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"Fondo Biagi", l'ultimo ed importante fondo filmico entrato negli archivi della cineteca Italiana.

Da qui prende spunto tutta una serie di appuntamenti che costituiscono il progetto Enzo Biagi e la Scala di Milano, presentato presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca italiana, dal 7 al 15 febbraio.

Un progetto che prevede anche la presentazione in anteprima de La Grande Scala. Vintage, un prezioso film che racchiude alcune tra le più storiche interviste di Enzo Biagi ai tanti artisti che hanno fatto grande il teatro lirico più prestigioso del mondo.

Di proprietà di Sarah Nicora della Keyfilms-AccasFilm, "Fondo Biagi" si compone di innumerevoli metri di pellicola realizzati e destinati alla tv tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Di questi, troviamo tre lunghe interviste di Enzo Biagi a Woody Allen, Federico Fellini e Ugo Tognazzi, oltre che sei puntate della serie Un cronista alla scala, in cui il grande giornalista incontra alcuni tra i principali performer che hanno fatto grande il teatro milanese.

Ospite della serata di sabato 7 febbraio, al debutto quindi della proiezione, sarà Bice Biagi, figlia del grande Enzo.

Un'occasione, questa, per onorare la memoria di un grande giornalista italiano, e per rivivere, attraverso le sue interviste, biografia e carriera dei grandi del cinema italiano e non e di artisti che hanno reso prestigioso uno dei teatri patrimonio del nostro Paese.

 

Spazio Oberdan Milano

Viale Vittorio Veneto, 2

Per Informazioni: Tel. 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it

La grande Scala. Vintage: Sabato 7 febbraio (h 21.30) / Domenica 8 febbraio (h 15) / Lunedì 9 febbraio (h 19.15) / Domenica 15 febbraio (h 21)

Enzo Biagi "I ritratti", Ugo Tognazzi: Mercoledì 11 febbraio (h 17), ingresso libero con cinetessera

Enzo Biagi “I ritratti”, Woody Allen: Venerdì 13 febbraio (h 17), ingresso libero con cinetessera

Enzo Biagi "I ritratti", Federico Fellini: Sabato 14 febbraio (h 15), ingresso libero con cinetessera

Modalità d'ingresso:

  • Biglietto d’ingresso: intero € 7,00
  • Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: 5,50
  • Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50.
  • Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo             Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
  • Per le tre interviste ingresso libero per possessori di Cinetessera.
 

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Domenica 8 febbraio alle 11.30 alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano si terrà un divertentissimo spettacolo di ombre cinesi, tratto dal libro "Cacciatrice di calzini" di Alessandra Sala e illustrato da Nicole Curti.

Un libro che racconta le esilaranti avventure di cinque cuccioli di cocker, che devono affrontare la responsabilità di essere eredi di una famiglia di grandi fiutatori.

Uno spettacolo ideale per trascorrere una piacevole domenica mattina in famiglia, svagandosi e divertendosi assieme ai più piccini!

Età consigliata dai 6 anni

Feltrinelli di Piazza Piemonte 2/4

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Giovedì 5 febbraio il Circolo Magnolia ospiterà il live del duo minimal hip hop americano 18+, che presenterà il suo album d'esordio "Trust".

I 18+ sono una coppia californiana conosciutasi in rete nel 2011, attraverso il reciproco scambio di materiali musicali. Hanno finora autoprodotto tre mixtapes, e a partire dall'estate 2013 hanno iniziato a esibirsi in tutta Europa in location varie: dai locali notturni, alle gallerie d'arte fino ad arrivare alla Biennale di Venezia.

I 18+ si distinguono anche per la particolarità di produrre e distribuire durante i loro live oggetti personalizzati, come le chiavi della macchina, costumi da bagno, asciugamani, animazioni video in edizione limitata etc..

Le loro esibizioni sono molto semplici e dirette: due microfoni per i due artisti che rimangono fermi e impassibili per tutto il live, mentre dietro di loro si susseguono videoproiezioni di un immaginario digitale e paesaggi sonori affascinanti e perversi.

Un live ipnotizzante quello che si prospetta giovedì 5 febbraio con i 18+ al Magnolia.

CIRCOLO MAGNOLIA

Via Circonvallazione Idroscalo, 41, Segrate (MI)

Ingresso: 5,00 euro + tessera ARCI

Prevendite disponibili su www.mailticket.it

Apertura cancelli: 21.00

Inizio spettacoli: 22.00

Opening Dj Set:

WEIRD CLUB

INFO:

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel: 366 5005306

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Sfatiamo un mito: mangiare vegetariano o vegano non significa rinunciare a gusto e sapore. Proprio per questo siamo andati a curiosare all'Osteria al 55, in via Messina, a Milano, ovviamente al civico 55.

È qui che Michele Maino e Carlo Codarini accolgono la loro clientela per stupirli con la loro filosofia: cucina vegetariana (e vegan) per non vegetariani. E ci riescono in tutti i sensi: i sapori superbi, i profumi inebrianti e la gioia per gli occhi si sposano nei piatti originali e sempre nuovi che la loro cucina propone. I prodotti a km zero sono combinati magistralmente con spezie e pietanze da tutto il mondo.

Abbiamo provato per voi dei fantastici gnocchetti di patate viola con salsa di cavolo rosso, seguiti da una chèvre chaude con crostini di formaggio di capra, rivelatrice della scuola francese che si mescola con l'innovazione dello chef. La celebre ciliegina sulla torta si è presentata sottoforma di una cheesecake al gorgonzola con cavolo nero, squisita!

