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Pirelli, in fotografia, vuol dire Calendario. Quest’oggetto di culto da oltre cinquant'anni interpreta i cambiamenti sociali e culturali del mondo contemporaneo, anticipandone gli stili di vita. Le immagini del Calendario Pirelli sono parte della nostra cultura poiché, come in pochi altri progetti in cui è protagonista la fotografia, sono testimoni di particolari cambiamenti, di nuove mode, di nuove idee e di tante invenzioni creative e tecniche, grazie soprattutto all’occhio attento di celebri autori internazionali, da Herb Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindberg a Bruce Weber, da Steve McCurry a Steven Meisel.

Oggi possiamo vedere con gli occhi dei più grandi fotografi come la realtà sia cambiata e come il modo di rappresentarla si sia evoluto. Con questa mostra si vuole invece mettere da parte per un attimo l’ordine cronologico e il susseguirsi degli anni scanditi dai calendari, dimenticandosi i riferimenti temporali in un processo di rilettura critica in grado di proporre una nuova dialettica, fatta di relazioni, analogie, citazioni e contrasti tra le immagini.

Nelle sale di Palazzo Reale di Milano è esposta al pubblico una selezione di oltre duecento fotografie tratte dalle varie edizioni del Calendario Pirelli – il primo risale al 1963. Curata da Walter Guadagnini e Amedeo Turello e promossa dal Comune di Milano, la mostra offre un itinerario tematico con l’intenzione di esplorare le relazioni, le analogie e i contrasti tra le immagini realizzate in oltre mezzo secolo. Cinque stanze, cinque luoghi di seduzione e di eleganza, accolgono il pubblico. La prima sezione, “L’incanto del mondo”, è incentrata su due elementi particolari, simboli di bellezza e di fascino: il paesaggio e l’espressione delle modelle. Con “Il fotografo e la sua musa (sedotti dall’arte)”, “Lo sguardo indiscreto” e “La natura dell’artificio” l’incontro è con l’espressione dei grandi pittori, con il gioco seduttivo e provocatorio, con la sperimentazione linguistica. Chiude “Il corpo in scena”: l’idea è di sorprendere il viaggiatore con una sovrapposizione di ruoli, tra realtà e finzione.

 

21 novembre 2014 - 22 febbraio 2015

The Cal - Collezione Pirelli Forma e Desiderio

A cura di Walter Guadagnini e Amedeo Turello promossa dal Comune di Milano

 

Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano

Orari Lun: 14.30 – 19.30 Mar – Mer – Ven – Dom: 09.30 – 19.30 Gio – Sab: 09.30 – 22.30

Biglietti Intero: 10,00€ Ridotto: 8,50€

www.mostrathecalpirelli.it

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In concomitanza con la mostra dedicata a Donato Bramante (1443/44 - 1514) allestita presso la Pinacoteca di Brera fino al 22 marzo, il museo propone al pubblico un pomeriggio di conversazioni e video sulla poliedrica figura dell’artista, letterato e architetto: l'appuntamento è per giovedì 22 gennaio 2015, contemporaneamente al quale la mostra e la Pinacoteca saranno visitabili gratuitamente dalle ore 16.00 alle 17.30. Durante questo incontro si confronteranno il professor Mauro Natale, sui rapporti di Bramante con gli artisti lombardi e sull'impatto delle sue opere sul territorio, il giornalista Pier Luigi Panza, sulla produzione letteraria del maestro, e la regista Anna Zanoli, con la proiezione di un documentario dedicato al soggiorno bramantesco in Lombardia.

