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Ci sono luoghi che sembrano creati per farci rallentare. Spazi in cui il tempo assume un ritmo diverso, più morbido, più umano. Il Castello di Miradolo, immerso nel verde a San Secondo di Pinerolo, è uno di questi. Il Castello è una storica dimora immersa nel verde, alle porte di Pinerolo, circondata da un grande parco romantico che ne custodisce il fascino. Oggi è un centro culturale vivo, sede della Fondazione Cosso, dove natura, arte e musica dialogano in modo armonioso. Tra alberi secolari, installazioni contemporanee e mostre temporanee.

Il Castello di Miradolo è un luogo che invita a rallentare e a vivere l’esperienza culturale come momento di bellezza e consapevolezza. Nel fine settimana del 14 e 15 febbraio 2026 diventa il palcoscenico di un San Valentino che va oltre la cena romantica, oltre i regali frettolosi, oltre le convenzioni.

Per due giorni il Castello apre le sue porte in via straordinaria dalle 10.00 alle 19.00, proponendo un programma che intreccia natura, creatività e convivialità. Non un semplice evento tematico, ma un invito a vivere l’amore in modo più ampio: amore per la vita, per la bellezza, per il tempo condiviso.

SABATO 14 FEBBRAIO

Ore 11.00, parte la visita guidata speciale nel parco, intitolata: “Il linguaggio dei fiori.” Un percorso tematico curato da Emanuela Durand, architetto paesaggista e profonda conoscitrice del patrimonio botanico storico. Il suo lavoro unisce ricerca, sensibilità estetica e divulgazione, trasformando il racconto del paesaggio in un’esperienza capace di connettere natura, memoria e cultura. Emanuela accompagnerà i partecipanti alla scoperta del significato simbolico di piante e fiori, intrecciando botanica, storia e sentimento. Si camminerà tra alberi secolari e fioriture invernali, ascoltando racconti di simbolismi e leggende. Un modo diverso per celebrare San Valentino, un modo diverso per stare insieme a chi si ama. Ogni pianta custodisce un messaggio, ogni fiore porta con sé un significato: passione, fedeltà, attesa, dedizione. La natura, spesso silenziosa, si trasforma in voce e racconta emozioni profonde attraverso forme e colori.

La visita guidata, non è solo una passeggiata, ma un’esperienza attiva che invita a osservare con occhi nuovi ciò che spesso diamo per scontato. In un’epoca in cui tutto è veloce, fermarsi ad ascoltare il linguaggio dei fiori diventa quasi un atto rivoluzionario.

Cream Tart Love Edition: la dolcezza si crea insieme

Il pomeriggio di sabato, alle 15.00 cambia atmosfera, ma non intensità. È il momento della: “Cream Tart Love Edition”, un laboratorio di pasticceria dedicato a chi ama mettere le mani in pasta e trasformare ingredienti semplici in qualcosa di speciale.

A guidare l’esperienza sarà il pastry chef Davide Muro dell’Antica Pasticceria Castino, realtà di riferimento nel panorama dolciario piemontese. La sua pasticceria coniuga tecnica precisa e sensibilità contemporanea, con una particolare attenzione all’equilibrio dei sapori e alla valorizzazione delle materie prime. Davide accompagnerà i partecipanti in tutte le fasi della preparazione di una Cream Tart a tema romantico. Dalla realizzazione della base di frolla alla preparazione della crema, fino al montaggio e alla decorazione finale, ogni passaggio sarà occasione per imparare, sperimentare e personalizzare la propria Cream Tart. La parte più bella? La libertà di scegliere forme, colori e dettagli ispirati all’amore. Cuori, petali, sfumature delicate o contrasti decisi: ognuno può dare alla propria torta un’impronta personale. Al termine del laboratorio, il proprio dolce si porta a casa! Un ricordo concreto di un pomeriggio condiviso, che profuma di zucchero, vaniglia e cura.

DOMENICA 15 FEBBRAIO

Il programma si apre alle famiglie con un’attività pensata per coinvolgere grandi e piccini: “Costruisci la tua maschera, un laboratorio creativo che unisce esplorazione e manualità.

L’appuntamento è alle 15.00 e alle 16.00 – Tutti insieme al parco con una passeggiata alla ricerca di elementi naturali: foglie, piccoli fiori, materiali vegetali. Ogni dettaglio raccolto farà parte di un progetto creativo, trasformandosi in una maschera realizzata a mano. È un modo semplice e potente per stimolare la fantasia dei bambini e, allo stesso tempo, rafforzare il legame con l’ambiente che li circonda. Toccare, osservare, scegliere, combinare: la natura diventa materia viva per esprimersi. E anche gli adulti riscoprono il piacere di creare senza schermi, senza distrazioni, solo con le mani e l’immaginazione.