Non vi ha ancora conquistati? Questo posticino che sembra uscito da altri tempi vi propone un menu degustazione a 39 euro che prevede un tris di antipasti, un primo, un secondo e un dolce. A la carte vi potete sbizzarrire fra i curatissimi piatti come il risotto saltato con curcuma e roquefort, la millefoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, la tempura di verdure di stagione, i capunet - polpettine di grano saraceno in foglie di verza - alla cinese con verdure al salto. Intrigante e sicuramente da provare la dark salad, che ha l'aria di essere tutto fuorché la classica insalatina con foglioline verde e pomodorini: castagne d’acqua cinesi, radice di loto, rambutan, patata viola, mangostano e carote nere fanno comprendere il perché di questo nome così seducente. Per chiudere la cena con un sorriso, la proposta di "happy end" include un cuorecaldo al cioccolato con panna montata ai ras el hanout - che ricorda un po' il curry - oltre ai sorbetti di frutta, da provare quello al rabarbaro, o uno yogurt indiano in versione vegan.

L'Osteria al 55 propone, prenotando con un paio di giorni d'anticipo, anche cucina crudista, che prevede assaggi vegani cotti non oltre i 37 gradi.

Onore al merito, dunque, a questo ristorantino delizioso ma coraggioso che è riuscito a sdoganare un tipo di cucina che troppo spesso si auto-confina in una cerchia elitaria, riuscendo quindi a interpretare la cucina vegetariana a vantaggio di tutti i palati.

 

Indira Fassioni

Contatti:

Osteria al 55 | Via Messina, 55 - 20154 Milano | tel +39 0249752286 | Sito | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Esce oggi per Garrincha Dischi "Ho messo la sveglia per la rivoluzione", il secondo album dell'Orso, il loro primo LP di inediti. L'album ha esordito nella Top Ten di iTunes già in pre-order e il primo singolo "Giorni Migliori" ha ottenuto il primo posto nella classifica Alternative di iTunes. L'album è da oggi disponibile in tutti gli store, anche digitali e questo è il link per trovarlo su iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/ho-messo-la-sveglia-per-la/id954462794

In occasione dell'inizio del loro tour, che farà tappa al Biko di Milano giovedì 5 febbraio, Nerospinto ha avuto il piacere di intervistare la voce della band, Mattia Barro.

Com'è andata la data zero del nuovo tour? Bene, molto bene. Siamo riusciti a portare 200 persone ad un concerto a Ivrea, ed è una cosa bellissima anche perché a Ivrea non c'è un posto per i concerti, è una provincia di discoteche e club. Il live l'abbiamo fatto nel teatro della stazione, una zona molto figa che si sta rivalutando, mio padre dice che sembra di stare a Berlino. Poi c'era la mia famiglia, i miei amici d'infanzia, la ragazza del liceo (ride). No, lei in realtà non è venuta, non ci parliamo più. Ero molto emozionato: ci saremmo esibiti con la band nuova e il disco nuovo a Ivrea, a casa mia. Milano è una parentesi, io sono uno di quelli che arriva dalla provincia, va nella metropoli ma poi tornerà a casa. Per quanto mi piaccia Milano voglio tornare a Ivrea.

[intanto parte il video di If you had my love di Jennifer Lopez] Avrò avuto 12 anni, in questo video lei è abbastanza coperta e questo ci innervosiva tutti. (ride)

Cosa ci puoi dire a proposito dei cambiamenti nella formazione della band? Giulio, il nostro ex batterista, ha scelto di intraprendere la carriera attoriale. Invece con Tommaso c'erano divergenze da un po' di tempo, quindi in un periodo di pausa e di cambiamento della band abbiamo deciso che era inutile continuare a non capirsi. Nella nuova formazione c'è Francesco, che da due anni è anche il mio coinquilino e il fatto di vedersi ogni giorno porta a conoscere meglio i limiti dell'altra persona. Con lui ho già lavorato in altri progetti tipo The Swimmer, così come con Niccolò, il nuovo batterista. Omar l'ho conosciuto a giugno, al Garrincha Loves Bari, tramite Anna dell'Officina della Camomilla. Aveva appena lasciato la sua band e lui è uno che vuole suonare, io cercavo un chitarrista e ci siamo trovati subito, è molto veloce nel capire le cose e probabilmente fra noi è il più bravo a livello tecnico. Sono molto contento delle nuove scelte.

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A proposito di Garrincha, come sono i rapporti con l'etichetta? Abbiamo consolidato i rapporti in questi ultimi mesi. Non tutte le band sono della stessa città, per cui sono stati importanti i Garrincha Loves fatti in questi anni in giro per l'Italia. Per mettere da parte gli egocentrismi di ognuno e mettersi a parlare è necessario vivere delle situazioni insieme. L'anno scorso abbiamo giocato bene i posizionamenti  in cartellone di tutte le band in modo che tutti potessero sentirsi importanti alla stessa maniera, Lo Stato Sociale a parte. È anche giusto rendere merito a un gruppo che fa sempre il pieno, sono i golden boys della scena indipendente italiana ed è sbagliato nasconderli. Garrincha spende Lo Stato Sociale per rafforzare tutte le band, mentre ad esempio la 42 Records con I Cani ha sempre scelto di "proteggerli" e fare una cosa un po' esclusiva, farli suonare poco. È anche grazie a Lo Stato Sociale che L'Orso riesce a farsi conoscere. È un bene quando tutte le band hanno pari dignità e per arrivare a questo punto ci è voluto un po' di tempo. È diventato praticamente un rapporto familiare, per esempio lo studio di registrazione, si trova a casa di Matteo Romagnoli - fondatore della label. La casa si trova in provincia di Bologna, fuori città, a fianco c'è la casa di suo padre, si dorme da lui e si suona nello studio che è poi il soggiorno, è un modo secondo me anche più divertente di lavorare.