Spirito inquieto e ingegnoso, Donato Bramante si è sicuramente educato alla corte dei Montefeltro a Urbino, dove è stato in contatto con gli architetti, gli scultori e i pittori attivi per il duca Federico. Piero della Francesca deve avere giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione ma, rispetto all'impegno speculativo del pittore di San Sepolcro, in Donato ha prevalso un’attitudine pragmatica, una predisposizione ad essere “risoluto, presto e bonissimo inventore” (Vasari), da cui sono scaturite realizzazioni celeberrime, che hanno profondamente rinnovato il linguaggio architettonico in Italia tra Quattro e Cinquecento. Malgrado la fama, i suoi primi anni di attività sono ancora avvolti nel mistero, e nemmeno la prima testimonianza attendibile della sua presenza come pittore nella decorazione affrescata del Palazzo del Podestà a Bergamo (1477), aiuta a ricostruirne la cultura, per la qualità disomogenea e la natura irrimediabilmente frammentaria degli elementi superstiti, e quando nel 1481 è attestato per la prima volta a Milano, perché fornisce il disegno con architetture e figure che sarà inciso da Bernardo Prevedari (1481), Bramante è già un artista compiuto, capace di scardinare i parametri figurativi della tradizione locale. Con straordinaria forza inventiva, l’artista piega le regole della prospettiva e gli ordini dell’architettura classica in un linguaggio rigoroso, eloquente e coinvolgente, profondamente diverso dal classicismo erudito espresso da Andrea Mantegna nella vicina città di Mantova. Il rinnovamento innescato da Bramante nel territorio lombardo, in un momento di straordinaria vitalità culturale della corte sforzesca (con la presenza tra gli altri di Leonardo da Vinci e del poeta fiorentino Bernardo Bellincioni) tocca non solo l’architettura, ma anche (e forse in modo più esteso) l’insieme delle arti figurative, ed è su queste che si incentra il percorso dell’esposizione. Non si sottrarranno al suo fascino i protagonisti indiscussi della pittura rinascimentale in Lombardia: Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone, Bartolomeo Suardi (noto dal 1489 con il soprannome di Bramantino) e poi Bernardo Zenale reagiscono, ognuno secondo il proprio registro espressivo, al modo “eroico” di occupare e di rappresentare lo spazio, in cui il riferimento all’antico è la chiave essenziale per rendere attuale la rappresentazione della realtà. Ma anche scultori, plasticatori, orafi e miniatori coglieranno tematiche, motivi e suggestioni. A sua volta Bramante è segnato dai materiali, dalle tecniche, dalle esigenze di prestigio di una corte per molti aspetti ancora legata al mondo tardogotico; saprà praticare un’architettura di mattoni e di materiali umili, destinata a occupare spazi ristretti e a soddisfare nello stesso tempo le ambizioni dei committenti. La tribuna di Santa Maria delle Grazie, innestata su di una struttura preesistente, è l’esempio migliore della stupefacente capacità dell’artista di conciliare il linguaggio “moderno” (e perciò all’antica) con quello delle epoche precedenti: una crescita espressiva che probabilmente poteva maturare solo in Lombardia, dove i modelli “classici” che Bramante ha guardato appartengono soprattutto ai secoli alti del medioevo.

La mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499", aperta dal 4 dicembre 2014 al 22 marzo 2015, intende quindi evocare in primo luogo le tappe essenziali per la formazione dell’artista, e indagare il seguito che la sua attività ebbe in modo particolare a Milano e in Lombardia tra gli esponenti delle diverse arti figurative; le varie sezioni dell’esposizione, allestita nel percorso del museo, dialogano con le opere della collezione permanente, secondo il progetto di Corrado Anselmi. La mostra ha inoltre ricevuto l’importante sostegno di Giorgio Armani, che ha risposto con entusiasmo al Bando per la ricerca di finanziamenti lanciato dalla direzione del museo nel maggio 2014.

 

22 gennaio 2015, ore 17.30

Conversazioni intorno a Bramante in occasione della mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499"

Pinacoteca di Brera, Sala della Passione via Brera, 28 – Milano 02 72263.259 - 02 72263.266 www.brera.beniculturali.it

 

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Fino al 1° febbraio 2015 presso Palazzo Morando a Milano, ci sarà la mostra Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano.

La mostra è un omaggio alla cantante lirica Renata Tebaldi, organizzata in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa (Pesaro, 1922 – San Marino, 2004), ed è un'esposizione di abiti, accessori, gioielli e cappellini che ricostruiscono il gusto e la carriera di una delle artiste italiane più note nel dopoguerra. L'esposizione è solo una delle iniziative pensate dal Comune di Milano e dal Comitato Renata Tebaldi in occasione di questo anniversario, racchiuse nel programma "Passeggiata Tebaldi": al suo interno, troviamo una sorta di mappa dei luoghi da lei frequentati in città, ma anche concerti e, ultimo ma non ultimo, l'esposizione di fotografie, libri, locandine e cimeli della soprano nei negozi della Galleria Vittorio Emanuele II a partire dal mese di dicembre.