Un San Valentino diverso, più autentico - Il fine settimana al Castello di Miradolo non propone un’idea di amore stereotipata. Non si tratta solo di coppie, ma di relazioni in senso ampio: con la natura, con la famiglia, con sé stessi. Un’occasione per vivere il tempo in modo più consapevole, per condividere esperienze che restano nella memoria.

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Cream Tart Love Edition
Laboratorio speciale di pasticceria
Costo: 50 euro a persona
Al termine del laboratorio è possibile partecipare a un aperitivo facoltativo a cura dell’Antica Pasticceria Castino, al costo di 15 euro.

Domenica 15 febbraio, ore 15 e ore 16
Costruisci la tua maschera
Attività creativa dedicata alle famiglie
Costo: 7 euro a partecipante

Biglietti di ingresso al Castello e al Parco
Intero: 15 euro
Ridotto over 65, gruppi e convenzioni: 12 euro
Ridotto 12-26 anni e universitari: 10 euro
Ridotto scuole secondarie di II grado di Pinerolo e Tessere PineCult: 5 euro
Gratuito: 0-11 anni, Abbonamento Torino Musei, persone con disabilità e accompagnatore

Informazioni e prenotazioni:
Telefono 0121 502761
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.fondazionecosso.com

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Nel meraviglioso paronama del Collio friulano, Cruna di Subida, wine country house a Cormòns, in occasione di San Valentino offre alle coppie di innamorati una formula speciale, manifesto dell'amore: una sola notte, una sola coppia, una sola suite disponibile. Una vera e propria esperienza all'insegna di esclusività e privacy, perfetta per la notte più romantica dell'anno.

Il 14 febbraio, la sala caminetto viene infatti riservata interamente a due persone. La struttura si chiude al resto del mondo, diventando un rifugio dal caos quotidiano.

L’esperienza inizia con un welcome drink esclusivo: una bottiglia selezionata e personalizzata con le iniziali degli ospiti, creata appositamente per l’occasione. Poi la suite, unico spazio disponibile per la notte, diventa alcova privata, sospesa tra luce e silenzio.

Alle 19.30 la coppia viene accompagnata nella sala caminetto per il menu degustazione “Al Lume del Caminetto”, servito da un cameriere dedicato. Il percorso gastronomico è profondamente radicato nel territorio: tagliere di affettati e formaggi locali con miele e composte home made; Toc in braide, polentina morbida con fonduta di Montasio e crunch di nocciole; tagliatelle fatte in casa con tartufo; uovo con pioggia di tartufo; cremoso al cioccolato con fragole fresche e piccola pasticceria fatta in casa.

I vini contribuiscono al ritmo della serata: Pinot Grigio spumantizzato LORIA, Ribolla Gialla DOC Collio 2023, Collio Bianco DOC 2023, Franconia del Collio 2023, Prosecco Rosé DOCG VISIO. Un racconto liquido che attraversa il territorio e ne restituisce complessità.

Al mattino, la colazione viene servita direttamente in suite. Senza orari imposti, con calma e lentezza.

«San Valentino, per noi, non è una data ma un gesto di attenzione – spiega Madi Cattaruzzi – Abbiamo scelto di dedicare una cena e la riservatezza della struttura ad una sola coppia, perché l’amore, come l’ospitalità autentica, ha bisogno di spazio, silenzio, libertà e tempo. E di sentirsi davvero unici».

Cruna di Subida nasce nel 2023 dal desiderio di Madi Cattaruzzi e Marco Perti di trasformare una casa centenaria, un tempo appartenuta a una famiglia tedesca, in un luogo capace di incarnare la loro idea di accoglienza. Già proprietari della vicina azienda agricola, hanno riconosciuto in quell’edificio il naturale prolungamento di uno stile di vita.

La struttura conta sei camere – due Deluxe, tre Junior Suite e una Suite – pensate come rifugi raccolti, con arredi Lago scelti per essenzialità e armonia. In ogni stanza una piccola cantinetta ospita etichette di produzione propria. Nel grande salotto delle colazioni, tra torte fatte in casa e prodotti locali, le opere del pittore friulano Enrico Ursella raccontano l’anima agricola del territorio.

Una location unica, che il 14 febbraio si chiude al mondo per celebrare l'intesa di una coppia di innamorati.