Come è stato lavorare all’ultimo album? Io e Francesco abbiamo lavorato insieme, a casa. Poi abbiamo portato in studio le canzoni scritte e con Gaia, Niccolò e Omar le abbiamo decostruite. Le canzoni erano già state scritte prima del cambio di formazione quindi gli altri sono arrivati a metà del processo creativo. Adesso abbiamo tre ragazzi che suonano con i controcoglioni e se ti fidi delle persone con cui lavori anche i risultati sono migliori. Poi con Romagnoli e Carota - Lo Stato Sociale - abbiamo fatto prendere delle derive molto diverse al nuovo disco. Ad esempio abbiamo provato a levare la chitarra, ripartire dalla la sezione ritmica e il cambiamento è stato molto stimolante e mi ha permesso di tirare fuori delle parti di me che generalmente non avrei saputo tirare fuori. Tutto il lavoro di produzione fa intraprendere nuove direzioni e con l'età ho capito che bisogna trovare la giusta ponderazione tra cuore e cervello, non sono per l'attitudine del punk ma nemmeno per il controllo spasmodico dei dettagli.

Sulla pagina facebook dell'Orso hai scritto che "bisogna uccidere i propri padri, per potersi autodeterminare" Sì è vero, lo trovo verissimo. E per fare questo disco abbiamo ucciso tutte le cose che dovevamo uccidere per sopravvivere. Abbiamo stravolto tutto quello che la gente pensava fosse l'Orso: soltanto chitarra acustica, orchestrazioni e canzoni d'amore. I padri erano sia chi eravamo noi, che la formazione. Se non fossimo cambiati avremmo fatto un disco di merda, L'Orso 2; anche il cinema ci ha dimostrato che i sequel non portano benissimo. Quando fai un disco sai che per due anni parlerai solo di quello. Serviva uno stacco, senza sarebbe stato tremendo, ci saremmo annoiati e non saremmo durati. I padri sono anche tanti altri limiti che abbiamo deciso di non imporci, altrimenti nel nuovo album non avremmo potuto mettere l'elettronica e il rap. Io faccio rap da quando ho 15 anni però non avevo mai fatto pezzi rap con L'Orso, in questo disco invece rappo in tre pezzi diversi, senza una vera base hip hop. Abbiamo fatto una bella strage di cose che avremmo dovuto uccidere.

Perché ultimamente tutti i pezzi usciti su YouTube sono inseriti in un lyrics video Perché i video su YouTube solo con la copertina mi uccidono, la pensa così anche Romagnoli. Poi per fare un lyric video non serve tanto né a livello di tempo né a livello economico, quindi per dare pari dignità a tutti i brani abbiamo scelto questa strada. Tra un po’ usciranno anche i video ufficiali del pezzo con Lo Stato Sociale, con i Costa, quello de “Il tempo ci ripagherà” e forse di “Shoegazer”, e quello di “Giorni Migliori” è già uscito invece. Poi la cosa bella che è venuta fuori coi lyrics video è che la gente li ricondivide molto di più, mette su Instagram lo screenshot con il testo, lo rende molto diretto e veloce. È  una cosa che mi è piaciuta molto, il problema è far stare una frase di senso compiuto in un frame. (ride)

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Far uscire le canzoni prima dell'album non è rischioso? Avete persino messo l’album in streaming su Rockit il giorno prima dell’uscita!

In questo periodo storico il "mi metto e ascolto il disco" è una cosa che facciamo in pochi. Il problema era dare dignità a tutte le canzoni al primo disco di inediti, 10 pezzi da far uscire con il loro video e dare a tutti la possibilità di sentirli. Il disco sarà comunque disponibile su YouTube e Spotify già dal 3 febbraio, quindi sarà comunque ascoltabile gratuitamente. Questa scelta è fatta soprattutto per far conoscere tutte le canzoni e non solo le solite due o tre.  E poi l’altro aspetto positivo è che chi verrà alle prime date a sentire il concerto potrà già cantare le canzoni con noi. Altri gruppi fanno qualcosa di più intelligente probabilmente, fanno uscire l'album e iniziano il tour dopo un mese così la gente ha il tempo di metabolizzare il disco. Il nostro disco doveva uscire un mese prima, ma poi sono cambiate le date e comunque abbiamo scelto di non far slittare il tour anche per testare i nuovi pezzi e la nuova formazione direttamente con il live e vedere le reazioni del pubblico. A Ivrea è stato particolare, abbiamo fatto 18 canzoni, di cui 11 uscite da settembre ad ora. Abbiamo scelto di sperimentare, non aver paura che il pubblico non sapesse le canzoni, poi c'erano le prime file coi fan accaniti che le sapevano già tutte.