Renata Tebaldi fu ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rappresentando in ogni angolo del pianeta le opere di Verdi e Puccini, e questa esposizione ne celebra il ricordo nella consapevolezza di quanto sia importante la condivisione del concetto di “memoria”, svelando al contempo i mille volti della grande diva, omaggiando una fra le più straordinarie cantanti liriche italiane, milanese di adozione che, con la sua voce d’angelo e la rigorosa sapienza di musicista, ha inebriato le platee di ogni paese, portando nel mondo testimonianza dell’arte e della cultura italiana. Inoltre la cantante è la prima stella della lirica ad avere un app esclusivamente dedicata a lei, a riprova del suo eterno mito giunto fino alla contemporaneità.

Per lei furono disegnati abiti firmati da grandi artisti quali Beni Montresor, Giorgio De Chirico, Rosita Contreras, Hanae Mori, Stavropolus, e in rassegna, oltre agli abiti, saranno esposti oggetti personali, centinaia di fotografie e le onorificenze di cui la Signora Tebaldi fu insignita, tra cui quelle di Cavaliere di Gran Croce, di Commendatore e Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Grande plaque de vermeil de la Ville de Paris 1986, Cravate de Commandeur des Arts et Lettres 1987, Legion d’honneur 1996, oltre ai celebri riconoscimenti trasmessi nelle espressioni e negli scritti di personalità quali il Maestro Arturo Toscanini e J.F.Kennedy, e alla “Proclamation” del “Tebaldi day”, indetto in suo onore l’11 dicembre 1995 da Rudolph Giuliani, allora Sindaco di New York. Durante l'esposizione si potranno ascoltare brani musicali della cantante, video inediti e interviste televisive tratte dagli archivi dei teatri che hanno accolto l'artista.

La mostra proposta a Palazzo Morando è l’ultima tappa di un progetto espositivo itinerante, inaugurato il 19 dicembre 2005 al Teatro alla Scala di Milano in coproduzione con il Teatro Regio di Parma. Tappe successive sono state, da allora, il Teatro Massimo di Palermo, il Liceu di Barcellona e l’Opera di Losanna, il Palazzo Sheremetyev di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavnskij – Nemirovic-Dancenko di Mosca, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Lione, Trieste, New York e Pechino. Dal maggio 2015 la mostra proseguirà a Tokyo, Parigi , New York e Buenos Aires.

 

20 novembre 2014 - 1 febbraio 2015

Renata Tebaldi. Il mito del canto, lo stile della Diva nel cuore di Milano

Palazzo Morando - Costume Moda Immagine Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano 02 884 65735 / 64532 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.costumemodaimmagine.mi.it www.museorenatatebaldi.it

Orari: Dal martedì alla domenica dalle 9.00 - 13.00 / 14.00 - 17.30. Ultimo ingresso mezz'ora prima dell'orario di chiusura.

Biglietti: Ingresso libero

 

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Dal 22 gennaio per un mese, alla Triennale di Milano è in programma la mostra "Razione K", un progetto di Giulio Iacchetti con la collaborazione grafica di Massimo Pitis. Nell'anno di EXPO Milano 2015, che avrà come tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, la Triennale propone una riflessione sull'alimentazione dei militari, portando l’attenzione sulle Razione K, particolari confezioni alimentari inventate dei coniugi Keys (da cui la sigla "kappa"), che durante la Seconda guerra mondiale ha sfamato i soldati in situazioni d’emergenza. Veri e propri oggetti di studio per il mondo del design, questa razioni rispondono a precisi parametri progettuali e funzionali: minimo ingombro, attenzione per i dettagli, per le forme, per i codici colore, ma anche per il rendimento energetico e calorico.

Attraverso una selezione di casi esemplari, la mostra presenta le varie tipologie di queste razioni, diversamente sviluppate da ciascun esercito, e, contemporaneamente, racconta come si sostengono i militari quando sono impegnati sul fronte e in situazioni estreme.

