Dal punto di vista diacronico vengono svolte invece le analisi dell'evoluzione nel tempo degli equilibri ecologici, supportate dalle ricerche etnoarcheologiche nelle opere fotografiche di Massimo Ruiu con “Derive” e nella pittura di Maurizio Muscettola con “Il testimone scomodo”.
ARTISTI IN MOSTRASOFI BASSEGHI (Australia), THÉRÈSE BICHON (Francia), LUIGI CAIFFA (Lecce), GABRIELA FRANCONE (Argentina), SIJE KINGMA (The Netherlands), GIOVANNI LAMORGESE (Lecce), MARCOR (Francia), GABRIELA MORAWETZ (Francia), MAURIZIO MUSCETTOLA(Lecce), ALESSANDRO PASSARO (Brindisi), MASSIMO RUIU (Bari), KEISUKE SAGIYAMA & MITSURU TAMATSUKA (Giappone), CHRISTINE SAJECKI (Usa), BATUHAN FUAT YUCE (Turchia), KATJA A. WITT(Germania).
Primo Piano LivinGallery
Viale G. Marconi 4
Lecce, Italy 73100
Tel/fax: 0832.30 40 14
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GIORNI E ORARI
dal lunedì al venerdì dalle ore 11-13/16-19:30
L'elettroswing a Milano. Il genere musicale che ha conquistato il pubblico di mezzo mondo ritorna in terra menenghina con un nuovo appuntamento de La Nuit. Unite lo swing sfrenato dei vecchi anni '30 alla cara elettro che ci piace tanto, il risultato è un ritmo irresistibile dal gusto retrò.
Per la seconda edizione dell'evento che ha riscosso tanto successo tra il pubblico Milanese, l'appuntamento è al 4th Floor. In Via Ventura (Lambrate) al numero 15 c'è un posto insospettabile che aprirà le sue porte al nuovo genere. Il terrazzo dell'edificio ospiterà la data estiva del gruppo che sta sconvolgendo Milano.
Ancora una volta l'assenzio e gioco d'azzardo, faranno compagnia a campioni swing su basi tech-house, luci a intermittenza, strobo e performance live.
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Il cielo sopra la città illuminata da una parte, strani banchetti, giochi illegali e bevande proibite dall'altra. Al Black Jack e alle Roulette potrete scommettere contro il banco per vincere dei gustosi premi in alchol. da consumare rigorosamente a vetro.
Nell'Absinth Bar troverete dei gentiluomini in frack che vi tenteranno con delle speciali boccette d'assenzio o, se vi fidate, potrete assaggiare i loro cocktail di contrabbando. Sul palco i migliori dj, questa volta accompagnati da Sassofono dal vivo e cantanti incantatrici.
LINE-UP
-Rosantique & Alex Rice Live Sax
-DeKid
IMPORTANTE!
Si consiglia calorosamente di venire in abbigliamento adatto alla serata, la selezione alla porta garantirà l'ingresso agli ospiti in sintonia con l'evento.
L'ingresso a La Nuit è di dieci euro con una consumazione alla cassa oppure otto euro con una consumazione on-line ( entro le 18.00), un piccolo prezzo richiesto per godersi la nascita di un nuovo trend, la nascita di un movimento che in breve conquisterà anche il nostro paese.
Keep Swinging
Nerospinto vi segnala un documentario fuori dal comune: Cozze mon amour. Dal 16 al 26 luglio presso lo Spazio Oberdan-Sala Alda Merini verrà svelato, in modo intimo e giocoso, la vita amorosa delle cozze nella provincia olandese di Zeeland.
Firmato da Willemiek Kluijfhout, il film mostra il ciclo della vita delle cozze, la loro odissea dal fondo del mare alla piastra del ristorante. Tra affascinanti primi piani che trasformano i crostacei in arte astratta, si osservano le cozze mentre si innamorano, rimangono incinta o si piantano al suolo con tutte le loro forze per affrontare la tempesta. Un tuffo vero e proprio dentro la vita del mollusco più popolare, giù fin nel profondo della loro intimità, in una sorta di scavo psicologico in chiave ironica.