Ecco appunto, questa sorta di fidelizzazione che sta avvenendo per voi e altre band Garrincha grazie ai social network e soprattutto ai fan club.  Che ne pensi? È quello che avrei voluto avere io da ragazzino. Ho letto una bellissima intervista di Mark Ronson che diceva: "Sono tra  i numeri uno e tutti mi vogliono. Ho fatto duemila cose ma io continuo a scrivere la musica per il quindicenne che ero" e mi ci ritrovo molto. Voglio che qualsiasi cosa faccia con i miei progetti sia di gradimento per quello che ero a 18 anni. È il mio punto di riferimento, quando scrivo devo dare sempre conto al ragazzino che ero, quando ero puro al mille per cento. Ero malato di musica, andavo a 100 concerti all’anno, e mi gasavo, morivo dalla voglia di conoscere le band e avere il loro autografo anche se nessun altro lo voleva ed erano semisconosciuti. È quello il vero giudice cui faccio riferimento. Ora sono cresciuto; ho studiato, ascoltato, letto, girato il mondo, e delle recensioni non me ne frega niente. Io per ora sto scrivendo per quel ragazzino che mi deve dire che sono onesto, ho detto la verità e quello che pensavo, se inizio a cambiare una parola per ammiccare al pubblico penso al ragazzino che mi direbbe che questa cosa all'epoca mi sarebbe andata di traverso. Se Matteo in studio vuole farmi cambiare qualcosa litighiamo come fratello maggiore e minore e ci mettiamo il muso.  Poi è vero che a volte quando scrivi, rivedi, modifichi e cambi la stesura, a volte ci sta, basta che lo faccia per te stesso e non per gli altri perché poi quando la canterai live  ti darà fastidio, mi è successo ad esempio con “Con i chilometri contro”. È ovvio cambiare e fare autocritica: “Ottobre come Settembre” adesso dico "che merda!", la trovo pretenziosa e non mi piace, però all'epoca quando l'ho scritta era perfetta. E questo è il motivo per cui ti evolvi, di base la critica te la fai da solo, senza finisci a fare merda. Fortunatamente il mio giudice ce l'ho ed è ben presente. E questo mi fa odiare metà della scena indie italiana (ride).

Il nuovo album si intitola “Ho messo la sveglia per la rivoluzione”. La rivoluzione ha qualche accezione di carattere politico o no? No, assolutamente no. Di base parlo della rivoluzione interiore. Il problema di chi fa politica con la musica è che pensa sempre che la rivoluzione debba essere imposta, senza neanche sapere cosa rivoluzionare. Io penso che prima della rivoluzione sociale ci sia quella personale, tutti dicono che va di merda e bisogna cambiare le cose, una concezione generale e vaga, noi lo diciamo, il pubblico lo ripete, ma dirlo e basta serve a ben poco soprattutto se non c'è nemmeno una direzione. Quando sei il primo a cambiare allora puoi parlare anche agli altri. Si tratta anche di cose piccole, senza cambiare il mondo. Io odio l'ambiente italiano indipendente, non mi ci trovo, mi sento il bambino povero alla festa dei ricchi, ma non c'è nessun ricco in realtà, anche se l'attitudine è quella. Ad ogni modo “ho messo la sveglia per la rivoluzione” è una frase estratta da “Il tempo ci ripagherà”. È una critica a chi parla ma poi resta a casa, quando siamo a casa iniziamo a lavorare su noi stessi, poi la voglia per il resto viene. Se ci si riempie la bocca di parole belle e poi si rimane sul divano sembra di prendere per il culo un po' tutti.

[prima di salutarci, Mattia riceve un messaggio] Aspetta che c'è una discussione tra mia madre e mia nonna sul numero di persone al concerto. Mia nonna ha misurato quanta gente c'era da quanto è stata in coda per prendere l'acqua al bar.

Canali ufficiali de L'orso: www.facebook.com/lorsoband www.twitter.com/lorsoband www.garrinchadischi.it

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Pirelli, in fotografia, vuol dire Calendario. Quest’oggetto di culto da oltre cinquant'anni interpreta i cambiamenti sociali e culturali del mondo contemporaneo, anticipandone gli stili di vita. Le immagini del Calendario Pirelli sono parte della nostra cultura poiché, come in pochi altri progetti in cui è protagonista la fotografia, sono testimoni di particolari cambiamenti, di nuove mode, di nuove idee e di tante invenzioni creative e tecniche, grazie soprattutto all’occhio attento di celebri autori internazionali, da Herb Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindberg a Bruce Weber, da Steve McCurry a Steven Meisel.

Oggi possiamo vedere con gli occhi dei più grandi fotografi come la realtà sia cambiata e come il modo di rappresentarla si sia evoluto. Con questa mostra si vuole invece mettere da parte per un attimo l’ordine cronologico e il susseguirsi degli anni scanditi dai calendari, dimenticandosi i riferimenti temporali in un processo di rilettura critica in grado di proporre una nuova dialettica, fatta di relazioni, analogie, citazioni e contrasti tra le immagini.

Nelle sale di Palazzo Reale di Milano è esposta al pubblico una selezione di oltre duecento fotografie tratte dalle varie edizioni del Calendario Pirelli – il primo risale al 1963. Curata da Walter Guadagnini e Amedeo Turello e promossa dal Comune di Milano, la mostra offre un itinerario tematico con l’intenzione di esplorare le relazioni, le analogie e i contrasti tra le immagini realizzate in oltre mezzo secolo. Cinque stanze, cinque luoghi di seduzione e di eleganza, accolgono il pubblico. La prima sezione, “L’incanto del mondo”, è incentrata su due elementi particolari, simboli di bellezza e di fascino: il paesaggio e l’espressione delle modelle. Con “Il fotografo e la sua musa (sedotti dall’arte)”, “Lo sguardo indiscreto” e “La natura dell’artificio” l’incontro è con l’espressione dei grandi pittori, con il gioco seduttivo e provocatorio, con la sperimentazione linguistica. Chiude “Il corpo in scena”: l’idea è di sorprendere il viaggiatore con una sovrapposizione di ruoli, tra realtà e finzione.