Il curatore della mostra, Giulio Iacchetti, dice, spiegando come sia necessario un ritorno al valore dell’essenzialità come chiave per affrontare situazioni precarie: «Sono tutte contraddistinte da un’estrema essenzialità in termini di dimensioni, che si traduce in un packaging perfettamente idoneo al trasporto nello zaino. Questa piccola mostra vuole consegnare ai futuri visitatori dell’Expo 2015 uno sguardo inedito su questo particolare modo di pensare, e di progettare, il cibo.»

 

dal 22 gennaio al 22 febbraio

Razione K Il pasto del soldato in azione

Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30 Giovedi 10.30 - 23.00

Ingresso: Libero

Triennale di Milano Viale Alemagna, 6 20121 - Milano Tel. 02/724341 www.triennale.org

 

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Fino al 18 gennaio, sarà in mostra alla GAM Manzoni di Milano, BOLDINI - Parisien d’Italie, dedicata ad uno dei maggiori protagonisti della pittura della Belle Époque parigina, periodo tra i più fervidi e stravaganti della cultura artistica europea, immortalata nelle pennellate vivaci e scattanti di Giovanni Boldini. Al pittore ferrarese e al suo lungo soggiorno nella capitale francese, è dedicata un'esclusiva mostra di 40 opere, in gran parte provenienti da collezioni private, che vengono così rese visibili anche al grande pubblico, che vanno dal 1871 e il 1920 circa, il periodo della piena maturità creativa e stilistica di Boldini.

La mostra mette in scena lo stile elegante e la raffinata tecnica pittorica dell'artista, che valsero all'artista rapidamente riconoscimenti e fama. La sua pennellata mossa e scattante restituisce la vivacità tipica dell'epoca di fine secolo, mentre i suoi pastelli, dalla stesura immediata e volutamente incompiuta, ci testimoniano la sua capacità di cogliere l'essenza dei suoi soggetti, lasciando emergere la sintonia di sguardo fra Boldini e i suoi contemporanei come Degas, Manet e Sargent.

Grande importanza riveste l’universo femminile dell’alta società francese, catturato in quegli sguardi, ora intimi ora maliziosi, delle dame del tempo, che Boldini indaga con sensibilità mista ad attrazione, ritraendone attività quotidiane e momenti di intimità: dagli anni Novanta dell'Ottocento, sulle sue tele prende vita una galleria di personaggi illustri, di donne interpreti di una femminilità sempre più indipendente. Attrici, contesse e principesse del bel mondo parigino e non solo. In galleria saranno anche presenti le vedute della campagna francese e della Ville lumière, caratterizzate da un "realismo" del tutto particolare. L'artista ferrarese padroneggia sia il piccolo che il grande formato, basando ogni sua creazione sullo studio attento del vero,

Cresciuto artisticamente nella nativa Ferrara grazie al padre pittore, Giovanni Boldini nel 1862 si trasferisce a Firenze, dove entra in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, capeggiati da Giovanni Fattori. Qui manifesta un vivo interesse per i salotti eleganti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia, che vediamo da subito comparire nei suoi ritratti ambientati in interni domestici, seguiti dalle suggestioni tratte dagli Impressionisti che Boldini assimilerà nel suo soggiorno a Parigi.

 

24 ottobre 2014 - 18 gennaio 2015

Boldini - Parisien d’Italie

GAM Manzoni via A. Manzoni, 45 - Milano 02.62695107 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.gammanzoni.com

La mostra è curata da Enzo Savoia e da Francesco Luigi Maspes.

Orari: da martedì a domenica: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00

Costo Biglietti: Intero € 5 (€ 4 per i soci del Touring Club Italiano) Ridotto € 3 (ragazzi da 6 a 12 anni) Entrata gratuita per bambini da 0 a 5 anni; diversamente abili con accompagnatore; guide autorizzate e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali.

 

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Dal 3 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015, grazie all'iniziativa del Palazzo Reale di Milano e del Museo delle Belle Arti di Budapest, in collaborazione con le Gallerie d'Italia di Piazza Scala e Arthemisia Group, Palazzo Marino ospiterà una mostra gratuita in onore di Raffaello, promossa dal Comune di Milano, Intesa Sanpaolo e la Rinascente.