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San Valentino a Treviso si configura come un percorso sensoriale per due, tra profondità di sapori e atmosfere sospese. FERIA propone per l’occasione un menu dedicato a 130 euro, bevande escluse, pensato come un viaggio intimo e condiviso. Una serata che non celebra la ricorrenza in modo dichiarato, ma invita a una presenza reciproca, a un ascolto attento e a un piacere che nasce dal gusto, dal tempo rallentato e dall’equilibrio tra sorpresa e comfort.

FERIA nasce dall’idea di sottrarre rumore e restituire attenzione. La sala è concepita come uno spazio protetto e raccolto, dove la luce calibrata concentra lo sguardo sul tavolo e preserva un dialogo discreto tra gli ospiti. La cucina, guidata dallo chef Marco Feltrin, è costruita su gesti misurati, profumi che emergono gradualmente e sapori che privilegiano la profondità rispetto all’effetto immediato. In questa cornice, la serata di San Valentino assume una dimensione intima e condivisa: un’esperienza culinaria pensata per stimolare i sensi, accompagnando nell'esplorazione.

Il menu si sviluppa come una progressione armonica di sapori, capace di accompagnare gli ospiti tra calore, tensione aromatica e delicatezza. Tra le portate spicca il Granciporro con pomelo e pepe andaliman, una composizione che racconta con chiarezza la cifra della cucina di Feltrin: colta e istintiva, capace di attraversare suggestioni lontane per renderle familiari, riconoscibili e profondamente personali. Il senso del piccante, mai invasivo, diventa un elegante crescendo olfattivo nei Noodles con polpo arrostito e sambal roa, dove le texture dialogano con il ritmo della serata. Ogni portata è pensata per restare in equilibrio tra sorpresa e comfort, fino alla chiusura affidata ad Ananas, ibisco e miso al caffè, una combinazione che gioca tra dolcezza e amaro, tra memoria tropicale e raffinatezza asiatica.

L’esperienza è studiata per accompagnare due persone in una dimensione di ascolto: il piatto non pretende di mostrarsi, ma di raccontare una storia di ingredienti, tecniche e gesti, offrendo una traccia sensoriale da condividere e ricordare. In questa prospettiva, la cantina assume un ruolo chiave, non come semplice accompagnamento ma come presenza attenta. La selezione di vini fermentati e miscelati, curata da Juan Carlos Bojacá Herrera, è pensata per amplificare i timbri dei piatti senza interromperne la continuità emotiva, creando un dialogo costante tra calice e cucina.

La sala, definita da una luce calibrata che sembra sospendere il tempo, accoglie gli ospiti in un’atmosfera ovattata, dove ogni dettaglio è orientato a mettere a fuoco l’esperienza. Tavoli distanziati favoriscono la conversazione, mentre superfici ruvide, materiali naturali, tessuti caldi e tonalità terrose costruiscono un insieme di sobria eleganza. In questo contesto, San Valentino da FERIA diventa un invito a concedersi ascolto, presenza e piacere condiviso attraverso il gusto: un momento di silenziosa intensità, in cui l’attenzione è rivolta al piatto e al dialogo tra chi cucina e chi si lascia guidare.

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Il cioccolato ha da sempre affascinato i sensi umani, costituendosi tanto come un simbolo di amore e passione quanto di benessere e lunga vita. Nella cornice di San Valentino, il cioccolato fondente veste i panni di protagonista assoluto, svelando la sua duplice natura: un piacere che appaga i sensi e un elisir che nutre il corpo. Recenti ricerche scientifiche, tra cui quelle condotte dal King's College di Londra, hanno confermato ciò che le credenze popolari hanno sempre sostenuto: il fondente è ricco di teobromina, un composto capace di rallentare i processi di invecchiamento e di supportare la salute cardiovascolare.

Questa scoperta non solo rinvigorisce il fascino del fondente, ma lo consacra come scelta preferenziale in un'evoluzione culturale che riunisce piacere sensoriale e benessere fisico. Gli italiani, noti per i loro gusti raffinati e per un culto della gastronomia che affonda le radici in tradizioni secolari, non resistono al fascino del cioccolato fondente. Le statistiche parlano chiaro: durante il periodo compreso tra il 15 gennaio e il 15 febbraio 2025, il fondente ha sbaragliato la concorrenza arrivando al 7,56% delle preferenze, seguito dalla gustosa combinazione di nocciolato fondente e dalle note esotiche del pistacchio. A completare la scena troviamo il cioccolato bianco, con il suo abbraccio morbido, e il cioccolato al latte, che nonostante il suo calo di popolarità, continua a essere particolarmente apprezzato.