 

21 novembre 2014 - 22 febbraio 2015

The Cal - Collezione Pirelli Forma e Desiderio

A cura di Walter Guadagnini e Amedeo Turello promossa dal Comune di Milano

 

Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano

Orari Lun: 14.30 – 19.30 Mar – Mer – Ven – Dom: 09.30 – 19.30 Gio – Sab: 09.30 – 22.30

Biglietti Intero: 10,00€ Ridotto: 8,50€

www.mostrathecalpirelli.it

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Dal 4 al 8 febbraio al Teatro Verdi di Milano, saranno in scena Daniele Biacchessi, giornalista efficace narratore di teatro civile, e Giangilberto Monti, cantautore specializzato nella canzone francese d’autore, per raccontare con parole e musica di una coppia di artisti "contro" molto noti e discussi in Francia. Da noi forse meno conosciuti, questi personaggi raccontati dalla coppia Biacchessi - Monti, sono più che mai attuali, e nella loro vicenda non mancano possibili riferimenti a situazioni e personaggi altrettanto discussi e noti in Italia.

Lo spettacolo narra la vicenda avvenuta nel 1986, quando ad appena 41 anni d’età, muore in un incidente il buffone più amato di Francia, Michel Colucci detto Coluche. Sei anni prima, il comico si era candidato alle presidenziali francesi, un periodo nel quale il numero di disoccupati sorpassava in Francia la quota psicologica del milione e mezzo, l’inflazione balzava oltre il 13% e gli scioperi non si contavano, e i principali candidati alla Presidenza della Repubblica erano quattro: oltre al presidente uscente – il moderato Valery Giscard d’Estaing, travolto dagli scandali – correvano per il centro destra Jacques Chirac e per la sinistra il socialista François Mitterrand e il comunista Georges Marchais. A sorpresa, Coluche decise di candidarsi e il suo manifesto elettorale divenne un violento j’accuse contro la corruzione e l’insipienza dei politici francesi: “Prima di me la Francia era divisa in due, con me sarà piegata in quattro dal ridere”. In pochi mesi arriva al 15% di consensi a livello nazionale, importanti intellettuali lo appoggiano e i suoi spettacoli registrano il tutto esaurito, ma le continue minacce anonime e infine l’uccisione del suo braccio destro, lo convince a rinunciare. Poco dopo la sua scomparsa in un banale incidente stradale, a tutt'oggi mai chiarito, il suo grande amico Renaud Séchan, uno dei più apprezzati cantautori francesi, gli dedica l’appassionata canzone "Putain de Camion".

Sulla scena, l’attento cronista di tanti misteri della nostra Repubblica, Daniele Biacchessi, ci racconta insieme allo chansonnier Giangilberto Monti, questa strana storia di amicizia, politica e canzoni, tra risate amare e speranze di cambiamento, in una democrazia vulnerabile quanto quella in cui viviamo. Se il comico è il politico, chi è il vero buffone?

 

Giangilberto Monti, autore e interprete, ha all'attivo oltre dieci album come cantautore. Ha recitato con Dario Fo, di cui ha messo in scena il repertorio musicale, tradotto e cantato in italiano brani di Boris Vian, Léo Ferré e Serge Gainsbourg, ideato e condotto programmi per la Radio Svizzera, raccontato la vita degli chansonniers più ribelli in Maledetti Francesi (NdA, 2010), scritto per diversi comici dello Zelig. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei cantautori (2003, con Veronica Di Pietro), il Dizionario dei comici e del cabaret (2008) e La vera storia del cabaret (2012, con Flavio Oreglio). Nel cofanetto Comicanti.it (Egea Music, 2013) ha riassunto in due album musicali e un libro firmato con il giornalista Enzo Gentile, la storia della comicità musicale italiana. Recentemente ha pubblicato il romanzo storico L’Amore che fa Boum!, ispirato alla sua storia della Banda Bonnot (Prix Suisse 2004 per la radiofonia elvetica)". www.giangilbertomonti.it

Daniele Biacchessi è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano. E’ caporedattore per Radio24 - Il Sole 24 Ore. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il Premio Cronista per un'inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell'omicidio dell'editorialista del Corriere della Sera Walter Tobagi' Nel 2009 riceve il premio dedicato al fotografo freelance ucciso in Medio Oriente Raffaele Ciriello. Nel 2011 vince il prestigioso Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi con il jazzista Gaetano Liguori. Dal 1975 lavora per numerose testate e collabora con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, l'Unità, Avvenimenti e L'Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio.. È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani. Daniele Biacchessi scrive libri d'inchiesta sul terrorismo, sulla diossina dalla ICMESA di Seveso, sull'omicidio di Fausto e Iaio. Sul caso di Enzo Tortora. Raccoglie e racconta le storie di Ilaria Alpi, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello. Negli ultimi anni raccoglie in alcuni volumi le storie dei combattenti della lotta di Liberazione e della Resistenza italiana. Dal 2003 trasferisce gran parte del suo lavoro giornalistico nel teatro civile. Come autore, regista e interprete di teatro di narrazione narra il disastro di Seveso La fabbrica dei profumi, le stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e di Marzabotto del 1944, lo scandalo dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "armadio della vergogna", le stragi della strategia della tensione nello spettacolo Il paese della vergogna, le storie dei giornalisti italiani uccisi in zone di conflitto Passione reporter. Racconta l'impegno antimafia di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il dramma delle morti sul lavoro Il lavoro rende liberi, le battaglie per l'acqua pubblica, contro gli abusi ambientali, gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, la Resistenza. Dal vivo collabora stabilmente con i musicisti Gaetano Liguori, Gang, Michele Fusiello, Andrea Sigona, Antonio Righetti, Massimo Priviero, artisti della scena jazz, rock, blues e canzone d'autore italiana. www.danielebiacchessi.it