È diventato un appuntamento fisso quello che Palazzo Marino, nella sala Alessi, organizza ogni anno in occasione del Natale, per regalare le bellezze dell'arte ai milanesi attraverso una mostra a ingresso libero. L’esposizione di quest'anno omaggia Raffaello con il capolavoro che raffigura la cosiddetta Madonna Esterházy, proveniente dal Museo delle Belle Arti di Budapest. Un'opera dai richiami leonardeschi, per stessa volontà dell'autore, che creerà molta attesa tra milanesi e turisti. Il dipinto segna un momento importante nella vita di Raffaello: coincide infatti con la conclusione del periodo trascorso a Firenze, prima di essere chiamato a Roma da Papa Giulio II. L'opera verrà accolta da altri due dipinti milanesi, simili per soggetto e per epoca: la Vergine del Borghetto, la migliore copia antica della Vergine delle rocce di Leonardo, e la Madonna della Rosa di Giovanni Antonio Boltraffio: sarà così possibile osservare le affinità nelle espressioni dei volti e nelle pose dei personaggi, ma anche le profonde differenze nelle concezioni di paesaggi e luci, in modo da mettere a confronto Raffaello con i seguaci di Leonardo.

 

RAFFAELLO La Madonna Esterhazy

Milano, Palazzo Marino Sala Alessi 3 dicembre 2014 - 11 gennaio 2015

Orari:

Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30) Giovedì dalle ore 9.30 alle 22.30 31 dicembre chiusura ore 18.00 1 gennaio chiusura ore 22.30

 

 

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Fino all'11 gennaio 2015, a cura di Anna De Carlo e Giacomo Polin, sarà esposto alla Triennale di Milano l'archivio "privato" del geniale Giancarlo De Carlo, architetto, urbanista, polemista, appassionato uomo di cultura del XX secolo.

Attraverso il suo registro personale, si ripercorre l'impegno di De Carlo verso le tematiche che più gli stavano a cuore:  l’amore per la Grecia come luogo della mente e sorgente di molte riflessioni, oppure la passione per lo schizzo a mano libera, a volte secondo una vena descrittiva e funzionale all'approfondimento progettuale, a volte puramente creativa, quasi involontaria. La raccolta di questi schizzi prodotti soprattutto nell'ultima parte della sua vita, è ora custodita dalla figlia Anna, curatrice della mostra, e costituisce il cuore in qualche modo privato del suo archivio, i cui fondi “storici” si trovano allo IUAV di Venezia, in parte al MAXXI di Roma e al Beaubourg di Parigi.

Questi schizzi che la Triennale presenta nel decennale della scomparsa di De Carlo, molti dei quali inediti, non hanno nulla che vedere con le cosiddette “architetture di carta”, poiché nacquero per una ricerca del tutto personale, come suggestioni, idee, o semplici divertimenti. Piccoli disegni, quasi diagrammi concettuali e formali, che attraverso la loro incompletezza sembrano suggerirci uno spazio lasciato all'immaginazione: una progettazione “tentativa” che sembra preludere ad una partecipazione allargata.

Una mostra piccola ma preziosa, che intende indagare la qualità e l’originalità degli schizzi, di dimensioni anche molto diverse tra loro, esponendo una sorta di filo conduttore che lega di volta in volta tra loro tutte le opere, collegate ad un pensiero, al volto di un amico, ad un dettaglio decorativo, ad una architettura. Facendo ricorso anche a brani di testi particolarmente significativi, ad alcuni plastici in scala, e a filmati di interviste, l’obbiettivo è quello di rendere il più possibile evidente la totalità e la organicità del pensiero e dell’azione di De Carlo, sempre alla ricerca di una coerenza complessiva, di un’armonia mai solo estetica. Un ricordo sentimentale oltre che una mostra di architettura, un piccolo omaggio all'immagine meno conosciuta e più privata di Giancarlo De Carlo.

 

Giancarlo De Carlo (Genova, 12 dicembre 1919 – Milano, 4 giugno 2005) è stato un architetto italiano. È stato tra i primi a sperimentare ed applicare in architettura la partecipazione da parte degli utenti nelle fasi di progettazione. È conosciuto internazionalmente per essere uno tra i fondatori del movimento Team X che operò la prima vera rottura con il Movimento Moderno e le tesi funzionaliste di le Corbusier. Per la sua capacità di instaurare sempre delle relazioni forti tra teoria e pratica non convenzionali si è imposto come uno tra i pensatori più acuti dell'architettura italiana.