SINOSSI
Cozze in amore ci dà un piccolo quadro intimo e genuino della vita delle cozze dello Zeeland, ci rende spettatori del loro ciclo vitale completo: la cozza innamorata, quella che tiene duro con tutte le sue forze, e quella travolta dalla tempesta. Durante il suo cammino, la cozza incontra degli appassionati che come lei si innamorano, combattono e vincono. La biologa Annelies ci introduce alla vita sessuale delle cozze. E poi resta incinta dell’uomo delle cozze. Sergio il re degli chef, dopo un rapporto amore-odio con il mollusco, si è specializzato nel cucinarlo. Il ginecologo Jan adopera la colla prodotta dalle cozze per salvare la vita ai feti. E c’è poi il fenomeno della principessa delle cozze.
Spazio Oberdan viale Vittorio Veneto 2, angolo piazza Oberdan Milano
Contatti:
Uffici Cineteca 02 8724 2114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Spazio Oberdan 02 7740 6316
A Nerospinto piace la poesia.
E piace molto anche la musica.
E chi è la più grande poetessa della musica rock di tutti i tempi?
Patti Smith. Senza ombra di dubbio.
Se siete a Milano il 25 luglio è severamente vietato perdersi il concerto della Sacerdotessa Maudit classe ’46 che sbarcherà al Carroponte per un’imperdibile concerto che porta il titolo del suo album d’esordio, Horses a detta di tutti uno fra i migliori album della storia del rock.
Ne sono passati di anni da quel lontano 1975 ma la cantante statunitense non sembra sentire il peso degli anni che passano.
Una chiacchieratissima relazione con il fotografo Robert Mapplethorpe , esibizioni nello storico CBGB's di New York solo per citare una piccola parte del curriculum di questa raffinatissima artista.
Patricia Lee conquista da subito la critica con il suo rock intelligente ed innovativo.
E conquista subito anche il pubblico con brani che hanno segnato un’epoca, come Because the Night, scritta per lei da Bruce Springsteen.
Personaggi illustri della scena musicale internazionale, Micheal Stipe e Morrissey tra gli altri, affermano di essere grati alla poetessa del rock, unica ed inesauribile fonte di ispirazione per tutti loro.
E allora non prendete impegni.
E se li avete già presi, cancellateli.
La sacerdotessa è in città, vietato mancare.
Inizio concerto ore 21.30.
Biglietti 25 euro.
Carroponte, via Granelli 1, 20099, Sesto San Giovanni (MI)
“Il corpo non è la prigione dell'anima ma il tempio dello Spirito.” (Pavel Nikolaevič Evdokimov).
Con questa frase potrei anche finir qua l’articolo. Ma come mai il corpo è così importante nella pratica dello Yoga? Perché una disciplina che tocca la sfera spirituale pone un accento così forte con la parte più esterna e superficiale dell’essere umano?
Il Buddhismo, afferma, che il nostro “ego” è composto da un insieme di più parti spazzando via la percezione errata di un sé o di un unico ego che sussiste di per sé o assolutamente immutabile. Difatti asserire “io” nel Buddhismo è un concetto in partenza errato se non si pensa che, come qualsiasi piatto della nostra tradizione mediterranea, è composto da più ingredienti.
Facciamola semplice e facile facile perché fa caldo e il cervello è già in fumo. Il così detto IO (=lasagna) è formato da tante parti (=INGREDIENTI): avete mai visto una lasagna che è prodotta già lasagna all’origine?
Gli ingredienti di base sono le parti esteriori mentre la tecnica di preparazione i 5 sensi per poi proseguire fino al “trucchetto della nonna” che consiste nel tener uniti gli ingredienti tra loro ottenendo un risultato meravigliosamente buono al palato: mozzarella non troppo acquosa, parmigiano, pan grattato o una buona besciamella. Se tutto ciò non è dosato bene una parte prevale sull’altra e rischiamo di avere un piatto troppo “solido” (uomo razionale completamente attaccato alla materia, un cavallo con i paraocchi) o un piatto troppo liquido (uomo completamente perso nel magico mondo dell’irrazionalità, un’Alice imbruttita).
Insomma senza il “trucchetto della nonna” il piatto rischia di diventare malmostoso o troppo leggero per sfamarci.
Tra i “trucchetti della nonna” posso annoverare discipline antiche e raffinate come la meditazione, la preghiera, i mantra, la recitazione di un rosario e lo Yoga.