 

4- 8 febbraio 2015

Coluche e Renaud

Di e con Daniele Biacchessi e Giangilberto Monti Percussioni: Paolo Rigotto Luci Ombretta: Nai Foto: Daniele Poli

Venerdì 6 febbraio Teatro Verdi / Koro Wine Bar (dalle 19.00 alle 20.00) "Aperitivo con lo chansonnier" Giangilberto Monti racconta il mondo di Renaud Séchan (fisarmonica Roberto Carlotti)

Teatro Verdi Via Pastrengo 16, Milano Tel. 02 6880038 http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi.html

Orari Spettacoli: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30

Biglietti: Intero 20€ Convenzionati 14€ Ridotto (over 65/under 25) 10€ Mercoledì posto unico 10€ Aperitivo venerdì 6 febbraio: 6€

Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita). La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.

 

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Dal 2 al 15 febbraio al Teatro della Cooperativa di Milano va in scena la commedia brillante "Il neurone innamorato": l'amore è qualcosa di romantico e impalpabile, o è solo una reazione chimica del cervello umano? Ecco il grande dilemma dell'uomo moderno. E per risolvere questo dilemma, perché scegliere tra uno spettacolo umoristico sull'amore, una lectio magistralis sulla chimica dei sentimenti e una commedia irresistibile sulla coppia e le tecniche di corteggiamento, quando si può avere tutto insieme? Il "variegato gruppo" di comici e attrici, già protagonisti de "La cantatrice calva" campione di incassi nella scorsa stagione, sempre sotto la guida di Marco Rampoldi, vi aiuterà ad affrontare con leggerezza la dura realtà. 

Si sono scritti romanzi, saggi, poesie, canzoni, qualcuno ha dato la vita per amore, altri invece hanno dato molto… sotto la vita. Ma i professori Manera e Parassole vi racconteranno cosa accade veramente quando incontrate la donna o l'uomo della vostra vita, e nel vostro cervello si attiva il circuito del piacere, che agisce come una droga (però, è legale, non c'è il limite della modica quantità, e se ti fermano i carabinieri, non ti ritirano la patente per guida in stato di innamoramento); vi faranno capire perché scegliete proprio il vostro partner (è scientificamente provato che se un uomo vede una gnocca si può innamorare, se vede una cozza è più difficile); vi dimostreranno che nel terzo millennio la crisi del settimo anno arriva al terzo (se la coppia arriva al settimo anno vuol dire che, da quattro anni, tutti e due stanno con un altro). Claudio Batta, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi daranno vita a tutti i 'lui', le 'lei', gli amici che offrono consigli, in cui non potrete fare a meno di identificarvi, in un crescendo di divertimento. Alla fine sarà evidente a tutti che l’innamoramento non ha niente a che fare con il cuore! Dispiace per Petrarca, Shakespeare, Prévert e per tutti coloro che lo hanno esaltato all’inverosimile, ma l’amore è solo questione di testa… o meglio dei processi chimici del cervello.

Non è molto romantico, ma qualcuno doveva pur dirlo.

 

2 - 15 febbraio

Il neurone innamorato L’amore è un apostrofo rosa fra l’ipotalamo e la corteccia prefrontale

di Riccardo Piferi e Diego Parassole con Claudio Batta, Leonardo Manera, Diego Parassole, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi regia Marco Rampoldi assistente alla regia Paola Ornati scene Mattia Bordoni

Orari: Lunedì - sabato h. 20.45 Domenica h 16.00 Giovedì riposo

Prezzi: Intero 18 € Ridotti 15/9 €

Teatro della Cooperativa Via Hermada 8, Milano tel. 02.64749997 www.teatrodellacooperativa.it

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Debutta stasera 30 gennaio in anteprima nazionale al Teatro Officina di Milano Maphia 1963-2015. I testi di Tano Avanzato e Massimiliano Vergani, con un inserto di Giuseppe Fava, sono diretti da Massimo De Vita. Avanzato dividerà il palcoscenico con gli adolescenti del Laboratorio "Il centro dell'emozione" del Teatro Officina e insieme racconteranno i meccanismi della criminalità di 'ndrangheta  mafia anche tra i giovani. Tra le altre, vedremo le storie di Riccardo, 16 anni, schedato da quando ne aveva 10, vive a Quarto Oggiaro. Nella sua famiglia sono tutti pregiudicati e lui sa già che appena compirà 18 anni le forze dell'ordine verranno a prenderlo. Ma Riccardo non si farà prendere facilmente. Lui, che è così piccolino e magrolino che nel quartiere lo chiamiamo "Pulce", tiene in scacco un intero Commissariato da anni. Sui muri di Quarto Oggiaro il suo nome è esaltato e scritto a caratteri cubitali. È un idolo, perché è spavaldo. Come quando passa a 150 all'ora senza casco per le vie del quartiere o si mette di fronte a un treno che non si fermerà e si sposta solo all'ultimo, dimostrando tutto il suo coraggio. Junko Faruta anche lei ha 16 anni e l’unica sua colpa è aver rifiutato l’amore di uno dei figli della mafia giapponese. Per questo viene rapita, molestata per 44 giorni e poi brutalmente uccisa.