 

Giancarlo De Carlo. Schizzi Inediti

19 Dicembre 2014 - 11 Gennaio 2015

Triennale di Milano Viale Alemagna, 6 - Milano 02 724341 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.triennale.org

Orari: Martedì - Domenica: 10.30 - 20.30 Giovedì: 10.30 - 23.00

Ingresso: 2,00 €

 

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Un anno di mostre a Milano.

Mostre a Milano un anno di scatti d'autore con Salgado, Nachtwey e William Klein.

Presentato il programma delle prossime iniziative in calendario a Palazzo della Ragione. Fra gli eventi c'è anche una rassegna dedicata ai 'grandi spazi' che furono scalati ed esplorati da Walter Bonetti.

Il Palazzo della Ragione Prende il via con Sebastiao Salgado il ricco programma di mostre fotografiche, nel duecentesco Palazzo della Ragione, presentato dall'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno. Salgado è di scena dal 27 giugno al 2 novembre con 'Genesi': 245 immagini scattate nel corso di un itinerario in tutti i continenti e destinato a celebrare la bellezza del patrimonio naturale del nostro pianeta.

Da fine novembre ad aprile appuntamento con William Klein e la mostra itinerante che è già stata alla Tate Gallery di Londra e al Foam di Amsterdam. E' una retrospettiva sul lavoro di Klein non solo regista, ma anche artista, cineasta, designer e scrittore. Nello stesso periodo è in programma una rassegna dedicata a Walter Bonatti (Bergamo 1930-Roma 2011) e intitolata 'Nei grandi spazi': quelli che Bonatti affrontò prima come scalatore di altissimo livello e poi come esploratore nelle zone più selvagge della Terra.

Dal maggio al settembre 2015 è la volta di 'Gran Tour d'Italia: 80 grandi immagini selezionate fra le più significative che diversi fotografi hanno scattato nella varie parti della nazione. In ottobre del prossimo anno è la volta di un reportage del canadese di origine ucraina Edward Burtynsksy, dedicato al problema relativo al consumo delle risorse idriche nel mondo. Questa mostra si inserisce nel 'Festival dell'acqua', che rientra fra le iniziativa dell'Expo 2015. Tra il novembre del prossimo anno e il febbraio 2016 viene infine presentato il lavoro di James Nachtwey, considerato il fotoreporter di guerra erede di Robert Capa.

 

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Indira Fassioni

Conoscete e amate le opere del maestro Gustav Klimt?! Se è così, non potete perdervi la mostra in corso a Palazzo Reale dall'11 marzo e fino al 13 di luglio, che vi permetterà di immergervi nell'incanto e nella fascinazione che i dipinti dell'artista sanno sempre suscitare in chi vi si trova al cospetto, un viaggio questo, che è un'esperienza estetica ed emotiva che non dimenticherete.

Noi di Nerospinto ci siamo stati e vogliamo anticiparvi qualcosa di questa straordinaria esposizione, "Klimt. Alle origini di un mito" è una mostra promossa dal comune di Milano-Cultura, 24 Ore Cultura e Arthemisia Group, realizzata grazie alla collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna, e curata da uno dei più famosi studiosi di Klimt, Alfred Weidinger.

L'esposizione si propone di indagare non solo il suo lavoro artistico, ma anche i rapporti familiari e affettivi di Klimt, esplorando gli inizi alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e la sua grande passione per il teatro e la musica, attraverso  opere provenienti anche da altri importanti musei, tra cui diversi capolavori come Giuditta II, Girasole e Acqua mossa.

Il percorso espositivo si compone di ben 100 opere, nel tentativo di illustrare tutta la carriera dell’artista austriaco: dagli anni della sua formazione con gli studi di arte applicata all’istituto di Art and Craft, a quelli della Secessione Viennese (1897) che auspicava un rinnovamento artistico, per concludere il percorso con la ricostruzione del famoso Fregio di Beethoven (1902). Va detto che di Klimt sono esposti solo 20 dipinti ad olio, ma a mio parere ne vale comunque la pena, in quanto si possono ammirare dei grandi capolavori come Fuochi Fatui, Salomè, Adamo ed Eva (1917), una delle ultime opere dell’artista rimasta incompiuta.