Ma ciò che rende unico il cioccolato fondente è la sua capacità di coniugare il piacere fisico a quello emotivo. Il cacao, ingrediente chiave, è noto per stimolare la produzione di endorfine e serotonina, ormoni che regolano il buonumore e il benessere emotivo, creando un legame profondo tra corpo e mente. In tal modo, San Valentino diventa un'opportunità per esplorare il cioccolato non solo come regalo, ma come esperienza condivisa che arricchisce e avvicina le coppie in modo tangibile e autentico.

Le collaborazioni innovative, come quella tra Choco Zero e MySecretCase, mettono in risalto il valore esperienziale del cioccolato. Le loro box, pensate per il piacere dei sensi, uniscono il sapore autentico del cioccolato senza zuccheri aggiunti con un percorso di giochi e complicità, invitando le coppie a scoprire l’erotismo e l'intimità attraverso un viaggio sensoriale completo. Le carte della linea “Spogliamoci” animano il processo, trasformando un semplice regalo in una celebrazione dell'arte di amare.

Choco Zero, con la sua filosofia che rispecchia questo connubio tra scienza e tradizione, guida il settore con una gamma di prodotti che riuniscono il piacere del cioccolato con le esigenze dietetiche moderne. Fondata con la missione di offrire dolcezza priva di zuccheri superflui, la marca è diventata una scelta privilegiata anche per chi deve tenere conto di restrizioni alimentari, grazie ai suoi ingredienti selezionati e alla cura artigianale tipica della cultura cioccolatiera italiana.

In sintesi, il cioccolato fondente non è solo un inno alla bellezza delle emozioni e delle relazioni umane, ma anche un'opzione culinaria che valorizza la salute. È un viaggio che intreccia scienza e passione, creando un mix irresistibile che celebra San Valentino con un linguaggio universale di amore e piacere consapevole.

 

Dario Aggioli, attore, regista e direttore artistico romano ci parla del suo nuovo spettacolo: Porno Mondo, un'interessante sperimentazione intorno al binomio sesso-nuovi media in equilibrio tra mockumentary, mascherine e social dating, il cui debutto è previsto per marzo 2014.

N: Da cosa nasce Porno Mondo?

D: Lo spettacolo nasce da uno scherzo telefonico che un mio alunno del liceo mi ha fatto. Invece di darmi il numero di sua madre mi ha dato quello a cui rispondeva la segreteria (molto fantasiosa) di una prostituta. Poi la ricerca sul web di questa tizia per capire se era vera o meno. E il mondo che gira intorno al porno è stata una scoperta. I forum che recensiscono le escort su tutto!

N: Lo spettacolo è frutto di una coproduzione tra tre realtà del territorio romano: Teatro Forsennato, Teatro dell’Orologio e Teatro Tor di Nona. Chi c'è dietro queste realtà e perché si è deciso di collaborare ad un progetto di questo genere?

D: Per la verità il Teatro dell'Orologio per ora ci ospita soltanto, ma stiamo valutando di farlo entrare per lanciarlo (loro hanno proposto conferenze stampa in club privé o qualcosa di simile) Il Tor di Nona è il teatro che dirigo e che ci ospiterà per le prove (e perciò una spesa si abbatte così facilmente) mentre Teatro Forsennato è la mia compagnia.

N: Dalla presentazione dello spettacolo sembra che lo spettatore sia chiamato a partecipare ad un insolito gioco/reality ispirato ai più comuni social network per "incontri". C'è una propensione verso il voler far vivere un'esperienza al pubblico?

D: Solitamente nei miei spettacoli il pubblico in minima parte è coinvolto, qui verrà rimorchiato prima senza saperlo attraverso delle applicazioni come Grindr oppure verrà coinvolta gente che non sa nemmeno che esiste lo spettacolo...

N: Attraverso la pratica teatrale e la messinscena probabilmente quello spazio protetto dalla virtualità dell'azione viene meno:  da dove nasce l'esigenza quasi scaramantica di rendere pubblico qualcosa che solitamente è assolutamente intimo e personale?

D: L'esigenza nasce dal fatto che intimo e personale ormai non lo è più. Sta mutando. Immaginate solo che per i pochi che hanno i google glass, molti hanno fatto avatar sessuali che su google earth o maps puoi incrociare e sostuire a chi hai di fronte, solo indossando degli occhiali... Oppure immaginate che nei ragazzi sotto i 18 anni, 1 su 4 ha ripreso un atto sessuale (e spesso sono le donne a proporlo).

N: Nella presentazione si parla anche di “Mockumentary”, una sorta di finto documentario, ma la pornografia appartiene già all'ambito della fiction, anche se il tutto è 'realmente giocato dagli attori'. Qualcosa che assomiglia molto al teatro. Qual'è dunque nello spettacolo il confine tra realtà e finzione?