Dalle parole di Massimo De Vita: “Dalla Sicilia degli anni ’60 fino alla Milano capitale economica d’Italia: la violenza cresce e dilaga, una violenza non solo fisica, ma dispiegata nelle sue molteplici sfumature, nell'annientamento etico dell’individuo e nella rassegnazione. Anche tra i giovani, succubi di alcuni modelli ritenuti “vincenti” dai loro coetanei, un male oscuro di cui non vogliamo ammettere la realtà, qui fra noi”.

Dal 30 gennaio all’1 febbraio 2015 MAPHIA 1963_2015 prima nazionale Dalle terre contadine alle terre di Expo

INFO: Teatro Officina – Via S. Elembardo, 2 – 20126 Milano MM1 Staz. Gorla | Bus: linea 44 e 86 Informazioni e prenotazioni: LUN-VEN: 14.00-19.00 tel: 02.2553200 fax: 02.27000858 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.teatroofficina.it Orari spettacoli: feriali ore 21.00 – festivi ore 16.00 Ingresso €10 comprensivo di tessera associativa annuale Prenotazione obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

 

 

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Dal 3 al 27 febbraio 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta uno speciale "Omaggio a Wim Wenders" in occasione della consegna del riconoscimento alla carriera al Festival del Cinema di Berlino.

Il capolavoro di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado "Il sale della terra", una vera esperienza estetica esemplare e potente, verrà riproposto insieme ad alcuni dei migliori lungometraggi di Wenders, un regista che per coerenza tematica e rigore stilistico ha pochi eguali. Fra i titoli in programma, da segnalare le edizioni appena restaurate di due capolavori immortali, film simbolo del regista visionario: "Il cielo sopra Berlino", sinfonia della città di Berlino, sfiorata da immagini delicatissime nelle sue ore più buie, che racconta la storia di un angelo che vola sopra la città di Berlino all'indomani della seconda guerra mondiale e che per amore decide di rinunciare all'immortalità; "Paris, Texas", film osannato dalla critica ed ultimo del “periodo americano” di Wenders, un film malinconico e silenzioso che ci conduce dentro il rapporto fra un padre scomparso per anni in un isolamento sofferto seppur consapevole, e un figlio che lentamente torna a fidarsi di lui e a volergli bene. Questi due film saranno proposti anche presso Area Metropolis 2.0 mercoledì 18 e 25 febbraio alle ore 21,00. In rassegna, poi, tanti altri suoi film, alcuni dei quali sono "Alice nelle città", la storia di una profonda amicizia nata per caso fra una bambina e un uomo che decide di aiutare lei e sua madre; "Lisbon Story", un film sul cinema, una riflessione sui rapporti tra immagine e suono, pellicola e video, verità e menzogna, sull'opposizione tra cinema americano (delle storie) e cinema europeo (dello sguardo); "Lo stato delle cose", vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1982; "L’amico americano", un grande giallo, un thriller che si rifà ai capolavori della scuola americana, superandoli grazie a una visione più moderna delle cose; "Pina", emozionante pellicola dedicata all'acclamata coreografa e ballerina Pina Bausch.

 

3 - 27 Febbraio 2015

Omaggio a Wim Wenders

Programma e schede dei film

- Martedì 3 febbraio h 19,00 / Giovedì 5 febbraio h 21,15/ Venerdì 6 febbraio h 17,00 "Il sale della terra" R.: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado. Fot.: Hugo Barbier, J.R. Salgado. Mont.: Maxine Goedicke, Rob Myers. Brasile, Francia, Italia, 2014, col., 100’. Da quarant'anni Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un'umanità in pieno cambiamento. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea - conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa - si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l'ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.

- Mercoledì 4 febbraio h 19,00 / Giovedì 19 febbraio h 19,00 "Lisbon Story" R. e sc.: W. Wenders. Musica: Madredeus. Int.: Rüdiger Vogler, Patrick Bauchau, S. Benard Da Costa, M. de Oliveira. Germania/Port., 1995, col., 100’. La storia di un fonico chiamato a Lisbona dall’amico regista per un documentario. Ma a Lisbona non trova nessuno e così decide di perdersi nelle atmosfere affascinanti e misteriose della “città bianca”.

- Giovedì 5 febbraio h 16,30 / Martedì 17 febbraio h 18,45 "La terra dell’abbondanza" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Michael Meredith. Int.: Michelle Williams, John Diehl, Shaun Toub, Wendell Pierce, Richard Edson USA, 2004, col., 114’. Dopo aver vissuto all'estero per tanti anni a seguito del padre missionario, la giovane Lana torna negli Stati Uniti per studiare. Qui decide di aiutare suo zio Paul, veterano della guerra del Vietnam e unico fratello di sua madre - morta anni prima - che, dopo la tragedia dell'11 Settembre, vive in uno stato d'isolamento e di costante allerta temendo un nuovo attacco terroristico.

- Venerdì 6 febbraio h 21,15 / Mercoledì 18 febbraio h 16,45 "Alice nelle città" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Yella Rottländer, Laura Kreuzer, Edda Köchl. RFT, 1973, b/n, 110’, v.o., sott. ital. Gli sguardi posati sulle cose, sulle persone, sul tempo che passa di un uomo e di una bambina, compagni di un lungo viaggio dagli Stati Uniti alla Germania.

- Sabato 7 febbraio h 14,30 / Martedì 17 febbraio h 16,30 "Non bussare alla mia porta" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Int.: S. Shepard, Jessica Lange, Tim Roth, Sarah Polley, Eva Marie Saint, Gabriel Mann. Fr./Ger., 2005, col., 122’. Howard Spence, celebre attore di film western ormai sul viale del tramonto, si sta consumando fra alcol, droga e sesso. Quando scopre che una sua vecchia fiamma ha avuto un figlio da lui, decide di raggiungerla abbandonando il set di un film. L’incontro con la donna, fiera e ancora bellissima, costringerà Howard a fare i conti con un passato che forse potrebbe diventare occasione di riscatto alla sua profonda solitudine.