Visitando l'esposizione si parte dalle prime opere, quelle più influenzate dall'arte accademica ufficiale, e ancora di uno stile acerbo, ma che già di differenziavano, per alcuni aspetti, da quelle degli artisti che erano suoi contemporanei, maestri e compagni di studi, nel confronto diretto con le opere di questi ultimi, alle creazioni più mature, influenzate dalla decorazione geometrica bidimensionale tipica delle stampe giapponesi tanto diffuse in quegli anni, con la ricchezza decorativa dell'Art Nouveau, di cui l'artista è considerato uno dei massimi rappresentanti, che si esprimeva anche nell'architettura e nel design di inizio '900, alle atmosfere decadenti e affascinanti delle sue figure umane. I personaggi si fanno preziosi e sempre più distanti, appartengono ad una realtà metafisica ed eterna, raccogliendo gli elementi tipici di un simbolismo prezioso, i richiami all'inconscio, la ricchezza e la morbidezza flessuosa delle forme.

Centrale è la rappresentazione femminile, dalla figura della donna ripresa nella vita quotidiana, alla prostituta, alla femme fatale sensuale, spesso ritratta con i capelli rossi o fluttuante come una sirena (stile molto in voga all'epoca, se si pensa alla Salomè di Oscar Wilde e alle illustrazioni di Aubrey Beardsley) , all'immagine crudele ma seducente che stringe in mano la testa di Giovanni Battista, drammatica e affascinante. Allegoria, simbolismo e un nascente espressionismo fanno di klimt il rappresentante di un’epoca “apparentemente” d’oro che si interrogava sull’esistenza, la vita, la morte, la vecchiaia, la fama, il rapporto uomo-donna, sulla natura, mettendo al primo posto l’umanità.

In lui prevale l'evocazione della realtà, piuttosto che la sua rappresentazione; la linea elegante, morbida e sinuosa, la bidimensionalità delle forme, l'accostamento sapiente dei colori, il preziosismo. Ma l'arte di Klimt non è esclusivamente espressione di un mondo interiore angosciato, come appare in molte sue opere: è capace di rendere al meglio anche l'ultima magica poesia di un bel paesaggio o la forza interiore che emana dai visi di alcuni ritratti femminili.

Di particolare rilievo i dipinti esposti che rappresentano "La Filosofia" e "La Medicina", la prima nonostante le critiche ricevute vinse il primo premio all'Esposizione Universale di parigi del 1900. Non si tratta più del limpido stile storicista tanto amato dai viennesi, ma un fluire di corpi simbolici e metafisici; non una parata dei grandi pensatori del passato ma un turbinio di forze oscure e non rassicuranti. A sinistra una massa di corpi in diversi atteggiamenti, giovani e anziani, disperati o sereni; a destra uno sfondo punteggiato di stelle su cui aleggia un volto misterioso (l'enigma del mondo) mentre in basso spunta un volto femminile radioso: La Filosofia. Klimt presenta La Medicina nello stesso stile de La Filosofia: stessi corpi fluttuanti che simboleggiano la vita, in mezzo ai quali vi è la Morte; si distacca una figura femminile nuda che rappresenta la liberazione dal dolore. In basso la figura mitologica di Hygeia (Igea) figlia di Esculapio, che impersona la medicina.

L'artista irrompeva i primi anni del ‘900 sulla scena austriaca insieme ad un gruppo di artisti ostili agli insegnamenti tradizionali dell’Accademia. Durante l'esposizione si illustra anche l'aspetto  privato ed intimo dell'uomo, dal rapporto con i due fratelli minori Ernst e George con i quali Gustav Klimt fondava la “Compagnia degli Artisti”, a quello artistico e professionale, per dedicare invece la sala finale al tema del fregio che fa da epilogo alla mostra, utile ad interpretare il nucleo espressivo dell’arte di Klimt.