D: Per prima cosa non non parliamo di pornografia (almeno non solo), ma del rapporto tra sesso e nuovi media. Lo facciamo usando il linguaggio del mockumentary, ma ribaltandolo. Nel senso che il mockumentary è un finto documentario che usa quel linguaggio per costruire e raccontare come verità ciò che è finto, mentre noi vogliamo fare un documentario che usi il linguaggio del mockumentary per raccontare quanto c'è di falso in quella verità.

N: Leggendo la sinossi di Porno Mondo mi viene da pensare ad uno studio sociologico. Che ne pensi?

D: Uno studio sociologico? Può darsi... C'è anche quello... E' uno sguardo che non vorremmo, almeno per ora, indirizzare aprioristicamente...

N: Utilizzerete degli elementi particolari durante la messa in scena, come le mascherine per attori e spettatori e i pop-up. Perché questa scelta?

D: I pop-up saranno delle vere e proprie scene, costruite come quelle disturbanti pubblicità. Le mascherine sono un elemento importante nell'estetica del mondo delle cam e funzionale a quel momento. Queste saranno funzionali anche in un momento in cui "qualcuno" vedrà il nostro pubblico e noi per evitare di fare 50/100 liberatorie a replica, le faremo indossare al pubblico presente in sala!

N: Che cos'e per te la pornografia e quali interazioni può avere con l'arte?

D: Non so cosa sia la pornografia o meglio non me lo voglio domandare in questa fase del lavoro. Vorrei approcciarmi al tema come se fossi il Candido di Voltaire (anche se candido non sono). Ma a parte tutto è un termine ottocentesco come origine, anche se in greco vuol dire disegno osceno o qualcosa di simile ed è un termine che è nato proprio per distinguere questi disegni o immagini dall'arte. Perciò interagisce in tutto dato che molte cose possono essere al confine tra una e l'altra.

N: Se dovessimo parlare di "efficacia" e di "confini" (non per forza intesi come limiti) della provocazione praticata nell'oggi, a te cosa verrebbe da dire?

D: Bisogna capire cosa si intende per provocazione: spesso oggi la provocazione, come anche la satira, non è efficace perché è utilizzata per far ridere e non per smuovere. Spesso si fa satira e si provoca il politico per farlo ridere di sé, interrogarlo, ma non farlo incazzare, smuovere qualcosa, fargli ribaltare la sedia, farlo licenziare. L'ormai compianto Salone Margherita, le sue ballerine e i Pippi Franchi, invitavano addirittura i politici a mischiarsi con le loro macchiette. O il Bersani che appare e fa il doppio al Crozza suo sosia/socio. Questa non è satira, non provoca, non è provocazione, perché i confini non sono più presi in considerazione come un luogo da provare a valicare, ma delle linee da rimarcare; l'efficacia non è più un obiettivo, una necessità, ma una opzione alla provocazione.

N: Come vivi il tuo essere un teatrante?

D: Come vivo il mio essere teatrante? Come l'ho iniziato: non sapevo di volerlo fare, non ero intenzionato a farlo, poi ho iniziato per fare altro (il mio primo spettacolo doveva essere la mia tesi in filosofia), poi delle persone mi hanno chiesto di lavorare con me, poi ho continuato, mi sono divertito e continuo a giocare. Lo vivo giocando.

N: Dal libro del significato dei nomi:

Dario. Dal greco Dareios, le parole persiane daraya e vahu significano insieme "che possiede il bene". Dario è pratico, socievole, eloquente e positivo, solo dopo una giovinezza incerta e un po' schiva punta alla meta. Ama la compagnia, la vita comoda e la buona tavola. Non gli piace avere difficoltà sia nella vita che con gli affetti, anzi vuole essere sempre coccolato e protetto dall'amore della sua compagna che la ricerca fedele, serena ed equilibrata. Dario è molto vanitoso, gli piace apparire, per nulla diplomatico ed incapace di curare i propri interessi. Ipocondriaco.

Nomen omen?

D: Totalmente uguale a me, tranne per il vuole essere coccolato. La mia vita è andata oltre al nome, ho passato un momento della mia crescita in totale solitudine e perciò non potevo essere coccolato da nessuno. Perché non avevo nessuno vicino a me, fino ai 18 anni. E per l'ipocondriaco. Non ho paura delle malattie perché non ne ho: ho avuto l'influenza 2 sole volte nella vita (a 8 e 14 anni), ho preso l'ultima volta l'aspirina nel 2005... difficilmente ho la febbre...

https://www.facebook.com/teatro.forsennato

Credits foto by Marco Ventimiglia

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