- Domenica 8 febbraio h 21,15 "Lo stato delle cose" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Robert Kramer. Int.: Patrick Bauchau, Paul Getty jr., Isabelle Weingarten, A. Goorwitz, Samuel Fuller, Roger Corman, W. Wenders. RFT/Port./USA/Fr./Ol., 1982, b/n, 120’, v.o., sott. ital. Friedrich, regista tedesco, sta girando in Portogallo, con finanziamenti americani, il remake di un film di fantascienza. Finisce la pellicola, il produttore è partito, le riprese si interrompono, i membri della troupe passano i giorni a non fare niente. Friedrich decide di andare negli Stati Uniti in cerca di soldi.

- Mercoledì 11 febbraio h 18,15 "Prima del calcio di rigore" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Peter Handke, dal romanzo La paura del portiere prima del calcio di rigore di P. Handke. Int.: Arthur Brass, kai Fischer, Erika Pluhar, Libgart Schwarz. RFT, 1971, col., 100’, v. o. sott. it. Tratto dal romanzo dello scrittore austriaco Peter Handke, il film narra di un uomo che uccide senza una ragione una commessa di cinema appena conosciuta. Dopodiché si mette in viaggio per nulla preoccupato delle conseguenze del suo gesto.

- Venerdì 13 febbraio h 18,30 "L’anima di un uomo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Chris Thomas King, Keith B. Brown, John Mayall, J.B. Lenoir, Skip James, Blind Willie Johnson. Ger./USA, 2002, b/n e col., 107’. In un dosato mix tra fiction, rare immagini di repertorio e spezzoni di documentari, le vicende personali e professionali, la musica e la vita di tre esponenti di primo piano del mondo del blues: Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir. Nel film, alcuni dei loro brani migliori sono interpretati da musicisti contemporanei fra i quali Shemekia Copeland, Garland Jeffreys, Chris Thomas King, Cassandra Wilson, Lou Reed e Nick Cave.

- Sabato 14 febbraio h 21,00 "Nel corso del tempo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Hans Zischler, Lisa Kreutzer, Rudolf Schündler. RFT, 1975, b/n, 175’, v.o., sott. ital. Il viaggio lungo la frontiera delle due Germanie di due uomini incontratisi per caso. Le giornate passate insieme, fatte di silenzi, incontri, complicità e conflitti, diventano l’occasione per un confronto con il loro passato e per una verifica delle loro speranze.

- Domenica 15 febbraio h 15,00 "Pina" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Jorge Puerta Armenta. Germania, 2011, 103’. Progetto nato dalla collaborazione tra la coreografa Pina Bausch, il regista Wim Wenders e lo stereografo Alain Derobe, in cui vengono proposte alcune celebri performance della direttrice artistica del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch che, a partire dal 1973, ha rivoluzionato il linguaggio della danza e le tecniche del balletto portando in scena leggendarie coreografie come quelle proposte nel documentario: "Café Müller", "Sacre du printemps", "Vollmond" e "Kontakthof".

- Mercoledì 18 febbraio h 21,15 "L’amico americano" R. e sc.: W. Wenders, dal romanzo Ripley’s Game di Patricia Highsmith. Int.: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Gerald Blain, Lisa Kreuzer, Nicholas Ray. RFT/Fr., 1977, col., 123’, v.o., sott. ital. Jonathan, restauratore e corniciaio colpito da un male incurabile, accetta l’incarico di uccidere un uomo da due loschi figuri conosciuti per caso. Il denaro guadagnato servirà alla moglie e al figlio dopo la sua morte. Ma dopo l’omicidio, le cose in famiglia cominciano ad andare male e così Jonathan si impegna per un’altra esecuzione, molto più rischiosa.

- Venerdì 20 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Peter Handke. Int.: Bruno Ganz, Otto Sander, Peter Falk, Solveig Donmartin, Nick Cave RFT/Fr., 1987, b/n & col., 130’. Berlino, fredda, misteriosa, affascinante, sotto gli occhi di due angeli che, non visti, si aggirano per le strade della città osservando le commoventi debolezze degli esseri umani. Poi uno di loro si innamora di una trapezista e, sull’esempio di un ex angelo diventato uomo, decide di fare la stessa scelta. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8

Venerdì 27 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Musica: Ry Cooder, D. Lindley, J. Dickinson. Int.: Harry Dean Stanton, Dean Stockwell, Nastassia Kinski, Aurore Clément. USA/RFT/Fr., 1984, col., 145’. La storia di un uomo che ha perduto la strada, se stesso, la propria moglie e il figlio. Non vede il bambino da molto tempo, ma lo ritrova a casa del fratello e con lui inizia un viaggio alla ricerca della madre nel tentativo di ricostruire la famiglia. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8

Calendario Aera Metropolis 2.0

- Mercoledì 18 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" Con Bruno Ganz e Peter Falk. Germania, 1987, 130’. Versione digitale restaurata.

- Mercoledì 25 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" Con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski. Usa, 1984, 150’. Versione digitale restaurata.

 

Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto, 2 - Milano 02.87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.cinetecamilano.it

Prezzo Biglietti: Intero: 7,00 € Ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

“Paris, Texas” e “Il cielo sopra Berlino”: intero € 10; ridotto € 8

 

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