Azioni che collegano le diverse parti dell’uomo: che siano due o mille quasi tutte le grandi religioni affermano l’importanza che ha un giusto collegamento tra le diverse parti dell’essere umano; che sia anima e corpo semplicemente, o aggregati di vario genere, il link resta sempre importante e indiscusso nella vita di ogni uomo. Eppure ci sono barriere che tengono le diverse sfere separate…i diversi ingredienti nel congelatore non permettendoci di scongelare e mettere tutto insieme in un armonico insieme.
La radice stessa della parola Yoga significa unione: mettendo alla prova il nostro corpo, combinato con il respiro e la mente e con il continuo susseguirsi di Asana e momenti meditativi il meccanismo di congelamento automatico si spegne pian piano facendoci godere di una qualità di vita maggiore dominata da una consapevolezza che non immaginavamo neanche. Avere la sensazione di muovere il corpo non solo in gesti meccanici è la grande scoperta/qualità dello Yoga: una scoperta fatta millenni fa e che ancora oggi diviene concetto raffinato e contemporaneo allo stesso tempo; un motivo di ricerca che spinge sempre più a oltrepassare in modo equilibrato i propri limiti non solo fisici ma anche mentali.
Tutti gli uomini partono con ingredienti “buoni” di base che man mano, e con il tempo, tendono a deteriorarsi lasciandoli là a marcire in dispensa oppure scegliendo un libro di ricette sbagliato che non fa dosare bene gli ingredienti. E la paura di tirarli fuori o pensare che non siano abbastanza per la pratica dello Yoga è uno dei limiti che ci poniamo per non incominciare mai o non provare anche se in noi c’è un barlume di voglia di cambiar qualcosa.
Ovviamente non potrà andar bene a primo colpo…o forse si, le vie del Karma sono infinite, ma applicare i giusti principi del Food Design al nostro corpo è un piacere, ma anche un dovere.
Regalare metodi di cottura yogici per i nostri aggregati umani è un modo per viver meglio, per rilassarsi meglio e per cogliere al meglio i nostri momenti felici e affrontare al meglio i nostri momenti di infelicità.
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di
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Se c’è un artista che non ha bisogno di presentazioni, che basta nominare per dipingere sul volto degli astanti un misto di ammirazione e nostalgia, legata a tutti i ricordi a cui necessariamente Lui ha fatto da colonna sonora, be, quell’artista è Francesco De Gregori. Diciamocelo, chi non ha memoria di almeno un momento della propria vita che sia legato a doppio filo con quella voce da eterno ragazzo e quelle melodie dal sapore così mediterraneo.
Parte della nostra storia, da individui e da italiani, come un preziosissimo gioiello di famiglia, De Gregori ha tuttavia sempre avuto la capacità di sintonizzarsi perfettamente con i tempi cangianti; pur mantenendo il suo ineguagliabile spirito di cantastorie e grande amatore della vita (e delle donne), non ha mai smesso di scrivere meravigliosi brani, grandissimi successi anche anni dopo la pubblicazione dei suoi più grandi capolavori, da Generale a Rimmel, da Titanic ad Alice, da Viva l’Italia a La Donna Cannone. Scoperto da Fabrizio de Andrè in un piccolo studio di registrazione di Roma, sua città natale, ha spiccato il volo con Rimmel, e da li ha volato con le sue ali, diventando uno dei pochi cantautori in grado di “competere” (passatemi il termine, ovviamente di competizione non si tratta) con lo stesso Fabrizio.
Un’avventura musicale lunga una vita lo ha portato nel 2012 alla pubblicazione del suo ultimo album, Sulla Strada, già entrato nei cuori dei suoi più devoti fan, affezionatissimi ai suoi dischi, ma anche, e forse soprattutto, a Francesco, il Principe, il poeta, il giornalista, il musicista di strada, il compagno di viaggio, anche se solo con la voce e con le dita.
In occasione dell’Arconati Music Festival Francesco De Gregori suonerà sul palco allestito nella magica villa alle porte di Milano insieme a Paolo Giovenchi e Lucio Bardi alle chitarre, Alessandro Arianti alle tastiere e fisarmonica, Alessandro Valle al mandolino e pedal steel guitar, Guido Guglielminetti al basso, Stefano Parenti alla batteria, Elena Cirillo al violino.
13/07/2013 Villa Arconati, Bollate (MI) Inizio concerti 21,30 Poltronissima Prima 36€ Poltronissima 31€ Poltrona 26€
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