La visita si muove sulle note della musica dell'epoca, e di brani di musica classica più nota con compositori come Beethoven, diffusa per le diverse sale, in particolare nella stupenda sala che contiene "Il Fregio di Beethoven" ispirato dalla nona sinfonia del musicista ricostruito così come Klimt l’aveva allestito nel 1902. Resta l’impressione di entrare nell’atmosfera dell’opera. Il fregio occupa tre pareti della sala (come allora) è formato da sette pannelli di 2 metri di altezza e 24 di lunghezza. Per far risaltare la superficie Klimt inserì frammenti di specchi, vetri e chiodi su una tecnica già molto elaborata di caseina su intonaco. Questo dipinto, in cui Klimt raffigura l’eterna lotta tra il male e il bene, è un tentativo di ricerca della felicità, simboleggiata da un albero dorato della vita e una ragazza che aspetta l’amato per abbracciarlo: una felicità ritrovata. Lo spazio è ricco di elementi decorativi che provengono da culture diverse, la presenza di figure che fluttuano accompagnando il cavaliere che, alla fine del suo percorso, giunge in un mondo di pura gioia che culmina in un bacio. La magia di questa sala è amplificata dalla musica di sottofondo che la rende davvero incantevole. Altri capolavori di Klimt sono ‘Salomè’, la tagliatrice di teste, la donna attraente e funesta, e ‘Adamo ed Eva opera finale di questa mostra, opera incompiuta, celebra la fine di un'epoca, la donna è bionda e l'uomo l'abbraccia rilassato,  quasi fosse la rappresentazione di un paradiso perduto, questa, tra le utlieme creazioni di Klimt, sembra celebrare l'aura di un mondo dorato che già non c'era più, o che forse mai c'era stato, se non in un lontano ideale soltanto evocato, ma che sempre riesce a rivivere ai nostri occhi nello splendore della sua opera.

 

 

 

Klimt. Alle origini di un mito

 11 marzo 2014 - 13 luglio 2014

 Palazzo Reale, Milano

 

ORARI:

Lunedì: 14.30-19-30

Martedì, mercoledì e domenica: 9.30-19.30

Giovedì, venerdì e sabato: 9.30-22.30

 

BIGLIETTI: intero €11, ridotto €9.50, ridotto speciale € 5.50

 

PER INFORMAZIONI:

www.comune.milano.it

www.klimtmilano.it

 

Giovanna Canonico

Alla Fiera di Milano a Rho dall’8 al 13 Aprile si terrà il grande atteso Salone del Mobile. Per l’occasione il comune di Milano offrirà l’ingresso gratuito ai musei civici del capoluogo lombardo.

 

I visitatori del Salone, ma anche i cittadini milanesi e i turisti, potranno entrare gratuitamente al Museo del Novecento, Museo Archeologico, Museo di Storia naturale, Musei del Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Acquario civico, Galleria d'arte moderna e Museo del Risorgimento.

Gratuitamente si avrà l’occasione di ammirare e conoscere le preziose collezioni artistiche, scientifiche e naturali che i musei civici di Milano offrono. Il mancato incasso di una settimana di musei è finanziato da Cosmit con uno stanziamento di 30-40 mila euro.

 

L’iniziativa dei musei civici gratis, in una settimana in cui a Milano sono attesi più di 300 mila visitatori, "è un modo per far considerare i musei non soltanto come luoghi in cui ci sono collezioni straordinarie ma come case da abitare e frequentare anche piu volte nel corso dell’anno" spiega l'assessore comunale alla Cultura, Filippo del Corno.

Il Salone del mobile sostiene la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli”, la grande retrospettiva dedicata a una figura fondamentale nella storia dell'arte del Rinascimento milanese e italiano curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, in collaborazione con l'architetto Piero Lissoni, che "farà dialogare le opere aggiungendo un segno di contemporaneità".

La mostra, che inaugurerà il 7 Aprile per gli ospiti del Salone, resterà aperta al pubblico dal 9 Aprile al 13 Luglio del 2014. La retrospettiva si svolgerà nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale e nella splendida Sala delle Cariatidi.

L’obiettivo dell’esposizione è quello di raccontare, lungo l’arco del Cinquecento, il percorso artistico del pittore milanese e dei suoi eredi attraverso una selezione di più di 200 opere.

 

Un’iniziativa del comune di Milano da non perdere. Per chi ama l’arte, per chi vuole conoscere le ricchezze artistiche, scientifiche e naturale che i musei del capoluogo lombardo offrono, Nerospinto consiglia di non lasciarsi sfuggire quest’occasione!

 

 

 

 

 

Per maggiori informazioni visitate il sito del comune di milano nella sezione News.

 

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